06 Novembre, 2026

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La bellezza della fede

Una luce nel buio: come l'incontro con Gesù e la Sua amicizia trasformano la nostra vita e donano senso anche alla sofferenza

La bellezza della fede

La bellezza della fede nasce dall’incontro con Gesù, che ci offre la sua amicizia e trasforma il nostro modo di vivere. Nel suo amore scopriamo la libertà di fidarci, la gioia di ringraziare e una speranza che ci sostiene anche nella sofferenza.

Immaginiamo di entrare in una stanza buia. Distinguiamo appena ciò che si trova al suo interno. Qualcuno accende la luce e scopriamo di essere circondati da amici. Che gioia! Qualcosa di simile accade con la fede: illumina la nostra esistenza e ci permette di riconoscere una presenza costante che trasforma il nostro modo di vivere. Non siamo soli. Dio ci conosce, ci ama e ci viene incontro.

La fede cristiana ha un volto: Gesù Cristo. A Betlemme, Dio si avvicina a noi nella fragilità di un bambino. Sulla croce, porta il dono di sé fino all’estremo. Nella risurrezione si apre un orizzonte che la morte non può chiudere. La sua grandezza si manifesta nell’umiltà, nel perdono e nella misericordia. Contemplare questo modo di amare suscita stupore. È qui che comincia, per me, la bellezza del credere.

I sentimenti possono accompagnare e approfondire la fede, ma la sua saldezza si rivela anche quando vengono meno. Ci sono giorni di entusiasmo e altri di aridità nella preghiera, di stanchezza o di domande senza risposta. L’amore di Dio rimane negli uni e negli altri.

Saperci amati può trasformarci anche quando non proviamo alcuna consolazione particolare.

Credere è un dono della grazia che chiede una risposta libera. Dio prende l’iniziativa e ci rende capaci di accoglierlo, senza annullare la nostra volontà. Possiamo aprirgli la porta, ascoltare la sua parola e lasciare che orienti le nostre decisioni. La fede coinvolge la nostra intelligenza e il nostro cuore; ci invita ad affidarci a una verità che supera ciò che riusciamo a comprendere.

Uno dei suoi aspetti più belli è l’amicizia con Gesù. Egli chiama amici i suoi discepoli (cfr. Gv 15,15). Amici di Dio! Possiamo parlargli di una preoccupazione familiare, di un insuccesso professionale o di quella piccola gioia che nessun altro ha notato. Non occorre recitare una parte. Ci presentiamo davanti a lui così come siamo, anche con le nostre debolezze e il nostro bisogno di perdono.

Questa amicizia si alimenta frequentandosi. Leggere il Vangelo, riservare qualche minuto alla preghiera e partecipare ai sacramenti ci aiuta a conoscere colui che ci ama. La sua fedeltà ci invita a tornare quando ci allontaniamo. La confessione permette di sperimentare quella misericordia che rialza e restituisce speranza.

Chi si sa perdonato impara anche a guardare in modo diverso le mancanze altrui.

Dall’amicizia nasce la fiducia. Per me, fidarmi significa compiere il passo che comprendo Dio mi stia chiedendo, anche se non vedo ancora tutto il cammino. Non significa pretendere che realizzi i miei progetti. Significa affidare il risultato alle sue mani, assumendomi la mia responsabilità. Maria — sua madre, nostra madre — ci insegna questa disponibilità: il suo sì fa spazio a un’azione di Dio di cui non poteva cogliere fin dall’inizio tutta la portata.

Anni fa mi sono chiesto quanto Dio ci avesse donato. L’elenco mi ha sopraffatto: la creazione, la vita, la filiazione divina, lo Spirito Santo, la Chiesa, i sacramenti, la speranza del cielo. Nell’Eucaristia, Cristo dona se stesso. E sulla croce ci dona Maria come madre. A volte ci abituiamo così tanto a questi doni da smettere di ammirarli.

Riscoprire la gratitudine significa riscoprire la capacità di vedere la loro bellezza.

Ma che cosa accade quando arriva la sofferenza? Una malattia, una perdita o una crisi possono scuotere le nostre certezze. La fede non risparmia le lacrime né offre una spiegazione immediata per ogni ferita. Ci permette, tuttavia, di avvicinarci a Cristo crocifisso e scoprire che non soffriamo soli. Egli conosce il dolore umano dall’interno e rimane accanto a noi.

San Giovanni Paolo II ha approfondito questa speranza nella Salvifici doloris: uniti a Cristo, le nostre sofferenze possono acquistare un significato nuovo e partecipare alla sua opera redentrice. Questo non ci esime dall’alleviare il dolore nostro e altrui. Ci chiama ad accompagnare, prenderci cura e amare, anche quando continuiamo a non comprendere il perché di ciò che è accaduto.

Conosco i dintorni di Monaco di Baviera grazie alle mie passeggiate in bicicletta e ai miei viaggi in auto. Da un aereo, quelle stesse strade rivelano collegamenti che prima non vedevo. La fede allarga così il nostro sguardo: ci aiuta a collocare la vita in un orizzonte più ampio. Non ne decifriamo tutti i misteri, ma confidiamo in Dio, che può far nascere il bene persino da ciò che ci ferisce.

La bellezza della fede consiste nel vivere sapendo che siamo amati e chiamati alla comunione eterna con Dio. Questa certezza può dare un tono nuovo al lavoro, alla vita insieme e alla cura di chi ha bisogno di noi. Un bene così chiede di essere condiviso: con parole semplici, nel rispetto della libertà e, soprattutto, con una vita che renda visibile l’amore ricevuto.

Propositi

  1. Coltivare la mia amicizia con Gesù. Dedicare ogni giorno qualche minuto alla lettura del Vangelo e al dialogo con lui sulle mie gioie, preoccupazioni e decisioni.
  2. Imparare a ringraziare e a fidarmi. Riconoscere ogni sera un dono di Dio e affidare alle sue mani ciò che mi inquieta, senza sottrarmi alla mia responsabilità.
  3. Rendere visibile l’amore ricevuto. Tradurre la mia fede in un gesto concreto: chiedere perdono, ascoltare con pazienza o accompagnare qualcuno che soffre.

Dottore Karl-Maria de Molina

Presidente di FamilyValued.org

 

Karl-María de Molina

Dr.-Ing. Karl-Maria de Molina estudió ingeniería, filosofía y teología y obtuvo su doctorado en tecnología automotriz. Ha escrito libros sobre tecnología automovilística y metodología de trabajo, y ha editado obras sobre cultura laboral y desarrollo de competencias. Ha ocupado varios puestos docentes en universidades alemanas; imparte seminarios sobre el desarrollo de líderes; ha fundado varias empresas y ha desarrollado y comercializado productos innovadores. El conocimiento necesario para esta serie de artículos sobre la fe lo adquirió el autor mediante el estudio de la filosofía y la teología, la lectura diaria del Evangelio y de libros espirituales, así como la asistencia diaria a la Eucaristía. Presidente de la asociación de promoción de familias: FamilyValued.org.