Papa Leone XIV: “Rallegratevi sempre nel Signore”
Nella Domenica Gaudete, il Pontefice riflette su Giovanni Battista e invita alla gioia in mezzo alle prove, ricordando le recenti beatificazioni e la crisi in Congo
Città del Vaticano, 14 dicembre 2025 – Sotto un cielo nuvoloso, ma davanti a migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha recitato l’Angelus mariano questa domenica in occasione della terza domenica di Avvento, detta “Gaudete”, per l’invito alla gioia che risuona nella liturgia.
Nella sua meditazione, il Santo Padre ha concentrato la sua attenzione sul Vangelo del giorno, che presenta Giovanni Battista in carcere, mentre invia i suoi discepoli a chiedere a Gesù se sia Lui il Messia atteso. Leone XIV ha sottolineato come le opere di Cristo – ridare la vista ai ciechi, far camminare gli zoppi, guarire i lebbrosi e annunciare la Buona Novella ai poveri – rivelino l’identità del Salvatore e liberino l’umanità dallo scoraggiamento e dalla sofferenza.
«Quando Dio viene nel mondo, si fa vedere», ha affermato il Papa, invitando i cristiani a unire l’attesa dell’Avvento all’attenzione all’azione di Dio nella vita quotidiana. In questo tempo di gioia, li ha esortati a rallegrarsi anche nelle prove, perché «Gesù è la nostra speranza».
Dopo la preghiera dell’Angelus, Leone XIV ha ricordato le beatificazioni celebrate sabato in Spagna e Francia: 124 martiri della persecuzione religiosa di Jaén (1936-1938) e 50 martiri francesi, vittime del nazismo (1944-1945). “Lodiamo il Signore per questi coraggiosi testimoni del Vangelo”, ha detto, sottolineando la loro fedeltà di fronte all’odio per la fede.
Il Papa ha inoltre espresso la sua preoccupazione per la ripresa degli scontri nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, manifestando la sua vicinanza alla popolazione colpita e invitando le parti a porre fine alla violenza e a optare per il dialogo.
Infine, ha salutato calorosamente i pellegrini presenti, provenienti da vari Paesi e gruppi parrocchiali, e ha augurato a tutti una buona domenica.
Testo integrale del discorso di Papa Leone XIV durante l’Angelus
PAPA LEONE XIV
ANGELUS
Piazza San Pietro
III Domenica di Avvento, 14 dicembre 2025
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Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Il Vangelo di oggi ci fa visitare in carcere Giovanni il Battista, che si trova prigioniero a motivo della sua predicazione (cfr Mt 14,3-5). Ciò nonostante, egli non perde la speranza, diventando per noi segno che la profezia, anche se in catene, resta una voce libera in cerca di verità e di giustizia.
Dal carcere, infatti, Giovanni il Battista sente «parlare delle opere del Cristo» (Mt 11,2), che sono diverse da quelle che lui si aspettava. E allora manda a chiedergli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?» (v. 3). Chi cerca verità e giustizia, chi attende libertà e pace interroga Gesù. È proprio Lui il Messia, cioè il Salvatore promesso da Dio per bocca dei profeti?
La risposta di Gesù porta lo sguardo su coloro che Lui ha amato e servito. Sono loro: gli ultimi, i poveri, i malati a parlare per Lui. Il Cristo annuncia chi è attraverso quello che fa. E quello che fa è per tutti noi segno di salvezza. Infatti, quando incontra Gesù, la vita priva di luce, di parola e di gusto ritrova senso: i ciechi vedono, i muti parlano, i sordi odono. L’immagine di Dio, deturpata dalla lebbra, riacquista integrità e salute. Persino i morti, del tutto insensibili, tornano alla vita (cfr v. 5). Questo è il Vangelo di Gesù, la buona notizia annunciata ai poveri: quando Dio viene nel mondo, si vede!
Dalla prigione dello sconforto e della sofferenza ci libera la parola di Gesù: ogni profezia trova in Lui il compimento atteso. È Cristo, infatti, che apre gli occhi dell’uomo alla gloria di Dio. Egli dà parola agli oppressi, ai quali violenza e odio hanno tolto la voce; Egli vince l’ideologia, che rende sordi alla verità; Egli guarisce dalle apparenze che deformano il corpo.
Il Verbo della vita ci redime così dal male, che porta il cuore alla morte. Perciò, come discepoli del Signore, in questo tempo d’Avvento siamo chiamati a unire l’attesa del Salvatore all’attenzione per quello che Dio fa nel mondo. Allora potremo sperimentare la gioia della libertà che incontra il suo Salvatore: «Gaudete in Domino semper – Siate sempre lieti nel Signore» (Fil 4,4). Proprio con questo invito si apre la Santa Messa di oggi, terza domenica di Avvento, chiamata perciò domenica Gaudete. Gioiamo, dunque, perché Gesù è la nostra speranza soprattutto nell’ora della prova, quando la vita sembra perdere senso e tutto ci appare più buio, le parole ci mancano e fatichiamo ad ascoltare il prossimo.
La Vergine Maria, modello di attesa, di attenzione e di gioia, ci aiuti ad essere imitatori dell’opera del suo Figlio, condividendo con i poveri il pane e il Vangelo.
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Dopo l’Angelus
Cari fratelli e sorelle!
Ieri a Jaén, in Spagna, sono stati beatificati il sacerdote Emanuele Izquierdo e cinquantotto Compagni, insieme al sacerdote Antonio Montañés Chiquero e sessantaquattro Compagni, uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa degli anni 1936-38. E sempre ieri, a Parigi, sono stati beatificati Raymond Cayré, sacerdote, Gérard-Martin Cendrier, dell’Ordine dei Frati Minori, Roger Vallé, seminarista, Jean Mestre, laico e quarantasei Compagni, uccisi in odio alla fede negli anni 1944-45 durante l’occupazione nazista. Lodiamo il Signore per questi martiri, coraggiosi testimoni del Vangelo, perseguitati e uccisi per essere rimasti accanto alla propria gente e fedeli alla Chiesa!
Seguo con viva preoccupazione la ripresa degli scontri nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Mentre esprimo la mia vicinanza alla popolazione, esorto le parti in conflitto a cessare ogni forma di violenza e a ricercare un dialogo costruttivo, nel rispetto dei processi di pace in corso.
Saluto con affetto tutti voi, romani e pellegrini dell’Italia e di altre parti del mondo, in particolare i fedeli di Belo Horizonte, Zagabria, Spalato e Copenaghen; come pure quelli provenienti dalla Corea del Sud, dalla Tanzania e dalla Slovacchia. Saluto i gruppi venuti da Mestre, Biancavilla e Bussi sul Tirino; gli ex-allievi dell’Associazione Mornese Italia, l’Orchestra Filarmonica Pugliese, la Fondazione Oasi Nazareth di Corato, i giovani dell’Oratorio Salesiano di Alcamo e i cresimandi della Parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma.
Auguro a tutti una buona domenica.
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