26 Aprile, 2026

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Leone XIV: “Le religioni siano lievito di unità in un mondo frammentato”

Nel 60° anniversario del documento conciliare Nostra Aetate, che cade a ottobre, il Papa dedica la sua intenzione di preghiera alla collaborazione tra le diverse tradizioni religiose

Leone XIV: “Le religioni siano lievito di unità in un mondo frammentato”

Oggi esce  la nuova edizione  di ottobre  del Video del Papa, con l’intenzione di preghiera di Papa Leone XIV: “Preghiamo affinché i credenti di diverse tradizioni religiose collaborino nella difesa e nella promozione della pace, della giustizia e della fratellanza umana”. La sua intenzione, che il Papa affida questo mese alla Rete Mondiale di Preghiera del Papa, giunge in un momento segnato da conflitti e polarizzazioni, in cui le religioni a volte cedono alla logica dello scontro. Il Papa, tuttavia, ci invita a riscoprire nella religione un ponte di fraternità e una forza di riconciliazione.

Non armi o muri, ma ponti e profezia

Il significato profondo della preghiera letta da Papa Leone XIV è che la collaborazione tra i credenti non sia relegata a teologi ed esperti, ma sia alimentata da un impegno concreto e quotidiano che coinvolga ciascuno di noi. Il Papa prega infatti affinché impariamo a «riconoscerci come fratelli e sorelle, chiamati a vivere, pregare, lavorare e sognare insieme». Invoca inoltre lo Spirito perché «riconosca ciò che ci unisce» e «collabori senza distruggere». Le diverse tradizioni religiose sono chiamate a essere «lievito di unità in un mondo frammentato». Prosegue, ricordando che spesso accade il contrario: «Invece di unirci, diventa causa di conflitto».

Il suo invito si estende quindi a tutti i credenti, cristiani e non cristiani. Esorta: «Non usate le religioni come armi o come muri, ma vissute come ponti e profezie», e poi cita «esempi concreti di pace, giustizia e fraternità».

Dall’alto e dal basso

Il video racconta diversi esempi concreti che si intrecciano tra momenti “dall’alto” e iniziative “dal basso”. Da un lato, ci sono tappe storiche del cammino interreligioso: lo  storico incontro organizzato da Papa Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986;  la visita di  Papa Benedetto XVI  alla  Sinagoga di Roma nel 2010;  la firma del Documento sulla  Fratellanza Umana ad Abu Dhabi nel 2019, sotto il pontificato di  Papa Francesco; e persino i più recenti  incontri ecumenici di Papa Leone XIV  in Vaticano.

D’altra parte, l’intenzione di preghiera di questo mese ci ricorda che il dialogo interreligioso non può limitarsi agli incontri tra leader. Pertanto, le immagini video mettono in risalto esperienze organizzate a livello locale o da organizzazioni ecclesiali: l’incontro interreligioso organizzato a Singapore nell’aprile 2025 da Caritas e dall’Arcidiocesi per commemorare la Giornata della Terra; o l’  evento “Una sola famiglia umana”  organizzato dal Movimento dei Focolari tra maggio e giugno 2024. Si tratta di due segni recenti e concreti di un dialogo che crea vicinanza, fiducia e collaborazione quotidiana.

Nostra Aetate, 60 anni fecondi

Questa intenzione di preghiera si inserisce nel  60° anniversario di  Nostra Aetate, la Dichiarazione del Concilio Vaticano II che ha trasformato il rapporto della Chiesa cattolica con le altre religioni, aprendo la strada al  dialogo, al rispetto e alla collaborazione. La produzione de Il Video del Papa segna l’inizio di un mese in cui sono previste diverse iniziative per riflettere sull’eredità del documento conciliare nella società contemporanea.

Dieci anni fa, in occasione del  50° anniversario di  Nostra Aetate, Papa Francesco ne sottolineava l’attualità, ricordando che la via del dialogo richiede  comprensione reciproca, rispetto e stima,  e che il mondo chiede ai credenti  risposte efficaci  alla pace, alla fame, alla povertà, alla crisi ambientale e alla violenza, soprattutto a quella commessa in nome della religione. In questo contesto, il Papa sottolineava anche che i credenti non hanno “ricette” per ogni problema, ma hanno una grande risorsa:  la preghiera, il nostro tesoro, a cui attingiamo secondo le nostre rispettive tradizioni.

Un impegno che continua

«Il tema del dialogo interreligioso è significativo, spesso presente nelle intenzioni papali», spiega  P. Cristóbal Fones, SJDirettore Internazionale  della  Rete Mondiale di Preghiera del Papa . Ricorda che «ciò è accaduto più volte nel corso degli anni durante il mese di gennaio, in coincidenza con la Giornata Mondiale della Pace». Nel 2016, ad esempio, ha pregato affinché «il dialogo sincero tra uomini e donne di diverse religioni porti frutti di pace e giustizia»; nel 2020, «i cristiani, quanti seguono altre religioni e le persone di buona volontà promuovano la pace e la giustizia nel mondo»; nel 2021, «il Signore ci dia la grazia di vivere in piena fraternità con i fratelli e le sorelle di altre religioni, pregando gli uni per gli altri, aperti a tutti». L’intenzione dell’ottobre 2025 si inserisce quindi in questo processo, testimoniando una via – quella del dialogo – che sta molto a cuore ai Papi.

«Gli incontri tra leader di diverse religioni», prosegue padre Fones, «fanno sempre notizia, come è giusto che sia, perché danno speranza in un momento in cui la tentazione dello scontro minaccia il bisogno di incontro. Ma la preghiera letta da Papa Leone XIV questo mese ci dice che la collaborazione si costruisce anche quando non fa notizia, cioè nella vita di tutti i giorni: conoscendosi e rispettandosi, imparando gli uni dagli altri, pregando insieme per l’umanità, difendendo e promuovendo la pace nei luoghi in cui viviamo. Sono stili di vita quotidiani che tutti possiamo scegliere: cercare ciò che ci unisce e lavorare per il bene comune insieme ai nostri fratelli e sorelle di fedi diverse. In questo modo, i credenti diventano artigiani di pace e fraternità. Il Video del Papa di ottobre indica una strada: riconoscere la dignità di ogni persona, difendere la giustizia, seminare la pace».

Infine, nel contesto dell’Anno  Santo 2025il Video del Papa assume una rilevanza particolare, poiché, attraverso di esso, veniamo a conoscenza delle intenzioni di preghiera che il Papa ha nel cuore. Per ricevere correttamente le grazie dell’indulgenza  giubilare, è necessario  pregare secondo le intenzioni del Papa.

Exaudi Redazione

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