{"id":90395,"date":"2023-12-14T23:02:25","date_gmt":"2023-12-14T22:02:25","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=90395"},"modified":"2023-12-14T23:02:25","modified_gmt":"2023-12-14T22:02:25","slug":"lintelligenza-artificiale-e-unarma-a-doppio-taglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lintelligenza-artificiale-e-unarma-a-doppio-taglio\/","title":{"rendered":"L\u2019intelligenza artificiale \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio"},"content":{"rendered":"<p data-sourcepos=\"1:1-1:425\">Nel suo Messaggio per la 57\u00aa Giornata Mondiale della Pace, Papa Francesco pone la questione dell&#8217;intelligenza artificiale (IA) come una sfida urgente per l&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;IA, dice il Papa, ha il potenziale di essere uno strumento potente per il bene, ma pu\u00f2 anche essere utilizzata per il male. Pertanto, \u00e8 importante che la sviluppiamo e la utilizziamo in modo responsabile, tenendo conto dei valori umani e del bene comune.<\/p>\n<p data-sourcepos=\"3:1-3:463\">Papa Francesco sottolinea che l&#8217;IA pu\u00f2 essere utilizzata per promuovere la pace e la giustizia in diverse aree, come l&#8217;educazione, la salute, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile. Ad esempio, l&#8217;IA pu\u00f2 essere utilizzata per creare nuovi metodi di insegnamento che siano pi\u00f9 personalizzati ed efficaci, per sviluppare nuovi trattamenti medici che siano pi\u00f9 efficaci e accessibili, per migliorare la sicurezza pubblica e per promuovere lo sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p data-sourcepos=\"5:1-5:288\">Tuttavia, Papa Francesco avverte anche che l&#8217;IA pu\u00f2 essere utilizzata per promuovere la guerra e la violenza. Ad esempio, l&#8217;IA pu\u00f2 essere utilizzata per sviluppare nuove armi autonome che possano uccidere senza intervento umano, o per manipolare le informazioni e l&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p>Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio del Santo Padre Francesco per la 57<sup>ma<\/sup>\u00a0Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1\u00b0 gennaio 2024 sul tema \u201cIntelligenza artificiale e pace\u201d:<\/p>\n<p><a name=\"it\"><\/a><b><u>Messaggio del Santo Padre<\/u><\/b><\/p>\n<p><b><i>Intelligenza artificiale e pace<\/i><\/b><\/p>\n<p>All\u2019inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della societ\u00e0 civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace.<\/p>\n<p>1.\u00a0<i>Il progresso della scienza e della tecnologia come via verso la pace<\/i><\/p>\n<p>La Sacra Scrittura attesta che Dio ha donato agli uomini il suo Spirito affinch\u00e9 abbiano \u00absaggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro\u00bb (<i>Es<\/i>\u00a035,31). L\u2019intelligenza \u00e8 espressione della dignit\u00e0 donataci dal Creatore, che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza (cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a01,26) e ci ha messo in grado di rispondere al suo amore attraverso la libert\u00e0 e la conoscenza. La scienza e la tecnologia manifestano in modo particolare tale qualit\u00e0 fondamentalmente relazionale dell\u2019intelligenza umana: sono prodotti straordinari del suo potenziale creativo.<\/p>\n<p>Nella Costituzione Pastorale\u00a0<i>Gaudium et spes<\/i>, il Concilio Vaticano II ha ribadito questa verit\u00e0, dichiarando che \u00abcol suo lavoro e col suo ingegno l\u2019uomo ha cercato sempre di sviluppare la propria vita\u00bb<a name=\"_ftnref1\"><\/a><sup>[1]<\/sup>. Quando gli esseri umani, \u00abcon l\u2019aiuto della tecnica\u00bb, si sforzano affinch\u00e8 la terra \u00abdiventi una dimora degna di tutta la famiglia umana\u00bb<a name=\"_ftnref2\"><\/a><sup>[2]<\/sup>, agiscono secondo il disegno di Dio e cooperano con la sua volont\u00e0 di portare a compimento la creazione e di diffondere la pace tra i popoli. Anche il progresso della scienza e della tecnica, nella misura in cui contribuisce a un migliore ordine della societ\u00e0 umana, ad accrescere la libert\u00e0 e la comunione fraterna, porta dunque al miglioramento dell\u2019uomo e<b>\u00a0<\/b>alla trasformazione del mondo.<\/p>\n<p>Giustamente ci rallegriamo e siamo riconoscenti per le straordinarie conquiste della scienza e della tecnologia, grazie alle quali si \u00e8 posto rimedio a innumerevoli mali che affliggevano la vita umana e causavano grandi sofferenze. Allo stesso tempo, i progressi tecnico-scientifici, rendendo possibile l\u2019esercizio di un controllo finora inedito sulla realt\u00e0, stanno mettendo nelle mani dell\u2019uomo una vasta gamma di possibilit\u00e0, alcune delle quali possono rappresentare un rischio per la sopravvivenza e un pericolo per la casa comune<a name=\"_ftnref3\"><\/a><sup>[3]<\/sup>.<\/p>\n<p>I notevoli progressi delle nuove tecnologie dell\u2019informazione, specialmente nella sfera digitale, presentano dunque entusiasmanti opportunit\u00e0 e gravi rischi, con serie implicazioni per il perseguimento della giustizia e dell\u2019armonia tra i popoli. \u00c8 pertanto necessario porsi alcune domande urgenti. Quali saranno le conseguenze, a medio e a lungo termine, delle nuove tecnologie digitali? E quale impatto avranno sulla vita degli individui e della societ\u00e0, sulla stabilit\u00e0 internazionale e sulla pace?<\/p>\n<p>2.\u00a0<i>Il futuro dell\u2019intelligenza artificiale tra promesse e rischi<\/i><\/p>\n<p>I progressi dell\u2019informatica e lo sviluppo delle tecnologie digitali negli ultimi decenni hanno gi\u00e0 iniziato a produrre profonde trasformazioni nella societ\u00e0 globale e nelle sue dinamiche. I nuovi strumenti digitali stanno cambiando il volto delle comunicazioni, della pubblica amministrazione, dell\u2019istruzione, dei consumi, delle interazioni personali e di innumerevoli altri aspetti della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Inoltre, le tecnologie che impiegano una molteplicit\u00e0 di algoritmi possono estrarre, dalle tracce digitali lasciate su\u00a0<i>internet<\/i>, dati che consentono di controllare le abitudini mentali e relazionali delle persone a fini commerciali o politici, spesso a loro insaputa, limitandone il consapevole esercizio della libert\u00e0 di scelta. Infatti, in uno spazio come il\u00a0<i>web<\/i>, caratterizzato da un sovraccarico di informazioni, possono strutturare il flusso di dati secondo criteri di selezione non sempre percepiti dall\u2019utente.<\/p>\n<p>Dobbiamo ricordare che la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche non sono disincarnate dalla realt\u00e0 e \u00abneutrali\u00bb<a name=\"_ftnref4\"><\/a><sup>[4]<\/sup>, ma soggette alle influenze culturali. In quanto attivit\u00e0 pienamente umane, le direzioni che prendono riflettono scelte condizionate dai valori personali, sociali e culturali di ogni epoca. Dicasi lo stesso per i risultati che conseguono: essi, proprio in quanto frutto di approcci specificamente umani al mondo circostante, hanno sempre una dimensione etica, strettamente legata alle decisioni di chi progetta la sperimentazione e indirizza la produzione verso particolari obiettivi.<\/p>\n<p>Questo vale anche per le forme di intelligenza artificiale. Di essa, ad oggi, non esiste una definizione univoca nel mondo della scienza e della tecnologia. Il termine stesso, ormai entrato nel linguaggio comune, abbraccia una variet\u00e0 di scienze, teorie e tecniche volte a far s\u00ec che le macchine riproducano o imitino, nel loro funzionamento, le capacit\u00e0 cognitive degli esseri umani. Parlare al plurale di \u201cforme di intelligenza\u201d pu\u00f2 aiutare a sottolineare soprattutto il divario incolmabile che esiste tra questi sistemi, per quanto sorprendenti e potenti, e la persona umana: essi sono, in ultima analisi, \u201cframmentari\u201d, nel senso che possono solo imitare o riprodurre alcune funzioni dell\u2019intelligenza umana. L\u2019uso del plurale evidenzia inoltre che questi dispositivi, molto diversi tra loro, vanno sempre considerati come \u201csistemi socio-tecnici\u201d. Infatti il loro impatto, al di l\u00e0 della tecnologia di base, dipende non solo dalla progettazione, ma anche dagli obiettivi e dagli interessi di chi li possiede e di chi li sviluppa, nonch\u00e9 dalle situazioni in cui vengono impiegati.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza artificiale, quindi, deve essere intesa come una galassia di realt\u00e0 diverse e non possiamo presumere a priori che il suo sviluppo apporti un contributo benefico al futuro dell\u2019umanit\u00e0 e alla pace tra i popoli. Tale risultato positivo sar\u00e0 possibile solo se ci dimostreremo capaci di agire in modo responsabile e di rispettare valori umani fondamentali come \u00abl\u2019inclusione, la trasparenza, la sicurezza, l\u2019equit\u00e0, la riservatezza e l\u2019affidabilit\u00e0\u00bb<a name=\"_ftnref5\"><\/a><sup>[5]<\/sup>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 sufficiente nemmeno presumere, da parte di chi progetta algoritmi e tecnologie digitali, un impegno ad agire in modo etico e responsabile. Occorre rafforzare o, se necessario, istituire organismi incaricati di esaminare le questioni etiche emergenti e di tutelare i diritti di quanti utilizzano forme di intelligenza artificiale o ne sono influenzati<a name=\"_ftnref6\"><\/a><sup>[6]<\/sup>.<\/p>\n<p>L\u2019immensa espansione della tecnologia deve quindi essere accompagnata da un\u2019adeguata formazione alla responsabilit\u00e0 per il suo sviluppo. La libert\u00e0 e la convivenza pacifica sono minacciate quando gli esseri umani cedono alla tentazione dell\u2019egoismo, dell\u2019interesse personale, della brama di profitto e della sete di potere. Abbiamo perci\u00f2 il dovere di allargare lo sguardo e di orientare la ricerca tecnico-scientifica al perseguimento della pace e del bene comune, al servizio dello sviluppo integrale dell\u2019uomo e della comunit\u00e0<a name=\"_ftnref7\"><\/a><sup>[7]<\/sup>.<\/p>\n<p>La dignit\u00e0 intrinseca di ogni persona e la fraternit\u00e0 che ci lega come membri dell\u2019unica famiglia umana devono stare alla base dello sviluppo di nuove tecnologie e servire come criteri indiscutibili per valutarle prima del loro impiego, in modo che il progresso digitale possa avvenire nel rispetto della giustizia e contribuire alla causa della pace. Gli sviluppi tecnologici che non portano a un miglioramento della qualit\u00e0 di vita di tutta l\u2019umanit\u00e0, ma al contrario aggravano le disuguaglianze e i conflitti, non potranno mai essere considerati vero progresso<a name=\"_ftnref8\"><\/a><sup>[8]<\/sup>.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza artificiale diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 importante. Le sfide che pone sono tecniche, ma anche antropologiche, educative, sociali e politiche. Promette, ad esempio, un risparmio di fatiche, una produzione pi\u00f9 efficiente, trasporti pi\u00f9 agevoli e mercati pi\u00f9 dinamici, oltre a una rivoluzione nei processi di raccolta, organizzazione e verifica dei dati. Occorre essere consapevoli delle rapide trasformazioni in atto e gestirle in modo da salvaguardare i diritti umani fondamentali, rispettando le istituzioni e le leggi che promuovono lo sviluppo umano integrale. L\u2019intelligenza artificiale dovrebbe essere al servizio del migliore potenziale umano e delle nostre pi\u00f9 alte aspirazioni, non in competizione con essi.<\/p>\n<p>3.\u00a0<i>La tecnologia del futuro: macchine che imparano da sole<\/i><\/p>\n<p>Nelle sue molteplici forme l\u2019intelligenza artificiale, basata su tecniche di apprendimento automatico (<i>machine learning<\/i>), pur essendo ancora in fase pionieristica, sta gi\u00e0 introducendo notevoli cambiamenti nel tessuto delle societ\u00e0, esercitando una profonda influenza sulle culture, sui comportamenti sociali e sulla costruzione della pace.<\/p>\n<p>Sviluppi come il\u00a0<i>machine learning<\/i>\u00a0o come l\u2019apprendimento profondo (<i>deep learning<\/i>) sollevano questioni che trascendono gli ambiti della tecnologia e dell\u2019ingegneria e hanno a che fare con una comprensione strettamente connessa al significato della vita umana, ai processi basilari della conoscenza e alla capacit\u00e0 della mente di raggiungere la verit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019abilit\u00e0 di alcuni dispositivi nel produrre testi sintatticamente e semanticamente coerenti, ad esempio, non \u00e8 garanzia di affidabilit\u00e0. Si dice che possano \u201callucinare\u201d, cio\u00e8 generare affermazioni che a prima vista sembrano plausibili, ma che in realt\u00e0 sono infondate o tradiscono pregiudizi. Questo pone un serio problema quando l\u2019intelligenza artificiale viene impiegata in campagne di disinformazione che diffondono notizie false e portano a una crescente sfiducia nei confronti dei mezzi di comunicazione. La riservatezza, il possesso dei dati e la propriet\u00e0 intellettuale sono altri ambiti in cui le tecnologie in questione comportano gravi rischi, a cui si aggiungono ulteriori conseguenze negative legate a un loro uso improprio, come la discriminazione, l\u2019interferenza nei processi elettorali, il prendere piede di una societ\u00e0 che sorveglia e controlla le persone, l\u2019esclusione digitale e l\u2019inasprimento di un individualismo sempre pi\u00f9 scollegato dalla collettivit\u00e0. Tutti questi fattori rischiano di alimentare i conflitti e di ostacolare la pace.<\/p>\n<p>4.\u00a0<i>Il senso del limite nel paradigma tecnocratico<\/i><\/p>\n<p>Il nostro mondo \u00e8 troppo vasto, vario e complesso per essere completamente conosciuto e classificato. La mente umana non potr\u00e0 mai esaurirne la ricchezza, nemmeno con l\u2019aiuto degli algoritmi pi\u00f9 avanzati. Questi, infatti, non offrono previsioni garantite del futuro, ma solo approssimazioni statistiche. Non tutto pu\u00f2 essere pronosticato, non tutto pu\u00f2 essere calcolato; alla fine \u00abla realt\u00e0 \u00e8 superiore all\u2019idea\u00bb<a name=\"_ftnref9\"><\/a><sup>[9]<\/sup>\u00a0e, per quanto prodigiosa possa essere la nostra capacit\u00e0 di calcolo, ci sar\u00e0 sempre un residuo inaccessibile che sfugge a qualsiasi tentativo di misurazione.<\/p>\n<p>Inoltre, la grande quantit\u00e0 di dati analizzati dalle intelligenze artificiali non \u00e8 di per s\u00e9 garanzia di imparzialit\u00e0. Quando gli algoritmi estrapolano informazioni, corrono sempre il rischio di distorcerle, replicando le ingiustizie e i pregiudizi degli ambienti in cui esse hanno origine. Pi\u00f9 diventano veloci e complessi, pi\u00f9 \u00e8 difficile comprendere perch\u00e9 abbiano prodotto un determinato risultato.<\/p>\n<p>Le macchine \u201cintelligenti\u201d possono svolgere i compiti loro assegnati con sempre maggiore efficienza, ma lo scopo e il significato delle loro operazioni continueranno a essere determinati o abilitati da esseri umani in possesso di un proprio universo di valori. Il rischio \u00e8 che i criteri alla base di certe scelte diventino meno chiari, che la responsabilit\u00e0 decisionale venga nascosta e che i produttori possano sottrarsi all\u2019obbligo di agire per il bene della comunit\u00e0. In un certo senso, ci\u00f2 \u00e8 favorito dal sistema tecnocratico, che allea l\u2019economia con la tecnologia e privilegia il criterio dell\u2019efficienza, tendendo a ignorare tutto ci\u00f2 che non \u00e8 legato ai suoi interessi immediati<a name=\"_ftnref10\"><\/a><sup>[10]<\/sup>.<\/p>\n<p>Questo deve farci riflettere su un aspetto tanto spesso trascurato nella mentalit\u00e0 attuale, tecnocratica ed efficientista, quanto decisivo per lo sviluppo personale e sociale: il \u201csenso del limite\u201d. L\u2019essere umano, infatti, mortale per definizione, pensando di travalicare ogni limite in virt\u00f9 della tecnica, rischia, nell\u2019ossessione di voler controllare tutto, di perdere il controllo su s\u00e9 stesso; nella ricerca di una libert\u00e0 assoluta, di cadere nella spirale di una dittatura tecnologica. Riconoscere e accettare il proprio limite di creatura \u00e8 per l\u2019uomo condizione indispensabile per conseguire, o meglio, accogliere in dono la pienezza. Invece, nel contesto ideologico di un paradigma tecnocratico, animato da una prometeica presunzione di autosufficienza, le disuguaglianze potrebbero crescere a dismisura, e la conoscenza e la ricchezza accumularsi nelle mani di pochi, con gravi rischi per le societ\u00e0 democratiche e la coesistenza pacifica<a name=\"_ftnref11\"><\/a><sup>[11]<\/sup>.<\/p>\n<p>5.\u00a0<i>Temi scottanti per l\u2019etica<\/i><\/p>\n<p>In futuro, l\u2019affidabilit\u00e0 di chi richiede un mutuo, l\u2019idoneit\u00e0 di un individuo ad un lavoro, la possibilit\u00e0 di recidiva di un condannato o il diritto a ricevere asilo politico o assistenza sociale potrebbero essere determinati da sistemi di intelligenza artificiale. La mancanza di diversificati livelli di mediazione che questi sistemi introducono \u00e8 particolarmente esposta a forme di pregiudizio e discriminazione: gli errori sistemici possono facilmente moltiplicarsi, producendo non solo ingiustizie in singoli casi ma anche, per effetto domino, vere e proprie forme di disuguaglianza sociale.<\/p>\n<p>Talvolta, inoltre, le forme di intelligenza artificiale sembrano in grado di influenzare le decisioni degli individui attraverso opzioni predeterminate associate a stimoli e dissuasioni, oppure mediante sistemi di regolazione delle scelte personali basati sull\u2019organizzazione delle informazioni. Queste forme di manipolazione o di controllo sociale richiedono un\u2019attenzione e una supervisione accurate, e implicano una chiara responsabilit\u00e0 legale da parte dei produttori, di chi le impiega e delle autorit\u00e0 governative.<\/p>\n<p>L\u2019affidamento a processi automatici che categorizzano gli individui, ad esempio attraverso l\u2019uso pervasivo della vigilanza o l\u2019adozione di sistemi di credito sociale, potrebbe avere ripercussioni profonde anche sul tessuto civile, stabilendo improprie graduatorie tra i cittadini. E questi processi artificiali di classificazione potrebbero portare anche a conflitti di potere, non riguardando solo destinatari virtuali, ma persone in carne ed ossa. Il rispetto fondamentale per la dignit\u00e0 umana postula di rifiutare che l\u2019unicit\u00e0 della persona venga identificata con un insieme di dati. Non si deve permettere agli algoritmi di determinare il modo in cui intendiamo i diritti umani, di mettere da parte i valori essenziali della compassione, della misericordia e del perdono o di eliminare la possibilit\u00e0 che un individuo cambi e si lasci alle spalle il passato.<\/p>\n<p>In questo contesto non possiamo fare a meno di considerare l\u2019impatto delle nuove tecnologie<b>\u00a0<\/b>in ambito lavorativo: mansioni che un tempo erano appannaggio esclusivo della manodopera umana vengono rapidamente assorbite dalle applicazioni industriali dell\u2019intelligenza artificiale. Anche in questo caso, c\u2019\u00e8 il rischio sostanziale di un vantaggio sproporzionato per pochi a scapito dell\u2019impoverimento di molti. Il rispetto della dignit\u00e0 dei lavoratori e l\u2019importanza dell\u2019occupazione per il benessere economico delle persone, delle famiglie e delle societ\u00e0, la sicurezza degli impieghi e l\u2019equit\u00e0 dei salari dovrebbero costituire un\u2019alta priorit\u00e0 per la Comunit\u00e0 internazionale, mentre queste forme di tecnologia penetrano sempre pi\u00f9 profondamente nei luoghi di lavoro.<\/p>\n<p>6.<i>\u00a0Trasformeremo le spade in vomeri?<\/i><\/p>\n<p>In questi giorni, guardando il mondo che ci circonda, non si pu\u00f2 sfuggire alle gravi questioni etiche legate al settore degli armamenti. La possibilit\u00e0 di condurre operazioni militari attraverso sistemi di controllo remoto ha portato a una minore percezione della devastazione da essi causata e della responsabilit\u00e0 del loro utilizzo, contribuendo a un approccio ancora pi\u00f9 freddo e distaccato all\u2019immensa tragedia della guerra. La ricerca sulle tecnologie emergenti nel settore dei cosiddetti \u201csistemi d\u2019arma autonomi letali\u201d, incluso l\u2019utilizzo bellico dell\u2019intelligenza artificiale, \u00e8 un grave motivo di preoccupazione etica. I sistemi d\u2019arma autonomi non potranno mai essere soggetti moralmente responsabili: l\u2019esclusiva capacit\u00e0 umana di giudizio morale e di decisione etica \u00e8 pi\u00f9 di un complesso insieme di algoritmi, e tale capacit\u00e0 non pu\u00f2 essere ridotta alla programmazione di una macchina che, per quanto \u201cintelligente\u201d, rimane pur sempre una macchina. Per questo motivo, \u00e8 imperativo garantire una supervisione umana adeguata, significativa e coerente dei sistemi d\u2019arma.<\/p>\n<p>Non possiamo nemmeno ignorare la possibilit\u00e0 che armi sofisticate finiscano nelle mani sbagliate, facilitando, ad esempio, attacchi terroristici o interventi volti a destabilizzare istituzioni di governo legittime. Il mondo, insomma, non ha proprio bisogno che le nuove tecnologie contribuiscano all\u2019iniquo sviluppo del mercato e del commercio delle armi, promuovendo la follia della guerra. Cos\u00ec facendo, non solo l\u2019intelligenza, ma il cuore stesso dell\u2019uomo, correr\u00e0 il rischio di diventare sempre pi\u00f9 \u201cartificiale\u201d. Le pi\u00f9 avanzate applicazioni tecniche non vanno impiegate per agevolare la risoluzione violenta dei conflitti, ma per pavimentare le vie della pace.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica pi\u00f9 positiva, se l\u2019intelligenza artificiale fosse utilizzata per promuovere lo sviluppo umano integrale, potrebbe introdurre importanti innovazioni nell\u2019agricoltura, nell\u2019istruzione e nella cultura, un miglioramento del livello di vita di intere nazioni e popoli, la crescita della fraternit\u00e0 umana e dell\u2019amicizia sociale. In definitiva, il modo in cui la utilizziamo per includere gli ultimi, cio\u00e8 i fratelli e le sorelle pi\u00f9 deboli e bisognosi, \u00e8 la misura rivelatrice della nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Uno sguardo umano e il desiderio di un futuro migliore per il nostro mondo portano alla necessit\u00e0 di un dialogo interdisciplinare finalizzato a uno sviluppo etico degli algoritmi \u2013\u00a0<i>l\u2019algor-etica \u2013<\/i>, in cui siano i valori a orientare i percorsi delle nuove tecnologie<a name=\"_ftnref12\"><\/a><sup>[12]<\/sup>. Le questioni etiche dovrebbero essere tenute in considerazione fin dall\u2019inizio della ricerca, cos\u00ec come nelle fasi di sperimentazione, progettazione, produzione, distribuzione e commercializzazione. Questo \u00e8 l\u2019approccio dell\u2019etica della progettazione, in cui le istituzioni educative e i responsabili del processo decisionale hanno un ruolo essenziale da svolgere.<\/p>\n<p>7.\u00a0<i>Sfide per l\u2019educazione<\/i><\/p>\n<p>Lo sviluppo di una tecnologia che rispetti e serva la dignit\u00e0 umana ha chiare implicazioni per le istituzioni educative e per il mondo della cultura. Moltiplicando le possibilit\u00e0 di comunicazione, le tecnologie digitali hanno permesso di incontrarsi in modi nuovi. Tuttavia, rimane la necessit\u00e0 di una riflessione continua sul tipo di relazioni a cui ci stanno indirizzando. I giovani stanno crescendo in ambienti culturali pervasi dalla tecnologia e questo non pu\u00f2 non mettere in discussione i metodi di insegnamento e formazione.<\/p>\n<p>L\u2019educazione all\u2019uso di forme di intelligenza artificiale dovrebbe mirare soprattutto a promuovere il pensiero critico. \u00c8 necessario che gli utenti di ogni et\u00e0, ma soprattutto i giovani, sviluppino una capacit\u00e0 di discernimento nell\u2019uso di dati e contenuti raccolti sul\u00a0<i>web<\/i>\u00a0o prodotti da sistemi di intelligenza artificiale. Le scuole, le universit\u00e0 e le societ\u00e0 scientifiche sono chiamate ad aiutare gli studenti e i professionisti a fare propri gli aspetti sociali ed etici dello sviluppo e dell\u2019utilizzo della tecnologia.<\/p>\n<p>La formazione all\u2019uso dei nuovi strumenti di comunicazione dovrebbe tenere conto non solo della disinformazione, delle\u00a0<i>fake news<\/i>, ma anche dell\u2019inquietante recrudescenza di \u00abpaure ancestrali [&#8230;] che hanno saputo nascondersi e potenziarsi dietro nuove tecnologie\u00bb<a name=\"_ftnref13\"><\/a><sup>[13]<\/sup>. Purtroppo, ancora una volta ci troviamo a dover combattere \u201cla tentazione di fare una cultura dei muri, di alzare muri per impedire l\u2019incontro con altre culture, con altra gente\u201d<a name=\"_ftnref14\"><\/a><sup>[14]<\/sup>\u00a0e lo sviluppo di una coesistenza pacifica e fraterna.<\/p>\n<p>8.\u00a0<i>Sfide per lo sviluppo del diritto internazionale<\/i><\/p>\n<p>La portata globale dell\u2019intelligenza artificiale rende evidente che, accanto alla responsabilit\u00e0 degli Stati sovrani di disciplinarne l\u2019uso al proprio interno, le Organizzazioni internazionali possono svolgere un ruolo decisivo nel raggiungere accordi multilaterali e nel coordinarne l\u2019applicazione e l\u2019attuazione<a name=\"_ftnref15\"><\/a><sup>[15]<\/sup>. A tale proposito, esorto la Comunit\u00e0 delle nazioni a lavorare unita al fine di adottare un trattato internazionale vincolante, che regoli lo sviluppo e l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale nelle sue molteplici forme. L\u2019obiettivo della regolamentazione, naturalmente, non dovrebbe essere solo la prevenzione delle cattive pratiche, ma anche l\u2019incoraggiamento delle buone pratiche, stimolando approcci nuovi e creativi e facilitando iniziative personali e collettive<a name=\"_ftnref16\"><\/a><sup>[16]<\/sup>.<\/p>\n<p>In definitiva, nella ricerca di modelli normativi che possano fornire una guida etica agli sviluppatori di tecnologie digitali, \u00e8 indispensabile identificare i valori umani che dovrebbero essere alla base dell\u2019impegno delle societ\u00e0 per formulare, adottare e applicare necessari quadri legislativi. Il lavoro di redazione di linee guida etiche per la produzione di forme di intelligenza artificiale non pu\u00f2 prescindere dalla considerazione di questioni pi\u00f9 profonde riguardanti il significato dell\u2019esistenza umana, la tutela dei diritti umani fondamentali, il perseguimento della giustizia e della pace. Questo processo di discernimento etico e giuridico pu\u00f2 rivelarsi un\u2019occasione preziosa per una riflessione condivisa sul ruolo che la tecnologia dovrebbe avere nella nostra vita individuale e comunitaria e su come il suo utilizzo possa contribuire alla creazione di un mondo pi\u00f9 equo e umano. Per questo motivo, nei dibattiti sulla regolamentazione dell\u2019intelligenza artificiale, si dovrebbe tenere conto della voce di tutte le parti interessate, compresi i poveri, gli emarginati e altri che spesso rimangono inascoltati nei processi decisionali globali.<\/p>\n<p>* * * * *<\/p>\n<p>Spero che questa riflessione incoraggi a far s\u00ec che i progressi nello sviluppo di forme di intelligenza artificiale servano, in ultima analisi, la causa della fraternit\u00e0 umana e della pace. Non \u00e8 responsabilit\u00e0 di pochi, ma dell\u2019intera famiglia umana. La pace, infatti, \u00e8 il frutto di relazioni che riconoscono e accolgono l\u2019altro nella sua inalienabile dignit\u00e0, e di cooperazione e impegno nella ricerca dello sviluppo integrale di tutte le persone e di tutti i popoli.<\/p>\n<p>La mia preghiera all\u2019inizio del nuovo anno \u00e8 che il rapido sviluppo di forme di intelligenza artificiale non accresca le troppe disuguaglianze e ingiustizie gi\u00e0 presenti nel mondo, ma contribuisca a porre fine a guerre e conflitti, e ad alleviare molte forme di sofferenza che affliggono la famiglia umana. Possano i fedeli cristiani, i credenti di varie religioni e gli uomini e le donne di buona volont\u00e0 collaborare in armonia per cogliere le opportunit\u00e0 e affrontare le sfide poste dalla rivoluzione digitale, e consegnare alle generazioni future un mondo pi\u00f9 solidale, giusto e pacifico.<\/p>\n<p>Dal Vaticano, 8 dicembre 2023<\/p>\n<p>FRANCESCO<\/p>\n<p>__________________________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a><sup>[1]<\/sup>\u00a0N. 33.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a><sup>[2]<\/sup>\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 57.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a><sup>[3]<\/sup>\u00a0Cfr Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019\u00a0<\/i>(24 maggio 2015), 104.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a><sup>[4]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i>, 114.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a><sup>[5]<\/sup>\u00a0<i>Udienza ai partecipanti all\u2019Incontro \u201cMinerva Dialogues\u201d<\/i>\u00a0(27 marzo 2023).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a><sup>[6]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i><\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a><sup>[7]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/pont-messages\/2018\/documents\/papa-francesco_20180112_messaggio-davos2018.html\"><i>Messaggio al Presidente Esecutivo del \u201cWorld Economic Forum\u201d a Davos-Klosters<\/i><\/a>\u00a0(12 gennaio 2018).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a><sup>[8]<\/sup>\u00a0Cfr Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>, 194;\u00a0<i>Discorso ai partecipanti al Seminario \u201cIl bene comune nell\u2019era digitale\u201d<\/i>\u00a0(27 settembre 2019).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a><sup>[9]<\/sup>\u00a0Esort. ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium<\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 233.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a><sup>[10]<\/sup>\u00a0Cfr Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>, 54.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn11\"><\/a><sup>[11]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>Discorso ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita\u00a0<\/i>(28 febbraio 2020).<\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a><sup>[12]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i><\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a><sup>[13]<\/sup>\u00a0Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), 27.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a><sup>[14]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i><\/p>\n<p><a name=\"_ftn15\"><\/a><sup>[15]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i>, 170-175.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn16\"><\/a><sup>[16]<\/sup>\u00a0Cfr Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>, 177.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> Il Papa in suo messaggio: &#8220;Sta a noi usarlo nel bene o nel male&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":28348,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[67,117],"tags":[11639,452,2521,688],"class_list":["post-90395","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leone-xiv","category-messaggi","tag-bene","tag-intelligenza-artificiale","tag-male","tag-pace"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019intelligenza artificiale \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio &#8211; 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