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Rosa Montenegro

Voci

29 Settembre, 2026

6 min

«Manderò il mio angelo davanti a te…»

Il viaggio nel deserto

«Manderò il mio angelo davanti a te…»
L'angelo custode con il bambino Guglielmo Cortese. Immagine copyright © Museo Nacional del Prado

Viviamo in una cultura che ha imparato a fare a meno dell’invisibile. Per questo, per molti, parlare di angeli suona come una leggenda antica o una decorazione natalizia.

Eppure, ogni 29 settembre, la Chiesa celebra per nome i tre arcangeli —Michele, Gabriele e Raffaele— come quelle che il Catechismo definisce “creature spirituali” che esistono realmente, create da Dio “all’inizio” di tutta la creazione e interamente orientate verso di Lui. 1

I loro nomi e le loro missioni danno voce a tre esigenze ben precise del nostro tempo.

Miguel: Ricorda chi sono

Ci sono momenti in cui ci siamo persi nella nebbia.

Continuiamo ad andare avanti. Lavoriamo, prendiamo decisioni, risolviamo problemi, portiamo a termine i progetti. Dall’esterno, potrebbe persino sembrare che sappiamo dove stiamo andando. Ma dentro di noi iniziamo a sentirci disorientati.

Siamo sopraffatti da questioni urgenti che ci fanno credere di poterci auto-sabotare e decidere tutto da soli.

Ma nessuno conosce il proprio destino se ha dimenticato le proprie origini.

Miguel significa: “Chi è come Dio? “

Miguel combatte con incrollabile lealtà per una causa che non gli appartiene.

Nel Libro dell’Apocalisse, appare mentre sconfigge il drago, difendendo il popolo di Dio dal male. 2

«Allora scoppiò una guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il drago, e il drago e i suoi angeli combatterono contro di loro. Ma non fu abbastanza forte da vincerli e furono scacciati dal cielo. E il gran drago, il serpente antico, chiamato diavolo o Satana, che seduce tutto il mondo, fu scacciato sulla terra, e con lui anche i suoi angeli».

La sua lotta non ha origine dentro di sé: Michele vince perché Dio agisce in lui.

E proprio per questo motivo, il suo nome ci riporta a una domanda a cui nessuna strategia di auto-aiuto può dare una risposta completa:

Chi sono io? Qual è la mia origine? Qual è il mio destino?

Gabriele: imparare ad ascoltare

Gabriele è il messaggero di Dio. La sua missione appare decisiva nell’Annunciazione: portare a Maria una chiamata che cambierà la storia. 3

L’angelo Gabriele entrò in casa della Vergine e le disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». Maria fu molto turbata da queste parole; ma l’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù, Figlio dell’Altissimo». Maria gli rispose: «Ecco la serva del Signore; avvenga di me secondo la tua parola».

 

Possiamo essere permanentemente connessi eppure aver perso la capacità di ascoltare ciò che conta veramente. Gabriele non porta un messaggio proprio; porta una parola ricevuta. E la sua presenza suggerisce qualcosa di inquietante all’orecchio contemporaneo:

Dio non ha smesso di parlare,

Abbiamo smesso di tacere per ascoltare.

Maria non conosceva tutti i dettagli del percorso quando ha risposto.

La fede è un dono. Non è il risultato della riflessione.

Rafael: rivedere

Raffaele compare nel Libro di Tobia come compagno di viaggio, protettore e guaritore. Accompagna Tobia in un viaggio incerto e partecipa alla guarigione delle ferite della sua famiglia. Per questo motivo, la devozione popolare lo invoca come santo patrono dei viaggiatori, dei malati e di coloro che cercano la guarigione.

Esiste una sorta di cecità che non ha nulla a che vedere con la vista. Possiamo sapere moltissime cose eppure essere incapaci di vedere; possedere informazioni e mancare di discernimento; guardare alla nostra vita e non riconoscerci in essa.

Rafael ricorda che a volte non abbiamo bisogno di una risposta immediata, ma di qualcuno che ci accompagni finché non riacquistiamo la vista.

Dal cielo alla realtà: l’angelo custode

Michele, Gabriele e Raffaele hanno una missione che si estende a interi popoli, alla storia della salvezza e a momenti decisivi delle Scritture. Sono, per così dire, la provvidenza di Dio su vasta scala.

Ma la fede cattolica insegna qualcosa di ancora più profondo: che ogni persona, fin dall’inizio della sua esistenza, ha un proprio angelo custode, affidatole da Dio per vegliare su di lei e guidarla a Lui. Non si tratta di una figura decorativa da cartone animato, ma di un insegnamento costante della Tradizione, supportato dalle parole di Gesù: «i loro angeli vedono sempre il volto del Padre mio», riferendosi ai più piccoli.

Ecco la differenza fondamentale: non è necessario essere un popolo eletto, o essere protagonisti di un episodio biblico, o vivere un momento cruciale della storia, per avere qualcuno dalla parte di Dio che ti accompagni nel tuo cammino. Devi semplicemente esistere.

Questo cambia la questione. Se Michele, Gabriele e Raffaele ci mostrano che Dio interviene nella storia, l’angelo custode ci mostra che Dio interviene nella mia. Non nell’umanità in astratto, ma in questa vita concreta, con questo nome, queste ferite e queste decisioni in sospeso.

Non siamo fatti per stare soli

Michele, Gabriele e Raffaele non ci invitano ad abbandonare la terra per contemplare il cielo. La loro vera missione, ricevuta da Dio, è ciò che illumina – non sostituisce – ciò che scopriamo su noi stessi: la nostra origine, la nostra vocazione, il nostro cammino e il nostro destino. E l’angelo custode aggiunge qualcosa in più: che questo stesso disegno, su vasta scala nella storia, si ripete anche sulla scala più piccola e silenziosa di ogni singola vita.

San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, espresse qualcosa di simile con una semplice immagine: nessuno è “un verso solitario” ; siamo tutti “versi della stessa poesia” .⁷ Forse in una cultura che ha imparato a fare a meno del soprannaturale, quest’immagine suona come mera poesia. Ma ciò che la Chiesa celebra questo 29 settembre non è solo una metafora confortante:

Dio si prende cura dell’opera della sua creazione.

Noi siamo la poesia di Dio!

Potremmo non sapere ancora esattamente quale strada intraprendere. Potrebbero esserci ferite aperte o decisioni irrisolte. Ma al di sotto della confusione, al di sotto della paura, persino al di sotto delle rovine, noi siamo ancora lì. E forse è proprio questo che dobbiamo ricordare: non abbiamo bisogno di avere tutto chiaro; dobbiamo semplicemente riconoscere la luce e lasciarci illuminare.

Dio veglia sui nostri passi e attende il grande incontro.

Scruta l’orizzonte ed esce a cercarci.

 

Nota dottrinale (chiarimento)

È importante mantenere una chiara distinzione di rango. Gli arcangeli appartengono a un coro angelico con missioni specifiche rivelate nelle Scritture; l’angelo custode rappresenta un insegnamento diverso, basato sulla Tradizione e sul senso di fede, non su un’apparizione biblica specifica, e riguarda la particolare provvidenza di Dio verso ogni persona. Non sono in competizione tra loro, ma si completano a vicenda: alcuni vegliano su grandi progetti, altri su una persona specifica.

 

Preghiere

Preghiera a San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia. Sii la nostra protezione contro la malvagità e le insidie ​​del diavolo. Che Dio lo sgridi, preghiamo umilmente. E tu, o Principe delle schiere celesti, con la potenza di Dio, scaccia nell’inferno Satana e tutti gli spiriti maligni che si aggirano per il mondo cercando la rovina delle anime. Amen.

Composizione di Leone XIII (1886). Testo: ACI Stampa

Preghiera all’angelo custode

Angelo custode, dolce compagnia, non abbandonarmi né notte né giorno. Non lasciarmi solo, affinché io non mi perda. Amen.

Preghiera tradizionale della pietà popolare cattolica.

 

Riferimenti

  1. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 327-330.
  2. Apocalisse 12:7-9.
  3. Luca 1, 26-38.
  4. Cfr. Tobia 5-12.
  5. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 336.
  6. Matteo 18, 10.
  7. San Josemaría Escrivá, È Gesù che passa, n. 111.
  8. Esodo 23, 20-23.

Rosa Montenegro

Pedagoga, orientadora familiar (UNAV) y autora del libro “El yo y sus metáforas” libro de antropología para gente sencilla. Con una extensa experiencia internacional en asesoramiento, formación y coaching, acompaña procesos de reconstrucción personal y promueve el fortalecimiento de la identidad desde un enfoque humanista y transformador.