Leone XIV: Impegniamoci a portare ovunque l’amore del Signore
Parole del Santo Padre nel Regina Caeli
Alle ore 12 di questa domenica, VI di Pasqua, il Santo Padre Leone XIV si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare la preghiera del Regina Caeli con i circa 35.000 fedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro.
Il Papa ha ricordato che, anche se “a volte ci sentiamo insufficienti” nel cammino della vita, dobbiamo confidare “nella misericordia del Signore, che ci ha donato lo Spirito Santo che ci guida e ci insegna tutto” e fa di noi la sua dimora. «Impegniamoci a portare ovunque il suo amore», ricordando che «ogni fratello è dimora di Dio e che la sua presenza si rivela soprattutto nei piccoli, nei poveri, in coloro che soffrono».
Queste le parole del Papa introducendo la preghiera mariana:
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Parole del Papa
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Sono ancora all’inizio del mio ministero in mezzo a voi e desidero anzitutto ringraziarvi per l’affetto che mi state manifestando, mentre vi chiedo di sostenermi con la vostra preghiera e vicinanza.
In tutto ciò a cui il Signore ci chiama, nel percorso di vita così come nel cammino di fede, ci sentiamo a volte inadeguati. Tuttavia, proprio il Vangelo di questa domenica (cfr Gv 14,23-29) ci dice che non dobbiamo guardare alle nostre forze, ma alla misericordia del Signore che ci ha scelti, certi che lo Spirito Santo ci guida e ci insegna ogni cosa.
Agli Apostoli che, alla vigilia della morte del Maestro, sono turbati e angosciati e si chiedono come potranno essere continuatori e testimoni del Regno di Dio, Gesù annuncia il dono dello Spirito Santo, con questa meravigliosa promessa: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (v. 23).
Così, Gesù libera i discepoli da ogni angoscia e preoccupazione e può dire loro: «Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore» (v. 27). Se rimaniamo nel suo amore, infatti, Lui stesso prende dimora in noi, la nostra vita diventa tempio di Dio e questo amore ci illumina, si fa spazio nel nostro modo di pensare e nelle nostre scelte, fino a espandersi anche verso gli altri e irradiare tutte le situazioni della nostra esistenza.
Ecco, fratelli e sorelle, questo dimorare di Dio in noi è proprio il dono dello Spirito Santo, che ci prende per mano e ci fa sperimentare, anche nella vita quotidiana, la presenza e la vicinanza di Dio, rendendoci sua dimora.
È bello che, guardando alla nostra chiamata, alle realtà e alle persone che ci sono state affidate, agli impegni che portiamo avanti, al nostro servizio nella Chiesa, ciascuno di noi può dire con fiducia: anche se sono fragile, il Signore non si vergogna della mia umanità, anzi, viene a prendere dimora dentro di me. Egli mi accompagna col suo Spirito, mi illumina e mi rende strumento del suo amore per gli altri, per la società e per il mondo.
Carissimi, sul fondamento di questa promessa, camminiamo nella gioia della fede, per essere tempio santo del Signore. Impegniamoci a portare il suo amore ovunque, ricordandoci che ogni sorella e ogni fratello è dimora di Dio, e che la sua presenza si rivela specialmente nei piccoli, nei poveri e in coloro che soffrono, chiedendoci di essere cristiani attenti e compassionevoli.
E affidiamoci tutti all’intercessione di Maria Santissima. Per l’opera dello Spirito, Lei è diventata “Dimora consacrata a Dio”. Con Lei, anche noi possiamo sperimentare la gioia di accogliere il Signore ed essere segno e strumento del suo amore.
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Dopo il Regina Caeli
Cari fratelli e sorelle!
Ieri a Poznań (Polonia) è stato beatificato Stanislao Kostka Streich, sacerdote diocesano ucciso in odio alla fede nel 1938, perché la sua opera in favore dei poveri e degli operai infastidiva i seguaci dell’ideologia comunista. Il suo esempio possa stimolare in particolare i sacerdoti a spendersi generosamente per il Vangelo e per i fratelli.
Sempre ieri, memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, si è celebrata la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, istituita dal Papa Benedetto XVI. Nelle chiese e nei santuari della Cina e in tutto il mondo si sono elevate preghiere a Dio come segno della sollecitudine e dell’affetto per i cattolici cinesi e della loro comunione con la Chiesa universale. L’intercessione di Maria Santissima ottenga a loro e a noi la grazia di essere testimoni forti e gioiosi del Vangelo, anche in mezzo alle prove, per promuovere sempre la pace e l’armonia.
Con questi sentimenti la nostra preghiera abbraccia tutti i popoli che soffrono a causa della guerra; invochiamo coraggio e perseveranza per quanti sono impegnati nel dialogo e nella ricerca sincera della pace.
Dieci anni fa Papa Francesco firmava l’Enciclica Laudato si’, dedicata alla cura della casa comune. Essa ha avuto una straordinaria diffusione, ispirando innumerevoli iniziative e insegnando a tutti ad ascoltare il duplice grido della Terra e dei poveri. Saluto e incoraggio il movimento Laudato si’ e tutti coloro che portano avanti questo impegno.
Saluto tutti voi provenienti dall’Italia e da tante parti del mondo, in particolare i pellegrini di Valencia e quelli polacchi, con una benedizione per quanti in Polonia partecipano al grande pellegrinaggio al Santuario mariano di Piekary Śląskie. Saluto i fedeli di Pescara, Sortino, Paternò, Caltagirone, Massarosa Nord, Malnate, Palagonia e Cerello, e quelli della parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria in Roma. Saluto con affetto i ragazzi della Cresima dell’Arcidiocesi di Genova, i cresimandi di San Teodoro, in diocesi di Tempio-Ampurias, i ciclisti di Paderno Dugnano e i Bersaglieri di Palermo.
A tutti auguro una buona domenica!
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