Papa Leone XIV ha ricevuto un film e un album su due francescani polacchi, martiri in Perù
Un documento visivo sulla vita e il martirio dei francescani assassinati in Perù, tra film e fotografie inedite
Durante l’udienza generale del 10 settembre Leone XIV ha ricevuto da Krzysztof Tadej, un giornalista e regista polacco, un album e un film sui francescani polacchi assassinati in Perù, Zbigniew Strzałkowski e Michał Tomaszek. I frati furono rapiti il 9 agosto 1991 e poi fucilati dai terroristi maoisti di Sendero Luminoso a Pariacoto. Riconosciuti dalla Chiesa come martiri furono beatificati nel 2015 a Chimbote proprio quando in Perù si trovava padre Robert Prevost, allora vescovo di Chiclayo.
Tadej fu subito affascinato dalle figure di questi due martiri che svolgevano la loro missione a 11 mila chilometri dalla Polonia natia. Partirono per l’America Latina nel 1988. L’ordine francescano decise di aprire una nuova missione a Pariacoto, nella diocesi di Chimbote, in una zona montagnosa e isolata del Perù, a 1200 metri di altitudine. I tre polacchi arrivarono presto nel paesino andino e trovarono una difficile realtà: la popolazione viveva in estrema povertà, non c’erano né luce né acqua, la chiesa era in uno stato di abbandono. La parrocchia copriva un territorio grande come una diocesi europea, con 73 villaggi, di cui alcuni a 4.000 metri di altitudine. Purtroppo, nella zona era molto attiva l’organizzazione maoista Sendero Luminoso. Il lavoro di evangelizzazione e di assistenza alla popolazione dava fastidio ai comunisti che miravano a fare la rivoluzione. Per questo motivo servivano loro le masse scontente e arrabbiate con i governanti. Negli anni Ottanta e Novanta i terroristi di Sendero Luminoso causarono la morte o la sparizione di circa 70.000 persone: combattevano una vera guerra civile.
Il lavoro di evangelizzazione e di assistenza alla popolazione dava fastidio ai comunisti che miravano a fare la rivoluzione. Per questo motivo servivano loro le masse scontente e arrabbiate con i governanti. La sera del 9 agosto 1991 i senderisti arrivarono alla missione di Pariacoto per cercare i sacerdoti. In quel momento si trovavano lì soltanto i due frati oggi beati, perché il superiore era partito per la Polonia. Fra Zbigniew e fra Michał si presentarono ai terroristi e subito vennero caricati su una camionetta che li portò fuori dal villaggio. In macchina salì anche una coraggiosa suora peruviana, suor Berta, che divenne testimone delle accuse rivolte dagli aguzzini ai frati durante un grottesco processo rivoluzionario. Può sembrare una cosa assurda ma furono accusati di fare del bene e perciò di frenare la rabbia del popolo e di rallentare la rivoluzione, di essere mandati da Giovanni Paolo II e dalla CIA e di proclamare Dio. Poco dopo, nelle vicinanze del piccolo cimitero del paese, vennero giustiziati, insieme al sindaco di Pariacoto, con un colpo alla nuca. I terroristi lasciarono un messaggio sul corpo insanguinato di padre Strzałkowski: «Così muoiono i servi dell’imperialismo».

Quando dal Perù arrivò la drammatica notizia dell’assassinio dei francescani Giovanni Paolo II si trovava a Cracovia per la Giornata mondiale della gioventù. Commentando questo doloroso fatto il Papa disse: «Sono i nuovi santi martiri del Perù». Ventitré anni e mezzo dopo la loro morte, il 3 febbraio 2015, la Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto il martirio dei Servi di Dio Zbigniew e Michał e Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del relativo decreto. La loro beatificazione ha avuto luogo il 5 dicembre 2015 nella città peruviana di Chimbote, diocesi dove i martiri svolgevano la loro missione.
Prima della beatificazione, Tadej decise di preparare un film documento per la televisione polacca TVP sulla vita di questi due martiri intitolato “La vita non va sprecata”. Le riprese del film durarono sei mesi, sia in Perù sia in Polonia. Il regista visitava i luoghi legati a questi francescani polacchi raccogliendo un’importante documentazione fotografica e video. Il film presentato alla vigilia della beatificazione riscosse un grande successo, anche nel mondo tenendo conto che fu preparato in 7 lingue. La pellicola di Tadej fu riconosciuta miglior film nella categoria documentari nell’ambito del Festival “Mirabile Dictu” 2016.
E proprio questo film è stato consegnato dal regista a Leone XIV durante l’udienza del 10 settembre. Proprio per questa occasione Tadej ha preparato un album con le fotografie scattate in Perù dei luoghi e delle persone legate alla storia dei martiri francescani ma conosciuti anche da padre Prevost. Durante l’udienza Leone XIV ha firmato le fotografie con le reliquie di padre Michal e Zbigniew: una per il santuario dei martiri che si sta organizzando in Polonia, l’altra per il regista stesso.

Va detto che Krzysztof Tadej è l’autore di un’unica intervista con la tata del santo Carlo Acutis, Beata Sperczyńska, che è stata pubblicata in esclusiva dal settimanale cattolico polacco “Niedziela” e, in Italia, da “Famiglia Cristiana”. Tadej ha consegnato le copie di questi due settimanali al Papa che si è mostrato interessato alla storia di questa giovane polacca che per quatto anni si occupava del piccolo Carlo, oggi santo.
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