15 Aprile, 2026

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Papa Leone XIV difende la famiglia come “luce di speranza” tra le minacce moderne

Angelus, 28 dicembre 2025. Festa della Sacra Famiglia

Papa Leone XIV difende la famiglia come “luce di speranza” tra le minacce moderne

Papa Leone XIV ha invitato i fedeli a proteggere l’amore familiare dagli “Erode moderni” che minacciano la società con egoismo, potere e solitudine.

Dalla finestra del Palazzo Apostolico in Piazza San Pietro, davanti a migliaia di pellegrini e fedeli, il Santo Padre ha riflettuto sul racconto evangelico della Fuga in Egitto (Mt 2,13-15.19-23). ​​Nell’omelia, ha sottolineato come la Sacra Famiglia – Gesù, Maria e Giuseppe – sia diventata rifugio e fonte di salvezza di fronte alla violenza del re Erode, simbolo di un potere ossessionato dal preservare i privilegi ha spese degli innocenti.

«Nel mondo dispotico e avido che il tiranno rappresenta, la Sacra Famiglia è il nido e la culla dell’unica possibile risposta di salvezza: quella di Dio che, con totale gratuità, si dona agli uomini senza riserve e senza pretese», ha affermato Leone XIV, primo pontefice americano della storia, eletto nel maggio 2025 dopo la morte di Francesco.

Il Papa ha paragonato Erode ai “miti del successo a tutti i costi” e del “potere senza scrupoli” che, purtroppo, sono ancora presenti oggi. “Il mondo ha sempre i suoi ‘Erode’”, ha avvertito, notando che queste figure generano solitudine, disperazione e conflitti.

In risposta, Leone XIV invitò le famiglie cristiane a essere “luce di speranza” custodendo i valori evangelici come la preghiera, i sacramenti, il dialogo sincero e la fedeltà quotidiana. “Non permettiamo che queste illusioni spengano la fiamma dell’amore nelle famiglie cristiane”, insisteva.

In un messaggio rivolto specificamente alle famiglie colpite dalla guerra, il Papa ha chiesto preghiere per i bambini, gli anziani e le persone vulnerabili. “Affidiamoci insieme all’intercessione della Santa Famiglia di Nazareth”, ha concluso, prima di impartire la sua benedizione.

Dopo la preghiera mariana, Leone XIV salutò diversi gruppi di pellegrini presenti, tra cui giovani italiani e fedeli provenienti da varie diocesi, rafforzando il suo messaggio di vicinanza e di preghiera per la pace nel mondo.

Testo completo dell’Angelus:

FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

PAPA LEONE XIV

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 28 dicembre 2025

 

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Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Oggi celebriamo la Festa della Santa Famiglia e la Liturgia ci propone il racconto della “fuga in Egitto” (cfr Mt 2,13-15.19-23).

È un momento di prova per Gesù, Maria e Giuseppe. Sul quadro luminoso del Natale si proietta infatti, quasi improvvisamente, l’ombra inquietante di una minaccia mortale, che ha la sua origine nella vita tormentata di Erode, un uomo crudele e sanguinario, temuto per la sua efferatezza, ma proprio per questo profondamente solo e ossessionato dalla paura di essere spodestato. Egli, quando apprende dai Magi che è nato il “re dei Giudei” (cfr Mt 2,2), sentendosi minacciato nel suo potere, decreta l’uccisione di tutti i bambini di età corrispondente a quella di Gesù. Nel suo regno Dio sta realizzando il miracolo più grande della storia, in cui trovano compimento tutte le antiche promesse di salvezza, ma questo lui non riesce a vederlo, accecato dal timore di perdere il trono, le sue ricchezze, i suoi privilegi. A Betlemme c’è luce, c’è gioia: alcuni pastori hanno ricevuto l’annuncio celeste e davanti al Presepe hanno glorificato Dio (cfr Lc 2,8-20), ma di tutto ciò niente riesce a penetrare oltre le difese corazzate del palazzo reale, se non come eco distorta di una minaccia, da soffocare nella violenza cieca.

Proprio questa durezza di cuore, però, evidenzia ancora di più il valore della presenza e della missione della Santa Famiglia che, nel mondo dispotico e ingordo che il tiranno rappresenta, è nido e culla dell’unica possibile risposta di salvezza: quella di Dio che, in totale gratuità, si dona agli uomini senza riserve e senza pretese. E il gesto di Giuseppe che, obbediente alla voce del Signore, porta in salvo la Sposa e il Bambino, si manifesta qui in tutto il suo significato redentivo. In Egitto, infatti, la fiamma d’amore domestico a cui il Signore ha affidato la sua presenza nel mondo cresce e prende vigore per portare luce al mondo intero.

Mentre guardiamo con stupore e gratitudine a questo mistero, pensiamo alle nostre famiglie, e alla luce che pure da esse può venire alla società in cui viviamo. Il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi “Erode”, i suoi miti di successo ad ogni costo, di potere senza scrupoli, di benessere vuoto e superficiale, e spesso ne paga le conseguenze in solitudine, disperazione, divisioni e conflitti. Non lasciamo che questi miraggi soffochino la fiamma dell’amore nelle famiglie cristiane. Al contrario, custodiamo in esse i valori del Vangelo: la preghiera, la frequenza ai sacramenti – specialmente la Confessione e la Comunione – gli affetti sani, il dialogo sincero, la fedeltà, la concretezza semplice e bella delle parole e dei gesti buoni di ogni giorno. Ciò le renderà luce di speranza per gli ambienti in cui viviamo, scuola d’amore e strumento di salvezza nelle mani di Dio (cfr Francesco, Omelia nella Messa per il X Incontro mondiale delle famiglie, 25 giugno 2022).

Chiediamo allora al Padre dei Cieli, per intercessione di Maria e di San Giuseppe, di benedire le nostre famiglie e tutte le famiglie del mondo, perché, crescendo sul modello di quella del suo Figlio fatto uomo, siano per tutti segno efficace della sua presenza e della sua carità senza fine.

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Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

rivolgo il mio caloroso saluto a tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi.

In particolare, saluto i ragazzi di Clusone, Gerenzano e San Bartolomeo in Bosco, i cresimandi di Adrara San Martino, i giovani e i ministranti di Brescia, i partecipanti al pellegrinaggio dei preadolescenti dell’Unità Pastorale di Sarezzo e gli Scout di Treviso.

Saluto inoltre gli educatori dell’Azione Cattolica di Limena e quelli di Morciano di Romagna, gli animatori dell’Oratorio San Pio X di Portogruaro, il gruppo di volontari di Borgomanero, i fedeli di San Cataldo e Serradifalco e i membri della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino.

Nella luce del Natale del Signore, continuiamo a pregare per la pace. Oggi, in particolare, preghiamo per le famiglie che soffrono a causa della guerra, per i bambini, gli anziani, le persone più fragili. Affidiamoci insieme all’intercessione della Santa Famiglia di Nazaret.

Auguro a tutti buona domenica!

Exaudi Redazione

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