Il Papa incoraggia le parti coinvolte nel processo di pace in Medio Oriente a “seguire con coraggio il cammino tracciato”
Parole del Santo Padre all'Angelus
Al termine della Santa Messa, per il Giubileo della Spiritualità Mariana, sul sagrato della Basilica di San Pietro, il Santo Padre Leone XIV, prima di recitare la preghiera dell’Angelus,
Il Papa incoraggia le parti coinvolte nel processo di pace in Medio Oriente a “seguire con coraggio il cammino tracciato”. Esprime la sua vicinanza al “dolore” di chi ha perso tutto nella guerra e lancia un appello alla popolazione ucraina, colpita da brutali attacchi: “Cessate la violenza, apritevi al dialogo”. Il Pontefice ha anche un pensiero per il Perù e per le vittime di incidenti sul lavoro.
Queste le parole del Papa introducendo la preghiera mariana:
***
Parole del Papa
PAPA LEONE XIV
ANGELUS
Piazza San Pietro
XXVIII Domenica del Tempo Ordinario, 12 ottobre 2025
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Cari fratelli e sorelle,
prima di concludere la celebrazione, desidero rivolgere il mio caloroso saluto a tutti voi, che vi siete radunati a pregare in questo grande “cenacolo” insieme con Maria, la Madre di Gesù. Voi rappresentate la multiforme realtà delle associazioni, dei movimenti, delle comunità animate dalla devozione mariana, che è propria di ogni cristiano. Vi ringrazio e vi esorto a fondare sempre la vostra spiritualità sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa.
Saluto tutti i gruppi di pellegrini, in particolare i laici agostiniani d’Italia e l’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi.
Negli ultimi giorni, l’accordo sull’inizio del processo di pace ha regalato una scintilla di speranza in Terra Santa. Incoraggio le parti coinvolte a proseguire con coraggio il percorso tracciato, verso una pace giusta, duratura e rispettosa delle legittime aspirazioni del popolo israeliano e del popolo palestinese. Due anni di conflitto hanno lasciato ovunque morte e macerie, soprattutto nel cuore di chi ha perso brutalmente i figli, i genitori, gli amici, ogni cosa. Con tutta la Chiesa sono vicino al vostro immenso dolore. Oggi soprattutto a voi è rivolta la carezza del Signore, la certezza che, anche nel buio più nero, Egli resta sempre con noi: «Dilexi te – Ti ho amato». A Dio, unica Pace dell’umanità, chiediamo di guarire tutte le ferite e di aiutare con la sua grazia a compiere ciò che umanamente ora sembra impossibile: riscoprire che l’altro non è un nemico, ma un fratello a cui guardare, perdonare, offrire la speranza della riconciliazione.
Con dolore invece seguo le notizie dei nuovi, violenti attacchi che hanno colpito diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, provocando la morte di persone innocenti, tra cui bambini, e lasciando moltissime famiglie senza elettricità e riscaldamento. Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione, che da anni vive nell’angoscia e nella privazione. Rinnovo l’appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprirsi al dialogo e alla pace!
Sono vicino al caro popolo peruviano in questo momento di transizione politica. Prego affinché il Perù possa continuare nella via della riconciliazione, del dialogo e dell’unità nazionale.
Oggi in Italia si ricordano le vittime degli incidenti sul lavoro: preghiamo per loro e per la sicurezza di tutti i lavoratori.
Ed ora rivolgiamoci a Maria con fiducia filiale.
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