{"id":91657,"date":"2024-01-08T18:58:36","date_gmt":"2024-01-08T17:58:36","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=91657"},"modified":"2024-01-08T18:58:36","modified_gmt":"2024-01-08T17:58:36","slug":"papa-francesco-la-pace-e-minacciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/papa-francesco-la-pace-e-minacciata\/","title":{"rendered":"Papa Francesco: La pace \u00e8 minacciata"},"content":{"rendered":"<p>Sono 184 gli Stati che attualmente intrattengono relazioni diplomatiche piene con la Santa Sede. Ad essi vanno aggiunti l\u2019Unione Europea e il Sovrano Militare Ordine di Malta. Le Missioni diplomatiche accreditate presso la Santa Sede con sede a Roma, incluse quelle dell\u2019Unione Europea e del Sovrano Militare Ordine di Malta, sono 91. Hanno sede a Roma anche gli Uffici accreditati presso la Santa Sede della Lega degli Stati Arabi, dell\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e dell\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.<\/p>\n<p>Nel corso del 2023, in data 23 febbraio, la Santa Sede ha stabilito piene relazioni diplomatiche con il Sultanato dell\u2019Oman. Il 19 luglio, \u00e8 stato ratificato l\u2019\u201cAccordo supplementare all\u2019Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Kazakhstan sulle relazioni mutue, del 24 settembre 1998\u201d, riguardante la concessione dei visti e dei permessi di soggiorno al personale ecclesiastico e religioso proveniente dall\u2019estero, firmato il 14 settembre 2022. Il 27 luglio \u00e8 stato concluso con il Viet Nam l\u2019\u201cAccordo sullo statuto del Rappresentante Pontificio Residente e dell\u2019Ufficio del Rappresentante Pontificio Residente in Viet Nam\u201d, con la susseguente nomina, il 23 dicembre, di un Rappresentante Pontificio Residente.<\/p>\n<p>Questa mattina, nell\u2019Aula della Benedizione, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede per la presentazione degli auguri per il nuovo anno.<\/p>\n<p>Dopo le parole introduttive del Decano del Corpo Diplomatico, S.E. il Sig. Georges Poulides, Ambasciatore di Cipro presso la Santa Sede, il Papa ha pronunciato il discorso che riportiamo di seguito:<\/p>\n<p><a name=\"it\"><\/a><b><u>Discorso del Santo Padre<\/u><\/b><\/p>\n<div class=\"testo\">\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p><i>Eccellenze,<br \/>\nSignore e Signori!<\/i><\/p>\n<p>Sono lieto di accogliervi stamani per salutarvi personalmente e porgervi gli auguri per il nuovo anno. Ringrazio, in modo particolare, Sua Eccellenza l\u2019Ambasciatore George Poulides, Decano del Corpo Diplomatico, per le sue gentili parole, che bene esprimono le preoccupazioni della comunit\u00e0 internazionale all\u2019inizio di un anno che vorremmo di pace e che invece si apre all\u2019insegna di conflitti e divisioni.<\/p>\n<p>L\u2019occasione mi \u00e8 gradita anche per ringraziarvi per l\u2019impegno che profondete per favorire le relazioni tra la Santa Sede e i vostri Paesi. Lo scorso anno, la nostra \u201cfamiglia diplomatica\u201d si \u00e8 ulteriormente allargata grazie all\u2019allacciamento dei rapporti diplomatici con il Sultanato dell\u2019Oman e la nomina del primo Ambasciatore, qui presente.<\/p>\n<p>In pari tempo, desidero ricordare che la Santa Sede ha proceduto alla nomina di un Rappresentante Pontificio Residente ad Ha Noi, dopo che, nel luglio scorso, \u00e8 stato concluso con il Vietnam il relativo Accordo sullo statuto del Rappresentante Pontificio. Ci\u00f2 al fine di continuare insieme il cammino sin qui percorso, nel segno del reciproco rispetto e della fiducia, grazie alle frequenti relazioni a livello istituzionale e alla collaborazione della Chiesa locale.<\/p>\n<p>Nel 2023 si \u00e8 anche ratificato l\u2019<a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2023\/07\/19\/0516\/01150.html\">Accordo Supplementare all\u2019Accordo tra la Santa Sede e il Kazakhstan sulle relazioni mutue del 24 settembre 1998<\/a>, che agevola la presenza e l\u2019impiego degli operatori pastorali nel Paese; e vi \u00e8 stata inoltre l\u2019occasione di celebrare quattro significativi anniversari: il centenario delle relazioni diplomatiche con la Repubblica di Panama, il settantesimo di quelle con la Repubblica Islamica dell\u2019Iran, il sessantesimo di quelle con la Repubblica di Corea e il cinquantesimo di quelle con l\u2019Australia.<\/p>\n<p><i>Cari Ambasciatori<\/i>,<\/p>\n<p>c\u2019\u00e8 una parola che risuona in modo particolare nelle due principali feste cristiane. La udiamo nel canto degli angeli che annunciano nella notte la nascita del Salvatore e la intendiamo dalla voce di Ges\u00f9 risorto: \u00e8 la parola \u201cpace\u201d. Essa \u00e8 primariamente un dono di Dio: \u00e8 Lui che ci lascia la\u00a0<i>sua<\/i>\u00a0pace (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a014,27); ma nello stesso tempo \u00e8 una nostra responsabilit\u00e0: \u00abBeati gli operatori di pace\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a05,9). Lavorare per la pace. Parola tanto fragile e nel contempo impegnativa e densa di significato. Ad essa vorrei dedicare la nostra riflessione odierna, in un momento storico in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 minacciata, indebolita e in parte perduta. D\u2019altronde, \u00e8 compito della Santa Sede, in seno alla comunit\u00e0 internazionale, essere voce profetica e richiamo della coscienza.<\/p>\n<p>Alla vigilia di Natale del 1944, Pio XII pronunci\u00f2 un celebre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xii\/it\/speeches\/1944\/documents\/hf_p-xii_spe_19441224_natale.html\">Radiomessaggio ai popoli del mondo intero<\/a>. La seconda guerra mondiale stava avvicinandosi alla conclusione dopo oltre cinque anni di conflitto e l\u2019umanit\u00e0 \u2013 disse il Pontefice \u2013 avvertiva \u00abuna volont\u00e0 sempre pi\u00f9 chiara e ferma: fare di questa guerra mondiale, di questo universale sconvolgimento, il punto da cui prenda le mosse un\u2019era novella per il rinnovamento profondo\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Ottant\u2019anni dopo, la spinta a quel \u201crinnovamento profondo\u201d sembra essersi esaurita e il mondo \u00e8 attraversato da un crescente numero di conflitti che lentamente trasformano quella che ho pi\u00f9 volte definito \u201cterza guerra mondiale a pezzi\u201d in un vero e proprio conflitto globale.<\/p>\n<p>Non posso in questa sede non ribadire la mia preoccupazione per quanto sta avvenendo in Palestina e Israele. Tutti siamo rimasti scioccati dall\u2019attacco terroristico del 7 ottobre scorso contro la popolazione in Israele, dove sono stati feriti, torturati e uccisi in maniera atroce tanti innocenti e molti sono stati presi in ostaggio. Ripeto la mia condanna per tale azione e per ogni forma di terrorismo ed estremismo: in questo modo non si risolvono le questioni tra i popoli, anzi esse diventano pi\u00f9 difficili, causando sofferenza per tutti. Infatti, ci\u00f2 ha provocato una forte risposta militare israeliana a Gaza che ha portato la morte di decine di migliaia di palestinesi, in maggioranza civili, tra cui tanti bambini, ragazzi e giovani, e ha causato una situazione umanitaria gravissima con sofferenze inimmaginabili.<\/p>\n<p>Ribadisco il mio appello a tutte le parti coinvolte per un cessate-il-fuoco su tutti i fronti, incluso il Libano, e per l\u2019immediata liberazione di tutti gli ostaggi a Gaza. Chiedo che la popolazione palestinese riceva gli aiuti umanitari e che gli ospedali, le scuole e i luoghi di culto abbiano tutta la protezione necessaria.<\/p>\n<p>Auspico che la Comunit\u00e0 internazionale percorra con determinazione la soluzione di due Stati, uno israeliano e uno palestinese, come pure di uno statuto speciale internazionalmente garantito per la Citt\u00e0 di Gerusalemme, affinch\u00e9 israeliani e palestinesi possano finalmente vivere in pace e sicurezza.<\/p>\n<p>Il conflitto in corso a Gaza destabilizza ulteriormente una regione fragile e carica di tensioni. In particolare, non si pu\u00f2 dimenticare il popolo siriano, che vive nell\u2019instabilit\u00e0 economica e politica, aggravata dal terremoto del febbraio scorso. La Comunit\u00e0 internazionale incoraggi le Parti coinvolte a intraprendere un dialogo costruttivo e serio e a cercare soluzioni nuove, perch\u00e9 il popolo siriano non abbia pi\u00f9 a soffrire a causa delle sanzioni internazionali. Inoltre, esprimo la mia sofferenza per i milioni di rifugiati siriani che ancora si trovano nei Paesi vicini, come la Giordania e il Libano.<\/p>\n<p>A quest\u2019ultimo rivolgo un particolare pensiero, esprimendo preoccupazione per la situazione sociale ed economica in cui versa il caro popolo libanese, e auspico che lo stallo istituzionale che lo sta mettendo ancora pi\u00f9 in ginocchio venga risolto e che il Paese dei Cedri abbia presto un Presidente.<\/p>\n<p>Rimanendo nel continente asiatico, desidero richiamare l\u2019attenzione della Comunit\u00e0 internazionale pure sul Myanmar, chiedendo che vengano messi in campo tutti gli sforzi per dare speranza a quella terra e un futuro degno alle giovani generazioni, senza dimenticare l\u2019emergenza umanitaria che ancora colpisce i Rohingya.<\/p>\n<p>Accanto a queste situazioni complesse, non mancano anche segni di speranza, come ho potuto sperimentare nel corso del viaggio in Mongolia, alle cui Autorit\u00e0 rinnovo la mia gratitudine per l\u2019accoglienza che mi hanno riservato. Allo stesso modo, desidero ringraziare le Autorit\u00e0 ungheresi per l\u2019ospitalit\u00e0 durante la mia visita al Paese nell\u2019aprile scorso. \u00c8 stato un viaggio nel cuore dell\u2019Europa, dove si respirano storia e cultura e dove ho saggiato il calore di molte persone, ma dove si avverte anche la vicinanza di un conflitto che non avremmo ritenuto possibile nell\u2019Europa del XXI secolo.<\/p>\n<p>Purtroppo, dopo quasi due anni di guerra su larga scala della Federazione Russa contro l\u2019Ucraina, la tanto desiderata pace non \u00e8 ancora riuscita a trovare posto nelle menti e nei cuori, nonostante le numerosissime vittime e l\u2019enorme distruzione. Non si pu\u00f2 lasciare protrarre un conflitto che va incancrenendosi sempre di pi\u00f9, a detrimento di milioni di persone, ma occorre che si ponga fine alla tragedia in atto attraverso il negoziato, nel rispetto del diritto internazionale.<\/p>\n<p>Esprimo preoccupazione anche per la tesa situazione nel Caucaso Meridionale tra l\u2019Armenia e l\u2019Azerbaigian, esortando le parti ad arrivare alla firma di un Trattato di pace. \u00c8 urgente trovare una soluzione alla drammatica situazione umanitaria degli abitanti di quella regione, favorire il ritorno degli sfollati alle proprie case in legalit\u00e0 e sicurezza e rispettare i luoghi di culto delle diverse confessioni religiose ivi presenti. Tali passi potranno contribuire alla creazione di un clima di fiducia tra i due Paesi in vista della tanto desiderata pace.<\/p>\n<p>Se volgiamo ora lo sguardo all\u2019Africa, abbiamo davanti agli occhi la sofferenza di milioni di persone per le molteplici crisi umanitarie in cui versano vari Paesi sub-sahariani, a causa del terrorismo internazionale, dei complessi problemi socio-politici, e degli effetti devastanti provocati dal cambiamento climatico, ai quali si sommano le conseguenze dei colpi di stato militari occorsi in alcuni Paesi e di certi processi elettorali caratterizzati da corruzione, intimidazioni e violenza.<\/p>\n<p>In pari tempo, rinnovo un appello per un serio impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti nell\u2019applicazione dell\u2019Accordo di Pretoria del novembre 2022, che ha messo fine ai combattimenti nel Tigray, e nella ricerca di soluzioni pacifiche alle tensioni e alle violenze che assillano l\u2019Etiopia, nonch\u00e9 per il dialogo, la pace e la stabilit\u00e0 tra i Paesi del Corno d\u2019Africa.<\/p>\n<p>Vorrei pure ricordare i drammatici eventi in Sudan, dove purtroppo, dopo mesi di guerra civile, non si vede ancora una via di uscita; nonch\u00e9 le situazioni degli sfollati in Camerun, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan. Proprio questi due ultimi Paesi ho avuto la gioia di visitare all\u2019inizio dello scorso anno, per portare un segno di vicinanza alle loro popolazioni sofferenti, seppure in contesti e situazioni diversi. Ringrazio di cuore le Autorit\u00e0 di entrambi i Paesi per l\u2019impegno organizzativo e per l\u2019accoglienza riservatami. Il viaggio in Sud Sudan ha avuto peraltro un carattere ecumenico, essendo stato accompagnato dall\u2019Arcivescovo di Canterbury e dal Moderatore dell\u2019Assemblea generale della Chiesa di Scozia, a testimonianza dell\u2019impegno condiviso delle nostre Comunit\u00e0 ecclesiali per la pace e la riconciliazione.<\/p>\n<p>Sebbene non vi siano guerre aperte nelle Americhe, fra alcuni Paesi, per esempio tra il Venezuela e la Guyana, vi sono forti tensioni, mentre in altri, come in Per\u00f9, osserviamo fenomeni di polarizzazione che compromettono l\u2019armonia sociale e indeboliscono le istituzioni democratiche.<\/p>\n<p>Desta ancora preoccupazione la situazione in Nicaragua: una crisi che si protrae nel tempo con dolorose conseguenze per tutta la societ\u00e0 nicaraguense, in particolare per la Chiesa Cattolica. La Santa Sede non cessa di invitare ad un dialogo diplomatico rispettoso per il bene dei cattolici e dell\u2019intera popolazione.<\/p>\n<p><i>Eccellenze, Signore e Signori<\/i>,<\/p>\n<p>dietro questo quadro che ho voluto tratteggiare brevemente e senza pretese di esaustivit\u00e0, si trova un mondo sempre pi\u00f9 lacerato, ma soprattutto si trovano milioni di persone \u2013 uomini, donne, padri, madri, bambini \u2013 i cui volti ci sono per lo pi\u00f9 sconosciuti e che spesso dimentichiamo.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, le guerre moderne non si svolgono pi\u00f9 solo su campi di battaglia delimitati, n\u00e9 riguardano solamente i soldati. In un contesto in cui sembra non essere osservato pi\u00f9 il discernimento tra obiettivi militari e civili, non c\u2019\u00e8 conflitto che non finisca in qualche modo per colpire indiscriminatamente la popolazione civile. Gli avvenimenti in Ucraina e a Gaza ne sono la prova evidente. Non dobbiamo dimenticare che le violazioni gravi del diritto internazionale umanitario sono crimini di guerra, e che non \u00e8 sufficiente rilevarli, ma \u00e8 necessario prevenirli. Occorre dunque un maggiore impegno della Comunit\u00e0 internazionale per la salvaguardia e l\u2019implementazione del diritto umanitario, che sembra essere l\u2019unica via per la tutela della dignit\u00e0 umana in situazioni di scontro bellico.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di quest\u2019anno risuona quanto mai attuale l\u2019esortazione del Concilio Vaticano II,\u00a0<b><\/b>nella\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>: \u00abEsistono, in materia di guerra, varie convenzioni internazionali, che un gran numero di nazioni ha sottoscritto per rendere meno inumane le azioni militari e le loro conseguenze. [\u2026] Tutte queste convenzioni dovranno essere osservate; anzi le pubbliche autorit\u00e0 e gli esperti in materia dovranno fare ogni sforzo, per quanto \u00e8 loro possibile, affinch\u00e9 siano perfezionate, in modo da renderle capaci di porre un freno pi\u00f9 adatto ed efficace alle atrocit\u00e0 della guerra\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Anche quando si tratta di esercitare il diritto alla legittima difesa, \u00e8 indispensabile attenersi ad un uso proporzionato della forza.<\/p>\n<p>Forse non ci rendiamo conto che le vittime civili non sono \u201cdanni collaterali\u201d. Sono uomini e donne con nomi e cognomi che perdono la vita. Sono bambini che rimangono orfani e privati del futuro. Sono persone che soffrono la fame, la sete e il freddo o che rimangono mutilate a causa della potenza degli ordigni moderni. Se riuscissimo a guardare ciascuno di loro negli occhi, a chiamarli per nome e ad evocarne la storia personale, guarderemmo alla guerra per quello che \u00e8: nient\u2019altro che un\u2019immane tragedia e \u201cun\u2019inutile strage\u201d\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, che colpisce la dignit\u00e0 di ogni persona su questa terra.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, le guerre possono proseguire grazie all\u2019enorme disponibilit\u00e0 di armi. Occorre perseguire una politica di disarmo, poich\u00e9 \u00e8 illusorio pensare che gli armamenti abbiano un valore deterrente. Piuttosto \u00e8 vero il contrario: la disponibilit\u00e0 di armi ne incentiva l\u2019uso e ne incrementa la produzione. Le armi creano sfiducia e distolgono risorse. Quante vite si potrebbero salvare con le risorse oggi destinate agli armamenti? Non sarebbe meglio investirle in favore di una vera sicurezza globale? Le sfide del nostro tempo travalicano i confini, come dimostrano le varie crisi \u2013 alimentare, ambientale, economica e sanitaria \u2013 che stanno caratterizzando l\u2019inizio del secolo. In questa sede, reitero la proposta di costituire un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0e promuovere uno sviluppo sostenibile dell\u2019intero pianeta.<\/p>\n<p>Tra le minacce causate da tali strumenti di morte, non posso poi tralasciare di menzionare quella provocata dagli arsenali nucleari e dallo sviluppo di ordigni sempre pi\u00f9 sofisticati e distruttivi. Ribadisco ancora una volta l\u2019immoralit\u00e0 di fabbricare e detenere armi nucleari. Al riguardo, esprimo l\u2019auspicio che si possa giungere al pi\u00f9 presto alla ripresa dei negoziati per il riavvio del\u00a0<i>Piano d\u2019azione congiunto globale<\/i>, meglio noto come \u201cAccordo sul nucleare iraniano\u201d, per garantire a tutti un futuro pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<p>Per perseguire la pace, tuttavia, non \u00e8 sufficiente limitarsi a rimuovere gli strumenti bellici, occorre estirpare alla radice le cause delle guerre, prime fra tutte la fame, una piaga che colpisce tuttora intere regioni della Terra, mentre in altre si verificano ingenti sprechi alimentari. Vi \u00e8 poi lo sfruttamento delle risorse naturali, che arricchisce pochi, lasciando nella miseria e nella povert\u00e0 intere popolazioni, che sarebbero i beneficiari naturali di tali risorse. Ad esso \u00e8 connesso lo sfruttamento delle persone, costrette a lavorare sottopagate e senza reali prospettive di crescita professionale.<\/p>\n<p>Tra le cause di conflitto vi sono anche le catastrofi naturali e ambientali. Certamente vi sono disastri che la mano dell\u2019uomo non pu\u00f2 controllare. Penso ai recenti terremoti in Marocco e in Cina, che hanno causato centinaia di vittime, come pure a quello che ha colpito duramente la Turchia e parte della Siria e che ha lasciato dietro di s\u00e9 una tremenda scia di morte e distruzione. Penso pure all\u2019alluvione che ha colpito Derna in Libia, distruggendo di fatto la citt\u00e0, anche a causa del concomitante crollo di due dighe.<\/p>\n<p>Vi sono per\u00f2 i disastri che sono imputabili anche all\u2019azione o all\u2019incuria dell\u2019uomo e che contribuiscono gravemente alla crisi climatica in atto, come ad esempio la deforestazione dell\u2019Amazzonia, che \u00e8 il \u201cpolmone verde\u201d della Terra.<\/p>\n<p>La crisi climatica e ambientale \u00e8 stata oggetto della\u00a0<i>XXVIII Conferenza degli Stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici<\/i>\u00a0(COP28), tenutasi a Dubai il mese scorso, alla quale mi rincresce di non aver potuto partecipare personalmente. Essa \u00e8 iniziata in concomitanza con l\u2019annuncio dell\u2019Organizzazione Meteorologica Mondiale che il 2023 \u00e8 stato l\u2019anno pi\u00f9 caldo rispetto ai 174 anni precedentemente registrati. La crisi climatica esige una risposta sempre pi\u00f9 urgente e richiede il pieno coinvolgimento di tutti quanti, cos\u00ec come dell\u2019intera comunit\u00e0 internazionale\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019adozione del documento finale alla COP28 rappresenta un passo incoraggiante e rivela che, di fronte alle tante crisi che stiamo vivendo, vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di rivitalizzare il multilateralismo attraverso la gestione della questione climatica globale, in un mondo in cui i problemi ambientali, sociali e politici sono strettamente connessi. Alla COP28 \u00e8 emerso chiaramente come quello in corso sia il decennio critico per fronteggiare il cambiamento climatico. La cura del creato e la pace \u00absono le tematiche pi\u00f9 urgenti e sono collegate\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Auspico, pertanto, che quanto stabilito a Dubai porti a \u00abuna decisa accelerazione della transizione ecologica, attraverso forme che [\u2026] trovino realizzazione in quattro campi: l\u2019efficienza energetica; le fonti rinnovabili; l\u2019eliminazione dei combustibili fossili; l\u2019educazione a stili di vita meno dipendenti da questi ultimi\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Le guerre, la povert\u00e0, l\u2019abuso della nostra casa comune e il continuo sfruttamento delle sue risorse, che sono alla radice di disastri naturali, sono cause che spingono pure migliaia di persone ad abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro di pace e sicurezza. Nel loro viaggio mettono a rischio la propria vita su percorsi pericolosi, come nel deserto del Sahara, nella foresta del Dari\u00e9n al confine tra Colombia e Panama, in America centrale,<b>\u00a0<\/b>nel nord del Messico, alla frontiera con gli Stati Uniti, e soprattutto nel Mare Mediterraneo. Questo, purtroppo, \u00e8 diventato nell\u2019ultimo decennio un grande cimitero, con tragedie che continuano a susseguirsi, anche a causa di trafficanti di esseri umani senza scrupoli. Tra le tante vittime, non dimentichiamolo, ci sono molti minori non accompagnati.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo dovrebbe essere piuttosto un\u00a0<i>laboratorio di pace<\/i>, un \u00abluogo dove Paesi e realt\u00e0 diverse si incontrino sulla base dell\u2019umanit\u00e0 che tutti condividiamo\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, come ho avuto modo di sottolineare a Marsiglia, nel corso del mio viaggio, per il quale ringrazio gli organizzatori e le Autorit\u00e0 francesi, in occasione dei\u00a0<i>Rencontres M\u00e9diterran\u00e9ennes<\/i>. Davanti a questa immane tragedia finiamo facilmente per chiudere il nostro cuore, trincerandoci dietro la paura di una \u201cinvasione\u201d. Dimentichiamo facilmente che abbiamo davanti persone con volti e nomi e tralasciamo la vocazione propria del\u00a0<i>Mare Nostrum<\/i>, che non \u00e8 quella di essere una tomba, ma un luogo di incontro e di arricchimento reciproco fra persone, popoli e culture. Ci\u00f2 non toglie che la migrazione debba essere regolamentata per accogliere, promuovere, accompagnare e integrare i migranti, nel rispetto della cultura, della sensibilit\u00e0 e della sicurezza delle popolazioni che si fanno carico dell\u2019accoglienza e dell\u2019integrazione. D\u2019altra parte occorre pure richiamare il diritto di poter rimanere nella propria Patria e la conseguente necessit\u00e0 di creare le condizioni affinch\u00e9 esso possa effettivamente esercitarsi.<\/p>\n<p>Dinanzi a questa sfida nessun Paese pu\u00f2 essere lasciato solo, n\u00e9 alcuno pu\u00f2 pensare di affrontare isolatamente la questione attraverso legislazioni pi\u00f9 restrittive e repressive, approvate talvolta sotto la pressione della paura o per accrescere il consenso elettorale. Accolgo perci\u00f2 con soddisfazione l\u2019impegno dell\u2019Unione Europea a ricercare una soluzione comune mediante l\u2019adozione del nuovo Patto sulla Migrazione e l\u2019Asilo, pur rilevandone alcuni limiti, specialmente per ci\u00f2 che concerne il riconoscimento del diritto d\u2019asilo e per il pericolo di detenzioni arbitrarie.<\/p>\n<p><i>Cari Ambasciatori<\/i>,<\/p>\n<p>la via della pace esige il rispetto della vita, di ogni vita umana, a partire da quella del nascituro nel grembo della madre, che non pu\u00f2 essere soppressa, n\u00e9 diventare oggetto di mercimonio. Al riguardo, ritengo deprecabile la pratica della cosiddetta maternit\u00e0 surrogata, che lede gravemente la dignit\u00e0 della donna e del figlio. Essa \u00e8 fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessit\u00e0 materiale della madre. Un bambino \u00e8 sempre un dono e mai l\u2019oggetto di un contratto. Auspico, pertanto, un impegno della Comunit\u00e0 internazionale per proibire a livello universale tale pratica. In ogni momento della sua esistenza, la vita umana dev\u2019essere preservata e tutelata, mentre constato con rammarico, specialmente in Occidente, il persistente diffondersi di una cultura della morte, che, in nome di una finta piet\u00e0, scarta bambini, anziani e malati.<\/p>\n<p>La via della pace esige il rispetto dei diritti umani, secondo quella semplice ma chiara formulazione contenuta nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui abbiamo da poco celebrato il 75\u00b0 anniversario. Si tratta di principi razionalmente evidenti e comunemente accettati. Purtroppo, i tentativi compiuti negli ultimi decenni di introdurre nuovi diritti, non pienamente consistenti rispetto a quelli originalmente definiti e non sempre accettabili, hanno dato adito a colonizzazioni ideologiche, tra le quali ha un ruolo centrale la teoria del\u00a0<i>gender<\/i>, che \u00e8 pericolosissima perch\u00e9 cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali. Tali colonizzazioni ideologiche provocano ferite e divisioni tra gli Stati, anzich\u00e9 favorire l\u2019edificazione della pace.<\/p>\n<p>Il dialogo, invece, dev\u2019essere l\u2019anima della Comunit\u00e0 internazionale. L\u2019attuale congiuntura \u00e8 anche causata dall\u2019indebolimento di quelle strutture di diplomazia multilaterale che hanno visto la luce dopo il secondo conflitto mondiale. Organismi creati per favorire la sicurezza, la pace e la cooperazione non riescono pi\u00f9 a unire tutti i loro membri intorno a un tavolo. C\u2019\u00e8 il rischio di una \u201cmonadologia\u201d e della frammentazione in \u201cclub\u201d che lasciano entrare solo Stati ritenuti ideologicamente affini. Anche quegli organismi finora efficienti, concentrati sul bene comune e su questioni tecniche, rischiano una paralisi a causa di polarizzazioni ideologiche, venendo strumentalizzati da singoli Stati.<\/p>\n<p>Per rilanciare un comune impegno a servizio della pace, occorre recuperare le radici, lo spirito e i valori che hanno originato quegli organismi, pur tenendo conto del mutato contesto e avendo riguardo per quanti non si sentono adeguatamente rappresentati dalle strutture delle Organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p>Certamente dialogare richiede pazienza, perseveranza e capacit\u00e0 di ascolto, ma quando ci si adopera nel tentativo sincero di porre fine alle discordie, si possono raggiungere risultati significativi. Penso ad esempio all\u2019<i>Accordo di Belfast<\/i>, noto anche come\u00a0<i>Accordo del Venerd\u00ec Santo<\/i>, firmato dai Governi britannico e irlandese, di cui lo scorso anno si \u00e8 ricordato il 25\u00b0 anniversario. Esso, ponendo fine a trent\u2019anni di violento conflitto, pu\u00f2 essere preso ad esempio per spronare e stimolare le Autorit\u00e0 a credere nei processi di pace, nonostante le difficolt\u00e0 e i sacrifici che richiedono.<\/p>\n<p>La via della pace passa per il dialogo politico e sociale, poich\u00e9 esso \u00e8 alla base della convivenza civile di una moderna comunit\u00e0 politica. Il 2024 vedr\u00e0 la convocazione di elezioni in molti Stati. Le elezioni sono un momento fondamentale della vita di un Paese, poich\u00e9 consentono a tutti i cittadini di scegliere responsabilmente i propri governanti. Risuonano pi\u00f9 che mai attuali\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xii\/it\/speeches\/1944\/documents\/hf_p-xii_spe_19441224_natale.html\">le parole di Pio XII<\/a>: \u00abEsprimere il proprio parere sui doveri e i sacrifici, che gli vengono imposti; non essere costretto ad ubbidire senza essere stato ascoltato: ecco due diritti del cittadino, che trovano nella democrazia, come indica il suo nome stesso, la loro espressione. Dalla solidit\u00e0, dall\u2019armonia, dai buoni frutti di questo contatto tra i cittadini e il governo dello Stato, si pu\u00f2 riconoscere se una democrazia \u00e8 veramente sana ed equilibrata, e quale sia la sua forza di vita e di sviluppo\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 importante che i cittadini, specialmente le giovani generazioni che saranno chiamate alle urne per la prima volta, avvertano come loro precipua responsabilit\u00e0 quella di contribuire all\u2019edificazione del bene comune, attraverso una partecipazione libera e consapevole alle votazioni. D\u2019altronde la politica va sempre intesa non come appropriazione del potere, ma come \u00abforma pi\u00f9 alta di carit\u00e0\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0e dunque del servizio al prossimo in seno a una comunit\u00e0 locale o nazionale.<\/p>\n<p>La via della pace passa pure attraverso il dialogo interreligioso, che innanzitutto richiede la tutela della libert\u00e0 religiosa e il rispetto delle minoranze. Duole, ad esempio, constatare come cresca il numero di Paesi che adottano modelli di controllo centralizzato sulla libert\u00e0 di religione, con l\u2019uso massiccio di tecnologia. In altri luoghi, le comunit\u00e0 religiose minoritarie si trovano spesso in una situazione sempre pi\u00f9 drammatica. In alcuni casi sono a rischio di estinzione, a causa di una combinazione di azioni terroristiche, attacchi al patrimonio culturale e misure pi\u00f9 subdole come la proliferazione delle leggi anti-conversione, la manipolazione delle regole elettorali e le restrizioni finanziarie.<\/p>\n<p>Preoccupa particolarmente l\u2019aumento degli atti di antisemitismo verificatisi negli ultimi mesi; e ancora una volta sono a ribadire che questa piaga va sradicata dalla societ\u00e0, soprattutto con l\u2019educazione alla fraternit\u00e0 e all\u2019accoglienza dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Parimenti preoccupa la crescita della persecuzione e della discriminazione nei confronti dei cristiani, soprattutto negli ultimi dieci anni. Essa riguarda non di rado, seppure in modo incruento ma socialmente rilevante, quei fenomeni di lenta marginalizzazione ed esclusione dalla vita politica e sociale e dall\u2019esercizio di certe professioni che avvengono anche in terre tradizionalmente cristiane. Nel complesso sono oltre 360 milioni i cristiani nel mondo che sperimentano un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede, e sono sempre di pi\u00f9 quelli costretti a fuggire dalle proprie terre d\u2019origine.<\/p>\n<p>Infine, la via della pace passa per l\u2019educazione, che \u00e8 il principale investimento sul futuro e sulle giovani generazioni. Ho ancora vivo il ricordo della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/travels\/2023\/outside\/documents\/portogallo-gmg-2023.html\">Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 svoltasi in Portogallo<\/a>\u00a0nell\u2019agosto scorso. Mentre ringrazio nuovamente le Autorit\u00e0 portoghesi, civili e religiose, per l\u2019impegno profuso nell\u2019organizzazione, conservo nel cuore l\u2019incontro con pi\u00f9 di un milione di giovani, provenienti da ogni parte del mondo, pieni di entusiasmo e voglia di vivere. La loro presenza \u00e8 stata un grande inno alla pace e la testimonianza che \u00abl\u2019unit\u00e0 \u00e8 superiore al conflitto\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>\u00a0e che \u00e8 \u00abpossibile sviluppare una comunione nelle differenze\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>Nei tempi moderni, parte della sfida educativa riguarda un uso etico delle nuove tecnologie. Esse possono facilmente diventare strumenti di divisione o di diffusione di menzogna, le cosiddette\u00a0<i>fake news<\/i>, ma sono anche mezzo di incontro, di scambi reciproci e un importante veicolo di pace. \u00abI notevoli progressi delle nuove tecnologie dell\u2019informazione, specialmente nella sfera digitale, presentano dunque entusiasmanti opportunit\u00e0 e gravi rischi, con serie implicazioni per il perseguimento della giustizia e dell\u2019armonia tra i popoli\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Per questo motivo ho ritenuto importante dedicare l\u2019annuale\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/peace\/documents\/20231208-messaggio-57giornatamondiale-pace2024.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace<\/a><\/i>\u00a0all\u2019intelligenza artificiale, che \u00e8 una delle sfide pi\u00f9 importanti dei prossimi anni.<\/p>\n<p>\u00c8 indispensabile che lo sviluppo tecnologico avvenga in modo etico e responsabile, preservando la centralit\u00e0 della persona umana, il cui apporto non pu\u00f2 n\u00e9 potr\u00e0 mai essere rimpiazzato da un algoritmo o da una macchina. \u00abLa dignit\u00e0 intrinseca di ogni persona e la fraternit\u00e0 che ci lega come membri dell\u2019unica famiglia umana devono stare alla base dello sviluppo di nuove tecnologie e servire come criteri indiscutibili per valutarle prima del loro impiego, in modo che il progresso digitale possa avvenire nel rispetto della giustizia e contribuire alla causa della pace\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p>Occorre dunque una riflessione attenta ad ogni livello, nazionale e internazionale, politico e sociale, perch\u00e9 lo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale si mantenga al servizio dell\u2019uomo, favorendo e non ostacolando, specialmente nei giovani, le relazioni interpersonali, un sano spirito di fraternit\u00e0 e un pensiero critico capace di discernimento.<\/p>\n<p>In tale prospettiva acquisiscono particolare rilevanza le due Conferenze Diplomatiche dell\u2019Organizzazione Mondiale della Propriet\u00e0 Intellettuale, che avranno luogo nel 2024 e alle quali la Santa Sede parteciper\u00e0 come Stato membro. Per la Santa Sede, la propriet\u00e0 intellettuale \u00e8 essenzialmente orientata alla promozione del bene comune e non pu\u00f2 svincolarsi da limitazioni di natura etica dando luogo a situazioni di ingiustizia e indebito sfruttamento. Speciale attenzione va poi prestata alla tutela del patrimonio genetico umano, impedendo che si realizzino pratiche contrarie alla dignit\u00e0 dell\u2019uomo, quali la brevettabilit\u00e0 del materiale biologico umano e la clonazione di esseri umani.<\/p>\n<p><i>Eccellenze, Signore e Signori<\/i>,<\/p>\n<p>in quest\u2019anno la Chiesa si prepara al Giubileo che inizier\u00e0 il prossimo Natale. Ringrazio in particolare le Autorit\u00e0 italiane, nazionali e locali, per l\u2019impegno che stanno profondendo nel preparare la citt\u00e0 di Roma ad accogliere numerosi pellegrini e consentire loro di trarre frutti spirituali dal cammino giubilare.<\/p>\n<p>Forse oggi pi\u00f9 che mai abbiamo bisogno dell\u2019anno giubilare. Di fronte a tante sofferenze, che provocano disperazione non soltanto nelle persone direttamente colpite, ma in tutte le nostre societ\u00e0; di fronte ai nostri giovani, che invece di sognare un futuro migliore si sentono spesso impotenti e frustrati; e di fronte all\u2019oscurit\u00e0 di questo mondo, che sembra diffondersi anzich\u00e9 allontanarsi, il Giubileo \u00e8 l\u2019annuncio che Dio non abbandona mai il suo popolo e tiene sempre aperte le porte del suo Regno. Nella tradizione giudeo-cristiana il Giubileo \u00e8 un tempo di grazia in cui sperimentare la misericordia di Dio e il dono della sua pace. \u00c8 un tempo di giustizia in cui i peccati sono rimessi, la riconciliazione supera l\u2019ingiustizia, e la terra si riposa. Esso pu\u00f2 essere per tutti \u2013 cristiani e non cristiani\u00a0\u2013 il tempo in cui spezzare le spade e farne aratri; il tempo in cui una nazione non alzer\u00e0 pi\u00f9 la spada contro un\u2019altra, n\u00e9 si imparer\u00e0 pi\u00f9 l\u2019arte della guerra (cfr\u00a0<i>Is<\/i>\u00a02,4).<\/p>\n<p>\u00c8 questo l\u2019augurio, cari fratelli e sorelle, l\u2019augurio che formulo di cuore a ciascuno di voi, cari Ambasciatori, alle vostre famiglie, ai collaboratori e ai popoli che rappresentate. Grazie e buon anno a tutti!<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xii\/it\/speeches\/1944\/documents\/hf_p-xii_spe_19441224_natale.html\">Radiomessaggio natalizio ai popoli del mondo intero<\/a><\/i>, 24 dicembre 1944.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Cost. past.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo<\/a><\/i>\u00a0(7 dicembre 1965), 79.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Cfr Benedetto XV,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xv\/it\/letters\/1917\/documents\/hf_ben-xv_let_19170801_popoli-belligeranti.html\">Lettera ai Capi dei Popoli belligeranti<\/a><\/i>\u00a0(1\u00b0 agosto 1917).<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Cfr Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#262\">Fratelli tutti sulla fraternit\u00e0 e l\u2019amicizia sociale<\/a><\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), 262.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Cfr Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/20231004-laudate-deum.html\">Laudate Deum a tutte le persone di buona volont\u00e0 sulla crisi climatica<\/a><\/i>\u00a0(4 ottobre 2023).<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2023\/december\/documents\/20231202-dubai-cop28.html\">Discorso alla Conferenza degli Stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici<\/a><\/i>, 2 dicembre 2023.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2023\/december\/documents\/20231202-dubai-cop28.html\">Ibid<\/a><\/i>.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2023\/september\/documents\/20230923-marsiglia-rencontres-mediterraneennes.html\"><i>Discorso alla Sessione conclusiva dei<\/i>\u00a0<i>\u00abRencontres M\u00e9diterran\u00e9ennes\u00bb<\/i><\/a>, Marsiglia, 23 settembre 2023, 1.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xii\/it\/speeches\/1944\/documents\/hf_p-xii_spe_19441224_natale.html\">Radiomessaggio natalizio ai popoli del mondo intero<\/a><\/i>, 24 dicembre 1944.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0Pio XI,\u00a0<i>Udienza ai dirigenti della Federazione Universitaria Cattolica<\/i>, 18 dicembre 1927.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#L%E2%80%99unit%C3%A0_prevale_sul_conflitto\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 228.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#L%E2%80%99unit%C3%A0_prevale_sul_conflitto\">Ibid<\/a><\/i>.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/events\/event.dir.html\/content\/vaticanevents\/it\/2023\/12\/14\/messaggio-pace.html\">Messaggio per la LVII Giornata Mondiale della Pace<\/a><\/i>\u00a0(8 dicembre 2023), 1.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/january\/documents\/20240108-corpo-diplomatico.html#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/events\/event.dir.html\/content\/vaticanevents\/it\/2023\/12\/14\/messaggio-pace.html\">Ibid<\/a><\/i>., 2.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"8 January 2024 Audience to the members of the Diplomatic Corps Pope Francis\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GRH-2KbzJAA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content parsys\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Udienza al Corpo Diplomatico per la presentazione degli Auguri per il Nuovo 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