Lo scapolare trae origine da un’apparizione della Vergine Maria a San Simone Stock
Lo Scapolare di Nostra Signora del Monte Carmelo: Storia, Promesse e Testimonianza di Misericordia
Accadde a Londra nell’anno 1261. La Beata Vergine, circondata da innumerevoli angeli, apparve a San Simone Stock dell’Ordine Carmelitano e gli promise una speciale protezione sull’Ordine, donandogli al contempo lo Scapolare della Madonna del Monte Carmelo con questa promessa: «Ricevi, figlio mio diletto, lo Scapolare del tuo Ordine, segno della mia confraternita, privilegio per te e per tutti i Carmelitani; chiunque morirà indossandolo sarà risparmiato dal fuoco eterno. Ecco il segno della salvezza, salvezza nei pericoli, patto di pace e alleanza eterna».
In seguito, Papa Giovanni XXI confermò con la sua autorità lo Scapolare del Carmelo e il Privilegio Sabatino, trascrivendo le seguenti parole della Vergine Maria: «Io, Madre delle grazie, discenderò il sabato dopo la loro morte e libererò tutti coloro che sono in Purgatorio e li condurrò sul santo monte della vita eterna».
I requisiti stabiliti dalla Chiesa affinché possiamo beneficiare di questa promessa sono:
– Farsi imporre lo scapolare da un sacerdote autorizzato a farlo (è sufficiente una sola volta nella vita) e indossarlo abitualmente.
-Mantenere la castità in base alla propria condizione di vita.
-Recita tre Ave Maria ogni giorno.
Nella storia si susseguono numerosi eventi miracolosi che testimoniano la fedeltà della Beata Vergine alla sua promessa. Il cardinale Vicente Enrique y Tarancón, in una lettera pastorale sullo scapolare carmelitano, raccontò quanto accaduto quando era vescovo di Solsona:
Era il giugno del 1938. Erano trascorsi appena due mesi da quando le forze nazionali avevano raggiunto il Mediterraneo, liberando la parrocchia di Vinaroz, dove arrivammo sette giorni dopo la liberazione e dove svolgimmo il ministero parrocchiale per oltre cinque anni.
Un dispaccio delle autorità militari richiedeva la nostra collaborazione per fornire assistenza spirituale a dieci condannati a morte, che sarebbero stati giustiziati all’alba. Alle undici di sera, i condannati entrarono nella cappella e da quel momento i tre sacerdoti che si trovavano allora a Vinaròs si misero in contatto con loro, offrendo loro la vita eterna, poiché non potevano salvare le loro vite terrene. Otto di loro si confessarono immediatamente, con grandi e visibili segni di pentimento e fervore. Uno, che era stato commissario politico nell’Armata Rossa, ci permise a malapena di avvicinarci. Tutti i nostri tentativi furono vani e non riuscimmo a fargli confessare.
Tra loro ce n’era uno che spiccava in particolare. Era un uomo di circa sessant’anni, originario di La Galera, in provincia di Tarragona, vestito con l’antico abito contadino catalano: calze e calzoni bianchi, ma con modi raffinati e distinti che sembravano in netto contrasto con il suo abbigliamento rurale. Uno dei sacerdoti iniziò a conversare con lui, mentre noi altri ci occupavamo degli altri.
Quando otto si erano già confessati e mentre parlavo con alcuni di loro, consolandoli in quella terribile prova e raccogliendo i loro consigli e istruzioni da trasmettere alle rispettive famiglie, il sacerdote assistente mi si avvicinò e mi sussurrò all’orecchio:
-Padre: Non sono riuscito a ottenere nulla da quell’uomo, perché non ci provi tu?
Mi recai lì e lui mi accolse con molta attenzione. Parlai con lui a lungo e mi resi subito conto che era un uomo colto e che aveva anche un background cristiano insolito. Questi dettagli mi incoraggiarono e mi convinsi fermamente che non sarebbe stato difficile convincerlo a confessarsi.
Ma la mia delusione fu terribile quando, dopo aver parlato con lui per più di mezz’ora, mi disse esattamente queste parole:
“Padre, ti ringrazio sinceramente per quello che stai facendo per me. Capisco che tu stia passando una brutta serata a causa mia, dato che non trarresti alcun beneficio dalla mia confessione. Ti sono immensamente grato, ma ti prego di non insistere; ti assicuro fin da ora che non andrò a confessarmi. Sono stato cresciuto secondo i principi cristiani, ma ho perso la fede.”
Rimasi sbalordito per un attimo, quasi senza parole. Ma, ispirato senza dubbio dalla Beata Vergine, osai proporle:
-Mi faresti un favore?
«Qualsiasi cosa tu voglia», rispose, «purché tu non mi chieda di andare a confessarmi».
«Mi permettereste», aggiunsi, «di deporre il Santo Scapolare su di voi?»
«Non ho obiezioni», mi disse. «Queste cose non significano nulla per me; ma se a lei fa piacere, può farlo.»
Gli porsi immediatamente lo Scapolare del Carmelo e mi ritirai per pregare per lui la Beata Vergine Maria. Andò a sedersi in un angolo in fondo a una delle panche della stanza. Non erano passati nemmeno cinque minuti quando udii una specie di boato e dei singhiozzi forti e spezzati, che mi allarmarono. Tornai nella stanza e vidi l’uomo chinato su di me, che piangeva in modo incontrollabile e mi diceva tra le lacrime:
“Voglio andare a confessarmi, voglio andare a confessarmi. Non merito questa grazia di Dio. La Vergine Maria mi ha salvato.”
Con ammirazione e stupore di tutti i presenti, confessò, senza cessare di versare lacrime nemmeno per un istante, con una contrizione davvero straordinaria e commovente. E, quando all’ultimo minuto, prima di condurli al luogo dell’esecuzione, li salutai, mi abbracciò e mi baciò, dicendo:
Grazie, Padre; grazie per l’immenso bene che hai fatto per me. Pregherò per te in Cielo. Grazie, e arrivederci al nostro prossimo incontro in Cielo.
Confesso sinceramente di essere rimasto profondamente commosso da quella scena e che le mie lacrime si sono mescolate alle sue, mentre ringraziavo il Signore per quella meraviglia e la Beata Vergine per avermi permesso di assistere a quella splendida manifestazione del suo amore materno e misericordioso.
Related
La Sapienza di San Bonaventura
José María Montiu de Nuix
15 Luglio, 2026
5 min
La strada per il Paradiso: perché la Chiesa ci invita a scoprire i suoi santi?
Miguel Morales Gabriel
15 Luglio, 2026
3 min
«Nella guarigione attraverso le parole, bisogna saper sedurre il paziente con la verità»
Luis Gutiérrez Rojas
15 Luglio, 2026
4 min
La Grande Riunione: Perché il digiuno digitale è il banchetto di cui la tua anima ha bisogno quest’estate
Patricia Jiménez Ramírez
15 Luglio, 2026
3 min
(EN)
(ES)
(IT)
