{"id":97750,"date":"2024-04-08T23:21:43","date_gmt":"2024-04-08T21:21:43","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=97750"},"modified":"2024-04-08T23:22:54","modified_gmt":"2024-04-08T21:22:54","slug":"dignitas-infinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/dignitas-infinita\/","title":{"rendered":"Dignitas infinita"},"content":{"rendered":"<p><b>Dichiarazione<i>\u00a0Dignitas infinita<\/i><\/b><\/p>\n<p><b>circa la dignit\u00e0 umana<\/b><\/p>\n<p><b>Presentazione<\/b><\/p>\n<p>Nel Congresso del 15 marzo del 2019, l\u2019allora Congregazione per la Dottrina della Fede decise di avviare \u00abla redazione di un testo evidenziando l\u2019imprescindibilit\u00e0 del concetto di dignit\u00e0 della persona umana all\u2019interno dell\u2019antropologia cristiana e illustrando la portata e le implicazioni benefiche a livello sociale, politico ed economico, tenendo conto degli ultimi sviluppi del tema nell\u2019ambito accademico e delle sue ambivalenti comprensioni nel contesto odierno\u00bb. Un primo progetto al riguardo, elaborato con l\u2019aiuto di alcuni Esperti nel corso dell\u2019anno 2019, venne ritenuto insoddisfacente da una Consulta ristretta della Congregazione, svoltasi l\u20198 ottobre dello stesso anno.<\/p>\n<p>Si procedette ad elaborare\u00a0<i>ex novo<\/i>\u00a0un\u2019altra bozza del testo da parte dell\u2019Ufficio Dottrinale, sulla base del contributo di diversi Esperti. La bozza venne presentata e discussa da una Consulta ristretta svoltasi il 4 ottobre del 2021. Nel gennaio 2022 la nuova bozza fu presentata nella Sessione Plenaria della Congregazione, durante la quale i Membri hanno provveduto ad abbreviare e semplificare il testo.<\/p>\n<p>Il 6 febbraio del 2023, il nuovo testo emendato \u00e8 stato valutato da una Consulta ristretta che ha proposto alcune ulteriori modifiche. La nuova versione \u00e8 stata sottomessa alla valutazione della Sessione Ordinaria del Dicastero (Feria IV) il 3 maggio del 2023. I Membri hanno concordato che il documento, con alcune modifiche, poteva essere pubblicato. Il Santo Padre Francesco ha approvato i\u00a0<i>Deliberata<\/i>\u00a0di questa Feria IV nel corso dell\u2019Udienza a me concessa il 13 novembre del 2023. In questa occasione, mi ha inoltre chiesto di evidenziare nel testo tematiche strettamente connesse al tema della dignit\u00e0, come ad esempio il dramma della povert\u00e0, la situazione dei migranti, le violenze contro le donne, la tratta delle persone, la guerra ed altre. Per onorare al meglio tale indicazione del Santo Padre, la Sezione Dottrinale del Dicastero ha dedicato un Congresso all\u2019approfondimento della lettera enciclica\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>, che offre un\u2019originale analisi ed approfondimento della questione della dignit\u00e0 umana \u201cal di l\u00e0 di ogni circostanza\u201d.<\/p>\n<p>Con lettera datata 2 febbraio 2024, in vista della Feria IV del successivo 28 febbraio, \u00e8 stata inviata ai Membri del Dicastero una nuova bozza del testo, notevolmente modificata, con la seguente precisazione: \u00abquesta ulteriore stesura si \u00e8 resa necessaria per andare incontro ad una specifica richiesta del Santo Padre. Egli ha esplicitamente sollecitato a fissare meglio l\u2019attenzione sulle attuali gravi violazioni della dignit\u00e0 umana nel nostro tempo, sulla scia dell\u2019enciclica\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>. L\u2019Ufficio Dottrinale ha provveduto cos\u00ec a ridurre la parte iniziale [\u2026] e ad elaborare pi\u00f9 dettagliatamente quanto indicato dal Santo Padre\u00bb. La Sessione Ordinaria del Dicastero, in data 28 febbraio 2024, ha infine approvato il testo dell\u2019attuale\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>. Nel corso nell\u2019Udienza concessa a me insieme al Segretario della Sezione Dottrinale, Mons. Armando Matteo, in data 25 marzo 2024, il Santo Padre ha quindi<b>\u00a0<\/b>approvato la presente\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>\u00a0e ne ha ordinato la pubblicazione.<\/p>\n<p>L\u2019elaborazione del testo, protrattasi per cinque anni, permette di capire che ci si trova di fronte ad un documento che, per la seriet\u00e0 e la centralit\u00e0 della questione della dignit\u00e0 nel pensiero cristiano, ha avuto bisogno di un notevole<b>\u00a0<\/b>processo di maturazione per arrivare alla stesura definitiva che oggi pubblichiamo.<\/p>\n<p>Nelle prime tre parti, la\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>\u00a0richiama fondamentali principi e presupposti teorici, al fine di offrire importanti chiarimenti che possono evitare le frequenti confusioni che si verificano nell\u2019uso del termine \u201cdignit\u00e0\u201d. Nella quarta parte, presenta alcune situazioni problematiche attuali in cui l\u2019immensa e inalienabile dignit\u00e0 che spetta ad ogni essere umano non \u00e8 adeguatamente riconosciuta. La denuncia di tali gravi e attuali violazioni della dignit\u00e0 umana \u00e8 un gesto necessario, perch\u00e9 la Chiesa nutre la profonda convinzione che non si pu\u00f2 separare la fede dalla difesa della dignit\u00e0 umana, l\u2019evangelizzazione dalla promozione di una vita dignitosa, e<b>\u00a0<\/b>la spiritualit\u00e0 dall\u2019impegno per la dignit\u00e0 di tutti gli esseri umani.<\/p>\n<p>Tale dignit\u00e0 di tutti gli esseri umani pu\u00f2, infatti, essere intesa come \u201cinfinita\u201d (<i>dignitas infinita<\/i>), cos\u00ec come san Giovanni Paolo II afferm\u00f2 in un incontro con persone affette da certe limitazioni o disabilit\u00e0,<a name=\"_ftnref1\"><\/a><sup>[1]<\/sup>\u00a0al fine di mostrare come la dignit\u00e0 di tutti gli esseri umani vada al di l\u00e0 di ogni apparenza esteriore o di ogni caratteristica della vita concreta delle persone.<\/p>\n<p>Papa Francesco, nell\u2019enciclica\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>, ha voluto sottolineare con particolare insistenza che questa dignit\u00e0 esiste \u201cal di l\u00e0 di ogni circostanza\u201d, invitando tutti a difenderla in ogni contesto culturale, in ogni momento dell\u2019esistenza di una persona, indipendentemente da qualsiasi deficienza fisica, psicologica, sociale o anche morale. A questo riguardo, la\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>\u00a0si sforza di mostrare che ci troviamo di fronte a una verit\u00e0 universale, che tutti siamo chiamati a riconoscere, come condizione fondamentale affinch\u00e9 le nostre societ\u00e0 siano veramente giuste, pacifiche, sane e alla fine autenticamente umane.<\/p>\n<p>L\u2019elenco degli argomenti scelti dalla\u00a0<i>Dichiarazione\u00a0<\/i>non \u00e8 certo esaustivo. I temi trattati sono, tuttavia, proprio quelli che permettono di esprimere vari aspetti della dignit\u00e0 umana che oggi possono essere oscurati nella coscienza di molte persone. Alcuni saranno facilmente condivisibili da diversi settori delle nostre societ\u00e0, altri di meno. Comunque, tutti ci sembrano necessari perch\u00e9, nel loro insieme aiutano a riconoscere l\u2019armonia e la ricchezza del pensiero sulla dignit\u00e0 che sgorga dal Vangelo.<\/p>\n<p>Questa\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>\u00a0non ha la pretesa di esaurire un argomento cos\u00ec ricco e decisivo, ma intende fornire alcuni elementi di riflessione che aiuteranno a tenerlo presente nel complesso momento storico in cui viviamo, affinch\u00e9 in mezzo a tante preoccupazioni e ansie non perdiamo la strada e non ci esponiamo a pi\u00f9 laceranti e profonde sofferenze.<\/p>\n<p>V\u00edctor Manuel Card. Fern\u00e1ndez<br \/>\n<i>Prefetto<\/i><\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981004\"><\/a><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p>1. (<i>Dignitas infinita<\/i>)<i>\u00a0<\/i>Una dignit\u00e0 infinita, inalienabilmente fondata nel suo stesso essere, spetta a ciascuna persona umana, al di l\u00e0 di ogni circostanza e in qualunque stato o situazione si trovi. Questo principio, che \u00e8 pienamente riconoscibile anche dalla sola ragione, si pone a fondamento del primato della persona umana e della tutela dei suoi diritti. La Chiesa, alla luce della Rivelazione, ribadisce e conferma in modo assoluto questa dignit\u00e0 ontologica della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio e redenta in Cristo Ges\u00f9. Da questa verit\u00e0 trae le ragioni del suo impegno a favore di coloro che sono pi\u00f9 deboli e meno dotati di potere, insistendo sempre \u00absul primato della persona umana e sulla difesa della sua dignit\u00e0 al di l\u00e0 di ogni circostanza\u00bb.<a name=\"_ftnref2\"><\/a><sup>[2]<\/sup><\/p>\n<p>2. Di tale dignit\u00e0 ontologica e del valore unico ed eminente di ogni donna e di ogni uomo che esistono in questo mondo si \u00e8 resa autorevole eco la\u00a0<i>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo\u00a0<\/i>(10 dicembre 1948) da parte dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite.<a name=\"_ftnref3\"><\/a><sup>[3]<\/sup>\u00a0Nel fare memoria del 75\u00b0 anniversario di questo Documento, la Chiesa vede l\u2019occasione per proclamare nuovamente la propria convinzione che, creato da Dio e redento da Cristo, ogni essere umano deve essere riconosciuto e trattato con rispetto e con amore, proprio in ragione della sua inalienabile dignit\u00e0. Il summenzionato anniversario offre alla Chiesa anche l\u2019opportunit\u00e0 per chiarire alcuni equivoci che sorgono spesso a riguardo della dignit\u00e0 umana e per affrontare alcune gravi e urgenti questioni concrete ad essa collegate.<\/p>\n<p>3. Fin dall\u2019inizio della sua missione, sulla spinta del Vangelo, la Chiesa si \u00e8 sforzata di affermare la libert\u00e0 e di promuovere i diritti di tutti gli esseri umani.<a name=\"_ftnref4\"><\/a><sup>[4]<\/sup>\u00a0Negli ultimi tempi, grazie alla voce dei Pontefici, ha inteso formulare pi\u00f9 esplicitamente tale impegno attraverso il rinnovato appello per il riconoscimento della dignit\u00e0 fondamentale che spetta alla persona umana. San Paolo VI ebbe a dire che \u00abnessuna antropologia eguaglia quella della Chiesa sulla persona umana, anche singolarmente considerata, circa la sua originalit\u00e0, la sua dignit\u00e0, la intangibilit\u00e0 e la ricchezza dei suoi diritti fondamentali, la sua sacralit\u00e0, la sua educabilit\u00e0, la sua aspirazione ad uno sviluppo completo, la sua immortalit\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref5\"><\/a><sup>[5]<\/sup><\/p>\n<p>4. San Giovanni Paolo II, nel 1979, durante la Terza Conferenza Episcopale Latinoamericana a Puebla, afferm\u00f2: \u00abla dignit\u00e0 umana rappresenta un valore evangelico, che non pu\u00f2 essere disprezzato senza grave offesa del Creatore. Questa dignit\u00e0 viene conculcata, a livello individuale, quando non sono tenuti nel dovuto conto valori come la libert\u00e0, il diritto di professare la religione, l\u2019integrit\u00e0 fisica e psichica, il diritto ai beni essenziali, alla vita. \u00c8 calpestata, a livello sociale e politico, quando l\u2019uomo non pu\u00f2 esercitare il suo diritto di partecipazione, o viene sottoposta ad ingiuste e illegittime coercizioni o a torture fisiche o psichiche, ecc. [\u2026] Se la Chiesa si rende presente nella difesa o nella promozione della dignit\u00e0 dell\u2019uomo, lo fa in conformit\u00e0 con la sua missione, che, pur essendo di carattere religioso e non sociale o politico, non pu\u00f2 fare a meno di considerare l\u2019uomo nel suo essere integrale\u00bb.<a name=\"_ftnref6\"><\/a><sup>[6]<\/sup><\/p>\n<p>5. Nel 2010, davanti alla Pontificia Accademia della Vita, Benedetto XVI ha affermato che la dignit\u00e0 della persona \u00e8 \u00abun principio fondamentale che la fede in Ges\u00f9 Cristo Risorto ha da sempre difeso, soprattutto quando viene disatteso nei confronti dei soggetti pi\u00f9 semplici e indifesi\u00bb.<a name=\"_ftnref7\"><\/a><sup>[7]<\/sup>\u00a0In altra occasione, parlando a degli economisti, ha detto che \u00abl\u2019economia e la finanza non esistono per se stesse, esse non sono altro che uno strumento, un mezzo. Il loro fine \u00e8 unicamente la persona umana e la sua piena realizzazione nella dignit\u00e0. \u00c8 questo l\u2019unico capitale che \u00e8 opportuno salvare\u00bb.<a name=\"_ftnref8\"><\/a><sup>[8]<\/sup><\/p>\n<p>6. Fin dagli inizi del suo pontificato, Papa Francesco ha invitato la Chiesa a \u00abconfessare un Padre che ama infinitamente ciascun essere umano\u00bb ed a \u00abscoprire che \u201ccon ci\u00f2 stesso gli conferisce una dignit\u00e0 infinita\u201d\u00bb,<a name=\"_ftnref9\"><\/a><sup>[9]<\/sup>\u00a0sottolineando con forza che tale immensa dignit\u00e0 rappresenta un dato originario da riconoscere con lealt\u00e0 e da accogliere con gratitudine. Proprio su tale riconoscimento ed accoglienza \u00e8 possibile fondare una nuova coesistenza fra gli esseri umani, che declini la socialit\u00e0 in un orizzonte di autentica fraternit\u00e0: unicamente \u00abriconoscendo la dignit\u00e0 di ogni persona umana, possiamo far rinascere fra tutti un\u2019aspirazione mondiale alla fraternit\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref10\"><\/a><sup>[10]<\/sup>\u00a0Secondo Papa Francesco \u00abquesta sorgente di dignit\u00e0 umana e di fraternit\u00e0 sta nel Vangelo di Ges\u00f9 Cristo\u00bb,<a name=\"_ftnref11\"><\/a><sup>[11]<\/sup>\u00a0ma \u00e8 pure una convinzione alla quale la ragione umana pu\u00f2 arrivare attraverso la riflessione e il dialogo, dato che \u00abse bisogna rispettare in ogni situazione la dignit\u00e0 degli altri, \u00e8 perch\u00e9 noi non inventiamo o supponiamo tale dignit\u00e0, ma perch\u00e9 c\u2019\u00e8 effettivamente in essi un valore superiore rispetto alle cose materiali e alle circostanze, che esige siano trattati in un altro modo. Che ogni essere umano possiede una dignit\u00e0 inalienabile \u00e8 una verit\u00e0 corrispondente alla natura umana al di l\u00e0 di qualsiasi cambiamento culturale\u00bb.<a name=\"_ftnref12\"><\/a><sup>[12]<\/sup>\u00a0In verit\u00e0, conclude Papa Francesco, \u00abl\u2019essere umano possiede la medesima dignit\u00e0 inviolabile in qualunque epoca storica e nessuno pu\u00f2 sentirsi autorizzato dalle circostanze a negare questa convinzione o a non agire di conseguenza\u00bb.<a name=\"_ftnref13\"><\/a><sup>[13]<\/sup>\u00a0In tal orizzonte, la sua enciclica\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>\u00a0costituisce gi\u00e0 una sorta di\u00a0<i>Magna Charta<\/i>\u00a0dei compiti odierni volti a salvaguardare e promuovere la dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p><i>Un chiarimento fondamentale<\/i><\/p>\n<p>7. Sebbene ora esista un consenso piuttosto generale sull\u2019importanza ed anche sulla portata normativa della dignit\u00e0 e del valore unico e trascendente di ogni essere umano,<a name=\"_ftnref14\"><\/a><sup>[14]<\/sup>\u00a0l\u2019espressione \u201cdignit\u00e0 della persona umana\u201d rischia sovente di prestarsi a molti significati e dunque a possibili equivoci<a name=\"_ftnref15\"><\/a><sup>[15]<\/sup>\u00a0e \u00abcontraddizioni che inducono a chiederci se davvero l\u2019eguale dignit\u00e0 di tutti gli esseri umani [\u2026] sia riconosciuta, rispettata, protetta e promossa in ogni circostanza\u00bb.<a name=\"_ftnref16\"><\/a><sup>[16]<\/sup>\u00a0Tutto questo ci porta a riconoscere la possibilit\u00e0 di una quadruplice distinzione del concetto di dignit\u00e0:\u00a0<i>dignit\u00e0 ontologica<\/i>,\u00a0<i>dignit\u00e0 morale<\/i>,\u00a0<i>dignit\u00e0 sociale<\/i>\u00a0ed infine\u00a0<i>dignit\u00e0 esistenziale<\/i>. Il senso pi\u00f9 importante \u00e8 quello legato alla\u00a0<i>dignit\u00e0 ontologica<\/i>\u00a0che compete alla persona in quanto tale per il solo fatto di esistere e di essere voluta, creata e amata da Dio. Questa dignit\u00e0 non pu\u00f2 mai essere cancellata e resta valida al di l\u00e0 di ogni circostanza in cui i singoli possano venirsi a trovare. Quando si parla di\u00a0<i>dignit\u00e0 morale<\/i>\u00a0ci si riferisce, invece, all\u2019esercizio della libert\u00e0 da parte della creatura umana. Quest\u2019ultima, pur dotata di coscienza, resta sempre aperta alla possibilit\u00e0 di agire contro di essa. Facendo cos\u00ec, l\u2019essere umano si comporta in un modo che \u201cnon \u00e8 degno\u201d della sua natura di creatura amata da Dio e chiamata all\u2019amore degli altri. Ma questa possibilit\u00e0 esiste. Non solo. La storia ci attesta che l\u2019esercizio della libert\u00e0 contro la legge dell\u2019amore rivelata dal Vangelo pu\u00f2 raggiungere vette incalcolabili di male inferto agli altri. Quando questo accade, ci si trova davanti a persone che sembrano aver perduto ogni traccia di umanit\u00e0, ogni traccia di dignit\u00e0. Al riguardo, la distinzione qui introdotta ci aiuta a discernere proprio tra l\u2019aspetto della dignit\u00e0 morale che pu\u00f2 essere di fatto \u201cperduta\u201d e l\u2019aspetto della dignit\u00e0 ontologica che non pu\u00f2 mai essere annullata. Ed \u00e8 proprio in ragione di quest\u2019ultima che si dovr\u00e0 con tutte le forze lavorare perch\u00e9 tutti coloro che hanno compiuto il male possano ravvedersi e convertirsi.<\/p>\n<p>8. Restano ancora altre due accezioni possibili di dignit\u00e0: sociale ed esistenziale. Quando parliamo di\u00a0<i>dignit\u00e0 sociale<\/i>\u00a0ci riferiamo alle condizioni sotto le quali una persona si trova a vivere. Nella povert\u00e0 estrema, per esempio, quando non si danno le condizioni minime perch\u00e9 una persona possa vivere secondo la sua dignit\u00e0 ontologica, si dice che la vita di quella persona cos\u00ec povera \u00e8 una vita \u201cindegna\u201d. Quest\u2019espressione non indica in alcun modo un giudizio verso la persona, piuttosto vuole evidenziare il fatto che la sua dignit\u00e0 inalienabile viene contradetta dalla situazione nella quale \u00e8 costretta a vivere. L\u2019ultima accezione \u00e8 quella di\u00a0<i>dignit\u00e0 esistenziale<\/i>. Sempre pi\u00f9 spesso si parla oggi di una vita \u201cdegna\u201d e di una vita \u201cnon degna\u201d. E con tale indicazione ci si riferisce a situazioni proprio di tipo esistenziale: per esempio, al caso di una persona che, pur non mancando apparentemente di nulla di essenziale per vivere, per diverse ragioni fa fatica a vivere con pace, con gioia e con speranza. In altre situazioni \u00e8 la presenza di malattie gravi, di contesti familiari violenti, di certe dipendenze patologiche e di altri disagi a spingere qualcuno a sperimentare la propria condizione di vita come \u201cindegna\u201d di fronte alla percezione di quella dignit\u00e0 ontologica che mai pu\u00f2 essere oscurata. Le distinzioni qui introdotte, in ogni caso, non fanno altro che ricordare il valore inalienabile di quella dignit\u00e0 ontologica radicata nell\u2019essere stesso della persona umana e che sussiste al di l\u00e0 di ogni circostanza.<\/p>\n<p>9. Giova qui, infine, ricordare che la definizione classica della persona come \u00absostanza individuale di natura razionale\u00bb<a name=\"_ftnref17\"><\/a><sup>[17]<\/sup>\u00a0esplicita il fondamento della sua dignit\u00e0. Infatti, in quanto \u201csostanza individuale\u201d, la persona gode della dignit\u00e0 ontologica (cio\u00e8 a livello metafisico dell\u2019essere stesso): essa \u00e8 un soggetto che, ricevendo da Dio l\u2019esistenza, \u201csussiste\u201d, vale a dire esercita l\u2019esistenza in modo autonomo. La parola \u201crazionale\u201d comprende in realt\u00e0 tutte le capacit\u00e0 di un essere umano: sia quella di conoscere e comprendere che quella di volere, amare, scegliere, desiderare. Il termine \u201crazionale\u201d comprende poi anche tutte le capacit\u00e0 corporee intimamente collegate a quelle sopradette. L\u2019espressione \u201cnatura\u201d indica le condizioni proprie dell\u2019essere umano che rendono possibili le varie operazioni ed esperienze che lo caratterizzano: la natura \u00e8 il \u201cprincipio dell\u2019agire\u201d. L\u2019essere umano non crea la sua natura; la possiede come un dono ricevuto e pu\u00f2 coltivare, sviluppare e arricchire le proprie capacit\u00e0. Nell\u2019esercitare la propria libert\u00e0 per coltivare le ricchezze della propria natura, la persona umana si costruisce nel tempo. Anche se, a causa di vari limiti o condizioni, non \u00e8 in grado di mettere in atto queste capacit\u00e0, la persona sussiste sempre come \u201csostanza individuale\u201d con tutta la sua inalienabile dignit\u00e0. Questo si verifica, per esempio, in un bambino non ancora nato, in una persona priva di sensi, in un anziano in agonia.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc84948815\"><\/a><a name=\"_Toc151981006\"><\/a><b>1. Una progressiva consapevolezza della centralit\u00e0 della dignit\u00e0 umana<\/b><\/p>\n<p>10. Gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0 classica<a name=\"_ftnref18\"><\/a><sup>[18]<\/sup>\u00a0si profila una prima intuizione a riguardo della dignit\u00e0 umana, che procede da una prospettiva sociale: ogni essere umano viene rivestito di una dignit\u00e0 particolare, secondo il suo rango ed all\u2019interno di un determinato ordine. Dall\u2019ambito sociale, la parola \u00e8 passata a descrivere la differente dignit\u00e0 degli esseri presenti nel cosmo. In questa visione, tutti gli esseri possiedono una loro \u201cdignit\u00e0\u201d propria, secondo la loro collocazione nell\u2019armonia del tutto. Certamente, alcune vette del pensiero antico iniziano a riconoscere un posto singolare all\u2019essere umano, in quanto dotato di ragione e quindi capace di assumersi una responsabilit\u00e0 riguardo a se stesso e agli altri esseri nel mondo,<a name=\"_ftnref19\"><\/a><sup>[19]<\/sup>\u00a0ma siamo ancora lontani da un pensiero capace di fondare il rispetto della dignit\u00e0 di ogni persona umana, al di l\u00e0 di ogni circostanza.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981008\"><\/a><i>Prospettive bibliche<\/i><\/p>\n<p>11. La Rivelazione biblica insegna che tutti gli esseri umani possiedono una dignit\u00e0 intrinseca perch\u00e9 sono creati a immagine e somiglianza di Dio: \u00abDio disse: \u201cFacciamo l\u2019uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza\u201d [\u2026] E Dio cre\u00f2 l\u2019essere umano a sua immagine; a immagine di Dio lo cre\u00f2: maschio e femmina li cre\u00f2\u00bb (<i>Gen<\/i>\u00a01, 26-27). L\u2019umanit\u00e0 ha una qualit\u00e0 specifica che la rende non riducibile alla pura materialit\u00e0. L\u2019\u201cimmagine\u201d non definisce l\u2019anima o le capacit\u00e0 intellettive bens\u00ec la dignit\u00e0 dell\u2019uomo e della donna. Entrambi, nel loro mutuo rapporto di uguaglianza e vicendevole amore, espletano la funzione di rappresentare Dio nel mondo e sono chiamati a custodire e coltivare il mondo. Essere creati a immagine di Dio significa, pertanto, possedere in noi un valore sacro che trascende ogni distinzione sessuale, sociale, politica, culturale e religiosa. La nostra dignit\u00e0 ci viene conferita, non \u00e8 n\u00e9 pretesa n\u00e9 meritata. Ogni essere umano \u00e8 amato e voluto da Dio per s\u00e9 stesso e quindi \u00e8 inviolabile nella sua dignit\u00e0. Nell\u2019<i>Esodo<\/i>, cuore dell\u2019Antico Testamento, Dio si mostra come colui che ascolta il grido del povero, vede la miseria del suo popolo, si prende cura degli ultimi e degli oppressi (cf.\u00a0<i>Es<\/i>\u00a03, 7; 22, 20-26). Si ritrova lo stesso insegnamento nel Codice deuteronomico (cf.\u00a0<i>Dt<\/i>\u00a012-26): qui l\u2019insegnamento sui diritti si trasforma in \u201cmanifesto\u201d della dignit\u00e0 umana, in particolare a favore della triplice categoria dell\u2019orfano, della vedova e del forestiero (cf.\u00a0<i>Dt<\/i>\u00a024, 17). Gli antichi precetti dell\u2019<i>Esodo<\/i>\u00a0vengono richiamati e attualizzati dalla predicazione dei profeti, i quali rappresentano la coscienza critica di Israele. I profeti Amos, Osea, Isaia, Michea, Geremia hanno interi capitoli di denuncia dell\u2019ingiustizia. Amos rimprovera aspramente l\u2019oppressione del povero, il non riconoscere al misero nessuna fondamentale dignit\u00e0 umana (cf.\u00a0<i>Am<\/i>\u00a02, 6-7; 4, 1; 5, 11-12). Isaia pronuncia una maledizione contro coloro che calpestano i diritti dei poveri, negando loro ogni giustizia: \u00abguai a coloro che fanno decreti iniqui e scrivono in fretta sentenze oppressive, per negare la giustizia ai miseri\u00bb (<i>Is<\/i>\u00a010, 1-2). Questo insegnamento profetico \u00e8 ripreso dalla letteratura sapienziale. Il Siracide equipara l\u2019oppressione dei poveri all&#8217;omicidio: \u00abuccide il prossimo chi gli toglie il nutrimento, versa sangue chi rifiuta il salario all\u2019operaio\u00bb (<i>Sir<\/i>\u00a034, 22). Nei\u00a0<i>Salmi<\/i>, il rapporto religioso con Dio passa attraverso la difesa del debole e del bisognoso: \u00abdifendete il debole e l\u2019orfano, al povero e al misero fate giustizia! Salvate il debole e l\u2019indigente, liberatelo dalla mano dei malvagi!\u00bb (<i>Sal<\/i>\u00a082, 3-4).<\/p>\n<p>12. Ges\u00f9 nasce e cresce in condizioni umili e rivela la dignit\u00e0 dei bisognosi e dei lavoratori.<a name=\"_ftnref20\"><\/a><sup>[20]<\/sup>\u00a0Nel corso del suo ministero, Ges\u00f9 afferma il valore e la dignit\u00e0 di tutti coloro che portano l\u2019immagine di Dio, indipendentemente dalla loro condizione sociale e dalle circostanze esterne. Ges\u00f9 ha abbattuto le barriere culturali e cultuali, ridando dignit\u00e0 alle categorie degli \u201cscartati\u201d o a quelle considerate ai margini della societ\u00e0: gli esattori delle tasse (cf.\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a09, 10-11), le donne (cf.\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a04, 1-42), i bambini (cf.\u00a0<i>Mc<\/i>\u00a010, 14-15), i lebbrosi (cf.\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a08, 2-3), gli ammalati (cf.\u00a0<i>Mc<\/i>\u00a01, 29-34), i forestieri (cf.\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a025, 35), le vedove (cf.\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a07, 11-15). Egli guarisce, sfama, difende, libera, salva. Egli \u00e8 descritto come un pastore sollecito per l\u2019unica pecora smarrita (cf.\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a018, 12-14). Egli stesso si identifica con i suoi fratelli pi\u00f9 piccoli: \u00abci\u00f2 che avrete fatto al pi\u00f9 piccolo dei miei, l\u2019avrete fatto a me\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a025, 40). Nel linguaggio biblico, i \u201cpiccoli\u201d non sono solo i bambini di et\u00e0, ma i discepoli indifesi, i pi\u00f9 insignificanti, i reietti, gli oppressi, gli scartati, i poveri, gli emarginati, gli ignoranti, i malati, i declassati dai gruppi dominanti. Il Cristo glorioso giudicher\u00e0 in base all\u2019amore verso il prossimo che consiste nell\u2019aver assistito l\u2019affamato, l\u2019assetato, lo straniero, il nudo, l\u2019ammalato, il carcerato, con i quali egli stesso si identifica (cf.\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a025, 34-36). Per Ges\u00f9, il bene fatto a ogni essere umano, indipendentemente dai legami di sangue o di religione, \u00e8 l\u2019unico criterio di giudizio. L\u2019apostolo Paolo afferma che ogni cristiano deve comportarsi secondo le esigenze della dignit\u00e0 e del rispetto dei diritti di tutti gli esseri umani (cf.\u00a0<i>Rm<\/i>\u00a013, 8-10), secondo il comandamento nuovo della carit\u00e0 (cf.\u00a0<i>1Cor<\/i>\u00a013, 1-13).<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981009\"><\/a><\/p>\n<p><i>Sviluppi del pensiero cristiano<\/i><\/p>\n<p>13. Lo sviluppo del pensiero cristiano ha poi stimolato e accompagnato i progressi della riflessione umana sul tema della dignit\u00e0. L\u2019antropologia cristiana classica, basata sulla grande tradizione dei Padri della Chiesa, ha messo in rilievo la dottrina dell\u2019essere umano creato ad immagine e somiglianza di Dio ed il suo ruolo singolare nella creazione.<a name=\"_ftnref21\"><\/a><sup>[21]<\/sup>\u00a0Il pensiero cristiano medievale, vagliando criticamente l\u2019eredit\u00e0 del pensiero filosofico antico, \u00e8 pervenuto ad una sintesi della nozione di persona, riconoscendo il fondamento metafisico della sua dignit\u00e0, come attestano le seguenti parole di san Tommaso d\u2019Aquino: \u00abla persona significa quanto di pi\u00f9 nobile c\u2019\u00e8 in tutto l\u2019universo, cio\u00e8 il sussistente di natura razionale\u00bb.<a name=\"_ftnref22\"><\/a><sup>[22]<\/sup>\u00a0Tale dignit\u00e0 ontologica, nella sua manifestazione privilegiata attraverso il libero agire umano, \u00e8 stata poi messa in risalto soprattutto dall\u2019umanesimo cristiano del Rinascimento.<a name=\"_ftnref23\"><\/a><sup>[23]<\/sup>\u00a0Anche nella visione di pensatori moderni, quali Cartesio e Kant, che pure hanno messo in discussione alcuni dei fondamenti dell\u2019antropologia cristiana tradizionale, si possono avvertire con forza echi della Rivelazione. Sulla base di alcune riflessioni filosofiche pi\u00f9 recenti circa lo statuto della soggettivit\u00e0 teoretica e pratica, la riflessione cristiana \u00e8 arrivata poi a sottolineare ancor pi\u00f9 lo spessore del concetto di dignit\u00e0, raggiungendo una prospettiva originale, come ad esempio il personalismo, nel XX secolo. Tale prospettiva non solo riprende la questione della soggettivit\u00e0, ma la approfondisce nella direzione dell\u2019intersoggettivit\u00e0 e delle relazioni che legano tra loro le persone umane.<a name=\"_ftnref24\"><\/a><sup>[24]\u00a0<\/sup>Anche la proposta antropologica cristiana contemporanea si \u00e8 arricchita del pensiero proveniente da quest\u2019ultima visione.<a name=\"_ftnref25\"><\/a><sup>[25]<\/sup><\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981010\"><\/a><\/p>\n<p><i>Tempi odierni<\/i><\/p>\n<p>14. Ai nostri giorni, il termine \u201cdignit\u00e0\u201d viene utilizzato prevalentemente per sottolineare il carattere unico della persona umana, incommensurabile rispetto agli altri esseri dell\u2019universo. In questo orizzonte, si comprende il modo in cui viene usato il termine dignit\u00e0 nella\u00a0<i>Dichiarazione\u00a0<\/i>delle Nazioni Unite del 1948, ove si parla \u00abdella dignit\u00e0\u00a0<i>inerente<\/i>\u00a0a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili\u00bb. Solo questo carattere inalienabile della dignit\u00e0 umana consente di poter parlare dei diritti dell\u2019uomo.<a name=\"_ftnref26\"><\/a><sup>[26]<\/sup><\/p>\n<p>15. Per chiarire meglio il concetto di dignit\u00e0, \u00e8 importante segnalare che la dignit\u00e0 non viene concessa alla persona da altri esseri umani, a partire da determinate sue doti e qualit\u00e0, in modo che potrebbe essere eventualmente ritirata. Se la dignit\u00e0 fosse concessa alla persona da altri esseri umani, allora essa si darebbe in modo condizionato e alienabile, e lo stesso significato di dignit\u00e0 (per quanto meritevole di grande rispetto) rimarrebbe esposto al rischio di essere abolito. In realt\u00e0, la dignit\u00e0 \u00e8 intrinseca alla persona, non conferita\u00a0<i>a posteriori<\/i>, previa ad ogni riconoscimento e non pu\u00f2 essere perduta. Di conseguenza, tutti gli esseri umani possiedono la medesima ed intrinseca dignit\u00e0, indipendentemente dal fatto che siano in grado o meno di esprimerla adeguatamente.<\/p>\n<p>16. Perci\u00f2 il Concilio Vaticano II parla della \u00abeminente dignit\u00e0 della persona umana, superiore a tutte le cose e i cui diritti e doveri sono universali e inviolabili\u00bb.<a name=\"_ftnref27\"><\/a><sup>[27]<\/sup>\u00a0Come ricorda l\u2019<i>incipit<\/i>\u00a0della Dichiarazione conciliare\u00a0<i>Dignitatis humanae<\/i>, \u00abgli esseri umani divengono sempre pi\u00f9 consapevoli della propria dignit\u00e0 di persone e cresce il numero di coloro che esigono di agire di loro iniziativa, esercitando la propria responsabile libert\u00e0, mossi dalla coscienza del dovere e non pressati da misure coercitive\u00bb.<a name=\"_ftnref28\"><\/a>[28] Tale libert\u00e0 di pensiero e di coscienza, sia individuale che comunitaria, \u00e8 basata sul riconoscimento della dignit\u00e0 umana \u00abquale l\u2019hanno fatta conoscere la parola di Dio rivelata e la stessa ragione\u00bb.<a name=\"_ftnref29\"><\/a><sup>[29]<\/sup>\u00a0Lo stesso magistero ecclesiale ha maturato con sempre maggior compiutezza il significato di tale dignit\u00e0, unitamente alle esigenze ed alle implicazioni ad esso connesse, giungendo alla consapevolezza che la dignit\u00e0 di ogni essere umano \u00e8 tale al di l\u00e0 di ogni circostanza.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981012\"><\/a><b>2. La Chiesa annuncia, promuove e si fa garante della dignit\u00e0 umana<\/b><\/p>\n<p>17. La Chiesa proclama l\u2019uguale dignit\u00e0 di tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro condizione di vita o dalle loro qualit\u00e0. Questo annuncio si appoggia su una triplice convinzione, che, alla luce della fede cristiana, conferisce alla dignit\u00e0 umana un valore incommensurabile e ne rafforza le intrinseche esigenze.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981013\"><\/a><i>Un\u2019indelebile immagine di Dio<\/i><\/p>\n<p>18. Innanzitutto, secondo la Rivelazione, la dignit\u00e0 dell\u2019essere umano proviene dall\u2019amore del suo Creatore, che ha impresso in lui i tratti indelebili della sua immagine<b>\u00a0<\/b>(cf.\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a01, 26), chiamandolo a conoscerlo, ad amarlo ed a vivere in un rapporto di alleanza con s\u00e9 e nella fraternit\u00e0, nella giustizia e nella pace con tutti gli altri uomini e donne. In questa visione, la dignit\u00e0 si riferisce non solo all\u2019anima, ma alla persona come unit\u00e0 inscindibile, e dunque inerisce anche al suo corpo, il quale partecipa a suo modo all\u2019essere immagine di Dio della persona umana ed \u00e8 chiamato anch\u2019esso a condividere la gloria dell\u2019anima nella beatitudine divina.<\/p>\n<p><i>Cristo eleva la dignit\u00e0 dell\u2019uomo<\/i><\/p>\n<p>19. Una seconda convinzione procede dal fatto che la dignit\u00e0 della persona umana \u00e8 stata rivelata in pienezza quando il Padre ha inviato il suo Figlio che ha assunto fino in fondo l\u2019esistenza umana: \u00abil Figlio di Dio, nel mistero dell\u2019incarnazione ha confermato la dignit\u00e0 del corpo e dell\u2019anima costitutivi dell\u2019essere umano\u00bb.<a name=\"_ftnref30\"><\/a><sup>[30]<\/sup>\u00a0Cos\u00ec, unendosi in certo modo ad ogni essere umano attraverso la sua incarnazione, Ges\u00f9 Cristo ha confermato che ogni essere umano possiede una dignit\u00e0 inestimabile, per il solo fatto di appartenere alla stessa comunit\u00e0 umana e che questa dignit\u00e0 non pu\u00f2 mai essere perduta.<a name=\"_ftnref31\"><\/a><sup>[31]<\/sup>\u00a0Proclamando che il Regno di Dio appartiene ai poveri, agli umili, a coloro che sono disprezzati, a coloro che soffrono nel corpo e nello spirito; guarendo ogni sorta di malattie e di infermit\u00e0, anche le pi\u00f9 drammatiche come la lebbra; affermando che ci\u00f2 che viene fatto a queste persone viene fatto a lui, perch\u00e9 egli \u00e8 presente in quelle persone, Ges\u00f9 ha portato la grande novit\u00e0 del riconoscimento della dignit\u00e0 di ogni persona, ed anche e soprattutto di quelle persone che erano qualificate come \u201cindegne\u201d. Questo principio nuovo nella storia umana, per cui l\u2019essere umano \u00e8 tanto pi\u00f9 \u201cdegno\u201d di rispetto e di amore quanto pi\u00f9 \u00e8 debole, misero e sofferente, fino a perdere la stessa \u201cfigura\u201d umana, ha cambiato il volto del mondo, dando vita a istituzioni che si prendono cura delle persone che si trovano in condizioni disagiate: i neonati abbandonati, gli orfani, gli anziani lasciati soli, i malati mentali, le persone affette da malattie incurabili o con gravi malformazioni, coloro che vivono per strada.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981015\"><\/a><i>Una vocazione alla pienezza della dignit\u00e0<\/i><\/p>\n<p>20. La terza convinzione riguarda il destino finale dell\u2019essere umano: dopo la creazione e l\u2019incarnazione, la risurrezione di Cristo ci rivela un ulteriore aspetto della dignit\u00e0 umana. Infatti, \u00abl\u2019aspetto pi\u00f9 sublime della dignit\u00e0 dell\u2019uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio\u00bb<a name=\"_Ref57730427\"><\/a>,<a name=\"_ftnref32\"><\/a><sup>[32]<\/sup>\u00a0destinata a durare per sempre. In tal modo, \u00abla dignit\u00e0 [della vita umana] non \u00e8 legata solo alle sue origini, al suo venire da Dio, ma anche al suo fine, al suo destino di comunione con Dio nella conoscenza e nell\u2019amore di Lui. \u00c8 alla luce di questa verit\u00e0 che sant\u2019Ireneo precisa e completa la sua esaltazione dell\u2019uomo: \u201cgloria di Dio\u201d \u00e8, s\u00ec, \u201cl\u2019uomo che vive\u201d, ma \u201cla vita dell\u2019uomo consiste nella visione di Dio\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref33\"><\/a><sup>[33]<\/sup><\/p>\n<p>21. Di conseguenza, la Chiesa crede e afferma che tutti gli esseri umani, creati ad immagine e somiglianza di Dio e ricreati<a name=\"_ftnref34\"><\/a><sup>[34]<\/sup>\u00a0nel Figlio fatto uomo, crocifisso e risorto, sono chiamati a crescere sotto l\u2019azione dello Spirito Santo per riflettere la gloria del Padre, in quella medesima immagine, partecipando alla vita eterna (cf.\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a010, 15-16; 17, 22-24;\u00a0<i>2 Cor<\/i>\u00a03, 18;\u00a0<i>Ef<\/i>\u00a01, 3-14). Infatti, \u00abla Rivelazione [\u2026] fa conoscere la dignit\u00e0 della persona umana in tutta la sua ampiezza\u00bb.<a name=\"_ftnref35\"><\/a><sup>[35]<\/sup><\/p>\n<p><i>Un impegno per la propria libert\u00e0<\/i><\/p>\n<p>22. Pur possedendo ciascun essere umano un\u2019inalienabile ed intrinseca dignit\u00e0 fin dall\u2019inizio della sua esistenza come un dono irrevocabile, dipende dalla sua decisione libera e responsabile esprimerla e manifestarla fino in fondo oppure offuscarla. Alcuni Padri della Chiesa \u2013 come sant\u2019Ireneo o san Giovanni Damasceno \u2013 hanno stabilito una distinzione tra l\u2019immagine e la somiglianza di cui parla la\u00a0<i>Genesi<\/i>, permettendo cos\u00ec uno sguardo dinamico sulla stessa dignit\u00e0 umana: l\u2019immagine di Dio \u00e8 affidata alla libert\u00e0 dell\u2019essere umano affinch\u00e9, sotto la guida e l\u2019azione dello Spirito, cresca la sua somiglianza con Dio e ogni persona possa arrivare alla sua pi\u00f9 alta dignit\u00e0.<a name=\"_ftnref36\"><\/a><sup>[36]<\/sup>\u00a0Ogni persona \u00e8 chiamata infatti a manifestare a livello esistenziale e morale la portata ontologica della sua dignit\u00e0 nella misura in cui con la sua propria libert\u00e0 si orienta verso il vero bene, in risposta all\u2019amore di Dio. Cos\u00ec, in quanto \u00e8 creata ad immagine di Dio, da una parte, la persona umana non perde mai la sua dignit\u00e0 e mai smette di essere\u00a0<i>chiamata<\/i>\u00a0ad accogliere liberamente il bene; d\u2019altra parte, in quanto la persona umana\u00a0<i>risponde<\/i>\u00a0al bene, la sua dignit\u00e0 pu\u00f2 liberamente, dinamicamente e progressivamente manifestarsi, crescere e maturare. Ci\u00f2 significa che l\u2019essere umano deve anche cercare di vivere all\u2019altezza della propria dignit\u00e0. Si comprende allora in che senso il peccato possa ferire ed offuscare la dignit\u00e0 umana, come atto contrario ad essa, ma, nello stesso tempo, che esso non pu\u00f2\u00a0<i>mai<\/i>\u00a0cancellare il fatto che l\u2019essere umano sia stato creato ad immagine di Dio. La fede, dunque, contribuisce in modo decisivo ad aiutare la ragione nella sua percezione della dignit\u00e0 umana, e nell\u2019accoglierne, consolidarne e precisarne i tratti essenziali, come ha evidenziato Benedetto XVI: \u00absenza il correttivo fornito dalla religione, infatti, anche la ragione pu\u00f2 cadere preda di distorsioni, come avviene quando essa \u00e8 manipolata dall\u2019ideologia, o applicata in un modo parziale, che non tiene conto pienamente della dignit\u00e0 della persona umana. Fu questo uso distorto della ragione, in fin dei conti, che diede origine al commercio degli schiavi e poi a molti altri mali sociali, non da ultimo le ideologie totalitarie del ventesimo secolo\u00bb.<a name=\"_ftnref37\"><\/a><sup>[37]<\/sup><\/p>\n<p><a name=\"_Toc84948816\"><\/a><a name=\"_Toc84948819\"><\/a><a name=\"_Toc151981018\"><\/a><b>3. La dignit\u00e0, fondamento dei diritti e dei doveri umani<\/b><\/p>\n<p>23. Come gi\u00e0 richiamato da Papa Francesco, \u00abnella cultura moderna, il riferimento pi\u00f9 vicino al principio della dignit\u00e0 inalienabile della persona \u00e8 la\u00a0<i>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo<\/i>, che san Giovanni Paolo II ha definito \u201cpietra miliare posta sul lungo e difficile cammino del genere umano\u201d, e come \u201cuna delle pi\u00f9 alte espressioni della coscienza umana\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref38\"><\/a><sup>[38]<\/sup>\u00a0Per resistere ai tentativi di alterare o cancellare il significato profondo di quella\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>, vale la pena ricordare alcuni principi essenziali che devono essere sempre onorati.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981019\"><\/a><i>Rispetto incondizionato della dignit\u00e0 umana<\/i><\/p>\n<p>24. In primo luogo, bench\u00e9 si sia diffusa una sempre maggiore sensibilit\u00e0 al tema della dignit\u00e0 umana, ancora oggi si osservano numerosi fraintendimenti del concetto di dignit\u00e0, che ne distorcono il significato. Alcuni propongono che sia meglio usare l\u2019espressione \u201cdignit\u00e0 personale\u201d (e diritti \u201cdella persona\u201d) invece di \u201cdignit\u00e0 umana\u201d (e diritti dell\u2019uomo), perch\u00e9 intendono come persona solo \u201cun essere capace di ragionare\u201d. Di conseguenza, sostengono che la dignit\u00e0 e i diritti si deducano dalla capacit\u00e0 di conoscenza e di libert\u00e0, di cui non sono dotati tutti gli esseri umani. Non avrebbe dignit\u00e0 personale, allora, il bambino non ancora nato e neppure l\u2019anziano non autosufficiente, come neanche chi \u00e8 portatore di disabilit\u00e0 mentale.<a name=\"_ftnref39\"><\/a><sup>[39]<\/sup>\u00a0La Chiesa, al contrario, insiste sul fatto che la dignit\u00e0 di ogni persona umana, proprio perch\u00e9 intrinseca, rimane \u201cal di l\u00e0 di ogni circostanza\u201d, ed il suo riconoscimento non pu\u00f2 assolutamente dipendere dal giudizio sulla capacit\u00e0 di intendere e di agire liberamente delle persone. Altrimenti la dignit\u00e0 non sarebbe come tale inerente alla persona, indipendente dai suoi condizionamenti e meritevole, pertanto, di un rispetto\u00a0<i>incondizionato<\/i>. Solo riconoscendo all\u2019essere umano una dignit\u00e0 intrinseca, che non pu\u00f2 mai essere perduta, \u00e8 possibile garantire a tale qualit\u00e0 un inviolabile e sicuro fondamento. Senza alcun riferimento ontologico, il riconoscimento della dignit\u00e0 umana oscillerebbe in bal\u00eca di differenti ed arbitrarie valutazioni. L\u2019unica condizione, dunque, per poter parlare di dignit\u00e0 per s\u00e9 inerente alla persona \u00e8 la sua appartenenza alla specie umana, per cui \u00abi diritti della persona sono i diritti dell\u2019uomo\u00bb.<a name=\"_ftnref40\"><\/a><sup>[40]<\/sup><\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981020\"><\/a><i>Un oggettivo riferimento per la libert\u00e0 umana<\/i><\/p>\n<p>25.<b>\u00a0<\/b>In secondo luogo, il concetto di dignit\u00e0 umana, a volte, viene usato in modo abusivo anche per giustificare una moltiplicazione arbitraria di nuovi diritti, molti dei quali spesso in contrasto con quelli originalmente definiti e non di rado posti in contrasto con il diritto fondamentale della vita,<a name=\"_ftnref41\"><\/a><sup>[41]<\/sup>\u00a0come se si dovesse garantire la capacit\u00e0 di esprimere e di realizzare ogni preferenza individuale o desiderio soggettivo. La dignit\u00e0 s\u2019identifica allora con una libert\u00e0 isolata ed individualistica, che pretende di imporre come \u201cdiritti\u201d, garantiti e finanziati dalla collettivit\u00e0, alcuni desideri e alcune propensioni che sono soggettivi. Ma la dignit\u00e0 umana non pu\u00f2 essere basata su\u00a0<i>standard<\/i>\u00a0meramente individuali n\u00e9 identificata con il solo benessere psicofisico dell\u2019individuo. La difesa della dignit\u00e0 dell\u2019essere umano \u00e8 fondata, invece, su esigenze costitutive della natura umana, che non dipendono n\u00e9 dall\u2019arbitrio individuale n\u00e9 dal riconoscimento sociale. I doveri che scaturiscono dal riconoscimento della dignit\u00e0 dell\u2019altro e i corrispondenti diritti che ne derivano hanno dunque un contenuto concreto ed oggettivo, fondato sulla comune natura umana. Senza un tale riferimento oggettivo, il concetto di dignit\u00e0 viene di fatto assoggettato ai pi\u00f9 diversi arbitrii, nonch\u00e9 agli interessi di potere.<\/p>\n<p><i>Struttura relazionale della persona umana<\/i><\/p>\n<p>26. La dignit\u00e0 umana, alla luce del carattere\u00a0<i>relazionale<\/i>\u00a0della persona, aiuta a superare la prospettiva riduttiva di una libert\u00e0 autoreferenziale e individualistica, che pretende di creare i propri valori a prescindere dalle norme obiettive del bene e dal rapporto con gli altri esseri viventi. Sempre pi\u00f9 spesso, infatti, vi \u00e8 il rischio di limitare la dignit\u00e0 umana alla capacit\u00e0 di decidere discrezionalmente di s\u00e9 e del proprio destino, indipendentemente da quello degli altri, senza tener presente l\u2019appartenenza alla comunit\u00e0 umana. In tale comprensione errata della libert\u00e0, i doveri e i diritti non possono essere mutuamente riconosciuti di modo che ci si prenda cura gli uni degli altri. In verit\u00e0, come ricorda san Giovanni Paolo II, la libert\u00e0 \u00e8 posta \u00abal servizio della persona e della sua realizzazione mediante il dono di s\u00e9 e l\u2019accoglienza dell\u2019altro; quando invece viene assolutizzata in chiave individualistica, la libert\u00e0 \u00e8 svuotata del suo contenuto originario ed \u00e8 contraddetta nella sua stessa vocazione e dignit\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref42\"><\/a><sup>[42]<\/sup><\/p>\n<p>27. La dignit\u00e0 dell\u2019essere umano comprende cos\u00ec anche la capacit\u00e0, insita nella stessa natura umana, di assumersi degli obblighi verso gli altri.<\/p>\n<p>28. La differenza tra l\u2019essere umano e il resto degli altri esseri viventi, che risalta grazie al concetto di dignit\u00e0, non deve far dimenticare la bont\u00e0 degli altri esseri creati, che esistono non solo in funzione dell\u2019essere umano ma anche con un valore proprio, e pertanto come doni a lui affidati perch\u00e9 siano custoditi e coltivati. Cos\u00ec, mentre si riserva all\u2019essere umano il concetto di dignit\u00e0, si deve affermare allo stesso tempo la bont\u00e0 creaturale del resto del cosmo. Come sottolinea Papa Francesco: \u00abproprio per la sua dignit\u00e0 unica e per essere dotato di intelligenza, l\u2019essere umano \u00e8 chiamato a rispettare il creato con le sue leggi interne [\u2026]: \u201cOgni creatura ha la sua propria bont\u00e0 e la sua propria perfezione [&#8230;] Le varie creature, volute nel loro proprio essere, riflettono, ognuna a suo modo, un raggio dell\u2019infinita sapienza e bont\u00e0 di Dio. Per questo l\u2019uomo deve rispettare la bont\u00e0 propria di ogni creatura, per evitare un uso disordinato delle cose\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref43\"><\/a><sup>[43]<\/sup>\u00a0Ancora di pi\u00f9, \u00aboggi siamo costretti a riconoscere che \u00e8 possibile sostenere solo un \u201cantropocentrismo situato\u201d. Vale a dire, riconoscere che la vita umana \u00e8 incomprensibile e insostenibile senza le altre creature\u00bb.<a name=\"_ftnref44\"><\/a><sup>[44]<\/sup>\u00a0In tale prospettiva, \u00abnon \u00e8 irrilevante per noi che parecchie specie stiano scomparendo e che la crisi climatica stia mettendo in pericolo la vita di tanti esseri\u00bb.<a name=\"_ftnref45\"><\/a><sup>[45]<\/sup>\u00a0Appartiene, infatti, alla dignit\u00e0 dell\u2019essere umano la cura dell\u2019ambiente, tenendo conto in particolare di quell\u2019ecologia umana che preserva la sua stessa esistenza.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981022\"><\/a><i>Liberazione dell\u2019essere umano da condizionamenti morali e sociali<\/i><\/p>\n<p>29. Questi prerequisiti basilari, per quanto necessari, non bastano a garantire una crescita della persona coerente con la sua dignit\u00e0. Anche se \u00abDio ha creato l\u2019uomo ragionevole conferendogli la dignit\u00e0 di una persona dotata dell\u2019iniziativa e della padronanza dei suoi atti\u00bb<a name=\"_ftnref46\"><\/a><sup>[46]<\/sup>\u00a0in vista del bene, il libero arbitrio spesso preferisce il male al bene. Perci\u00f2 la libert\u00e0 umana ha bisogno di essere a sua volta liberata. Nella lettera ai Galati, affermando che \u00abCristo ci ha liberato affinch\u00e9 restassimo liberi\u00bb (<i>Gal<\/i>\u00a05, 1), san Paolo richiama il compito proprio di ciascuno dei cristiani, sulle cui spalle incombe una responsabilit\u00e0 di liberazione che si estende al mondo intero (cf.\u00a0<i>Rm<\/i>\u00a08, 19ss). Si tratta di una liberazione che dal cuore delle singole persone \u00e8 chiamata a diffondersi e a manifestare la sua forza umanizzante in tutte le relazioni.<\/p>\n<p>30. La libert\u00e0 \u00e8 un dono meraviglioso di Dio. Anche quando ci attira con la sua grazia, Dio lo fa in modo tale che mai la nostra libert\u00e0 sia violata. Sarebbe pertanto un grave errore pensare che, lontani da Dio e dal suo aiuto, possiamo essere pi\u00f9 liberi e di conseguenza sentirci pi\u00f9 degni. Sganciata dal suo Creatore, la nostra libert\u00e0 non potr\u00e0 che indebolirsi e oscurarsi. Lo stesso succede se la libert\u00e0 si immagina come indipendente da ogni riferimento che non sia se stessa e avverte ogni rapporto con una verit\u00e0 precedente come una minaccia. Di conseguenza, anche il rispetto della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 degli altri verr\u00e0 meno. Lo ha spiegato Papa Benedetto XVI: \u00abUna volont\u00e0 che si crede radicalmente incapace di ricercare la verit\u00e0 e il bene non ha ragioni oggettive n\u00e9 motivi per agire, se non quelli imposti dai suoi interessi momentanei e contingenti, non ha una \u201cidentit\u00e0\u201d da custodire e costruire attraverso scelte veramente libere e consapevoli. Non pu\u00f2 dunque reclamare il rispetto da parte di altre \u201cvolont\u00e0\u201d, anch\u2019esse sganciate dal proprio essere pi\u00f9 profondo, che quindi possono far valere altre \u201cragioni\u201d o addirittura nessuna \u201cragione\u201d. L\u2019illusione di trovare nel relativismo morale la chiave per una pacifica convivenza, \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019origine della divisione e della negazione della dignit\u00e0 degli esseri umani\u00bb.<a name=\"_ftnref47\"><\/a><sup>[47]<\/sup><\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981023\"><\/a>31. Non sarebbe, inoltre, realistico affermare una libert\u00e0 astratta, esente da ogni condizionamento, contesto o limite. Invece, \u00abil retto esercizio della libert\u00e0 personale esige precise condizioni di ordine economico, sociale, giuridico, politico e culturale\u00bb,<a name=\"_ftnref48\"><\/a><sup>[48]<\/sup>\u00a0che restano spesso disattese. In questo senso, possiamo dire che alcuni godono di maggiore \u201clibert\u00e0\u201d di altri. Su questo punto si \u00e8 particolarmente soffermato Papa Francesco: \u00abalcuni nascono in famiglie di buone condizioni economiche, ricevono una buona educazione, crescono ben nutriti, o possiedono naturalmente capacit\u00e0 notevoli. Essi sicuramente non avranno bisogno di uno Stato attivo e chiederanno solo libert\u00e0. Ma evidentemente non vale la stessa regola per una persona disabile, per chi \u00e8 nato in una casa misera, per chi \u00e8 cresciuto con un\u2019educazione di bassa qualit\u00e0 e con scarse possibilit\u00e0 di curare come si deve le proprie malattie. Se la societ\u00e0 si regge primariamente sui criteri della libert\u00e0 di mercato e dell\u2019efficienza, non c\u2019\u00e8 posto per costoro, e la fraternit\u00e0 sar\u00e0 tutt\u2019al pi\u00f9 un\u2019espressione romantica\u00bb.<a name=\"_ftnref49\"><\/a><sup>[49]<\/sup>\u00a0Risulta, quindi, indispensabile comprendere che \u00abla liberazione dalle ingiustizie promuove la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 umana\u00bb<a name=\"_ftnref50\"><\/a><sup>[50]<\/sup>\u00a0ad ogni livello e rapporto delle azioni umane. Perch\u00e9 sia possibile un\u2019autentica libert\u00e0 \u00abdobbiamo rimettere la dignit\u00e0 umana al centro e su quel pilastro vanno costruite le strutture sociali alternative di cui abbiamo bisogno\u00bb.<a name=\"_ftnref51\"><\/a><sup>[51]<\/sup>\u00a0Analogamente, la libert\u00e0 \u00e8 frequentemente oscurata da tanti condizionamenti psicologici, storici, sociali, educativi, culturali.<b>\u00a0<\/b>La libert\u00e0 reale e storica ha sempre bisogno di essere \u201cliberata\u201d. E si dovr\u00e0, altres\u00ec, ribadire il fondamentale diritto alla libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>32.<b>\u00a0<\/b>Nel contempo, \u00e8 evidente che la storia dell\u2019umanit\u00e0 mostra un progresso nella comprensione della dignit\u00e0 e della libert\u00e0 delle persone, non senza ombre e pericoli di involuzione. Di ci\u00f2 \u00e8 testimonianza il fatto che vi \u00e8 una crescente aspirazione \u2013 anche sotto l\u2019influenza cristiana, che continua a essere fermento pure in societ\u00e0 sempre pi\u00f9 secolarizzate \u2013 a sradicare<b>\u00a0<\/b>il razzismo, la schiavit\u00f9, l\u2019emarginazione delle donne, dei bambini, dei malati e delle persone con disabilit\u00e0. Ma questo arduo cammino \u00e8 lungi dall\u2019essere concluso.<\/p>\n<p><b>4. Alcune gravi violazioni della dignit\u00e0 umana<\/b><\/p>\n<p>33. Alla luce delle riflessioni sin qui fatte circa la centralit\u00e0 della dignit\u00e0 umana, questa ultima sezione della\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>\u00a0affronta alcune concrete e gravi violazioni della stessa. Lo fa nello spirito proprio del magistero della Chiesa, che ha trovato piena espressione nell\u2019insegnamento degli ultimi Pontefici, come gi\u00e0 ricordato. Papa Francesco, per esempio, da una parte, non si stanca di richiamare il rispetto della dignit\u00e0 umana: \u00abogni essere umano ha diritto a vivere con dignit\u00e0 e a svilupparsi integralmente, e nessun Paese pu\u00f2 negare tale diritto fondamentale. Ognuno lo possiede, anche se \u00e8 poco efficiente, anche se \u00e8 nato o cresciuto con delle limitazioni; infatti, ci\u00f2 non sminuisce la sua immensa dignit\u00e0 come persona umana, che non si fonda sulle circostanze bens\u00ec sul valore del suo essere. Quando questo principio elementare non \u00e8 salvaguardato, non c\u2019\u00e8 futuro n\u00e9 per la fraternit\u00e0 n\u00e9 per la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref52\"><\/a><sup>[52]<\/sup>\u00a0Dall\u2019altra parte, egli non cessa mai di indicare a tutti le concrete violazioni della dignit\u00e0 umana nel nostro tempo, chiamando ciascuno ad un sussulto di responsabilit\u00e0 e di impegno fattivo.<\/p>\n<p>34. Volendo indicare alcune delle numerose e gravi violazioni della dignit\u00e0 umana<i>\u00a0<\/i>nel mondo contemporaneo, possiamo ricordare quanto ha insegnato al riguardo il Concilio Vaticano II. Si dovr\u00e0 riconoscere che si oppone alla dignit\u00e0 umana \u00abtutto ci\u00f2 che \u00e8 contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l\u2019aborto, l\u2019eutanasia e lo stesso suicidio volontario\u00bb.<a name=\"_ftnref53\"><\/a><sup>[53]<\/sup>\u00a0Attenta altres\u00ec alla nostra dignit\u00e0 \u00abtutto ci\u00f2 che viola l\u2019integrit\u00e0 della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, le costrizioni psicologiche\u00bb.<a name=\"_ftnref54\"><\/a><sup>[54]<\/sup>\u00a0Ed infine \u00abtutto ci\u00f2 che offende la dignit\u00e0 umana, come le condizioni di vita subumana, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavit\u00f9, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro, con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno, e non come persone libere e responsabili\u00bb.<a name=\"_ftnref55\"><\/a><sup>[55]<\/sup>\u00a0Bisogner\u00e0 pure qui menzionare il tema della pena di morte<a name=\"_ftnref56\"><\/a><sup>[56]<\/sup>: anche quest\u2019ultima, infatti, viola la dignit\u00e0 inalienabile di ogni persona umana al di l\u00e0 di ogni circostanza. Si deve, al contrario, riconoscere che \u00abil fermo rifiuto della pena di morte mostra fino a che punto \u00e8 possibile riconoscere l\u2019inalienabile dignit\u00e0 di ogni essere umano e ammettere che abbia un suo posto in questo mondo. Poich\u00e9, se non lo nego al peggiore dei criminali, non lo negher\u00f2 a nessuno, dar\u00f2 a tutti la possibilit\u00e0 di condividere con me questo pianeta malgrado ci\u00f2 che possa separarci\u00bb.<a name=\"_ftnref57\"><\/a><sup>[57]<\/sup>\u00a0Appare opportuno anche ribadire la dignit\u00e0 delle persone che si trovano in carcere, spesso costrette a vivere in condizioni indegne, e che la pratica della tortura contrasta oltre ogni limite la dignit\u00e0 propria di ogni essere umano, anche nel caso in cui qualcuno si fosse reso colpevole di gravi crimini.<\/p>\n<p>35. Pur senza pretesa di esaustivit\u00e0, in ci\u00f2 che segue richiamiamo l\u2019attenzione su alcune gravi violazioni della dignit\u00e0 umana particolarmente attuali.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981027\"><\/a><i>Il dramma della povert\u00e0<\/i><\/p>\n<p>36. Uno dei fenomeni che contribuisce considerevolmente a negare la dignit\u00e0 di tanti esseri umani \u00e8 la povert\u00e0 estrema, legata all\u2019ineguale distribuzione della ricchezza. Come gi\u00e0 sottolineato da san Giovanni Paolo II, \u00abuna delle pi\u00f9 grandi ingiustizie del mondo contemporaneo consiste proprio in questo: che sono relativamente pochi quelli che possiedono molto, e molti quelli che non possiedono quasi nulla. \u00c8 l\u2019ingiustizia della cattiva distribuzione dei beni e dei servizi destinati originariamente a tutti\u00bb.<a name=\"_ftnref58\"><\/a><sup>[58]<\/sup>\u00a0Inoltre, sarebbe illusorio fare una distinzione sommaria tra \u201cPaesi ricchi\u201d e \u201cPaesi poveri\u201d: gi\u00e0 Benedetto XVI riconosceva, infatti, che \u00abcresce la ricchezza mondiale in termini assoluti, ma aumentano le disparit\u00e0. Nei Paesi ricchi nuove categorie sociali si impoveriscono e nascono nuove povert\u00e0. In aree pi\u00f9 povere alcuni gruppi godono di una sorta di supersviluppo dissipatore e consumistico che contrasta in modo inaccettabile con perduranti situazioni di miseria disumanizzante. Continua \u201clo scandalo di disuguaglianze clamorose\u201d\u00bb,<a name=\"_ftnref59\"><\/a><sup>[59]<\/sup>\u00a0dove la dignit\u00e0 dei poveri viene doppiamente negata, sia per la mancanza di risorse a disposizione per soddisfare i loro bisogni primari, sia per l\u2019indifferenza con cui sono trattati da coloro che vivono accanto a loro.<\/p>\n<p>37. Con Papa Francesco si deve pertanto concludere che \u00ab\u00e8 aumentata la ricchezza, ma senza equit\u00e0, e cos\u00ec ci\u00f2 che accade \u00e8 che \u201cnascono nuove povert\u00e0\u201d. Quando si dice che il mondo moderno ha ridotto la povert\u00e0, lo si fa misurandola con criteri di altre epoche non paragonabili con la realt\u00e0 attuale\u00bb.<a name=\"_ftnref60\"><\/a><sup>[60]\u00a0<\/sup>Di conseguenza, la povert\u00e0 si diffonde \u00abin molti modi, come nell\u2019ossessione di ridurre i costi del lavoro, senza rendersi conto delle gravi conseguenze che ci\u00f2 provoca, perch\u00e9 la disoccupazione che si produce ha come effetto diretto di allargare i confini della povert\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref61\"><\/a><sup>[61]<\/sup>\u00a0Tra questi \u00abeffetti distruttori dell\u2019Impero del denaro\u00bb,<a name=\"_ftnref62\"><\/a><sup>[62]<\/sup>\u00a0si deve riconoscere che \u00abnon esiste peggiore povert\u00e0 di quella che priva del lavoro e della dignit\u00e0 del lavoro\u00bb.<a name=\"_ftnref63\"><\/a><sup>[63]<\/sup>\u00a0Se alcuni sono nati in un Paese o in una famiglia dove hanno meno possibilit\u00e0 di sviluppo, bisogna riconoscere che ci\u00f2 \u00e8 in contrasto con la loro dignit\u00e0, che \u00e8 esattamente la stessa di quelli che sono nati in una famiglia o in un Paese ricco. Tutti siamo responsabili, sebbene in diversi gradi, di questa palese iniquit\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981028\"><\/a><a name=\"_Toc151981031\"><\/a><i>La guerra<\/i><\/p>\n<p>38. Un\u2019altra tragedia che nega la dignit\u00e0 umana \u00e8 il portarsi della guerra, oggi come in ogni tempo: \u00abguerre, attentati, persecuzioni per motivi razziali e religiosi, e tanti soprusi contro la dignit\u00e0 umana [\u2026] vanno \u201cmoltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una \u2018terza guerra mondiale a pezzi\u2019\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref64\"><\/a><sup>[64]<\/sup>\u00a0Con la sua scia di distruzione e dolore, la guerra attacca la dignit\u00e0 umana a breve e a lungo termine: \u00abpur riaffermando il diritto inalienabile alla legittima difesa, nonch\u00e9 la responsabilit\u00e0 di proteggere coloro la cui esistenza \u00e8 minacciata, dobbiamo ammettere che la guerra \u00e8 sempre una \u201csconfitta dell\u2019umanit\u00e0\u201d. Nessuna guerra vale le lacrime di una madre che ha visto suo figlio mutilato o morto; nessuna guerra vale la perdita della vita, fosse anche di una sola persona umana, essere sacro, creato a immagine e somiglianza del creatore; nessuna guerra vale l\u2019avvelenamento della nostra Casa Comune; e nessuna guerra vale la disperazione di quanti sono costretti a lasciare la loro patria e vengono privati, da un momento all\u2019altro, della loro casa e di tutti i legami familiari, amicali, sociali e culturali che sono stati costruiti, a volte attraverso generazioni\u00bb.<a name=\"_ftnref65\"><\/a><sup>[65]<\/sup>\u00a0Tutte le guerre, per il solo fatto di contraddire la dignit\u00e0 umana, sono \u00abconflitti che non risolveranno i problemi, ma li aumenteranno\u00bb.<a name=\"_ftnref66\"><\/a><sup>[66]<\/sup>\u00a0Questo risulta ancora pi\u00f9 grave nel nostro tempo, quando \u00e8 diventato normale che, al di fuori del campo di battaglia, muoiano tanti civili innocenti.<\/p>\n<p>39. Di conseguenza, anche oggi la Chiesa non pu\u00f2 che fare sue le parole dei Pontefici, ripetendo con san Paolo VI: \u00abjamais plus la guerre, jamais plus la guerre!\u00bb,<a name=\"_ftnref67\"><\/a><sup>[67]<\/sup>\u00a0e chiedendo, insieme a san Giovanni Paolo II, \u00aba tutti nel nome di Dio e nel nome dell\u2019uomo: Non uccidete! Non preparate agli uomini distruzioni e sterminio! Pensate ai vostri fratelli che soffrono fame e miseria! Rispettate la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 di ciascuno!\u00bb.<a name=\"_ftnref68\"><\/a><sup>[68]<\/sup>\u00a0Proprio nel nostro tempo questo \u00e8 il grido della Chiesa e di tutta l\u2019umanit\u00e0. Papa Francesco sottolinea, infine, che \u00abnon possiamo pi\u00f9 pensare alla guerra come soluzione. Davanti a tale realt\u00e0, oggi \u00e8 molto difficile sostenere i criteri razionali maturati in altri secoli per parlare di una possibile \u201cguerra giusta\u201d. Mai pi\u00f9 la guerra!\u00bb.<a name=\"_ftnref69\"><\/a><sup>[69]<\/sup>\u00a0Poich\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 ricade spesso negli stessi errori del passato, \u00abper costruire la pace \u00e8 necessario uscire dalla logica della legittimit\u00e0 della guerra\u00bb.<a name=\"_ftnref70\"><\/a><sup>[70]<\/sup>\u00a0L\u2019intima relazione che esiste tra fede e dignit\u00e0 umana rende contradittorio che la guerra sia fondata su convinzioni religiose: \u00abcoloro che invocano il nome di Dio per giustificare il terrorismo, la violenza e la guerra non seguono la via di Dio: la guerra in nome della religione \u00e8 una guerra contro la religione stessa\u00bb.<a name=\"_ftnref71\"><\/a><sup>[71]<\/sup><\/p>\n<p><i>Il travaglio dei migranti<\/i><\/p>\n<p>40. I migranti sono tra le prime vittime delle molteplici forme di povert\u00e0. Non solo la loro dignit\u00e0 viene negata nei loro Paesi,<a name=\"_ftnref72\"><\/a><sup>[72]<\/sup>\u00a0quanto la loro stessa vita \u00e8 messa a rischio perch\u00e9 non hanno pi\u00f9 i mezzi per creare una famiglia, per lavorare o per nutrirsi.<a name=\"_ftnref73\"><\/a><sup>[73]<\/sup>\u00a0Una volta poi che sono arrivati in Paesi che dovrebbero essere in grado di accoglierli, \u00abvengono considerati non abbastanza degni di partecipare alla vita sociale come qualsiasi altro, e si dimentica che possiedono la stessa intrinseca dignit\u00e0 di qualunque persona [\u2026] Non si dir\u00e0 mai che non sono umani, per\u00f2 in pratica, con le decisioni e il modo di trattarli, si manifesta che li si considera di minor valore, meno importanti, meno umani\u00bb.<a name=\"_ftnref74\"><\/a><sup>[74]<\/sup>\u00a0\u00c8 pertanto sempre urgente ricordare che \u00abogni migrante \u00e8 una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione\u00bb.<a name=\"_ftnref75\"><\/a><sup>[75]<\/sup>\u00a0La loro accoglienza \u00e8 un modo importante e significativo di difendere \u00abl\u2019inalienabile dignit\u00e0 di ogni persona umana al di l\u00e0 dell\u2019origine, del colore o della religione\u00bb.<a name=\"_ftnref76\"><\/a><sup>[76]<\/sup><\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981029\"><\/a><i>La tratta delle persone<\/i><\/p>\n<p>41. La tratta delle persone umane deve anch\u2019essa venire annoverata quale violazione grave della dignit\u00e0 umana.<a name=\"_ftnref77\"><\/a><sup>[77]\u00a0<\/sup>Non costituisce una novit\u00e0, ma il suo sviluppo assume dimensioni tragiche che sono sotto gli occhi di tutti, ragione per cui Papa Francesco l\u2019ha denunciata in termini particolarmente forti: \u00abribadisco che la \u201ctratta delle persone\u201d \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 ignobile, una vergogna per le nostre societ\u00e0 che si dicono civilizzate! Sfruttatori e clienti a tutti i livelli dovrebbero fare un serio esame di coscienza davanti a s\u00e9 stessi e davanti a Dio! La Chiesa rinnova oggi il suo forte appello affinch\u00e9 siano sempre tutelate la dignit\u00e0 e la centralit\u00e0 di ogni persona, nel rispetto dei diritti fondamentali, come sottolinea la sua Dottrina Sociale, diritti che chiede siano estesi realmente l\u00e0 dove non sono riconosciuti a milioni di uomini e donne in ogni Continente. In un mondo in cui si parla molto di diritti, quante volte viene di fatto calpestata la dignit\u00e0 umana! In un mondo dove si parla tanto di diritti sembra che l\u2019unico ad averli sia il denaro\u00bb.<a name=\"_ftnref78\"><\/a><sup>[78]<\/sup><\/p>\n<p>42. Per tali motivi, la Chiesa e l\u2019umanit\u00e0 non devono rinunciare a lottare contro fenomeni quali \u00abcommercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e di armi, terrorismo e crimine internazionale organizzato. \u00c8 tale l\u2019ordine di grandezza di queste situazioni e il numero di vite innocenti coinvolte, che dobbiamo evitare qualsiasi tentazione di cadere in un nominalismo declamatorio con effetto tranquillizzante sulle coscienze. Dobbiamo aver cura che le nostre istituzioni siano realmente efficaci nella lotta contro tutti questi flagelli\u00bb.<a name=\"_ftnref79\"><\/a><sup>[79]<\/sup>\u00a0Di fronte a forme cos\u00ec diverse e brutali di negazione della dignit\u00e0 umana, \u00e8 necessario essere sempre pi\u00f9 consapevoli che \u00abla tratta delle persone \u00e8 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref80\"><\/a><sup>[80]<\/sup>\u00a0Nega in sostanza la dignit\u00e0 umana in almeno due modi: \u00abla tratta, infatti, deturpa l\u2019umanit\u00e0 della vittima, offendendo la sua libert\u00e0 e dignit\u00e0. Ma, al tempo stesso, essa disumanizza chi la compie\u00bb.<a name=\"_ftnref81\"><\/a><sup>[81]<\/sup><\/p>\n<p><i>Abusi sessuali<\/i><\/p>\n<p>43. La profonda dignit\u00e0 che inerisce all\u2019essere umano nella sua interezza di animo e di corpo permette anche di comprendere perch\u00e9 ogni abuso sessuale lascia profonde cicatrici nel cuore di chi lo subisce: costui si sente, infatti, ferito nella sua dignit\u00e0 umana. Si tratta di \u00absofferenze che possono durare tutta la vita e a cui nessun pentimento pu\u00f2 porre rimedio. Tale fenomeno \u00e8 diffuso nella societ\u00e0, tocca anche la Chiesa e rappresenta un serio ostacolo alla sua missione\u00bb.<a name=\"_ftnref82\"><\/a><sup>[82]<\/sup>\u00a0Da qui l\u2019impegno che essa non cessa di esercitare per porre fine ad ogni tipo di abuso, iniziando dal suo interno.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981030\"><\/a><\/p>\n<p><i>Le violenze contro le donne<\/i><\/p>\n<p>44. Le violenze contro le donne sono uno scandalo globale, che viene sempre di pi\u00f9 riconosciuto. Se nelle parole si riconosce l\u2019uguale dignit\u00e0 della donna, in alcuni Paesi le diseguaglianze tra donne e uomini sono gravissime ed anche nei Paesi maggiormente sviluppati e democratici la realt\u00e0 sociale concreta testimonia il fatto che spesso non si riconosce alle donne la stessa dignit\u00e0 degli uomini. Papa Francesco evidenzia questo fatto quando afferma che \u00abl\u2019organizzazione delle societ\u00e0 in tutto il mondo \u00e8 ancora lontana dal rispecchiare con chiarezza che le donne hanno esattamente la stessa dignit\u00e0 e identici diritti degli uomini. A parole si affermano certe cose, ma le decisioni e la realt\u00e0 gridano un altro messaggio. \u00c8 un fatto che \u201cdoppiamente povere sono le donne che soffrono situazioni di esclusione, maltrattamento e violenza, perch\u00e9 spesso si trovano con minori possibilit\u00e0 di difendere i loro diritti\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref83\"><\/a><sup>[83]<\/sup><\/p>\n<p>45. Gi\u00e0 san Giovanni Paolo II riconosceva che \u00abmolto ancora resta da fare perch\u00e9 l\u2019essere donna e madre non comporti una discriminazione. \u00c8 urgente ottenere dappertutto l\u2019<i>effettiva uguaglianza\u00a0<\/i>dei diritti della persona e dunque parit\u00e0 di salario rispetto a parit\u00e0 di lavoro, tutela della lavoratrice-madre, giuste progressioni nella carriera, uguaglianza fra i coniugi nel diritto di famiglia, il riconoscimento di tutto quanto \u00e8 legato ai diritti e ai doveri del cittadino in regime democratico\u00bb.<a name=\"_ftnref84\"><\/a><sup>[84]<\/sup>\u00a0Le disuguaglianze in questi aspetti sono diverse forme di violenza. E ricordava anche che \u00ab\u00e8 ora di condannare con vigore, dando vita ad appropriati strumenti legislativi di difesa, le forme di\u00a0<i>violenza sessuale\u00a0<\/i>che non di rado hanno per oggetto le donne. In nome del rispetto della persona non possiamo altres\u00ec non denunciare la diffusa cultura edonistica e mercantile che promuove il sistematico sfruttamento della sessualit\u00e0, inducendo anche ragazze in giovanissima et\u00e0 a cadere nei circuiti della corruzione e a prestarsi alla mercificazione del loro corpo\u00bb.<a name=\"_ftnref85\"><\/a><sup>[85]<\/sup>\u00a0Tra le forme di violenza esercitate sulle donne, come non citare la costrizione all\u2019aborto, che colpisce sia la madre che il figlio, cos\u00ec spesso per soddisfare l\u2019egoismo dei maschi? E come non citare pure la pratica della poligamia la quale \u2013 come ricorda il\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>\u00a0\u2013 \u00e8 contraria alla pari dignit\u00e0 delle donne e degli uomini ed \u00e8 altres\u00ec contraria \u00aball\u2019amore coniugale che \u00e8 unico ed esclusivo\u00bb?<a name=\"_ftnref86\"><\/a><sup>[86]<\/sup><\/p>\n<p>46. In questo orizzonte di violenza contro le donne, non si condanner\u00e0 mai a sufficienza il fenomeno del femminicidio. Su questo fronte l\u2019impegno dell\u2019intera comunit\u00e0 internazionale deve essere compatto e concreto, come ha ribadito Papa Francesco: \u00abl\u2019amore per Maria ci deve aiutare a generare atteggiamenti di riconoscenza e gratitudine nei riguardi della donna, nei riguardi delle nostre madri e nonne che sono un baluardo nella vita delle nostre citt\u00e0. Quasi sempre silenziose portano avanti la vita. \u00c8 il silenzio e la forza della speranza. Grazie per la vostra testimonianza! [\u2026] ma guardando alle madri e alle nonne voglio invitarvi a lottare contro una piaga che colpisce il nostro continente americano: i numerosi casi di femminicidio. E sono molte le situazioni di violenza che sono tenute sotto silenzio al di l\u00e0 di tante pareti. Vi invito a lottare contro questa fonte di sofferenza chiedendo che si promuova una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza\u00bb.<a name=\"_ftnref87\"><\/a><sup>[87]<\/sup><\/p>\n<p><a name=\"_Toc151981032\"><\/a><a name=\"_Toc151981034\"><\/a><i>Aborto<\/i><\/p>\n<p>47. La Chiesa non cessa di ricordare che \u00abla dignit\u00e0 di ogni essere umano ha un carattere intrinseco e vale dal momento del suo concepimento fino alla sua morte naturale. Proprio l\u2019affermazione di una tale dignit\u00e0 \u00e8 il presupposto irrinunciabile per la tutela di un\u2019esistenza personale e sociale, e anche la condizione necessaria perch\u00e9 la fraternit\u00e0 e l\u2019amicizia sociale possano realizzarsi tra tutti i popoli della terra\u00bb.<a name=\"_ftnref88\"><\/a><sup>[88]<\/sup>\u00a0Sulla base di questo valore intangibile della vita umana, il magistero ecclesiale si \u00e8 sempre pronunciato contro l\u2019aborto. Al riguardo scrive san Giovanni Paolo II: \u00abfra tutti i delitti che l\u2019uomo pu\u00f2 compiere contro la vita, l\u2019aborto procurato presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente grave e deprecabile. [\u2026] Ma oggi, nella coscienza di molti, la percezione della sua gravit\u00e0 \u00e8 andata progressivamente oscurandosi. L\u2019accettazione dell\u2019aborto nella mentalit\u00e0, nel costume e nella stessa legge \u00e8 segno eloquente di una pericolosissima crisi del senso morale, che diventa sempre pi\u00f9 incapace di distinguere tra il bene e il male, persino quando \u00e8 in gioco il diritto fondamentale alla vita. Di fronte a una cos\u00ec grave situazione, occorre pi\u00f9 che mai il coraggio di guardare in faccia alla verit\u00e0 e di\u00a0<i>chiamare le cose con il loro nome,\u00a0<\/i>senza cedere a compromessi di comodo o alla tentazione di autoinganno. A tale proposito risuona categorico il rimprovero del Profeta: \u201cGuai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre\u201d (<i>Is\u00a0<\/i>5, 20). Proprio nel caso dell\u2019aborto si registra la diffusione di una terminologia ambigua, come quella di \u201cinterruzione della gravidanza\u201d, che tende a nasconderne la vera natura e ad attenuarne la gravit\u00e0 nell&#8217;opinione pubblica. Forse questo fenomeno linguistico \u00e8 esso stesso sintomo di un disagio delle coscienze. Ma nessuna parola vale a cambiare la realt\u00e0 delle cose: l\u2019aborto procurato\u00a0<i>\u00e8 l\u2019uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita<\/i>\u00bb<a name=\"_ftnref89\"><\/a><sup>[89]<\/sup><i>.<\/i>\u00a0I bambini nascituri sono cos\u00ec \u00abi pi\u00f9 indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignit\u00e0 umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo\u00bb.<a name=\"_ftnref90\"><\/a><sup>[90]<\/sup>\u00a0Si dovr\u00e0, pertanto, affermare con ogni forza e chiarezza, anche nel nostro tempo, che \u00abquesta difesa della vita nascente \u00e8 intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano \u00e8 sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. \u00c8 un fine in s\u00e9 stesso e mai un mezzo per risolvere altre difficolt\u00e0. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno. La sola ragione \u00e8 sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana, ma se la guardiamo anche a partire dalla fede, \u201cogni violazione della dignit\u00e0 personale dell\u2019essere umano grida vendetta al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore dell\u2019uomo\u201d\u00bb<a name=\"_ftnref91\"><\/a><sup>[91]<\/sup>. Merita qui di essere ricordato il generoso e coraggioso impegno di santa Teresa di Calcutta per la difesa di ogni concepito.<\/p>\n<p><i>Maternit\u00e0 surrogata<\/i><\/p>\n<p>48. La Chiesa, altres\u00ec, prende posizione contro la pratica della maternit\u00e0 surrogata, attraverso la quale il bambino, immensamente degno, diventa un mero oggetto. A questo proposito, le parole di papa Francesco sono di una chiarezza unica: \u00abla via della pace esige il rispetto della vita, di ogni vita umana, a partire da quella del nascituro nel grembo della madre, che non pu\u00f2 essere soppressa, n\u00e9 diventare oggetto di mercimonio. Al riguardo, ritengo deprecabile la pratica della cosiddetta maternit\u00e0 surrogata, che lede gravemente la dignit\u00e0 della donna e del figlio. Essa \u00e8 fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessit\u00e0 materiale della madre. Un bambino \u00e8 sempre un dono e mai l\u2019oggetto di un contratto. Auspico, pertanto, un impegno della Comunit\u00e0 internazionale per proibire a livello universale tale pratica\u00bb.<a name=\"_ftnref92\"><\/a><sup>[92]<\/sup><\/p>\n<p>49. La pratica della maternit\u00e0 surrogata viola, innanzitutto, la dignit\u00e0 del bambino. Ogni bambino, infatti, dal momento del concepimento, della nascita e poi nella crescita come ragazzo o ragazza, diventando adulto, possiede infatti una dignit\u00e0 intangibile che si esprime chiaramente, bench\u00e9 in modo singolare e differenziato, in ogni fase della sua vita. Il bambino ha perci\u00f2 il diritto, in virt\u00f9 della sua inalienabile dignit\u00e0, di avere un\u2019origine pienamente umana e non artificialmente indotta, e di ricevere il dono di una vita che manifesti, nello stesso tempo, la dignit\u00e0 di chi dona e di chi riceve. Il riconoscimento della dignit\u00e0 della persona umana comporta, inoltre, anche quello della dignit\u00e0 dell\u2019unione coniugale e della procreazione umana in tutte le loro dimensioni. In questa direzione, il legittimo desiderio di avere un figlio non pu\u00f2 essere trasformato in un \u201cdiritto al figlio\u201d che non rispetta la dignit\u00e0 del figlio stesso come destinatario del dono gratuito della vita.<a name=\"_ftnref93\"><\/a><sup>[93]<\/sup><\/p>\n<p>50. La pratica della maternit\u00e0 surrogata viola, nel medesimo tempo, la dignit\u00e0 della donna stessa che ad essa \u00e8 costretta o decide liberamente di assoggettarvisi. Con tale pratica, la donna si distacca del figlio che cresce in lei e diventa un semplice mezzo asservito al guadagno o al desiderio arbitrario di altri. Questo contrasta in ogni modo con la dignit\u00e0 fondamentale di ogni essere umano e il suo diritto di venire sempre riconosciuto per se stesso e mai come strumento per altro.<\/p>\n<p><i>L\u2019eutanasia ed il suicidio assistito<\/i><\/p>\n<p>51.<b>\u00a0<\/b>Esiste un caso particolare di violazione della dignit\u00e0 umana, che \u00e8 pi\u00f9 silenzioso ma che sta guadagnando molto terreno. Presenta la peculiarit\u00e0 di utilizzare un concetto errato di dignit\u00e0 umana per rivolgerlo contro la vita stessa.<b>\u00a0<\/b>Tale confusione, molto comune oggi, viene alla luce quando si parla di eutanasia. Ad esempio, le leggi che riconoscono la possibilit\u00e0 dell\u2019eutanasia o del suicidio assistito si designano a volte come \u201cleggi di morte degna\u201d (\u201c<i>death with dignity acts<\/i>\u201d). \u00c8 assai diffusa l\u2019idea che l\u2019eutanasia o il suicidio assistito siano coerenti con il rispetto della dignit\u00e0 della persona umana. Davanti a questo fatto, si deve ribadire con forza che la sofferenza non fa perdere al malato quella dignit\u00e0 che gli \u00e8 propria in modo intrinseco e inalienabile, ma pu\u00f2 diventare occasione per rinsaldare i vincoli di una mutua appartenenza e per prendere maggiore coscienza della preziosit\u00e0 di ogni persona per l\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>52. Certamente la dignit\u00e0 del malato in condizioni critiche o terminali chiede a tutti sforzi adeguati e necessari per alleviare la sua sofferenza tramite opportune cure palliative ed evitando ogni accanimento terapeutico o intervento sproporzionato. Queste cure rispondono al \u00abdovere costante di comprensione dei bisogni del malato: bisogni di assistenza, sollievo dal dolore, bisogni emotivi, affettivi e spirituali\u00bb.<a name=\"_ftnref94\"><\/a><sup>[94]<\/sup>\u00a0Ma un tale sforzo \u00e8 del tutto diverso, distinto, anzi contrario alla decisione di eliminare la propria o la vita altrui sotto il peso della sofferenza. La vita umana, anche nella condizione dolente, \u00e8 portatrice di una dignit\u00e0 che va sempre rispettata, che non pu\u00f2 essere perduta ed il cui rispetto rimane incondizionato. Non esistono infatti condizioni mancando le quali la vita umana smette di essere degnamente tale e perci\u00f2 pu\u00f2 essere soppressa: \u00abla vita ha la medesima dignit\u00e0 e lo stesso valore per ciascuno: il rispetto della vita dell\u2019altro \u00e8 lo stesso che si deve verso la propria esistenza\u00bb.<a name=\"_ftnref95\"><\/a><sup>[95]<\/sup>\u00a0Aiutare il suicida a togliersi la vita \u00e8, pertanto, un\u2019oggettiva offesa contro la dignit\u00e0 della persona che lo chiede, anche se si compisse cos\u00ec un suo desiderio: \u00abdobbiamo accompagnare alla morte, ma non provocare la morte o aiutare qualsiasi forma di suicidio. Ricordo che va sempre privilegiato il diritto alla cura e alla cura per tutti, affinch\u00e9 i pi\u00f9 deboli, in particolare gli anziani e i malati, non siano mai scartati. La vita \u00e8 un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata. E questo principio etico riguarda tutti, non solo i cristiani o i credenti\u00bb.<a name=\"_ftnref96\"><\/a><sup>[96]<\/sup>\u00a0Come gi\u00e0 accennato, la dignit\u00e0 di ognuno, per quanto debole o sofferente, implica la dignit\u00e0 di tutti.<\/p>\n<p><i>Lo scarto dei diversamente abili<\/i><\/p>\n<p>53. Un criterio per verificare una reale attenzione alla dignit\u00e0 di ogni individuo \u00e8, ovviamente, l\u2019assistenza fornita ai pi\u00f9 svantaggiati. Il nostro tempo, purtroppo, non si distingue molto per tale cura: in esso va imponendosi, in verit\u00e0, una cultura dello scarto.<a name=\"_ftnref97\"><\/a><sup>[97]<\/sup>\u00a0Per contrastare tale tendenza, meritevole di speciale attenzione e sollecitudine \u00e8 la condizione di coloro che si trovano in una situazione di\u00a0<i>deficit<\/i>\u00a0fisico o psichico. Tale condizione di particolare vulnerabilit\u00e0,<a name=\"_ftnref98\"><\/a><sup>[98]<\/sup>\u00a0cos\u00ec rilevante nei racconti evangelici, interroga universalmente su che cosa significhi essere persona umana, proprio a partire da uno stato di menomazione o di disabilit\u00e0. La questione dell\u2019imperfezione umana comporta chiari risvolti anche dal punto di vista socio-culturale, dal momento che, in alcune culture, le persone con disabilit\u00e0 talvolta subiscono l\u2019emarginazione, se non l\u2019oppressione, essendo trattate come veri e propri \u201cscarti\u201d. In realt\u00e0, ogni essere umano, qualunque sia la condizione di vulnerabilit\u00e0 in cui viene a trovarsi, riceve la sua dignit\u00e0 per il fatto stesso che \u00e8 voluto e amato da Dio. Per tali motivi, \u00e8 da favorire il pi\u00f9 possibile una inclusione ed una partecipazione attiva alla vita sociale ed ecclesiale di tutti coloro che sono in qualche modo segnati da fragilit\u00e0 o disabilit\u00e0<sup>.<a name=\"_ftnref99\"><\/a>[99]<\/sup><\/p>\n<p>54. In una prospettiva pi\u00f9 ampia, si dovr\u00e0 ricordare che la \u00abcarit\u00e0, cuore dello spirito della politica, \u00e8 sempre un amore preferenziale per gli ultimi, che sta dietro ogni azione compiuta in loro favore. [\u2026] \u201cPrendersi cura della fragilit\u00e0 dice forza e tenerezza, dice lotta e fecondit\u00e0 in mezzo a un modello funzionalista e privatista che conduce inesorabilmente alla \u2018cultura dello scarto\u2019. [\u2026] Significa farsi carico del presente nella sua situazione pi\u00f9 marginale e angosciante ed essere capaci di ungerlo di dignit\u00e0\u201d. Cos\u00ec certamente si d\u00e0 vita a un\u2019attivit\u00e0 intensa, perch\u00e9 \u201ctutto dev\u2019essere fatto per tutelare la condizione e la dignit\u00e0 della persona umana\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref100\"><\/a><sup>[100]<\/sup><\/p>\n<p><i>Teoria del\u00a0<\/i>gender<\/p>\n<p>55. La Chiesa desidera, innanzitutto, \u00abribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignit\u00e0 e accolta con rispetto, con la cura di evitare \u201cogni marchio di ingiusta discriminazione<a name=\"_ftnref276\"><\/a>\u201d e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza\u00bb.<a name=\"_ftnref101\"><\/a><sup>[101]<\/sup>\u00a0Per questa ragione va denunciato come contrario alla dignit\u00e0 umana il fatto che in alcuni luoghi non poche persone vengano incarcerate, torturate e perfino private del bene della vita unicamente per il proprio orientamento sessuale.<\/p>\n<p>56. Nello stesso tempo, la Chiesa evidenzia le decise criticit\u00e0 presenti nella teoria del\u00a0<i>gender<\/i>. A tale proposito, papa Francesco ha ricordato: \u00abla via della pace esige il rispetto dei diritti umani, secondo quella semplice ma chiara formulazione contenuta nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui abbiamo da poco celebrato il 75\u00b0 anniversario. Si tratta di principi razionalmente evidenti e comunemente accettati. Purtroppo, i tentativi compiuti negli ultimi decenni di introdurre nuovi diritti, non pienamente consistenti rispetto a quelli originalmente definiti e non sempre accettabili, hanno dato adito a colonizzazioni ideologiche, tra le quali ha un ruolo centrale la teoria del\u00a0<i>gender<\/i>, che \u00e8 pericolosissima perch\u00e9 cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali\u00bb.<a name=\"_ftnref102\"><\/a><sup>[102]<\/sup><\/p>\n<p>57. In merito alla teoria del\u00a0<i>gender<\/i>, sulla cui consistenza scientifica molte sono le discussioni nella comunit\u00e0 degli esperti, la Chiesa ricorda che la vita umana, in tutte le sue componenti, fisiche e spirituali, \u00e8 un dono di Dio, che va accolto con gratitudine e posto a servizio del bene. Voler disporre di s\u00e9, cos\u00ec come prescrive la teoria del\u00a0<i>gender<\/i>, indipendentemente da questa verit\u00e0 basilare della vita umana come dono, non significa altro che cedere all\u2019antichissima tentazione dell\u2019essere umano che si fa Dio ed entrare in concorrenza con il vero Dio dell\u2019amore rivelatoci dal Vangelo.<\/p>\n<p>58. Un secondo rilievo a riguardo della teoria del\u00a0<i>gender<\/i>\u00a0\u00e8 che essa vuole negare la pi\u00f9 grande possibile tra le differenze esistenti tra gli esseri viventi: quella sessuale. Questa differenza fondante \u00e8 non solo la pi\u00f9 grande immaginabile, ma \u00e8 anche la pi\u00f9 bella e la pi\u00f9 potente: essa raggiunge, nella coppia uomo-donna, la pi\u00f9 ammirevole delle reciprocit\u00e0 ed \u00e8 cos\u00ec la fonte di quel miracolo che mai smette di sorprenderci che \u00e8 l\u2019arrivo di nuovi esseri al mondo.<\/p>\n<p>59. In questo senso, il rispetto del proprio corpo e di quello degli altri \u00e8 essenziale davanti al proliferare ed alle pretese di nuovi diritti avanzate dalla teoria del\u00a0<i>gender<\/i>. Tale ideologia \u00abprospetta una societ\u00e0 senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia\u00bb.<a name=\"_ftnref103\"><\/a><sup>[103]\u00a0<\/sup>Diventa cos\u00ec inaccettabile che \u00abalcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l\u2019educazione dei bambini. Non si deve ignorare che sesso biologico (<i>sex<\/i>) e ruolo sociale-culturale del sesso (<i>gender<\/i>), si possono distinguere, ma non separare\u00bb.<a name=\"_ftnref104\"><\/a><sup>[104]<\/sup>\u00a0Sono, dunque, da respingere tutti quei tentativi che oscurano il riferimento all\u2019ineliminabile differenza sessuale fra uomo e donna: \u00abnon possiamo separare ci\u00f2 che \u00e8 maschile e femminile dall\u2019opera creata da Dio, che \u00e8 anteriore a tutte le nostre decisioni ed esperienze e dove ci sono elementi biologici che \u00e8 impossibile ignorare\u00bb.<a name=\"_ftnref105\"><\/a><sup>[105]<\/sup>\u00a0Ogni persona umana, soltanto quando pu\u00f2 riconoscere ed accettare questa differenza nella reciprocit\u00e0, diventa capace di scoprire pienamente se stessa, la propria dignit\u00e0 e la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p><i>Cambio di sesso<\/i><\/p>\n<p>60. La dignit\u00e0 del corpo non pu\u00f2 essere considerata inferiore a quella della persona in quanto tale. Il\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica\u00a0<\/i>ci invita<i>\u00a0<\/i>espressamente a riconoscere che<i>\u00a0<\/i>\u00ab<i>il corpo\u00a0<\/i>dell\u2019uomo partecipa alla dignit\u00e0 di \u201cimmagine di Dio\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref106\"><\/a><sup>[106]<i>\u00a0<\/i><\/sup>Una tale verit\u00e0 merita di essere ricordata soprattutto quando si tratta del cambio di sesso. L\u2019essere umano \u00e8, infatti, composto inscindibilmente di corpo e anima e il corpo \u00e8 il luogo vivente in cui l\u2019interiorit\u00e0 dell\u2019anima si dispiega e si manifesta, anche attraverso la rete delle relazioni umane. Costituendo l\u2019essere della persona, anima e corpo partecipano dunque di quella dignit\u00e0 che connota ogni essere umano.<a name=\"_ftnref107\"><\/a><sup>[107]<\/sup>\u00a0Al riguardo si deve ricordare che il corpo umano partecipa della dignit\u00e0 della persona, in quanto esso \u00e8 dotato di significati personali, particolarmente nella sua condizione sessuata.<a name=\"_ftnref108\"><\/a><sup>[108]<\/sup>\u00a0\u00c8 nel corpo, infatti, che ogni persona si riconosce generata da altri, ed \u00e8 attraverso il loro corpo che l\u2019uomo e la donna possono stabilire una relazione di amore capace di generare altre persone. Sulla necessit\u00e0 di rispettare l\u2019ordine naturale della persona umana, Papa Francesco insegna che \u00abil creato ci precede e dev\u2019essere riconosciuto come dono. Al tempo stesso siamo chiamati a custodire la nostra umanit\u00e0, e ci\u00f2 significa anzitutto rispettarla e accettarla cos\u00ec come \u00e8 stata creata\u00bb.<a name=\"_ftnref109\"><\/a><sup>[109]<\/sup>\u00a0Da qui deriva che qualsiasi intervento di cambio di sesso, di norma, rischia di minacciare la dignit\u00e0 unica che la persona ha ricevuto fin dal momento del concepimento. Questo non significa escludere la possibilit\u00e0 che una persona affetta da anomalie dei genitali gi\u00e0 evidenti alla nascita o che si sviluppino successivamente, possa scegliere di ricevere assistenza medica allo scopo di risolvere tali anomalie. In questo caso, l\u2019intervento non configurerebbe un cambio di sesso nel senso qui inteso.<\/p>\n<p><i>Violenza digitale<\/i><\/p>\n<p>61. Il progresso delle tecnologie digitali, che pure offrono molte possibilit\u00e0 per promuovere la dignit\u00e0 umana, inclina sempre pi\u00f9 alla creazione di un mondo in cui crescono lo sfruttamento, l\u2019esclusione e la violenza, che possono arrivare a ledere la dignit\u00e0 della persona umana. Si pensi a come sia facile, tramite questi mezzi, mettere in pericolo la buona fama di chiunque con notizie false e con calunnie. Su questo punto Papa Francesco sottolinea che \u00abnon \u00e8 sano confondere la comunicazione con il semplice contatto virtuale. Infatti, \u201cl\u2019ambiente digitale \u00e8 anche un territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza, fino al caso estremo del\u00a0<i>dark web<\/i>. I media digitali possono esporre al rischio di dipendenza, di isolamento e di progressiva perdita di contatto con la realt\u00e0 concreta, ostacolando lo sviluppo di relazioni interpersonali autentiche. Nuove forme di violenza si diffondono attraverso i\u00a0<i>social media<\/i>, ad esempio il cyberbullismo; il\u00a0<i>web<\/i>\u00a0\u00e8 anche un canale di diffusione della pornografia e di sfruttamento delle persone a scopo sessuale o tramite il gioco d\u2019azzardo\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref110\"><\/a><sup>[110]<\/sup>\u00a0Ed \u00e8 cos\u00ec che, laddove crescono le possibilit\u00e0 di connessione, accade paradossalmente che ciascuno si trovi in realt\u00e0 sempre pi\u00f9 isolato e impoverito di relazioni interpersonali: \u00abnella comunicazione digitale si vuole mostrare tutto ed ogni individuo diventa oggetto di sguardi che frugano, denudano e divulgano, spesso in maniera anonima. Il rispetto verso l\u2019altro si sgretola e in tal modo, nello stesso tempo in cui lo sposto, lo ignoro e lo tengo a distanza, senza alcun pudore posso invadere la sua vita fino all\u2019estremo\u00bb.<a name=\"_ftnref111\"><\/a><sup>[111]\u00a0<\/sup>Tali tendenze rappresentano un lato oscuro del progresso digitale.<\/p>\n<p><a name=\"_Toc84948823\"><\/a><a name=\"_Toc151981043\"><\/a>62. In questa prospettiva, se la tecnologia deve servire la dignit\u00e0 umana e non danneggiarla e se deve promuovere la pace piuttosto che la violenza, la comunit\u00e0 umana deve essere proattiva nell\u2019affrontare queste tendenze nel rispetto della dignit\u00e0 umana e promuovere il bene: \u00abin questo mondo globalizzato \u201ci\u00a0<i>media<\/i>\u00a0possono aiutare a farci sentire pi\u00f9 prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unit\u00e0 della famiglia umana che spinge alla solidariet\u00e0 e all\u2019impegno serio per una vita pi\u00f9 dignitosa. [\u2026] Possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi. In particolare\u00a0<i>internet<\/i>\u00a0pu\u00f2 offrire maggiori possibilit\u00e0 di incontro e di solidariet\u00e0 tra tutti, e questa \u00e8 una cosa buona, \u00e8 un dono di Dio\u201d. \u00c8 per\u00f2 necessario verificare continuamente che le attuali forme di comunicazione ci orientino effettivamente all\u2019incontro generoso, alla ricerca sincera della verit\u00e0 piena, al servizio, alla vicinanza con gli ultimi, all\u2019impegno di costruire il bene comune<a name=\"_ftnref200\"><\/a>\u00bb.<a name=\"_ftnref112\"><\/a><sup>[112]<\/sup><\/p>\n<p><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p>63. Nella ricorrenza del 75\u00b0 anniversario della promulgazione della\u00a0<i>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo\u00a0<\/i>(1948), papa Francesco ha ribadito che quel documento \u00ab\u00e8 come una via maestra, sulla quale molti passi avanti sono stati fatti, ma tanti ancora ne mancano, e a volte purtroppo si torna indietro. L\u2019impegno per i diritti umani non \u00e8 mai finito! A questo proposito, sono vicino a tutti coloro che, senza proclami, nella vita concreta di ogni giorno, lottano e pagano di persona per difendere i diritti di chi non conta\u00bb.<a name=\"_ftnref113\"><\/a><sup>[113]<\/sup><\/p>\n<p>64. \u00c8 in questo spirito che, con la presente\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>, la Chiesa ardentemente esorta<b>\u00a0<\/b>a porre\u00a0<i>il rispetto della dignit\u00e0 della persona umana al di l\u00e0 di ogni circostanza<\/i>\u00a0al centro dell\u2019impegno per il bene comune e di ogni ordinamento giuridico. Il rispetto della dignit\u00e0 di ciascuno e di tutti \u00e8, infatti, la base imprescindibile per l\u2019esistenza stessa di ogni societ\u00e0 che si pretende fondata sul giusto diritto e non sulla forza del potere. Sulla base del riconoscimento della dignit\u00e0 umana si sostengono i diritti umani fondamentali, che precedono e fondano ogni civile convivenza.<a name=\"_ftnref114\"><\/a><sup>[114]<\/sup><\/p>\n<p>65. Ad ogni singola persona e, allo stesso tempo, ad ogni comunit\u00e0 umana spetta pertanto il compito della concreta e fattiva realizzazione della dignit\u00e0 umana, mentre agli Stati spetta non solo di tutelarla, ma anche di garantire quelle condizioni necessarie affinch\u00e9 essa possa fiorire nella promozione integrale della persona umana: \u00abnell\u2019attivit\u00e0 politica bisogna ricordare che \u201cal di l\u00e0 di qualsiasi apparenza, ciascuno \u00e8 immensamente sacro e merita il nostro affetto e la nostra dedizione\u201d\u00bb.<a name=\"_ftnref115\"><\/a><sup>[115]<\/sup><\/p>\n<p>66. Anche oggi, davanti a tante violazioni della dignit\u00e0 umana che minacciano seriamente il futuro dell\u2019umanit\u00e0, la Chiesa incoraggia la promozione della dignit\u00e0 di ogni persona umana quali che siano le sue qualit\u00e0 fisiche, psichiche, culturali, sociali e religiose. Lo fa con speranza, certa della forza che scaturisce dal Cristo risorto, il quale ha rivelato in pienezza la dignit\u00e0 integrale di ogni uomo e di ogni donna. Questa certezza diviene appello nelle parole di Papa Francesco: \u00abad ogni persona di questo mondo chiedo di non dimenticare questa sua dignit\u00e0 che nessuno ha diritto di toglierle\u00bb.<a name=\"_ftnref116\"><\/a><sup>[116]<\/sup><\/p>\n<p><i>Il Sommo Pontefice Francesco, nell\u2019Udienza concessa al sottoscritto Prefetto insieme al Segretario per la Sezione Dottrinale del Dicastero per la Dottrina della Fede, il giorno 25 marzo 2024, ha approvato la presente\u00a0<\/i>Dichiarazione,\u00a0<i>decisa nella Sessione Ordinaria di questo Dicastero in data 28 febbraio 2024, e ne ha ordinato la pubblicazione.<\/i><\/p>\n<p>Dato in Roma, presso la sede del Dicastero per la Dottrina della Fede, il 2 aprile 2024, 19\u00b0 anniversario della morte di san Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p>V\u00edctor Manuel Card. Fern\u00e1ndez<br \/>\n<i>Prefetto<\/i><\/p>\n<p>Mons. Armando Matteo<br \/>\n<i>Segretario per la Sezione Dottrinale<\/i><\/p>\n<p>EX AUDIENTIA DIE 25.03.2024<br \/>\nFRANCISCUS<\/p>\n<p>_________________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a><sup>[1]<\/sup>\u00a0S. Giovanni Paolo II<i>, Angelus con i disabili nella Chiesa Cattedrale di Osnabr\u00fcck<\/i>\u00a0(16 novembre 1980):\u00a0<i>Insegnamenti III\/2<\/i>\u00a0(1980), 1232.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a><sup>[2]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Laudate Deum<\/i>\u00a0(4 ottobre 2023), n. 39:\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano\u00a0<\/i>(4 ottobre 2023), III.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a><sup>[3]<\/sup>\u00a0Nel 1948, le Nazioni Unite hanno adottato la\u00a0<i>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo<\/i>, che si compone di trenta articoli. La parola \u201cdignit\u00e0\u201d vi appare cinque volte, in punti strategici: nelle prime parole del\u00a0<i>Preambolo<\/i>\u00a0e nella prima frase dell\u2019<i>Articolo Primo<\/i>. Questa dignit\u00e0 \u00e8 dichiarata \u00abinerente a tutti i membri della famiglia umana\u00bb (<i>Preambolo<\/i>) e \u00abtutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit\u00e0 e diritti\u00bb (Articolo 1).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a><sup>[4]<\/sup>\u00a0Ponendo attenzione solo all\u2019epoca moderna, si vede come la Chiesa ha progressivamente accentuato l\u2019importanza della dignit\u00e0 umana. Il tema \u00e8 stato sviluppato in particolare nell\u2019Enciclica\u00a0<i>Rerum novarum<\/i>\u00a0(1891) di Papa Leone XIII, nell\u2019Enciclica\u00a0<i>Quadragesimo anno<\/i>\u00a0(1931) di Papa Pio XI e nel\u00a0<i>Discorso al Congresso della Unione Cattolica Italiana Ostetriche<\/i>\u00a0(1951) di Papa Pio XII. Il Concilio Vaticano II ha, poi, particolarmente approfondito questa tematica, dedicando un intero documento al tema con la Dichiarazione\u00a0<i>Dignitatis humanae<\/i>\u00a0(1965) e discutendo altres\u00ec la libert\u00e0 umana nella Costituzione pastorale\u00a0<i>Gaudium et spes<\/i>\u00a0(1965).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a><sup>[5]<\/sup>\u00a0S. Paolo VI,\u00a0<i>Udienza generale\u00a0<\/i>(4 settembre 1968):\u00a0<i>Insegnamenti VI<\/i>\u00a0(1968), 886.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a><sup>[6]<\/sup>\u00a0S. Giovanni Paolo II<i>, Discorso alla III\u00aa Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latinoamericano\u00a0<\/i>(28 gennaio 1979), III.1-2:\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0<i>II\/1<\/i>\u00a0(1979), 202-203.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a><sup>[7]<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/speeches\/2006\/february\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20060227_embrione-umano_it.html\"><i>Discorso ai partecipanti all\u2019Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita\u00a0<\/i>(13 febbraio 2010)<\/a>:\u00a0<i>Insegnamenti VI\/1<\/i>\u00a0(2011), 218.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a><sup>[8]<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,<b><i>\u00a0<\/i><\/b><i>Discorso ai partecipanti alla riunione della Banca di Sviluppo del Consiglio d\u2019Europa\u00a0<\/i>(12 giugno 2010):\u00a0<i>Insegnamenti VI\/1<\/i>\u00a0(2011), 912-913.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a><sup>[9]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium\u00a0<\/i>(24 novembre 2013), n. 178:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1094, che cita S. Giovanni Paolo II<i>, Angelus con i disabili nella Chiesa Cattedrale di Osnabr\u00fcck<\/i>\u00a0(16 novembre 1980):\u00a0<i>Insegnamenti III\/2<\/i>\u00a0(1980), 1232.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a><sup>[10]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), n. 8:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 971.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn11\"><\/a><sup>[11]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n. 277:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1069.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a><sup>[12]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n. 213:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1045.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a><sup>[13]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n. 213:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1045, che cita Francesco,\u00a0<i>Messaggio ai partecipanti alla Conferenza internazionale \u201cI diritti umani nel mondo contemporaneo: conquiste, omissioni, negazioni\u201d\u00a0<\/i>(10 dicembre 2018):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano\u00a0<\/i>(10-11 dicembre 2018), 8.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a><sup>[14]<\/sup>\u00a0La\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>\u00a0del 1948 delle Nazioni Unite \u00e8 stata seguita e ulteriormente elaborata dal\u00a0<i>Patto internazionale delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici\u00a0<\/i>del 1966 e dall\u2019<i>Atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa<\/i>\u00a0del 1975.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn15\"><\/a><sup>[15]<\/sup>\u00a0Cf. Commissione Teologica Internazionale,\u00a0<i>Dignit\u00e0 e diritti della persona umana<\/i>\u00a0(1983), Introduzione, 3. Un compendio dell\u2019insegnamento cattolico sulla dignit\u00e0 umana si trova nel\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>, nel capitolo intitolato \u201cLa dignit\u00e0 della persona umana\u201d, nn. 1700-1876.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn16\"><\/a><sup>[16]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), n. 22:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 976.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn17\"><\/a><sup>[17]<\/sup>\u00a0Boezio,\u00a0<i>Contra Eutychen et Nestorium,\u00a0<\/i>c. 3: PL 64, 1344: \u00abpersona est rationalis naturae individua substantia\u00bb. Cf. S. Bonaventura,\u00a0<i>In I Sent.<\/i>, d. 25, a. 1, q. 2; S. Tommaso d\u2019Aquino,\u00a0<i>Summa Theologiae<\/i>, I, q. 29, a. 1,\u00a0<i>resp<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn18\"><\/a><sup>[18]<\/sup>\u00a0Poich\u00e9 non \u00e8 scopo di questa\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>\u00a0redigere un trattato esaustivo sulla nozione di dignit\u00e0, per esigenze di brevit\u00e0 si accenna qui, in via esemplificativa, solo alla cosiddetta cultura classica greca e romana, in quanto punto di riferimento della prima riflessione filosofica e teologica cristiana.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn19\"><\/a><sup>[19]<\/sup>\u00a0Cf. ad es. Cicerone,\u00a0<i>De Officiis<\/i>\u00a0I, 105-106: \u00absed pertinet ad omnem officii quaestionem semper in promptu habere, quantum natura hominis pecudibus reliquisque beluis antecedat [\u2026] Atque etiam si considerare volumus, quae sit in natura excellentia et dignitas, intellegemus, quam sit turpe diffluere luxuria et delicate ac molliter vivere quamque honestum parce, continenter, severe, sobrie\u00bb (<i>Scriptorum Latinorum Bibliotheca Oxoniensis<\/i>, ed. M. Winterbottom, Oxford 1994, 43). Questa la traduzione italiana: \u00absempre, in ogni questione morale, conviene tener presente la grande eccellenza della natura umana rispetto a tutti gli animali [&#8230;] Anzi, sol che vogliamo riflettere un poco sopra l\u2019eccellenza e la dignit\u00e0 della natura umana, comprenderemo quanto sia turpe una vita che nuota nel lusso e si sprofonda nelle mollezze, e per contro quanto sia bella una vita modesta e frugale, austera e sobria\u00bb (<i>Dei doveri<\/i>, tr. it. a cura di D. Arfelli, Zanichelli, Bologna 1958, 109-111).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn20\"><\/a><sup>[20]<\/sup>\u00a0Cf. S. Paolo VI,\u00a0<i>Discorso al Pellegrinaggio in Terra Santa: Visita alla Basilica dell\u2019Annunciazione in Nazareth<\/i>\u00a0(5 gennaio 1964):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>56 (1964), 166-170.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn21\"><\/a><sup>[21]<\/sup>\u00a0Tra gli innumerevoli riferimenti, cf. ad es. S. Clemente di Roma, 1 Clem. 33, 4s: PG 1, 273; Teofilo di Antiochia, Ad Aut. I, 4: PG 6, 1029; S. Clemente di Alessandria,\u00a0<i>Strom.<\/i>\u00a0III, 42, 5-6: PG 8, 1145;\u00a0<i>Ibidem<\/i>, VI, 72, 2: PG 9, 293; S. Ireneo di Lione,\u00a0<i>Adv. Haer<\/i>. V, 6, 1: PG 7, 1137-1138; Origene,\u00a0<i>De princ.<\/i>\u00a0III, 6,1: PG 11, 333; S. Agostino,\u00a0<i>De Gen. ad litt.<\/i>\u00a0VI, 12: PL 34, 348.\u00a0<i>De Trin.<\/i><b>\u00a0<\/b>XIV, 8, 11: PL 42, 1044-1045.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn22\"><\/a><sup>[22]<\/sup>\u00a0S. Tommaso d\u2019Aquino,\u00a0<i>Summa Theologiae<\/i>, I, q. 29, a. 3,\u00a0<i>resp<\/i>.: \u00abpersona significat id, quod est perfectissimum in tota natura, scilicet subsistens in rationali natura\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn23\"><\/a><sup>[23]<\/sup>\u00a0Si pensi solo a Giovanni Pico della Mirandola e al suo noto testo\u00a0<i>Oratio de hominis dignitate\u00a0<\/i>(1486).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn24\"><\/a><sup>[24]<\/sup>\u00a0Per un pensatore ebreo come E. Levinas (1906-1995), l\u2019essere umano \u00e8 qualificato dalla sua libert\u00e0 in quanto si scopre infinitamente responsabile dell\u2019altro essere umano.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn25\"><\/a><sup>[25]<\/sup>\u00a0Alcuni grandi pensatori cristiani del XIX e XX secolo, come san J.H. Newman, il beato A. Rosmini, J. Maritain, E. Mounier, K. Rahner, H.U. von Balthasar, ed altri, sono riusciti a proporre una visione dell\u2019uomo che pu\u00f2 validamente dialogare con le correnti di pensiero del nostro inizio del XXI secolo, qualunque sia la loro ispirazione, anche post-moderna.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn26\"><\/a><sup>[26]<\/sup>\u00a0Per questo motivo la \u00ab<i>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo<\/i>\u00a0[\u2026] suggerisce implicitamente che la fonte dei diritti umani inalienabili si trova nella dignit\u00e0 di ogni persona umana\u00bb: Commissione Teologica Internazionale,\u00a0<i>Alla ricerca di un\u2019etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale\u00a0<\/i>(2009), n. 115.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn27\"><\/a><sup>[27]<\/sup>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past.\u00a0<i>Gaudium et spes\u00a0<\/i>(7 dicembre 1965), n.<i>\u00a0<\/i>26:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a058 (1966), 1046; tutto il primo capitolo della prima parte della Costituzione (nn. 11-22) viene dedicato alla \u201cDignit\u00e0 della persona umana\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn28\"><\/a><sup>[28]<\/sup>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Dich.\u00a0<i>Dignitatis humanae\u00a0<\/i>(7 dicembre 1965), n.<i>\u00a0<\/i>1:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a058 (1966), 929.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn29\"><\/a><sup>[29]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n.<i>\u00a0<\/i>2:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a058 (1966), 931.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn30\"><\/a><sup>[30]<\/sup>\u00a0Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione\u00a0<i>Dignitas personae<\/i>\u00a0(8 settembre 2008), n. 7:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0100 (2008), 863. Cf. anche S. Ireneo di Lione,\u00a0<i>Adv. Haer<\/i>. V, 16, 2: PG 7, 1167-1168.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn31\"><\/a><sup>[31]<\/sup>\u00a0Siccome \u00abcon l\u2019incarnazione il Figlio di Dio si \u00e8 unito in certo modo ad ogni uomo\u00bb (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past.\u00a0<i>Gaudium et spes\u00a0<\/i>(7 dicembre 1965), n. 22:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a058 (1966), 1042), la dignit\u00e0 di ogni uomo ci viene rivelata da Cristo nella sua pienezza.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn32\"><\/a><sup>[32]<\/sup>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past.\u00a0<i>Gaudium et spes\u00a0<\/i>(7 dicembre 1965), n.<i>\u00a0<\/i>19:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a058 (1966), 1038.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn33\"><\/a><sup>[33]<\/sup>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i>Evangelium vitae\u00a0<\/i>(25 marzo 1995),<i>\u00a0<\/i>n. 38:<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a087 (1995), 443, che cita S. Ireneo di Lione,\u00a0<i>Adv. Haer<\/i>. IV, 20,7: PG 7, 1037-1038.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn34\"><\/a><sup>[34]<\/sup>\u00a0Cristo ha infatti donato ai battezzati una nuova dignit\u00e0, quella di \u201cfigli di Dio\u201d: cf.\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>, nn. 1213, 1265, 1270, 1279.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn35\"><\/a><sup>[35]<\/sup>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Dich.\u00a0<i>Dignitatis humanae\u00a0<\/i>(7 dicembre 1965), n. 9:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a058 (1966), 935.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn36\"><\/a><sup>[36]<\/sup>\u00a0Cf. S. Ireneo di Lione,\u00a0<i>Adv. Haer<\/i>. V, 6, 1. V, 8, 1. V, 16, 2: PG 7, 1136-1138. 1141-1142. 1167-1168; S. Giovanni Damasceno,\u00a0<i>De fide orth<\/i>. 2, 12: PG 94, 917-930.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn37\"><\/a><sup>[37]<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<i>Discorso a Westminster Hall<\/i>\u00a0(17 settembre 2010):<i>\u00a0Insegnamenti<\/i>\u00a0<i>VI\/2<\/i>\u00a0(2011), 240.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn38\"><\/a><sup>[38]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Udienza generale\u00a0<\/i>(12 agosto 2020):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(13 agosto 2020), 8, che cita S. Giovanni Paolo II,\u00a0<i>Discorso all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite<\/i>\u00a0(2 ottobre 1979), 7 e Id.,\u00a0<a name=\"_Hlk159673211\"><\/a><i>Discorso all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite<\/i>\u00a0(5 ottobre 1995),<b>\u00a0<\/b>2.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn39\"><\/a><sup>[39]<\/sup>\u00a0Cf. Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione\u00a0<i>Dignitas personae\u00a0<\/i>(8 settembre 2008), n. 8:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0100 (2008), 863-864.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn40\"><\/a><sup>[40]<\/sup>\u00a0Commissione Teologica Internazionale,\u00a0<i>La libert\u00e0 religiosa per il bene di tutti\u00a0<\/i>(2019), n. 38.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn41\"><\/a><sup>[41]<\/sup>\u00a0Cf. Francesco,\u00a0<i>Discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede per la presentazione degli auguri per il nuovo anno<\/i>\u00a0(8 gennaio 2024):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(8 gennaio 2024), 3.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn42\"><\/a><sup>[42]<\/sup>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i>Evangelium vitae\u00a0<\/i>(25 marzo 1995), n. 19:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a087 (1995), 422.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn43\"><\/a><sup>[43]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019\u00a0<\/i>(24 maggio 2015),<i>\u00a0<\/i>n. 69:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 875, che cita\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>, n. 339.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn44\"><\/a><sup>[44]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Laudate Deum<\/i>\u00a0(4 ottobre 2023), n. 67:\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(4 ottobre 2023), IV.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn45\"><\/a><sup>[45]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n. 63:\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(4 ottobre 2023), IV.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn46\"><\/a><sup>[46]<\/sup>\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica,\u00a0<\/i>n.<i>\u00a0<\/i>1730.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn47\"><\/a><sup>[47]<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<i>Messaggio per la celebrazione della 44<sup>a<\/sup>\u00a0Giornata mondiale della pace<\/i>\u00a0(1\u00b0 gennaio 2011), n. 3:\u00a0<i>Insegnamenti VI\/2<\/i>\u00a0(2011), 979.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn48\"><\/a><sup>[48]<\/sup>\u00a0Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace,\u00a0<i>Compendio della Dottrina sociale della Chiesa<\/i>, n. 137.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn49\"><\/a><sup>[49]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 109:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1006.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn50\"><\/a><sup>[50]<\/sup>\u00a0Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace,<i>\u00a0Compendio della Dottrina sociale della Chiesa<\/i>, n. 137.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn51\"><\/a><sup>[51]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso ai partecipanti all\u2019Incontro mondiale dei movimenti popolari\u00a0<\/i>(28 ottobre 2014):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>106 (2014), 858.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn52\"><\/a><sup>[52]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 107:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1005-1006.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn53\"><\/a><sup>[53]<\/sup>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past.\u00a0<i>Gaudium et spes\u00a0<\/i>(7 dicembre 1965), n. 27:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a058 (1966), 1047.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn54\"><\/a><sup>[54]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn55\"><\/a><sup>[55]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn56\"><\/a><sup>[56]<\/sup>\u00a0Cf.\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>, n. 2267 e Congregazione per la Dottrina della Fede,\u00a0<i>Lettera ai vescovi circa la nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica sulla pena di morte<\/i>\u00a0(1\u00b0 agosto 2018), nn. 7-8.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn57\"><\/a><sup>[57]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 269:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1065.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn58\"><\/a><sup>[58]<\/sup>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i>Sollicitudo rei socialis\u00a0<\/i>(30 dicembre 1987), n. 28:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>80 (1988), 549.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn59\"><\/a><sup>[59]<\/sup>\u00a0Benedetto XVI, Lett. enc.\u00a0<i>Caritas in veritate\u00a0<\/i>(29 giugno 2009), n. 22:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>101 (2009), 657, che cita Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i>Populorum progressio\u00a0<\/i>(26 marzo 1967), n. 9:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>59 (1967), 261-262.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn60\"><\/a><sup>[60]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 21:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 976, che cita Benedetto XVI, Lett. enc.\u00a0<i>Caritas in veritate\u00a0<\/i>(29 giugno 2009), n. 22:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>101 (2009), 657.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn61\"><\/a><sup>[61]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 20:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 975-976. Cf. anche la \u201cPreghiera al Creatore\u201d alla fine della stessa Enciclica.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn62\"><\/a><sup>[62]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n. 116:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1009, che cita Francesco,\u00a0<i>Discorso ai partecipanti all\u2019Incontro mondiale dei movimenti popolari<\/i>\u00a0(28 ottobre 2014):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>106 (2014), 851-852.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn63\"><\/a><sup>[63]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 162:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1025, che cita Francesco,\u00a0<i>Discorso ai membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede<\/i>\u00a0(12 gennaio 2015):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>107 (2015), 165.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn64\"><\/a><sup>[64]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 25:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 978, che cita Francesco,\u00a0<i>Messaggio per la 49\u00aa Giornata mondiale della pace\u00a0<\/i>(1\u00b0 gennaio 2016):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>108 (2016), 49.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn65\"><\/a><sup>[65]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Messaggio ai partecipanti alla VI Edizione del \u201cForum de Paris sur la Paix\u201d<\/i>\u00a0(10 novembre 2023):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(10 novembre 2023), 7, che cita Id.,\u00a0<i>Udienza generale<\/i>\u00a0(23 marzo 2022):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(23 marzo 2022), 3.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn66\"><\/a><sup>[66]<\/sup>\u00a0Francesco,<i>\u00a0Discorso alla Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP 28)\u00a0<\/i>(2 dicembre 2023):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(2 dicembre 2023), 2.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn67\"><\/a><sup>[67]<\/sup>\u00a0Cf. S. Paolo VI,\u00a0<i>Discorso alle Nazioni Unite<\/i>\u00a0(4 ottobre 1965):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>57 (1965), 881.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn68\"><\/a><sup>[68]<\/sup>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i>Redemptor hominis\u00a0<\/i>(4 marzo 1979),<i>\u00a0<\/i>n. 16:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>71 (1979), 295.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn69\"><\/a><sup>[69]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 258:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1061.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn70\"><\/a><sup>[70]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite<\/i>\u00a0(14 giugno 2023):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(15 giugno 2023), 8.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn71\"><\/a><sup>[71]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso nella Giornata mondiale di Preghiera per la Pace<\/i>\u00a0(20 settembre 2016):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(22 settembre 2016), 5.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn72\"><\/a><sup>[72]<\/sup>\u00a0Cf. Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 38:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 983: \u00abDi conseguenza, \u201cva riaffermato il diritto a non emigrare, cio\u00e8 a essere in condizione di rimanere nella propria terra\u201d\u00bb, che cita Benedetto XVI,\u00a0<i>Messaggio per la 99\u00aa Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato<\/i>\u00a0(12 ottobre 2012):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>104 (2012), 908.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn73\"><\/a><sup>[73]<\/sup>\u00a0Cf. Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 38:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 982-983.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn74\"><\/a><sup>[74]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n. 39:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>112 (2020), 983.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn75\"><\/a><sup>[75]<\/sup>\u00a0Benedetto XVI, Lett. enc.\u00a0<i>Caritas in veritate\u00a0<\/i>(29 giugno 2009), n. 62:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>101 (2009), 697.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn76\"><\/a><sup>[76]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 39:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 983.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn77\"><\/a><sup>[77]<\/sup>\u00a0Pu\u00f2 essere utile qui ricordare la dichiarazione di Paolo III sulla dignit\u00e0 degli uomini rinvenuti nelle terre del \u201cNuovo Mondo\u201d nella Bolla\u00a0<i>Pastorale officium<\/i>\u00a0(29 maggio 1537), ove stabilisce \u2013 sotto pena di scomunica \u2013 che gli abitanti di quei territori, \u00abanche se sono al di fuori del grembo della chiesa [\u2026] non stiano per essere privati della loro libert\u00e0 o del dominio sulle loro cose, poich\u00e9 sono uomini e per questo capaci di fede e salvezza\u00bb [\u00ablicet extra gremium Ecclesiae existant, non tamen sua libertate, aut rerum suarum dominio [\u2026] privandos esse, et cum homines, ideoque fidei et salutis capaces sint\u00bb]: DH 1495.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn78\"><\/a><sup>[78]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti<\/i>\u00a0(24 maggio 2013):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>105 (2013), 470-471.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn79\"><\/a><sup>[79]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso all\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite, New York\u00a0<\/i>(25 settembre 2015):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>107 (2015), 1039.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn80\"><\/a><sup>[80]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso<\/i>\u00a0<i>ad un gruppo di Ambasciatori in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali\u00a0<\/i>(12 dicembre 2013):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(13 dicembre 2013), 8.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn81\"><\/a><sup>[81]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso ai Partecipanti alla Conferenza internazionale sulla tratta di persone\u00a0<\/i>(11 aprile 2019):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0111 (2019), 700.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn82\"><\/a><sup>[82]<\/sup>\u00a0<i>Documento Finale della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi<\/i>\u00a0(27 ottobre 2018), n. 29.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn83\"><\/a><sup>[83]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 23:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 977, che cita Id., Esort. ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium\u00a0<\/i>(24 novembre 2013), n. 212:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>105 (2013), 1108.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn84\"><\/a><sup>[84]<\/sup>\u00a0S. Giovanni Paolo II,\u00a0<i>Lettera alle donne<\/i>\u00a0(29 giugno 1995), n. 4:\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0<i>XVIII\/1<\/i>\u00a0(1997), 1874.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn85\"><\/a><sup>[85]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n. 5:\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0<i>XVIII\/1<\/i>\u00a0(1997), 1875<i>.<\/i><\/p>\n<p><a name=\"_ftn86\"><\/a><sup>[86]<\/sup>\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>, n. 1645.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn87\"><\/a><sup>[87]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso in occasione della Celebrazione Mariana \u2013 Virgen De La Puerta<\/i>\u00a0(20 gennaio 2018):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>110 (2018), 329.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn88\"><\/a><sup>[88]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso ai partecipanti all\u2019Assemblea Plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede<\/i>\u00a0(21 gennaio 2022):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(21 gennaio 2022), 8.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn89\"><\/a><sup>[89]<\/sup>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i>Evangelium vitae<\/i>\u00a0(25 marzo 1995), 58:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a087 (1995), 466-467. Sul tema del rispetto dovuto agli embrioni umani, si veda Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione\u00a0<i>Donum vitae<\/i>\u00a0(22 febbraio 1987): \u00abLa prassi di mantenere in vita degli embrioni umani, in vivo o in vitro, per scopi sperimentali o commerciali, \u00e8 del tutto contraria alla dignit\u00e0 umana\u00bb (I, 4):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a080 (1988), 82<\/p>\n<p><a name=\"_ftn90\"><\/a><sup>[90]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium\u00a0<\/i>(24 novembre 2013), 213:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>105 (2013), 1108.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn91\"><\/a><sup>[91]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn92\"><\/a><sup>[92]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede per la presentazione degli auguri per il nuovo anno\u00a0<\/i>(8 gennaio 2024):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(8 gennaio 2024), 3.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn93\"><\/a><sup>[93]<\/sup>\u00a0Cf. Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione\u00a0<i>Dignitas personae\u00a0<\/i>(8 settembre 2008), n. 16:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>100 (2008), 868-869. Tutti questi aspetti sono richiamati con precisione nell\u2019Istruzione dell\u2019allora Congregazione per la Dottrina della Fede dal titolo\u00a0<i>Donum vitae<\/i>\u00a0(22 febbraio 1987):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a080 (1988),<i>\u00a0<\/i>71-102.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn94\"><\/a><sup>[94]<\/sup>\u00a0Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera\u00a0<i>Samaritanus bonus\u00a0<\/i>(14 luglio 2020), V, n. 4:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>112 (2020), 925.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn95\"><\/a><sup>[95]<\/sup>\u00a0Cf.\u00a0<i>Ibidem<\/i>, V, n.1:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>112 (2020), 919.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn96\"><\/a><sup>[96]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Udienza generale<\/i>\u00a0(9 febbraio 2022):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(9 febbraio 2022), 3.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn97\"><\/a><sup>[97]<\/sup>\u00a0Cf. soprattutto Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), nn. 18-21:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 975-976: \u201cLo scarto mondiale\u201d. Il n. 188 della stessa Enciclica arriva a identificare una \u201ccultura dello scarto\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn98\"><\/a><sup>[98]<\/sup>\u00a0Cf. Francesco,\u00a0<i>Discorso ai partecipanti al Convegno promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione<\/i>\u00a0(21 ottobre 2017):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(22 ottobre 2017), 8: \u00abLa vulnerabilit\u00e0 appartiene all\u2019essenza dell\u2019uomo\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn99\"><\/a><sup>[99]<\/sup>\u00a0Cf. Francesco,\u00a0<i>Messaggio in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilit\u00e0<\/i>\u00a0(3 dicembre 2020):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1185-1186.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn100\"><\/a><sup>[100]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), nn. 187-188:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1035-1036, che cita Id.,\u00a0<i>Discorso al Parlamento Europeo, Strasburgo<\/i>\u00a0(25 novembre 2014):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0106 (2014), 999, e Id.,\u00a0<i>Discorso alla classe dirigente e al Corpo diplomatico, Bangui \u2013 Repubblica Centrafricana<\/i>\u00a0(29 novembre 2015):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015) 1320.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn101\"><\/a><sup>[101]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Amoris laetitia\u00a0<\/i>(19 marzo 2016), n. 250:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0108 (2016), 412-413, che cita\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>, n. 2358.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn102\"><\/a><sup>[102]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede per la presentazione degli auguri per il nuovo anno<\/i>\u00a0(8 gennaio 2024):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(8 gennaio 2024), 3.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn103\"><\/a><sup>[103]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Amoris laetitia\u00a0<\/i>(19 marzo 2016), n. 56:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>108 (2016), 334.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn104\"><\/a><sup>[104]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, che cita la XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi,\u00a0<i>Relatio finalis<\/i>\u00a0(24 ottobre 2015), 58.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn105\"><\/a><sup>[105]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Amoris laetitia\u00a0<\/i>(19 marzo 2016), n. 286:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>108 (2016), 425.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn106\"><\/a><sup>[106]<\/sup>\u00a0<i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i>, n. 364.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn107\"><\/a><sup>[107]<\/sup>\u00a0Questo vale anche per il rispetto dovuto ai corpi dei defunti; cf. ad es. Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione\u00a0<i>Ad resurgendum cum Christo\u00a0<\/i>(15 agosto 2016), n. 3:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0108 (2016), 1290: \u00abSeppellendo i corpi dei fedeli defunti, la Chiesa conferma la fede nella risurrezione della carne, e intende mettere in rilievo l\u2019alta dignit\u00e0 del corpo umano come parte integrante della persona della quale il corpo condivide la storia\u00bb. Pi\u00f9 complessivamente, cf. anche Commissione Teologica Internazionale,\u00a0<i>Problemi attuali di escatologia\u00a0<\/i>(1990), n. 5: \u201cL\u2019uomo chiamato alla risurrezione\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn108\"><\/a><sup>[108]<\/sup>\u00a0Cf. Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019\u00a0<\/i>(24 maggio 2015), n. 155:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 909.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn109\"><\/a><sup>[109]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Amoris laetitia<\/i>\u00a0(19 marzo 2016), n. 56:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>108 (2016), 344.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn110\"><\/a><sup>[110]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i>Christus vivit\u00a0<\/i>(25 marzo 2019), n. 88:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0111 (2019), 413, che cita il\u00a0<i>Documento Finale della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi\u00a0<\/i>(27 ottobre 2018)<i>,<\/i>\u00a0n. 23.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn111\"><\/a><sup>[111]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 42:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 984.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn112\"><\/a><sup>[112]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 205:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1042, che cita Id.,\u00a0<i>Messaggio per la 48<sup>a<\/sup>\u00a0Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali\u00a0<\/i>(24 gennaio 2014):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0106 (2014), 113.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn113\"><\/a><sup>[113]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Angelus\u00a0<\/i>(10 dicembre 2023):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>\u00a0(11 dicembre 2023), 12.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn114\"><\/a><sup>[114]<\/sup>\u00a0Cf. Commissione Teologica Internazionale,\u00a0<i>Dignit\u00e0 e diritti della persona umana<\/i>\u00a0(1983), n. 2.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn115\"><\/a><sup>[115]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), n. 195:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1038, che cita Id., Esort. ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium\u00a0<\/i>(24 novembre 2013), n. 274:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1130.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn116\"><\/a><sup>[116]<\/sup>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019\u00a0<\/i>(24 maggio 2015), n. 205:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 928.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dichiarazione: Sulla dignit\u00e0 umana<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":97728,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"_wpcom_ai_launchpad_first_post":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[101,105],"tags":[13874,13875,785,12468,401,1109,12978,972],"class_list":["post-97750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","category-documenti-vaticano-completi","tag-cardinale-victor-manuel-fernandez","tag-dicastero-per-la-dottrina-della-dignita-umana","tag-guerra","tag-migrazione","tag-papa-francisco-it","tag-poverta","tag-tratta-di-umani","tag-violenza"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dignitas infinita &#8211; 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