“Non dimentichiamo chi soffre e facciamo in modo che la nostra carità sia una carità concreta!”
Le parole del Papa dopo la preghiera dell'Angelus
Dopo l’Angelus
Cari fratelli e sorelle,
l’amore di Gesù ci chiede di lasciarci toccare dalle situazioni di chi è provato. Penso specialmente alla Siria e alla Turchia, alle tantissime vittime del terremoto, ma pure ai drammi quotidiani del caro popolo ucraino e di tanti popoli che soffrono a causa della guerra o a motivo della povertà, della mancanza di libertà o delle devastazioni ambientali: tanti popoli… Sono vicino in tal senso alla popolazione neozelandese, colpita negli ultimi giorni da un devastante ciclone. Fratelli e sorelle, non dimentichiamo chi soffre e facciamo in modo che la nostra carità sia attenta, sia una carità concreta!
Rivolgo il mio saluto a tutti voi, venuti dall’Italia e da altri Paesi. Saluto i pellegrini di Oviedo (Spagna) e gli alunni di Vila Pouca de Aguair in Portogallo.
Saluto poi i gruppi dell’Azione Cattolica di Rimini e di Saccolongo; i fedeli di Lentiai, Torino e Bolzano; i ragazzi della Cresima di Valvasone e Almenno San Salvatore; gli adolescenti e i giovani di Tricesimo, Leno, Chiuppano e Fino Mornasco; i chierichetti di Arcene e gli alunni della scuola Sant’Ambrogio di Milano.
Auguro a tutti una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci.
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