03 Maggio, 2026

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“Messaggeri cristiani di speranza”

Papa Leone XIV elogia la Finlandia come “modello di ecumenismo” e invita i cristiani a portare la luce del Signore negli angoli più bui del mondo

“Messaggeri cristiani di speranza”

Durante l’udienza tenutasi lunedì 19 gennaio 2026 in Vaticano, Papa Leone XIV ha accolto calorosamente la delegazione ecumenica annuale della Finlandia, composta da luterani, ortodossi e cattolici, in coincidenza con la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e la festa di Sant’Enrico, patrono del paese nordico.

Nel suo discorso, il Papa ha incentrato la sua riflessione sul tema della Settimana di preghiera: «Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati» (Ef 4,4). Ha sottolineato che questa unica speranza è radicata in «un solo battesimo per il perdono dei peccati», fondamento di ogni fraternità cristiana.

In un contesto globale in cui molti sono tentati dalla disperazione, Leone XIV affermò con forza: «Abbiamo la missione essenziale, come messaggeri cristiani di speranza, di portare la luce del Signore negli angoli più bui del nostro mondo». Sebbene il Giubileo della Speranza si sia recentemente concluso con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, «la nostra speranza cristiana non conosce fine né limite», perché è alimentata dalla grazia di Gesù Cristo, «l’incarnazione stessa della speranza per tutti».

Il Papa ha elogiato la Finlandia come “modello di ecumenismo” nel panorama cristiano contemporaneo. Ha evidenziato segni concreti di questa fraternità:

  • Dichiarazione trilaterale dei vescovi di Helsinki (ortodossi, luterani e cattolici) per promuovere una “cultura di speranza, dignità e compassione”, in particolare nelle cure palliative e nella fase finale della vita.
  • La Conferenza episcopale cattolica nordica ha riconosciuto il documento finlandese sul dialogo cattolico-luterano “Crescere la comunione” come una “pietra miliare preziosa” nel cammino ecumenico.
  • La consolidata tradizione di celebrare insieme la festa di Sant’Enrico è un esempio vivente di ecumenismo pratico.

Leone XIV ha espresso il suo sostegno alla sesta fase del dialogo internazionale cattolico-luterano, che inizierà a febbraio, e ha espresso la fiducia che le esperienze finlandesi, con il vescovo Raimo Goyarrola come co-presidente, arricchiranno questo processo.

Al termine dell’incontro, il Santo Padre ha augurato alla delegazione un proficuo pellegrinaggio a Roma, ha invocato l’intercessione degli Apostoli Pietro e Paolo, insieme a Sant’Enrico, affinché li rafforzino come “portatori di speranza”, e ha assicurato la sua preghiera. Come ultimo gesto di unità, ha invitato tutti a recitare insieme il Padre Nostro in inglese.

Testo completo:

DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
ALLA DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDESE
IN OCCASIONE DELLA FESTA DI SANT’ENRICO

Lunedì, 19 gennaio 2026

 

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Eminenza,
Eccellenze,
Cari fratelli e sorelle
,

In occasione del vostro pellegrinaggio ecumenico a Roma, vi porgo i miei più calorosi saluti, poiché celebrate anche la Festa di sant’Enrico. In particolare, do il benvenuto all’Arcivescovo Tapio Luoma: grazie per le sue premurose parole, con le quali ha ricordato il 750° anniversario dell’Arcidiocesi di Turku e ha trasmesso un messaggio del Presidente della Repubblica di Finlandia, il signor Alexander Stubb, che ringrazio. Saluto inoltre l’Arcivescovo Elia di Helsinki e di tutta la Finlandia e il Vescovo Raimo Goyarrola di Helsinki, che rappresentano rispettivamente i fedeli ortodossi e cattolici in Finlandia.

La vostra visita a Roma coincide felicemente con la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, il cui tema, quest’anno, è tratto dalla Lettera di san Paolo agli Efesini: «Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati» (4, 4). Questa speranza ha il suo solido fondamento nel «solo Battesimo per il perdono dei peccati» (come ci viene trasmesso dal Credo niceno-costantinopolitano), che è la radice stessa di ogni fratellanza cristiana. In un tempo in cui le persone sono spesso tentate da un senso di sconforto, noi abbiamo la missione essenziale, come messaggeri cristiani di speranza, di portare la luce del Signore negli angoli più bui del nostro mondo. Sebbene il Giubileo della Speranza si sia ormai concluso con la recente chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, la nostra speranza cristiana non conosce fine né confini. Pertanto, incoraggiati e rafforzati dalla grazia di Gesù Cristo, che è l’incarnazione stessa della speranza per tutti, siamo chiamati e inviati a dare testimonianza di questa verità salvifica con parole edificanti e azioni caritatevoli.

A tale proposito, apprezzo i molti segni di speranza che ci sono tra i cristiani in Finlandia. In particolare, mi ha fatto piacere apprendere che la Finlandia è stata descritta come «Paese modello di ecumenismo». Di fatto, so che i vescovi di Helsinki, in una dichiarazione trilaterale ortodossa-luterana-cattolica, stanno cercando di promuovere una «cultura di speranza, dignità e compassione» e che insieme hanno affermato che «lo sviluppo delle cure palliative e terminali deve continuare». È inoltre degno di nota che la Conferenza episcopale cattolica dei Paesi nordici lo scorso settembre ha riconosciuto il documento del Dialogo cattolico-luterano nazionale “Communion in Growth” con la sua “Dichiarazione di accoglimento”, definendolo una «preziosa pietra miliare sul cammino ecumenico». Questi esempi di cooperazione, unitamente all’antica tradizione di celebrare insieme la Festa di Sant’Enrico, sono segni eloquenti di un ecumenismo concreto e fecondo e possono servire a incoraggiare la sesta fase del Dialogo luterano-cattolico internazionale che inizierà il mese prossimo. Sono certo che il Vescovo Goyarrola, come Co-Presidente, apporterà queste esperienze positive dell’ecumenismo finlandese a questo Dialogo.

Cari amici, con queste riflessioni vi auguro una piacevole e feconda visita a Roma. Possiate essere rafforzati come «portatori di speranza» attraverso l’intercessione dei santi Apostoli Pietro e Paolo e di sant’Enrico. Assicurandovi delle mie preghiere, invoco volentieri su di voi e su tutti coloro che rappresentate le abbondanti benedizioni di Dio onnipotente.

E come segno della nostra amicizia in Cristo, ora vorrei invitare tutti voi, tutti noi a recitare insieme il Padre Nostro in inglese:

Our Father…

Grazie molte.

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L’Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 14, lunedì 19 gennaio 2026, p. 2.

Exaudi Redazione

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