{"id":85003,"date":"2023-10-04T17:36:55","date_gmt":"2023-10-04T15:36:55","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=85003"},"modified":"2023-10-04T17:36:55","modified_gmt":"2023-10-04T15:36:55","slug":"il-cambiamento-climatico-e-una-minaccia-esistenziale-per-lumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/il-cambiamento-climatico-e-una-minaccia-esistenziale-per-lumanita\/","title":{"rendered":"&#8220;Il cambiamento climatico \u00e8 una minaccia esistenziale per l&#8217;umanit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;esortazione apostolica Laudate Deum, pubblicata il 4 ottobre 2023 da Papa Francesco, \u00e8 un importante documento che ribadisce l&#8217;impegno della Chiesa cattolica nella cura del creato. Il documento, che conta 73 numeri ed \u00e8 diviso in sei sezioni, affronta un&#8217;ampia gamma di questioni legate alla crisi climatica, dalle sue cause e conseguenze alle azioni necessarie per affrontarla.<\/p>\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti della Laudato si&#8217; \u00e8 la sua enfasi sulla dimensione spirituale della cura del creato. Papa Francesco afferma che &#8220;la crisi climatica \u00e8 una chiamata alla conversione&#8221; e che &#8220;abbiamo bisogno di un cambiamento di mentalit\u00e0 e di cuore&#8221;. In questo senso, il documento invita tutti i credenti a riscoprire la bellezza e la bont\u00e0 del creato e a riconoscere la propria responsabilit\u00e0 nel prendersene cura.<\/p>\n<p>La Laudato si&#8217; offre anche una serie di proposte concrete per affrontare la crisi climatica. Papa Francesco invita i governi ad adottare politiche che promuovano la transizione verso un&#8217;economia sostenibile, le imprese a ridurre le emissioni di gas serra e i singoli individui a cambiare le proprie abitudini di consumo.<\/p>\n<p><strong>ESORTAZIONE APOSTOLICA\u00a0<i><\/i><\/strong><\/p>\n<p>1. \u201cLodate Dio per tutte le sue creature\u201d. Questo \u00e8 stato l\u2019invito che San Francesco d\u2019Assisi ha fatto con la sua vita, i suoi canti, i suoi gesti. In tal modo ha ripreso la proposta dei salmi della Bibbia e ha ripresentato la sensibilit\u00e0 di Ges\u00f9 verso le creature del Padre suo: \u00abOsservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a06,28-29). \u00abCinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi \u00e8 dimenticato davanti a Dio\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a012,6). Come non ammirare questa tenerezza di Ges\u00f9 per tutti coloro che ci accompagnano nel nostro cammino?<\/p>\n<p>2. Sono passati ormai otto anni dalla pubblicazione della Lettera enciclica\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>, quando ho voluto condividere con tutti voi, sorelle e fratelli del nostro pianeta sofferente, le mie accorate preoccupazioni per la cura della nostra casa comune. Ma, con il passare del tempo, mi rendo conto che non reagiamo abbastanza, poich\u00e9 il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura. Al di l\u00e0 di questa possibilit\u00e0, non c\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019impatto del cambiamento climatico dannegger\u00e0 sempre pi\u00f9 la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti.<\/p>\n<p>3. Si tratta di un problema sociale globale che \u00e8 intimamente legato alla dignit\u00e0 della vita umana. I vescovi degli Stati Uniti hanno espresso molto bene il senso sociale della nostra preoccupazione per il cambiamento climatico, che va oltre un approccio meramente ecologico, perch\u00e9 \u00abla nostra cura per l\u2019altro e la nostra cura per la terra sono intimamente legate. Il cambiamento climatico \u00e8 una delle principali sfide che la societ\u00e0 e la comunit\u00e0 globale devono affrontare. Gli effetti del cambiamento climatico sono subiti dalle persone pi\u00f9 vulnerabili, sia in patria che nel mondo\u00bb.<a name=\"_ftnref1\"><\/a><sup>[1]<\/sup>\u00a0Con poche parole lo hanno detto anche i vescovi presenti al Sinodo per l\u2019Amazzonia: \u00abGli attacchi alla natura hanno conseguenze sulla vita dei popoli\u00bb.<a name=\"_ftnref2\"><\/a><sup>[2]<\/sup>\u00a0E per esprimere con forza che non si tratta pi\u00f9 di una questione secondaria o ideologica, ma di un dramma che ci danneggia tutti, i vescovi africani hanno dichiarato che il cambiamento climatico evidenzia \u00abun esempio scioccante di peccato strutturale\u00bb.<a name=\"_ftnref3\"><\/a><sup>[3]<\/sup><\/p>\n<p>4. La riflessione e le informazioni che possiamo raccogliere da questi ultimi otto anni ci permettono di specificare e completare ci\u00f2 che abbiamo affermato qualche tempo fa. Per tale motivo, e perch\u00e9 la situazione sta diventando ancora pi\u00f9 urgente, ho voluto condividere con voi queste pagine.<\/p>\n<p>1. La crisi climatica globale<\/p>\n<p>5. Per quanto si cerchi di negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli, i segni del cambiamento climatico sono l\u00ec, sempre pi\u00f9 evidenti. Nessuno pu\u00f2 ignorare che negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni estremi, frequenti periodi di caldo anomalo, siccit\u00e0 e altri lamenti della terra che sono solo alcune espressioni tangibili di una malattia silenziosa che colpisce tutti noi. \u00c8 vero che non tutte le catastrofi possono essere attribuite al cambiamento climatico globale. Tuttavia, \u00e8 verificabile che alcuni cambiamenti climatici indotti dall\u2019uomo aumentano significativamente la probabilit\u00e0 di eventi estremi pi\u00f9 frequenti e pi\u00f9 intensi. Sappiamo quindi che ogni volta che la temperatura globale aumenta di 0,5 gradi centigradi, aumentano anche l\u2019intensit\u00e0 e la frequenza di forti piogge e inondazioni in alcune aree, di gravi siccit\u00e0 in altre, di caldo estremo in alcune regioni e di forti nevicate in altre ancora.<a name=\"_ftnref4\"><\/a><sup>[4]<\/sup>\u00a0Se fino ad ora potevamo avere ondate di calore alcune volte all\u2019anno, cosa accadrebbe con un aumento della temperatura globale di 1,5 gradi centigradi, a cui siamo vicini? Tali ondate di calore saranno molto pi\u00f9 frequenti e pi\u00f9 intense. Se si superano i 2 gradi, le calotte glaciali della Groenlandia e di gran parte dell\u2019Antartide si scioglieranno completamente,<a name=\"_ftnref5\"><\/a><sup>[5]<\/sup>\u00a0con conseguenze enormi e molto gravi per tutti.<\/p>\n<p><i>Resistenza e confusione<\/i><\/p>\n<p>6. Negli ultimi anni non sono mancate le persone che hanno cercato di minimizzare questa osservazione. Citano dati presumibilmente scientifici, come il fatto che il pianeta ha sempre avuto e avr\u00e0 sempre periodi di raffreddamento e riscaldamento. Trascurano di menzionare un altro dato rilevante: quello a cui stiamo assistendo ora \u00e8 un\u2019insolita accelerazione del riscaldamento, con una velocit\u00e0 tale che basta una sola generazione \u2013 non secoli o millenni \u2013 per accorgersene. L\u2019innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai possono essere facilmente percepiti da una persona nell\u2019arco della sua vita, e probabilmente tra pochi anni molte popolazioni dovranno spostare le loro case a causa di questi eventi.<\/p>\n<p>7. Per porre in ridicolo chi parla di riscaldamento globale, si ricorre al fatto che si verificano di frequente anche freddi estremi. Si dimentica che questi e altri sintomi straordinari sono solo espressioni alternative della stessa causa: lo squilibrio globale causato dal riscaldamento del pianeta. Siccit\u00e0 e alluvioni, prosciugamento di laghi e popolazioni spazzate via da maremoti o inondazioni hanno in fondo la stessa origine. D\u2019altra parte, se parliamo di un fenomeno globale, non possiamo confonderlo con eventi transitori e mutevoli, che sono in gran parte spiegati da fattori locali.<\/p>\n<p>8. La mancanza di informazioni porta a identificare le grandi proiezioni climatiche che riguardano periodi lunghi \u2013 si tratta almeno di decenni \u2013 con le previsioni meteorologiche che possono coprire al massimo qualche settimana. Quando parliamo di cambiamento climatico ci riferiamo a una realt\u00e0 globale \u2013 con costanti variazioni locali \u2013 che persiste per diversi decenni.<\/p>\n<p>9. Nel tentativo di semplificare la realt\u00e0, non mancano coloro che incolpano i poveri di avere troppi figli e cercano di risolvere il problema mutilando le donne dei Paesi meno sviluppati. Come al solito, sembrerebbe che la colpa sia dei poveri. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che una bassa percentuale pi\u00f9 ricca della popolazione mondiale inquina di pi\u00f9 rispetto al 50% di quella pi\u00f9 povera e che le emissioni\u00a0<i>pro capite<\/i>\u00a0dei Paesi pi\u00f9 ricchi sono di molto superiori a quelle dei pi\u00f9 poveri.<a name=\"_ftnref6\"><\/a><sup>[6]<\/sup>\u00a0Come dimenticare che l\u2019Africa, che ospita pi\u00f9 della met\u00e0 delle persone pi\u00f9 povere del mondo, \u00e8 responsabile solo di una minima parte delle emissioni storiche?<\/p>\n<p>10. Spesso si dice anche che gli sforzi per mitigare il cambiamento climatico riducendo l\u2019uso di combustibili fossili e sviluppando forme di energia pi\u00f9 pulita porteranno a una riduzione dei posti di lavoro. Ci\u00f2 che sta accadendo \u00e8 che milioni di persone perdono il lavoro a causa delle varie conseguenze del cambiamento climatico: l\u2019innalzamento del livello del mare, la siccit\u00e0 e molti altri fenomeni che colpiscono il pianeta hanno lasciato parecchia gente alla deriva. D\u2019altra parte, la transizione verso forme di energia rinnovabile, ben gestita, cos\u00ec come tutti gli sforzi per adattarsi ai danni del cambiamento climatico, sono in grado di generare innumerevoli posti di lavoro in diversi settori. Per questo \u00e8 necessario che i politici e gli imprenditori se ne occupino subito.<\/p>\n<p><i>Le cause umane<\/i><\/p>\n<p>11. L\u2019origine umana \u2013 \u201cantropica\u201d \u2013 del cambiamento climatico non pu\u00f2 pi\u00f9 essere messa in dubbio. Vediamo perch\u00e9. La concentrazione dei gas serra nell\u2019atmosfera, che causano il riscaldamento globale, \u00e8 rimasta stabile fino al XIX secolo, al di sotto delle 300 parti per milione in volume. Ma a met\u00e0 di quel secolo, in coincidenza con lo sviluppo industriale, le emissioni hanno iniziato ad aumentare. Negli ultimi cinquant\u2019anni l\u2019aumento ha subito una forte accelerazione, come certificato dall\u2019osservatorio di Mauna Loa, che dal 1958 effettua misurazioni giornaliere dell\u2019anidride carbonica. Mentre scrivevo la\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>\u00a0ha raggiunto il massimo storico \u2013 400 parti per milione \u2013 arrivando nel giugno 2023 a 423 parti per milione.<a name=\"_ftnref7\"><\/a><sup>[7]<\/sup>\u00a0Oltre il 42% delle emissioni nette totali dal 1850 \u00e8 avvenuto dopo il 1990.<a name=\"_ftnref8\"><\/a><sup>[8]<\/sup><\/p>\n<p>12. Nel contempo, notiamo che negli ultimi cinquant\u2019anni la temperatura \u00e8 aumentata a una velocit\u00e0 inedita, senza precedenti negli ultimi duemila anni. In questo periodo la tendenza \u00e8 stata di un riscaldamento di 0,15 gradi centigradi per decennio, il doppio rispetto agli ultimi 150 anni. Dal 1850 a oggi la temperatura globale \u00e8 aumentata di 1,1 gradi centigradi, fenomeno che risulta amplificato nelle aree polari. A questo ritmo, \u00e8 possibile che tra dieci anni raggiungeremo il limite massimo globale auspicabile di 1,5 gradi centigradi.<a name=\"_ftnref9\"><\/a><sup>[9]<\/sup>\u00a0L\u2019aumento non si \u00e8 verificato soltanto sulla superficie terrestre, ma anche a diversi chilometri di altezza nell\u2019atmosfera, sulla superficie degli oceani e persino a centinaia di metri di profondit\u00e0. Questo ha pure aumentato l\u2019acidificazione dei mari e ridotto i loro livelli di ossigeno. I ghiacciai si ritirano, la copertura nevosa diminuisce e il livello del mare aumenta costantemente.<a name=\"_ftnref10\"><\/a><sup>[10]<\/sup><\/p>\n<p>13. La coincidenza di questi fenomeni climatici globali con la crescita accelerata delle emissioni di gas serra, soprattutto a partire dalla met\u00e0 del XX secolo, non pu\u00f2 essere nascosta. La stragrande maggioranza degli studiosi del clima sostiene questa correlazione e solo una minima percentuale di essi tenta di negare tale evidenza. Purtroppo, la crisi climatica non \u00e8 propriamente una questione che interessi alle grandi potenze economiche, che si preoccupano di ottenere il massimo profitto al minor costo e nel minor tempo possibili.<\/p>\n<p>14. Sono costretto a fare queste precisazioni, che possono sembrare ovvie, a causa di certe opinioni sprezzanti e irragionevoli che trovo anche all\u2019interno della Chiesa cattolica. Ma non possiamo pi\u00f9 dubitare che la ragione dell\u2019insolita velocit\u00e0 di cos\u00ec pericolosi cambiamenti sia un fatto innegabile: gli enormi sviluppi connessi allo sfrenato intervento umano sulla natura negli ultimi due secoli. Gli elementi naturali che tipicamente causano il riscaldamento, come le eruzioni vulcaniche e altri, non sono sufficienti a spiegare il tasso e la velocit\u00e0 dei cambiamenti degli ultimi decenni.<a name=\"_ftnref11\"><\/a><sup>[11]<\/sup>\u00a0L\u2019evoluzione delle temperature medie della superficie non pu\u00f2 essere spiegata senza l\u2019effetto dell\u2019aumento dei gas serra.<\/p>\n<p><i>Danni e rischi<\/i><\/p>\n<p>15. Alcune manifestazioni di questa crisi climatica sono gi\u00e0 irreversibili per almeno centinaia di anni, come l\u2019aumento della temperatura globale degli oceani, l\u2019acidificazione e la riduzione dell\u2019ossigeno. Le acque oceaniche hanno un\u2019inerzia termica e ci vogliono secoli per normalizzare la temperatura e la salinit\u00e0, con conseguenze sulla sopravvivenza di molte specie. Questo \u00e8 un segno tra i tanti del fatto che le altre creature di questo mondo hanno smesso di esserci compagne di viaggio e sono diventate nostre vittime.<\/p>\n<p>16. Lo stesso vale per il processo che porta alla riduzione dei ghiacci continentali. Lo scioglimento dei poli non pu\u00f2 essere invertito per centinaia di anni. Per quanto riguarda il clima, ci sono fattori che permangono a lungo, indipendentemente dagli eventi che li hanno scatenati. Per questo motivo, non possiamo pi\u00f9 fermare gli enormi danni che abbiamo causato. Siamo appena in tempo per evitare danni ancora pi\u00f9 drammatici.<\/p>\n<p>17. Alcune diagnosi apocalittiche sembrano spesso irragionevoli o non sufficientemente fondate. Ci\u00f2 non dovrebbe indurci a ignorare che la possibilit\u00e0 di raggiungere un punto di svolta \u00e8 reale. Piccoli cambiamenti possono provocare cambiamenti importanti, imprevisti e forse gi\u00e0 irreversibili, a causa di fattori inerziali. Ci\u00f2 finirebbe per innescare una cascata di eventi a valanga. In questo caso, si arriva sempre troppo tardi, perch\u00e9 nessun intervento pu\u00f2 fermare il processo gi\u00e0 iniziato. Da l\u00ec non si pu\u00f2 tornare indietro. Non possiamo dire con certezza che questo accadr\u00e0 nelle condizioni attuali. Ma \u00e8 certamente una possibilit\u00e0 se teniamo conto dei fenomeni gi\u00e0 in atto che \u201csensibilizzano\u201d il clima, come ad esempio la riduzione delle calotte glaciali, i cambiamenti nei flussi oceanici, la deforestazione delle foreste pluviali tropicali, lo scioglimento del permafrost in Russia.<a name=\"_ftnref12\"><\/a><sup>[12]<\/sup><\/p>\n<p>18. \u00c8 quindi urgente una visione pi\u00f9 ampia, che ci permetta non solo di stupirci delle meraviglie del progresso, ma anche di prestare attenzione ad altri effetti che probabilmente un secolo fa non si potevano nemmeno immaginare. Non ci viene chiesto nulla di pi\u00f9 che una certa responsabilit\u00e0 per l\u2019eredit\u00e0 che lasceremo dietro di noi dopo il nostro passaggio in questo mondo.<\/p>\n<p>19. Infine, possiamo aggiungere che la pandemia di Covid-19 ha confermato la stretta relazione della vita umana con quella degli altri esseri viventi e con l\u2019ambiente. Ma in particolare ha confermato che quanto accade in qualsiasi parte del mondo ha ripercussioni sull\u2019intero pianeta. Questo mi permette di ribadire due convinzioni su cui insisto fino a risultare noioso: \u201ctutto \u00e8 collegato\u201d e \u201cnessuno si salva da solo\u201d.<\/p>\n<p>2. Il crescente paradigma tecnocratico<\/p>\n<p>20. Nella\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>\u00a0ho offerto una breve spiegazione del paradigma tecnocratico che \u00e8 alla base dell\u2019attuale processo di degrado ambientale. Si tratta di \u00abun modo di comprendere la vita e l\u2019azione umana che \u00e8 deviato e che contraddice la realt\u00e0 fino al punto di rovinarla\u00bb.<a name=\"_ftnref13\"><\/a><sup>[13]<\/sup>\u00a0In sostanza, consiste nel pensare \u00abcome se la realt\u00e0, il bene e la verit\u00e0 sbocciassero spontaneamente dal potere stesso della tecnologia e dell\u2019economia\u00bb.<a name=\"_ftnref14\"><\/a><sup>[14]<\/sup>\u00a0Come conseguenza logica, \u00abda qui si passa facilmente all\u2019idea di una crescita infinita o illimitata, che ha tanto entusiasmato gli economisti, i teorici della finanza e della tecnologia\u00bb.<a name=\"_ftnref15\"><\/a><sup>[15]<\/sup><\/p>\n<p>21. Negli ultimi anni abbiamo potuto confermare questa diagnosi, assistendo al tempo stesso a un nuovo avanzamento di tale paradigma. L\u2019intelligenza artificiale e i recenti sviluppi tecnologici si basano sull\u2019idea di un essere umano senza limiti, le cui capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 si potrebbero estendere all\u2019infinito grazie alla tecnologia. Cos\u00ec, il paradigma tecnocratico si nutre mostruosamente di s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>22. Le risorse naturali necessarie per la tecnologia, come il litio, il silicio e tante altre, non sono certo illimitate, ma il problema pi\u00f9 grande \u00e8 l\u2019ideologia che sottende un\u2019ossessione: accrescere oltre ogni immaginazione il potere dell\u2019uomo, per il quale la realt\u00e0 non umana \u00e8 una mera risorsa al suo servizio. Tutto ci\u00f2 che esiste cessa di essere un dono da apprezzare, valorizzare e curare, e diventa uno schiavo, una vittima di qualsiasi capriccio della mente umana e delle sue capacit\u00e0.<\/p>\n<p>23. Fa venire i brividi rendersi conto che le capacit\u00e0 ampliate dalla tecnologia danno \u00aba coloro che detengono la conoscenza e soprattutto il potere economico per sfruttarla un dominio impressionante sull\u2019insieme del genere umano e del mondo intero. Mai l\u2019umanit\u00e0 ha avuto tanto potere su s\u00e9 stessa e niente garantisce che lo utilizzer\u00e0 bene, soprattutto se si considera il modo in cui se ne sta servendo. [&#8230;] In quali mani sta e in quali pu\u00f2 giungere tanto potere? \u00c8 terribilmente rischioso che esso risieda in una piccola parte dell\u2019umanit\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref16\"><\/a><sup>[16]<\/sup><\/p>\n<p><i>Ripensare il nostro uso del potere<\/i><\/p>\n<p>24. Non ogni aumento di potere \u00e8 un progresso per l\u2019umanit\u00e0. Basti pensare alle tecnologie \u201cmirabili\u201d che furono utilizzate per decimare popolazioni, lanciare bombe atomiche, annientare gruppi etnici. Vi sono stati momenti della storia in cui l\u2019ammirazione per il progresso non ci ha permesso di vedere l\u2019orrore dei suoi effetti. Ma questo rischio \u00e8 sempre presente, perch\u00e9 \u00abl\u2019immensa crescita tecnologica non \u00e8 stata accompagnata da uno sviluppo dell\u2019essere umano per quanto riguarda la responsabilit\u00e0, i valori e la coscienza [&#8230;]. \u00c8 nudo ed esposto di fronte al suo stesso potere che continua a crescere, senza avere gli strumenti per controllarlo. Pu\u00f2 disporre di meccanismi superficiali, ma possiamo affermare che gli mancano un\u2019etica adeguatamente solida, una cultura e una spiritualit\u00e0 che realmente gli diano un limite e lo contengano entro un lucido dominio di s\u00e9\u00bb.<a name=\"_ftnref17\"><\/a><sup>[17]<\/sup>\u00a0Non \u00e8 strano che un potere cos\u00ec grande in simili mani sia capace di distruggere la vita, mentre la matrice di pensiero del paradigma tecnocratico ci acceca e non ci permette di vedere questo gravissimo problema dell\u2019umanit\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p>25. Contrariamente a questo paradigma tecnocratico diciamo che il mondo che ci circonda non \u00e8 un oggetto di sfruttamento, di uso sfrenato, di ambizione illimitata. Non possiamo nemmeno dire che la natura sia una mera \u201ccornice\u201d in cui sviluppare la nostra vita e i nostri progetti, perch\u00e9 \u00absiamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati\u00bb,<a name=\"_ftnref18\"><\/a><sup>[18]<\/sup>\u00a0cos\u00ec che \u00abil mondo non si contempla dal di fuori ma dal di dentro\u00bb.<a name=\"_ftnref19\"><\/a><sup>[19]<\/sup><\/p>\n<p>26. Ci\u00f2 esclude l\u2019idea che l\u2019essere umano sia un estraneo, un fattore esterno capace solo di danneggiare l\u2019ambiente. Dev\u2019essere considerato come parte della natura. La vita, l\u2019intelligenza e la libert\u00e0 dell\u2019uomo sono inserite nella natura che arricchisce il nostro pianeta e fanno parte delle sue forze interne e del suo equilibrio.<\/p>\n<p>27. Pertanto, un ambiente sano \u00e8 anche il prodotto dell\u2019interazione dell\u2019uomo con l\u2019ambiente, come avviene nelle culture indigene e come \u00e8 avvenuto per secoli in diverse regioni della Terra. I gruppi umani hanno spesso \u201ccreato\u201d l\u2019ambiente,<a name=\"_ftnref20\"><\/a><sup>[20]<\/sup>\u00a0rimodellandolo in qualche modo senza distruggerlo o metterlo in pericolo. Il grande problema di oggi \u00e8 che il paradigma tecnocratico ha distrutto questo rapporto sano e armonioso. Tuttavia, l\u2019indispensabile superamento di tale paradigma tanto dannoso e distruttivo non si trover\u00e0 in una negazione dell\u2019essere umano, ma comprende l\u2019interazione dei sistemi naturali \u00abcon i sistemi sociali\u00bb.<a name=\"_ftnref21\"><\/a><sup>[21]<\/sup><\/p>\n<p>28. Dobbiamo tutti ripensare alla questione del potere umano, al suo significato e ai suoi limiti. Il nostro potere, infatti, \u00e8 aumentato freneticamente in pochi decenni. Abbiamo compiuto progressi tecnologici impressionanti e sorprendenti, e non ci rendiamo conto che allo stesso tempo siamo diventati altamente pericolosi, capaci di mettere a repentaglio la vita di molti esseri e la nostra stessa sopravvivenza. Si pu\u00f2 ripetere oggi con l\u2019ironia di Solov\u2019\u00ebv: \u00abUn secolo cos\u00ec progredito che perfino gli era toccato in sorte di essere l\u2019ultimo\u00bb.<a name=\"_ftnref22\"><\/a><sup>[22]<\/sup>\u00a0Ci vuole lucidit\u00e0 e onest\u00e0 per riconoscere in tempo che il nostro potere e il progresso che generiamo si stanno rivoltando contro noi stessi.<a name=\"_ftnref23\"><\/a><sup>[23]<\/sup><\/p>\n<p><i>Il pungiglione etico<\/i><\/p>\n<p>29. La decadenza etica del potere reale \u00e8 mascherata dal\u00a0<i>marketing<\/i>\u00a0e dalla falsa informazione, meccanismi utili nelle mani di chi ha maggiori risorse per influenzare l\u2019opinione pubblica attraverso di essi. Con l\u2019aiuto di questi meccanismi, quando si pensa di avviare un progetto con forte impatto ambientale ed elevati effetti inquinanti, gli abitanti della zona vengono illusi parlando del progresso locale che si potr\u00e0 generare o delle opportunit\u00e0 economiche, occupazionali e di promozione umana che questo comporter\u00e0 per i loro figli. Ma in realt\u00e0 manca un vero interesse per il futuro di queste persone, perch\u00e9 non viene detto loro chiaramente che in seguito a tale progetto resteranno una terra devastata, condizioni molto pi\u00f9 sfavorevoli per vivere e prosperare, una regione desolata, meno abitabile, senza vita e senza la gioia della convivenza e della speranza; oltre al danno globale che finisce per nuocere a molti altri.<\/p>\n<p>30. Basti pensare all\u2019effimero entusiasmo per il denaro ricevuto in cambio del deposito di scorie tossiche in un sito. La casa acquistata con quei soldi si \u00e8 trasformata in una tomba a causa delle malattie che si sono scatenate. E non parlo spinto da una sfrenata immaginazione, ma per qualcosa che abbiamo vissuto. Si potrebbe dire che questo \u00e8 un esempio estremo, ma non si pu\u00f2 parlare di danni \u201cminori\u201d, perch\u00e9 \u00e8 proprio la somma di molti danni considerati tollerabili che finisce per portarci alla situazione in cui ci troviamo ora.<\/p>\n<p>31. Tale situazione non ha a che fare solo con la fisica o la biologia, ma anche con l\u2019economia e il nostro modo di pensarla. La logica del massimo profitto al minimo costo, mascherata da razionalit\u00e0, progresso e promesse illusorie, rende impossibile qualsiasi sincera preoccupazione per la casa comune e qualsiasi attenzione per la promozione degli scartati della societ\u00e0. Negli ultimi anni possiamo notare che, sconcertati ed estasiati davanti alle promesse di tanti falsi profeti, i poveri stessi a volte cadono nell\u2019inganno di un mondo che non viene costruito per loro.<\/p>\n<p>32. Si incrementano idee sbagliate sulla cosiddetta \u201cmeritocrazia\u201d, che \u00e8 diventata un \u201cmeritato\u201d potere umano a cui tutto deve essere sottoposto, un dominio di coloro che sono nati con migliori condizioni di sviluppo. Un conto \u00e8 un sano approccio al valore dell\u2019impegno, alla crescita delle proprie capacit\u00e0 e a un lodevole spirito di iniziativa, ma se non si cerca una reale uguaglianza di opportunit\u00e0, la meritocrazia diventa facilmente un paravento che consolida ulteriormente i privilegi di pochi con maggior potere. In questa logica perversa, cosa importa loro dei danni alla casa comune, se si sentono sicuri sotto la presunta armatura delle risorse economiche che hanno ottenuto con le loro capacit\u00e0 e i loro sforzi?<\/p>\n<p>33. Nella propria coscienza, e di fronte ai figli che pagheranno per i danni delle loro azioni, si pone la domanda di senso: qual \u00e8 il senso della mia vita, qual \u00e8 il senso del mio passaggio su questa terra, qual \u00e8 in definitiva il senso del mio lavoro e del mio impegno?<\/p>\n<p>3. La debolezza della politica internazionale<\/p>\n<p>34. Mentre \u00abla storia sta dando segni di un ritorno all\u2019indietro [&#8230;] ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora pi\u00f9 alte. \u00c8 il cammino. Il bene, come anche l\u2019amore, la giustizia e la solidariet\u00e0, non si raggiungono una volta per sempre; vanno conquistati ogni giorno\u00bb.<a name=\"_ftnref24\"><\/a><sup>[24]<\/sup>\u00a0Per ottenere un progresso solido e duraturo, mi permetto di insistere sul fatto che \u00abvanno favoriti gli accordi multilaterali tra gli Stati\u00bb.<a name=\"_ftnref25\"><\/a><sup>[25]<\/sup><\/p>\n<p>35. Non giova confondere il multilateralismo con un\u2019autorit\u00e0 mondiale concentrata in una sola persona o in un\u2019<i>\u00e9lite<\/i>\u00a0con eccessivo potere: \u00abQuando si parla della possibilit\u00e0 di qualche forma di autorit\u00e0 mondiale regolata dal diritto, non necessariamente si deve pensare a un\u2019autorit\u00e0 personale\u00bb.<a name=\"_ftnref26\"><\/a><sup>[26]<\/sup>\u00a0Parliamo soprattutto di \u00aborganizzazioni mondiali pi\u00f9 efficaci, dotate di autorit\u00e0 per assicurare il bene comune mondiale, lo sradicamento della fame e della miseria e la difesa certa dei diritti umani fondamentali\u00bb.<a name=\"_ftnref27\"><\/a><sup>[27]<\/sup>\u00a0Il punto \u00e8 che devono essere dotate di una reale autorit\u00e0 per \u201cassicurare\u201d la realizzazione di alcuni obiettivi irrinunciabili. Cos\u00ec si darebbe vita a un multilateralismo che non dipende dalle mutevoli circostanze politiche o dagli interessi di pochi e che abbia un\u2019efficacia stabile.<\/p>\n<p>36. \u00c8 deplorevole che le crisi globali vengano sprecate quando sarebbero l\u2019occasione per apportare cambiamenti salutari.<a name=\"_ftnref28\"><\/a><sup>[28]<\/sup>\u00a0\u00c8 quello che \u00e8 successo nella crisi finanziaria del 2007-2008 e che si \u00e8 ripetuto nella crisi del Covid-19. Infatti, \u00abpare che le effettive strategie sviluppatesi successivamente nel mondo siano state orientate a maggiore individualismo, minore integrazione, maggiore libert\u00e0 per i veri potenti, che trovano sempre il modo di uscire indenni\u00bb.<a name=\"_ftnref29\"><\/a><sup>[29]<\/sup><\/p>\n<p><i>Riconfigurare il multilateralismo<\/i><\/p>\n<p>37. Pi\u00f9 che salvare il vecchio multilateralismo, sembra che oggi la sfida sia quella di riconfigurarlo e ricrearlo alla luce della nuova situazione globale. Vi invito a riconoscere che \u00abtante aggregazioni e organizzazioni della societ\u00e0 civile aiutano a compensare le debolezze della Comunit\u00e0 internazionale, la sua mancanza di coordinamento in situazioni complesse, la sua carenza di attenzione rispetto a diritti umani\u00bb.<a name=\"_ftnref30\"><\/a><sup>[30]<\/sup>\u00a0A tale riguardo, il processo di Ottawa contro l\u2019uso, la produzione e la fabbricazione delle mine antiuomo \u00e8 un esempio che dimostra come la societ\u00e0 civile e le sue organizzazioni siano in grado di creare dinamiche efficienti che l\u2019ONU non raggiunge. In questo modo, il\u00a0<i>principio di sussidiariet\u00e0\u00a0<\/i>si applica anche al rapporto globale-locale.<\/p>\n<p>38. A medio termine, la globalizzazione favorisce gli scambi culturali spontanei, una maggiore conoscenza reciproca e modalit\u00e0 di integrazione dei popoli che porteranno a un multilateralismo \u201cdal basso\u201d e non semplicemente deciso dalle\u00a0<i>\u00e9lite<\/i>\u00a0del potere. Le istanze che emergono dal basso in tutto il mondo, dove persone impegnate dei Paesi pi\u00f9 diversi si aiutano e si accompagnano a vicenda, possono riuscire a fare pressione sui fattori di potere. \u00c8 auspicabile che ci\u00f2 accada per quanto riguarda la crisi climatica. Perci\u00f2 ribadisco che \u00abse i cittadini non controllano il potere politico \u2013 nazionale, regionale e municipale \u2013 neppure \u00e8 possibile un contrasto dei danni ambientali\u00bb.<a name=\"_ftnref31\"><\/a><sup>[31]<\/sup><\/p>\n<p>39. La cultura postmoderna ha generato una nuova sensibilit\u00e0 nei confronti di chi \u00e8 pi\u00f9 debole e meno dotato di potere. Ci\u00f2 si collega alla mia insistenza, nella Lettera enciclica\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>, sul primato della persona umana e sulla difesa della sua dignit\u00e0 al di l\u00e0 di ogni circostanza. \u00c8 un altro modo di invitare al multilateralismo per risolvere i veri problemi dell\u2019umanit\u00e0, cercando soprattutto il rispetto della dignit\u00e0 delle persone in modo che l\u2019etica prevalga sugli interessi locali o contingenti.<\/p>\n<p>40. Non si tratta di sostituire la politica, perch\u00e9 d\u2019altra parte le potenze emergenti stanno diventando sempre pi\u00f9 rilevanti e sono di fatto in grado di ottenere risultati importanti nella risoluzione di problemi concreti, come alcune di esse hanno dimostrato nella pandemia. Proprio il fatto che le risposte ai problemi possano venire da qualsiasi Paese, per quanto piccolo, conduce a riconoscere il multilateralismo come una strada inevitabile.<\/p>\n<p>41. La vecchia diplomazia, anch\u2019essa in crisi, continua a dimostrare la sua importanza e necessit\u00e0. Non \u00e8 ancora riuscita a generare un modello di diplomazia multilaterale che risponda alla nuova configurazione del mondo, ma, se \u00e8 capace di riformularsi, dovr\u00e0 essere parte della soluzione, perch\u00e9 anche l\u2019esperienza di secoli non pu\u00f2 essere scartata.<\/p>\n<p>42. Il mondo sta diventando cos\u00ec multipolare e allo stesso tempo cos\u00ec complesso che \u00e8 necessario un quadro diverso per una cooperazione efficace. Non basta pensare agli equilibri di potere, ma anche alla necessit\u00e0 di rispondere alle nuove sfide e di reagire con meccanismi globali a quelle ambientali, sanitarie, culturali e sociali, soprattutto per consolidare il rispetto dei diritti umani pi\u00f9 elementari, dei diritti sociali e della cura della casa comune. Si tratta di stabilire regole universali ed efficienti per garantire questa protezione mondiale.<\/p>\n<p>43. Tutto ci\u00f2 presuppone che si attui una nuova procedura per il processo decisionale e per la legittimazione di tali decisioni, poich\u00e9 quella stabilita diversi decenni fa non \u00e8 sufficiente e non sembra essere efficace. In tale contesto, sono necessari spazi di conversazione, consultazione, arbitrato, risoluzione dei conflitti, supervisione e, in sintesi, una sorta di maggiore \u201cdemocratizzazione\u201d nella sfera globale, per esprimere e includere le diverse situazioni. Non sar\u00e0 pi\u00f9 utile sostenere istituzioni che preservino i diritti dei pi\u00f9 forti senza occuparsi dei diritti di tutti.<\/p>\n<p>4. Le Conferenze sul clima: progressi e fallimenti<\/p>\n<p>44. Da decenni, i rappresentanti di oltre 190 Paesi si riuniscono periodicamente per affrontare la questione climatica. La Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 ha portato all\u2019adozione della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), un trattato che \u00e8 entrato in vigore quando sono state raggiunte le necessarie ratifiche da parte dei Paesi firmatari nel 1994. Questi Stati si riuniscono ogni anno nella Conferenza delle Parti (COP), il pi\u00f9 alto organismo decisionale. Alcune sono state un fallimento, come quella di Copenaghen (2009), mentre altre hanno permesso di compiere passi importanti, come la COP3 di Kyoto (1997). Il suo prezioso Protocollo \u00e8 quello che ha fissato come obiettivo la riduzione delle emissioni complessive di gas serra del 5% rispetto al 1990. La scadenza era il 2012, ma evidentemente non \u00e8 stata rispettata.<\/p>\n<p>45. Tutte le parti si sono inoltre impegnate ad attuare programmi di adattamento per ridurre gli effetti del cambiamento climatico gi\u00e0 in corso. \u00c8 stata inoltre prevista un\u2019assistenza per coprire i costi di queste misure nei Paesi in via di sviluppo. Il Protocollo \u00e8 entrato in vigore nel 2005.<\/p>\n<p>46. Successivamente, \u00e8 stato proposto un meccanismo relativo alle perdite e ai danni causati dai cambiamenti climatici, che riconosce i Paesi pi\u00f9 ricchi come i principali responsabili e cerca di compensare gli effetti devastanti procurati nei Paesi pi\u00f9 vulnerabili. Non si tratta pi\u00f9 di finanziare \u201cl\u2019adattamento\u201d di questi Paesi, ma di compensarli per i danni gi\u00e0 subiti. Tale questione \u00e8 stata oggetto di importanti discussioni in varie COP.<\/p>\n<p>47. La COP21 di Parigi (2015) \u00e8 stata un altro momento significativo, perch\u00e9 ha prodotto un accordo che ha coinvolto tutti. Pu\u00f2 essere visto come un nuovo inizio, dato il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati nella fase precedente. L\u2019Accordo \u00e8 entrato in vigore il 4 novembre 2016. Pur essendo vincolante, non tutti i requisiti sono obblighi in senso stretto e alcuni di essi lasciano spazio a un\u2019ampia discrezionalit\u00e0. Del resto, anche per gli obblighi non rispettati, non prevede sanzioni vere e proprie e non ci sono strumenti efficaci per garantirne l\u2019osservanza. Prevede inoltre forme di flessibilit\u00e0 per i Paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>48. L\u2019Accordo di Parigi presenta un importante obiettivo a lungo termine: mantenere l\u2019aumento delle temperature medie globali al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, puntando comunque a scendere sotto gli 1,5 gradi. Si sta ancora lavorando per consolidare procedure concrete di monitoraggio e fornire criteri generali per confrontare gli obiettivi dei diversi Paesi. Ci\u00f2 rende difficile una valutazione pi\u00f9 obiettiva (quantitativa) dei risultati effettivi.<\/p>\n<p>49. Dopo alcune Conferenze con scarsi risultati e la delusione della COP25 di Madrid (2019), si sperava che questa inerzia sarebbe stata invertita nella COP26 di Glasgow (2021). In sostanza, il risultato \u00e8 stato quello di rilanciare l\u2019Accordo di Parigi, che era stato messo in discussione dai vincoli e dagli effetti della pandemia. In pi\u00f9, vi \u00e8 stata un\u2019abbondanza di \u201cesortazioni\u201d, da cui era difficile attendersi un impatto reale. Le proposte volte a garantire una transizione rapida ed efficace verso forme di energia alternativa e meno inquinante non sono riuscite a fare progressi.<\/p>\n<p>50. La COP27 di Sharm el-Sheikh (2022) \u00e8 stata minacciata fin dall\u2019inizio dalla situazione creata dall\u2019invasione dell\u2019Ucraina, che ha causato una grave crisi economica ed energetica. L\u2019uso del carbone \u00e8 aumentato e tutti hanno voluto assicurarsene l\u2019approvvigionamento. I Paesi in via di sviluppo hanno considerato l\u2019accesso all\u2019energia e le opportunit\u00e0 di sviluppo come una priorit\u00e0 urgente. \u00c8 stato chiaramente riconosciuto che in realt\u00e0 i combustibili fossili forniscono ancora l\u201980% dell\u2019energia mondiale e che il loro utilizzo continua ad aumentare.<\/p>\n<p>51. La Conferenza egiziana \u00e8 stata un ulteriore esempio della difficolt\u00e0 dei negoziati. Si potrebbe affermare che abbia prodotto almeno un progresso nel consolidamento del sistema di finanziamento per le \u201cperdite e i danni\u201d nei Paesi pi\u00f9 colpiti dai disastri climatici. Questo sembrava dare nuova voce e maggiore partecipazione ai Paesi in via di sviluppo. Ma anche su tale questione molti punti sono rimasti imprecisi, soprattutto la responsabilit\u00e0 concreta dei Paesi che devono contribuire.<\/p>\n<p>52. Oggi possiamo ancora affermare che \u00abgli accordi hanno avuto un basso livello di attuazione perch\u00e9 non si sono stabiliti adeguati meccanismi di controllo, di verifica periodica e di sanzione delle inadempienze. I principi enunciati continuano a richiedere vie efficaci e agili di realizzazione pratica\u00bb.<a name=\"_ftnref32\"><\/a><sup>[32]<\/sup>\u00a0Inoltre, \u00abi negoziati internazionali non possono avanzare in maniera significativa a causa delle posizioni dei Paesi che privilegiano i propri interessi nazionali rispetto al bene comune globale. Quanti subiranno le conseguenze che noi tentiamo di dissimulare, ricorderanno questa mancanza di coscienza e di responsabilit\u00e0\u00bb.<a name=\"_ftnref33\"><\/a><sup>[33]<\/sup><\/p>\n<p>5. Cosa ci si aspetta dalla COP28 di Dubai?<\/p>\n<p>53. Gli Emirati Arabi Uniti ospiteranno la prossima Conferenza delle Parti (COP28). \u00c8 un Paese del Golfo Persico che si caratterizza come grande esportatore di energia fossile, anche se ha investito molto nelle energie rinnovabili. Nel frattempo, le compagnie petrolifere e del gas ambiscono l\u00ec a nuovi progetti per espandere ulteriormente la produzione. Dire che non bisogna aspettarsi nulla sarebbe autolesionistico, perch\u00e9 significherebbe esporre tutta l\u2019umanit\u00e0, specialmente i pi\u00f9 poveri, ai peggiori impatti del cambiamento climatico.<\/p>\n<p>54. Se abbiamo fiducia nella capacit\u00e0 dell\u2019essere umano di trascendere i suoi piccoli interessi e di pensare in grande, non possiamo rinunciare a sognare che la COP28 porti a una decisa accelerazione della transizione energetica, con impegni efficaci che possano essere monitorati in modo permanente. Questa Conferenza pu\u00f2 essere un punto di svolta, comprovando che tutto quanto si \u00e8 fatto dal 1992 era serio e opportuno, altrimenti sar\u00e0 una grande delusione e metter\u00e0 a rischio quanto di buono si \u00e8 potuto fin qui raggiungere.<\/p>\n<p>55. Nonostante i numerosi negoziati e accordi, le emissioni globali hanno continuato a crescere. \u00c8 vero che si pu\u00f2 sostenere che senza questi accordi sarebbero cresciute ancora di pi\u00f9. Ma su altre questioni ambientali, dove c\u2019\u00e8 stata la volont\u00e0, sono stati raggiunti risultati molto significativi, come nel caso della protezione dello strato di ozono. Invece la necessaria transizione verso energie pulite, come quella eolica, quella solare, abbandonando i combustibili fossili, non sta procedendo abbastanza velocemente. Di conseguenza, ci\u00f2 che si sta facendo rischia di essere interpretato solo come un gioco per distrarre.<\/p>\n<p>56. Dobbiamo superare la logica dell\u2019apparire sensibili al problema e allo stesso tempo non avere il coraggio di effettuare cambiamenti sostanziali. Sappiamo che, di questo passo, in pochi anni supereremo il limite massimo auspicabile di 1,5 gradi centigradi e a breve potremmo arrivare a 3 gradi, con un alto rischio di raggiungere un punto critico. Anche se questo punto di non ritorno non venisse raggiunto, gli effetti sarebbero disastrosi e bisognerebbe prendere misure in maniera precipitosa, con costi enormi e con conseguenze economiche e sociali estremamente gravi e intollerabili. Se le misure che adotteremo ora hanno dei costi, essi saranno tanto pi\u00f9 pesanti quanto pi\u00f9 aspetteremo.<\/p>\n<p>57. Ritengo essenziale insistere sul fatto che \u00abcercare solamente un rimedio tecnico per ogni problema ambientale che si presenta, significa isolare cose che nella realt\u00e0 sono connesse, e nascondere i veri e pi\u00f9 profondi problemi del sistema mondiale\u00bb.<a name=\"_ftnref34\"><\/a><sup>[34]<\/sup>\u00a0\u00c8 vero che gli sforzi di adattamento sono necessari di fronte a mali irreversibili a breve termine; anche alcuni interventi e progressi tecnologici per assorbire o catturare i gas emessi sono positivi; ma corriamo il rischio di rimanere bloccati nella logica di rattoppare, rammendare, legare col filo, mentre sotto sotto va avanti un processo di deterioramento che continuiamo ad alimentare. Supporre che ogni problema futuro possa essere risolto con nuovi interventi tecnici \u00e8 un pragmatismo fatale, destinato a provocare un effetto-valanga.<\/p>\n<p>58. Poniamo finalmente termine all\u2019irresponsabile presa in giro che presenta la questione come solo ambientale, \u201cverde\u201d, romantica, spesso ridicolizzata per interessi economici. Ammettiamo finalmente che si tratta di un problema umano e sociale in senso ampio e a vari livelli. Per questo si richiede un coinvolgimento di tutti. Attirano spesso l\u2019attenzione, in occasione delle Conferenze sul clima, le azioni di gruppi detti \u201cradicalizzati\u201d. In realt\u00e0, essi occupano un vuoto della societ\u00e0 nel suo complesso, che dovrebbe esercitare una sana pressione, perch\u00e9 spetta ad ogni famiglia pensare che \u00e8 in gioco il futuro dei propri figli.<\/p>\n<p>59. Se c\u2019\u00e8 un sincero interesse a far s\u00ec che la COP28 diventi storica, che ci onori e ci nobiliti come esseri umani, allora possiamo solo aspettarci delle forme vincolanti di transizione energetica che abbiano tre caratteristiche: che siano efficienti, che siano vincolanti e facilmente monitorabili. Questo al fine di avviare un nuovo processo che sia drastico, intenso e possa contare sull\u2019impegno di tutti. Ci\u00f2 non \u00e8 accaduto nel cammino percorso finora, ma solo con un tale processo si potrebbe ripristinare la credibilit\u00e0 della politica internazionale, perch\u00e9 solo in questo modo concreto sar\u00e0 possibile ridurre notevolmente l\u2019anidride carbonica ed evitare in tempo i mali peggiori.<\/p>\n<p>60. Speriamo che quanti interverranno siano strateghi capaci di pensare al bene comune e al futuro dei loro figli, piuttosto che agli interessi di circostanza di qualche Paese o azienda. Possano cos\u00ec mostrare la nobilt\u00e0 della politica e non la sua vergogna. Ai potenti oso ripetere questa domanda: \u00abPerch\u00e9 si vuole mantenere oggi un potere che sar\u00e0 ricordato per la sua incapacit\u00e0 di intervenire quando era urgente e necessario farlo?\u00bb.<a name=\"_ftnref35\"><\/a><sup>[35]<\/sup><\/p>\n<p>6. Le motivazioni spirituali<\/p>\n<p>61. Ai fedeli cattolici non voglio tralasciare di rammentare le motivazioni che scaturiscono dalla loro fede. Incoraggio i fratelli e le sorelle di altre religioni a fare lo stesso, perch\u00e9 sappiamo che la fede autentica non solo d\u00e0 forza al cuore umano, ma trasforma la vita intera, trasfigura gli obiettivi personali, illumina il rapporto con gli altri e i legami con tutto il creato.<\/p>\n<p><i>Alla luce della fede<\/i><\/p>\n<p>62. La Bibbia racconta che \u00abDio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona\u00bb (<i>Gen<\/i>\u00a01,31). Sua \u00e8 \u00abla terra e quanto essa contiene\u00bb (<i>Dt<\/i>\u00a010,14). Perci\u00f2 Egli ci dice: \u00abLe terre non si potranno vendere per sempre, perch\u00e9 la terra \u00e8 mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti\u00bb (<i>Lv<\/i>\u00a025,23). Pertanto, \u00abquesta responsabilit\u00e0 di fronte ad una terra che \u00e8 di Dio, implica che l\u2019essere umano, dotato di intelligenza, rispetti le leggi della natura e i delicati equilibri tra gli esseri di questo mondo\u00bb.<a name=\"_ftnref36\"><\/a><sup>[36]<\/sup><\/p>\n<p>63. D\u2019altra parte, \u00abl\u2019insieme dell\u2019universo, con le sue molteplici relazioni, mostra al meglio la ricchezza inesauribile di Dio\u00bb; quindi, per essere saggi, \u00ababbiamo bisogno di cogliere la variet\u00e0 delle cose nelle loro molteplici relazioni\u00bb.<a name=\"_ftnref37\"><\/a><sup>[37]<\/sup>\u00a0In questo cammino di saggezza, non \u00e8 irrilevante per noi che parecchie specie stiano scomparendo e che la crisi climatica stia mettendo in pericolo la vita di tanti esseri.<\/p>\n<p>64. Ges\u00f9 \u00abpoteva invitare gli altri ad essere attenti alla bellezza che c\u2019\u00e8 nel mondo, perch\u00e9 Egli stesso era in contatto continuo con la natura e le prestava un\u2019attenzione piena di affetto e di stupore. Quando percorreva ogni angolo della sua terra, si fermava a contemplare la bellezza seminata dal Padre suo, e invitava i discepoli a cogliere nelle cose un messaggio divino\u00bb.<a name=\"_ftnref38\"><\/a><sup>[38]<\/sup><\/p>\n<p>65. Allo stesso tempo, \u00able creature di questo mondo non ci si presentano pi\u00f9 come una realt\u00e0 meramente naturale, perch\u00e9 il Risorto le avvolge misteriosamente e le orienta a un destino di pienezza. Gli stessi fiori del campo e gli uccelli che Egli contempl\u00f2 ammirato con i suoi occhi umani, ora sono pieni della sua presenza luminosa\u00bb.<a name=\"_ftnref39\"><\/a><sup>[39]<\/sup>\u00a0Se \u00abl\u2019universo si sviluppa in Dio, che lo riempie tutto, quindi c\u2019\u00e8 un mistero da contemplare in una foglia, in un sentiero, nella rugiada, nel volto di un povero\u00bb.<a name=\"_ftnref40\"><\/a><sup>[40]<\/sup>\u00a0Il mondo canta un Amore infinito, come non averne cura?<\/p>\n<p><i>Camminare in comunione e con responsabilit\u00e0<\/i><\/p>\n<p>66. Dio ci ha uniti a tutte le sue creature. Eppure, il paradigma tecnocratico pu\u00f2 isolarci da ci\u00f2 che ci circonda e ci inganna facendoci dimenticare che il mondo intero \u00e8 una \u201czona di contatto\u201d.<a name=\"_ftnref41\"><\/a><sup>[41]<\/sup><\/p>\n<p>67. La visione giudaico-cristiana del mondo sostiene il valore peculiare e centrale dell\u2019essere umano in mezzo al meraviglioso concerto di tutti gli esseri, ma oggi siamo costretti a riconoscere che \u00e8 possibile sostenere solo un \u201cantropocentrismo situato\u201d. Vale a dire, riconoscere che la vita umana \u00e8 incomprensibile e insostenibile senza le altre creature. Infatti, \u00abnoi tutti esseri dell\u2019universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile\u00bb.<a name=\"_ftnref42\"><\/a><sup>[42]<\/sup><\/p>\n<p>68. Questo non \u00e8 un prodotto della nostra volont\u00e0, ha un\u2019altra origine che si trova alla radice del nostro essere, perch\u00e9 \u00abDio ci ha unito tanto strettamente al mondo che ci circonda, che la desertificazione del suolo \u00e8 come una malattia per ciascuno, e possiamo lamentare l\u2019estinzione di una specie come fosse una mutilazione\u00bb.<a name=\"_ftnref43\"><\/a><sup>[43]<\/sup>\u00a0Cos\u00ec mettiamo fine all\u2019idea di un essere umano autonomo, onnipotente e illimitato, e ripensiamo noi stessi per comprenderci in una maniera pi\u00f9 umile e pi\u00f9 ricca.<\/p>\n<p>69. Invito ciascuno ad accompagnare questo percorso di riconciliazione con il mondo che ci ospita e ad impreziosirlo con il proprio contributo, perch\u00e9 il nostro impegno ha a che fare con la dignit\u00e0 personale e con i grandi valori. Comunque, non posso negare che \u00e8 necessario essere sinceri e riconoscere che le soluzioni pi\u00f9 efficaci non verranno solo da sforzi individuali, ma soprattutto dalle grandi decisioni della politica nazionale e internazionale.<\/p>\n<p>70. Ciononostante, tutto concorre all\u2019insieme ed evitare l\u2019aumento di un decimo di grado della temperatura globale potrebbe gi\u00e0 essere sufficiente per risparmiare sofferenze a molte persone. Ma ci\u00f2 che conta \u00e8 qualcosa di meno quantitativo: ricordare che non ci sono cambiamenti duraturi senza cambiamenti culturali, senza una maturazione del modo di vivere e delle convinzioni sociali, e non ci sono cambiamenti culturali senza cambiamenti nelle persone.<\/p>\n<p>71. Gli sforzi delle famiglie per inquinare meno, ridurre gli sprechi, consumare in modo oculato, stanno creando una nuova cultura. Il semplice fatto di cambiare le abitudini personali, familiari e comunitarie alimenta la preoccupazione per le responsabilit\u00e0 non assolte da parte dei settori politici e l\u2019indignazione per il disinteresse dei potenti. Va notato quindi che, anche se ci\u00f2 non produce immediatamente un effetto molto rilevante da un punto di vista quantitativo, contribuisce a realizzare grandi processi di trasformazione che operano dal profondo della societ\u00e0.<\/p>\n<p>72. Se consideriamo che le emissioni\u00a0<i>pro capite<\/i>\u00a0negli Stati Uniti sono circa il doppio di quelle di un abitante della Cina e circa sette volte maggiori rispetto alla media dei Paesi pi\u00f9 poveri,<a name=\"_ftnref44\"><\/a><sup>[44]<\/sup>\u00a0possiamo affermare che un cambiamento diffuso dello stile di vita irresponsabile legato al modello occidentale avrebbe un impatto significativo a lungo termine. Cos\u00ec, con le indispensabili decisioni politiche, saremmo sulla strada della cura reciproca.<\/p>\n<p>73. \u00abLodate Dio\u00bb \u00e8 il nome di questa lettera. Perch\u00e9 un essere umano che pretende di sostituirsi a Dio diventa il peggior pericolo per s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p><i>Dato a Roma, presso San Giovanni in Laterano, il 4 ottobre, Festa di San Francesco d\u2019Assisi, dell\u2019anno 2023, undicesimo del mio Pontificato.<\/i><\/p>\n<p>FRANCESCO<\/p>\n<p>________________________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a><sup>[1]<\/sup>\u00a0Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti,\u00a0<i>Global Climate Change Background<\/i>, 2019.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a><sup>[2]<\/sup>\u00a0Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Pan-Amazzonica,\u00a0<i>Documento finale<\/i>, ottobre 2019, 10:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>111 (2019), 1744.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a><sup>[3]<\/sup>\u00a0Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (Sceam),\u00a0<i>African Climate Dialogues Communiqu\u00e9<\/i>, Nairobi, 17 ottobre 2022.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a><sup>[4]<\/sup>\u00a0Cfr Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC),\u00a0<i>Climate Change 2021, The Physical Science Basis<\/i>, Cambridge and New York 2021, B.2.2.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a><sup>[5]<\/sup>\u00a0Cfr Id.,\u00a0<i>Climate Change 2023<\/i>,\u00a0<i>Synthesis Report, Summary for Policymakers<\/i>, B.3.2.. Per il Rapporto 2023 si fa riferimento a\u00a0<a title=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/syr\/downloads\/report\/IPCC_AR6_SYR_SPM.pdf\" href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/syr\/downloads\/report\/IPCC_AR6_SYR_SPM.pdf\">https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/syr\/downloads\/report\/IPCC_AR6_SYR_SPM.pdf<\/a>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a><sup>[6]<\/sup>\u00a0Cfr United Nations Environment Program,\u00a0<i>The Emissions Gap Report 2022<\/i>: <a href=\"https:\/\/www.unep.org\/resources\/emissions-gap-report-2022\" rel=\"nofollow\">https:\/\/www.unep.org\/resources\/emissions-gap-report-2022<\/a>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a><a name=\"_ftn8\"><\/a>[7] Cf. National Oceanic and Atmospheric Administration, Earth System Research Laboratories, Global Monitoring Laboratory,<i>\u00a0Trends in Atmospheric Carbon Dioxide<\/i>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gml.noaa.gov\/ccgg\/trends\/\">https:\/\/www.gml.noaa.gov\/ccgg\/trends\/<\/a>.<\/p>\n<p><sup>[8]<\/sup>\u00a0Cfr IPCC,\u00a0<i>Climate Change 2023<\/i>,\u00a0<i>Synthesis Report, Summary for Policymakers<\/i>, A.1.3.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a><sup>[9]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i>, B.5.3.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a><sup>[10]<\/sup>\u00a0Questi dati dell\u2019Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sono basati su circa 34.000 studi: cfr IPCC,\u00a0<i>Synthesis Report of the Sixth Assessment Report (20\/03\/2023): AR6 Synthesis Report: Climate Change 2023 (ipcc.ch)<\/i><\/p>\n<p><a name=\"_ftn11\"><\/a><sup>[11]<\/sup>\u00a0Cfr IPCC,\u00a0<i>Climate Change 2023<\/i>,\u00a0<i>Synthesis Report, Summary for Policymakers<\/i>, A.1.2.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a><sup>[12]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>ibid<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a><sup>[13]<\/sup>\u00a0Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>\u00a0(24 maggio 2015), 101:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 887.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a><sup>[14]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 105:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 889.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn15\"><\/a><sup>[15]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 106:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 890.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn16\"><\/a><sup>[16]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 104:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 888-889.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn17\"><\/a><sup>[17]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 105:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 889.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn18\"><\/a><sup>[18]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 139:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 903.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn19\"><\/a><sup>[19]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 220:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 934.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn20\"><\/a><sup>[20]<\/sup>\u00a0Cfr S. S\u00f6rlin \u2013 P. Warde,\u00a0<i>Making the Environment Historical. An Introduction<\/i>, in Iidem,\u00a0<i>Nature\u2019s End: History and the Environment<\/i>, Basingstoke \u2013 New York 2009, 1-23.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn21\"><\/a><sup>[21]<\/sup>\u00a0Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>\u00a0(24 maggio 2015), 139:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 903.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn22\"><\/a><sup>[22]<\/sup>\u00a0V. Solov\u2019\u00ebv,\u00a0<i>I tre dialoghi e il racconto dell\u2019Anticristo<\/i>, Bologna 2021, 256.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn23\"><\/a><sup>[23]<\/sup>\u00a0Cfr S. Paolo VI,\u00a0<i>Discorso alla FAO nel suo 25\u1d52 anniversario<\/i>\u00a0(16 novembre 1970), 4:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>62 (1970), 833.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn24\"><\/a><sup>[24]<\/sup>\u00a0Lett. enc.\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), 11:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 972.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn25\"><\/a><sup>[25]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 174:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1030.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn26\"><\/a><sup>[26]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 172:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1029.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn27\"><\/a><sup>[27]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn28\"><\/a><sup>[28]<\/sup>\u00a0Cfr\u00a0<i>ibid<\/i>., 170:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1029.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn29\"><\/a><sup>[29]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn30\"><\/a><sup>[30]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 175:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0112 (2020), 1031.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn31\"><\/a><sup>[31]<\/sup>\u00a0Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>\u00a0(24 maggio 2015), 179:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 918.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn32\"><\/a><sup>[32]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 167:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 914.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn33\"><\/a><sup>[33]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 169:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 915.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn34\"><\/a><sup>[34]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 111:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 982.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn35\"><\/a><sup>[35]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 57:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 870.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn36\"><\/a><sup>[36]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 68:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 874.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn37\"><\/a><sup>[37]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 86:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 881.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn38\"><\/a><sup>[38]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 97:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 886.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn39\"><\/a><sup>[39]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 100:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 887.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn40\"><\/a><sup>[40]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 233:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 938.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn41\"><\/a><sup>[41]<\/sup>\u00a0Cfr D.J. Haraway,\u00a0<i>When Species Meet<\/i>, Minneapolis 2008, 205-249.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn42\"><\/a><sup>[42]<\/sup>\u00a0Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>\u00a0(24 maggio 2015), 89:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 883.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn43\"><\/a><sup>[43]<\/sup>\u00a0Esort. ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium<\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 215:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1109.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn44\"><\/a><sup>[44]<\/sup>\u00a0Cfr United Nations Environment Program,\u00a0<i>The Emissions Gap Report 2022<\/i>: <a href=\"https:\/\/www.unep.org\/resources\/emissions-gap-report-2022\" rel=\"nofollow\">https:\/\/www.unep.org\/resources\/emissions-gap-report-2022<\/a>.<\/p>\n<p>[Testo originale: Spagnolo]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esortazione Apostolica Laudate Deum del Papa a tutte le persone di buona volont\u00e0 sulla crisi climatica<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":85004,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[101,67,117],"tags":[10264,10263,4952,4952],"class_list":["post-85003","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","category-leone-xiv","category-messaggi","tag-deum","tag-esortazione-apostolica-laudate","tag-trending-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>&quot;Il cambiamento climatico \u00e8 una minaccia esistenziale per l&#039;umanit\u00e0&quot; 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Exaudi News \u00e8 un agenzia cattolica internazionale che informa, istruisce e trasforma quotidianamente in spagnolo, inglese e italiano. Attraverso notizie, articoli di analisi e trasmissioni in diretta degli eventi del Papa, Exaudi cerca di rafforzare l'unit\u00e0 dei cristiani e di contribuire all'evangelizzazione del mondo, sempre guidato dalla dottrina sociale della Chiesa. Lavoriamo per portare la verit\u00e0 e i valori cristiani in ogni angolo del pianeta. Aiutaci a trasformare il mondo con Exaudi! Noi di Exaudi crediamo che l'evangelizzazione e l'informazione di qualit\u00e0 possano cambiare la vita. Per continuare la nostra missione ed espandere la nostra portata, abbiamo bisogno del tuo aiuto. Stiamo anche cercando persone motivate che vogliano unirsi al nostro team. Grazie al vostro sostegno raggiungeremo pi\u00f9 persone, diffonderemo il messaggio di Cristo e rafforzeremo l'unit\u00e0 dei cristiani. Vuoi unirti alla nostra missione? 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