13 Marzo, 2026

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Leone XIV: La semplicità di Dio: rivelarsi agli umili di cuore

All'Udienza Giubilare per i catechisti, Papa Leone XIV ci invita a "farci piccoli" per scoprire le vie dello Spirito attraverso il "sensus fidei" delle persone semplici

Leone XIV: La semplicità di Dio: rivelarsi agli umili di cuore

Durante l’udienza giubilare del 27 settembre in piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha rivolto la sua riflessione in particolare ai pellegrini del Giubileo dei Catechisti, soffermandosi sull’intimo rapporto tra semplicità, fede e rivelazione divina.

Il Pontefice ha esordito con un verbo chiave:  “intuire”, inteso come un movimento dell’anima, una percezione governata non dalla mera conoscenza intellettuale ma dall’apertura del cuore. Gesù ha trovato questa capacità di intuizione proprio nei piccoli, in coloro che hanno un’anima umile, ha affermato il Santo Padre.

“Le persone istruite spesso hanno poca intuizione perché presumono di sapere tutto. È bene lasciare spazio nella mente e nel cuore affinché Dio possa rivelarsi”, ha sottolineato.

Secondo il Papa, questi cuori umili possiedono qualcosa di simile al  sensus fidei, quel “sesto senso” delle persone semplici per cogliere il divino. Dio, semplice per natura, si lascia vedere e toccare soprattutto da coloro che non confidano nelle proprie certezze, ma nella grazia e nel silenzio interiore.

Vocazione dalla storia di Sant’Ambrogio

Per illustrare questa dinamica tra rivelazione e semplicità popolare, Leone XIV ricordò l’episodio di sant’Ambrogio: nel IV secolo, durante un momento di tensione ecclesiale a Milano, un bambino gridò spontaneamente:  «Ambrogio, vescovo!» e la folla fece eco a quella voce.

Ambrogio, all’epoca ancora catecumeno e persino riluttante ad accettare la chiamata, alla fine non solo accettò, ma fu battezzato e consacrato per assumere l’episcopato. In questo gesto, ha spiegato il Papa, c’è una testimonianza profonda: Dio può scegliere in mezzo all’imprevisto, quando il popolo intuisce la verità.

In questo modo, Ambrogio «diventa cristiano facendosi vescovo» – parole che Leone XIV cita per invitare tutti i fedeli a vivere la propria vocazione cristiana a partire dalla propria realtà concreta.

Vivere la fede “facendo ciò che è nostro dovere”

Il Papa ha incoraggiato i fedeli a esprimere concretamente la propria fede: “Sei madre, sei padre? Diventa cristiano come madre e come padre. Sei un imprenditore, un impiegato, un insegnante, un sacerdote, una religiosa? Diventa cristiano nel tuo cammino”.

Ha ricordato che le persone hanno un certo “fiuto” per individuare se viviamo veramente la fede o se la professiamo semplicemente a parole. Questa sensibilità popolare può correggere e orientare chi cammina nella Chiesa.

Ha ribadito che  l’intuizione è anche una forma di speranza, perché Dio fa andare avanti la Chiesa indicandole nuove strade, e che l’intuizione – dei piccoli – è come il loro “naso” per sentire il Regno che viene.

Al termine della sua catechesi, ha rivolto un ultimo appello: questo Giubileo ci aiuti a diventare piccoli secondo il Vangelo, a intuire e a servire i sogni di Dio.

Testo completo:

 

UDIENZA GIUBILARE

CATECHESI DEL SANTO PADRE LEONE XIV

Piazza San Pietro
Sabato, 27 settembre 2025

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Catechesi. 5. Sperare è intuire. Ambrogio di Milano

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Il Giubileo ci rende pellegrini di speranza, perché intuiamo un grande bisogno di rinnovamento che riguarda noi e tutta la terra.

Ho appena detto “intuiamo”: questo verbo – intuire – descrive un movimento dello spirito, una intelligenza del cuore che Gesù ha riscontrato soprattutto nei piccoli, cioè nelle persone di animo umile. Spesso, infatti, le persone dotte intuiscono poco, perché presumono di conoscere. È bello, invece, avere ancora spazio nella mente e nel cuore, perché Dio si possa rivelare. Quanta speranza quando sorgono nuove intuizioni nel popolo di Dio!

Gesù esulta di questo, è pieno di gioia, perché si accorge che i piccoli intuiscono. Hanno il sensus fidei, che è come un “sesto senso” delle persone semplici per le cose di Dio. Dio è semplice e si rivela ai semplici. Per questo c’è un’infallibilità del popolo di Dio nel credere, della quale l’infallibilità del Papa è espressione e servizio (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 12; Commissione Teologica Internazionale, Il sensus fidei nella vita della Chiesa, 30-40).

Vorrei ricordare un momento nella storia della Chiesa, che mostra come la speranza possa venire dalla capacità del popolo di intuire. Nel quarto secolo, a Milano, la Chiesa era lacerata da grandi conflitti e l’elezione del nuovo vescovo si stava trasformando in un vero e proprio tumulto. Intervenne l’autorità civile, il governatore Ambrogio, che con una grande capacità di ascolto e mediazione portò tranquillità. Il racconto dice che allora una voce di bambino si alzò a gridare: “Ambrogio vescovo!”. E così anche tutto il popolo chiese: “Ambrogio vescovo!”.

Ambrogio non era nemmeno battezzato, era soltanto un catecumeno, cioè si preparava al Battesimo. Il popolo però intuisce qualcosa di profondo di quest’uomo e lo elegge. Così la Chiesa ha avuto uno dei suoi vescovi più grandi, e un dottore della Chiesa.

Ambrogio prima non vuole, persino fugge. Poi comprende che quella è una chiamata di Dio, allora si lascia battezzare e ordinare vescovo. E diventa cristiano facendo il vescovo! Vedete che grande regalo fatto dai piccoli alla Chiesa? Anche oggi questa è una grazia da chiedere: diventare cristiani mentre si vive la chiamata ricevuta! Sei mamma, sei papà? Diventa cristiano come mamma e papà. Sei un imprenditore, un operaio, un insegnante, un prete, una religiosa? Diventa cristiano sulla tua strada. Il popolo ha questo “fiuto”: capisce se stiamo diventando cristiani o no. E ci può correggere, ci può indicare la direzione di Gesù.

Sant’Ambrogio, negli anni, ha poi restituito molto al suo popolo. Ad esempio, ha inventato nuovi modi di cantare salmi e inni, di celebrare, di predicare. Lui stesso sapeva intuire, e così la speranza si è moltiplicata. Agostino fu convertito dalla sua predicazione e fu da lui battezzato. Intuire è un modo di sperare, non dimentichiamolo!

Anche così Dio fa andare avanti la sua Chiesa, mostrandole nuove strade. Intuire è il fiuto dei piccoli per il Regno che viene. Che il Giubileo ci aiuti a diventare piccoli secondo il Vangelo per intuire e per servire i sogni di Dio!

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APPELLO

Oggi, a Bilki (Ucraina), viene beatificato il sacerdote Pietro Paolo Oros, dell’Eparchia di Mukachevo, ucciso nel 1953 in odio alla fede. Quando la Chiesa Greco-cattolica fu messa fuori legge, egli rimase fedele al Successore di Pietro e continuò con coraggio a svolgere clandestinamente il ministero, consapevole dei rischi. Invochiamo l’intercessione di questo nuovo Beato, affinché ottenga per il caro popolo ucraino di perseverare con fortezza nella fede e nella speranza, nonostante il dramma della guerra.

Saluti

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana, in particolare a quelli delle seguenti Diocesi: Latina-Terracina-Sezze-Priverno, con il Vescovo Mons. Mariano Crociata; Acerenza, con l’Arcivescovo Mons. Francesco Sirufo; Vicenza, con il Vescovo Mons. Giuliano Brugnotto. Cari amici, sforzatevi di crescere radicati nell’ascolto della Parola di Dio e nella preghiera personale e comunitaria. Così, alle fonti stesse della spiritualità, potrete trovare energia e luce per camminare con vigore verso una più incisiva testimonianza cristiana.

Saluto poi il gruppo del Rinnovamento nello Spirito della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, la Vicaria di Fossombrone, i militari della 46^ Brigata aerea di Pisa, la Federazione autonoma bancari italiani, l’Ordine delle Professioni infermieristiche di Arezzo.

Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Cristo, la Porta Santa che ci introduce al Padre, sia sempre al centro della vostra vita, affinché possiate essere testimoni convinti e gioiosi del suo amore.

A tutti la mia benedizione!

 

 

Exaudi Redazione

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