Capodanno, una vera festa
Comprendere questo stato emotivo temporaneo e come affrontarlo con speranza e progetti di vita
L’altro giorno sono rimasto scioccato nello scoprire qualcosa su cui, onestamente, non ero sufficientemente informato: il termine “holiday blues”. Si riferisce a uno stato d’animo malinconico o triste che alcune persone sperimentano durante le vacanze di fine anno e l’inizio del nuovo anno. Non si tratta di un disturbo clinico, ma piuttosto di uno stato emotivo temporaneo che si manifesta con tristezza, ansia, irritabilità, mancanza di piacere nelle attività piacevoli, nostalgia, perdita di interesse, affaticamento, apatia, alterazioni dell’appetito o del sonno e isolamento sociale.
Perché nasce questa “malinconia natalizia”? Le ragioni sono molteplici. Alcuni non potranno riunirsi con tutti i propri cari per Natale o Capodanno. Altri saranno in lutto per la perdita di persone scomparse di recente, soprattutto nei mesi precedenti. Molti affrontano difficoltà finanziarie con le bollette natalizie, gli acquisti e i pagamenti delle carte di credito in scadenza. C’è anche la tristezza della separazione: le famiglie si riuniscono per i festeggiamenti e poi, giorni dopo – il 5, 6 o 10 gennaio – è il momento di salutarsi. Per alcuni, è un “arrivederci a domani”; per altri, che viaggiano lontano e si vedono solo ogni quattro o cinque anni, può essere percepita come una profonda rottura.
Alcune persone, a causa delle perdite accumulate, preferiscono evitare gli assembramenti: “Io, che ho perso così tante persone, preferisco non riunirmi”. Conosco persone che trascorreranno il Natale da sole a casa. Tutto questo è alimentato da aspettative sociali – soddisfatte, insoddisfatte o solo parzialmente soddisfatte – solitudine, nostalgia per i tempi passati (“Vent’anni fa ci riunivamo tutti, ma ora molti sono cresciuti o sono morti”), lutti recenti e stress generale.
Cosa si consiglia in queste situazioni? Gli psicoterapeuti, soprattutto quelli cattolici, raccomandano di mantenere i contatti attraverso i social media, il telefono e le tecnologie più moderne. Suggeriscono inoltre di dedicarsi ad attività che prendano cura della propria salute: il Natale non è un momento per eccedere in cibo o bevande, ma piuttosto un’occasione per celebrare prima Gesù e poi riunirsi con la famiglia, anche se si tratta solo dei familiari più stretti (mia moglie, i miei figli e io).
La chiave è accettare i sentimenti come una parte naturale della vita: viviamo alti e bassi, ma sempre con ottimismo. Il Natale ci invita a celebrare Dio e la famiglia. Il Capodanno, invece, parla di cambiamenti, buoni propositi e progetti seri. Spesso scherziamo su buoni propositi superficiali (“smettere di fumare”, “bere meno”, “guardare meno la TV”) che poi non riusciamo a mantenere. Ma se vogliamo evitare quella “depressione bianca” – mancanza di senso nella vita, cattivo umore e sogni irrealizzati – abbiamo bisogno di progetti validi.
Attenzione al pessimismo: molti dicono che “il 2026 sarà terribile”. Per chi? Secondo chi? Potrebbero sorgere serie difficoltà, ma la domanda chiave è: qual è il mio piano? Non si tratta solo di abbandonare cattive abitudini (ridurre l’alcol, il mangiare troppo o il fumo), ma di essere una persona migliore: un marito, una moglie, un genitore, un fratello migliore. Trascorrere più tempo con gli altri, fare di più per loro. Un piano familiare, spirituale, matrimoniale e professionale.
Una persona che concepisce la vita come un progetto in corso non ha tempo né spazio per depressione, irritabilità, stanchezza o stress. La vita è un progetto; non c’è tempo per essere depressi.
Quindi, cosa faremo quest’anno? Diamo un’occhiata profonda alla nostra coscienza: chiediamo perdono per i nostri errori a chiunque possa essere interessato. Festeggiamo con Dio, riempiamoci di Lui e pensiamo: cosa farò l’anno prossimo? Amerò di più, mi impegnerò di più. Facciamo tutto il bene che possiamo.
Che Dio ti benedica sempre e ti conceda un anno nuovo pieno di frutti, amore, lavoro e progetti.
Grazie mille per aver letto questo articolo. Facciamo tutto il bene possibile. Che Dio ti benedica sempre.
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