22 Aprile, 2026

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l Papa all’Angelus: la vera ricchezza è “l’amicizia con il Signore e con i fratelli”

Parole del Santo Padre all'Angelus

l Papa all’Angelus: la vera ricchezza è “l’amicizia con il Signore e con i fratelli”

Alle ore 12 di oggi, XXV domenica del tempo ordinario, il Santo Padre Leone XIV si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha osservato che la vera ricchezza è “l’amicizia con il Signore e con i fratelli”. Ogni egoismo ci isola dagli altri e “diffonde il veleno della competizione che spesso genera conflitti”. Per questo, ha esortato a gestire con cura e responsabilità i doni ricevuti, la nostra vita, sapendo che non ne siamo i proprietari e che la cosa più importante è non accumularli.

Pubblichiamo di seguito le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

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Parole del Papa

PAPA LEONE XIV

ANGELUS

Piazza San Pietro
XXV Domenica del Tempo Ordinario, 21 settembre 2025

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Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

La parabola che ascoltiamo oggi dal Vangelo (Lc 16,1-13) ci fa riflettere sull’uso dei beni materiali e, più in generale, su come stiamo amministrando il bene più prezioso di tutti, che è la nostra stessa vita.

Nel racconto vediamo che un amministratore viene chiamato dal padrone a “rendere conto”. Si tratta di un’immagine che ci comunica qualcosa di importante: noi non siamo padroni della nostra vita né dei beni di cui godiamo; tutto ci è stato dato in dono dal Signore e Lui ha affidato questo patrimonio alla nostra cura, alla nostra libertà e responsabilità. Un giorno saremo chiamati a rendere conto di come abbiamo amministrato noi stessi, i nostri beni e le risorse della terra, sia davanti a Dio sia davanti agli uomini, alla società e soprattutto a chi verrà dopo di noi.

L’amministratore della parabola ha cercato semplicemente il proprio guadagno e, quando arriva il giorno in cui deve rendere conto e l’amministrazione gli viene tolta, deve pensare a che cosa fare per il suo futuro. In questa situazione difficile, egli comprende che non è l’accumulo dei beni materiali il valore più importante, perché le ricchezze di questo mondo passano; e, allora, si fa venire un’idea brillante: chiama i debitori e “taglia” i loro debiti, rinunciando quindi alla parte che sarebbe spettata proprio a lui. In questo modo, perde la ricchezza materiale ma guadagna degli amici, che saranno pronti ad aiutarlo e a sostenerlo.

Prendendo spunto dal racconto, Gesù ci esorta: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne» (v. 9).

Infatti, l’amministratore della parabola, pur nella gestione della disonesta ricchezza di questo mondo, riesce a trovare un modo per farsi degli amici, uscendo dalla solitudine del proprio egoismo; tanto più noi, che siamo discepoli e viviamo nella luce del Vangelo, dobbiamo usare i beni del mondo e la nostra stessa vita pensando alla ricchezza vera, che è l’amicizia con il Signore e con i fratelli.

Carissimi, la parabola ci invita a chiederci: come stiamo amministrando i beni materiali, le risorse della terra e la nostra stessa vita che Dio ci ha affidato? Possiamo seguire il criterio dell’egoismo, mettendo la ricchezza al primo posto e pensando solo a noi stessi; ma questo ci isola dagli altri e sparge il veleno di una competizione che spesso genera conflitti. Oppure possiamo riconoscere tutto ciò che abbiamo come dono di Dio da amministrare, e usarlo come strumento di condivisione, per creare reti di amicizia e solidarietà, per edificare il bene, per costruire un mondo più giusto, più equo e più fraterno.

Preghiamo la Vergine Santa, perché interceda per noi e ci aiuti ad amministrare bene ciò che il Signore ci affida, con giustizia e responsabilità.

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Dopo l’Angelus

Saluto con affetto tutti voi, presenti in Piazza San Pietro e collegati attraverso i media.

Mi rivolgo anzitutto ai rappresentanti di diverse Associazioni cattoliche, impegnate nella solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza. Carissimi, apprezzo la vostra iniziativa e molte altre che in tutta la Chiesa esprimono vicinanza ai fratelli e alle sorelle che soffrono in quella terra martoriata. Con voi e con i Pastori delle Chiese in Terra Santa ripeto: non c’è futuro basato sulla violenza, sull’esilio forzato, sulla vendetta. I popoli hanno bisogno di pace: chi li ama veramente, lavora per la pace.

Saluto i pellegrini della Diocesi di Mindelo, Capo Verde, e quelli della Diocesi di Como; e inoltre i gruppi venuti dall’Angola, dalla Polonia – in particolare da Bliżyn –, da Ciudad Real in Spagna, da Porto in Portogallo e da Mwanza in Tanzania.

Saluto i sacerdoti della Compagnia di Gesù che iniziano un percorso di studio a Roma; la Società di San Vincenzo de’ Paoli; i fedeli di Sora, Pescara, Macerata, San Giovanni in Marignano, Venezia, Bassano del Grappa, Santa Caterina Villarmosa, Taranto, Somma Vesuviana, Ponzano Romano e vari gruppi della diocesi di Padova.

Sono lieto di accogliere il Coro dell’Ordine degli Avvocati di Verona; il Coro femminile di Malo, a Vicenza; la Fondazione Oasi Nazareth di Corato; l’Associazione H-Earth Mani e Cuore; e un ricordo speciale per le persone malate di Alzheimer e di atassìa.

Grazie a tutti e a tutti auguro una buona domenica!

Exaudi Redazione

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