«La storia del mondo senza i santi sarebbe incommensurabilmente più povera e meno umana»
Papa Leone XIV difende il metodo scientifico e storico per la valutazione della canonizzazione e sottolinea la capacità dei santi di trasformare e umanizzare la società nel corso dei secoli
Nella giornata conclusiva del congresso “Santità nella Storia” , organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi, Papa Leone XIV ha offerto una profonda riflessione sul ruolo cruciale che i santi svolgono nell’evoluzione del mondo e sulla necessità di applicare un rigoroso rigore scientifico nell’elevazione di un credente agli altari.
In un discorso improntato al riconoscimento del lavoro di ricercatori, storici e consulenti ecclesiastici, il Pontefice ha sottolineato che la santità non è un’astrazione avulsa dalla realtà, ma una testimonianza radicata nello scorrere del tempo.
«La storia del mondo senza i santi sarebbe immensamente più povera, cioè meno umana», ha dichiarato il Santo Padre, sottolineando che, illuminati dalla Grazia, i santi hanno saputo rispondere alle sfide del loro tempo coniugando la fede con l’azione concreta.
Rigore storico e metodo scientifico
Il Papa ha posto particolare enfasi sul primo pilastro della canonizzazione: la verifica oggettiva . Leone XIV ha ricordato che la santità canonizzata richiede una prova attraverso testimonianze autentiche e credibili, “al di là di ogni sospetto”.
A questo proposito, ha elogiato l’eredità di Pio XI, che istituì la Sezione Storica all’interno dell’ex Sacra Congregazione dei Riti per aprire i processi ecclesiali al metodo storico-critico. Sebbene lo scopo di queste cause non sia quello di produrre pura storiografia, bensì di mettere in luce il carattere esemplare e la spiritualità del candidato, il Papa ha insistito sul fatto che sia le cause antiche che quelle recenti richiedono un’indagine seria ed esaustiva di tutto il materiale documentario disponibile.
Modelli viventi per rispondere al presente
Un secondo aspetto affrontato durante la giornata è stato l’influenza delle trasformazioni culturali sulla percezione stessa della santità. Leone XIV ha chiarito che l’evoluzione del profilo dei santi non risponde alle mode o agli stereotipi contingenti, ma al costante sforzo di “leggere l’esperienza contingente attraverso le categorie del Vangelo vissuto”.
- Contestualizzazione: è fondamentale collocare ogni testimonianza nel periodo storico in cui è stata resa pubblica per comprenderne appieno la portata.
- Modelli di riferimento per oggi: il popolo di Dio cerca intercessori e modelli di riferimento che lo aiutino ad affrontare le sfide contemporanee.
- Carattere trascendente: nonostante il contesto storico di ciascuna persona, la solenne canonizzazione operata dal Successore di Pietro propone a tutta la Chiesa testimoni capaci di parlare a ogni generazione.
Il potere trasformativo della fede
In conclusione, Leone XIV ha espresso la sua gratitudine per il lavoro discreto ma essenziale svolto dai membri della Commissione storica e del Dicastero. Secondo il Papa, la presenza di queste figure ha trasformato attivamente il corso dell’umanità, dimostrando la forza innovatrice della Pasqua.
Ponendo i membri del congresso sotto la protezione della Vergine Maria, Regina dei Santi, il Santo Padre ha concluso rinnovando la benedizione apostolica per tutti coloro che si impegnano a far conoscere le vite di coloro che hanno plasmato la storia per fede.
Testo integrale del discorso:
DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO “LA SANTITÀ NELLA STORIA”
ORGANIZZATO DAL DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI
Sala Clementina
Mercoledì, 21 ottobre 2026
____________
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi.
È bello vedere tanto entusiasmo per i santi di oggi, e grazie!
Eminenze, Eccellenze,
cari fratelli e sorelle!
Sono lieto di incontrarvi nella giornata conclusiva del vostro Convegno “La santità nella storia”, organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi. Saluto e ringrazio per il loro impegno i suoi Superiori, i Membri, i Consultori, gli Officiali, i Relatori del Convegno e tutti coloro che, a diverso titolo, lavorano alle Cause dei Santi.
Il tema scelto per queste giornate di studio mira ad approfondire il rapporto tra santità e storia, offrendo l’opportunità di soffermarsi su vari aspetti. Il primo è riferito alla santità canonizzata, che richiede di essere provata da testimonianze autentiche, credibili e al di sopra di ogni sospetto. A questo fine, il lavoro della Commissione storica in ambito diocesano e quello dei Relatori e Consultori del Dicastero per le cosiddette “cause antiche”, rivestono un ruolo essenziale.
Fu proprio un autorevole storico come Papa Pio XI a istituire nell’allora Sacra Congregazione dei Riti la Sezione Storica, aprendo le cause dei santi all’utilizzo specifico del metodo storico-critico. Anche la trattazione delle “cause recenti” non può prescindere da una verifica seria e rigorosa di tutto il materiale raccolto. Le cause dei santi utilizzano gli strumenti propri dello studio della storia, anche se il loro fine non è fare storiografia, quanto piuttosto far emergere l’esemplarità, la spiritualità e la fama di santità dei candidati agli altari.
Un secondo aspetto è come l’evoluzione storica e culturale influenzi, nelle sue diverse fasi, il concetto stesso di santità. Nel trascorrere delle epoche, anche il profilo dei santi può conoscere degli sviluppi: non per seguire gli stereotipi del momento, ma per leggere l’esperienza contingente attraverso le categorie del Vangelo vissuto. Per questo, situare la testimonianza di un santo o di una santa nel contesto in cui è vissuto è molto importante. Il popolo di Dio cerca modelli per abitare il presente, intercessori che aiutino i membri della Chiesa ad affrontare le sfide odierne e a riconoscerne le opportunità. Non va dimenticato, tuttavia, che l’atto solenne della canonizzazione trascende la contingenza storica. Con esso, infatti, il Successore di Pietro non solo approva, ma indica a tutta la Chiesa testimoni credibili del Vangelo, capaci di parlare ad ogni epoca.
Infine, occorre considerare come la presenza e la testimonianza dei santi abbiano trasformato la storia. Illuminati dalla Grazia, essi hanno saputo ascoltare gli appelli del loro tempo, coniugando fede e storia, e spendendo la vita per edificare la realtà nuova del Regno di Dio. La storia del mondo senza i santi e le sante sarebbe immensamente più povera, cioè meno umana.
Carissimi, la testimonianza dei santi, profondamente inserita nella concretezza del loro tempo, ci ricorda la forza innovatrice e trasformatrice della Pasqua. Essi ci mostrano una storia plasmata dalla fede. Vi ringrazio perché, col vostro lavoro, voi contribuite a mettere in luce questa meravigliosa realtà. Vi affido alla protezione della Vergine Maria Regina dei Santi e di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica. Grazie.
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