{"id":91891,"date":"2024-01-11T16:33:01","date_gmt":"2024-01-11T15:33:01","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=91891"},"modified":"2024-01-11T16:33:01","modified_gmt":"2024-01-11T15:33:01","slug":"persistenza-dellattivita-cerebrale-durante-il-processo-di-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/persistenza-dellattivita-cerebrale-durante-il-processo-di-morte\/","title":{"rendered":"Persistenza dell&#8217;attivit\u00e0 cerebrale durante il processo di morte"},"content":{"rendered":"<p>Un recente studio pubblicato sulla rivista <a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/37126719\/\">Philosophy, Ethics and Humanities Medicine<\/a>(1) si riferisce a una ricerca condotta su pazienti morenti che ha potuto dimostrare come l&#8217;ipossia cerebrale globale che si verifica in questi pazienti dopo la sospensione del supporto ventilatori artificiale a cui sono sottoposti sono stati sottoposti a notevole stimolazione, in alcuni di questi pazienti, dell&#8217;attivit\u00e0 cerebrale registrata nell&#8217;elettroencefalogramma (attivit\u00e0 gamma). Come sottolineano gli autori della ricerca, questa scoperta suggerisce che il cervello di un paziente in fase di morte potrebbe essere ancora molto attivo. Allo stesso modo, le conclusioni di questo studio sottolineano la necessit\u00e0 di rivalutare il ruolo del cervello durante l\u2019arresto cardiaco.<\/p>\n<p>La suddetta attivit\u00e0 gamma nell&#8217;elettroencefalogramma, uno schema di onde cerebrali riscontrato nella frequenza compresa tra circa 30 e 100 hertz, non \u00e8 una manifestazione di attivit\u00e0 cerebrale residua; Al contrario, queste onde gamma sono ad alta frequenza e sono comunemente associate a processi cognitivi superiori, come la percezione sensoriale, la memoria, l\u2019attenzione e l\u2019elaborazione delle informazioni. L\u2019attivit\u00e0 gamma nelle persone sane \u00e8 particolarmente evidente durante le situazioni in cui \u00e8 richiesta una maggiore attivit\u00e0 mentale, come l\u2019apprendimento, la risoluzione di problemi e un\u2019intensa concentrazione. \u00c8 stato osservato che la sincronizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 gamma in diverse regioni del cervello \u00e8 legata all&#8217;integrazione delle informazioni e al coordinamento delle funzioni cognitive.<\/p>\n<p>Questo ed altri studi simili confermano l&#8217;erronea convinzione che in tutti i pazienti l&#8217;attivit\u00e0 neuronale diminuisca durante le fasi prossime alla morte. Studi sperimentali sugli animali hanno scoperto che l&#8217;accoppiamento di fase tra le onde cerebrali gamma e le onde cerebrali alfa e theta si verifica nei primi 30 secondi dopo l&#8217;arresto cardiaco ed \u00e8 accompagnato da un aumento delle onde cerebrali gamma. Aumenti simili nell\u2019attivit\u00e0 delle onde cerebrali sono stati osservati anche durante eventi di soffocamento e ipercapnia.<\/p>\n<p>La scoperta di questi fenomeni elettrici cerebrali ci obbliga a fare diverse considerazioni sul processo della morte, tra cui:<\/p>\n<p>Come dovremmo interpretare il fatto che l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale aumenta durante il processo di morte negli esseri umani?<\/p>\n<p>Quanto tempo bisogna aspettare per stabilire la diagnosi di morte dopo arresto cardiaco?<\/p>\n<p>I pazienti in cui la donazione di organi viene eseguita in asistolia presentano gli stessi fenomeni cerebrali descritti in altri pazienti morenti?<\/p>\n<p>\u00c8 eticamente corretto fare la diagnosi di morte se l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale persiste ancora durante il periodo di asistolia?<\/p>\n<p>Esiste un accordo maggioritario, clinico e giuridico, secondo cui la morte di un essere umano pu\u00f2 essere stabilita, dal punto di vista organico, quando si verifica una cessazione completa e irreversibile delle funzioni cerebrali. La diagnosi di morte attraverso la verifica dell&#8217;assenza irreversibile di attivit\u00e0 cerebrale (morte cerebrale) \u00e8 stata accettata per decenni come morte della persona. Non si pu\u00f2 per\u00f2 dimenticare che la mancanza di attivit\u00e0 cardiaca non \u00e8 sinonimo di morte, poich\u00e9 la cessazione dell\u2019attivit\u00e0 cardiaca non \u00e8 necessariamente accompagnata dalla cessazione immediata dell\u2019attivit\u00e0 cerebrale. D&#8217;altro canto, \u00e8 stata dimostrata l&#8217;efficacia della rianimazione cardiopolmonare eseguita dopo un arresto cardiaco, che non solo \u00e8 in grado di invertirlo, ma, in una percentuale considerevole di pazienti, raggiunge un recupero <em>a integrum<\/em> delle funzioni cerebrali. Sebbene esistano numerose prove sperimentali e cliniche che hanno dimostrato che l\u2019arresto cardiaco e respiratorio, i principali meccanismi che innescano la morte, causano complessi cambiamenti dipendenti dal tempo nell\u2019attivit\u00e0 neuronale che talvolta portano alla morte cerebrale, \u00e8 anche vero che il danno cerebrale pu\u00f2 essere invertito con rianimazione riuscita.<\/p>\n<p>Da tutto ci\u00f2 si deve dedurre che l&#8217;arresto cardiaco deve essere considerato segno di morte solo quando la cessazione dell&#8217;attivit\u00e0 cardiaca \u00e8 irreversibile e si accompagna anche a una cessazione irreversibile dell&#8217;attivit\u00e0 cerebrale. Pertanto, dopo un arresto cardiaco, senza intenzione di rianimare, una volta trascorso un tempo sufficiente affinch\u00e9 la cessazione circolatoria sia accompagnata dalla cessazione dell&#8217;attivit\u00e0 elettrica cerebrale, si pu\u00f2 stabilire la diagnosi di morte della persona. Tuttavia, gli studi elettroencefalografici sopra menzionati suggeriscono che deve trascorrere del tempo dopo l&#8217;arresto cardiaco per stabilire la diagnosi di morte (sufficiente affinch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 neuronale integrata cessi).\u200b<\/p>\n<p>Il fatto che vi siano discrepanze tra i diversi autori su quanto tempo sia necessario, dopo la cessazione dell&#8217;attivit\u00e0 cardiaca, per stabilire che la cessazione dell&#8217;attivit\u00e0 cerebrale \u00e8 irreversibile, pu\u00f2 portare a concludere che la determinazione di tempi particolarmente brevi, come quello stabiliscono alcuni quadri giuridici, potrebbe portare a stabilire la diagnosi di morte in pazienti nei quali non solo persiste l\u2019attivit\u00e0 cerebrale, ma anche un potenziale recupero totale della stessa.<\/p>\n<p>Prova delle discordanze nello stabilire la diagnosi di morte dopo arresto cardiaco \u00e8 il fatto che esistono notevoli disaccordi sui criteri temporali richiesti per la diagnosi di morte nei cosiddetti \u201cdonatori con cuore fermo\u201d(2). Mentre in alcuni Paesi, come la Germania, questo tipo di donazione \u00e8 vietato, in quelli in cui \u00e8 legiferato, il \u201c<em>non touch time<\/em>\u201d (tempo dalla completa cessazione dell\u2019attivit\u00e0 cardiaca fino all\u2019avvio delle misure) tipico dell\u2019estrazione di organi) mostra variazioni estreme. Cos\u00ec in alcuni Paesi si ritiene che siano necessari solo 2 minuti di asistolia per la dichiarazione di morte, 5 minuti in Spagna, 10 minuti in Svizzera, Austria e Repubblica Ceca, mentre in Italia il tempo richiesto \u00e8 di 20 minuti.<\/p>\n<p>Filosoficamente, la morte \u00e8 lo stato irreversibile in cui si perde l&#8217;unit\u00e0 integrativa dell&#8217;organismo nel suo insieme; L&#8217;organismo non \u00e8 pi\u00f9 che la somma delle sue parti e irreversibilmente non pu\u00f2 resistere alla disintegrazione provocata dalle forze dell&#8217;entropia. Quando parliamo di morte \u00e8 utile rivedere i modelli utilizzati per spiegarla: la morte \u00e8 un evento biologico\/ontologico che non pu\u00f2 essere modificato. Secondo J.L. Bernat, la morte \u00e8 l&#8217;evento che separa il processo del morire (si \u00e8 ancora vivi, anche se la morte \u00e8 imminente) dalla disintegrazione del corpo(3). Lo stesso autore sostiene che la morte \u00e8 uno stato univoco di un organismo, e irreversibile (&#8220;se l&#8217;evento della morte fosse reversibile, non sarebbe la morte ma una parte del processo morente interrotto e invertito&#8221;) (4).<\/p>\n<p>\u00c8 importante prendere in considerazione il significato ordinario del termine \u201cirreversibile\u201d che \u00e8 \u201cche non pu\u00f2 essere invertito\u201d e \u201cdipende da ci\u00f2 che fisicamente pu\u00f2 o non pu\u00f2 essere fatto\u201d. Il significato chiaro \u00e8 che &#8220;nessun intervento noto avrebbe potuto eliminarlo&#8221;.<\/p>\n<p>Nel caso di pazienti in cui si \u00e8 verificata una cessazione dell\u2019attivit\u00e0 cardiaca, con persistenza dell\u2019attivit\u00e0 cerebrale, possiamo considerare che si tratta di una situazione \u201creversibile\u201d (\u201creversibile\u201d), e data la possibilit\u00e0 di reversibilit\u00e0, non si poteva considerare permanente questa situazione.<\/p>\n<p>I principali promotori della donazione non cardiaca hanno sostenuto che la morte non \u00e8 primariamente una questione ontologica o morale, ma piuttosto \u201cuna questione fondamentalmente della pratica medica\u201d(2). Inoltre, sostengono che quando i medici solitamente dichiarano la morte in base a criteri cardiocircolatori, la dichiarano in base alla cessazione dell&#8217;attivit\u00e0 cardiaca, senza tempi di attesa.<\/p>\n<p>Queste affermazioni sono fuorvianti e imprecise. La morte della persona \u00e8 un concetto ontologico, con basi fisiologiche ed estensione morale. \u00c8 importante, invece, stabilire se il paziente \u201csta morendo\u201d o \u201c\u00e8 morto\u201d. Il processo del morire non \u00e8 sinonimo di morte. \u00c8 quindi rilevante stabilire non solo la permanenza della situazione, ma anche la sua irreversibilit\u00e0, dove irreversibilit\u00e0 significa \u201cche non pu\u00f2 essere invertita\u201d e non \u201cche non vi \u00e8 alcuna intenzione di invertire\u201d.<\/p>\n<p>Quando una situazione non viene invertita \u00e8 considerata \u201cpermanente\u201d, ma se una condizione non pu\u00f2 mai essere invertita \u00e8 considerata \u201cirreversibile\u201d. In altre parole, l&#8217;irreversibilit\u00e0 implica la permanenza; La permanenza non implica irreversibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il consenso sull\u2019accettabilit\u00e0 morale della donazione non cardiaca supporta il debole costrutto dell\u2019equivalenza di \u201cirreversibilit\u00e0\u201d e \u201cpermanenza\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019esistenza di attivit\u00e0 cerebrale nelle prime fasi successive all\u2019arresto cardiaco, dimostrata in molteplici studi, come quello citato all\u2019inizio di questo articolo, non dovrebbe solo portare a considerare l\u2019importanza della persistenza delle caratteristiche della persona nella corporeit\u00e0 umana, ma conseguentemente l&#8217;incompatibilit\u00e0 con la diagnosi di morte, ma porta anche a considerare questa fase del processo del morire, un periodo rilevante della vita che deve essere accompagnato dal punto di vista medico ma anche spirituale.<\/p>\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/?s=Jose+Mar%C3%ADa+Dom%C3%ADnguez+Rold%C3%A1n&amp;post_type%5B%5D=any&amp;search_limit_to_post_titles=0&amp;fs=1\">Jose Mar\u00eda Dom\u00ednguez Rold\u00e1n<\/a> &#8211; Membro dell&#8217;Osservatorio di Bioetica &#8211; Istituto di Scienze della Vita &#8211; Universit\u00e0 Cattolica di Valencia<\/strong><\/em><\/p>\n<ol>\n<li><a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/37126719\/\">Xu G, Mihaylova T, Li D, Tian F, Farrehi PM, Parent JM, et al. Nasce dall&#8217;accoppiamento neurofisiologico e dalla connettivit\u00e0 delle oscillazioni gamma nel cervello umano morente. Proc Natl Acad Sci U S A. 2023;120(19):e2216268120.<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC3313846\/\">Joffe AR, Carcillo J, Anton N, deCaen A, Han YY, Bell MJ, et al. Donazione dopo morte cardiocircolatoria: una richiesta di moratoria in attesa della piena divulgazione pubblica e del consenso pienamente informato. Philos Etica Humanit Med. 2011;6:17.<\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 3.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/16913146\/\">Bernat J.L. I donatori di organi dopo la morte cardiaca sono davvero morti? Etica di J Clin. 2006;17(2):122-32.<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.unboundmedicine.com\/medline\/citation\/20439357\/How_the_distinction_between_%22irreversible%22_and_%22permanent%22_illuminates_circulatory_respiratory_death_determination_\">Bernat J.L. Come la distinzione tra \u00abirreversibile\u00bb e \u00abpermanente\u00bb illumina la determinazione della morte circolatorio-respiratoria. J Med Philos. 2010;35(3):242-55.<\/a><br \/>\n\u200b<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un recente studio pubblicato sulla rivista Philosophy, Ethics and Humanities Medicine(1) si riferisce a una ricerca condotta su pazienti morenti che ha potuto dimostrare come l&#8217;ipossia cerebrale globale che si verifica in questi pazienti dopo la sospensione del supporto ventilatori artificiale a cui sono sottoposti sono stati sottoposti a notevole stimolazione, in alcuni di questi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":91864,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[129],"tags":[12045,6083,4749,4952],"class_list":["post-91891","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-voci","tag-attivita-del-cervello","tag-bioetica-it","tag-morte","tag-trending-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Persistenza dell&#039;attivit\u00e0 cerebrale durante il processo di morte &#8211; 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