Leone XIV alle Monache Agostiniane: “La gioia autentica scaturisce dall’unione con Cristo”
Tre chiavi per la vita contemplativa oggi
Nella festa di Tutti i Santi dell’Ordine di Sant’Agostino, Papa Leone XIV ha ricevuto nel Palazzo Apostolico le monache della Federazione dei Monasteri Agostiniani d’Italia “Madre del Buon Consiglio”, che stanno tenendo a Roma la loro assemblea generale. Il Papa ha parlato loro della loro vocazione contemplativa come “testimoni silenziosi” di speranza e carità in un mondo bisognoso di interiorità.
«Provvidenza o felice coincidenza? Proprio oggi, 13 novembre, memoria dei santi agostiniani, siamo qui riuniti. Un dono prezioso!» Ha esclamato il Papa salutando le quasi cento suore presenti nella Sala del Concistoro.
Sinodalità e carisma condiviso
Leone XIV si è congratulato con Suor Mariarosa Guerrini, neoeletta presidente della Federazione, e ha ringraziato il suo predecessore per il suo servizio. Ha sottolineato la ricchezza di una federazione che riunisce monasteri diversi uniti dallo stesso carisma agostiniano, particolarmente prezioso in tempi di cammino sinodale.
«Camminare insieme, ascoltare lo Spirito, guardarci negli occhi e lasciarci interpellare dalle domande degli altri»: così il Papa ha sintetizzato lo spirito sinodale, citando le parole di Francesco in apertura del Sinodo 2021-2024. Uno stile, ha aggiunto, profetico in una società sempre più restia al dialogo autentico.
Tre pilastri della vita contemplativa
Il Santo Padre ha strutturato la sua riflessione attorno a tre assi fondamentali per la missione delle monache contemplative oggi:
1. Gioia dell’unione con Dio
Sant’Agostino, nelle sue Confessioni, descrive la vera felicità come “godere di Dio, per mezzo di Dio e a causa di Dio”. “Al di là di questo non c’è altro”, ci ha ricordato il Vescovo di Ippona. Leone XIV invitò le monache ad abbracciare con passione la clausura – liturgia, preghiera, adorazione, lectio divina e vita fraterna – come fonte di pace interiore. “Questa gioia silenziosa sarà il messaggio più eloquente per coloro che varcheranno la soglia dei vostri monasteri”, affermò.
2. Carità silenziosa
La Regola di Sant’Agostino invita a vivere “in unità nella casa” e a diffondere “il dolce profumo di Cristo”. Il Papa ha esortato le suore ad amarsi “con affetto sincero”, a prendersi cura le une delle altre e a portare tutta l’umanità nel cuore. “In un mondo ossessionato dall’apparenza e dagli applausi, il vostro amore discreto e nascosto aiuterà a riscoprire la carità quotidiana, libera dalla schiavitù dello spettacolo”, ha osservato.
3. Federazione e collaborazione
Ha ricordato la Costituzione Sponsa Christi (Pio XII) e la Vultum Dei quaerere con la sua istruzione Cor orans (Francesco), che promuovono la collaborazione tra i monasteri: scambio di personale, assistenza finanziaria e difesa comune dell’osservanza. “È una sfida che richiede decisioni coraggiose e il superamento delle tentazioni di autoreferenziali”, ha riconosciuto il Papa, incoraggiando a esplorare anche l’affiliazione quando necessario.
Dono simbolico
Al termine dell’incontro, le suore hanno donato al Papa una ceramica raffigurante lo stemma agostiniano – un cuore trafitto dalla freccia ardente del Verbo – opera della bottega del Monastero di Sant’Agostino di Rossano (Calabria).
Con questo gesto, le monache contemplative hanno rinnovato il loro impegno a intercedere per la Chiesa e per il mondo dall’intimità del chiostro.
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