11 Maggio, 2026

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Leone XIV: “I nuovi santi, segni luminosi di speranza e amore”

Il Pontefice invita all'unità, alla riconciliazione e all'impegno cristiano, ricordando l'esempio di sette nuovi santi canonizzati a Roma

Leone XIV: “I nuovi santi, segni luminosi di speranza e amore”

Il Vaticano è stato teatro di un profondo cammino di fede in seguito alla canonizzazione di sette nuovi santi provenienti da tutto il mondo. Papa Leone XIV, durante un incontro con i pellegrini nell’Aula Paolo VI, ha sottolineato che queste figure – tra cui martiri, religiose e laici – rappresentano “segni luminosi di speranza e di amore” e ha invitato i fedeli a seguirne l’esempio nella vita quotidiana.

Un appello all’unità tra i venezuelani

Il Pontefice ha ricordato la lettera pastorale pubblicata dai vescovi del Venezuela il 7 ottobre, in occasione della canonizzazione di San José Gregorio Hernández e Santa Carmen Rendiles. In essa, i presuli esortavano il popolo venezuelano a riscoprire la fraternità e a guardare al futuro con speranza.
“Possa questo evento essere di incoraggiamento per tutti i venezuelani a riconoscersi figli e fratelli della stessa patria”, ha detto Leone XIV alle migliaia di fedeli presenti, molti dei quali provenienti dall’America Latina.

Fede, speranza e carità: virtù che trasformano

Nel suo messaggio, pronunciato in spagnolo, inglese e italiano, il Papa ha riflettuto sulle virtù che hanno caratterizzato la vita dei nuovi santi. “Dio ha trasformato la semplice esistenza di uomini e donne comuni in lampade che illuminano il mondo con una luce nuova”, ha osservato.
Ha anche sottolineato che fede, speranza e carità sono pilastri che possono rinnovare la società odierna: “Ognuno di noi è chiamato alla stessa santità; dobbiamo guardarci l’un l’altro come un fratello o una sorella da amare e rispettare”.

Martiri e testimoni del Vangelo

Nel suo discorso, Leone XIV ha elogiato il coraggio del vescovo armeno Sant’Ignazio Choukrallah Maloyan, assassinato per essere rimasto fedele a Cristo. “La sua testimonianza richiama la forza del popolo armeno, che ha scolpito la croce nella pietra come simbolo di fede incrollabile”, ha affermato il Papa, auspicando che il suo esempio ispiri la riconciliazione e la pace in quella nazione.

Ha menzionato anche il catechista papuano San Pietro To Rot, che difese i valori del Vangelo durante l’occupazione giapponese della Seconda Guerra Mondiale. “Il suo esempio ci incoraggi a sostenere la verità, anche in mezzo alle prove”, ha esortato il Pontefice.

La santità che sboccia nel servizio

Il Papa ha anche sottolineato la dedizione di Suor Maria Troncatti, salesiana dedita alle popolazioni indigene dell’Ecuador, e di Vincenza Maria Poloni, fondatrice delle Suore della Misericordia.
Della prima, ha sottolineato la sua “carità instancabile che trasformava le difficoltà in opportunità di servizio”. Della seconda, ha elogiato la sua “spiritualità mariana e il costante impegno verso i malati e i più vulnerabili”. “Nel servizio ai più vulnerabili fiorisce la santità”, ha sottolineato Leone XIV.

Bartolo Longo, l’apostolo del Rosario

Tra i nuovi santi c’è Bartolo Longo, laico italiano e fondatore del Santuario di Pompei. Il Papa ha ricordato la sua conversione e la sua vita dedicata alle opere di misericordia.
“La sua storia ci insegna che nessuno è lontano dalla grazia di Dio. Raccomando la recita del Rosario a tutti i fedeli, perché contemplare i misteri di Cristo con Maria ci aiuta a vivere il Vangelo giorno per giorno”, ha detto.

“Tornare a casa con gratitudine”

Al termine dell’udienza, Papa Leone XIV ha chiesto ai pellegrini di tornare nei loro Paesi “con il cuore pieno di gratitudine e il desiderio di imitare i nuovi santi”.
“Sono testimoni che l’amore di Cristo trasforma il mondo”, ha detto. “Possa il loro esempio ispirarci a costruire comunità più giuste, solidali e fraterne”.

Exaudi Redazione

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