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30 Gennaio, 2026

7 min

La realizzazione dell’amato, l’obiettivo dell’amore

Desiderio di realizzazione

La realizzazione dell’amato, l’obiettivo dell’amore
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1. Amare qualcuno significa sempre desiderare che migliori.

Il vero bene di chi amiamo: la sua pienezza

Saggezza popolare

Insieme al desiderio incondizionato che la persona viva, che abbiamo analizzato negli articoli precedenti, l’amore cerca che la persona amata  sia buona:  che  viva  bene,  nel senso in cui i greci classici usavano questa espressione, che ha poco o nulla a che vedere con l’idea attuale di vivere bene.

In effetti, la cosa più grande che possiamo augurare alla persona amata è che  raggiunga la pienezza a cui è stata chiamata.

E questo, in modo semplice e diretto, si esprime in poche parole: che tu sia  buono.

Ecco perché, più di una volta, ho sentito persone di riconosciuto prestigio, con molti anni di studio in antropologia ed etica, commentare idee come la seguente: “Il consiglio più profondo che ho ricevuto nella mia vita è quello che mia nonna, piena di affetto, mi ripeteva quando avevo solo tre o quattro anni: ‘figlio mio, sii buono!'”

I filosofi affermati

Aristotele  avrebbe condiviso i sentimenti di quelle anziane donne. Per lui,  il vero amore  deve essere accompagnato dal desiderio genuino che coloro che amiamo raggiungano o si avvicinino al loro pieno potenziale.

Perciò egli rifiutò, come falsa e pericolosa, l’amicizia tra

  • Uomini di cattivo carattere, che si associano per cose vili e diventano malvagi rendendosi simili gli uni agli altri.

Per aggiungere:

  • D’altro canto, l’amicizia tra brave persone è positiva e le rende migliori man mano che aumentano le interazioni, perché si prendono a vicenda come modello e si correggono a vicenda.

E concluse:

  • L’amicizia perfetta è quella degli uomini buoni che sono uguali in virtù, perché desiderano l’uno per l’altro  ciò che è veramente buono .

Il vero amore e la vera amicizia
vogliono che le persone che amano siano buone e
raggiungano il loro pieno potenziale.

Non il bene in sé

Qui i commenti potrebbero moltiplicarsi, soprattutto a causa del contrasto.

Ad esempio, alla luce di quanto  afferma Aristotele,  molte madri e molti padri dovrebbero ricordare che la vera educazione incoraggia la ricerca del   bene  autentico di ogni  bambino.

  • No, come spesso accade, un mero  beneficio apparente:  che non si  sentano  male, o che si  sentano  bene (invece di cercare di  renderli  buoni).
  • Né, tanto meno, con il pretesto dell’amore per loro, il presunto bene o benessere  proprio  (del padre o della madre, nel nostro caso): tranquillità, libertà di movimento, autorealizzazione proiettata, assenza di preoccupazioni, permissività…

E a tutti, indipendentemente dall’età e dalla condizione, va ripetuto che, in senso proprio, non si può parlare di vero amico quando il rapporto con quella persona non si traduce, per entrambi, in un reale miglioramento che li avvicini alla rispettiva realizzazione.

Come spiega Alberoni  :

  • Perché l’amore esista, l’amante deve risvegliare possibilità latenti o contenute nel nostro essere:
    • che ci aiuta a svilupparci e ad allenarci meglio, avvicinandoci al nostro pieno potenziale.

Non è possibile parlare di amicizia quando il rapporto tra amici
non si traduce, per entrambi, in un reale miglioramento,
in un progresso verso la propria realizzazione.

2. Accettarlo così com’è veramente, anche se ne desideriamo la pienezza

Non avere fretta: le anime, come il buon vino, migliorano con il tempo.

Senza negare nulla di quanto appena detto, ritengo che una precisazione sia ancora più essenziale, con enormi ricadute pratiche, soprattutto nei momenti di difficoltà per la persona amata.

Si potrebbe riassumere dicendo che  non  amiamo nel modo giusto se il desiderio che la persona amata migliori arriva e cerca di imporsi  troppo presto.

Cioè, visto dall’estremo opposto: se fin dal primo momento non lo accettiamo e lo vogliamo così com’è, con tutti i suoi difetti, per quanto distruttivi possano sembrare e siano in realtà.

Altrimenti, se cerchiamo di migliorarla  prematuramente,  quella persona si sentirà rifiutata, non amata e  non saremo in grado di aiutarla.

Se cerchiamo di migliorarla prematuramente,
quella persona si sentirà rifiutata
e non saremo in grado di aiutarla.

Per poter amare “lei”

Questa è una verità particolarmente rilevante per coloro che si dedicano alla promozione di persone in situazioni irregolari o difficili: bambini abbandonati, madri single e sole, tossicodipendenti, criminali…

Persone che, a volte, hanno fatto del furto, dell’inganno e della frode una sorta di seconda natura, forse perché non hanno visto o sperimentato nessun altro modo di vivere.

Se, nel nostro sincero desiderio di aiutarli, non accettiamo e non amiamo queste  persone per come sono veramente,  con tutti i loro dolorosi e laceranti difetti; se cerchiamo soprattutto che cambino, non ameremo  loro,  ma, per così dire, il loro alias migliorato secondo le  nostre  aspettative.

E difficilmente raggiungeremo l’obiettivo di aiutarli e di avvicinarli al loro pieno potenziale.

  • Sentendosi rifiutati, si ritireranno in se stessi, rendendo vano ogni tentativo di raggiungerli e aiutarli a migliorare e ad andare avanti.

L’accettazione incondizionata della persona amata
è il fondamento su cui si fonda tutto il nostro amore.

3. Per l’uomo essere è vivere e perfezionarsi: avvicinarsi alla sua pienezza

Per confermare “dinamicamente” il loro essere

Estensione del “sì” originale

Ma torniamo al tema centrale di questa serie di articoli. Vedremo allora che il desiderio di aiutare la persona amata a migliorare, e ad avvicinarla al suo pieno potenziale, è sempre legato all’amore, poiché non rappresenta altro che  la naturale estensione di ciò che si è cercato nel dire  nel confermare la propria esistenza.

Per quali ragioni?

Qualcosa di simile accade all’uomo come avviene nel nucleo rigenerativo di un seme: egli  non è  qualcosa di inerte e statico, ma costituisce una sorta di  energia concentrata,  che tende ad espandersi e a portare ogni componente della persona al suo pieno potenziale.

Con manifestazioni molto concrete

La biologia contemporanea relativa agli esseri umani lo sottolinea chiaramente.

  • Fin dal momento del concepimento, la creatura appena concepita assume il controllo di se stessa e, in una certa misura, anche della madre.
    • E, immediatamente, mette in moto tutta la sua capacità di sviluppo, moltiplicando le sue cellule, differenziandole e organizzandole in un modo che nemmeno il computer più avanzato potrebbe realizzare in milioni di anni.
  • Poi, non appena esce dal grembo materno, tutto ruota attorno alla crescita, allo sviluppo e alla differenziazione: sia dal punto di vista biologico, sia per quanto riguarda la sua capacità di muoversi, di sentire, di  comprendere,  di  amare.
  • E il resto della sua vita, anche se forse meno appariscente, consiste o dovrebbe consistere nel proseguire in quello svolgersi, fino ad avvicinarsi alla sua pienezza, raggiungendo livelli che, a volte, sono difficili da prevedere.
    • Pensiamo ai giganti dell’umanità nel corso della storia: un Giovanni Paolo II, una Teresa di Calcutta o uno qualsiasi dei grandi artisti o scienziati (Fidia, Michelangelo, Einstein) che hanno stupito il mondo con le loro scoperte.

Per gli esseri umani è naturale  crescere e svilupparsi,  nel senso più ampio e nobile del termine.

Per gli esseri umani
è naturale crescere e svilupparsi
fino a raggiungere il proprio pieno potenziale.

Per favorirne lo sviluppo, per avvicinarlo al suo pieno potenziale!

Volontà di promuovere

Pertanto, non è possibile amare veramente qualcuno, affermarlo nel suo essere, senza desiderare al tempo stesso che la persona amata progredisca sempre di più. Senza aspirare che dispieghi tutta la perfezione già contenuta in lei, in un certo modo, fin dal momento stesso del suo concepimento.

In questo senso,  Maurice Nédoncelle  definisce l’amore come una  volontà di promozione.

E spiega, riassumendo molto di quanto detto finora:

  • L’io che ama desidera, sopra ogni altra cosa,  l’esistenza  dell’altro;
    • Vuole, per dirla in un altro modo,  lo sviluppo  del te,
    • e vuole che tale sviluppo autonomo sia (per quanto possibile)  armonioso  rispetto al valore che l’io intravede per lui.

Con effetti realistici

Ciò conferma un’idea più volte sottolineata: il desiderio di sviluppo e di miglioramento che ho definito elemento integrante dell’amore non è un capriccio, un desiderio vuoto e incoerente che non porta a nessun risultato.

Al contrario, amare veramente qualcuno implica sempre sostenere  la sua crescita, il suo sviluppo e il suo cammino verso la realizzazione.  Questo sostegno è proporzionale alla qualità, all’intensità e all’intelligenza dell’amore donato, a patto che la persona amata non vi opponga apertamente resistenza.

Nel prossimo articolo vedremo più nel dettaglio come e perché.

Per ora prevedo che:

  1. L’amore permette di vedere i percorsi che la persona amata deve intraprendere per raggiungere la propria realizzazione.
  2. e gli dà la forza di andare avanti senza vacillare.

Non è possibile amare veramente qualcuno
senza cercare di aiutarlo a progredire e a svilupparsi,
finché non si avvicina al suo pieno potenziale.

(Continua)

Tomás Melendo,
Presidente di Edufamilia
http://www.edufamilia.com
[email protected]

EduFamilia

Edufamilia es una asociación sin ánimo de lucro, nacida en el año 2005. Su fundador, Tomás Melendo, advirtió que una mejora en la calidad de las familias facilitaría la resolución de bastantes de los problemas que aquejan a la sociedad de hoy. Y, apoyado siempre por su mujer, decidió lanzarse a esta aventura que cuenta con casi veinte años de vida y con múltiples ediciones de los distintos cursos formativos: Másteres y Maestrías, Expertos, cursos más breves, conferencias, ciclos culturales, seminarios y otros programas educativos. Aunque las primeras ediciones tuvieron carácter presencial, actualmente se ha hecho un gran esfuerzo por promover la infraestructura virtual para adaptarse a los nuevos tiempos y que la formación en torno a la familia alcance al mundo entero.