Papa Leone XIV: “Quanto più è buia l’ora, tanto più splende la fede”
Angelus: Il Papa ci invita a testimoniare la verità di fronte alle persecuzioni e ai conflitti mondiali
Papa Leone XIV ha esortato i cristiani a non cedere alla paura di fronte alle tribolazioni del mondo, ricordando loro che la fede risplende più luminosa in mezzo alle tenebre. Durante la preghiera dell’Angelus, pronunciata dalla finestra del Palazzo Apostolico davanti a circa 40.000 fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha riflettuto sul brano evangelico della 33ª domenica del Tempo Ordinario (Luca 21,5-19), che affronta le sfide della storia e la fine dei tempi. Questa meditazione è seguita immediatamente dalla celebrazione della Messa per il Giubileo dei Poveri, in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Poveri, sottolineando il richiamo alla speranza e alla giustizia in un mondo segnato dalla sofferenza.
Riprendendo il “discorso escatologico” di Gesù, come è noto nella tradizione biblica, il Papa ha sottolineato l’invito del Signore a non allarmarsi per le notizie di guerre, rivolte, calamità naturali e persecuzioni. “Purtroppo, ogni giorno riceviamo notizie di conflitti, calamità e persecuzioni che affliggono milioni di uomini e donne”, ha osservato Leone XIV, ricordando l’attualità di queste parole evangeliche. Di fronte alla sofferenza e all’indifferenza che la ignora, le parole di Gesù proclamano che “l’aggressione del male non può distruggere la speranza di chi confida in Lui”. Con un’immagine poetica e confortante, il Pontefice ha affermato: “Quanto più è buia l’ora, come la notte, tanto più splende luminosa la fede come il sole”.
Il Papa ha approfondito il tema della persecuzione dei cristiani, tema ricorrente nei suoi insegnamenti, sottolineando che essa non si limita alla violenza fisica con le armi o ai maltrattamenti, ma si manifesta anche attraverso le parole: attraverso la menzogna e la manipolazione ideologica. «Proprio quando siamo pressati fisicamente e moralmente da questi mali, siamo chiamati a rendere testimonianza alla verità che salva il mondo, alla giustizia che libera i popoli dall’oppressione, alla speranza che indica a tutti la via della pace», ha esortato il successore di Pietro. Gesù, nel Vangelo, sottolinea che «per il mio nome» molti soffriranno, ma che questa avversità offre l’opportunità di rendere conto della propria fede. «Con la perseveranza guadagnerete la vita», ha citato il Papa, richiamando il versetto 19 di Luca, e ha aggiunto che i cristiani non sono impotenti di fronte alla sofferenza, poiché la grazia di Dio può trasformare anche la violenza in segno di redenzione.
In questo contesto, Leone XIV rivolse un appello speciale ai martiri di oggi, a quei fratelli e sorelle che soffrono per il nome di Gesù in varie parti del mondo. «Sono loro che ci ricordano che la grazia di Dio è capace di trasfigurare la violenza in segno di redenzione», affermò, unendo la sua preghiera a quella di tutti i perseguitati. Il Papa invitò tutti a unirsi a questi testimoni del Vangelo e a implorare l’intercessione della Vergine Maria, «Aiuto dei cristiani». «In ogni prova e difficoltà, la Vergine Santa ci consoli e ci sostenga», concluse, prima di impartire la benedizione apostolica.
L’Angelus di questa domenica, che chiude l’anno liturgico con uno sguardo all’imminente tempo di Avvento, risuona come un messaggio di forza per la Chiesa universale. In un mondo in cui sembrano prevalere l’indifferenza e l’egoismo, Papa Leone XIV ribadisce che la testimonianza cristiana non è un peso, ma una luce che illumina il cammino verso la pace e la salvezza. Questo appello si inquadra nella Giornata Mondiale dei Poveri, promossa dallo stesso Papa, che invita i fedeli a essere “costruttori di ponti” con i più bisognosi, riflettendo l’amore misericordioso di Cristo.
Al termine della preghiera, il Papa ha salutato i pellegrini presenti, provenienti da diversi Paesi, e ha rinnovato la sua preghiera per la pace nelle regioni martoriate dalla guerra, come il Medio Oriente e l’Ucraina, nonché per le vittime delle calamità naturali. “Il Signore ci dia la forza di perseverare nella fede, soprattutto nei momenti di buio”, ha implorato, prima di congedarsi per proseguire gli impegni giubilari. Questo Angelus, carico di speranza escatologica, invita l’intera comunità cristiana a essere lievito di verità in un mondo assetato di giustizia.
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