L’Ex segretario di Giovanni Paolo II rende omaggio al più stretto collaboratore di Papa Wojtyla
La lettera del card. Dziwisz dopo la scomparsa del card. Ruini
Una volta, quando Giovanni Paolo II fu accusato di viaggiare troppo e di trascurare gli affari vaticani, il Papa rispose: “Posso viaggiare perché in Vaticano c’è il cardinale Ratzinger e a Roma c’è il cardinale Ruini”. Queste parole dimostrano al meglio il ruolo significativo svolto nel pontificato di Giovanni Paolo II da “don Camillo”, il sacerdote italiano, che per oltre un decennio e mezzo, a partire dal 1991, fu vicario della diocesi di Roma e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Fu il più stretto collaboratore di Papa Wojtyla e una delle figure più influenti nella Chiesa italiana.
Il testimone di questa stretta collaborazione di Giovanni Paolo II e del card. Ruini fu il segretario del Papa, mons. Stanislaw Dziwisz, oggi arcivescovo emerito di Cracovia. Dopo la scomparsa del card. Ruini, il card. Dziwisz ha sentito il dovere di scrivere una lettera di omaggio.
Nella sua lettera il card. Dziwisz scrive che “con profonda tristezza” ha appreso della scomparsa del “Cardinale Camillo Ruini, già Vicario Generale di Roma, fedele collaboratore del Santo Padre Giovanni Paolo II e dei suoi successori, e instancabile servitore della Chiesa e del Vangelo”.
L’ex segretario di Giovanni Paolo II ha desiderato ringraziare Dio per il lungo ministero del Cardinale Ruini contraddistinto “da una completa dedizione alla Chiesa, da un sincero amore per il Successore di Pietro e da un costante impegno per il bene e l’unità del Popolo di Dio”. Nelle sue responsabilità di Vicario di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana “ha sempre cercato il bene della Chiesa, con fedeltà al Magistero e un profondo senso di dovere e responsabilità pastorale”.
Il card. Dziwisz ha voluto sottolineare il fatto della proficua ed importante collaborazione di Ruini con Giovanni Paolo II, al quale “è stato vicino in momenti decisivi della vita della Chiesa e della società, sempre animato dal desiderio di testimoniare il Vangelo”.
Alla fine della sua lettera il card. Dziwisz ha voluto esprimere la sua vicinanza alla Diocesi di Roma e a tutti coloro che gli erano più vicini, specialmente in questi ultimi giorni prima della sua vita. “Nelle mie preghiere, affido la sua anima alla misericordia del Padre Celeste” – ha concluso la sua lettera l’ex segretario di san Giovanni Paolo II.
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