Papa Leone XIV: Dio si avvicina all’umanità e chiede la fine della violenza
Celebrazione di Natale in Vaticano e messaggio di pace di fronte alla violenza
In un’udienza tenutasi il 15 dicembre in Vaticano, Papa Leone XIV ha ricevuto le delegazioni che hanno donato il presepe nell’Aula Paolo VI e l’ albero e il presepe in Piazza San Pietro, in un atto che segna l’inizio delle celebrazioni natalizie nella Città Eterna.
Durante l’incontro con i donatori, il Papa ha sottolineato il valore spirituale di questi simboli tradizionali, sottolineando che il presepe ci ricorda che Dio si avvicina all’umanità venendo al mondo con la semplicità di un bambino, e che questa umiltà ci invita a cercare momenti di silenzio e di preghiera per incontrare Dio nella nostra vita.
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Significato dei simboli natalizi
Il presepe che adorna Piazza San Pietro proviene dalla diocesi italiana di Nocera Inferiore-Sarno e comprende elementi rappresentativi della cultura e della storia di quella regione. Il Papa ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato alla sua realizzazione, sottolineando come l’arte possa essere una via d’accesso per esprimere la fede e le radici culturali di ogni comunità.
Nel frattempo, l’abete rosso che campeggia nella piazza, portato dai boschi del nord Italia, è stato descritto come simbolo di vita e di speranza , soprattutto nei momenti difficili, con il suo fogliame che rimane verde anche d’inverno e le sue luci che evocano Cristo come “luce del mondo”.
Il presepe installato nell’Aula Paolo VI, intitolato Gaudium Nativity e donato dalla Costa Rica, comprende migliaia di nastri colorati che rappresentano vite protette dall’aborto grazie alla preghiera e al sostegno delle organizzazioni cattoliche, un messaggio che il Papa ha particolarmente apprezzato per il suo appello a favore della difesa della vita fin dal concepimento.
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Un messaggio di pace in un contesto di dolore
Nel corso dei festeggiamenti, il Santo Padre ha anche dedicato un momento a ricordare le vittime del recente attacco terroristico a Sydney, in Australia, in cui una comunità ebraica è stata attaccata durante la celebrazione di Hanukkah, provocando numerosi morti e feriti.
Leone XIV espresse il suo dolore per questo atto di violenza e lanciò un forte appello affinché cessassero gli attacchi antisemiti in tutto il mondo, rinnovando l’invito a eliminare l’odio dai cuori delle persone e a ricercare vie di riconciliazione e solidarietà tra tutti i popoli.
Il Papa ha ricordato che il tempo natalizio deve ispirare fraternità, pace e speranza, soprattutto per quanti vivono circostanze di dolore e di conflitto.
DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
AI DONATORI DEL PRESEPE DELL’AULA PAOLO VI
E DELL’ALBERO E DEL PRESEPE DI PIAZZA SAN PIETRO
Aula Paolo VI
Lunedì, 15 dicembre 2025
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Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo,
La pace sia con voi!
Cari fratelli e sorelle, hermanos y hermanas,
sono lieto di accogliere tutti voi, qui convenuti per la presentazione ufficiale del Presepe e dell’Albero che decorano Piazza San Pietro, come pure della Natività posta in quest’Aula.
Saluto la Delegazione della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, da cui proviene il Presepe: il Vescovo Mons. Giuseppe Giudice, le Autorità civili, i diversi gruppi ecclesiali. Vi sono grato per quest’opera artistica che richiama elementi tipici del vostro territorio, come il Battistero di Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore, la fontana Helvius di Sant’Egidio del Monte Albino e i caratteristici cortili dell’Agro Nocerino-Sarnese. Sono luoghi abitati da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, dai Servi di Dio Don Enrico Smaldone e Alfonso Russo. Ringrazio le imprese coinvolte, le maestranze e quanti hanno ideato il progetto e collaborato alla sua realizzazione, mirando ad unire arte e spiritualità in una scenografia che racconta la fede e le radici culturali della vostra terra.
Ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo che si recheranno a Piazza San Pietro, la scena della natività ricorderà che Dio si fa vicino all’umanità, si fa uno di noi, entrando nella nostra storia con la piccolezza di un bambino. Infatti, nella povertà della stalla di Betlemme, contempliamo un mistero di umiltà e di amore. Davanti ad ogni presepe, anche quelli realizzati nelle nostre case, noi riviviamo quell’Avvenimento e riscopriamo la necessità di cercare momenti di silenzio e di preghiera nella nostra vita, per ritrovare noi stessi ed entrare in comunione con Dio.
La Vergine Maria è il modello del silenzio adorante. A differenza dei pastori che, tornando da Betlemme, glorificano Dio e raccontano quello che avevano visto e udito, la Madre di Gesù custodisce tutto nel suo cuore (cfr Lc 2,19). Il suo silenzio non è semplice tacere: è meraviglia e adorazione.
Accanto al Presepe, c’è l’abete rosso proveniente dai boschi dei comuni di Lagundo e di Ultimo, nella Diocesi di Bolzano-Bressanone. Saluto la Delegazione che viene da quella bella terra: il Vescovo Mons. Ivo Muser, i Sindaci, le altre Autorità e le diverse aggregazioni ecclesiali e civili. L’albero, con le sue fronde sempreverdi, è segno di vita e richiama la speranza che non viene meno neppure nel freddo dell’inverno. Le luci che lo adornano simboleggiano Cristo luce del mondo, venuto a fugare le tenebre del peccato e a illuminare il nostro cammino. Oltre al grande abete, da quelle stesse località dell’Alto Adige provengono gli altri alberi di dimensioni più piccole destinati a uffici, luoghi pubblici e ambienti vari della Città del Vaticano.
La rappresentazione della Natività, che rimarrà in quest’Aula per tutto il periodo natalizio, proviene dal Costa Rica e si intitola Nacimiento Gaudium. Ognuno dei ventottomila nastri colorati che decorano la scena rappresenta una vita preservata dall’aborto grazie alla preghiera e al sostegno fornito da organizzazioni cattoliche a molte madri in difficoltà. Ringrazio l’artista costaricana che ha voluto, insieme al messaggio di pace del Natale, lanciare anche un appello affinché venga protetta la vita fin dal concepimento. Saluto la Delegazione del Costa Rica, in particolare la Signora Signe Zeicate, Prima Dama della Repubblica, con la figlia, e l’Ambasciatore di Costa Rica presso la Santa Sede.
Cari fratelli e sorelle, il Presepio e l’Albero sono segni di fede e di speranza; mentre li contempliamo nelle nostre case, nelle parrocchie e nelle piazze, chiediamo al Signore di rinnovare in noi il dono della pace e della fraternità. Preghiamo per quanti soffrono a causa della guerra e della violenza; in particolare oggi desidero affidare al Signore le vittime della strage terroristica compiuta ieri a Sydney contro la comunità ebraica. Basta con queste forme di violenze antisemitiche! Dobbiamo eliminare l’odio dai nostri cuori.
Lasciamo che la tenerezza del Bambino Gesù illumini la nostra vita. Lasciamo che l’amore di Dio, come le fronde di un albero sempreverde, rimanga fervido in noi. Rinnovo la mia gratitudine a tutti voi, come pure alla Direzione Infrastrutture e Servizi del Governatorato per il generoso impegno e, mentre invoco la materna protezione di Maria Santissima su di voi e sulle vostre famiglie, di cuore vi imparto la benedizione apostolica.
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