19 Giugno, 2026

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L’Ex segretario di Giovanni Paolo II rende omaggio al più stretto collaboratore di Papa Wojtyla

La lettera del card. Dziwisz dopo la scomparsa del card. Ruini

L’Ex segretario di Giovanni Paolo II rende omaggio al più stretto collaboratore di Papa Wojtyla

Una volta, quando Giovanni Paolo II fu accusato di viaggiare troppo e di trascurare gli affari vaticani, il Papa rispose: “Posso viaggiare perché in Vaticano c’è il cardinale Ratzinger e a Roma c’è il cardinale Ruini”. Queste parole dimostrano al meglio il ruolo significativo svolto nel pontificato di Giovanni Paolo II da “don Camillo”, il sacerdote italiano, che per oltre un decennio e mezzo, a partire dal 1991, fu vicario della diocesi di Roma e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Fu il più stretto collaboratore di Papa Wojtyla e una delle figure più influenti nella Chiesa italiana.

Il testimone di questa stretta collaborazione di Giovanni Paolo II e del card. Ruini fu il segretario del Papa, mons. Stanislaw Dziwisz, oggi arcivescovo emerito di Cracovia. Dopo la scomparsa del card. Ruini, il card. Dziwisz ha sentito il dovere di scrivere una lettera di omaggio.

Nella sua lettera il card. Dziwisz scrive che “con profonda tristezza” ha appreso della scomparsa del “Cardinale Camillo Ruini, già Vicario Generale di Roma, fedele collaboratore del Santo Padre Giovanni Paolo II e dei suoi successori, e instancabile servitore della Chiesa e del Vangelo”.

L’ex segretario di Giovanni Paolo II ha desiderato ringraziare Dio per il lungo ministero del Cardinale Ruini contraddistinto “da una completa dedizione alla Chiesa, da un sincero amore per il Successore di Pietro e da un costante impegno per il bene e l’unità del Popolo di Dio”. Nelle sue responsabilità di Vicario di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana “ha sempre cercato il bene della Chiesa, con fedeltà al Magistero e un profondo senso di dovere e responsabilità pastorale”.

Il card. Dziwisz ha voluto sottolineare il fatto della proficua ed importante collaborazione di Ruini con Giovanni Paolo II, al quale “è stato vicino in momenti decisivi della vita della Chiesa e della società, sempre animato dal desiderio di testimoniare il Vangelo”.

Alla fine della sua lettera il card. Dziwisz ha voluto esprimere la sua vicinanza alla Diocesi di Roma e a tutti coloro che gli erano più vicini, specialmente in questi ultimi giorni prima della sua vita. “Nelle mie preghiere, affido la sua anima alla misericordia del Padre Celeste” – ha concluso la sua lettera l’ex segretario di san Giovanni Paolo II.

Wlodzimierz Redzioch

Wlodzimierz Redzioch è nato a Czestochowa (Polonia), si è laureato in Ingegneria nel Politecnico. Dopo aver continuato gli studi nell’Università di Varsavia, presso l’Istituto degli Studi africani, nel 1980 ha lavorato presso il Centro per i pellegrini polacchi a Roma. Dal 1981 al 2012 ha lavorato presso L’Osservatore romano. Dal 1995 collabora con il settimanale cattolico polacco Niedziela come corrispondente dal Vaticano e dall’Italia. Per la sua attività di vaticanista il 23 settembre 2000 ha ricevuto in Polonia il premio cattolico per il giornalismo «Mater Verbi»; mentre il 14 luglio 2006 Sua Santità Benedetto XVI gli ha conferito il titolo di commendatore dell’Ordine di San Silvestro papa. Autore prolifico, ha scritto diversi volumi sul Vaticano e guide ai due principali santuari mariani: Lourdes e Fatima. Promotore in Polonia del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. In occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II ha pubblicato il libro “Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori raccontano” (Edizioni Ares, Milano 2014), con 22 interviste, compresa la testimonianza d’eccezione di Papa emerito Benedetto XVI. Nel 2024, per commemorare il 40mo anniversario dell’assassinio di don Jerzy Popiełuszko, ha pubblicato la sua biografia “Jerzy Popiełuszko. Martire del comunismo” (Edizioni Ares Milano 2024).