14 Aprile, 2026

Seguici su

L’ottavo giorno: l’arrivo di Gesù: Commento di Padre Jorge Miró

Domenica 12 aprile 2026

L’ottavo giorno: l’arrivo di Gesù: Commento di Padre Jorge Miró
Illustrazione della Divina Misericordia © Cathopic

Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al  Vangelo di domenica 12 aprile 2026,  intitolato “Dopo otto giorni Gesù venne”.

***

La parola che il Signore ci dona in questa seconda domenica di Pasqua, Domenica della Divina Misericordia, ci invita a  contemplare Gesù Cristo risorto . E Gesù Cristo risorto,  che vive nel suo corpo, che è la Chiesa.

quando incontriamo Gesù Cristo , quando gli permettiamo di entrare nei nostri cuori e di prendere possesso delle nostre vite,  veniamo rinnovati, nasciamo di nuovo . Come ci dice la seconda lettura, Gesù Cristo, attraverso la sua risurrezione, ci ha rigenerati a una speranza viva, a un’eredità incorruttibile.

Egli ci ha rigenerati attraverso il battesimo . Attraverso il battesimo siamo immersi nelle acque della morte e risorti a nuova vita. E  tutta la vita di un cristiano non è altro che vivere il battesimo , lasciando crescere il seme che abbiamo ricevuto nel battesimo  fino a raggiungere la statura di Cristo , fino a raggiungere la meta di cui ci ha parlato anche san Pietro oggi, che è la salvezza delle nostre anime fino alla meta del cielo.

Quando incontriamo Gesù Cristo, con Lui viene la pace: pace in mezzo alle prove e alle difficoltà. San Pietro ce lo ha ricordato anche nella seconda lettura: «  Voi gioite, anche se ora, per un breve tempo, dovrete soffrire in varie prove. Per questo la genuinità della vostra fede vi porterà lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà».

Pace  e gioia vengono dal Signorei discepoli furono pieni di gioia quando videro il Signore.

E tutto ciò avviene nel Corpo di Cristo, che è la Chiesa . Ed è per questo che anche oggi la Parola ci ha parlato di questa  dimensione ecclesiale della fedeNessuno può avere Dio come padre se non ha la Chiesa come madre  (s. Cipriano).

Siamo chiamati a vivere la nostra fede  non in solitudine, non individualmente, ma  in comunità . Nella comunità specifica alla quale il Signore ci ha chiamati a vivere la nostra fede.

La prima lettura ci illustra brevemente le caratteristiche della comunità cristiana.

Cosa fa crescere la comunità cristiana?

Lo Spirito Santo chiama la comunità a séNon è una comunità  di amici, ma  di  fratelli e sorelle  , e perciò non siamo noi a scegliere i nostri fratelli e le nostre sorelle. Scegliamo i nostri amici, ma non i nostri fratelli e le nostre sorelle. Il Signore sceglie i nostri fratelli e le nostre sorelle, e chiama chi vuole, quando vuole e come vuole.

La  comunità cresce per opera dello Spirito Santo  e si forma  ascoltando l’insegnamento degli apostolivivendo l’Eucaristiavivendo nella comunione fraterna  e  nella preghiera comune .

Una comunità  non cresce grazie a mezzi umani , tecniche umane o azioni spettacolari. No.  Ciò che fa crescere una comunità è vivere con perseveranza.  Perseverare e lasciare che il Signore operi. E tutto ciò porta frutto, porta frutto nella vita di tutti i giorni.

Lodavano Dio, vivevano con semplicità di cuore e con gioia, condividendo i loro beni secondo il bisogno di ciascuno.  Vivono con un cuore nuovo, con uno spirito nuovo.

Oggi celebriamo  la Domenica  della Divina  Misericordia , festa istituita da  San Giovanni Paolo II . Questa festa ci invita a vivere la prima e più importante verità della Fede:  Dio ti ama e non smetterà mai di amarti .

Egli ti ha creato  per amore  e  per amore  , e ti ha creato  perché tu viva con Lui per sempre . Vivere per fede significa vivere la vita come una storia d’amore con il Signore. Goditela!

Buona  Domenica della Divina Misericordia !

Vieni, Spirito Santo!   (cfr.  Lc  11,13).

Jorge Miró

Sacerdote de la archidiócesis de Valencia y profesor en la Facultad de Ciencias Jurídicas, Económicas y Sociales de la Universidad Católica de Valencia