Il Natale ci ricorda…
i valori eterni del Bambino nella Mangiatoia
Il periodo natalizio, con tutte le sue celebrazioni, la musica, le luci, il commercio, gli alberi di Natale, i regali, gli incontri, le cene, i biglietti, i viaggi e così via, ha un unico scopo: la commemorazione della nascita di Gesù di Nazareth, che i cristiani professano come il Figlio di Dio, nostro Signore e Salvatore, “la Via, la Verità e la Vita”. Ma il valore di questa celebrazione cristiana e il suo significato religioso hanno trasceso le sue origini, diventando una festa globale, perché la vita e l’opera di Gesù di Nazareth rimangono rilevanti e stimolanti per ogni persona, per tutta l’umanità, indipendentemente dalla cultura, dalla posizione geografica o dalle convinzioni individuali.
Alcuni dei tanti messaggi che il Natale trasmette con insistenza e che ci ricorda a tutti sono: amore fraterno e compassionevole. Perché l’insegnamento fondamentale e la vocazione di Gesù di Nazareth era mostrarci il volto di Dio come Padre amorevole di tutti, affinché, vivendo come suoi figli, potessimo amarci tutti come fratelli e sorelle, costruendo relazioni, società e un mondo di fraternità. Affinché possiamo essere capaci di solidarietà e perdono. Affinché la convivenza umana sia possibile e affinché questo amore fraterno, manifestato nei fatti, possa raggiungere, esprimersi e dispiegarsi, soprattutto tra i più vulnerabili e bisognosi del mondo.
Perché senza amore fraterno, senza filiazione con Dio e fraternità umana, l’uomo – orgogliosamente – diventa signore degli altri e la convivenza umana si trasforma in una giungla di competizione e di lotta, di divisioni e di odio, di confini e di differenze che rendono la vita impossibile.
L’amore fraterno, nuovo comandamento e stile di vita per i cristiani, rende possibile la speranza. Perché la nascita di un bambino riempie sempre il mondo di speranza, ma la nascita di “un bambino, avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia”, il cui nome è “Emmanuele”, che significa “Dio con noi”, riempie di piena speranza tutte le nostre attese quotidiane, infonde senso alla nostra vita, perché ci conduce lungo le vie e la logica di Dio, distinte dalle vie e dalla logica del mondo.
Il Natale è natività, è nascita, che simboleggia una nuova luce, una nuova alba, un nuovo inizio e un cambiamento per tutti. In un mondo con così tanta insoddisfazione, frustrazione e difficoltà, il Natale è sinonimo di speranza e fede in un futuro migliore per l’umanità.
Il messaggio natalizio ai pastori, «Pace in terra agli uomini di buona volontà», e l’intero progetto di vita di Gesù, sono un invito costante a costruire la pace attraverso il perdono e la riconciliazione, come frutto dell’amore fraterno. Questa è una «pace che non è come la pace che dà il mondo». Perché mentre la pace del mondo è il silenzio delle armi con i cimiteri stracolmi, la sottomissione e l’inginocchiarsi dei deboli davanti ai più potenti, la pace che Gesù insegna e invoca è possibile grazie alla convivenza di fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre di tutti.
La nascita di Gesù in una mangiatoia, inoltre, rivela il valore dell’umiltà, della semplicità e della semplicità in un mondo stanco di ostentazione, vanità, lusso e spreco. La mangiatoia di Betlemme contrasta nettamente con il materialismo e il consumismo che ci soffocano e ci incoraggia tutti a scoprire e riconoscere altri valori, al di là degli antivalori presentati dalla nostra cultura superficiale e postmoderna. La mangiatoia di Gesù ci permette di sospettare che, al di là del piacere, del denaro e del potere schiacciante del mondo, esistano valori più semplici, genuini e autentici nell’essere umano.
La storia dell’offerta dei Re Magi al bambino nella mangiatoia è alla base anche delle tradizioni legate alla generosità di individui e comunità a Natale. Nella sua essenza, il Natale promuove l’altruismo e la generosità, il dono disinteressato e il servizio rivolto soprattutto a coloro che hanno meno e sono meno capaci.
Infine, il Natale è un periodo dell’anno in cui famiglie e amici si riuniscono in modo speciale. È un momento di unità familiare e comunitaria. Il Natale, quindi, ci ricorda che, al di là delle distanze e delle differenze, l’unità e il senso di appartenenza sono importanti per costruire relazioni migliori, comunità migliori e un mondo migliore in cui lo spirito natalizio prevalga sempre.
Il Natale, dunque, al di là del suo profondo significato religioso e cristiano, è una tradizione potente e un momento dell’anno che ci invita tutti a riflettere e a ricordare i valori più grandi e migliori che risiedono nel cuore di ogni essere umano. Valori e messaggi universali che, grazie al bambino nella mangiatoia, sono diventati patrimonio di tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
Auguro a tutti un BUON NATALE e che possiamo tutti costruire la nostra vita e la vita del mondo come un Natale che non finisce mai.
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