La diocesi di Barbastro-Monzón presenta alla Santa Sede una proposta riguardante il complesso di Torreciudad
Nella proposta, tra le altre cose, si chiede che Torreciudad venga riconosciuto e canonicamente eretto come Santuario Internazionale
La diocesi di Barbastro-Monzón ha presentato una proposta alla Santa Sede per il complesso di Torreciudad. Secondo l’organizzazione, la costruzione avviene “in linea con la storia della nostra diocesi, bagnata dal sangue di tanti martiri, un popolo già piccolo e umile, ma sensibile alle carezze di Dio su tutto il suo territorio”.
Proposta su Torreciudad alla Santa Sede
La proposta include i seguenti punti:
▪ Che Torreciudad, attualmente oratorio semipubblico, sia riconosciuto canonicamente ed eretto come Santuario Internazionale, sotto la diretta autorità della Santa Sede. Auspichiamo pertanto che le aspirazioni della Prelatura dell’Opus Dei di promuovere l’Itinerario di San Josemaría e l’Itinerario Mariano Internazionale possano concretizzarsi, proponendo che:
✓ La Santa Sede, in quanto autorità competente, è l’interlocutore responsabile e naturale (costituendosi in ambito extraterritoriale).
✓ L’Opus Dei potrà quindi nominare liberamente, secondo il diritto, il rettore del nuovo santuario.
▪ Che il nuovo santuario internazionale goda di indipendenza finanziaria dalla diocesi di Barbastro-Monzón e, in quanto dipendente dalla Santa Sede, quest’ultima ne verifica e approva i conti, nonché quelli delle aziende e fondazioni che circondano il complesso, rinunciando la diocesi a qualsiasi beneficio o remunerazione da essi derivanti, nonché a qualsiasi responsabilità patrimoniale o di altra natura che possa derivare dall’origine o dal futuro dei fondi raccolti e delle strutture aziendali create per canalizzarli.
Sull’immagine originale della Vergine di Nostra Signora degli Angeli di Torreciudad e sul primitivo fonte battesimale della cattedrale
▪ Che l’immagine originale della Madonna degli Angeli di Torreciudad e il fonte battesimale originale della cattedrale della diocesi di Barbastro, trasferiti alla Casa Generalizia della Prelatura a Roma e dove furono battezzati tanti martiri della nostra diocesi, siano restituiti ai loro luoghi originali, dove sono venerati da tempo immemorabile.
✓ Nel caso della Vergine Maria, al suo eremo-santuario, dove è stata venerata per oltre mille anni dai diocesani, che nel corso della storia l’hanno protetta anche a costo della propria vita in tempi di persecuzione e guerra. Nell’ambito di questa radicata devozione popolare, i genitori di San Josemaría lo portarono da bambino a visitare la Vergine Maria nel suo eremo-santuario originale per pregare per la sua guarigione. Come è consuetudine in altri santuari, la Vergine Maria sarebbe stata venerata nella sua collocazione originale e una copia fedele sarebbe stata collocata nel nuovo santuario.
✓ Quanto al fonte battesimale, dove furono battezzati tanti dei nostri martiri attualmente in fase di beatificazione, possa essere restituito alla Chiesa Cattedrale, nella Cappella del Pantocratore. In questo modo, i fedeli di questa Diocesi potranno continuare a portare i loro figli a ricevere il sacramento del battesimo, come fecero i genitori di San Josemaría in quel luogo e in quel fonte battesimale.
✓ Questi restauri nelle loro ubicazioni originali, oltre a essere un elemento di giustizia verso i fedeli e di comunione tra la Prelatura dell’Opus Dei e la Chiesa locale, arricchiranno il Cammino di San Josemaría a Barbastro (composto dalla Chiesa di San Josemaría, dal Centro Entre Arcos, dalla Casa di San Josemaría, dalla cattedrale, dall’eremo e dal santuario di Torreciudad).
“Una diocesi che non divide, ma unisce”
Questa proposta, sottoposta al discernimento del Santo Padre Leone XIV , vuole essere “ancora una volta espressione di una diocesi che non divide, ma unisce; che non esige, ma offre; che non impone, ma propone con amore ciò che ha ricevuto in dono. Solo attraverso la comunione e la dedizione disinteressata può continuare a dare frutto l’eredità spirituale di tanti martiri e santi come san Josemaría: un’eredità che, da Barbastro, continua a irradiare luce nel mondo”, concludono.
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