12 Maggio, 2026

Seguici su

Papa Leone XIV: “Non dimentichiamo i bambini che soffrono nei conflitti”

Udienza generale del 10 settembre 2025

Papa Leone XIV: “Non dimentichiamo i bambini che soffrono nei conflitti”

Mercoledì 10 settembre, sotto la pioggia, Papa Leone XIV ha radunato più di 35.000 fedeli in Piazza San Pietro per un’udienza generale caratterizzata da un messaggio di speranza e solidarietà.

Durante la sua catechesi, il Pontefice ha sottolineato che ogni grido di dolore, se affidato a Dio, non è segno di debolezza, ma piuttosto di coraggio che può trasformare la sofferenza in speranza. «Nei momenti di silenzio e di buio, Dio è presente. Ogni dolore può essere trasformato in forza per costruire un mondo migliore», ha affermato.

Al termine dell’udienza, il Papa ha rivolto un appello speciale per la protezione dei bambini colpiti dai conflitti armati. Ha ricordato la Giornata nazionale dei bambini polacchi vittime di guerra, evocando le sofferenze dei bambini polacchi durante la Seconda guerra mondiale e il loro ruolo nella ricostruzione del Paese. Ha inoltre esortato a non dimenticare i bambini dell’Ucraina, di Gaza e di altre regioni devastate dalla guerra, invitando tutti a includerli nella preghiera e in azioni umanitarie concrete.

Il messaggio di Papa Leone XIV rafforza la sua costante preoccupazione per la violenza e i conflitti nel mondo, sottolineando la necessità di solidarietà, preghiera e impegno internazionale per garantire la pace e il benessere dei più vulnerabili.

***

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 10 settembre 2025

___________________________________

Ciclo di Catechesi – Giubileo 2025. Gesù Cristo nostra speranza. III. La Pasqua di Gesù. 6. La morte. «Gesù, dando un forte grido, spirò» (Mc 15,37)

 

Cari fratelli e sorelle,
buongiorno e grazie per la vostra presenza, una bella testimonianza!

Oggi contempliamo il vertice della vita di Gesù in questo mondo: la sua morte in croce. I Vangeli attestano un particolare molto prezioso, che merita di essere contemplato con l’intelligenza della fede. Sulla croce, Gesù non muore in silenzio. Non si spegne lentamente, come una luce che si consuma, ma lascia la vita con un grido: «Gesù, dando un forte grido, spirò» (Mc 15,37). Quel grido racchiude tutto: dolore, abbandono, fede, offerta. Non è solo la voce di un corpo che cede, ma il segno ultimo di una vita che si consegna.

Il grido di Gesù è preceduto da una domanda, una delle più laceranti che possano essere pronunciate: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». È il primo verso del Salmo 22, ma sulle labbra di Gesù assume un peso unico. Il Figlio, che ha sempre vissuto in intima comunione con il Padre, sperimenta ora il silenzio, l’assenza, l’abisso. Non si tratta di una crisi di fede, ma dell’ultima tappa di un amore che si dona fino in fondo. Il grido di Gesù non è disperazione, ma sincerità, verità portata al limite, fiducia che resiste anche quando tutto tace.

In quel momento, il cielo si oscura e il velo del tempio si squarcia (cfr Mc 15,33.38). È come se il creato stesso partecipasse a quel dolore, e insieme rivelasse qualcosa di nuovo: Dio non abita più dietro un velo, il suo volto è ora pienamente visibile nel Crocifisso. È lì, in quell’uomo straziato, che si manifesta l’amore più grande. È lì che possiamo riconoscere un Dio che non resta distante, ma attraversa fino in fondo il nostro dolore.

Il centurione, un pagano, lo capisce. Non perché ha ascoltato un discorso, ma perché ha visto morire Gesù in quel modo: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15,39). È la prima professione di fede dopo la morte di Gesù. È il frutto di un grido che non si è disperso nel vento, ma ha toccato un cuore. A volte, ciò che non riusciamo a dire a parole lo esprimiamo con la voce. Quando il cuore è pieno, grida. E questo non è sempre un segno di debolezza, può essere un atto profondo di umanità.

Noi siamo abituati a pensare al grido come a qualcosa di scomposto, da reprimere. Il Vangelo conferisce al nostro grido un valore immenso, ricordandoci che può essere invocazione, protesta, desiderio, consegna. Addirittura, può essere la forma estrema della preghiera, quando non ci restano più parole. In quel grido, Gesù ha messo tutto ciò che gli restava: tutto il suo amore, tutta la sua speranza.

Sì, perché anche questo c’è, nel gridare: una speranza che non si rassegna. Si grida quando si crede che qualcuno possa ancora ascoltare. Si grida non per disperazione, ma per desiderio. Gesù non ha gridato contro il Padre, ma verso di Lui. Anche nel silenzio, era convinto che il Padre era lì. E così ci ha mostrato che la nostra speranza può gridare, persino quando tutto sembra perduto.

Gridare diventa allora un gesto spirituale. Non è solo il primo atto della nostra nascita – quando veniamo al mondo piangendo –: è anche un modo per restare vivi. Si grida quando si soffre, ma pure quando si ama, si chiama, si invoca. Gridare è dire che ci siamo, che non vogliamo spegnerci nel silenzio, che abbiamo ancora qualcosa da offrire.

Nel viaggio della vita, ci sono momenti in cui trattenere tutto dentro può consumarci lentamente. Gesù ci insegna a non avere paura del grido, purché sia sincero, umile, orientato al Padre. Un grido non è mai inutile, se nasce dall’amore. E non è mai ignorato, se è consegnato a Dio. È una via per non cedere al cinismo, per continuare a credere che un altro mondo è possibile.

Cari fratelli e sorelle, impariamo anche questo dal Signore Gesù: impariamo il grido della speranza quando giunge l’ora della prova estrema. Non per ferire, ma per affidarci. Non per urlare contro qualcuno, ma per aprire il cuore. Se il nostro grido sarà vero, potrà essere la soglia di una nuova luce, di una nuova nascita. Come per Gesù: quando tutto sembrava finito, in realtà la salvezza stava per iniziare. Se manifestata con la fiducia e la libertà dei figli di Dio, la voce sofferta della nostra umanità, unita alla voce di Cristo, può diventare sorgente di speranza per noi e per chi ci sta accanto.

____________________________

Saluti

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare ai fedeli delle seguenti Diocesi: Ivrea, con il Vescovo Mons. Daniele Salera; Chioggia, con il Vescovo Mons. Giampaolo Dianin; Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca, con il Vescovo Mons. Giacomo Cirulli; Nicosia, con il Vescovo Mons. Giuseppe Schillaci; Belluno-Feltre, con il Vescovo Mons. Renato Marangoni; Trapani, con il Vescovo Mons. Pietro Maria Fragnelli. Vi ringrazio della vostra presenza e vi invito a corrispondere generosamente alla grazia di Cristo Salvatore, che rinnova i cuori, le famiglie, la società.

Saluto le parrocchie di Sant’Alessio in Roma, Santa Maria Assunta in Grumo Appula, Sant’Antonio di Padova in Castellamare di Stabia; i fedeli di Palmi, Bergamo e delle Valli Beriche. Saluto altresì i partecipanti al Congresso dell’Associazione Canonistica Italiana, i fratelli di Gesù Misericordioso nel 25° anniversario di fondazione, e i partecipanti alla Conferenza internazionale sul microbiota intestinale.

Il mio pensiero va infine ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. A ciascuno assicuro la mia preghiera: per voi giovani chiedo al Signore il dono di una fede sempre più matura; per voi malati, una fede sempre più forte e per voi sposi novelli una fede sempre più profonda. A tutti la mia benedizione!

Exaudi Redazione

Che cosa è Exaudi News? Exaudi News è un agenzia cattolica internazionale che informa, istruisce e trasforma quotidianamente in spagnolo, inglese e italiano. Attraverso notizie, articoli di analisi e trasmissioni in diretta degli eventi del Papa, Exaudi cerca di rafforzare l'unità dei cristiani e di contribuire all'evangelizzazione del mondo, sempre guidato dalla dottrina sociale della Chiesa. Lavoriamo per portare la verità e i valori cristiani in ogni angolo del pianeta. Aiutaci a trasformare il mondo con Exaudi! Noi di Exaudi crediamo che l'evangelizzazione e l'informazione di qualità possano cambiare la vita. Per continuare la nostra missione ed espandere la nostra portata, abbiamo bisogno del tuo aiuto. Stiamo anche cercando persone motivate che vogliano unirsi al nostro team. Grazie al vostro sostegno raggiungeremo più persone, diffonderemo il messaggio di Cristo e rafforzeremo l'unità dei cristiani. Vuoi unirti alla nostra missione? Per maggiori informazioni su come contribuire, visita Exaudi.org/it o contattaci direttamente: [email protected] Exaudi: informa, forma e trasforma.