{"id":90652,"date":"2023-12-18T19:35:05","date_gmt":"2023-12-18T18:35:05","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=90652"},"modified":"2023-12-18T19:35:05","modified_gmt":"2023-12-18T18:35:05","slug":"fiducia-supplicans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/fiducia-supplicans\/","title":{"rendered":"Fiducia supplicans"},"content":{"rendered":"<p><b>Dichiarazione<\/b><\/p>\n<p><b><i>Fiducia supplicans<\/i><\/b><\/p>\n<p><b>sul senso pastorale delle benedizioni<\/b><\/p>\n<p><b>Presentazione<\/b><\/p>\n<p>La presente Dichiarazione prende in considerazione diversi quesiti giunti a questo Dicastero sia negli anni scorsi che in tempi pi\u00f9 recenti. Per la sua stesura, come \u00e8 prassi, sono stati consultati degli esperti, si \u00e8 avviato un congruo processo di elaborazione e se ne \u00e8 discussa la bozza al Congresso della Sezione Dottrinale del Dicastero. Durante questo tempo di elaborazione del documento, non \u00e8 mancato il confronto con il Santo Padre. La Dichiarazione \u00e8 stata, infine, sottoposta all\u2019esame del Santo Padre, che l\u2019ha approvata con la sua firma.<\/p>\n<p>Nel corso dello studio dell\u2019argomento oggetto del presente documento, \u00e8 stata resa nota la risposta del Santo Padre ai\u00a0<i>Dubia<\/i>\u00a0di alcuni Cardinali, che ha fornito importanti chiarimenti per la riflessione che qui ora si offre, e che rappresenta un elemento decisivo per il lavoro del Dicastero. Dato che \u00abla Curia romana \u00e8 in primo luogo uno strumento di servizio per il successore di Pietro\u00bb (Cost. Ap.\u00a0<i>Praedicate Evangelium<\/i>, II, 1), il nostro lavoro deve favorire, insieme alla comprensione della dottrina perenne della Chiesa, la ricezione dell\u2019insegnamento del Santo Padre.<\/p>\n<p>Come nella gi\u00e0 citata risposta del Santo Padre ai\u00a0<i>Dubia<\/i>\u00a0di due Cardinali, la presente Dichiarazione resta ferma sulla dottrina tradizionale della Chiesa circa il matrimonio, non ammettendo nessun tipo di rito liturgico o benedizioni simili a un rito liturgico che possano creare confusione. Il valore di questo documento, tuttavia, \u00e8 quello di offrire un contributo specifico e innovativo\u00a0<i>al significato pastorale delle benedizioni<\/i>, che permette di ampliarne e arricchirne la comprensione classica strettamente legata a una prospettiva liturgica. Tale riflessione teologica, basata sulla visione pastorale di Papa Francesco, implica un vero sviluppo rispetto a quanto \u00e8 stato detto sulle benedizioni nel Magistero e nei testi ufficiali della Chiesa. Questo rende ragione del fatto che il testo abbia assunto la tipologia di \u201cDichiarazione\u201d.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio in tale contesto che si pu\u00f2 comprendere la possibilit\u00e0 di benedire le coppie in situazioni irregolari e le coppie dello stesso sesso, senza convalidare ufficialmente il loro\u00a0<i>status<\/i>\u00a0o modificare in alcun modo l\u2019insegnamento perenne della Chiesa sul matrimonio.<\/p>\n<p>La presente Dichiarazione vuole essere anche un omaggio al Popolo fedele di Dio, che adora il Signore con tanti gesti di profonda fiducia nella sua misericordia e che con questo atteggiamento viene costantemente a chiedere alla madre Chiesa una benedizione.<\/p>\n<p>V\u00edctor Manuel Card. FERN\u00c1NDEZ<\/p>\n<p>Prefetto<\/p>\n<p><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p>1. La fiducia supplicante del Popolo fedele di Dio riceve il dono della benedizione che sgorga dal cuore di Cristo attraverso la sua Chiesa. Come ricorda puntualmente Papa Francesco, \u00abLa grande benedizione di Dio \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 il gran dono di Dio, il suo Figlio. \u00c8 una benedizione per tutta l\u2019umanit\u00e0, \u00e8 una benedizione che ci ha salvato tutti. Lui \u00e8 la Parola eterna con la quale il Padre ci ha benedetto \u201cmentre eravamo ancora peccatori\u201d (<i>Rm\u00a0<\/i>5, 8) dice san Paolo: Parola fatta carne e offerta per noi sulla croce\u00bb.<a name=\"_ftnref1\"><\/a><sup>[1]<\/sup><\/p>\n<p>2. Sostenuto da una cos\u00ec grande e consolante verit\u00e0, questo Dicastero ha preso in considerazione diverse domande, sia formali che informali, circa la possibilit\u00e0 di benedire coppie dello stesso sesso e circa la possibilit\u00e0 di offrire nuovi chiarimenti, alla luce dell\u2019atteggiamento paterno e pastorale di Papa Francesco, sul\u00a0<i>Responsum ad dubium<\/i><a name=\"_ftnref2\"><\/a><sup>[2]<\/sup>\u00a0formulato dall\u2019allora Congregazione per la Dottrina della Fede e pubblicato il 22 febbraio 2021.<\/p>\n<p>3. Il suddetto\u00a0<i>Responsum<\/i>\u00a0ha suscitato non poche e diverse reazioni: alcuni hanno accolto con plauso la chiarezza di questo documento e la sua coerenza con il costante insegnamento della Chiesa; altri non hanno condiviso la risposta negativa al quesito o non l\u2019hanno ritenuta sufficientemente chiara nella sua formulazione e nelle motivazioni addotte nell\u2019annessa\u00a0<i>Nota esplicativa<\/i>. Per venire incontro, con carit\u00e0 fraterna, a questi ultimi, appare opportuno riprendere il tema ed offrire una visione che componga in coerenza gli aspetti dottrinali con quelli pastorali, perch\u00e9 \u00abogni insegnamento della dottrina deve situarsi nell\u2019atteggiamento evangelizzatore che risvegli l\u2019adesione del cuore con la vicinanza, l\u2019amore e la testimonianza\u00bb.<a name=\"_ftnref3\"><\/a><sup>[3]<\/sup><\/p>\n<p><b>I. La benedizione nel sacramento del matrimonio<\/b><\/p>\n<p>4. La recente risposta del Santo Padre Francesco al secondo dei cinque quesiti posti da due Cardinali<a name=\"_ftnref4\"><\/a><sup>[4]<\/sup>\u00a0offre la possibilit\u00e0 di approfondire ulteriormente la questione, soprattutto nei suoi risvolti di ordine pastorale. Si tratta di evitare che \u00absi riconosca come matrimonio qualcosa che non lo \u00e8\u00bb.<a name=\"_ftnref5\"><\/a><sup>[5]<\/sup>\u00a0Perci\u00f2 sono inammissibili riti e preghiere che possano creare confusione tra ci\u00f2 che \u00e8 costitutivo del matrimonio, quale \u00abunione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta a generare figli\u00bb,<a name=\"_ftnref6\"><\/a><sup>[6]<\/sup>\u00a0e ci\u00f2 che lo contraddice. Questa convinzione \u00e8 fondata sulla perenne dottrina cattolica del matrimonio. Soltanto in questo contesto i rapporti sessuali trovano il loro senso naturale, adeguato e pienamente umano. La dottrina della Chiesa su questo punto resta ferma.<\/p>\n<p>5. Questa \u00e8 anche la comprensione del matrimonio offerta dal Vangelo. Per questo motivo, a proposito delle benedizioni, la Chiesa ha il diritto e il dovere di evitare qualsiasi tipo di rito che possa contraddire questa convinzione o portare a qualche confusione. Tale \u00e8 anche il senso del\u00a0<i>Responsum<\/i>\u00a0dell\u2019allora Congregazione per la Dottrina della Fede laddove afferma che la Chiesa non ha il potere di impartire la benedizione ad unioni fra persone dello stesso sesso.<\/p>\n<p>6. \u00c8 da sottolineare che, proprio nel caso del rito del sacramento del matrimonio, non si tratta di una qualsiasi benedizione, ma del gesto riservato al ministro ordinato. In questo caso, la benedizione del ministro ordinato \u00e8 direttamente connessa all\u2019unione specifica di un uomo e di una donna che con il loro consenso stabiliscono un\u2019alleanza esclusiva e indissolubile. Questo ci permette di evidenziare meglio il rischio di confondere una benedizione, data a qualsiasi altra unione, con il rito proprio del sacramento del matrimonio.<\/p>\n<p><b>II. Il senso delle diverse benedizioni<\/b><\/p>\n<p>7. La risposta del Santo Padre menzionata sopra, d\u2019altra parte, ci invita a fare lo sforzo di ampliare ed arricchire il senso delle benedizioni.<\/p>\n<p>8. Le benedizioni possono essere considerate tra i sacramentali pi\u00f9 diffusi e in continua evoluzione. Esse, infatti, conducono a cogliere la presenza di Dio in tutte le vicende della vita e ricordano che, anche nell\u2019utilizzo delle cose create, l\u2019essere umano \u00e8 invitato a cercare Dio, ad amarlo e a servirlo fedelmente.<a name=\"_ftnref7\"><\/a><sup>[7]\u00a0<\/sup>Per questo motivo, le benedizioni hanno per destinatari persone, oggetti di culto e di devozione, immagini sacre, luoghi di vita, di lavoro e di sofferenza, frutti della terra e della fatica umana, e tutte le realt\u00e0 create che rimandano al Creatore, le quali, con la loro bellezza, lo lodano e lo benedicono.<\/p>\n<p><i>Il senso liturgico dei riti di benedizione<\/i><\/p>\n<p>9. Da un punto di vista strettamente liturgico, la benedizione richiede che quello che si benedice sia conforme alla volont\u00e0 di Dio espressa negli insegnamenti della Chiesa.<\/p>\n<p>10. Le benedizioni si celebrano infatti in forza della fede e sono ordinate alla lode di Dio e al profitto spirituale del suo popolo. Come spiega il Rituale Romano, \u00abperch\u00e9 questa finalit\u00e0 risulti pi\u00f9 evidente, per antica tradizione le formule di benedizione hanno soprattutto lo scopo di rendere gloria a Dio per i suoi doni, chiedere i suoi favori e sconfiggere il potere del maligno nel mondo\u00bb.<a name=\"_ftnref8\"><\/a><sup>[8]\u00a0<\/sup>Perci\u00f2, coloro che invocano la benedizione di Dio per mezzo della Chiesa sono invitati a intensificare \u00able loro disposizioni, lasciandosi guidare da quella fede alla quale tutto \u00e8 possibile\u00bb e a confidare in \u00abquell\u2019amore che spinge a osservare i comandamenti di Dio\u00bb.<a name=\"_ftnref9\"><\/a><sup>[9]<\/sup>\u00a0Ecco perch\u00e9, se da un lato \u00absempre e dappertutto si offre l\u2019occasione di lodare, invocare e ringraziare Dio per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo\u00bb, dall\u2019altro la preoccupazione \u00e8 che \u00abnon si tratti di cose, luoghi o contingenze che siano in contrasto con la legge o lo spirito del Vangelo\u00bb.<a name=\"_ftnref10\"><\/a><sup>[10]<\/sup>\u00a0Questa \u00e8 una comprensione liturgica delle benedizioni, in quanto esse diventano riti ufficialmente proposti dalla Chiesa.<\/p>\n<p>11. Fondandosi su queste considerazioni, la\u00a0<i>Nota esplicativa<\/i>\u00a0del citato\u00a0<i>Responsum<\/i>\u00a0dell\u2019allora Congregazione per la Dottrina della Fede ricorda che quando, con un apposito rito liturgico, si invoca una benedizione su alcune relazioni umane, occorre che ci\u00f2 che viene benedetto sia in grado di corrispondere ai disegni di Dio iscritti nella Creazione e pienamente rivelati da Cristo Signore. Per tale motivo, dato che la Chiesa ha da sempre considerato moralmente leciti soltanto quei rapporti sessuali che sono vissuti all\u2019interno del matrimonio, essa non ha il potere di conferire la sua benedizione liturgica quando questa, in qualche modo, possa offrire una forma di legittimazione morale a un\u2019unione che presuma di essere un matrimonio oppure a una prassi sessuale extra-matrimoniale. La sostanza di questo pronunciamento \u00e8 stata ribadita dal Santo Padre nelle sue\u00a0<i>Respuestas\u00a0<\/i>ai\u00a0<i>Dubia<\/i>\u00a0di due Cardinali.<\/p>\n<p>12. Si deve altres\u00ec evitare il rischio di ridurre il senso delle benedizioni soltanto a questo punto di vista, perch\u00e9 ci porterebbe a pretendere, per una semplice benedizione, le stesse condizioni morali che si chiedono per la ricezione dei sacramenti. Tale rischio esige che si ampli ulteriormente questa prospettiva. Infatti, vi \u00e8 il pericolo che un gesto pastorale, cos\u00ec amato e diffuso, sia sottoposto a troppi prerequisiti di carattere morale, i quali, con la pretesa di un controllo, potrebbero porre in ombra la forza incondizionata dell\u2019amore di Dio su cui si fonda il gesto della benedizione.<\/p>\n<p>13. Proprio a questo proposito, Papa Francesco ci ha esortato a non \u00abperdere la carit\u00e0 pastorale, che deve attraversare tutte le nostre decisioni e atteggiamenti\u00bb e ad evitare di \u00abessere giudici che solo negano, respingono, escludono\u00bb.<a name=\"_ftnref11\"><\/a><sup>[11]<\/sup>\u00a0Rispondiamo allora alla sua proposta sviluppando una comprensione pi\u00f9 ampia delle benedizioni.<\/p>\n<p><i>Le benedizioni nella Sacra Scrittura<\/i><\/p>\n<p>14. Per riflettere sulle benedizioni, raccogliendo diversi punti di vista, abbiamo bisogno di lasciarci illuminare anzitutto dalla voce della Sacra Scrittura.<\/p>\n<p>15. \u00abTi benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace\u00bb<i>\u00a0<\/i>(<i>Nm<\/i>\u00a06, 24-26). Questa \u201cbenedizione sacerdotale\u201d che ritroviamo nell\u2019Antico Testamento, precisamente nel libro dei Numeri, ha un carattere \u201cdiscendente\u201d poich\u00e9 rappresenta l\u2019invocazione della benedizione che da Dio scende sull\u2019uomo: essa costituisce uno dei testi pi\u00f9 antichi di benedizione divina. C\u2019\u00e8 poi un secondo tipo di benedizione che ritroviamo nelle pagine bibliche, quella che \u201csale\u201d dalla terra al cielo, verso Dio. Benedire equivale cos\u00ec a lodare, celebrare, ringraziare Dio per la sua misericordia e fedelt\u00e0, per le meraviglie che ha creato e per tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto per sua volont\u00e0: \u00abBenedici il Signore, anima mia, quanto \u00e8 in me benedica il suo santo nome\u00bb (<i>Sal<\/i>\u00a0103, 1).<\/p>\n<p>16. A Dio che benedice, anche noi rispondiamo benedicendo. Melchisedec, re di Salem, benedice Abramo (cfr.\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a014, 19); Rebecca \u00e8 benedetta dai familiari, poco prima di diventare sposa di Isacco (cfr.\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a024, 60), il quale, a sua volta, benedice il figlio Giacobbe (cfr.\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a027, 27). Giacobbe benedice il faraone (cfr.\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a047, 10), i nipoti Efraim e Manasse (cfr.\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a048, 20) e tutti i suoi dodici figli (cfr.\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a049, 28). Mos\u00e8 e Aronne benedicono la comunit\u00e0 (cfr.\u00a0<i>Es<\/i>\u00a039, 43;\u00a0<i>Lev<\/i>\u00a09, 22). I capifamiglia benedicono i figli in occasione di matrimoni, prima di intraprendere un viaggio, nell\u2019imminenza della morte. Queste benedizioni appaiono cos\u00ec un dono sovrabbondante ed incondizionato.<\/p>\n<p>17. La benedizione presente nel Nuovo Testamento conserva sostanzialmente lo stesso significato anticotestamentario. Ritroviamo il dono divino che \u201cdiscende\u201d, il ringraziamento dell\u2019uomo che \u201cascende\u201d e la benedizione impartita dall\u2019uomo che \u201csi estende\u201d verso i propri simili. Zaccaria, dopo aver riottenuto l\u2019uso della parola, benedice il Signore per le sue opere mirabili (cfr.\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a01, 64). L\u2019anziano Simeone, mentre tiene tra le braccia il neonato Ges\u00f9, benedice Dio per avergli concesso la grazia di contemplare il Messia salvatore e quindi benedice gli stessi genitori Maria e Giuseppe (cfr.\u00a0<i>Lc\u00a0<\/i>2, 34). Ges\u00f9 benedice il Padre, nel celebre inno di lode e di giubilo a lui rivolto: \u00abTi rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra\u00bb (<i>Mt\u00a0<\/i>11, 25).<\/p>\n<p>18. In continuit\u00e0 con l\u2019Antico Testamento, anche in Ges\u00f9 la benedizione non \u00e8 soltanto ascendente, in riferimento al Padre, ma anche discendente, riversata sugli altri come gesto di grazia, protezione e bont\u00e0. Ges\u00f9 stesso ha attuato e promosso questa pratica. Ad esempio, benedice i bambini: \u00abE, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro\u00bb (<i>Mc<\/i>\u00a010, 16). E la vicenda terrena di Ges\u00f9 si concluder\u00e0 proprio con un\u2019ultima benedizione riservata agli Undici, poco prima di salire al Padre: \u00abE, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si stacc\u00f2 da loro e veniva portato su, in cielo\u00bb (<i>Lc\u00a0<\/i>24, 50-51). L\u2019ultima immagine di Ges\u00f9 sulla terra sono le sue mani alzate, nell\u2019atto di benedire.<\/p>\n<p>19. Nel suo mistero di amore, attraverso Cristo, Dio comunica alla sua Chiesa il potere di benedire. Concessa da Dio all\u2019essere umano ed elargita da questi al prossimo, la benedizione si trasforma in inclusione, solidariet\u00e0 e pacificazione. \u00c8 un messaggio positivo di conforto, custodia e incoraggiamento. La benedizione esprime l\u2019abbraccio misericordioso di Dio e la maternit\u00e0 della Chiesa che invita il fedele ad avere gli stessi sentimenti di Dio verso i propri fratelli e sorelle.<\/p>\n<p><i>Una comprensione teologico-pastorale delle benedizioni<\/i><\/p>\n<p>20. Chi chiede una benedizione si mostra bisognoso della presenza salvifica di Dio nella sua storia e chi chiede una benedizione alla Chiesa riconosce quest\u2019ultima come sacramento della salvezza che Dio offre. Cercare la benedizione nella Chiesa \u00e8 ammettere che la vita ecclesiale sgorga dal grembo della misericordia di Dio e ci aiuta ad andare avanti, a vivere meglio, a rispondere alla volont\u00e0 del Signore.<\/p>\n<p>21. Per aiutarci a comprendere il valore di un approccio<b>\u00a0<\/b>maggiormente pastorale alle benedizioni, Papa Francesco ci ha sollecitato a contemplare, con atteggiamento di fede e paterna misericordia, il fatto che \u00abquando si chiede una benedizione, si sta esprimendo una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio, una fiducia in un Padre che pu\u00f2 aiutarci a vivere meglio\u00bb.<a name=\"_ftnref12\"><\/a><sup>[12]\u00a0<\/sup>Questa richiesta deve essere, in ogni modo<b>,\u00a0<\/b>valorizzata, accompagnata e ricevuta con gratitudine. Le persone che vengono spontaneamente a chiedere una benedizione mostrano con questa richiesta la loro sincera apertura alla trascendenza, la fiducia del loro cuore che non confida solo nelle proprie forze, il loro bisogno di Dio e il desiderio di uscire dalle anguste misure di questo mondo chiuso nei suoi limiti.<\/p>\n<p>22. Come ci insegna santa Teresa di Ges\u00f9 Bambino, al di l\u00e0 di questa fiducia \u00abnon c\u2019\u00e8 un\u2019altra via da percorrere per essere condotti all\u2019Amore che tutto dona. Con la fiducia, la sorgente della grazia trabocca nella nostra vita [\u2026]. L\u2019atteggiamento pi\u00f9 adeguato \u00e8 riporre la fiducia del cuore fuori di noi stessi: nell\u2019infinita misericordia di un Dio che ama senza limiti [\u2026]. Il peccato del mondo \u00e8 immenso, ma non \u00e8 infinito. Invece, l\u2019amore misericordioso del Redentore, questo s\u00ec, \u00e8 infinito\u00bb.<a name=\"_ftnref13\"><\/a><sup>[13]<\/sup><\/p>\n<p>23. Quando queste espressioni di fede vengono considerate al di fuori di un quadro liturgico, ci si trova in un ambito di maggiore spontaneit\u00e0 e libert\u00e0, ma \u00abla facoltativit\u00e0 dei pii esercizi non deve quindi significare scarsa considerazione n\u00e9 disprezzo di essi. La via da seguire \u00e8 quella di valorizzare correttamente e sapientemente le non poche ricchezze della piet\u00e0 popolare, le potenzialit\u00e0 che possiede\u00bb.<a name=\"_ftnref14\"><\/a><sup>[14]<\/sup>\u00a0Le benedizioni diventano cos\u00ec una risorsa pastorale da valorizzare piuttosto che un rischio o un problema.<\/p>\n<p>24. Considerate dal punto di vista della pastorale popolare, le benedizioni vanno valutate come atti di devozione che \u00abtrovano il loro spazio al di fuori della celebrazione dell\u2019Eucaristia e degli altri sacramenti [\u2026]. Il linguaggio, il ritmo, l\u2019andamento, gli accenti teologici della piet\u00e0 popolare si differenziano dai corrispondenti delle azioni liturgiche\u00bb. Per la stessa ragione \u00absi eviti di apportare modalit\u00e0 di \u201ccelebrazione liturgica\u201d ai pii esercizi, che debbono conservare il loro stile, la loro semplicit\u00e0, il proprio linguaggio\u00bb.<a name=\"_ftnref15\"><\/a><sup>[15]<\/sup><\/p>\n<p>25. La Chiesa, inoltre, deve rifuggire dall\u2019appoggiare la sua prassi pastorale alla fissit\u00e0 di alcuni schemi dottrinali o disciplinari, soprattutto quando danno \u00abluogo ad un elitarismo narcisista e autoritario, dove invece di evangelizzare si analizzano e si classificano gli altri, e invece di facilitare l\u2019accesso alla grazia si consumano le energie nel controllare\u00bb.<a name=\"_ftnref16\"><\/a><sup>[16]<\/sup>\u00a0Perci\u00f2, quando le persone invocano una benedizione non dovrebbe essere posta un\u2019esaustiva analisi morale come precondizione per poterla conferire. Non si deve richiedere loro una previa perfezione morale.<\/p>\n<p>26. In questa prospettiva, le\u00a0<i>Respuestas\u00a0<\/i>del Santo Padre aiutano ad approfondire meglio, dal punto di vista pastorale, il pronunciamento formulato dall\u2019allora Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2021, poich\u00e9 invitano di fatto ad un discernimento in relazione alla possibilit\u00e0 di \u00abforme di benedizione, richieste da una o pi\u00f9 persone, che non trasmettano una concezione errata del matrimonio\u00bb<a name=\"_ftnref17\"><\/a><sup>[17]<\/sup>\u00a0e che pure tengano conto del fatto che in situazioni moralmente inaccettabili dal punto di vista oggettivo, \u00abla carit\u00e0 pastorale ci impone di non trattare semplicemente come \u201cpeccatori\u201d altre persone la cui colpa o responsabilit\u00e0 possono essere attenuate da vari fattori che influiscono sulla imputabilit\u00e0 soggettiva\u00bb.<a name=\"_ftnref18\"><\/a><sup>[18]<\/sup><\/p>\n<p>27. Nella catechesi citata all\u2019inizio di questa Dichiarazione, Papa Francesco ha proposto una descrizione di questo tipo di benedizioni che si offrono a tutti, senza chiedere nulla. Vale la pena leggere con cuore aperto queste parole che ci aiutano a cogliere il senso pastorale delle benedizioni offerte senza condizioni: \u00ab\u00c8 Dio che benedice. Nelle prime pagine della Bibbia \u00e8 un continuo ripetersi di benedizioni. Dio benedice, ma anche gli uomini benedicono, e presto si scopre che la benedizione possiede una forza speciale, che accompagna per tutta la vita chi la riceve, e dispone il cuore dell\u2019uomo a lasciarsi cambiare da Dio [\u2026]. Cos\u00ec noi per Dio siamo pi\u00f9 importanti di tutti i peccati che noi possiamo fare, perch\u00e9 Lui \u00e8 padre, \u00e8 madre, \u00e8 amore puro, Lui ci ha benedetto per sempre. E non smetter\u00e0 mai di benedirci. Un\u2019esperienza forte \u00e8 quella di leggere questi testi biblici di benedizione in un carcere, o in una comunit\u00e0 di recupero. Far sentire a quelle persone che rimangono benedette nonostante i loro gravi errori, che il Padre celeste continua a volere il loro bene e a sperare che si aprano finalmente al bene. Se perfino i loro parenti pi\u00f9 stretti, li hanno abbandonati, perch\u00e9 ormai li giudicano irrecuperabili, per Dio sono sempre figli\u00bb.<a name=\"_ftnref19\"><\/a><sup>[19]<\/sup><\/p>\n<p>28. Ci sono diverse occasioni nelle quali le persone si avvicinano spontaneamente a chiedere una benedizione, sia nei pellegrinaggi, nei santuari, ed anche per strada quando incontrano un sacerdote. A titolo esemplificativo, possiamo rinviare al libro liturgico\u00a0<i>De Benedictionibus<\/i>\u00a0che prevede una serie di riti di benedizione per le persone: anziani, malati, partecipanti alla catechesi o a un incontro di preghiera, pellegrini, coloro che intraprendono un cammino, gruppi e associazioni di volontari, ecc. Tali benedizioni sono rivolte a tutti, nessuno ne pu\u00f2 essere escluso. Nelle premesse del\u00a0<i>Rito di benedizione degli anziani<\/i>, ad esempio, si afferma che lo scopo della benedizione \u00ab\u00e8 quello di esprimere agli anziani una fraterna testimonianza di rispetto e di gratitudine, e di ringraziare insieme con loro il Signore per i benefici da lui ricevuti e per le buone azioni da essi compiute con il suo aiuto\u00bb.<a name=\"_ftnref20\"><\/a><sup>[20]<\/sup>\u00a0In questo caso l\u2019oggetto della benedizione \u00e8 la persona dell\u2019anziano, per la quale e con la quale si rende grazie a Dio per il bene da lui compiuto e per i benefici ricevuti. A nessuno si pu\u00f2 impedire questo rendimento di grazie e ciascuno, anche se vive in situazioni non ordinate al disegno del Creatore, possiede elementi positivi per i quali lodare il Signore.<\/p>\n<p>29. Dal punto di vista della dimensione ascendente, quando si prende coscienza dei doni del Signore e del suo amore incondizionato, anche in situazioni di peccato, particolarmente quando una preghiera trova ascolto, il cuore del credente innalza a Dio la sua lode e lo benedice. Questa forma di benedizione non \u00e8 preclusa ad alcuno. Tutti \u2013 singolarmente o in unione con altri \u2013 possono innalzare a Dio la loro lode e la loro gratitudine.<\/p>\n<p>30. Ma il senso popolare delle benedizioni include anche il valore della benedizione discendente. Se \u00abnon \u00e8 conveniente che una Diocesi, una Conferenza Episcopale o qualsiasi altra struttura ecclesiale attivino costantemente e ufficialmente procedure o riti per ogni genere di questioni\u00bb,<a name=\"_ftnref21\"><\/a><sup>[21]<\/sup>\u00a0la prudenza e la saggezza pastorale possono suggerire che, evitando forme gravi di scandalo o confusione fra ai fedeli, il ministro ordinato si unisca alla preghiera di quelle persone che, pur in una unione che in nessun modo pu\u00f2 essere paragonata al matrimonio, desiderano affidarsi al Signore e alla sua misericordia, invocare il suo aiuto, essere guidate a una maggiore comprensione del suo disegno di amore e verit\u00e0.<\/p>\n<p><b>III. Le benedizioni di coppie in situazioni irregolari e di coppie dello stesso sesso<\/b><\/p>\n<p>31. Nell\u2019orizzonte qui delineato si colloca la possibilit\u00e0 di benedizioni di coppie in situazioni irregolari e di coppie dello stesso sesso, la cui forma non deve trovare alcuna fissazione rituale da parte delle autorit\u00e0 ecclesiali, allo scopo di non produrre una confusione con la benedizione propria del sacramento del matrimonio. In questi casi, si impartisce una benedizione che non solo ha valore ascendente ma che \u00e8 anche l\u2019invocazione di una benedizione discendente da parte di Dio stesso su coloro che, riconoscendosi indigenti e bisognosi del suo aiuto, non rivendicano la legittimazione di un proprio\u00a0<i>status<\/i>, ma mendicano che tutto ci\u00f2 che di vero di buono e di umanamente valido \u00e8 presente nella loro vita e relazioni, sia investito, sanato ed elevato dalla presenza dello Spirito Santo. Queste forme di benedizione esprimono una supplica a Dio perch\u00e9 conceda quegli aiuti che provengono dagli impulsi del suo Spirito \u2013 che la teologia classica chiama \u201cgrazie attuali\u201d \u2013 affinch\u00e9 le umane relazioni possano maturare e crescere nella fedelt\u00e0 al messaggio del Vangelo, liberarsi dalle loro imperfezioni e fragilit\u00e0 ed esprimersi nella dimensione sempre pi\u00f9 grande dell\u2019amore divino.<\/p>\n<p>32. La grazia di Dio, infatti, opera nella vita di coloro che non si pretendono giusti ma si riconoscono umilmente peccatori come tutti. Essa \u00e8 in grado di orientare ogni cosa secondo i misteriosi ed imprevedibili disegni di Dio. Perci\u00f2, con instancabile sapienza e maternit\u00e0, la Chiesa accoglie tutti coloro che si avvicinano a Dio con cuore umile, accompagnandoli con quegli aiuti spirituali che consentono a tutti di comprendere e realizzare pienamente la volont\u00e0 di Dio nella loro esistenza.<a name=\"_ftnref22\"><\/a><sup>[22]<\/sup><\/p>\n<p>33. \u00c8 questa una benedizione che, bench\u00e9 non inserita in un rito liturgico,<a name=\"_ftnref23\"><\/a><sup>[23]<\/sup>\u00a0unisce la preghiera di intercessione all\u2019invocazione dell\u2019aiuto di Dio di coloro che si rivolgono umilmente a lui. Dio non allontana mai nessuno che si avvicini a lui! In fondo, la benedizione offre alle persone un mezzo per accrescere la loro fiducia in Dio. La richiesta di una benedizione esprime ed alimenta l\u2019apertura alla trascendenza, la piet\u00e0, la vicinanza a Dio in mille circostanze concrete della vita, e questo non \u00e8 cosa da poco nel mondo in cui viviamo. \u00c8 un seme dello Spirito Santo che va curato, non ostacolato.<\/p>\n<p>34. La stessa liturgia della Chiesa ci invita a quest\u2019atteggiamento fiducioso, anche in mezzo ai nostri peccati, mancanze di merito, debolezze e confusioni, come testimonia questa bellissima orazione colletta presa dal Messale Romano: \u00abDio onnipotente ed eterno, che esaudisci le preghiere del tuo popolo oltre ogni desiderio e ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ci\u00f2 che la coscienza teme e aggiungi ci\u00f2 che la preghiera non osa sperare\u00bb (XXVII\u00a0<i>Domenica<\/i>\u00a0del Tempo Ordinario). Quante volte, infatti, attraverso una semplice benedizione del pastore, che in questo gesto non pretende di sancire n\u00e9 di legittimare nulla, le persone possono sperimentare la vicinanza del Padre \u201cogni oltre desiderio e ogni merito\u201d.<\/p>\n<p>35. Perci\u00f2, la sensibilit\u00e0 pastorale dei ministri ordinati dovrebbe essere educata anche ad eseguire spontaneamente benedizioni che non si trovano nel Benedizionale.<\/p>\n<p>36. In tal senso, \u00e8 essenziale cogliere la preoccupazione del Papa, affinch\u00e9 queste benedizioni non ritualizzate non cessino di essere un semplice gesto che fornisce un mezzo efficace per accrescere la fiducia in Dio da parte delle persone che la chiedono, evitando che diventino un atto liturgico o semi-liturgico, simile a un sacramento. Ci\u00f2 costituirebbe un grave impoverimento, perch\u00e9 sottoporrebbe un gesto di grande valore nella piet\u00e0 popolare ad un controllo eccessivo, che priverebbe i ministri della libert\u00e0 e della spontaneit\u00e0 nell\u2019accompagnamento pastorale della vita delle persone.<\/p>\n<p>37. A tal proposito, vengono alla mente le seguenti parole, in parte gi\u00e0 citate, del Santo Padre: \u00abLe decisioni che, in determinate circostanze, possono far parte della prudenza pastorale non devono necessariamente diventare una norma. Cio\u00e8, non \u00e8 conveniente che una Diocesi, una Conferenza Episcopale o qualsiasi altra struttura ecclesiale attivino costantemente e ufficialmente procedure o riti per ogni genere di questioni [\u2026]. Il Diritto Canonico non deve e non pu\u00f2 coprire tutto, n\u00e9 le Conferenze Episcopali devono pretendere di farlo con i loro vari documenti e protocolli, perch\u00e9 la vita della Chiesa passa attraverso molti canali, oltre a quelli normativi\u00bb.<a name=\"_ftnref24\"><\/a><sup>[24]\u00a0<\/sup>Cos\u00ec Papa Francesco ha ricordato che tutto \u00abci\u00f2 che fa parte di un discernimento pratico in una situazione particolare non pu\u00f2 essere elevato alla categoria di norma\u00bb, perch\u00e9 ci\u00f2 \u00abdarebbe luogo a una casistica insopportabile\u00bb.<a name=\"_ftnref25\"><\/a><sup>[25]<\/sup><\/p>\n<p>38. Per questa ragione non si deve n\u00e9 promuovere n\u00e9 prevedere un rituale per le benedizioni di coppie in una situazione irregolare, ma non si deve neppure impedire o proibire la vicinanza della Chiesa ad ogni situazione in cui si chieda l\u2019aiuto di Dio attraverso una semplice benedizione. Nella breve preghiera che pu\u00f2 precedere questa benedizione spontanea, il ministro ordinato potrebbe chiedere per costoro la pace, la salute, uno spirito di pazienza, dialogo ed aiuto vicendevole, ma anche la luce e la forza di Dio per poter compiere pienamente la sua volont\u00e0.<\/p>\n<p>39. Ad ogni modo, proprio per evitare qualsiasi forma di confusione o di scandalo, quando la preghiera di benedizione, bench\u00e9 espressa al di fuori dei riti previsti dai libri liturgici, sia chiesta da una coppia in una situazione irregolare, questa benedizione mai verr\u00e0 svolta contestualmente ai riti civili di unione e nemmeno in relazione a essi. Neanche con degli abiti, gesti o parole propri di un matrimonio. Lo stesso vale quando la benedizione \u00e8 richiesta da una coppia dello stesso sesso.<\/p>\n<p>40. Tale benedizione pu\u00f2 invece trovare la sua collocazione in altri contesti, quali la visita a un santuario, l\u2019incontro con un sacerdote, la preghiera recitata in un gruppo o durante un pellegrinaggio. Infatti, attraverso queste benedizioni che vengono impartite non attraverso le forme rituali proprie della liturgia, bens\u00ec come espressione del cuore materno della Chiesa, analoghe a quelle che promanano in fondo dalle viscere della piet\u00e0 popolare, non si intende legittimare nulla ma soltanto aprire la propria vita a Dio, chiedere il suo aiuto per vivere meglio, ed anche invocare lo Spirito Santo perch\u00e9 i valori del Vangelo possano essere vissuti con maggiore fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>41. Quanto detto nella presente Dichiarazione a proposito delle benedizioni di coppie dello stesso sesso, \u00e8 sufficiente ad orientare il prudente e paterno discernimento dei ministri ordinati a tal proposito. Oltre alle indicazioni di cui sopra, non si debbono dunque aspettare altre risposte su eventuali modalit\u00e0 per normare dettagli o aspetti pratici riguardo a benedizioni di questo tipo.<a name=\"_ftnref26\"><\/a><sup>[26]<\/sup><\/p>\n<p><b>IV. La Chiesa \u00e8 il sacramento dell\u2019amore infinito di Dio<\/b><\/p>\n<p>42. La Chiesa continua a innalzare quelle preghiere e suppliche che Cristo stesso, con forti grida e lacrime, offr\u00ec nei giorni della sua vita terrena (cfr.\u00a0<i>Eb<\/i>\u00a05, 7) e che proprio per questo godono di una efficacia particolare. In questo modo, \u00abnon solo con la carit\u00e0, con l\u2019esempio e con le opere di penitenza, ma anche con l\u2019orazione la comunit\u00e0 ecclesiale esercita la sua funzione materna di portare le anime a Cristo\u00bb.<a name=\"_ftnref27\"><\/a><sup>[27]<\/sup><\/p>\n<p>43. La Chiesa \u00e8 cos\u00ec il sacramento dell\u2019amore infinito di Dio. Perci\u00f2, anche quando il rapporto con Dio \u00e8 offuscato dal peccato, si pu\u00f2 sempre chiedere una benedizione, tendendo la mano a lui, come fece Pietro nella tempesta quando grid\u00f2 a Ges\u00f9: \u00abSignore, salvami!\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a014, 30). Desiderare e ricevere una benedizione pu\u00f2 essere il bene possibile in alcune situazioni. Papa Francesco ci ricorda che \u00abun piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, pu\u00f2 essere pi\u00f9 gradito a Dio della vita esteriormente corretta di chi attraversa le sue giornate senza affrontare importanti difficolt\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref28\"><\/a><sup>[28]<\/sup>\u00a0In questo modo, \u00abci\u00f2 che risplende \u00e8\u00a0<i>la bellezza dell\u2019amore salvifico di Dio manifestato in Ges\u00f9 Cristo morto e risorto<\/i>\u00bb.<a name=\"_ftnref29\"><\/a><sup>[29]<\/sup><\/p>\n<p>44. Qualsiasi benedizione sar\u00e0 l\u2019occasione per un rinnovato annuncio del\u00a0<i>kerygma<\/i>, un invito ad avvicinarsi sempre di pi\u00f9 all\u2019amore di Cristo. Papa Benedetto XVI insegnava: \u00abCome Maria, la Chiesa \u00e8 mediatrice della benedizione di Dio per il mondo: la riceve accogliendo Ges\u00f9 e la trasmette portando Ges\u00f9. \u00c8 Lui la misericordia e la pace che il mondo da s\u00e9 non pu\u00f2 darsi e di cui ha bisogno sempre, come e pi\u00f9 del pane\u00bb.<a name=\"_ftnref30\"><\/a><sup>[30]<\/sup><\/p>\n<p>45. Tenuto conto di quanto sopra affermato, seguendo l\u2019insegnamento autorevole del Santo Padre Francesco, questo Dicastero intende infine ricordare che \u00abquesta \u00e8 la radice della mitezza cristiana, la capacit\u00e0 di sentirsi benedetti e la capacit\u00e0 di benedire [\u2026]. Questo mondo ha bisogno di benedizione e noi possiamo dare la benedizione e ricevere la benedizione. Il Padre ci ama, e a noi resta solo la gioia di benedirlo e la gioia di ringraziarlo, e di imparare da Lui a benedire\u00bb.<a name=\"_ftnref31\"><\/a><sup>[31]<\/sup>\u00a0Cos\u00ec ogni fratello ed ogni sorella potranno sentirsi nella Chiesa sempre pellegrini, sempre mendicanti, sempre amati e, malgrado tutto, sempre benedetti.<\/p>\n<p>V\u00edctor Manuel Card. FERN\u00c1NDEZ<\/p>\n<p><i>Prefetto<\/i><\/p>\n<p>Mons. Armando MATTEO<\/p>\n<p><i>Segretario per la Sezione Dottrinale<\/i><\/p>\n<p>Ex Audientia Die 18 dicembre 2023<\/p>\n<p>Francesco<\/p>\n<p>____________________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a><sup>[1]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Catechesi sulla preghiera: la benedizione<\/i>\u00a0(2 dicembre 2020),\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 2 dicembre 2020, p. 8.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a><sup>[2]<\/sup>\u00a0Cfr. Congregatio pro Doctrina Fidei, \u00ab<i>Responsum\u00bb ad \u00abdubium\u00bb de benedictione unionem personarum eiusdem sexus\u00a0<\/i>et<i>\u00a0Nota esplicativa<\/i>,\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0113 (2021), 431-434.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a><sup>[3]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. Ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium\u00a0<\/i>(24 novembre 2013), n. 42,\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1037-1038.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a><sup>[4]<\/sup>\u00a0Cfr. Francesco,\u00a0<i>Respuestas a los\u00a0<\/i>Dubia<i>\u00a0propuestos por dos Cardenales\u00a0<\/i>(11 luglio 2023).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a><sup>[5]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem,\u00a0<\/i>ad dubium 2, c.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a><sup>[6]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem,<\/i>\u00a0ad dubium 2, a.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a><sup>[7]<\/sup>\u00a0Cfr. Rituale Romanum\u00a0<i>ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Ioannis Pauli PP. II promulgatum<\/i>,\u00a0<i>De Benedictionibus<\/i>,\u00a0<i>Editio typica<\/i>,\u00a0<i>Praenotanda<\/i>, Typis Polyglottis Vaticanis, Civitate Vaticana 1985, n. 12.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a><sup>[8]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem,<\/i>\u00a0n. 11: \u00abQuo autem clarius hoc pateat, antiqua ex traditione, formulae benedictionum eo spectant ut imprimis Deum pro eius donis glorificent eiusque impetrent beneficia atque maligni potestatem in mundo compescant\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a><sup>[9]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem,<\/i>\u00a0n. 15: \u00abQuare illi qui benedictionem Dei per Ecclesiam expostulant, dispositiones suas ea fide confirment, cui omnia sunt possibilia; spe innitantur, quae non confundit; caritate praesertim vivificentur, quae mandata Dei servanda urget\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a><sup>[10]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem,<\/i>\u00a0n. 13: \u00abSemper ergo et ubique occasio praebetur Deum per Christum in Spiritu Sancto laudandi, invocandi eique gratias reddendi, dummodo agatur de rebus, locis, vel adiunctis quae normae vel spiritui Evangelii non contradicant\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn11\"><\/a><sup>[11]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Respuestas a los\u00a0<\/i>Dubia<i>\u00a0propuestos por dos Cardenales<\/i>, ad dubium 2, d.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a><sup>[12]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem,\u00a0<\/i>ad dubium 2, e.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a><sup>[13]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. Ap.\u00a0<i>C\u2019est la confiance<\/i>\u00a0(15 ottobre 2023), nn. 2, 20, 29.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a><sup>[14]<\/sup>\u00a0Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti,\u00a0<i>Direttorio su piet\u00e0 popolare e liturgia. Principi e orientamenti<\/i>, Libreria Editrice Vaticana, Citt\u00e0 del Vaticano 2002, n. 12.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn15\"><\/a><sup>[15]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem,<\/i>\u00a0n. 13.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn16\"><\/a><sup>[16]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. Ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium\u00a0<\/i>(24 novembre 2013), n. 94,\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1060.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn17\"><\/a><sup>[17]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Respuestas a los\u00a0<\/i>Dubia<i>\u00a0propuestos por dos Cardenales<\/i>, ad dubium 2, e.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn18\"><\/a><sup>[18]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem,\u00a0<\/i>ad dubium 2, f.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn19\"><\/a><sup>[19]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Catechesi sulla preghiera: la benedizione<\/i>\u00a0(2 dicembre 2020),\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 2 dicembre 2020, p. 8.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn20\"><\/a><sup>[20]<\/sup>\u00a0<i>De Benedictionibus<\/i>, n. 258: \u00abHaec benedictio ad hoc tendit ut ipsi senes a fratribus testimonium accipiant reverentiae grataeque mentis, dum simul cum ipsis Domino gratias reddimus pro beneficiis ab eo acceptis et pro bonis operibus eo adiuvante peractis\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn21\"><\/a><sup>[21]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Respuestas a los\u00a0<\/i>Dubia<i>\u00a0propuestos por dos Cardenales<\/i>, ad dubium 2, g.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn22\"><\/a><sup>[22]<\/sup>\u00a0Cfr. Francesco, Esort. Ap. post-sinodale\u00a0<i>Amoris laetitia\u00a0<\/i>(19 marzo 2016), n. 250,\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0108 (2016), 412-413.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn23\"><\/a><sup>[23]<\/sup>\u00a0Cfr. Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti,\u00a0<i>Direttorio su piet\u00e0 popolare e liturgia<\/i>, n. 13: \u00abLa differenza oggettiva tra i pii esercizi e le pratiche di devozione rispetto alla Liturgia deve trovare visibilit\u00e0 nell\u2019espressione cultuale\u00a0<sup>[\u2026]\u00a0<\/sup>gli atti di piet\u00e0 e di devozione trovano il loro spazio al di fuori della celebrazione dell\u2019Eucaristia e degli altri sacramenti\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn24\"><\/a><sup>[24]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Respuestas a los\u00a0<\/i>Dubia<i>\u00a0propuestos por dos Cardenales<\/i>, ad dubium 2, g.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn25\"><\/a><sup>[25]\u00a0<\/sup>Francesco, Esort. Ap. post-sinodale\u00a0<i>Amoris laetitia\u00a0<\/i>(19 marzo 2016), n. 304,\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0108 (2016), 436.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn26\"><\/a><sup>[26]<\/sup>\u00a0Cfr.\u00a0<i>ibidem<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn27\"><\/a><sup>[27]<\/sup>\u00a0Officium Divinum\u00a0<i>ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP. VI promulgatum<\/i>,\u00a0<i>Liturgia Horarum iuxta Ritum Romanum, Institutio Generalis de Liturgia Horarum<\/i>, Editio typica altera, Libreria Editrice Vaticana, Citt\u00e0 del Vaticano 1985, n. 17: \u00abItaque non tantum caritate, exemplo et paenitentiae operibus, sed etiam oratione ecclesialis communitas verum erga animas ad Christum adducendas maternum munus exercet\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn28\"><\/a><sup>[28]<\/sup>\u00a0Francesco, Esort. Ap.\u00a0<i>Evangelii Gaudium\u00a0<\/i>(24 novembre 2013), n. 44,\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1038-1039.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn29\"><\/a><sup>[29]<\/sup>\u00a0<i>Ibidem<\/i>, n. 36,\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1035.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn30\"><\/a><sup>[30]<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<i>Omelia della\u00a0<\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/news_services\/liturgy\/libretti\/2012\/20120101.pdf\"><i>Santa Messa nella Solennit\u00e0 di Maria SS.ma Madre di Dio. XLV Giornata mondiale della Pace,<\/i>\u00a0<\/a>Basilica Vaticana (1\u00b0 gennaio 201<i>2), Insegnamenti VIII, 1 (2012), 3.<\/i><\/p>\n<p><a name=\"_ftn31\"><\/a><sup>[31]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Catechesi sulla preghiera: la benedizione<\/i>\u00a0(2 dicembre 2020),\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 2 dicembre 2020, p. 8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul significato pastorale delle benedizioni<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":90627,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[101,105],"tags":[401],"class_list":["post-90652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","category-documenti-vaticano-completi","tag-papa-francisco-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Fiducia supplicans &#8211; 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