Leone XIV: “Affamare la popolazione è un modo molto economico per fare la guerra”
Il Papa incoraggia le suore, denuncia la fame come arma di guerra e riceve il presidente di São Tomé e Príncipe
Papa Leone XIV ha trascorso in Vaticano una giornata particolarmente significativa, scandita da tre azioni che, pur distinte nella forma, convergono nella stessa direzione: la messa in pratica del Vangelo attraverso la carità, la denuncia profetica e il dialogo interculturale. Nell’arco di una sola giornata, il Pontefice ha dedicato la sua attenzione alle donne consacrate, al dramma della fame come strategia di potere e al rafforzamento delle relazioni diplomatiche con il continente africano.
In primo luogo, durante un’udienza con le religiose di tutto il mondo, il Papa ha offerto parole di incoraggiamento piene di gratitudine e ammirazione. “Grazie per la vostra vita dedicata, per il vostro servizio silenzioso e per aver seminato il bene dove sembra non esserci speranza”, ha detto. Ha sottolineato che la carità “non è un sentimento superficiale”, ma “il linguaggio più potente del Vangelo, capace di aprire porte dove ci sono solo muri e di guarire ferite che la parola non può raggiungere”. Leone XIV ha riconosciuto che molte di queste donne consacrate lavorano in contesti ostili, dove la loro presenza diventa l’unico volto visibile della Chiesa e, a volte, dello Stato stesso. “Continuate a essere la tenerezza di Dio per il mondo”, le ha incoraggiate.
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Poche ore dopo, il Papa ha pronunciato un messaggio fermo su una delle tragedie più silenziose e atroci del nostro tempo: l’uso della fame come strumento di sottomissione. “Affamare una popolazione è una forma di sterminio a basso costo”, ha denunciato duramente. Senza menzionare direttamente alcun Paese, le sue parole sono risuonate come un urgente appello alla coscienza internazionale, in un momento in cui diverse regioni del mondo, in particolare le zone di conflitto, soffrono di blocchi alimentari, distruzione dei raccolti o dirottamento degli aiuti umanitari come meccanismi di controllo politico o militare. Leone XIV ha chiesto alla comunità internazionale “misure concrete, non solo dichiarazioni”, ricordando che il diritto al cibo è il fondamento di tutti gli altri diritti umani.
La giornata si è conclusa con la visita ufficiale del Presidente di São Tomé e Príncipe, Carlos Vila Nova, ricevuto dal Papa nel Palazzo Apostolico. Durante l’incontro, i due leader hanno discusso temi di interesse comune, come la promozione dell’istruzione, lo sviluppo sostenibile e l’importanza del rispetto reciproco tra culture e religioni. Leone XIV ha sottolineato il valore della cooperazione tra Chiesa e Stato per il bene comune, soprattutto in contesti in cui le strutture pubbliche sono fragili e la popolazione necessita di sostegno in materia di salute, istruzione e valori. Vila Nova, da parte sua, ha espresso apprezzamento per la presenza della Chiesa nel suo Paese e ha rinnovato il suo impegno a collaborare con la Santa Sede.
In poche ore, Leone XIV delineò con chiarezza le linee principali del suo pontificato: una Chiesa che accompagna con amore, denuncia con coraggio e costruisce ponti con umiltà. Uno stile pastorale profondamente umano che, nelle parole del Papa, “non cerca la preminenza, ma rende Cristo presente dove più c’è bisogno”.
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