{"id":78879,"date":"2023-06-20T19:41:45","date_gmt":"2023-06-20T17:41:45","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=78879"},"modified":"2023-06-20T19:41:45","modified_gmt":"2023-06-20T17:41:45","slug":"instrumentum-laboris-una-chiesa-che-accoglie-tutti-e-non-annulla-le-differenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/instrumentum-laboris-una-chiesa-che-accoglie-tutti-e-non-annulla-le-differenze\/","title":{"rendered":"Instrumentum Laboris: una Chiesa che accoglie tutti e non annulla le differenze"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">XVI ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA<br \/>\nDEL SINODO DEI VESCOVI<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i>PER UNA CHIESA SINODALE:<br \/>\nCOMUNIONE, PARTECIPAZIONE, MISSIONE<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>INSTRUMENTUM LABORIS<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>per la Prima Sessione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>(ottobre 2023)<\/b><\/p>\n<p><b>SOMMARIO<\/b><\/p>\n<p><b>Premessa<\/b><\/p>\n<p>Il percorso compiuto finora<\/p>\n<p>Uno strumento di lavoro per la seconda fase del percorso sinodale<\/p>\n<p>La struttura del testo<\/p>\n<p><b>A. Per una Chiesa sinodale. Un\u2019esperienza integrale<\/b><\/p>\n<p>A 1. I segni caratteristici di una Chiesa sinodale<\/p>\n<p>A 2. Un modo di procedere per la Chiesa sinodale: la conversazione nello Spirito<\/p>\n<p><b>B. Comunione, missione, partecipazione. Tre questioni prioritarie per la Chiesa sinodale<\/b><\/p>\n<p>B 1. Una comunione che si irradia. Come essere pi\u00f9 pienamente segno e strumento di unione con Dio e di unit\u00e0 del genere umano?<\/p>\n<p>B 2. Corresponsabili nella missione. Come condividere doni e compiti a servizio del Vangelo?<\/p>\n<p>B 3. Partecipazione, compiti di responsabilit\u00e0 e autorit\u00e0. Quali processi, strutture e istituzioni in una Chiesa sinodale missionaria?<\/p>\n<p><b>SCHEDE DI LAVORO PER L\u2019ASSEMBLEA SINODALE<\/b><\/p>\n<p><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p><b>Schede per B 1. Una comunione che si irradia<\/b><\/p>\n<p>B 1.1 In che modo il servizio della carit\u00e0 e l\u2019impegno per la giustizia e la cura della casa comune alimentano la comunione in una Chiesa sinodale?<\/p>\n<p>B 1.2 Come una Chiesa sinodale pu\u00f2 rendere credibile la promessa che \u00abamore e verit\u00e0 s\u2019incontreranno\u00bb (Sal 85,11)?<\/p>\n<p>B 1.3 Come pu\u00f2 crescere un rapporto dinamico di scambio di doni tra le Chiese?<\/p>\n<p>B 1.4 Come una Chiesa sinodale pu\u00f2 compiere meglio la propria missione attraverso un rinnovato impegno ecumenico?<\/p>\n<p>B 1.5 In che modo riconoscere e raccogliere le ricchezze delle culture e sviluppare il dialogo con le religioni, alla luce del Vangelo?<\/p>\n<p><b>Schede per B 2. Corresponsabili nella missione<\/b><\/p>\n<p>B 2.1 Come camminare insieme verso una consapevolezza condivisa del significato e del contenuto della missione?<\/p>\n<p>B 2.2 Che cosa fare perch\u00e9 una Chiesa sinodale sia anche una Chiesa missionaria \u201ctutta ministeriale\u201d?<\/p>\n<p>B 2.3 Come pu\u00f2 la Chiesa del nostro tempo compiere meglio la propria missione attraverso un maggiore riconoscimento e promozione della dignit\u00e0 battesimale delle donne?<\/p>\n<p>B 2.4 Come valorizzare il Ministero ordinato, nella sua relazione con i Ministeri battesimali, in una prospettiva missionaria?<\/p>\n<p>B 2.5 Come rinnovare e promuovere il ministero del Vescovo in una prospettiva sinodale missionaria?<\/p>\n<p><b>Schede per B 3. Partecipazione, compiti di responsabilit\u00e0 e autorit\u00e0<\/b><\/p>\n<p>B 3.1 Come rinnovare il servizio dell\u2019autorit\u00e0 e l\u2019esercizio della responsabilit\u00e0 in una Chiesa sinodale missionaria?<\/p>\n<p>B 3.2 In che modo possiamo far evolvere in maniera autenticamente sinodale le pratiche di discernimento e i processi decisionali, valorizzando il protagonismo dello Spirito?<\/p>\n<p>B 3.3. Quali strutture possono essere sviluppate per consolidare una Chiesa sinodale missionaria?<\/p>\n<p>B 3.4 Come configurare le istanze di sinodalit\u00e0 e collegialit\u00e0 che coinvolgono raggruppamenti di Chiese locali?<\/p>\n<p>B 3.5 Come potenziare l\u2019istituzione del Sinodo perch\u00e9 sia espressione della collegialit\u00e0 episcopale all\u2019interno di una Chiesa tutta sinodale?<\/p>\n<p><b>SIGLE<\/b><\/p>\n<p>AA Concilio Vaticano II, Decr.\u00a0<i>Apostolicam actuositatem<\/i>\u00a0(18 novembre 1965)<\/p>\n<p>AG Concilio Vaticano II, Decr.\u00a0<i>Ad gentes<\/i>\u00a0(7 dicembre 1965)<\/p>\n<p>CA San Giovanni Paolo II, Lett. Enc.\u00a0<i>Centesimus annus<\/i>\u00a0(1\u00b0 maggio 1991)<\/p>\n<p>CL San Giovanni Paolo II, Esort. Ap. Post-Sinod.\u00a0<i>Christifideles laici<\/i>\u00a0(30 dicembre 1988)<\/p>\n<p>CV Francesco, Esort. Ap. Post-Sinod.\u00a0<i>Christus vivit<\/i>\u00a0(25 marzo 2019)<\/p>\n<p>DP Segreteria Generale del Sinodo,\u00a0<i>Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione. Documento Preparatorio\u00a0<\/i>(2021)<\/p>\n<p>DTC Segreteria Generale del Sinodo,\u00a0<i>Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione. \u00abAllarga lo spazio della tua tenda\u00bb (Is 54,2). Documento di Lavoro per la Tappa Continentale\u00a0<\/i>(2022)<\/p>\n<p>DV Concilio Vaticano II, Cost. Dogm.\u00a0<i>Dei Verbum\u00a0<\/i>(18 novembre 1965)<\/p>\n<p>EC Francesco, Cost. Ap.\u00a0<i>Episcopalis communio<\/i>\u00a0(15 settembre 2018)<\/p>\n<p>EG Francesco, Esort. Ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium\u00a0<\/i>(24 novembre 2013)<\/p>\n<p>FT Francesco, Lett. Enc.\u00a0<i>Fratelli tutti\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020)<\/p>\n<p>GS Concilio Vaticano II, Cost. Past.\u00a0<i>Gaudium et spes\u00a0<\/i>(7 dicembre 1965)<\/p>\n<p>IL\u00a0<i>Instrumentum Laboris<\/i><\/p>\n<p>LG Concilio Vaticano II, Cost. Dogm.\u00a0<i>Lumen gentium\u00a0<\/i>(21 novembre 1964)<\/p>\n<p>PE Francesco, Cost. Ap.\u00a0<i>Praedicate Evangelium<\/i>\u00a0(19 marzo 2022)<\/p>\n<p>SC Concilio Vaticano II, Cost.\u00a0<i>Sacrosanctum Concilium\u00a0<\/i>(4 dicembre 1963)<\/p>\n<p>UR Concilio Vaticano II, Decr.\u00a0<i>Unitatis redintegratio\u00a0<\/i>(21 novembre 1964)<\/p>\n<p><b>INSTRUMENTUM LABORI<\/b><\/p>\n<p><b>Premessa<\/b><\/p>\n<p><i>\u00abE il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull\u2019esempio di Cristo Ges\u00f9, perch\u00e9 con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo\u00bb (Rm 15,5-6).<\/i><\/p>\n<p><b>Il percorso compiuto finora<\/b><\/p>\n<p>1. Il Popolo di Dio si \u00e8 messo in cammino da quando, il 10 ottobre 2021, Papa Francesco ha convocato la Chiesa intera in Sinodo. A partire dai contesti e ambiti vitali, le Chiese locali di tutto il mondo hanno avviato la consultazione del Popolo di Dio, sulla base dell\u2019interrogativo di fondo formulato al n. 2 del DP: \u00ab<b>come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale), quel \u201ccamminare insieme\u201d che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le \u00e8 stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?<\/b>\u00bb. I frutti della consultazione sono stati raccolti a livello diocesano e poi sintetizzati e inviati ai Sinodi delle Chiese Orientali Cattoliche e alle Conferenze Episcopali. A loro volta, questi hanno redatto una sintesi che \u00e8 stata trasmessa alla Segreteria Generale del Sinodo.<\/p>\n<p>2. A partire dalla lettura e dall\u2019analisi dei documenti cos\u00ec raccolti, \u00e8 stato redatto il DTC,<i>\u00a0<\/i>a servizio di una tappa che rappresenta una novit\u00e0 del processo sinodale in corso. Il DTC \u00e8 stato restituito alle Chiese locali di tutto il mondo, invitandole a confrontarsi con esso per poi incontrarsi e dialogare in occasione delle sette Assemblee continentali, mentre proseguiva anche l\u2019attivit\u00e0 del Sinodo digitale. L\u2019obiettivo era mettere a fuoco le intuizioni e le tensioni che risuonano con maggiore intensit\u00e0 con l\u2019esperienza di Chiesa di ciascun continente, ed enucleare quelle che nella prospettiva di ciascun continente rappresentano le priorit\u00e0 da affrontare nella prima sessione dell\u2019Assemblea sinodale (ottobre 2023).<\/p>\n<p>3.\u00a0<b>Sulla base di tutto il materiale raccolto durante la fase dell\u2019ascolto, e in particolare dei Documenti finali delle Assemblee continentali, \u00e8 stato redatto il presente IL<\/b>. Con la sua pubblicazione si chiude la prima fase del Sinodo \u00abPer una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione\u00bb, e si apre la seconda, articolata nelle due sessioni<sup>[1]<\/sup>\u00a0in cui si svolger\u00e0 la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2023 e ottobre 2024). Il suo obiettivo sar\u00e0 di rilanciare il processo e di incarnarlo nella vita ordinaria della Chiesa, identificando su quali linee lo Spirito ci invita a camminare con maggiore decisione come Popolo di Dio. Camminare insieme come Popolo di Dio, nella fedelt\u00e0 alla missione che il Signore ha affidato alla Chiesa, \u00e8 il dono e il frutto che chiediamo per la prossima Assemblea. Infatti, lo scopo del processo sinodale \u00abnon \u00e8 produrre documenti, ma aprire orizzonti di speranza per il compimento della missione della Chiesa\u00bb (DTC 6).<\/p>\n<p>4.\u00a0<b>Il percorso compiuto finora, e in particolare la tappa continentale, ha permesso di identificare e condividere anche le peculiarit\u00e0 delle situazioni che la Chiesa vive nelle diverse regioni del mondo<\/b>: dalle troppe guerre che insanguinano il nostro pianeta e richiedono di rinnovare l\u2019impegno per la costruzione di una pace giusta, alla minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici con la conseguente priorit\u00e0 della cura per la casa comune; da un sistema economico che produce sfruttamento, disuguaglianza e \u201cscarto\u201d alla pressione omologante del colonialismo culturale che schiaccia le minoranze; dall\u2019esperienza di subire la persecuzione sino al martirio a un\u2019emigrazione che svuota progressivamente le comunit\u00e0 minacciandone la stessa sopravvivenza; dal crescente pluralismo culturale che marca ormai l\u2019intero pianeta all\u2019esperienza delle comunit\u00e0 cristiane che rappresentano minoranze sparute all\u2019interno del Paese in cui vivono, fino a quella di fare i conti con una secolarizzazione sempre pi\u00f9 spinta, e talora aggressiva, che sembra ritenere irrilevante l\u2019esperienza religiosa, ma non per questo smette di avere sete della Buona Notizia del Vangelo. In molte regioni le Chiese sono profondamente colpite dalla crisi degli abusi: sessuali, di potere e di coscienza, economici e istituzionali. Si tratta di ferite aperte, le cui conseguenze non sono ancora state affrontate fino in fondo. Alla richiesta di perdono rivolta alle vittime delle sofferenze che ha causato, la Chiesa deve unire il crescente impegno di conversione e di riforma per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi in futuro.<\/p>\n<p>5. \u00c8 in questo contesto, variegato ma con tratti comuni a livello globale, che si \u00e8 svolto l\u2019intero percorso sinodale. Anche all\u2019Assemblea sinodale sar\u00e0 chiesto di mettersi in un ascolto profondo delle situazioni in cui la Chiesa vive e porta avanti la propria missione: solo quando risuona in un contesto specifico, l\u2019interrogativo di fondo sopra ricordato acquista concretezza e ne risalta l\u2019urgenza missionaria. Sono in gioco la capacit\u00e0 di annunciare il Vangelo camminando insieme agli uomini e alle donne del nostro tempo, l\u00e0 dove si trovano, e la pratica della cattolicit\u00e0 vissuta camminando insieme alle Chiese che vivono in condizioni di particolare sofferenza (cfr. LG 23).<\/p>\n<p>6. All\u2019Assemblea sinodale arriviamo carichi dei frutti raccolti durante la fase dell\u2019ascolto. Innanzi tutto abbiamo fatto esperienza che\u00a0<b>l\u2019incontro sincero e cordiale tra fratelli e sorelle nella fede \u00e8 fonte di gioia: incontrarci tra di noi \u00e8 incontrare il Signore che \u00e8 in mezzo a noi!<\/b>\u00a0Poi abbiamo potuto toccare con mano la cattolicit\u00e0 della Chiesa, che, nelle differenze di et\u00e0, sesso e condizione sociale, manifesta una straordinaria ricchezza di carismi e vocazioni ecclesiali e custodisce un tesoro di variet\u00e0 di lingue, culture, espressioni liturgiche e tradizioni teologiche. Esse rappresentano il dono che ciascuna Chiesa locale offre a tutte le altre (cfr. LG 13), e il dinamismo sinodale \u00e8 un modo per metterle in relazione e valorizzarle senza schiacciarle nell\u2019uniformit\u00e0. Ugualmente abbiamo scoperto che, pur nella variet\u00e0 dei modi in cui la sinodalit\u00e0 \u00e8 sperimentata e compresa nelle diverse parti del mondo sulla base della comune eredit\u00e0 della Tradizione apostolica, ci sono interrogativi condivisi: fa parte della sfida discernere a quale livello \u00e8 pi\u00f9 opportuno affrontare ciascuno di essi. Altrettanto condivise sono alcune tensioni. Non dobbiamo esserne spaventati, n\u00e9 cercare di risolverle a tutti i costi, ma impegnarci in un costante discernimento sinodale: solo in questo modo le tensioni possono diventare fonti di energia e non scadere in polarizzazioni distruttive.<\/p>\n<p>7. La prima fase ha rinnovato la nostra consapevolezza che\u00a0<b>diventare una Chiesa sempre pi\u00f9 sinodale manifesta la nostra identit\u00e0 e la nostra vocazione<\/b>: camminare insieme, cio\u00e8 fare sinodo, \u00e8 il modo per diventare davvero discepoli e amici di quel Maestro e Signore che di s\u00e9 ha detto \u00abIo sono la via\u00bb (Gv 14,6). Oggi ci\u00f2 costituisce anche un profondo desiderio: avendolo sperimentato come dono,\u00a0<b>vogliamo continuare a farlo, consapevoli che questo cammino si compir\u00e0 nell\u2019ultimo giorno<\/b>, quando, per grazia di Dio, entreremo a far parte di quella schiera che cos\u00ec descrive l\u2019Apocalisse: \u00abecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, trib\u00f9, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all\u2019Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: \u201cLa salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all\u2019Agnello\u201d\u00bb (Ap 7,9-10). Questo testo ci consegna l\u2019immagine di una Chiesa in cui regna perfetta comunione tra tutte le differenze che la compongono, che vengono mantenute e si uniscono nell\u2019unica missione che rimarr\u00e0 da compiere: partecipare alla liturgia di lode che da tutte le creature, attraverso Cristo, sale al Padre nell\u2019unit\u00e0 dello Spirito Santo.<\/p>\n<p>8. All\u2019intercessione di queste sorelle e questi fratelli, che gi\u00e0 vivono la piena comunione dei santi (cfr. LG 50), e soprattutto a quella di Colei che della loro schiera \u00e8 la primizia (cfr. LG 63), Maria Madre della Chiesa, affidiamo i lavori dell\u2019Assemblea e la prosecuzione del nostro impegno per una Chiesa sinodale. Chiediamo che l\u2019Assemblea sia un momento di effusione dello Spirito, ma ancora di pi\u00f9 che\u00a0<b>la grazia ci accompagni quando verr\u00e0 il momento di metterne in atto i frutti nella vita quotidiana delle comunit\u00e0 cristiane del mondo intero<\/b>.<\/p>\n<p><b>Uno strumento di lavoro per la seconda fase del percorso sinodale<\/b><\/p>\n<p>9. Le novit\u00e0 che segnano il Sinodo 2021-2024 non possono non riflettersi anche sulla valenza e sulla dinamica dell\u2019Assemblea sinodale e quindi sulla struttura dell\u2019IL che \u00e8 a servizio del suo svolgimento. In particolare, la lunga e articolata fase dell\u2019ascolto ha gi\u00e0 condotto alla predisposizione di una molteplicit\u00e0 di documenti, che hanno istituito una circolazione comunicativa tra le Chiese locali e tra queste e la Segreteria Generale del Sinodo: DP, sintesi delle Chiese locali, DTC e Documenti finali delle Assemblee continentali. Il presente IL non annulla n\u00e9 assorbe tutta questa ricchezza, ma si radica in essa e continuamente vi rimanda: anche nella preparazione all\u2019Assemblea,\u00a0<b>i Membri del Sinodo sono invitati a tenere presenti i documenti precedenti, in particolare il DTC e i Documenti finali delle Assemblee continentali, oltre a quello del Sinodo digitale, come strumenti per il loro discernimento<\/b>. In particolare, i Documenti finali delle Assemblee continentali sono preziosi per non smarrire la concretezza dei differenti contesti e le sfide che ciascuno di essi pone: il lavoro comune dell\u2019Assemblea sinodale non pu\u00f2 prescinderne. Potranno inoltre essere di aiuto le molte risorse raccolte nell\u2019apposita sezione del sito del Sinodo 2021-2024, &lt;www.synod.va&gt;, in particolare la Cost. Ap.\u00a0<i>Episcopalis communio<\/i>\u00a0e i due documenti della Commissione Teologica Internazionale,\u00a0<i>La sinodalit\u00e0 nella vita e nella missione della Chiesa<\/i>\u00a0(2018) e\u00a0<i>Il\u00a0<\/i>sensus fidei<i>\u00a0nella vita della Chiesa<\/i>\u00a0(2014).<\/p>\n<p>10. Vista l\u2019abbondanza di materiali gi\u00e0 disponibili, l\u2019IL \u00e8 pensato come sussidio pratico a servizio dello svolgimento dell\u2019Assemblea sinodale di ottobre 2023 e quindi per la sua preparazione. A maggior ragione vale per l\u2019IL quello che gi\u00e0 descriveva la natura del DTC: \u00abnon \u00e8 un documento del Magistero della Chiesa, n\u00e9 il report di una indagine sociologica; non offre la formulazione di indicazioni operative, di traguardi e obiettivi, n\u00e9 la compiuta elaborazione di una visione teologica\u00bb (n. 8). Non potrebbe essere altrimenti, giacch\u00e9 l\u2019IL si inscrive in un processo che non \u00e8 ancora terminato. Rispetto al DTC compie un ulteriore passo: a partire dalle intuizioni raccolte lungo la prima fase e soprattutto dal lavoro delle Assemblee continentali,\u00a0<b>articola alcune delle priorit\u00e0 emerse dall\u2019ascolto del Popolo di Dio<\/b>, ma non in forma di asserzioni o prese di posizione. Le esprime invece\u00a0<b>come domande rivolte all\u2019Assemblea sinodale<\/b>, che avr\u00e0 il compito di operare un discernimento per identificare alcuni passi concreti per continuare a crescere come Chiesa sinodale, passi che sottoporr\u00e0 poi al Santo Padre. Solo a quel punto si completer\u00e0 quella particolare dinamica di ascolto in cui \u00abciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l\u2019uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo \u201cSpirito della verit\u00e0\u201d (Gv 14,17), per conoscere ci\u00f2 che Egli \u201cdice alle Chiese\u201d (Ap 2,7)\u00bb<sup>\u00a0[2]<\/sup>. In questa luce risulta chiaro perch\u00e9 l\u2019IL non possa essere inteso come una prima bozza del Documento Finale dell\u2019Assemblea sinodale, da correggere o emendare, pur delineando una prima comprensione della dimensione sinodale della Chiesa a partire dalla quale operare un ulteriore discernimento. Ugualmente risulta chiaro come i Membri dell\u2019Assemblea sinodale rappresentino i destinatari principali dell\u2019IL, che viene reso pubblico non solo per ragioni di trasparenza, ma anche come sussidio per la realizzazione di iniziative ecclesiali. In particolare pu\u00f2 favorire la partecipazione alla dinamica sinodale a livello locale e regionale, in attesa che i risultati dell\u2019Assemblea forniscano ulteriori e autorevoli elementi su cui le Chiese locali saranno chiamate a pregare, riflettere, agire e dare il proprio contributo.<\/p>\n<p>11. Le domande che l\u2019IL pone sono espressione della ricchezza del processo a partire dal quale sono state elaborate: sono cariche dei nomi e dei volti di coloro che vi hanno preso parte, testimoniano l\u2019esperienza di fede del Popolo di Dio e recano perci\u00f2 l\u2019impronta di un significato trascendente. Da questo punto di vista, indicano un orizzonte e invitano a compiere con fiducia ulteriori passi per approfondire la pratica della dimensione sinodale della Chiesa.\u00a0<b>Dalla prima fase emerge la consapevolezza della necessit\u00e0 di assumere come punto di riferimento privilegiato la Chiesa locale<sup>[3]<\/sup>, in quanto luogo teologico in cui in concreto i Battezzati fanno esperienza di camminare insieme<\/b>. Questo non conduce per\u00f2 a un ripiegamento: nessuna Chiesa locale, infatti, pu\u00f2 vivere al di fuori delle relazioni che la uniscono a tutte le altre, incluse quelle, del tutto speciali, con la Chiesa di Roma, a cui \u00e8 affidato il servizio dell\u2019unit\u00e0 attraverso il ministero del suo Pastore, che ha convocato la Chiesa intera in Sinodo.<\/p>\n<p>12. Questa focalizzazione sulle Chiese locali richiede di tenere conto della loro variet\u00e0 e diversit\u00e0 di culture, di lingue e di modalit\u00e0 espressive. In particolare, le medesime parole \u2013 pensiamo ad esempio ad autorit\u00e0 o leadership \u2013 possono avere risonanze e connotazioni molto differenti nelle diverse aree linguistiche e culturali, in particolare quando in alcuni luoghi un termine viene associato a precise impostazioni teoriche o ideologiche. L\u2019IL si sforza di evitare un linguaggio divisivo, nella speranza di aiutare una migliore comprensione tra i membri dell\u2019Assemblea sinodale che provengono da regioni o tradizioni diverse. Il riferimento condiviso non pu\u00f2 che essere la visione del Vaticano II, a partire dalla cattolicit\u00e0 del Popolo di Dio, in virt\u00f9 della quale \u00able singole parti portano i propri doni alle altre parti e a tutta la Chiesa, in modo che il tutto e le singole parti si accrescono per uno scambio mutuo universale e per uno sforzo comune verso la pienezza nell\u2019unit\u00e0,\u00a0<sup>[\u2026]<\/sup>\u00a0rimanendo per\u00f2 integro il primato della cattedra di Pietro, la quale presiede alla comunione universale di carit\u00e0, tutela le variet\u00e0 legittime e insieme veglia affinch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 particolare non solo non pregiudichi l\u2019unit\u00e0, ma piuttosto la serva\u00bb (LG 13). Questa cattolicit\u00e0 si realizza nel rapporto di mutua interiorit\u00e0 tra Chiesa universale e Chiese locali, in cui e a partire da cui \u00abesiste la Chiesa Cattolica una e unica\u00bb (LG 23). Il processo sinodale, che nella prima fase si \u00e8 svolto nelle Chiese locali, giunge ora alla seconda fase, con lo svolgimento delle due sessioni della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.<\/p>\n<p><b>La struttura del testo<\/b><\/p>\n<p>13. Il presente IL \u00e8 suddiviso in due sezioni, che corrispondono all\u2019articolazione dei compiti delle Assemblee continentali (e quindi ai contenuti dei relativi Documenti finali): innanzi tutto procedere a una rilettura del cammino percorso durante la prima fase, in modo da enucleare che cosa la Chiesa di ciascun continente avesse appreso dall\u2019esperienza fatta in merito al modo di vivere la dimensione sinodale a servizio della missione; quindi operare un discernimento delle risonanze prodotte nelle Chiese locali del continente dal confronto con il DTC, allo scopo di individuare le priorit\u00e0 su cui proseguire il discernimento durante l\u2019Assemblea sinodale.<\/p>\n<p>14.\u00a0<b>La sezione A dell\u2019IL<\/b>, intitolata \u00abPer una Chiesa sinodale\u00bb, prova a raccogliere i frutti della rilettura del cammino percorso. Innanzi tutto\u00a0<b>enuclea una serie di caratteristiche fondamentali o segni distintivi di una Chiesa sinodale. D\u00e0 quindi voce alla consapevolezza che una Chiesa sinodale \u00e8 contraddistinta anche da un modo di procedere<\/b>, che l\u2019esperienza della prima fase conduce a identificare nella conversazione nello Spirito. Sui frutti di questa rilettura l\u2019Assemblea sar\u00e0 invitata a reagire con lo scopo di precisarli e affinarli.\u00a0<b>La sezione B<\/b>, intitolata \u00abComunione, missione, partecipazione\u00bb<sup>[4]<\/sup>,\u00a0<b>esprime in forma di interrogativo le tre priorit\u00e0 che con maggiore forza emergono dal lavoro di tutti i continenti<\/b>, sottoponendole al discernimento dell\u2019Assemblea. A servizio della dinamica dell\u2019Assemblea, in particolare dei lavori di gruppo (<i>Circuli Minores<\/i>), per ciascuna di queste tre priorit\u00e0 sono proposte cinque Schede di lavoro che consentono di affrontarle a partire da prospettive diverse.<\/p>\n<p>15. Le tre priorit\u00e0 della sezione B, sviluppate attraverso le rispettive Schede di lavoro, riguardano tematiche ampie e di grande rilevanza: molte potrebbero essere oggetto di un Sinodo, o lo sono gi\u00e0 state. Su varie sono numerosi e incisivi anche gli interventi del Magistero. Durante i lavori dell\u2019Assemblea non potranno essere trattate diffusamente, e soprattutto indipendentemente le une dalle altre. Andranno invece affrontate a partire dalla loro relazione con il vero tema dei lavori, ossia la Chiesa sinodale. Ad esempio, i riferimenti all\u2019urgenza di dedicare adeguata attenzione alle famiglie e ai giovani non puntano a stimolare una nuova trattazione della pastorale familiare o giovanile. Il loro scopo \u00e8 aiutare a mettere a fuoco come l\u2019attuazione delle conclusioni delle Assemblee sinodali del 2015 e del 2018 e delle indicazioni delle successive Esortazioni Apostoliche Post-Sinodali,\u00a0<i>Amoris laetitia<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Christus vivit<\/i>, rappresenti una opportunit\u00e0 di camminare insieme come Chiesa capace di accogliere e accompagnare, accettando i necessari cambiamenti di regole, strutture e procedure. Lo stesso vale per molte altre tematiche che emergono nelle tracce.<\/p>\n<p>16. L\u2019impegno chiesto all\u2019Assemblea e ai suoi Membri sar\u00e0 quello di\u00a0<b>mantenere la tensione tra lo sguardo di insieme<\/b>, che caratterizza il lavoro a partire dalla sezione A,\u00a0<b>e l\u2019identificazione dei passi da compiere<\/b>, necessariamente concreti, a cui punta invece il lavoro a partire dalla sezione B. Su questo si giocher\u00e0 la fecondit\u00e0 del discernimento dell\u2019Assemblea sinodale, il cui compito sar\u00e0 aprire la Chiesa tutta all\u2019accoglienza della voce dello Spirito Santo. L\u2019articolazione della Costituzione Pastorale\u00a0<i>Gaudium et spes,<\/i>\u00a0che \u00abconsta di due parti\u00bb, diverse per indole e focalizzazione, \u00abma \u00e8 un tutto unitario\u00bb (GS, nota 1), potr\u00e0 da questo punto di vista essere di ispirazione per i lavori dell\u2019Assemblea.<\/p>\n<p><b>A. Per una Chiesa sinodale<br \/>\n<\/b>Un\u2019esperienza integrale<\/p>\n<p><i>\u00abVi sono diversi carismi, ma uno solo \u00e8 lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo \u00e8 il Signore; vi sono diverse attivit\u00e0, ma uno solo \u00e8 Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno \u00e8 data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune\u00bb (1Cor 12,4-7).<\/i><\/p>\n<p>17. Un tratto accomuna le narrazioni delle tappe della prima fase: \u00e8 la sorpresa espressa dai partecipanti, che si sono trovati di fronte a qualcosa di inaspettato, di pi\u00f9 grande del previsto. Per chi vi prende parte,\u00a0<b>il processo sinodale offre una opportunit\u00e0 di incontro nella fede che fa crescere il legame con il Signore, la fraternit\u00e0 tra le persone e l\u2019amore per la Chiesa<\/b>, non solo a livello individuale, ma coinvolgendo e dinamizzando l\u2019intera comunit\u00e0. L\u2019esperienza \u00e8 quella di ricevere un orizzonte di speranza che si apre per la Chiesa, un segno chiaro della presenza e dell\u2019azione dello Spirito che la guida nella storia nel suo cammino verso il Regno (cfr. LG 5): \u00ab<b>il protagonista del Sinodo \u00e8 lo Spirito Santo<\/b>\u00bb<sup>[5]<\/sup>. In questo modo, quanto pi\u00f9 intensamente \u00e8 stato accolto l\u2019invito a camminare insieme, tanto pi\u00f9 il Sinodo \u00e8 diventato la via su cui il Popolo di Dio procede con entusiasmo, ma senza ingenuit\u00e0. Infatti problemi, resistenze, difficolt\u00e0 e tensioni non vengono celati o dissimulati, ma individuati e nominati grazie a un contesto di dialogo autentico che rende possibile parlare e ascoltare con libert\u00e0 e sincerit\u00e0. Il processo sinodale costituisce lo spazio entro il quale diventa praticabile il modo evangelico di affrontare questioni che spesso vengono poste in chiave rivendicativa o per le quali nella vita della Chiesa di oggi manca un luogo di accoglienza e discernimento.<\/p>\n<p>18. Un termine per s\u00e9 astratto o teorico come sinodalit\u00e0 ha cominciato cos\u00ec a incarnarsi in un\u2019esperienza concreta. Dall\u2019ascolto del Popolo di Dio emergono una progressiva appropriazione e una comprensione della sinodalit\u00e0 \u201cdall\u2019interno\u201d, che non deriva dall\u2019enunciazione di un principio, di una teoria o di una formula, ma muove dalla disponibilit\u00e0 a entrare in un processo dinamico di parola costruttiva, rispettosa e orante, di ascolto e di dialogo. Alla radice di questo processo c\u2019\u00e8 l\u2019accoglienza, personale e comunitaria, di qualcosa che \u00e8 al tempo stesso un dono e una sfida: essere una Chiesa di sorelle e fratelli in Cristo che si ascoltano a vicenda e che, cos\u00ec facendo, vengono gradualmente trasformati dallo Spirito.<\/p>\n<p><b>A 1. I segni caratteristici di una Chiesa sinodale<\/b><\/p>\n<p>19. All\u2019interno di questa comprensione integrale, emerge la consapevolezza di alcune caratteristiche o segni distintivi di una Chiesa sinodale. Si tratta di convinzioni condivise su cui soffermarsi e riflettere insieme in vista del proseguimento di un cammino che le affiner\u00e0 e chiarir\u00e0 ulteriormente, a partire dal lavoro che l\u2019Assemblea sinodale intraprender\u00e0.<\/p>\n<p>20. Con grande forza da tutti i continenti emerge la consapevolezza che\u00a0<b>una Chiesa sinodale si fonda sul riconoscimento della dignit\u00e0 comune derivante dal Battesimo, che rende coloro che lo ricevono figli e figlie di Dio, membri della sua famiglia, e quindi fratelli e sorelle in Cristo, abitati dall\u2019unico Spirito e inviati a compiere una comune missione.<\/b>\u00a0Nel linguaggio di Paolo, \u00abnoi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito\u00bb (1Cor 12,13). Il Battesimo crea cos\u00ec una vera corresponsabilit\u00e0 tra i membri della Chiesa, che si manifesta nella partecipazione di tutti, con i carismi di ciascuno, alla missione e all\u2019edificazione della comunit\u00e0 ecclesiale.\u00a0<b>Non si pu\u00f2 comprendere una Chiesa sinodale se non nell\u2019orizzonte della comunione che \u00e8 sempre anche missione<\/b>\u00a0di annunciare e incarnare il Vangelo in ogni dimensione dell\u2019esistenza umana. Comunione e missione si alimentano nella comune partecipazione all\u2019Eucarestia che fa della Chiesa un corpo \u00abben compaginato e connesso\u00bb (Ef 4,16) in Cristo, in grado di camminare insieme verso il Regno.<\/p>\n<p>21. Radicato in questa consapevolezza \u00e8 il desiderio di\u00a0<b>una Chiesa sempre pi\u00f9 sinodale anche nelle sue istituzioni, strutture e procedure<\/b>, in modo da costituire uno spazio in cui la comune dignit\u00e0 battesimale e la corresponsabilit\u00e0 nella missione siano non solo affermate, ma esercitate e praticate. In questo spazio, l\u2019esercizio dell\u2019autorit\u00e0 nella Chiesa \u00e8 apprezzato come un dono e lo si vuole sempre pi\u00f9 configurato come \u00abun vero servizio, che le Sacre Scritture chiamano significativamente \u201cdiaconia\u201d o ministero\u00bb (LG 24), sul modello di Ges\u00f9, che si \u00e8 chinato a lavare i piedi ai suoi discepoli (cfr. Gv 13,1-11).<\/p>\n<p>22.\u00a0<b>\u00abUna Chiesa sinodale \u00e8 una Chiesa dell\u2019ascolto\u00bb<\/b><sup>[6]<\/sup>: questa consapevolezza \u00e8 frutto dell\u2019esperienza del cammino sinodale, che \u00e8 un ascolto dello Spirito attraverso l\u2019ascolto della Parola, l\u2019ascolto degli eventi della storia e l\u2019ascolto reciproco tra le persone e tra le comunit\u00e0 ecclesiali, dal livello locale a quello continentale e universale. Per molti, la grande sorpresa \u00e8 stata proprio l\u2019esperienza di essere ascoltati dalla comunit\u00e0, in alcuni casi per la prima volta, ricevendo cos\u00ec un riconoscimento del proprio valore che testimonia l\u2019amore del Padre per ciascuno dei suoi figli e delle sue figlie. L\u2019ascolto dato e ricevuto ha uno spessore teologale ed ecclesiale, e non solo funzionale, sull\u2019esempio di come Ges\u00f9 ascoltava le persone che incontrava. Questo stile di ascolto \u00e8 chiamato a segnare e trasformare tutte le relazioni che la comunit\u00e0 cristiana instaura tra i suoi membri, con le altre comunit\u00e0 di fede e con la societ\u00e0 nel suo complesso, in particolare nei confronti di coloro la cui voce \u00e8 pi\u00f9 frequentemente ignorata.<\/p>\n<p>23. Come Chiesa dell\u2019ascolto,\u00a0<b>una Chiesa sinodale desidera essere umile, e sa di dover chiedere perdono e di avere molto da imparare<\/b>. Alcuni documenti raccolti lungo la prima fase hanno rilevato che il cammino sinodale \u00e8 necessariamente penitenziale, riconoscendo che non sempre abbiamo vissuto la dimensione sinodale costitutiva della comunit\u00e0 ecclesiale. Il volto della Chiesa oggi porta i segni di gravi crisi di fiducia e di credibilit\u00e0. In molti contesti, le crisi legate agli abusi sessuali, economici, di potere e di coscienza hanno spinto la Chiesa a un esigente esame di coscienza \u00abperch\u00e9, sotto l\u2019azione dello Spirito Santo, non cessi di rinnovare se stessa\u00bb (LG 9), in un cammino di pentimento e di conversione che apre percorsi di riconciliazione, guarigione e giustizia.<\/p>\n<p>24.\u00a0<b>Una Chiesa sinodale \u00e8 una Chiesa dell\u2019incontro e del dialogo<\/b>. Nel cammino che abbiamo percorso, questo riguarda con particolare forza le relazioni con le altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali, alle quali siamo uniti dal vincolo dell\u2019unico Battesimo. Lo Spirito, che \u00e8 \u00abprincipio di unit\u00e0 della Chiesa\u00bb (UR 2), \u00e8 all\u2019opera in queste Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali e ci invita a intraprendere percorsi di conoscenza reciproca, di condivisione e di costruzione di una vita comune. A livello locale, emerge con forza l\u2019importanza di quanto gi\u00e0 si sta facendo insieme a membri di altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali, soprattutto come testimonianza comune in contesti socioculturali ostili fino alla persecuzione \u2013 \u00e8 l\u2019ecumenismo del martirio \u2013 e di fronte all\u2019emergenza ecologica. Ovunque, in sintonia con il Magistero del Concilio Vaticano II, emerge il desiderio di approfondire il cammino ecumenico: una Chiesa autenticamente sinodale non pu\u00f2 non coinvolgere tutti coloro che condividono l\u2019unico Battesimo.<\/p>\n<p>25.\u00a0<b>Una Chiesa sinodale\u00a0<\/b>\u00e8 chiamata a praticare la cultura dell\u2019incontro e del dialogo con i credenti di altre religioni e con le culture e le societ\u00e0 in cui \u00e8 inserita, ma soprattutto tra le tante differenze che attraversano la Chiesa stessa. Questa Chiesa\u00a0<b>non ha paura della variet\u00e0 di cui \u00e8 portatrice, ma la valorizza senza costringerla all\u2019uniformit\u00e0<\/b>. Il processo sinodale \u00e8 stato un\u2019occasione per iniziare a imparare che cosa significa vivere l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0, una realt\u00e0 da continuare a esplorare, confidando che il cammino diventi pi\u00f9 chiaro man mano che si procede. Pertanto,\u00a0<b>una Chiesa sinodale promuove il passaggio dall\u2019\u201cio\u201d al \u201cnoi\u201d<\/b>, perch\u00e9 costituisce uno spazio all\u2019interno del quale risuona la chiamata a essere membri di un corpo che valorizza le diversit\u00e0, ma \u00e8 reso uno dall\u2019unico Spirito. \u00c8 lo Spirito che spinge ad ascoltare il Signore e rispondergli come popolo al servizio dell\u2019unica missione di annunciare a tutte le genti la salvezza offerta da Dio in Cristo Ges\u00f9. Questo avviene in una grande diversit\u00e0 di contesti: a nessuno \u00e8 chiesto di lasciare il proprio, ma piuttosto di comprenderlo e incarnarvisi con maggiore profondit\u00e0. Tornando a questa visione dopo l\u2019esperienza della prima fase, la sinodalit\u00e0 appare innanzi tutto come un dinamismo che anima le comunit\u00e0 locali concrete. Passando al livello pi\u00f9 universale, questo slancio abbraccia tutte le dimensioni e le realt\u00e0 della Chiesa, in un movimento di autentica cattolicit\u00e0.<\/p>\n<p>26. Vissuta in una diversit\u00e0 di contesti e culture, la sinodalit\u00e0 si rivela una dimensione costitutiva della Chiesa fin dalle sue origini, anche se ancora in via di compimento. Anzi, essa preme per essere attuata sempre pi\u00f9 pienamente, esprimendo una chiamata radicale alla conversione, al cambiamento, alla preghiera e all\u2019azione che \u00e8 rivolta a tutti. In questo senso,\u00a0<b>una Chiesa sinodale \u00e8 aperta, accogliente e abbraccia tutti<\/b>. Non c\u2019\u00e8 confine che questo movimento dello Spirito non senta di dover oltrepassare, per attirare tutti nel suo dinamismo. La radicalit\u00e0 del Cristianesimo non \u00e8 appannaggio di alcune vocazioni specifiche, ma \u00e8 la chiamata a costruire una comunit\u00e0 che vive e testimonia un modo diverso di intendere la relazione tra le figlie e i figli di Dio, che incarna la verit\u00e0 dell\u2019amore, che si fonda sul dono e sulla gratuit\u00e0. La chiamata radicale \u00e8 quindi quella di costruire insieme, sinodalmente, una Chiesa attraente e concreta: una Chiesa in uscita, in cui tutti si sentano accolti.<\/p>\n<p>27. Allo stesso tempo,\u00a0<b>una Chiesa sinodale affronta onestamente e senza paura la chiamata a una comprensione pi\u00f9 profonda del rapporto tra amore e verit\u00e0<\/b>, secondo l\u2019invito di San Paolo: \u00abagendo secondo verit\u00e0 nella carit\u00e0, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che \u00e8 il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l\u2019energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carit\u00e0\u00bb (Ef 4,15-16). Per includere autenticamente tutti, quindi, \u00e8 necessario entrare nel mistero di Cristo, lasciarsi formare e trasformare dal modo in cui egli ha vissuto il rapporto tra amore e verit\u00e0.<\/p>\n<p>28.\u00a0<b>Caratteristica di una Chiesa sinodale \u00e8 la capacit\u00e0 di gestire le tensioni senza esserne schiacciata<\/b>, vivendole come spinta ad approfondire il modo di comprendere e vivere comunione, missione e partecipazione. La sinodalit\u00e0 \u00e8 una via privilegiata di conversione, perch\u00e9 ricostituisce la Chiesa nell\u2019unit\u00e0: cura le sue ferite e riconcilia la sua memoria, accoglie le differenze di cui \u00e8 portatrice e la riscatta da divisioni infeconde, permettendole cos\u00ec di incarnare pi\u00f9 pienamente la sua vocazione a essere \u00abin Cristo, come sacramento, cio\u00e8 segno e strumento dell\u2019intima unione con Dio e dell\u2019unit\u00e0 di tutto il genere umano\u00bb (LG 1). L\u2019ascolto autentico e la capacit\u00e0 di trovare modi per continuare a camminare insieme al di l\u00e0 della frammentazione e della polarizzazione sono indispensabili perch\u00e9 la Chiesa rimanga viva e vitale e possa essere un segno potente per le culture del nostro tempo.<\/p>\n<p>29.\u00a0<b>Cercare di camminare insieme ci mette anche in contatto con la sana inquietudine dell\u2019incompletezza<\/b>, con la consapevolezza che ci sono ancora molte cose di cui non siamo in grado di portare il peso (cfr. Gv 16,12). Non si tratta di un problema da risolvere, ma di un dono da coltivare: ci troviamo di fronte al mistero inesauribile e santo di Dio e dobbiamo rimanere aperti alle sue sorprese mentre avanziamo nel nostro pellegrinaggio verso il Regno (cfr. LG 8). Questo vale anche per le domande che il processo sinodale ha fatto emergere: come primo passo richiedono ascolto e attenzione, senza precipitarsi a offrire soluzioni immediate.<\/p>\n<p>30. Portare il peso di queste domande non \u00e8 un fardello personale di chi occupa determinati ruoli, con il rischio di esserne schiacciato, ma un compito dell\u2019intera comunit\u00e0, la cui vita relazionale e sacramentale \u00e8 spesso la risposta immediata pi\u00f9 efficace. Per questo\u00a0<b>una Chiesa sinodale si nutre incessantemente del mistero che celebra nella liturgia<\/b>, \u00abculmine verso cui tende l\u2019azione della Chiesa e\u00a0<sup>[\u2026]<\/sup>\u00a0fonte da cui promana tutta la sua energia\u00bb (SC 10), e in particolare nell\u2019Eucarestia<b>.<\/b><\/p>\n<p>31. Una volta superata l\u2019ansia del limite, l\u2019inevitabile incompiutezza di una Chiesa sinodale e la disponibilit\u00e0 dei suoi membri ad accogliere le proprie vulnerabilit\u00e0 diventano lo spazio per l\u2019azione dello Spirito, che ci invita a riconoscere i segni della sua presenza. Per questo\u00a0<b>una Chiesa sinodale \u00e8 anche una Chiesa del discernimento<\/b>, nella ricchezza di significati che questo termine assume e a cui le diverse tradizioni spirituali danno rilievo. La prima fase ha permesso al Popolo di Dio di iniziare a sperimentare il gusto del discernimento attraverso la pratica della conversazione nello Spirito. Ascoltando con attenzione l\u2019esperienza vissuta di ciascuno, cresciamo nel rispetto reciproco e cominciamo a discernere i movimenti dello Spirito di Dio nella vita degli altri e nella nostra. In questo modo iniziamo a prestare maggiore attenzione a \u00abci\u00f2 che lo Spirito dice alle Chiese\u00bb (Ap 2,7), nell\u2019impegno e nella speranza di diventare una Chiesa sempre pi\u00f9 capace di prendere decisioni profetiche che siano frutto della guida dello Spirito.<\/p>\n<p><b>A 2. Un modo di procedere per la Chiesa sinodale: la conversazione nello Spirito<\/b><\/p>\n<p>32. Attraversa tutti i continenti il riconoscimento di quanto sia stato fecondo il metodo qui chiamato \u201cconversazione nello Spirito\u201d, adottato durante la prima fase e indicato in alcuni documenti come \u201cconversazione spirituale\u201d o \u201cmetodo sinodale\u201d (cfr. figura a p. 16).<\/p>\n<p>33. Nel suo senso etimologico, il termine \u201cconversazione\u201d non indica un generico scambio di idee, ma quella dinamica in cui la parola pronunciata e ascoltata genera familiarit\u00e0, consentendo ai partecipanti di diventare intimi gli uni degli altri. La precisazione \u201cnello Spirito\u201d ne individua l\u2019autentico protagonista: all\u2019ascolto della sua voce tende il desiderio di coloro che conversano, che nella preghiera si aprono all\u2019azione libera di Colui che come il vento soffia dove vuole (cfr. Gv 3,8). Pian piano il conversare tra fratelli e sorelle nella fede apre lo spazio per un con-sentire, cio\u00e8 assentire insieme alla voce dello Spirito. Non \u00e8 conversazione nello Spirito se non c\u2019\u00e8 un passo in avanti in una direzione precisa, spesso inaspettata, che punta a un\u2019azione concreta.<\/p>\n<p>34. Nelle Chiese locali che durante la prima fase l\u2019hanno praticata,\u00a0<b>la conversazione nello Spirito \u00e8 stata \u201cscoperta\u201d come l\u2019atmosfera che rende possibile la condivisione delle esperienze di vita e come lo spazio del discernimento in una Chiesa sinodale<\/b>. Nei Documenti finali delle Assemblee continentali, viene descritta come un momento pentecostale, come l\u2019occasione per sperimentare di essere Chiesa e passare dall\u2019ascolto dei fratelli e sorelle in Cristo all\u2019ascolto dello Spirito, che \u00e8 l\u2019autentico protagonista, e di ricevere da Lui una missione. Allo stesso tempo, attraverso questo metodo, la grazia della Parola e dei Sacramenti diventa una realt\u00e0 sentita e trasformante, attualizzata, che attesta e realizza l\u2019iniziativa con cui il Signore Ges\u00f9 si rende presente e attivo nella Chiesa: Cristo ci invia in missione e ci riunisce attorno a s\u00e9 per rendere grazie e gloria al Padre nello Spirito Santo. Per questo da tutti i continenti giunge la richiesta che questo metodo possa sempre pi\u00f9 animare e informare la vita quotidiana delle Chiese.<\/p>\n<p>35. La conversazione nello Spirito si inserisce nella lunga tradizione del discernimento ecclesiale, che ha espresso una pluralit\u00e0 di metodi e approcci. Va sottolineato il suo valore squisitamente missionario. Questa pratica spirituale ci permette di passare dall\u2019\u201cio\u201d al \u201cnoi\u201d: non perde di vista o cancella la dimensione personale dell\u2019\u201cio\u201d, ma la riconosce e la inserisce in quella comunitaria. In questo modo la presa di parola e l\u2019ascolto dei partecipanti diventano liturgia e preghiera, al cui interno il Signore si rende presente e attira verso forme sempre pi\u00f9 autentiche di comunione e discernimento.<\/p>\n<p>36. Nel Nuovo Testamento, numerosi sono gli esempi di questo modo di conversare.\u00a0<b>Paradigmatico \u00e8 il racconto dell\u2019incontro del Signore risorto con i due discepoli in cammino verso Emmaus<\/b>\u00a0(cfr. Lc 24,13-35, e la spiegazione che ne d\u00e0 CV 237). Come mostra bene la loro esperienza, la conversazione nello Spirito costruisce comunione e reca un dinamismo missionario: i due, infatti, fanno ritorno alla comunit\u00e0 che avevano abbandonato per condividere l\u2019annuncio pasquale che il Signore \u00e8 risorto.<\/p>\n<p>37. Nella sua concretezza,\u00a0<b>la conversazione nello Spirito pu\u00f2 essere descritta come una preghiera condivisa in vista di un discernimento in comune<\/b>, a cui i partecipanti si preparano con la riflessione e la meditazione personale. Si faranno reciprocamente dono di una parola meditata e nutrita dalla preghiera, non di una opinione improvvisata sul momento.\u00a0<b>La dinamica tra i partecipanti articola tre passaggi fondamentali. Il primo \u00e8 dedicato alla presa di parola da parte di ciascuno<\/b>, a partire dalla propria esperienza riletta nella preghiera durante il tempo della preparazione. Gli altri ascoltano con la consapevolezza che ciascuno ha un contributo prezioso da offrire, senza entrare in dibattiti o discussioni.<\/p>\n<p>38. Silenzio e preghiera aiutano a preparare il passaggio successivo, in cui ciascuno \u00e8 invitato ad aprire dentro di s\u00e9 uno spazio per gli altri e per l\u2019Altro. Nuovamente ciascuno prende la parola: non per reagire e controbattere a quanto ascoltato, riaffermando la propria posizione, ma per esprimere che cosa durante l\u2019ascolto lo ha toccato pi\u00f9 profondamente e da che cosa si sente interpellato con pi\u00f9 forza.\u00a0<b>Le tracce che l\u2019ascolto delle sorelle e dei fratelli produce nell\u2019interiorit\u00e0 di ciascuno sono il linguaggio con cui lo Spirito Santo fa risuonare la propria voce<\/b>: quanto pi\u00f9 ciascuno si sar\u00e0 nutrito della meditazione della Parola e dei Sacramenti, crescendo nella familiarit\u00e0 con il Signore, tanto pi\u00f9 sar\u00e0 capace di riconoscere il suono della Sua voce (cfr. Gv 10,14.27), anche grazie all\u2019accompagnamento da parte del Magistero e della teologia. Ugualmente, quanto pi\u00f9 i partecipanti sapranno fare attenzione a ci\u00f2 che dice lo Spirito, tanto pi\u00f9 cresceranno in un sentire condiviso e aperto alla missione.<\/p>\n<p>39. Il terzo passaggio, sempre in clima di preghiera e sotto la guida dello Spirito Santo, \u00e8 quello della\u00a0<b>identificazione dei punti chiave emersi e della costruzione di un consenso sui frutti del lavoro comune<\/b>, che ciascuno ritenga fedele allo svolgimento del processo e in cui possa quindi sentirsi rappresentato. Non basta stendere un verbale che elenchi i punti pi\u00f9 spesso menzionati, ma occorre un discernimento, che presti attenzione anche alle voci marginali e profetiche e non trascuri il significato dei punti rispetto ai quali emergono dissensi. Il Signore \u00e8 la testata d\u2019angolo che permetter\u00e0 alla \u201ccostruzione\u201d di reggersi e lo Spirito, maestro di armonia, aiuter\u00e0 a passare dalla confusione alla sinfonia.<\/p>\n<p>40. Il percorso sfocia in una preghiera di lode a Dio e di gratitudine per l\u2019esperienza compiuta. \u00abQuando viviamo la mistica di avvicinarci agli altri con l\u2019intento di cercare il loro bene, allarghiamo la nostra interiorit\u00e0 per ricevere i pi\u00f9 bei regali del Signore.\u00a0<b>Ogni volta che ci incontriamo con un essere umano nell\u2019amore, ci mettiamo nella condizione di scoprire qualcosa di nuovo riguardo a Dio<\/b>. Ogni volta che apriamo gli occhi per riconoscere l\u2019altro, viene maggiormente illuminata la fede per riconoscere Dio\u00bb (EG 272). \u00c8 questo in sintesi il dono che riceve chi si lascia coinvolgere in una conversazione nello Spirito.<\/p>\n<p>41. Nella concretezza delle situazioni non \u00e8 mai possibile seguire questo schema pedissequamente, ma bisogna sempre adattarlo. Talvolta occorre dare priorit\u00e0 alla presa di parola da parte di ciascuno e all\u2019ascolto degli altri; in altre circostanze al far emergere i legami tra le diverse prospettive, alla ricerca di quello che \u201cfa ardere il cuore nel petto\u201d (cfr. Lc 24,32); in altre ancora all\u2019esplicitazione di un consenso e al lavoro comune per identificare la direzione in cui ci si sente chiamati dallo Spirito a mettersi in movimento. Ma, al di l\u00e0 degli opportuni adattamenti concreti, l\u2019intenzione e il dinamismo che uniscono i tre passaggi sono e restano caratteristici del modo di procedere di una Chiesa sinodale.<\/p>\n<p>42. Tenendo presente il significato della conversazione nello Spirito nell\u2019animare l\u2019esperienza vissuta della Chiesa sinodale,\u00a0<b>la formazione a questo metodo, in particolare di facilitatori capaci di accompagnare le comunit\u00e0 a praticarlo, \u00e8 percepita come una priorit\u00e0 a tutti i livelli della vita ecclesiale<\/b>\u00a0e per tutti i Battezzati, a partire dai Ministri ordinati, e in uno spirito di corresponsabilit\u00e0 e apertura a diverse vocazioni ecclesiali. La formazione alla conversazione nello Spirito \u00e8 formazione a essere Chiesa sinodale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/dam\/salastampa\/image\/immagine%201_it.png\" \/><\/p>\n<p><b>B. Comunione, missione, partecipazione<br \/>\n<\/b>Tre questioni prioritarie per la Chiesa sinodale<\/p>\n<p><i>\u00abCome in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, cos\u00ec anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri\u00bb (Rm 12,4-5).<\/i><\/p>\n<p>43. Tra i frutti della prima fase, e in particolare delle Assemblee continentali, ottenuti anche grazie al modo di procedere appena delineato, c\u2019\u00e8 l\u2019identificazione delle tre priorit\u00e0 che vengono ora proposte al discernimento dell\u2019Assemblea sinodale di ottobre 2023. Si tratta di sfide con cui la Chiesa tutta deve misurarsi per fare un passo avanti e crescere nel proprio essere sinodale a tutti i livelli e da una pluralit\u00e0 di prospettive: chiedono di essere affrontate dal punto di vista della teologia e del diritto canonico, cos\u00ec come da quello della pastorale e della spiritualit\u00e0. Chiamano in causa la programmazione delle Diocesi cos\u00ec come le scelte quotidiane e lo stile di vita di ciascun membro del Popolo di Dio. Sono autenticamente sinodali anche perch\u00e9 affrontarle richiede di camminare insieme come popolo, con tutte le sue componenti. Le tre priorit\u00e0 saranno illustrate in collegamento con le tre parole chiave del Sinodo: comunione, missione, partecipazione. \u00c8 una scelta motivata dalla ricerca della semplicit\u00e0 espositiva, ma che si espone a un rischio: quello di presentarle come tre \u201cpilastri\u201d indipendenti l\u2019uno dagli altri. Invece, nella vita della Chiesa sinodale, comunione, missione e partecipazione si articolano, alimentandosi e sostenendosi a vicenda. In questa chiave di integrazione vanno sempre pensate e presentate.<\/p>\n<p>44. Il cambiamento nell\u2019ordine con cui i tre termini compaiono, con la missione nel posto centrale, si radica nella consapevolezza dei legami che li uniscono maturata durante la prima fase. In particolare,\u00a0<b>comunione e missione si intrecciano e si rispecchiano l\u2019una nell\u2019altra<\/b>, come gi\u00e0 insegnava San Giovanni Paolo II: \u00abLa comunione e la missione sono profondamente congiunte tra loro, si compenetrano e si implicano mutuamente, al punto che la comunione rappresenta la sorgente e insieme il frutto della missione: la comunione \u00e8 missionaria e la missione \u00e8 per la comunione\u00bb (CL 32, ripreso in PE I,4). Siamo invitati a superare una concezione dualista in cui i rapporti interni alla comunit\u00e0 ecclesiale sono il dominio della comunione, mentre la missione riguarda lo slancio\u00a0<i>ad extra<\/i>. La prima fase ha invece messo in evidenza come la comunione sia la condizione di credibilit\u00e0 dell\u2019annuncio, recuperando in questo una intuizione della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, su\u00a0<i>I giovani, la fede e il discernimento vocazionale<\/i><sup>[7]<\/sup>. Parallelamente cresce la coscienza che l\u2019orientamento alla missione costituisce l\u2019unico criterio evangelicamente fondato per l\u2019organizzazione interna della comunit\u00e0 cristiana, la distribuzione di ruoli e compiti e la gestione delle sue istituzioni e strutture.\u00a0<b>\u00c8 nel rapporto con comunione e missione che la partecipazione pu\u00f2 essere compresa, e per questo non pu\u00f2 che essere affrontata dopo le altre due<\/b>. Da una parte rende loro il servizio della concretezza: l\u2019attenzione a procedure, regole, strutture e istituzioni consente alla missione di consolidarsi nel tempo e sottrae la comunione all\u2019estemporaneit\u00e0 emozionale. Dall\u2019altra ne riceve un orientamento e un dinamismo finalistico che le permettono di sfuggire al rischio di trasformarsi nella frenesia della rivendicazione di diritti individuali, finendo inevitabilmente per frammentare anzich\u00e9 unire.<\/p>\n<p>45. Per accompagnare la preparazione e strutturare i lavori dell\u2019Assemblea, per ciascuna priorit\u00e0 sono state preparate cinque Schede di lavoro, presentate al termine di questa sezione. Ciascuna di esse costituisce una porta di ingresso per trattare la priorit\u00e0 a cui \u00e8 associata, che in questo modo pu\u00f2 essere affrontata da prospettive differenti ma complementari, in collegamento con aspetti diversi della vita della Chiesa emersi grazie al lavoro delle Assemblee continentali. In ogni caso, i tre paragrafi che seguono, a cui corrispondono i tre gruppi di Schede, non possono essere letti come colonne parallele e non comunicanti. Sono piuttosto fasci di luce che da punti diversi illuminano la stessa realt\u00e0, cio\u00e8 la vita sinodale della Chiesa, continuamente intrecciandosi e richiamandosi l\u2019un l\u2019altro, invitando a crescere in essa.<\/p>\n<p><b>B 1. Una comunione che si irradia. Come essere pi\u00f9 pienamente segno e strumento di unione con Dio e di unit\u00e0 del genere umano?<\/b><\/p>\n<p>46. La comunione non \u00e8 un sociologico ritrovarsi come membri di un gruppo identitario, ma \u00e8 prima di tutto un dono del Dio Trino e, al tempo stesso, un compito, mai esaurito, di costruzione del \u201cnoi\u201d del Popolo di Dio. Come le stesse Assemblee continentali hanno sperimentato, essa intreccia una dimensione verticale, che\u00a0<i>Lumen gentium<\/i>\u00a0chiama \u00abl\u2019unione con Dio\u00bb, e una orizzontale, \u00abl\u2019unit\u00e0 del genere umano\u00bb, in un forte dinamismo escatologico: quello della comunione \u00e8 un cammino in cui siamo chiamati a crescere, \u00abfinch\u00e9 arriviamo tutti all\u2019unit\u00e0 della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all\u2019uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo\u00bb (Ef 4,13).<\/p>\n<p>47. Di quel momento riceviamo un\u2019anticipazione nella liturgia, il luogo in cui la Chiesa nel suo cammino terreno sperimenta la comunione, la alimenta e la costruisce. Se, infatti, \u00abla liturgia contribuisce in sommo grado a che i Fedeli esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di Cristo e l\u2019autentica natura della vera Chiesa\u00bb (SC 2), \u00e8 proprio ad essa che dobbiamo guardare per comprendere che cosa sia la vita sinodale della Chiesa. Innanzi tutto\u00a0<b>\u00e8 nell\u2019azione liturgica, e in particolare nella celebrazione eucaristica, che la Chiesa fa ogni giorno esperienza di radicale unit\u00e0 nella medesima preghiera<\/b>, ma nella diversit\u00e0 delle lingue e dei riti: un punto fondamentale in chiave sinodale. Da questo punto di vista, la molteplicit\u00e0 dei riti nell\u2019unica Chiesa Cattolica \u00e8 un\u2019autentica benedizione, da proteggere e promuovere, come in diverse occasioni si \u00e8 potuto sperimentare anche durante le Assemblee continentali.<\/p>\n<p>48. L\u2019assemblea sinodale non pu\u00f2 essere intesa come rappresentativa e legislativa, in analogia a un organismo parlamentare, con le sue dinamiche di costruzione della maggioranza. Siamo piuttosto chiamati a comprenderla in analogia a quella liturgica. La tradizione antica ci attesta che il Sinodo si celebra: inizia con l\u2019invocazione dello Spirito Santo, prosegue con la professione di fede, giunge a determinazioni condivise per garantire o ristabilire la comunione ecclesiale. In un\u2019assemblea sinodale Cristo si rende presente e agisce, trasforma la storia e le vicende quotidiane, dona lo Spirito che guida la Chiesa a trovare un consenso su come camminare insieme verso il Regno e aiutare l\u2019umanit\u00e0 a procedere nella direzione dell\u2019unit\u00e0. Camminare insieme nell\u2019ascolto della Parola e dei fratelli e delle sorelle, cio\u00e8 nella ricerca della volont\u00e0 di Dio e nella concordia, conduce all\u2019azione di grazie al Padre attraverso il Figlio nell\u2019unico Spirito. Nell\u2019assemblea sinodale quanti si riuniscono nel nome di Cristo ascoltano la sua Parola, si ascoltano a vicenda, fanno discernimento nella docilit\u00e0 allo Spirito, proclamano quanto hanno ascoltato e riconosciuto come luce per il cammino della Chiesa.<\/p>\n<p>49. In questa prospettiva, la vita sinodale non \u00e8 una strategia di organizzazione della Chiesa, ma l\u2019esperienza di poter trovare una unit\u00e0 che abbraccia la diversit\u00e0 senza cancellarla, perch\u00e9 fondata sull\u2019unione con Dio nella confessione della stessa fede. Questo dinamismo possiede una forza propulsiva che spinge per allargare continuamente l\u2019ambito della comunione, ma che deve fare i conti con le contraddizioni, i limiti e le ferite della storia.<\/p>\n<p>50. Si radica in questo punto la prima questione prioritaria emersa dal processo sinodale: nella concretezza della nostra realt\u00e0 storica, custodire e promuovere la comunione richiede di farsi carico dell\u2019incompiutezza nel riuscire a vivere l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0 (cfr. 1Cor 12). La storia produce divisioni, che causano ferite da curare e richiedono di avviare percorsi di riconciliazione. In questo contesto<b>, in nome del Vangelo quali legami vanno sviluppati, superando trincee e steccati, e quali ripari e protezioni vanno costruiti, e a tutela di chi? Quali divisioni sono infeconde? Quando la gradualit\u00e0 rende possibile il cammino verso la comunione compiuta?<\/b>\u00a0Paiono interrogativi teorici, ma la loro concretezza si radica nella vita quotidiana delle comunit\u00e0 cristiane consultate nella prima fase: riguardano infatti la questione se esistano limiti alla disponibilit\u00e0 di accogliere persone e gruppi, il modo di impegnarci nel dialogo con le culture e le religioni senza compromettere la nostra identit\u00e0, o la determinazione nel farci voce di chi \u00e8 ai margini e nel riaffermare che nessuno deve essere lasciato indietro. Le cinque Schede di lavoro relative a questa priorit\u00e0 provano a esplorare questi interrogativi da cinque prospettive complementari.<\/p>\n<p><b>B 2. Corresponsabili nella missione. Come condividere doni e compiti a servizio del Vangelo?<\/b><\/p>\n<p>51. \u00abLa Chiesa durante il suo pellegrinaggio sulla terra \u00e8 per sua natura missionaria\u00bb (AG 2). La missione costituisce l\u2019orizzonte dinamico a partire dal quale pensare la Chiesa sinodale, a cui imprime una spinta verso l\u2019\u201cestasi\u201d, \u00abche consiste nell\u2019uscire [\u2026 da s\u00e9] per cercare il bene degli altri, fino a dare la vita\u00bb (CV 163; cfr. anche FT 88). La missione permette cio\u00e8 di rivivere l\u2019esperienza della Pentecoste: ricevuto lo Spirito Santo, Pietro con gli Undici si alza in piedi e prende la parola per annunciare Ges\u00f9 morto e risorto a quanti si trovano a Gerusalemme (cfr. At 2,14-36). La vita sinodale si radica nello stesso dinamismo: non sono poche le testimonianze che descrivono in questi termini l\u2019esperienza vissuta nella prima fase, e ancora pi\u00f9 numerose quelle che legano in maniera inscindibile sinodalit\u00e0 e missione.<\/p>\n<p>52. In una Chiesa che si definisce come segno e strumento di unione con Dio e di unit\u00e0 del genere umano (cfr. LG 1), il discorso sulla missione mette a tema la trasparenza del segno e l\u2019efficacia dello strumento, senza le quali qualunque annuncio si scontrer\u00e0 con problemi di credibilit\u00e0. La missione non \u00e8 marketing di un prodotto religioso, ma costruzione di una comunit\u00e0 in cui i rapporti siano trasparenza dell\u2019amore di Dio e quindi la vita stessa diventi annuncio. Negli\u00a0<i>Atti degli apostoli<\/i>, al discorso di Pietro segue immediatamente il racconto della vita della comunit\u00e0 primitiva, in cui tutto diventava occasione di comunione (cfr. 2,42-47): questo le conferiva capacit\u00e0 di attrazione.<\/p>\n<p>53. In questa linea,\u00a0<b>il primo interrogativo sulla missione riguarda proprio ci\u00f2 che i membri della comunit\u00e0 cristiana sono disponibili a mettere in comune, a partire dall\u2019originalit\u00e0 irriducibile di ciascuno<\/b>, in forza della sua relazione diretta con Cristo nel Battesimo e del suo essere abitato dallo Spirito. Questo rende prezioso e irrinunciabile il contributo di ogni Battezzato. Una delle ragioni del senso di meraviglia registrato durante la prima fase \u00e8 legato proprio alla possibilit\u00e0 di contribuire: \u00abDavvero posso fare qualcosa?\u00bb. Al tempo stesso, ciascuno \u00e8 invitato ad assumere la propria incompletezza, cio\u00e8 la consapevolezza che per portare avanti la missione c\u2019\u00e8 bisogno di tutti o, in altri termini, che anche la missione ha una dimensione costitutivamente sinodale.<\/p>\n<p>54. Per questo la seconda priorit\u00e0 individuata da una Chiesa che si scopre sinodale missionaria riguarda il modo in cui riesce davvero a sollecitare il contributo di tutti, ciascuno con i suoi doni e i suoi compiti, valorizzando la diversit\u00e0 dei carismi e integrando la relazione tra doni gerarchici e carismatici<sup>[8]<\/sup>. La prospettiva della missione inserisce carismi e ministeri nell\u2019orizzonte di ci\u00f2 che \u00e8 comune, e in questo modo ne salvaguarda la fecondit\u00e0, che risulta invece compromessa quando essi diventano prerogative che legittimano logiche di esclusione.\u00a0<b>Una Chiesa sinodale missionaria ha il dovere di interrogarsi su come pu\u00f2 riconoscere e valorizzare il contributo che ogni Battezzato pu\u00f2 offrire alla missione<\/b>, uscendo da se stesso e partecipando insieme agli altri a qualcosa di pi\u00f9 grande. \u00abDare un contributo attivo al bene comune dell\u2019umanit\u00e0\u00bb (CA 34) \u00e8 una componente irrinunciabile della dignit\u00e0 della persona, anche all\u2019interno della comunit\u00e0 cristiana. Il primo contributo che tutti possono offrire \u00e8 al discernimento dei segni dei tempi (cfr. GS 4), allo scopo di mantenere la consapevolezza della missione sintonizzata con il soffio dello Spirito. Tutti i punti di vista hanno qualcosa da apportare a questo discernimento, a partire da quello dei poveri e degli esclusi: camminare insieme con loro non vuol dire soltanto farsi carico dei loro bisogni e delle loro sofferenze, ma anche imparare da loro. Questo \u00e8 il modo per riconoscere loro pari dignit\u00e0, sfuggendo alle trappole dell\u2019assistenzialismo e anticipando per quanto possibile la logica di quei cieli e terra nuova verso cui siamo in cammino.<\/p>\n<p>55. Le Schede di lavoro relative a questa priorit\u00e0 provano a concretizzare questo interrogativo di fondo rispetto a temi quali il riconoscimento della variet\u00e0 di vocazioni, carismi e ministeri, la promozione della dignit\u00e0 battesimale delle donne, il ruolo del Ministero ordinato e in particolare il ministero del Vescovo all\u2019interno della Chiesa sinodale missionaria.<\/p>\n<p><b>B 3. Partecipazione, compiti di responsabilit\u00e0 e autorit\u00e0. Quali processi, strutture e istituzioni in una Chiesa sinodale missionaria?<\/b><\/p>\n<p>56. \u00abComunione e missione rischiano di restare termini un po\u2019 astratti se non si coltiva una prassi ecclesiale che esprima la concretezza della sinodalit\u00e0 in ogni passo del cammino e dell\u2019operare, promuovendo il reale coinvolgimento di tutti e di ciascuno\u00bb<sup>[9]<\/sup>. Queste parole del Santo Padre ci aiutano a collocare la partecipazione nel rapporto con gli altri due termini. Alla dimensione procedurale, che non va sottovalutata in quanto istanza di concretezza, la partecipazione aggiunge una densit\u00e0 antropologica di grande rilevanza: esprime infatti la preoccupazione per la fioritura dell\u2019umano, cio\u00e8 l\u2019umanizzazione dei rapporti al cuore del progetto di comunione e dell\u2019impegno per la missione. Salvaguarda l\u2019unicit\u00e0 del volto di ciascuno, spingendo perch\u00e9 il passaggio al \u201cnoi\u201d non assorba l\u2019\u201cio\u201d nell\u2019anonimato di una collettivit\u00e0 indistinta, nell\u2019astrattezza dei diritti o nell\u2019asservimento alla performance dell\u2019organizzazione. La partecipazione \u00e8 essenzialmente espressione di creativit\u00e0 e alimento di rapporti di ospitalit\u00e0, accoglienza e promozione umana al cuore della missione e della comunione.<\/p>\n<p>57. Dalla preoccupazione per la partecipazione nel senso integrale qui ricordato scaturisce la terza priorit\u00e0 emersa dalla tappa continentale:\u00a0<b>la questione dell\u2019autorit\u00e0, del suo senso e dello stile del suo esercizio all\u2019interno di una Chiesa sinodale. In particolare, essa si pone nella linea di parametri di derivazione mondana, o in quella del servizio?<\/b>\u00a0\u00abTra voi non sar\u00e0 cos\u00ec\u00bb (Mt 20,26; cfr. Mc 10,43), dice il Signore, che dopo aver lavato i piedi ai discepoli li ammonisce: \u00abVi ho dato un esempio, infatti, perch\u00e9 anche voi facciate come io ho fatto a voi\u00bb (Gv 13,15). Nella sua origine, il termine \u201cautorit\u00e0\u201d indica la capacit\u00e0 di far crescere, e dunque il servizio all\u2019originalit\u00e0 personale di ciascuno, il sostegno alla creativit\u00e0 e non un controllo che la blocca, il servizio alla costruzione della libert\u00e0 della persona e non un laccio che la tiene legata. A questa domanda se ne collega una seconda, carica della preoccupazione per la concretezza e la continuit\u00e0 nel tempo:\u00a0<b>come possiamo imprimere alle nostre strutture e istituzioni il dinamismo della Chiesa sinodale missionaria?<\/b><\/p>\n<p>58. Da questa attenzione deriva una ulteriore istanza, altrettanto concreta, che punta proprio a sostenere la dinamica della partecipazione nel tempo: si tratta della formazione, che appare in modo trasversale in tutti i documenti della prima fase.\u00a0<b>Istituzioni e strutture, infatti, non bastano a rendere sinodale la Chiesa: sono necessarie una cultura e una spiritualit\u00e0 sinodali, animate da un desiderio di conversione e sostenute da un\u2019adeguata formazione<\/b>, come le Assemblee continentali e prima di loro le sintesi delle Chiese locali non hanno cessato di sottolineare. L\u2019esigenza di formazione non si limita all\u2019aggiornamento dei contenuti, ma ha una portata integrale, che riguarda tutte le capacit\u00e0 e le disposizioni della persona: l\u2019orientamento alla missione, la capacit\u00e0 di relazione e di costruzione della comunit\u00e0, la disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto spirituale e la familiarit\u00e0 con il discernimento personale e comunitario, la pazienza, la perseveranza e la parresia.<\/p>\n<p>59. La formazione \u00e8 il mezzo indispensabile per rendere il modo di procedere sinodale un modello pastorale per la vita e l\u2019azione della Chiesa.<b>\u00a0Abbiamo bisogno di una formazione integrale, iniziale e permanente, per tutti i membri del Popolo di Dio<\/b>. Nessun Battezzato pu\u00f2 sentirsi estraneo a questo impegno e occorre quindi strutturare adeguate proposte di formazione al modo di procedere sinodale rivolte a tutti i Fedeli. In particolare, poi, pi\u00f9 uno \u00e8 chiamato a servire la Chiesa, pi\u00f9 deve avvertire l\u2019urgenza della formazione: Vescovi, Presbiteri, Diaconi, Consacrati e Consacrate, e tutti coloro che esercitano un ministero hanno bisogno di formazione per rinnovare le modalit\u00e0 di esercizio dell\u2019autorit\u00e0 e i processi decisionali in chiave sinodale, e per apprendere come accompagnare il discernimento comunitario e la conversazione nello Spirito. I candidati al Ministero ordinato vanno formati a uno stile e a una mentalit\u00e0 sinodale. La promozione di una cultura della sinodalit\u00e0 implica il rinnovamento dell\u2019attuale curriculum dei seminari e della formazione dei formatori e dei professori di teologia, in modo che ci sia un orientamento pi\u00f9 chiaro e deciso verso la formazione a una vita di comunione, missione e partecipazione. La formazione a una spiritualit\u00e0 sinodale \u00e8 al cuore del rinnovamento della Chiesa.<\/p>\n<p>60. Numerosi contributi evidenziano la necessit\u00e0 di uno sforzo analogo per il\u00a0<b>rinnovamento del linguaggio utilizzato dalla Chiesa<\/b>: nella liturgia, nella predicazione, nella catechesi, nell\u2019arte sacra, cos\u00ec come in tutte le forme di comunicazione rivolte sia ai Fedeli sia all\u2019opinione pubblica pi\u00f9 ampia, anche attraverso nuovi e vecchi media. Senza mortificare o svilire la profondit\u00e0 del mistero che la Chiesa annuncia o la ricchezza della sua tradizione, il rinnovamento del linguaggio dovr\u00e0 puntare a renderle accessibili e attraenti per gli uomini e le donne del nostro tempo, senza rappresentare un ostacolo che li tiene lontani. L\u2019ispirazione della freschezza del linguaggio evangelico, la capacit\u00e0 di inculturazione che la storia della Chiesa esibisce e le promettenti esperienze gi\u00e0 in corso, anche nell\u2019ambiente digitale, ci invitano a procedere con fiducia e decisione in un compito di importanza cruciale per l\u2019efficacia dell\u2019annuncio del Vangelo, che \u00e8 il fine a cui tende una Chiesa sinodale missionaria.<\/p>\n<p><i>Roma, 29 maggio 2023<\/i><\/p>\n<p><i>Memoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa<\/i><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>XVI ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA<br \/>\nDEL SINODO DEI VESCOVI<\/p>\n<p><i>PER UNA CHIESA SINODALE:<br \/>\nCOMUNIONE, PARTECIPAZIONE, MISSIONE<\/i><\/p>\n<p><b>SCHEDE DI LAVORO<br \/>\nPER L\u2019ASSEMBLEA SINODALE<\/b><\/p>\n<p>(Prima Sessione &#8211; ottobre 2023)<\/p>\n<p><b>SCHEDE DI LAVORO<br \/>\nPER L\u2019ASSEMBLEA SINODALE<\/b><\/p>\n<p><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p>Se l\u2019intero IL \u00ab\u00e8 pensato come sussidio pratico a servizio dello svolgimento dell\u2019Assemblea sinodale di ottobre 2023 e quindi per la sua preparazione\u00bb (n. 10), questo vale in modo peculiare per le Schede di lavoro qui presentate. Esse sono state predisposte per facilitare il discernimento sulle \u00abtre priorit\u00e0 che con maggiore forza emergono dal lavoro di tutti i continenti\u00bb (n. 14), in vista dell\u2019identificazione dei passi concreti a cui ci sentiamo chiamati dallo Spirito Santo per crescere come Chiesa sinodale. La presentazione delle Schede, la spiegazione della loro struttura e le indicazioni su come utilizzarle richiedono quindi prima di tutto di collocarle all\u2019interno della dinamica dei lavori dell\u2019Assemblea.<\/p>\n<p><i>La dinamica dell\u2019Assemblea.<\/i><\/p>\n<p>L\u2019Assemblea affronter\u00e0 le questioni poste dall\u2019IL alternando convocazioni plenarie (<i>Congregationes Generales<\/i>) e lavori di gruppo (sessioni dei\u00a0<i>Circuli Minores<\/i>), come previsto dall\u2019art. 14 di EC.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019Assemblea proceder\u00e0 affrontando i diversi temi, nell\u2019ordine in cui l\u2019IL li propone. Comincer\u00e0 lavorando sulla Sezione A, \u00abPer una Chiesa sinodale. Un\u2019esperienza integrale\u00bb (nn. 17-42), con l\u2019obiettivo di mettere meglio a fuoco le caratteristiche fondamentali di una Chiesa sinodale, a partire dall\u2019esperienza del camminare insieme vissuta dal Popolo di Dio in questi due anni e raccolta dai documenti prodotti lungo la prima fase grazie al discernimento dei Pastori. All\u2019Assemblea \u00e8 richiesto di muoversi in una prospettiva integrale, considerando l\u2019esperienza del Popolo di Dio nel suo insieme e con la sua complessit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Assemblea passer\u00e0 quindi ad affrontare le tre questioni prioritarie emerse dalla fase della consultazione e presentate nella Sezione B dell\u2019IL (nn. 43-60). A ciascuna di esse \u00e8 dedicata una delle tre parti in cui quella Sezione \u00e8 articolata, \u00abin collegamento con le tre parole chiave del Sinodo: comunione, missione, partecipazione\u00bb (n. 43), con un\u2019inversione dell\u2019ordine in cui i tre termini compaiono che viene spiegata al n. 44. A questa articolazione corrisponde quella delle Schede di lavoro, anch\u2019esse suddivise in tre parti, ciascuna delle quali riprende il titolo della parte corrispondente della Sezione B, evidenziando cos\u00ec il legame che le unisce:<\/p>\n<p>&#8211; \u00abB 1. Una comunione che si irradia. Come essere pi\u00f9 pienamente segno e strumento di unione con Dio e di unit\u00e0 del genere umano?\u00bb (nn. 46-50);<\/p>\n<p>&#8211; \u00abB 2. Corresponsabili nella missione. Come condividere doni e compiti a servizio del Vangelo?\u00bb (nn. 51-55);<\/p>\n<p>&#8211; \u00abB 3. Partecipazione, compiti di responsabilit\u00e0 e autorit\u00e0. Quali processi, strutture e istituzioni in una Chiesa sinodale missionaria?\u00bb (nn. 56-60).<\/p>\n<p>In particolare, a ciascuna delle tre priorit\u00e0 corrispondono cinque Schede di lavoro: ciascuna \u00abcostituisce una porta di ingresso per trattare la priorit\u00e0 a cui \u00e8 associata, che in questo modo pu\u00f2 essere affrontata da prospettive differenti ma complementari, in collegamento con aspetti diversi della vita della Chiesa emersi grazie al lavoro delle Assemblee continentali\u00bb (n. 45).<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione dei lavori per passi successivi non elimina il dinamismo che lega le due Sezioni tra di loro: l\u2019esperienza del Popolo di Dio affrontata con lo sguardo integrale della Sezione A continua a rappresentare l\u2019orizzonte al cui interno collocare la trattazione delle diverse questioni poste nella Sezione B, che in quella esperienza sono radicate. Lo sforzo richiesto all\u2019Assemblea sar\u00e0 proprio di \u00abmantenere la tensione tra lo sguardo di insieme\u00a0<sup>[\u2026]<\/sup>\u00a0e l\u2019identificazione dei passi da compiere\u00bb (n. 16): questi ultimi danno al primo concretezza e profondit\u00e0, e ne ricevono in cambio visione prospettica e coesione contro il rischio della dispersione nel dettaglio.<\/p>\n<p>Infine l\u2019ultimo segmento dei lavori dell\u2019Assemblea sar\u00e0 dedicato alla raccolta dei frutti, cio\u00e8 concretamente all\u2019elaborazione di piste lungo cui continuare a camminare insieme, proseguendo la rilettura dell\u2019esperienza del Popolo di Dio e promuovendo i necessari approfondimenti, innanzi tutto teologici e canonistici, in vista della seconda sessione dell\u2019Assemblea sinodale nell\u2019ottobre 2024.<\/p>\n<p>Lungo l\u2019intero percorso, l\u2019Assemblea proceder\u00e0 utilizzando il metodo della conversazione nello Spirito (cfr. nn. 32-42), opportunamente adattato. Manterr\u00e0 cos\u00ec un collegamento con il modo di procedere che ha contraddistinto l\u2019intero processo sinodale (cfr. figura a pag. 26), ma soprattutto facendone diretta esperienza potr\u00e0 meglio mettere a fuoco come esso possa diventare parte della vita ordinaria della Chiesa e modo di procedere condiviso per discernere la volont\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p><i>Come usare le Schede di lavoro<\/i><\/p>\n<p>Le Schede di lavoro sono pensate come strumento di lavoro per affrontare le tre questioni prioritarie enunciate nella Sezione B durante l\u2019Assemblea di ottobre 2023. Non sono quindi capitoli di un libro da leggere in successione, n\u00e9 brevi saggi pi\u00f9 o meno completi su un tema. Sono \u201cda fare\u201d e non \u201cda leggere\u201d, nel senso che offrono una traccia per la preghiera e la riflessione personale in preparazione allo scambio in gruppo e in plenaria. Allo stesso modo possono essere usate per realizzare incontri di approfondimento tematico in stile sinodale a tutti i livelli della vita della Chiesa. Non sono pensate per essere trattate in successione: ciascuna va tenuta insieme alla parte della Sezione B dell\u2019IL a cui corrisponde, ma pu\u00f2 essere affrontata prescindendo da tutte le altre.<\/p>\n<p>Le Schede hanno tutte la medesima struttura: cominciano con una rapida contestualizzazione dell\u2019interrogativo espresso dal titolo a partire da quanto emerso nella prima fase. Formulano poi una domanda per il discernimento. Infine offrono alcuni spunti di approfondimento, che articolano una variet\u00e0 di prospettive (teologica, pastorale, canonistica, ecc.), dimensioni e livelli (Parrocchia, Diocesi, ecc.), ma soprattutto restituiscono la concretezza dei volti dei membri del Popolo di Dio, dei loro carismi e ministeri, delle domande che hanno espresso durante la fase dell\u2019ascolto. L\u2019abbondanza degli stimoli proposta in ogni Scheda risponde a un\u2019esigenza di fedelt\u00e0 alla ricchezza e alla variet\u00e0 di quanto raccolto dalla consultazione, senza farne un questionario in cui \u00e8 necessario formulare una risposta a ogni domanda. Alcuni spunti risulteranno particolarmente stimolanti in alcune regioni del mondo, altri in regioni diverse. Ciascuno \u00e8 invitato a privilegiare quello o quelli su cui sente che l\u2019esperienza della \u201csua\u201d Chiesa ha una maggiore ricchezza da condividere con le altre: sar\u00e0 questo il suo contributo al lavoro comune.<\/p>\n<p>Ogni Scheda si focalizza sulla questione indicata dal titolo, dando per acquisito il quadro di riferimento rappresentato dall\u2019IL, i cui contenuti non vengono ripetuti n\u00e9 esplicitamente citati. Rappresentano per\u00f2 la base del lavoro, unitamente a tutti i documenti relativi alla fase della consultazione: \u00abanche nella preparazione all\u2019Assemblea, i Membri del Sinodo sono invitati a tenere presenti i documenti precedenti, in particolare il DTC e i Documenti finali delle Assemblee continentali, oltre a quello del Sinodo digitale, come strumenti per il loro discernimento\u00bb (n. 9). Non si tratta quindi di ripartire da zero, ma di proseguire un cammino gi\u00e0 cominciato. \u00c8 per questa ragione, oltre che per ovvi motivi di spazio, che le Schede non offrono una trattazione sistematica delle diverse questioni, n\u00e9 approfondiscono tutto: il fatto che il processo sinodale abbia fatto emergere alcuni punti come prioritari non significa che altre questioni siano meno importanti. Sulla base della consultazione del Popolo di Dio, le questioni proposte nelle Schede rappresentano portali d\u2019ingresso per affrontare concretamente l\u2019interrogativo di fondo che spinge e guida l\u2019intero processo: \u00abcome si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel \u201ccamminare insieme\u201d che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le \u00e8 stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?\u00bb (DP 2).<\/p>\n<p>Tra le Schede, anche relative a parti diverse, ci sono evidenti punti di contatto, e anche sovrapposizioni. Non si tratta per\u00f2 di ripetizioni, in quanto nella redazione si \u00e8 tenuto conto del fatto che le Schede sono pensate per essere utilizzate indipendentemente le une dalle altre. Inoltre, in questo modo si evidenzia la ricca rete di interconnessioni tra i temi toccati.<\/p>\n<p>Alcuni interrogativi emersi dalla consultazione del Popolo di Dio riguardano questioni su cui gi\u00e0 esiste uno sviluppo magisteriale e teologico a cui fare riferimento: per limitarci a due esempi, basta pensare all\u2019accoglienza dei divorziati risposati, tema trattato nell\u2019Esortazione Apostolica Post-Sinodale\u00a0<i>Amoris laetitia<\/i>, o all\u2019inculturazione della liturgia, oggetto dell\u2019Istruzione\u00a0<i>Varietates legitimae<\/i>\u00a0(1994) della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il fatto che su punti di questo tipo continuino a emergere domande non pu\u00f2 essere liquidato sbrigativamente, ma deve essere oggetto di discernimento e l\u2019Assemblea sinodale \u00e8 un ambito privilegiato per farlo. In particolare, andranno indagati gli ostacoli, reali o percepiti, che hanno impedito di compiere i passi indicati e identificare che cosa occorre per rimuoverli. Ad esempio, se il blocco deriva da una generica mancanza di informazione, servir\u00e0 un migliore sforzo comunicativo. Se invece \u00e8 dovuto alla difficolt\u00e0 di cogliere le implicazioni dei documenti per le situazioni concrete o a riconoscersi in quanto da essi proposto, un cammino sinodale di effettiva appropriazione dei contenuti da parte del Popolo di Dio potrebbe essere la risposta appropriata. Altro caso ancora sarebbe quello in cui il ripresentarsi di una domanda fosse il segnale di un cambiamento della realt\u00e0 o della necessit\u00e0 di un \u201ctraboccamento\u201d della Grazia, che richiede di tornare a interrogare il Deposito della fede e la Tradizione viva della Chiesa.<\/p>\n<p>Difficilmente i lavori della prima sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi potranno giungere alla formulazione di orientamenti conclusivi su molti di questi temi: per questo il Santo Padre ha stabilito che l\u2019Assemblea sinodale si svolga in due sessioni. L\u2019obiettivo della prima sar\u00e0 soprattutto delineare percorsi di approfondimento da compiere in stile sinodale, indicando i soggetti da coinvolgere e le modalit\u00e0 per raccoglierne i frutti, cos\u00ec da permettere di completare il discernimento nella seconda sessione di ottobre 2024, elaborando le proposte concrete per crescere come Chiesa sinodale da presentare al Santo Padre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/dam\/salastampa\/image\/immagine%202_it.png\" \/><\/p>\n<p><b>B 1. Una comunione che si irradia<\/b><\/p>\n<p><i>Come essere pi\u00f9 pienamente segno e strumento<br \/>\ndi unione con Dio e di unit\u00e0 del genere umano?<\/i><\/p>\n<p><b>B 1.1 In che modo il servizio della carit\u00e0 e l\u2019impegno per la giustizia e la cura della casa comune alimentano la comunione in una Chiesa sinodale?<\/b><\/p>\n<p>Diverse sono le direttrici indicate dalle Assemblee continentali per crescere come Chiesa sinodale missionaria:<\/p>\n<p>a) In una Chiesa sinodale, i poveri, nel senso originario di coloro che vivono in condizioni di indigenza e di esclusione sociale, occupano un posto centrale. Sono destinatari di cura, ma soprattutto portatori di una Buona Notizia che l\u2019intera comunit\u00e0 ha bisogno di ascoltare: da loro la Chiesa ha innanzi tutto qualcosa da imparare (cfr. Lc 6,20; EG 198). Una Chiesa sinodale riconosce e valorizza il loro protagonismo.<\/p>\n<p>b) La cura della casa comune invita a un\u2019azione condivisa: la soluzione a molti problemi, come ad esempio i cambiamenti climatici, sollecita l\u2019impegno dell\u2019intera famiglia umana. La cura della casa comune \u00e8 gi\u00e0 un luogo di intense esperienze di incontro e collaborazione con i membri di altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali, con i credenti di altre religioni e con uomini e donne di buona volont\u00e0. Questo impegno richiede la capacit\u00e0 di agire coerentemente su una pluralit\u00e0 di piani: catechesi e animazione pastorale, promozione di stili di vita, gestione dei beni (immobili e finanziari) della Chiesa.<\/p>\n<p>c) I movimenti migratori sono un segno del nostro tempo e \u00abi migranti sono un \u201cparadigma\u201d capace di illuminare il nostro tempo\u00bb<sup>[10]<\/sup>. La loro presenza costituisce un appello a camminare insieme, in modo particolare quando si tratta di Fedeli cattolici. Invita a creare legami con le Chiese dei Paesi di origine e rappresenta una possibilit\u00e0 di sperimentare la variet\u00e0 della Chiesa, ad esempio attraverso la diaspora delle Chiese Orientali Cattoliche.<\/p>\n<p>d) Una Chiesa sinodale pu\u00f2 svolgere un ruolo di testimonianza profetica in un mondo frammentato e polarizzato, soprattutto quando i suoi membri si impegnano a camminare insieme agli altri cittadini per la costruzione del bene comune. Nei luoghi segnati da profondi conflitti, questo richiede la capacit\u00e0 di essere agenti di riconciliazione e artigiani di pace.<\/p>\n<p>e) \u00abOgni cristiano e ogni comunit\u00e0 sono chiamati a essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri\u00bb (EG 187). Questo comporta anche la disponibilit\u00e0 a prendere posizione a loro favore nel dibattito pubblico, a prestare la voce alle loro cause, a denunciare le situazioni di ingiustizia e discriminazione, senza complicit\u00e0 con coloro che ne sono responsabili.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Camminare insieme significa non lasciare indietro nessuno ed essere capaci di andare al passo di chi fa pi\u00f9 fatica. In che modo possiamo crescere nella capacit\u00e0 di promuovere il protagonismo degli ultimi nella Chiesa e nella societ\u00e0?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Le opere di giustizia e di misericordia sono una forma di partecipazione alla missione di Cristo. Ogni Battezzato \u00e8 perci\u00f2 chiamato a impegnarsi in questo ambito. Come risvegliare, coltivare e potenziare questa consapevolezza nelle comunit\u00e0 cristiane?<\/p>\n<p>2) Le disuguaglianze che segnano il mondo contemporaneo attraversano anche il corpo della Chiesa, separando ad esempio le Chiese dei Paesi ricchi e dei Paesi poveri, o le comunit\u00e0 delle aree pi\u00f9 ricche e pi\u00f9 povere di uno stesso Paese. Quali strumenti sono necessari per poter camminare insieme tra Chiese al di l\u00e0 di queste disuguaglianze, sperimentando un\u2019autentica circolazione di doni?<\/p>\n<p>3) Lungo il cammino sinodale, quali sforzi sono stati fatti per dare spazio alla voce dei pi\u00f9 poveri e integrare il loro contributo? Che esperienza hanno maturato le nostre Chiese nel sostenere il protagonismo dei poveri? Di che cosa abbiamo bisogno per coinvolgerli sempre di pi\u00f9 nel nostro camminare insieme, lasciando che la loro voce metta in questione il nostro modo di fare quando non \u00e8 abbastanza inclusivo?<\/p>\n<p>4) L\u2019accoglienza dei migranti diventa una occasione di camminare insieme con persone di un\u2019altra cultura, specie quando condividiamo la stessa fede? Quale spazio hanno le comunit\u00e0 migranti nella pastorale ordinaria? In che modo si valorizza la diaspora delle Chiese Orientali Cattoliche come occasione per sperimentare l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0? Quali legami si creano tra le Chiese dei Paesi di partenza e quelle dei Paesi di arrivo?<\/p>\n<p>5) La comunit\u00e0 cristiana sa camminare insieme alla societ\u00e0 nel suo complesso nella costruzione del bene comune o si presenta come un soggetto interessato alla difesa dei propri interessi di parte? Riesce a testimoniare la possibilit\u00e0 della concordia al di l\u00e0 delle polarizzazioni politiche? Quali strumenti si d\u00e0 per formarsi a questi compiti? Operare per il bene comune richiede di dare vita ad alleanze e coalizioni: quali criteri di discernimento ci diamo a questo riguardo? In che modo la comunit\u00e0 accompagna i propri membri impegnati in politica?<\/p>\n<p>6) Quali esperienze di camminare insieme per la cura della casa comune abbiamo fatto con persone, gruppi e movimenti che non fanno parte della Chiesa Cattolica? Che cosa abbiamo imparato? A che punto siamo nella costruzione di una coerenza tra i diversi piani su cui la cura della casa comune richiede di agire?<\/p>\n<p>7) L\u2019incontro con poveri ed emarginati e la possibilit\u00e0 di camminare insieme a loro inizia spesso dalla disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto della loro vita. Ha senso pensare al riconoscimento di uno specifico ministero dell\u2019ascolto e dell\u2019accompagnamento per coloro che si fanno carico di questo servizio? In che modo una Chiesa sinodale pu\u00f2 formarli e sostenerli? Come pensare a dare un riconoscimento ecclesiale a forme di impegno per la costruzione di una societ\u00e0 giusta e per la cura della casa comune vissute come una risposta a un\u2019autentica vocazione e come una scelta anche professionale?<\/p>\n<p><b>B 1.2 Come una Chiesa sinodale pu\u00f2 rendere credibile la promessa che \u00abamore e verit\u00e0 s\u2019incontreranno\u00bb (Sal 85,11)?<\/b><\/p>\n<p>Provare a comprendere che cosa accogliere e accompagnare significhino concretamente per la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 stato un nucleo centrale delle diverse tappe della prima fase.<\/p>\n<p>Il DTC ha scelto l\u2019immagine biblica della tenda che si allarga (cfr. Is 54,2) per esprimere la chiamata a essere una comunit\u00e0 ben radicata e perci\u00f2 capace di aprirsi. Le Assemblee continentali, sulla base delle diverse sensibilit\u00e0, hanno proposto altre immagini per articolare la dimensione dell\u2019accoglienza che fa parte della missione della Chiesa: l\u2019Asia ha offerto l\u2019immagine della persona che si toglie le scarpe per varcare la soglia, come segno di umilt\u00e0 per disporsi all\u2019incontro con l\u2019altro e con Dio; l\u2019Oceania ha proposto l\u2019immagine della barca; l\u2019Africa ha insistito sull\u2019immagine della Chiesa famiglia di Dio, capace di offrire appartenenza e accoglienza a tutti i suoi componenti, nella loro variet\u00e0.<\/p>\n<p>Al di sotto di questa diversit\u00e0 di immagini possiamo rintracciare un\u2019unit\u00e0 di intenti: ovunque la Chiesa sta cercando come rinnovare la propria missione di essere una comunit\u00e0 accogliente e ospitale, di incontrare Cristo in coloro che accoglie e di essere segno della sua presenza e annuncio credibile della verit\u00e0 del Vangelo nella vita di tutti. Si tratta dell\u2019esigenza profonda di imitare il Maestro e Signore anche nella capacit\u00e0 di vivere un apparente paradosso: \u00abproclamare con coraggio il proprio insegnamento autentico e allo stesso tempo offrire una testimonianza di inclusione e accettazione radicale\u00bb (DTC 30).<\/p>\n<p>Su questo punto il percorso sinodale \u00e8 stato l\u2019occasione per avviare un confronto profondo, con umilt\u00e0 e sincerit\u00e0. La sorpresa \u00e8 scoprire che il modo di procedere sinodale consente di collocare nella prospettiva della missione gli interrogativi che nascono da questo confronto, senza rimanere paralizzati, alimentando la speranza che il Sinodo sia un catalizzatore di questo rinnovamento della missione e spinga a ricucire il tessuto relazionale della Chiesa.<\/p>\n<p>La preoccupazione di essere capaci di autentica accoglienza viene espressa in una pluralit\u00e0 di direzioni, molto diverse tra di loro e non complanari:<\/p>\n<p>a) i Documenti finali delle Assemblee continentali menzionano spesso coloro che non si sentono accettati nella Chiesa, come i divorziati e risposati, le persone in matrimonio poligamico o le persone LGBTQ+;<\/p>\n<p>b) rilevano altres\u00ec come forme di discriminazione a base razziale, tribale, etnica, di classe o di casta, presenti anche nel Popolo di Dio, conducano alcuni a sentirsi meno importanti o meno graditi all\u2019interno della comunit\u00e0;<\/p>\n<p>c) assai diffusa \u00e8 la segnalazione di come una pluralit\u00e0 di barriere, da quelle pratiche ai pregiudizi culturali, generino forme di esclusione delle persone con disabilit\u00e0 e richiedano di essere superate;<\/p>\n<p>d) emerge anche la preoccupazione che i poveri, a cui in primis \u00e8 rivolta la Buona Notizia, siano troppo spesso ai margini delle comunit\u00e0 cristiane (ad esempio profughi, migranti e rifugiati, bambini di strada, persone senza dimora, vittime della tratta di esseri umani, ecc.);<\/p>\n<p>e) infine, i documenti delle Assemblee continentali osservano che \u00e8 necessario mantenere il legame tra conversione sinodale e cura delle vittime e delle persone emarginate all\u2019interno della Chiesa; in particolare danno grande enfasi alla necessit\u00e0 di imparare a esercitare la giustizia come forma di accoglienza di coloro che sono stati feriti da membri della Chiesa, in particolare vittime e sopravvissuti di tutte le forme di abuso;<\/p>\n<p>f) l\u2019ascolto delle voci pi\u00f9 frequentemente trascurate \u00e8 indicato come la via per crescere nell\u2019amore e nella giustizia cui il Vangelo d\u00e0 testimonianza.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Quali passi pu\u00f2 compiere una Chiesa sinodale per imitare sempre di pi\u00f9 il suo Maestro e Signore, che cammina con tutti con amore incondizionato e annuncia la pienezza della verit\u00e0 del Vangelo?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Qual \u00e8 l\u2019atteggiamento con cui ci avviciniamo al mondo? Sappiamo riconoscere il bene che c\u2019\u00e8 in esso e allo stesso tempo impegnarci a denunciare profeticamente tutto ci\u00f2 che viola la dignit\u00e0 delle persone, delle comunit\u00e0 umane e della creazione?<\/p>\n<p>2) Come possiamo far risuonare una voce profetica nello svelare le cause del male senza frammentare ulteriormente le nostre comunit\u00e0? Come possiamo diventare una Chiesa che non nasconde i conflitti e non ha paura di salvaguardare spazi per il disaccordo?<\/p>\n<p>3) Come possiamo ripristinare la prossimit\u00e0 e la cura delle relazioni come nucleo della missione della Chiesa, camminare con le persone invece di parlare di loro o a loro?<\/p>\n<p>4) Nella linea dell\u2019Esortazione Apostolica Post-Sinodale\u00a0<i>Christus vivit<\/i>, come possiamo camminare insieme ai giovani? In che modo una \u201copzione preferenziale per i giovani\u201d pu\u00f2 essere al centro delle nostre strategie pastorali in chiave sinodale?<\/p>\n<p>5) Come possiamo continuare a fare passi concreti per offrire giustizia a vittime e sopravvissuti degli abusi sessuali, spirituali, economici, di potere e di coscienza compiuti da persone che stavano svolgendo un ministero o un incarico ecclesiale?<\/p>\n<p>6) Come possiamo creare spazi in cui coloro che si sentono feriti dalla Chiesa e sgraditi dalla comunit\u00e0 possano sentirsi riconosciuti, accolti, non giudicati e liberi di fare domande? Alla luce dell\u2019Esortazione Apostolica Post-Sinodale\u00a0<i>Amoris laetitia<\/i>, quali passi concreti sono necessari per andare incontro alle persone che si sentono escluse dalla Chiesa in ragione della loro affettivit\u00e0 e sessualit\u00e0 (ad esempio divorziati risposati, persone in matrimonio poligamico, persone LGBTQ+, ecc.)?<\/p>\n<p>7) Come possiamo essere pi\u00f9 aperti e accoglienti verso migranti e rifugiati, minoranze etniche e culturali, comunit\u00e0 indigene che da lungo tempo sono parte della Chiesa ma sono spesso ai margini? Come possiamo testimoniare che la loro presenza \u00e8 un dono?<\/p>\n<p>8) Quali barriere fisiche e culturali abbiamo bisogno di far cadere perch\u00e9 le persone con disabilit\u00e0 possano sentirsi membri della comunit\u00e0 a pieno titolo?<\/p>\n<p>9) Come valorizzare l\u2019apporto delle persone anziane alla vita della comunit\u00e0 cristiana e della societ\u00e0?<\/p>\n<p><b>B 1.3 Come pu\u00f2 crescere un rapporto dinamico di scambio di doni tra le Chiese?<\/b><\/p>\n<p>La comunione a cui la Chiesa \u00e8 chiamata \u00e8 una relazione dinamica di scambio di doni, che testimonia un\u2019unit\u00e0 trascendente nella diversit\u00e0. Uno dei doni pi\u00f9 significativi del percorso sinodale finora compiuto \u00e8 la riscoperta della ricchezza della diversit\u00e0 e della profondit\u00e0 della nostra interconnessione. Questa diversit\u00e0 e questa interconnessione non minacciano, ma forniscono il contesto per una ricezione pi\u00f9 profonda della nostra unit\u00e0 di creazione, vocazione e destino.<\/p>\n<p>Il processo sinodale \u00e8 stato vissuto in maniera appassionata e vivace al livello locale della Chiesa, in particolar modo quando si sono realizzate occasioni di conversazione nello Spirito. Il DTC ha cercato di far emergere le diverse forme di questa vitalit\u00e0 e di sottolineare al tempo stesso la straordinaria convergenza riguardo a questioni e temi emersi nei vari contesti. Durante le Assemblee continentali, poi, sono stati scoperti come un dono prezioso alcuni aspetti della vita della Chiesa in contesti molto diversi tra loro. Al tempo stesso si \u00e8 entrati in un rapporto pi\u00f9 profondo con la diversit\u00e0 che segna le varie regioni: differenze tra Chiese del medesimo continente, come pure diversit\u00e0 di espressione della cattolicit\u00e0, dovuta alla presenza di comunit\u00e0 cattoliche latine e orientali nello stesso territorio, spesso come risultato di ondate migratorie e della formazione di comunit\u00e0 in diaspora. In verit\u00e0, come osserva un\u2019Assemblea continentale, ci siamo sperimentati molto concretamente come \u201ccomunit\u00e0 di comunit\u00e0\u201d, notando i doni che cos\u00ec riceviamo e le tensioni che ne possono derivare.<\/p>\n<p>Questi incontri hanno portato a osservazioni condivise e anche a richieste esplicite:<\/p>\n<p>a) si desidera che le diverse tradizioni di specifiche regioni e Chiese possano farsi sentire e partecipare alla conversazione ecclesiale e teologica spesso dominata da voci latine\/occidentali. La dignit\u00e0 dei Battezzati \u00e8 riconosciuta come un punto chiave in molti contesti; allo stesso modo, in particolare per molti appartenenti a Chiese Orientali Cattoliche il Mistero pasquale celebrato nei Sacramenti dell\u2019Iniziazione Cristiana rimane il fulcro della riflessione sull\u2019identit\u00e0 dei Cristiani e sulla Chiesa sinodale;<\/p>\n<p>b) le Chiese Orientali Cattoliche hanno una lunga e distinta esperienza di sinodalit\u00e0, condivisa con le Chiese Ortodosse, una tradizione a cui desiderano sia garantita attenzione nelle discussioni e nel discernimento di questo processo sinodale;<\/p>\n<p>c) allo stesso modo, esistono realt\u00e0 specifiche e particolari che i Cristiani orientali in diaspora si trovano ad affrontare in nuovi contesti, insieme ai loro fratelli e sorelle ortodossi. Si desidera che le Chiese Cattoliche Orientali in diaspora siano in grado di preservare la loro identit\u00e0 e di essere riconosciute come qualcosa di pi\u00f9 di semplici comunit\u00e0 etniche, cio\u00e8 come Chiese\u00a0<i>sui iuris\u00a0<\/i>con ricche tradizioni spirituali, teologiche e liturgiche che contribuiscono alla missione della Chiesa oggi, in un contesto globale.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Come pu\u00f2 ogni Chiesa locale, soggetto della missione nel contesto in cui vive, valorizzare, promuovere e integrare lo scambio di doni con le altre Chiese locali, nell\u2019orizzonte dell\u2019unica Chiesa Cattolica? Come aiutare le Chiese locali a promuovere la cattolicit\u00e0 della Chiesa in un rapporto armonico tra unit\u00e0 e diversit\u00e0, preservando la specificit\u00e0 di ciascuna?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Come aumentare la consapevolezza che la Chiesa una e cattolica \u00e8 gi\u00e0, e fin dall\u2019inizio, portatrice di una ricca e multiforme diversit\u00e0?<\/p>\n<p>2) Con quali gesti le differenti Chiese locali potrebbero donarsi ospitalit\u00e0 reciproca per beneficiare di uno scambio di doni ecclesiali e manifestare la comunione ecclesiale nella liturgia, nella spiritualit\u00e0, nella pastorale e nella riflessione teologica? In particolare, come possiamo attivare uno scambio tra le esperienze e le visioni della sinodalit\u00e0 tra Chiese Cattoliche Orientali e Chiesa Latina?<\/p>\n<p>3) Come potrebbe la Chiesa Latina sviluppare una maggiore apertura alle tradizioni spirituali, teologiche e liturgiche delle Chiese Orientali Cattoliche?<\/p>\n<p>4) Come possono le Chiese Orientali Cattoliche in diaspora preservare la loro identit\u00e0 ed essere riconosciute come qualcosa di pi\u00f9 di semplici comunit\u00e0 etniche?<\/p>\n<p>5) Alcune Chiese vivono in situazioni di grande precariet\u00e0. Come possono le altre Chiese farsi carico della loro sofferenza e sovvenire alle loro necessit\u00e0, mettendo in pratica gli insegnamenti dell\u2019apostolo Paolo che alle comunit\u00e0 della Grecia chiedeva di sostenere con generosit\u00e0 quella di Gerusalemme: \u00abla vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perch\u00e9 anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza\u00bb (2Cor 8,14)? Quale ruolo possono avere a questo riguardo le istituzioni globali e quelle della Santa Sede dedicate al servizio della carit\u00e0?<\/p>\n<p>6) Come tenere presenti e valorizzare i contributi e le esperienze delle Chiese locali nell\u2019elaborazione del Magistero e delle norme ecclesiastiche a livello universale?<\/p>\n<p>7) In un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato e interconnesso, come sviluppare il tessuto di relazioni tra le Chiese locali della stessa regione e anche di continenti diversi? Come la crescente mobilit\u00e0 umana e quindi la presenza di comunit\u00e0 di migranti possono diventare occasione per la costruzione di legami tra le Chiese e lo scambio di doni? Come gestire in modo costruttivo tensioni e incomprensioni che dovessero nascere tra Fedeli di culture e tradizioni diverse?<\/p>\n<p>8) Come possono le istituzioni globali della Chiesa, a partire da quelle che fanno capo alla Santa Sede e ai Dicasteri della Curia Romana, favorire la circolazione dei doni tra le Chiese?<\/p>\n<p>9) Come rendere attivo e fecondo lo scambio di esperienze e di doni non solo tra le diverse Chiese locali, ma anche tra le diverse vocazioni, carismi e spiritualit\u00e0 all\u2019interno del Popolo di Dio: istituti di vita consacrata e societ\u00e0 di vita apostolica, associazioni e movimenti laicali, nuove comunit\u00e0? In che modo \u00e8 possibile assicurare la partecipazione a questa circolazione delle comunit\u00e0 di vita contemplativa?<\/p>\n<p><b>B 1.4 Come una Chiesa sinodale pu\u00f2 compiere meglio la propria missione attraverso un rinnovato impegno ecumenico?<\/b><\/p>\n<p>\u00abIl cammino della sinodalit\u00e0, che la Chiesa Cattolica sta percorrendo, \u00e8 e dev\u2019essere ecumenico, cos\u00ec come il cammino ecumenico \u00e8 sinodale\u00bb<sup>[11]<\/sup>. La sinodalit\u00e0 \u00e8 una sfida comune che riguarda tutti i credenti in Cristo, cos\u00ec come l\u2019ecumenismo \u00e8 innanzi tutto una strada comune (<i>syn-odos<\/i>) percorsa insieme agli altri Cristiani. Sinodalit\u00e0 ed ecumenismo sono due cammini da percorrere insieme, con un obiettivo comune: una migliore testimonianza cristiana. Questa pu\u00f2 prendere la forma della convivenza<i>\u00a0<\/i>in un \u201cecumenismo della vita\u201d a diversi livelli, compresi i matrimoni interconfessionali, e anche dell\u2019atto supremo di donarla come testimonianza della fede in Cristo nell\u2019ecumenismo del martirio.<\/p>\n<p>Diverse sono le implicazioni ecumeniche dell\u2019impegno a edificare una Chiesa sinodale:<\/p>\n<p>a) nell\u2019unico Battesimo tutti i Cristiani partecipano del\u00a0<i>sensus fidei<\/i>\u00a0o senso soprannaturale della fede (cfr. LG 12), ragione per cui in una Chiesa sinodale tutti vanno ascoltati con attenzione;<\/p>\n<p>b) il cammino ecumenico \u00e8 uno scambio di doni, e uno tra i doni che i Cattolici possono ricevere dagli altri Cristiani \u00e8 proprio la loro esperienza sinodale (cfr. EG 246). La riscoperta della sinodalit\u00e0 come dimensione costitutiva della Chiesa \u00e8 un frutto del dialogo ecumenico, soprattutto con gli Ortodossi;<\/p>\n<p>c) il movimento ecumenico \u00e8 un laboratorio di sinodalit\u00e0, in particolare potrebbe essere fonte di ispirazione la metodologia del dialogo e della ricerca del consenso sperimentata a vari livelli al suo interno;<\/p>\n<p>d) la sinodalit\u00e0 \u00e8 parte della \u201ccontinua riforma\u201d della Chiesa, nella consapevolezza che \u00e8 soprattutto attraverso la sua riforma interna, in cui la sinodalit\u00e0 ha un ruolo essenziale, che la Chiesa Cattolica si avvicina agli altri Cristiani (cfr. UR 4.6);<\/p>\n<p>e) vi \u00e8 una relazione reciproca tra l\u2019ordinamento sinodale della Chiesa Cattolica e la credibilit\u00e0 del suo impegno ecumenico;<\/p>\n<p>f) una certa sinodalit\u00e0 tra le Chiese si sperimenta ogni volta che Cristiani di diverse tradizioni si riuniscono nel nome di Ges\u00f9 Cristo per la preghiera, l\u2019azione e la testimonianza comuni, nonch\u00e9 per le consultazioni regolari e la partecipazione ai rispettivi processi sinodali.<\/p>\n<p>Tutti i Documenti finali delle Assemblee continentali<b>\u00a0<\/b>evidenziano la stretta relazione tra sinodalit\u00e0 ed ecumenismo, e alcuni vi dedicano interi capitoli. In effetti, sia la sinodalit\u00e0 sia l\u2019ecumenismo sono radicati nella dignit\u00e0 battesimale<i>\u00a0<\/i>dell\u2019intero Popolo di Dio; invitano a un rinnovato impegno<i>\u00a0<\/i>sulla base della visione di una Chiesa sinodale missionaria; sono processi di ascolto e di dialogo ed esortano a crescere in una comunione<i>\u00a0<\/i>che non \u00e8 uniformit\u00e0, ma unit\u00e0 nella legittima diversit\u00e0; evidenziano la necessit\u00e0 di uno spirito di corresponsabilit\u00e0, dal momento che le nostre decisioni e azioni a diversi livelli riguardano tutti i membri del Corpo di Cristo; sono processi spirituali di pentimento, perdono e riconciliazione in un dialogo di conversione che pu\u00f2 portare a una guarigione della memoria.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>In che modo l\u2019esperienza e i frutti del cammino ecumenico possono favorire l\u2019edificazione di una Chiesa Cattolica pi\u00f9 sinodale; in che modo la sinodalit\u00e0 pu\u00f2 aiutare la Chiesa Cattolica a rispondere meglio alla preghiera di Ges\u00f9: \u00abperch\u00e9 tutti siano una sola cosa&#8230; perch\u00e9 il mondo creda\u00bb (Gv 17,21)?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Questo Sinodo \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 per imparare dalle altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali e per \u00abraccogliere quello che lo Spirito ha seminato in loro come un dono anche per noi\u00bb (EG 246). Che cosa possono (re)imparare i Cattolici dall\u2019esperienza sinodale di altri Cristiani e dal movimento ecumenico?<\/p>\n<p>2) Come promuovere la partecipazione attiva di tutto il Popolo di Dio al movimento ecumenico? In particolare, quale pu\u00f2 essere il contributo della vita consacrata, delle coppie e delle famiglie interconfessionali, dei giovani, dei movimenti ecclesiali e delle comunit\u00e0 ecumeniche?<\/p>\n<p>3) In quali ambiti \u00e8 necessaria una guarigione della memoria relativamente al rapporto con le altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali? Come possiamo costruire insieme una \u201cnuova memoria\u201d?<\/p>\n<p>4) Come si pu\u00f2 migliorare il nostro camminare insieme con i Cristiani di tutte le tradizioni? In che modo una commemorazione comune del 1700\u00b0 anniversario del Concilio di Nicea (325-2025) potrebbe fornire un\u2019occasione a tale riguardo?<\/p>\n<p>5) \u00abIl ministero episcopale di unit\u00e0 \u00e8 strettamente legato alla sinodalit\u00e0\u00bb<sup>[12]<\/sup>. Come il Vescovo, in quanto \u00abvisibile principio e fondamento di unit\u00e0\u00bb (LG 23), \u00e8 chiamato a promuovere l\u2019ecumenismo in modo sinodale nella sua Chiesa locale?<\/p>\n<p>6) Come il processo sinodale in corso pu\u00f2 contribuire a \u00abtrovare una forma di esercizio del primato che, pur non rinunciando in nessun modo all\u2019essenziale della sua missione, si apra a una situazione nuova\u00bb<sup>[13]<\/sup>?<\/p>\n<p>7) Come le Chiese Orientali Cattoliche possono aiutare, sostenere e stimolare la Chiesa Latina nel comune impegno sinodale ed ecumenico? Come la Chiesa Latina pu\u00f2 sostenere e promuovere l\u2019identit\u00e0 dei Fedeli orientali cattolici nella diaspora?<\/p>\n<p>8) Come il motto ecumenico \u00abCamminare insieme, lavorare insieme, pregare insieme\u00bb<sup>[14]<\/sup>\u00a0di Papa Francesco pu\u00f2 ispirare un rinnovato impegno per l\u2019unit\u00e0 dei Cristiani in modo sinodale?<\/p>\n<p><b>B 1.5 In che modo riconoscere e raccogliere le ricchezze delle culture e sviluppare il dialogo con le religioni, alla luce del Vangelo?<\/b><\/p>\n<p>Ascoltare le persone richiede di saper ascoltare le culture in cui sono inserite, nella consapevolezza che ogni cultura \u00e8 in continua evoluzione. Una Chiesa sinodale ha bisogno di imparare ad articolare sempre meglio il Vangelo con le culture e i contesti locali, attraverso il discernimento, a partire dalla fiducia nel fatto che lo Spirito le dona un\u2019ampiezza tale da poter accogliere qualunque cultura, senza esclusioni. Ne \u00e8 una prova il fatto che le Chiese locali sono gi\u00e0 contraddistinte da una grande diversit\u00e0, che \u00e8 una benedizione: al loro interno convivono nazionalit\u00e0 e gruppi etnici diversi, e credenti delle tradizioni orientali e occidentali. Questa ricchezza, in ogni caso, non \u00e8 sempre semplice da vivere e pu\u00f2 diventare fonte di divisioni e conflitti.<\/p>\n<p>Inoltre, il nostro tempo \u00e8 segnato dalla prepotente pervasivit\u00e0 di una nuova cultura, quella degli ambienti digitali e dei new media. Come dimostra l\u2019iniziativa del Sinodo digitale, la Chiesa vi \u00e8 gi\u00e0 presente, soprattutto attraverso l\u2019azione di tanti Cristiani, molti dei quali giovani. Mancano ancora una piena consapevolezza delle potenzialit\u00e0 che questo ambiente offre per l\u2019evangelizzazione e una riflessione sulle sfide che pone, in particolare in termini antropologici.<\/p>\n<p>Dai documenti delle Assemblee continentali emergono varie tensioni, da cui non rimanere schiacciati ma da valorizzare come fonti di dinamismo:<\/p>\n<p>a) nel rapporto tra Vangelo e culture locali, con esperienze e posizioni diverse. Alcuni considerano l\u2019adozione di tradizioni provenienti dalle Chiese di altre regioni come una forma di colonialismo. Altri ritengono che lo Spirito agisca in ogni cultura, rendendola capace di dare espressione alle verit\u00e0 della fede cristiana. Altri ancora ritengono che i Cristiani non possano adottare o adattare pratiche culturali precristiane;<\/p>\n<p>b) nel rapporto tra Cristianesimo e altre religioni. Accanto a esperienze feconde di dialogo e impegno con credenti di altre religioni, emergono anche fatiche e limiti, segnali di sfiducia, conflitti religiosi e anche persecuzioni, dirette o indirette. La Chiesa desidera costruire ponti per la promozione della pace, della riconciliazione, della giustizia e della libert\u00e0, ma ci sono anche situazioni che richiedono di esercitare grande pazienza e speranza che le cose possano cambiare;<\/p>\n<p>c) nel rapporto tra la Chiesa da una parte e la cultura occidentale e le forme di colonizzazione culturale dall\u2019altra. Nel mondo sono all\u2019opera forze che si oppongono alla missione della Chiesa, a partire da ideologie filosofiche, economiche e politiche fondate su presupposti che avversano la fede. Non tutti percepiscono queste tensioni allo stesso modo, ad esempio riguardo al fenomeno della secolarizzazione, che alcuni ritengono una minaccia e altri un\u2019opportunit\u00e0. Talvolta questa tensione viene interpretata in modo riduzionista come scontro tra coloro che desiderano il cambiamento e coloro che lo temono;<\/p>\n<p>d) nel rapporto tra le comunit\u00e0 indigene e i modelli occidentali di azione missionaria. Molti missionari cattolici hanno dato prova di grande dedizione e generosit\u00e0 nella condivisione della propria fede, ma in alcuni casi la loro azione ha ostacolato la possibilit\u00e0 che le culture locali offrissero il loro contributo originale all\u2019edificazione della Chiesa;<\/p>\n<p>e) nel rapporto tra la comunit\u00e0 cristiana e i giovani, non pochi dei quali si sentono esclusi dal linguaggio adottato negli ambienti ecclesiali, che risulta loro incomprensibile.<\/p>\n<p>Queste tensioni vanno affrontate innanzi tutto attraverso il discernimento a livello locale, poich\u00e9 non esistono ricette preconfezionate. Le Assemblee continentali hanno messo in rilievo disposizioni personali e comunitarie che possono essere di aiuto: un atteggiamento di umilt\u00e0 e rispetto, la capacit\u00e0 di ascoltare e promuovere un\u2019autentica conversazione nello Spirito, la disponibilit\u00e0 al cambiamento, ad abbracciare la dinamica pasquale di morte e resurrezione anche rispetto alle forme concrete che assume la vita della Chiesa, la formazione al discernimento culturale, al confronto tra sensibilit\u00e0 e spiritualit\u00e0 e all\u2019accompagnamento di persone di diversa cultura.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>In che modo possiamo rendere l\u2019annuncio del Vangelo comunicabile e percepibile nei diversi contesti e nelle diverse culture, per favorire l\u2019incontro con Cristo degli uomini e delle donne del nostro tempo? Quali legami possiamo instaurare con i credenti delle altre religioni, sviluppando una cultura dell\u2019incontro e del dialogo?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Con quali strumenti le Chiese locali leggono e operano un discernimento delle culture in cui sono inserite? Come possono, alla luce del Vangelo, rispettare e valorizzare le culture dei diversi contesti locali? Quali opportunit\u00e0 possono creare per rileggere gli insegnamenti della Chiesa alla luce delle culture locali in modo costruttivo?<\/p>\n<p>2) Quali spazi sono disponibili perch\u00e9 le culture delle minoranze e dei migranti trovino espressione nelle Chiese locali?<\/p>\n<p>3) Diverse Diocesi, Conferenze Episcopali, Assemblee continentali hanno espresso il desiderio di poter riarticolare la vita delle comunit\u00e0 e in particolare la liturgia in accordo con le culture locali, in un processo di inculturazione permanente. Quale dinamica sinodale possiamo mettere in atto per andare incontro a questo desiderio?<\/p>\n<p>4) Come promuovere la formazione al discernimento culturale? In che modo favorire, educare e dare riconoscimento ai carismi e alle vocazioni dei \u201ctraduttori\u201d, cio\u00e8 di coloro che aiutano a creare ponti tra religioni, culture e persone?<\/p>\n<p>5) A quali gesti di riconciliazione e di pace con altre religioni ci sentiamo chiamati? Come affrontare costruttivamente pregiudizi, tensioni e conflitti? Come testimoniare il Vangelo nei Paesi in cui la Chiesa \u00e8 in minoranza, senza indebolire la testimonianza della fede, ma anche senza esporre con leggerezza i Cristiani a minacce e persecuzioni?<\/p>\n<p>6) Come affrontare in maniera franca, profetica e costruttiva le relazioni tra cultura occidentale e le altre culture, anche all\u2019interno della Chiesa, evitando forme di colonialismo?<\/p>\n<p>7) Per alcuni la societ\u00e0 secolarizzata \u00e8 una minaccia a cui bisogna opporsi, per altri un fatto da accettare, per altri ancora una fonte di ispirazione e un\u2019opportunit\u00e0. Come possono le Chiese rimanere in dialogo con il mondo senza diventare mondane?<\/p>\n<p>8) Come possiamo suscitare occasioni di discernimento all\u2019interno degli ambienti digitali? Quali forme di collaborazione e quali strutture abbiamo bisogno di creare a servizio dell\u2019evangelizzazione di un ambiente che prescinde dalla dimensione territoriale?<\/p>\n<p><b>B 2. Corresponsabili nella missione<\/b><\/p>\n<p><i>Come condividere doni e compiti a servizio del Vangelo?<\/i><\/p>\n<p><b>B 2.1 Come camminare insieme verso una consapevolezza condivisa del significato e del contenuto della missione?<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 missione della Chiesa annunciare il Vangelo e rendere presente Cristo, attraverso il dono dello Spirito. Questo compito appartiene a tutti i Battezzati (cfr. EG 120): la sinodalit\u00e0 \u00e8 costitutivamente missionaria e la missione stessa \u00e8 azione sinodale. Siamo continuamente invitati a crescere nella nostra risposta a questa chiamata, rinnovando in chiave sinodale il modo con cui la Chiesa compie la propria missione. Nelle riflessioni delle Assemblee continentali, questa missione articola una molteplicit\u00e0 di dimensioni, da armonizzare e non opporre le une alle altre, nella prospettiva integrale promossa da\u00a0<i>Evangelii nuntiandi<\/i>\u00a0e ripresa da\u00a0<i>Evangelii gaudium<\/i>. Ad esempio:<\/p>\n<p>a) un accorato appello al rinnovamento della vita liturgica della Chiesa locale come luogo di annuncio attraverso la Parola e i Sacramenti, con un\u2019enfasi sulla qualit\u00e0 della predicazione e sul linguaggio della liturgia. Quest\u2019ultima richiede un giusto equilibrio tra l\u2019unit\u00e0 della Chiesa, espressa anche nell\u2019unit\u00e0 del rito, e le legittime variet\u00e0, che una corretta inculturazione tiene in debito conto<sup>[15]<\/sup>;<\/p>\n<p>b) si sottolinea il desiderio di una Chiesa povera e vicina a chi soffre, capace di evangelizzare attraverso l\u2019esercizio della prossimit\u00e0 e della carit\u00e0, seguendo le orme del Signore, e la testimonianza di un impegno che va fino al martirio: \u00e8 la vocazione \u201csamaritana\u201d della Chiesa. Si richiamano le situazioni in cui la Chiesa provoca ferite e quelle in cui le subisce: senza la cura per le persone coinvolte, queste situazioni diventano pietra di inciampo per la testimonianza dell\u2019amore di Dio e della verit\u00e0 del Vangelo;<\/p>\n<p>c) una chiave per opporsi profeticamente a nuovi e distruttivi colonialismi \u00e8 l\u2019apertura di luoghi di servizio gratuito, ispirati all\u2019imitazione di Cristo, che \u00e8 venuto non per essere servito ma per servire (cfr. Mc 10,45). Sono luoghi in cui i bisogni umani fondamentali possono trovare risposta, le persone si sentono accolte e non giudicate, libere di fare domande sulle ragioni della nostra speranza (cfr. 1Pt 3,15), libere di andarsene e di ritornare. Per una Chiesa sinodale la missione \u00e8 sempre costruire con gli altri, non semplicemente per altri;<\/p>\n<p>d) anche nell\u2019ambiente digitale, che la Chiesa sta scoprendo come opportunit\u00e0 di evangelizzazione, la costruzione di reti di relazioni rende possibile alle persone che lo frequentano, in particolare i giovani, sperimentare nuove forme per camminare insieme. L\u2019iniziativa del Sinodo digitale richiama l\u2019attenzione della Chiesa sulla realt\u00e0 della persona umana come essere che comunica, anche nei circuiti mediali che danno forma al nostro mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>Il desiderio di crescere nell\u2019impegno per la missione non \u00e8 ostacolato dalla consapevolezza dei limiti delle comunit\u00e0 cristiane e dal riconoscimento dei loro fallimenti; anzi il movimento di uscita da s\u00e9 per impulso della fede, della speranza e della carit\u00e0 \u00e8 una via per affrontare questa incompletezza. Accanto all\u2019affermazione di questo desiderio, le Assemblee continentali danno voce anche alla mancanza di chiarezza e di una comprensione condivisa del significato, della portata e del contenuto della missione della Chiesa, o dei criteri per articolare le spinte all\u2019azione in diverse direzioni. Questo ostacola il nostro camminare insieme e ci divide; perci\u00f2 emerge una domanda di maggiore formazione e di luoghi di confronto e dialogo, in chiave sinodale, tra le diverse prospettive, spiritualit\u00e0 e sensibilit\u00e0 che costituiscono la ricchezza della Chiesa.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Quanto la Chiesa \u00e8 oggi preparata e attrezzata per la missione di annunciare il Vangelo con convinzione, libert\u00e0 di spirito ed efficacia? In che modo la prospettiva di una Chiesa sinodale trasforma la comprensione della missione e consente di articolarne le diverse dimensioni? In che modo l\u2019esperienza di compiere insieme la missione arricchisce la comprensione della sinodalit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) La vita liturgica della comunit\u00e0 \u00e8 la sorgente della missione. Come sostenerne il rinnovamento in una prospettiva sinodale di valorizzazione di ministeri, carismi e vocazioni e di offerta di spazi di accoglienza e relazione?<\/p>\n<p>2) In che modo la predicazione, la catechesi e la pastorale possono promuovere una consapevolezza condivisa del significato e del contenuto della missione? E del fatto che costituisce una chiamata concreta ed effettiva per ogni Battezzato?<\/p>\n<p>3) Le sintesi delle Conferenze Episcopali e le Assemblee continentali chiedono con forza una \u201copzione preferenziale\u201d per i giovani e per le famiglie, che li riconosca come soggetti e non oggetti della pastorale. Come potrebbe prendere forma questo rinnovamento sinodale missionario della Chiesa, anche attraverso l\u2019attuazione delle conclusioni dei Sinodi del 2014-2015 e del 2018?<\/p>\n<p>4) Per larghissima parte del Popolo di Dio la missione si compie \u00abtrattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio\u00bb (LG 31; cfr. anche AA 2). Come far crescere la consapevolezza che la professione, l\u2019impegno sociale e politico, il volontariato sono ambiti di esercizio della missione? Come accompagnare e sostenere coloro che svolgono questa missione in ambienti particolarmente ostili e impegnativi?<\/p>\n<p>5) La dottrina sociale della Chiesa \u00e8 considerata spesso come appannaggio di esperti e teologi e slegata dalla vita quotidiana delle comunit\u00e0. Come si pu\u00f2 favorirne la riappropriazione da parte del Popolo di Dio, come risorsa per la missione?<\/p>\n<p>6) L\u2019ambiente digitale ormai modella la vita della societ\u00e0. Come pu\u00f2 la Chiesa svolgere pi\u00f9 efficacemente la propria missione al suo interno? Come vanno riconfigurati l\u2019annuncio, l\u2019accompagnamento e la cura in questo ambiente? Come offrire un adeguato riconoscimento all\u2019impegno missionario al suo interno e percorsi adeguati di formazione per chi lo compie? Come incoraggiare il protagonismo dei giovani, corresponsabili della missione della Chiesa in questo spazio?<\/p>\n<p>7) In molti ambiti portare avanti la missione richiede di collaborare con una pluralit\u00e0 di persone e organizzazioni di ispirazione diversa: Fedeli di altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali, credenti di altre religioni, donne e uomini di buona volont\u00e0. Che cosa impariamo dal \u201ccamminare insieme\u201d a loro e come possiamo attrezzarci per farlo meglio?<\/p>\n<p><b>B 2.2 Che cosa fare perch\u00e9 una Chiesa sinodale sia anche una Chiesa missionaria &#8220;tutta ministeriale&#8221;?<\/b><\/p>\n<p>Tutte le Assemblee continentali fanno riferimento ai ministeri nella Chiesa, spesso in termini molto articolati. Il processo sinodale restituisce una visione positiva dei ministeri, che legge il Ministero ordinato all\u2019interno della pi\u00f9 ampia ministerialit\u00e0 ecclesiale, senza contrapposizioni. Affiora anche una certa urgenza di discernere i carismi emergenti e le forme appropriate di esercizio dei Ministeri battesimali (istituiti, straordinari e di fatto) all\u2019interno del Popolo di Dio, partecipe della funzione profetica, sacerdotale e regale di Cristo. Su questi ultimi si focalizza questa Scheda, mentre in altre trova spazio la questione della relazione con il Ministero ordinato e dei compiti dei Vescovi in una Chiesa sinodale. In particolare:<\/p>\n<p>a) appare con evidenza la richiesta di superare una visione che riserva ai soli Ministri ordinati (Vescovi, Presbiteri, Diaconi) ogni funzione attiva nella Chiesa, riducendo la partecipazione dei Battezzati a una collaborazione subordinata. Senza sminuire l\u2019apprezzamento per il dono del Sacramento dell\u2019Ordine, i ministeri sono compresi a partire da una concezione ministeriale della Chiesa intera. Emerge una serena ricezione del Concilio Vaticano II, con il riconoscimento della dignit\u00e0 battesimale come fondamento della partecipazione di tutti alla vita della Chiesa. La dignit\u00e0 battesimale viene facilmente collegata al Sacerdozio comune come radice dei Ministeri battesimali, e si riafferma la necessaria relazione tra Sacerdozio comune e Sacerdozio ministeriale, che sono \u00abordinati l\u2019uno all\u2019altro, poich\u00e9 l\u2019uno e l\u2019altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano dell\u2019unico sacerdozio di Cristo\u00bb (LG 10);<\/p>\n<p>b) si sottolinea che il luogo pi\u00f9 propizio per rendere effettiva la partecipazione di tutti al Sacerdozio di Cristo, capace di valorizzare il Ministero ordinato nella sua peculiarit\u00e0 e di promuovere al tempo stesso i Ministeri battesimali nella loro variet\u00e0, \u00e8 la Chiesa locale, chiamata a discernere quali carismi e ministeri sono utili per il bene di tutti in un particolare contesto sociale, culturale ed ecclesiale. Si sente l\u2019esigenza di dare nuovo slancio alla partecipazione peculiare dei Laici all\u2019evangelizzazione nei vari ambiti della vita sociale, culturale, economica, politica, nonch\u00e9 di valorizzare il contributo delle Consacrate e dei Consacrati, con i loro diversi carismi, all\u2019interno della vita della Chiesa locale;<\/p>\n<p>c) l\u2019esperienza di camminare insieme nella Chiesa locale permette di immaginare nuovi ministeri al servizio di una Chiesa sinodale. Spesso, rifacendosi al testo, alla visione e al linguaggio di LG<i>\u00a0<\/i>10-12, le Assemblee continentali chiedono un maggiore riconoscimento dei Ministeri battesimali e la possibilit\u00e0 di realizzarlo nel registro della sussidiariet\u00e0 tra i diversi livelli della Chiesa. In questa linea, molte di queste domande potrebbero trovare risposta attraverso un lavoro sinodale pi\u00f9 approfondito nelle Chiese locali, dove, sulla base del principio della partecipazione differenziata ai\u00a0<i>tria munera<\/i>\u00a0di Cristo, \u00e8 pi\u00f9 agevole mantenere chiara la complementarit\u00e0 tra Sacerdozio comune e Sacerdozio ministeriale, individuando con discernimento i Ministeri battesimali necessari alla comunit\u00e0.<\/p>\n<p>d) Una Chiesa \u201ctutta ministeriale\u201d non \u00e8 necessariamente una Chiesa \u201ctutta di Ministeri istituiti\u201d. Ci sono legittimamente molti ministeri che scaturiscono dalla vocazione battesimale: i ministeri spontanei, alcuni ministeri riconosciuti che non sono istituiti e altri che, mediante l\u2019istituzione, ricevono una specifica formazione, missione e stabilit\u00e0. Crescere come Chiesa sinodale comporta l\u2019impegno di discernere insieme quali ministeri devono essere creati o promossi alla luce dei segni dei tempi, come risposta a servizio del mondo.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Come nella Chiesa possiamo muoverci verso una reale ed effettiva corresponsabilit\u00e0 in chiave missionaria per una pi\u00f9 piena realizzazione di vocazioni, carismi e ministeri di tutti i Battezzati? Come fare s\u00ec che una Chiesa pi\u00f9 sinodale sia anche una \u201ctutta ministeriale\u201d?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Come vivere la celebrazione del Battesimo, della Confermazione e dell\u2019Eucaristia affinch\u00e9 siano occasioni di testimonianza e di promozione della partecipazione e corresponsabilit\u00e0 di tutti come soggetti attivi nella vita e missione della Chiesa? Quali percorsi formativi devono essere avviati per far crescere nella Chiesa una comprensione della ministerialit\u00e0 che non si riduca al Ministero ordinato?<\/p>\n<p>2) Come discernere in una Chiesa locale i Ministeri battesimali, istituiti o meno, necessari alla missione? Quali sono gli spazi disponibili per la sperimentazione a livello locale? Che valore va attribuito a questi Ministeri? A quali condizioni possono essere recepiti da tutta la Chiesa?<\/p>\n<p>3) Che cosa possiamo imparare dalle altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali per quanto riguarda la ministerialit\u00e0 e i ministeri?<\/p>\n<p>4) La corresponsabilit\u00e0 si manifesta e realizza innanzi tutto nella partecipazione di tutti alla missione: come valorizzare l\u2019apporto specifico dei diversi carismi e vocazioni (da quelli legati a capacit\u00e0 e competenze, anche professionali, dei singoli a quelli che ispirano istituti di vita consacrata e societ\u00e0 di vita apostolica, movimenti, associazioni, ecc.) a servizio dell\u2019armonia dell\u2019impegno comunitario e della vita ecclesiale, soprattutto nelle Chiese locali?<\/p>\n<p>5) Come creare spazi e momenti di partecipazione effettiva alla corresponsabilit\u00e0 nella missione dei Fedeli che, per diverse ragioni, sono ai margini della vita della comunit\u00e0, ma che secondo la logica del Vangelo possono offrire un contributo insostituibile (persone anziane e ammalate, persone con disabilit\u00e0, persone povere, persone prive di formazione culturale, ecc.)?<\/p>\n<p>6) Molte persone vivono l\u2019impegno per la costruzione di una societ\u00e0 giusta e per la cura della casa comune come una risposta a una autentica vocazione e come una scelta di vita, anche a scapito di alternative professionali pi\u00f9 remunerative. Come possiamo pensare a forme di riconoscimento per questo impegno, in modo da rendere evidente che non si tratta di una opzione personale, ma di un\u2019azione che rende tangibile la sollecitudine della Chiesa?<\/p>\n<p><b>B 2.3 Come pu\u00f2 la Chiesa del nostro tempo compiere meglio la propria missione attraverso un maggiore riconoscimento e promozione della dignit\u00e0 battesimale delle donne?<\/b><\/p>\n<p>Nel Battesimo il cristiano entra in un nuovo legame con Cristo e, in Lui e attraverso di Lui, con tutti i Battezzati, con tutto il genere umano e con tutta la creazione. Figlie e figlie dell\u2019unico Padre, unti dallo stesso Spirito, in virt\u00f9 della condivisione del medesimo legame con Cristo, i Battezzati sono donati gli uni agli altri come membra di un unico corpo in cui godono di pari dignit\u00e0 (cfr. Gal 3,26-28). La fase dell\u2019ascolto ha ribadito la consapevolezza di questa realt\u00e0, indicando che essa deve trovare una realizzazione sempre pi\u00f9 concreta nella vita della Chiesa anche attraverso relazioni di mutualit\u00e0, reciprocit\u00e0 e complementarit\u00e0 tra uomini e donne:<\/p>\n<p>a) in modo sostanzialmente unanime, pur nella differenza delle prospettive di ciascun continente, tutte le Assemblee continentali invitano a prestare attenzione all\u2019esperienza, allo status e al ruolo delle donne. Celebrano la fede, la partecipazione e la testimonianza di tante donne in tutto il mondo, laiche e consacrate, come evangelizzatrici e spesso prime formatrici nella fede, notando soprattutto il loro contributo al \u201cmargine profetico\u201d, in luoghi remoti e contesti sociali problematici;<\/p>\n<p>b) inoltre, le Assemblee continentali chiedono di riflettere pi\u00f9 a fondo sulla realt\u00e0 dei fallimenti relazionali,<i>\u00a0<\/i>che sono anche fallimenti strutturali<i>\u00a0<\/i>che colpiscono la vita delle donne nella Chiesa, invitando a un processo di conversione permanente per cercare di diventare pi\u00f9 pienamente ci\u00f2 che nel Battesimo gi\u00e0 siamo. Tra le priorit\u00e0 per l\u2019Assemblea sinodale indicano la trattazione delle gioie e delle tensioni, nonch\u00e9 delle opportunit\u00e0 di conversione e rinnovamento nel modo in cui nella Chiesa viviamo le relazioni tra uomini e donne, anche nella concretezza dei rapporti tra Ministri ordinati, Consacrate e Consacrati, Laiche e Laici;<\/p>\n<p>c) durante la prima fase del Sinodo, le questioni della partecipazione delle donne, del loro riconoscimento, della relazione di mutuo accompagnamento tra uomini e donne, e della presenza delle donne in posti di responsabilit\u00e0 e di governo sono emerse come elementi cruciali della ricerca di come vivere la missione della Chiesa in modo pi\u00f9 sinodale. Le donne che hanno partecipato alla prima fase hanno espresso con chiarezza un desiderio: che la societ\u00e0 e la Chiesa costituiscano un luogo di crescita, di partecipazione attiva e di sana appartenenza per tutte le donne. Chiedono alla Chiesa di essere al loro fianco per accompagnare e promuovere la realizzazione di questo desiderio. In una Chiesa che voglia davvero essere sinodale, queste domande vanno affrontate insieme e insieme vanno costruite risposte concrete per un maggiore riconoscimento della dignit\u00e0 battesimale delle donne e per la lotta a tutte le forme di discriminazione ed esclusione di cui esse sono vittime nella comunit\u00e0 ecclesiale e nella societ\u00e0;<\/p>\n<p>d) infine, le Assemblee continentali evidenziano la pluralit\u00e0 delle esperienze, dei punti di vista e delle prospettive delle donne e chiedono che questa diversit\u00e0 sia riconosciuta nei lavori dell\u2019Assemblea sinodale, evitando di trattare le donne come un gruppo omogeneo o un argomento di discussione astratto o ideologico.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Quali passi concreti pu\u00f2 compiere la Chiesa per rinnovare e riformare le proprie procedure, dispositivi istituzionali e strutture in modo da permettere un maggiore riconoscimento e partecipazione delle donne, anche al governo e a tutte le fasi dei processi decisionali, inclusa la presa di decisioni, in uno spirito di comunione e in vista della missione?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Le donne svolgono un ruolo di primo piano nella trasmissione della fede, nelle famiglie, nelle parrocchie, nella vita consacrata, nelle associazioni e nei movimenti e nelle istituzioni laicali, e come insegnanti e catechiste. Come riconoscere, sostenere, accompagnare il loro gi\u00e0 notevole contributo? Come valorizzarlo per imparare a essere una Chiesa sempre pi\u00f9 sinodale?<\/p>\n<p>2) I carismi delle donne sono gi\u00e0 presenti e all\u2019opera nella Chiesa di oggi. Che cosa possiamo fare per discernerli e sostenerli e per imparare quello che lo Spirito vuole insegnarci attraverso di loro?<\/p>\n<p>3) Tutte le Assemblee continentali chiedono di affrontare la questione della partecipazione delle donne al governo, ai processi decisionali, alla missione e ai ministeri a tutti i livelli della Chiesa, con il sostegno di adeguate strutture in modo che questo non resti solo un\u2019aspirazione generale.<\/p>\n<p>a) In che modo le donne possono essere incluse in ognuna di queste aree in numero pi\u00f9 consistente e in modi nuovi?<\/p>\n<p>b) Come nella vita consacrata le donne possono essere meglio rappresentate nella governance e nei processi decisionali, meglio protette da forme di abuso e anche pi\u00f9 equamente remunerate per il loro lavoro?<\/p>\n<p>c) Come le donne possono contribuire al governo, aiutando a promuovere maggiore responsabilit\u00e0 e trasparenza, e a rinsaldare la fiducia nella Chiesa?<\/p>\n<p>d) Come possiamo approfondire la riflessione sul contributo delle donne alla riflessione teologica e all\u2019accompagnamento delle comunit\u00e0? Come possiamo dare spazio e riconoscimento a tale contributo nei processi formali di discernimento a ogni livello della Chiesa?<\/p>\n<p>e) Quali nuovi ministeri si potrebbero creare per fornire mezzi e opportunit\u00e0 per un\u2019effettiva partecipazione delle donne al discernimento e agli organi decisionali? Come si pu\u00f2 accrescere la corresponsabilit\u00e0 nei processi decisionali in luoghi remoti e in contesti sociali problematici, dove le donne sono spesso gli agenti principali della pastorale e dell\u2019evangelizzazione? I contributi ricevuti durante la prima fase rilevano che le tensioni con i Ministri ordinati sorgono in assenza di dinamiche di corresponsabilit\u00e0 e di processi decisionali condivisi.<\/p>\n<p>4) La maggior parte delle Assemblee continentali e le sintesi di numerose Conferenze Episcopali chiedono di considerare nuovamente la questione dell\u2019accesso delle donne al Diaconato. \u00c8 possibile prevederlo e in che modo?<\/p>\n<p>5) In che modo uomini e donne possono collaborare meglio nello svolgimento del ministero pastorale e nell\u2019esercizio delle responsabilit\u00e0 connesse?<\/p>\n<p><b>B 2.4 Come valorizzare il Ministero ordinato, nella sua relazione con i Ministeri battesimali, in una prospettiva missionaria?<\/b><\/p>\n<p>I Documenti finali delle Assemblee continentali esprimono un forte desiderio che si affronti la riflessione sulla relazione tra Ministeri ordinati e Ministeri battesimali, sottolineando la difficolt\u00e0 a farlo nella vita ordinaria delle comunit\u00e0. Il processo sinodale offre una preziosa opportunit\u00e0 di mettere a fuoco alla luce dell\u2019insegnamento del Vaticano II la correlazione tra la ricchezza di vocazioni, carismi e ministeri radicati nel Battesimo da una parte, e il Ministero ordinato dall\u2019altra, visto come un dono e un compito irrinunciabile a servizio del Popolo di Dio. In particolare:<\/p>\n<p>a) nella prospettiva tracciata dal Concilio Vaticano II, viene riaffermata la necessaria relazione tra Sacerdozio comune e Sacerdozio ministeriale. Tra i due non c\u2019\u00e8 opposizione, n\u00e9 competizione, o spazio per rivendicazioni: ci\u00f2 che si chiede \u00e8 di riconoscerne la complementarit\u00e0;<\/p>\n<p>b) le Assemblee continentali esprimono un chiaro apprezzamento per il dono del Sacerdozio ministeriale e, al tempo stesso, il profondo desiderio di un suo rinnovamento in prospettiva sinodale. Segnalano la fatica di coinvolgere una parte dei Presbiteri nel processo sinodale e rilevano la diffusa preoccupazione per un esercizio del Ministero ordinato non adeguato alle sfide del nostro tempo, lontano dalla vita e dai bisogni delle persone, spesso circoscritto al solo ambito liturgico-sacramentale. Manifestano anche la preoccupazione per la solitudine in cui vivono numerosi Presbiteri e ne sottolineano il bisogno di cura, amicizia e sostegno;<\/p>\n<p>c) il Concilio Vaticano II insegna che \u00abil ministero ecclesiastico di istituzione divina viene esercitato in diversi ordini, da quelli che gi\u00e0 anticamente sono chiamati Vescovi, Presbiteri, Diaconi\u00bb (LG 28). Dalle Assemblee continentali emerge la richiesta che il Ministero ordinato, nella differenza dei compiti, sia per tutti una testimonianza viva di comunione e di servizio nella logica della gratuit\u00e0 evangelica. Esprimono anche il desiderio che Vescovi, Presbiteri e Diaconi esercitino il loro ministero in stile sinodale, per riconoscere e valorizzare i doni e carismi presenti nella comunit\u00e0, per incoraggiare e accompagnare processi di assunzione comunitaria della missione, per garantire decisioni in linea con il Vangelo e in ascolto dello Spirito Santo. Si invoca anche un rinnovamento dei programmi dei seminari, in modo che siano pi\u00f9 orientati in senso sinodale e pi\u00f9 a contatto con tutto il Popolo di Dio;<\/p>\n<p>d) in rapporto a questa concezione del Ministero ordinato a servizio della vita battesimale, si sottolinea come il clericalismo sia una forza che isola, separa e indebolisce una Chiesa sana e tutta ministeriale, e si indica la formazione come via privilegiata per il suo effettivo superamento. Si sottolinea peraltro come il clericalismo non sia appannaggio dei soli Ministri ordinati, ma in modi diversi agisca in tutte le componenti del Popolo di Dio;<\/p>\n<p>e) in numerose regioni, la fiducia nei Ministri ordinati, in coloro che svolgono incarichi ecclesiali, nelle istituzioni ecclesiali e nella Chiesa tutta \u00e8 minata dalle conseguenze dello \u00abscandalo degli abusi compiuti da membri del clero o da persone che svolgevano un incarico ecclesiale: in primo luogo e soprattutto gli abusi su minori e persone vulnerabili, ma anche quelli di altro genere (spirituali, sessuali, economici, di autorit\u00e0, di coscienza). Si tratta di una ferita aperta, che continua a infliggere dolore alle vittime e ai superstiti, alle loro famiglie e alle loro comunit\u00e0\u00bb (DTC 20).<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Come promuovere nella Chiesa una mentalit\u00e0 e forme concrete di corresponsabilit\u00e0 in cui la relazione tra Ministeri battesimali e Ministero ordinato sia feconda? Se la Chiesa \u00e8 tutta ministeriale, come possiamo comprendere i doni specifici dei Ministri ordinati all\u2019interno dell\u2019unico Popolo di Dio in una prospettiva missionaria?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Che rapporto ha il ministero dei Presbiteri, \u00abconsacrati per predicare il Vangelo, pascere i fedeli e celebrare il culto divino\u00bb (LG 28) con i Ministeri battesimali? Che rapporto ha questo triplice ufficio dei Ministri ordinati con la Chiesa come Popolo profetico, sacerdotale e regale?<\/p>\n<p>2) Nella Chiesa locale i Presbiteri \u00abcostituiscono con il loro Vescovo un unico Presbiterio\u00bb (LG 28). Come far crescere questa unit\u00e0 tra il Vescovo e il suo Presbiterio per un servizio pi\u00f9 efficace al Popolo di Dio affidato alle cure del Vescovo?<\/p>\n<p>3) La Chiesa \u00e8 arricchita del ministero di tanti Presbiteri che appartengono a istituti di vita consacrata e societ\u00e0 di vita apostolica. Come pu\u00f2 il loro ministero, caratterizzato dal carisma dell\u2019istituto di appartenenza, promuovere una Chiesa pi\u00f9 sinodale?<\/p>\n<p>4) Come comprendere il ministero del Diacono permanente all\u2019interno di una Chiesa sinodale missionaria?<\/p>\n<p>5) Quali possono essere le direttrici per una riforma dei\u00a0<i>curricula\u00a0<\/i>di formazione nei seminari e nelle scuole di teologia all\u2019altezza della figura sinodale della Chiesa? In che modo la formazione dei Presbiteri pu\u00f2 metterli in pi\u00f9 stretta relazione con i processi pastorali e la vita della porzione di Popolo di Dio che sono chiamati a servire?<\/p>\n<p>6) Quali percorsi formativi devono essere avviati per far crescere nella Chiesa una comprensione della ministerialit\u00e0 che non si riduca al Ministero ordinato, ma che al tempo stesso lo valorizzi?<\/p>\n<p>7) Come possiamo discernere insieme i modi in cui il clericalismo, dei Ministri ordinati e dei Laici, impedisce la piena espressione della vocazione dei Ministeri ordinati nella Chiesa, oltre che degli altri membri del Popolo di Dio? Come possiamo trovare insieme i modi per superarlo?<\/p>\n<p>8) \u00c8 possibile che, in particolare in luoghi in cui il numero di Ministri ordinati \u00e8 molto scarso, i Laici possano assumere il ruolo di responsabili della comunit\u00e0? Che implicazioni ha questo sulla comprensione del Ministero ordinato?<\/p>\n<p>9) \u00c8 possibile, come propongono alcuni continenti, aprire una riflessione sulla possibilit\u00e0 di rivedere, almeno in alcune aree, la disciplina sull\u2019accesso al Presbiterato di uomini sposati?<\/p>\n<p>10) In che modo una concezione del Ministero ordinato e una formazione dei candidati pi\u00f9 radicate nella visione della Chiesa sinodale missionaria possono contribuire all\u2019impegno per evitare il ripetersi di abusi sessuali e di ogni altro genere?<\/p>\n<p><b>B 2.5 Come rinnovare e promuovere il ministero del Vescovo in una prospettiva sinodale missionaria?<\/b><\/p>\n<p>Il ministero del Vescovo affonda le sue radici nella Scrittura e si sviluppa nella Tradizione in fedelt\u00e0 alla volont\u00e0 di Cristo. Fedele a questa Tradizione, il Concilio Vaticano II ha proposto una dottrina molto ricca sui Vescovi, \u00absuccessori degli Apostoli, i quali con il successore di Pietro, vicario di Cristo e capo visibile di tutta la Chiesa, reggono la casa del Dio vivente\u00bb (LG 18). Il capitolo di\u00a0<i>Lumen gentium<\/i>\u00a0sulla costituzione gerarchica della Chiesa afferma la sacramentalit\u00e0 dell\u2019episcopato e su questa base sviluppa il tema della collegialit\u00e0 (LG 22-23) e del ministero episcopale come esercizio dei tre uffici (<i>tria munera<\/i>, LG 24-27). Il Sinodo dei Vescovi fu poi istituito come organismo che permettesse ai Vescovi di partecipare con il Vescovo di Roma alla sollecitudine per tutta la Chiesa. L\u2019invito a vivere con maggiore intensit\u00e0 la dimensione sinodale richiede un rinnovato approfondimento del ministero episcopale per collocarlo pi\u00f9 solidamente in un quadro sinodale. In particolare:<\/p>\n<p>a) il Collegio episcopale, soggetto, insieme al Romano Pontefice che ne \u00e8 il capo e mai senza di lui, \u00abdi una suprema e piena potest\u00e0 su tutta la Chiesa\u00bb (LG 22), partecipa al processo sinodale sia quando ogni Vescovo avvia, guida e conclude la consultazione del Popolo di Dio a lui affidato, sia quando i Vescovi riuniti esercitano insieme il carisma del discernimento, nelle Strutture Gerarchiche Orientali e nelle Conferenze Episcopali, nelle Assemblee continentali e, in forma peculiare, nell\u2019Assemblea sinodale;<\/p>\n<p>b) ai Vescovi, successori degli Apostoli, i quali hanno ricevuto \u00abil ministero della comunit\u00e0\u00a0<sup>[\u2026]<\/sup>\u00a0<sup>[e]<\/sup>\u00a0presiedono a nome di Dio il gregge di cui sono pastori\u00bb (LG 20), il processo sinodale chiede di vivere una fiducia radicale nell\u2019azione dello Spirito nelle loro comunit\u00e0, senza considerare la partecipazione di tutti una minaccia al loro ministero di guida. Li sprona piuttosto a essere principio di unit\u00e0 nella loro Chiesa, chiamando tutti (Presbiteri e Diaconi, Consacrate e Consacrati, Fedeli laici e laiche) a camminare insieme come Popolo di Dio, e promuovendo uno stile sinodale di Chiesa;<\/p>\n<p>c) la consultazione del Popolo di Dio ha evidenziato come diventare una Chiesa pi\u00f9 sinodale implichi anche un pi\u00f9 ampio coinvolgimento di tutti nel discernimento, e questo richiede un ripensamento dei processi decisionali. Emerge di conseguenza la richiesta di strutture di governo adeguate e ispirate a maggiore trasparenza e responsabilit\u00e0, che incide anche sulle modalit\u00e0 di esercizio del ministero del Vescovo. Questo suscita anche resistenze, timori o un senso di spaesamento. In particolare, se alcuni chiedono un maggiore coinvolgimento di tutti i Fedeli e quindi un esercizio \u201cmeno esclusivo\u201d del ruolo dei Vescovi, altri esprimono dubbi e paventano il rischio di una deriva ispirata ai meccanismi della democrazia politica;<\/p>\n<p>d) altrettanto forte \u00e8 la consapevolezza che ogni autorit\u00e0 nella Chiesa procede da Cristo ed \u00e8 guidata dallo Spirito Santo. La diversit\u00e0 dei carismi senza l\u2019autorit\u00e0 diventa anarchia, cos\u00ec come il rigore dell\u2019autorit\u00e0 senza la ricchezza dei carismi, dei ministeri, delle vocazioni diventa dittatura. La Chiesa \u00e8 al tempo stesso sinodale e gerarchica e per questo un esercizio sinodale dell\u2019autorit\u00e0 episcopale si connota come accompagnamento e salvaguardia dell\u2019unit\u00e0. La via per realizzare la ricomprensione del ministero episcopale \u00e8 la pratica della sinodalit\u00e0, che compone nell\u2019unit\u00e0 le differenze di doni, carismi, ministeri e vocazioni che lo Spirito suscita nella Chiesa;<\/p>\n<p>e) per procedere al rinnovamento del ministero episcopale all\u2019interno di una Chiesa pi\u00f9 pienamente sinodale sono necessari cambiamenti culturali e strutturali, tanta fiducia reciproca e soprattutto fiducia nella guida del Signore. Per questo le Assemblee continentali auspicano che la dinamica della conversazione nello Spirito possa entrare nella vita quotidiana della Chiesa e animare riunioni, consulte, organismi decisionali, favorendo la costruzione di un senso di fiducia reciproca e la formazione di un effettivo consenso;<\/p>\n<p>f) il ministero del Vescovo comprende anche l\u2019appartenenza al Collegio dei Vescovi e di conseguenza l\u2019esercizio della corresponsabilit\u00e0 per la Chiesa universale. Anche tale esercizio rientra nella prospettiva della Chiesa sinodale, \u00abnello spirito di una \u201csana decentralizzazione\u201d\u00bb, allo scopo \u00abdi lasciare alla competenza dei Pastori la facolt\u00e0 di risolvere nell\u2019esercizio del \u201cloro proprio compito di maestri\u201d e di pastori le questioni che conoscono bene e che non toccano l\u2019unit\u00e0 di dottrina, di disciplina e di comunione della Chiesa, sempre agendo con quella corresponsabilit\u00e0 che \u00e8 frutto ed espressione di quello specifico\u00a0<i>mysterium communionis<\/i>\u00a0che \u00e8 la Chiesa\u00bb (PE II,2; cfr. EG 16; DV 7).<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Come intendiamo la vocazione e la missione del Vescovo in una prospettiva sinodale missionaria? Quale rinnovamento della visione e delle forme di esercizio concreto del ministero episcopale sono richieste in una Chiesa sinodale caratterizzata dalla corresponsabilit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) \u00abI Vescovi, in modo eminente e visibile, svolgono la parte di Cristo stesso, maestro, pastore e sacerdote\u00bb (LG 21). Che rapporto ha questo ministero con quello dei Presbiteri, \u00abconsacrati per predicare il Vangelo, pascere i fedeli e celebrare il culto divino\u00bb (LG 28)? Che rapporto ha questo triplice ufficio dei Ministri ordinati con la Chiesa come Popolo profetico, sacerdotale e regale?<\/p>\n<p>2) In che modo l\u2019esercizio del ministero episcopale sollecita la consultazione, la collaborazione e la partecipazione ai processi decisionali del Popolo di Dio?<\/p>\n<p>3) In base a quali criteri un Vescovo pu\u00f2 autovalutarsi ed essere valutato nello svolgimento del proprio servizio in uno stile sinodale?<\/p>\n<p>4) In quali casi un Vescovo potrebbe sentire di dover prendere una decisione difforme dal consiglio ponderato offerto dagli organi di consultazione? Su quale base si fonderebbe tale obbligo?<\/p>\n<p>5) Qual \u00e8 la natura del rapporto tra il \u00absenso soprannaturale della fede\u00bb (LG 12) e il servizio magisteriale del Vescovo? Come possiamo comprendere e articolare meglio le relazioni tra Chiesa sinodale e ministero del Vescovo? I Vescovi devono discernere insieme o separatamente dagli altri membri del Popolo di Dio? Entrambe le opzioni (insieme e separatamente) trovano spazio in una Chiesa sinodale?<\/p>\n<p>6) Come assicurare la cura e il bilanciamento dei tre uffici (santificare, insegnare, governare) nella vita e nel ministero del Vescovo? In che misura gli attuali modelli di vita e di ministero episcopale consentono al Vescovo di essere una persona di preghiera, un maestro della fede e un amministratore saggio ed efficace, e di mantenere i tre ruoli in tensione creativa e missionaria? Come rivedere il profilo del Vescovo e il processo di discernimento per identificare i candidati all\u2019episcopato in una prospettiva sinodale?<\/p>\n<p>7) Come sono chiamati a evolvere, in una Chiesa sinodale, il ruolo del Vescovo di Roma e l\u2019esercizio del primato?<\/p>\n<p><b>B 3. Partecipazione, compiti di responsabilit\u00e0 e autorit\u00e0<\/b><\/p>\n<p><i>Quali processi, strutture e istituzioni in una Chiesa sinodale missionaria?<\/i><\/p>\n<p><b>B 3.1 Come rinnovare il servizio dell\u2019autorit\u00e0 e l\u2019esercizio della responsabilit\u00e0 in una Chiesa sinodale missionaria?<\/b><\/p>\n<p>Una Chiesa costitutivamente sinodale \u00e8 chiamata ad articolare il diritto di partecipazione di tutti alla vita e alla missione della Chiesa in forza del Battesimo con il servizio dell\u2019autorit\u00e0 e l\u2019esercizio della responsabilit\u00e0 che, in varie forme, \u00e8 affidato ad alcuni. Il percorso sinodale costituisce un\u2019occasione per discernere quali sono le modalit\u00e0 appropriate al nostro tempo per realizzare tale articolazione. La prima fase ha permesso di raccogliere alcuni spunti a questo riguardo:<\/p>\n<p>a) autorit\u00e0, responsabilit\u00e0 e ruoli di governo \u2013 talvolta indicati sinteticamente con il termine inglese\u00a0<i>leadership<\/i>\u00a0\u2013 si declinano in una variet\u00e0 di forme all\u2019interno della Chiesa. L\u2019autorit\u00e0 nella vita consacrata, nei movimenti e nelle associazioni, nelle istituzioni legate alla Chiesa (quali universit\u00e0, fondazioni, scuole, ecc.) \u00e8 diversa da quella derivante dal Sacramento dell\u2019Ordine; cos\u00ec come l\u2019autorit\u00e0 spirituale legata a un carisma \u00e8 diversa da quella legata a un servizio ministeriale. Tra queste forme vanno salvaguardate le differenze, senza dimenticare che tutte hanno in comune il fatto di essere un servizio nella Chiesa;<\/p>\n<p>b) in particolare, tutte condividono la chiamata a conformarsi all\u2019esempio del Maestro, il quale ha detto di s\u00e9: \u00abio sto in mezzo a voi come colui che serve\u00bb (Lc 22,27). \u00abPer i discepoli di Ges\u00f9, ieri oggi e sempre, l\u2019unica autorit\u00e0 \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 del servizio\u00bb<sup>[16]<\/sup>. Sono queste le coordinate fondamentali per crescere nell\u2019esercizio dell\u2019autorit\u00e0 e della responsabilit\u00e0, in tutte le loro forme e a tutti i livelli della vita della Chiesa. \u00c8 la prospettiva di quella conversione missionaria \u00abdestinata a rinnovare la Chiesa secondo l\u2019immagine della missione d\u2019amore propria di Cristo\u00bb (PE I,2);<\/p>\n<p>c) in questa linea, i documenti della prima fase esprimono alcune caratteristiche dell\u2019esercizio dell\u2019autorit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 in una Chiesa sinodale missionaria: atteggiamento di servizio e non di potere o controllo, trasparenza, incoraggiamento e promozione delle persone, competenza e capacit\u00e0 di visione, di discernimento, di inclusione, di collaborazione e di delega. Soprattutto si sottolineano l\u2019attitudine e la disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto. Per questo si insiste sulla necessit\u00e0 di una formazione specifica a tali competenze per chi occupa posizioni di responsabilit\u00e0 e autorit\u00e0, oltre che sull\u2019attivazione di procedure di selezione pi\u00f9 partecipative, in particolare per i Vescovi;<\/p>\n<p>d) la prospettiva della trasparenza e della responsabilit\u00e0 \u00e8 fondamentale per un esercizio autenticamente evangelico dell\u2019autorit\u00e0 e della responsabilit\u00e0. Tuttavia essa suscita anche timori e resistenze. Per questo \u00e8 importante confrontarsi seriamente, con un atteggiamento di discernimento, con le acquisizioni pi\u00f9 recenti delle scienze del management e della leadership. Inoltre, la conversazione dello Spirito \u00e8 indicata come una modalit\u00e0 di gestione dei processi decisionali e di costruzione del consenso capace di generare fiducia e favorire un esercizio dell\u2019autorit\u00e0 appropriato a una Chiesa sinodale;<\/p>\n<p>e) le Assemblee continentali segnalano anche fenomeni di appropriazione del potere e dei processi di decisione da parte di alcuni che occupano posizioni di autorit\u00e0 e responsabilit\u00e0. A questi fenomeni collegano la cultura del clericalismo e le diverse forme di abuso (sessuale, finanziario, spirituale e di potere), che erodono la credibilit\u00e0 della Chiesa compromettendo l\u2019efficacia della sua missione, in modo particolare in quelle culture in cui il rispetto dell\u2019autorit\u00e0 \u00e8 un valore importante.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Come comprendere ed esercitare l\u2019autorit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 a servizio della partecipazione di tutto il Popolo di Dio? Quale rinnovamento della comprensione e delle forme di esercizio concreto dell\u2019autorit\u00e0, della responsabilit\u00e0 e del governo \u00e8 necessario per crescere come Chiesa sinodale missionaria?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) L\u2019insegnamento del Concilio Vaticano II a proposito della partecipazione di tutti alla vita e alla missione della Chiesa \u00e8 effettivamente recepito nella coscienza e nella prassi delle Chiese locali, in modo particolare dai Pastori e da coloro che esercitano funzioni di responsabilit\u00e0? Che cosa pu\u00f2 favorirne una pi\u00f9 profonda consapevolezza e valorizzazione nell\u2019adempimento della missione della Chiesa?<\/p>\n<p>2) Nella Chiesa ci sono ruoli di autorit\u00e0 e di responsabilit\u00e0 non legati al Sacramento dell\u2019Ordine, che vengono esercitati a servizio della comunione e della missione negli istituti di vita consacrata e nelle societ\u00e0 di vita apostolica, nelle associazioni e nelle aggregazioni laicali, nei movimenti ecclesiali e nelle nuove comunit\u00e0, ecc. Come promuovere un esercizio di queste forme di autorit\u00e0 appropriato a una Chiesa sinodale e come vivere, in esse, la relazione con l\u2019autorit\u00e0 ministeriale dei Pastori?<\/p>\n<p>3) Quali elementi devono far parte della formazione all\u2019autorit\u00e0 di tutti i responsabili ecclesiali? Come incentivare la formazione al metodo della conversazione nello Spirito e una sua applicazione autentica e incisiva?<\/p>\n<p>4) Quali possono essere le linee di riforma di seminari e case di formazione, in modo che possano stimolare i candidati al Ministero ordinato a crescere in uno stile di esercizio dell\u2019autorit\u00e0 appropriato a una Chiesa sinodale? In che modo vanno ripensate la\u00a0<i>Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis<\/i>\u00a0e i relativi documenti applicativi a livello nazionale? Come vanno riorientati i\u00a0<i>curricula<\/i>\u00a0nelle scuole di teologia?<\/p>\n<p>5) Quali forme di clericalismo permangono nella comunit\u00e0 cristiana? Si registra ancora una percezione di distanza tra i Fedeli laici e i Pastori: che cosa pu\u00f2 aiutare a superarla? Quali forme di esercizio dell\u2019autorit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 vanno superate in quanto non appropriate a una Chiesa costitutivamente sinodale?<\/p>\n<p>6) In che misura la scarsit\u00e0 di Presbiteri in alcune regioni offre uno stimolo a interrogarsi sul rapporto tra Ministero ordinato, governo e assunzione di responsabilit\u00e0 nella comunit\u00e0 cristiana?<\/p>\n<p>7) Che cosa possiamo imparare in materia di esercizio dell\u2019autorit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 dalle altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali?<\/p>\n<p>8) In ogni epoca l\u2019esercizio dell\u2019autorit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 all\u2019interno della Chiesa \u00e8 influenzato dai modelli di gestione e dall\u2019immaginario del potere prevalenti nella societ\u00e0. In che modo possiamo prenderne consapevolezza ed esercitare un discernimento evangelico sulle pratiche di esercizio dell\u2019autorit\u00e0 vigenti, nella Chiesa e nella societ\u00e0?<\/p>\n<p><b>B 3.2 In che modo possiamo far evolvere in maniera autenticamente sinodale le pratiche di discernimento e i processi decisionali, valorizzando il protagonismo dello Spirito?<\/b><\/p>\n<p>Come Chiesa sinodale siamo chiamati a discernere insieme quali passi fare per compiere la missione di evangelizzazione, sottolineando il diritto di tutti a partecipare alla vita e alla missione della Chiesa e sollecitando il contributo insostituibile di ogni Battezzato. Alla base di ogni discernimento vi sono il desiderio di compiere la volont\u00e0 del Signore e la crescita nella familiarit\u00e0 con Lui attraverso la preghiera, la meditazione della Parola e la vita sacramentale, che ci rende capaci di scegliere come Lui sceglierebbe. A riguardo del posto del discernimento in una Chiesa sinodale missionaria:<\/p>\n<p>a) dalle Assemblee continentali emerge con forza il desiderio di processi decisionali pi\u00f9 condivisi, capaci di integrare il contributo di tutto il Popolo di Dio, ma anche le competenze di cui alcuni dispongono, nonch\u00e9 di coinvolgere quanti per diverse ragioni restano ai margini della vita della comunit\u00e0, come le donne, i giovani, le minoranze, i poveri e gli esclusi. Questo desiderio si salda con l\u2019insoddisfazione per forme di esercizio dell\u2019autorit\u00e0 in cui le decisioni sono prese senza consultazione;<\/p>\n<p>b) le Assemblee continentali danno voce al timore di alcuni che vedono in competizione la dimensione sinodale e quella gerarchica, entrambe costitutive per la Chiesa. Emergono per\u00f2 anche segnali di segno opposto. Un primo esempio \u00e8 l\u2019esperienza che, quando l\u2019autorit\u00e0 prende decisioni all\u2019interno di processi di tipo sinodale, la comunit\u00e0 riesce pi\u00f9 facilmente a riconoscerne la legittimit\u00e0 e ad accoglierle. Un secondo esempio \u00e8 la crescente consapevolezza che la mancanza di scambio con la comunit\u00e0 indebolisce il ruolo dell\u2019autorit\u00e0, consegnandolo talvolta a un esercizio di affermazione del potere. Un terzo esempio \u00e8 l\u2019affidamento di responsabilit\u00e0 ecclesiali a Fedeli laici, che le esercitano in modo costruttivo e non oppositivo, in regioni in cui il numero di Ministri ordinati \u00e8 molto scarso;<\/p>\n<p>c) l\u2019ampia adozione del metodo della conversazione nello Spirito durante la fase della consultazione ha permesso a molti di fare esperienza di alcuni degli elementi di un processo di discernimento comunitario e di modalit\u00e0 partecipate di costruzione del consenso, senza occultare i conflitti n\u00e9 creare polarizzazioni;<\/p>\n<p>d) coloro che svolgono compiti di governo e di responsabilit\u00e0 sono chiamati a suscitare, facilitare e accompagnare processi di discernimento comunitario che comprendano l\u2019ascolto del Popolo di Dio. In particolare, compete all\u2019autorit\u00e0 del Vescovo un fondamentale servizio di animazione e di validazione del carattere sinodale di tali processi e di conferma della fedelt\u00e0 delle conclusioni a quanto emerso durante lo svolgimento. In particolare, spetta ai Pastori la responsabilit\u00e0 di verificare la consonanza tra le aspirazioni delle loro comunit\u00e0 e il \u00absacro deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa\u00bb (DV 10), consonanza che permette di considerare quelle aspirazioni una genuina espressione del senso della fede<i>\u00a0<\/i>del Popolo di Dio;<\/p>\n<p>e) la prospettiva del discernimento comunitario interpella la Chiesa a tutti i livelli e in tutte le sue articolazioni e forme organizzative. Oltre alle strutture parrocchiali e diocesane, riguarda anche i processi decisionali di associazioni, movimenti e aggregazioni laicali, dove incrocia meccanismi istituzionali che prevedono ordinariamente il ricorso a strumenti come il voto. Chiama in causa il modo in cui gli organi decisionali delle istituzioni legate alla Chiesa (scuole, universit\u00e0, fondazioni, ospedali, centri di accoglienza e azione sociale, ecc.) individuano e formulano indirizzi operativi. Infine, interpella gli istituti di vita consacrata e le societ\u00e0 di vita apostolica con modalit\u00e0 che intersecano le peculiarit\u00e0 dei loro carismi e del loro diritto proprio (cfr. DTC 81);<\/p>\n<p>f) adottare processi decisionali che ricorrano stabilmente al discernimento comunitario esige una conversione che \u00e8 personale, comunitaria, culturale e istituzionale, oltre che un investimento formativo.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Come possiamo pensare processi decisionali pi\u00f9 partecipativi, che diano spazio all\u2019ascolto e al discernimento comunitario, sostenuti dall\u2019autorit\u00e0 intesa come servizio di unit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Quale spazio ha l\u2019ascolto della Parola di Dio nei nostri processi decisionali? Come fare spazio al protagonismo dello Spirito Santo concretamente e non solo a parole?<\/p>\n<p>2) In che modo la conversazione nello Spirito, che apre al dinamismo del discernimento comunitario, pu\u00f2 contribuire al rinnovamento dei processi decisionali nella Chiesa? In che modo pu\u00f2 essere \u201cistituzionalizzata\u201d e diventare una prassi ordinaria? Quali modifiche del diritto canonico sono necessarie?<\/p>\n<p>3) Come si pu\u00f2 promuovere il ministero del facilitatore di processi di discernimento comunitario, assicurando a chi lo svolge adeguata formazione e accompagnamento? Come possiamo formare i Ministri ordinati ad accompagnare processi di discernimento comunitario?<\/p>\n<p>4) In che modo pu\u00f2 essere favorita la partecipazione di donne, giovani, minoranze, voci marginali nei processi di discernimento e decisione?<\/p>\n<p>5) In che modo una pi\u00f9 chiara articolazione tra l\u2019interezza del processo decisionale e il momento specifico di presa della decisione, pu\u00f2 aiutarci a identificare meglio ci\u00f2 che in ciascuna fase compete ai diversi attori? Come capiamo il rapporto tra processo decisionale e discernimento in comune?<\/p>\n<p>6) In che modo le Consacrate e i Consacrati possono e devono partecipare ai processi decisionali delle Chiese locali? Che cosa si pu\u00f2 imparare dalla loro esperienza e dalle loro diverse spiritualit\u00e0 in materia di discernimento e processi decisionali? Che cosa possiamo apprendere da associazioni, movimenti e aggregazioni laicali?<\/p>\n<p>7) Come \u00e8 possibile affrontare in modo costruttivo i casi in cui l\u2019autorit\u00e0 ritenga di non poter confermare le conclusioni raggiunte da un processo di discernimento comunitario e prenda una decisione in una diversa direzione? Che tipo di restituzione tale autorit\u00e0 deve offrire a chi ha partecipato al processo?<\/p>\n<p>8) Che cosa possiamo apprendere dalla societ\u00e0 e della cultura in termini di gestione di processi partecipativi? Quali modelli possono invece rivelarsi un ostacolo per la costruzione di una Chiesa pi\u00f9 sinodale?<\/p>\n<p>9) Quali apporti possiamo accogliere dall\u2019esperienza delle altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali? E da quella delle altre religioni? Quali stimoli delle culture indigene, minoritarie e degli oppressi possono aiutarci a ripensare i nostri processi decisionali? Quali intuizioni ci vengono dalle esperienze che hanno luogo nell\u2019ambiente digitale?<\/p>\n<p><b>B 3.3. Quali strutture possono essere sviluppate per consolidare una Chiesa sinodale missionaria?<\/b><\/p>\n<p>Le Assemblee continentali esprimono con forza il desiderio che il modo di procedere sinodale, sperimentato nel cammino in corso, penetri nella vita quotidiana della Chiesa a tutti i livelli, rinnovando le strutture esistenti \u2013 a partire dai Consigli pastorali diocesani e parrocchiali, dai Consigli degli affari economici, dai Sinodi diocesani o eparchiali \u2013 oppure istituendone di nuove. Senza sminuire l\u2019importanza del rinnovamento delle relazioni all\u2019interno del Popolo di Dio, l\u2019intervento sulle strutture \u00e8 indispensabile per consolidare i cambiamenti nel tempo. In particolare:<\/p>\n<p>a) per non restare sulla carta o essere affidata solo alla buona volont\u00e0 dei singoli, la corresponsabilit\u00e0 nella missione derivante dal Battesimo ha bisogno di concretizzarsi in forme strutturate. Servono perci\u00f2 ambiti istituzionali adeguati, cos\u00ec come spazi in cui il discernimento comunitario possa essere praticato in modo regolare. Non si tratta di una richiesta di ridistribuzione del potere, ma dell\u2019esigenza che sia possibile l\u2019esercizio fattivo della corresponsabilit\u00e0 derivante dal Battesimo. Quest\u2019ultimo conferisce a ciascuno diritti e doveri, che devono poter essere esercitati secondo i carismi e i ministeri di ciascuno;<\/p>\n<p>b) per questo \u00e8 necessario che strutture e istituzioni funzionino con procedure adeguate: trasparenti, focalizzate sulla missione, aperte alla partecipazione, capaci di fare spazio alle donne, ai giovani, alle minoranze e ai poveri ed emarginati. Questo vale per gli organismi di partecipazione gi\u00e0 menzionati, il cui ruolo va riaffermato e consolidato, ma anche: per gli organi decisionali di associazioni, movimenti e nuove comunit\u00e0; per gli organi di governo di istituti di vita consacrata e societ\u00e0 di vita apostolica (in modo appropriato al peculiare carisma di ciascuno di essi); per le molte e diverse istituzioni, spesso sottoposte anche alla normativa civile, attraverso cui si realizza l\u2019azione missionaria e il servizio della comunit\u00e0 cristiana: scuole, ospedali, universit\u00e0, mass media, centri di accoglienza e di azione sociale, centri culturali, fondazioni, ecc.;<\/p>\n<p>c) la richiesta di una riforma di strutture e istituzioni e meccanismi di funzionamento nel senso della trasparenza \u00e8 particolarmente forte nei contesti pi\u00f9 segnati dalla crisi degli abusi (sessuali, economici, spirituali, psicologici, istituzionali, di coscienza, di potere, di giurisdizione). Parte del problema \u00e8 spesso l\u2019inadeguatezza della gestione dei casi di abuso e questo chiama in causa meccanismi e procedure di funzionamento di strutture e istituzioni, oltre alla mentalit\u00e0 delle persone che operano al loro interno. La prospettiva della trasparenza e della corresponsabilit\u00e0 suscita anche timori e resistenze; per questo \u00e8 necessario approfondire il dialogo, creando opportunit\u00e0 di condivisione e confronto a tutti i livelli;<\/p>\n<p>d) il metodo della conversazione dello Spirito si rivela particolarmente prezioso per ricostruire la fiducia in quei contesti dove, per diverse ragioni, si sia instaurato un clima di sfiducia tra le diverse componenti del Popolo di Dio. Un cammino di conversione e di riforma, in ascolto della voce dello Spirito, domanda strutture e istituzioni in grado di accompagnarlo e sostenerlo. Le Assemblee continentali esprimono con forza il convincimento che da sole le strutture non bastano, ma serve anche un cambiamento di mentalit\u00e0, per cui \u00e8 necessario un investimento sulla formazione;<\/p>\n<p>e) inoltre, sembra opportuno intervenire anche sul diritto canonico, riequilibrando il rapporto tra il principio di autorit\u00e0, fortemente affermato nella normativa vigente, e il principio di partecipazione; rafforzando l\u2019orientamento sinodale degli istituti gi\u00e0 esistenti; creando nuovi istituti, ove ci\u00f2 appaia necessario per le esigenze della vita della comunit\u00e0; vigilando sull\u2019effettiva applicazione della normativa.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Una Chiesa sinodale ha bisogno di vivere la corresponsabilit\u00e0 e la trasparenza: in che modo questa consapevolezza pu\u00f2 costituire la base per la riforma di istituzioni, strutture e procedure, in modo da consolidare il cambiamento nel tempo?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Come devono cambiare le strutture canoniche e le procedure pastorali per favorire corresponsabilit\u00e0 e trasparenza? Le strutture di cui disponiamo sono adeguate a garantire la partecipazione o ne servono di nuove?<\/p>\n<p>2) In che modo il diritto canonico pu\u00f2 contribuire al rinnovamento di strutture e istituzioni? Quali cambiamenti paiono necessari o opportuni?<\/p>\n<p>3) Quali ostacoli (mentali, teologici, pratici, organizzativi, finanziari, culturali) si frappongono alla trasformazione degli organismi di partecipazione attualmente previsti dal diritto canonico in organi di effettivo discernimento comunitario? Quali riforme sono necessarie perch\u00e9 possano sostenere in maniera effettiva, creativa e vivace la missione? Come \u00e8 possibile renderli pi\u00f9 aperti alla presenza e al contributo delle donne, dei giovani, dei poveri, dei migranti, dei membri delle minoranze e di coloro che per varie ragioni si trovano ai margini della vita della comunit\u00e0?<\/p>\n<p>4) In che modo la prospettiva della Chiesa sinodale interpella le strutture e le procedure della vita consacrata e delle diverse forme di aggregazioni laicali? E il funzionamento delle istituzioni legate alla Chiesa?<\/p>\n<p>5) In quali aspetti della vita delle istituzioni \u00e8 necessario uno sforzo di maggiore trasparenza (rendicontazione economica e finanziaria, selezione dei candidati ai posti di responsabilit\u00e0, nomine, ecc.)? Con quali strumenti possiamo realizzarlo?<\/p>\n<p>6) La prospettiva della trasparenza e dell\u2019apertura a processi di consultazione e di discernimento in comune suscita anche timori. Come si manifestano? Di che cosa hanno paura coloro che esprimono questi timori? Como possono essere affrontate e superate queste paure?<\/p>\n<p>7) In che misura \u00e8 possibile distinguere tra i membri di un\u2019istituzione e l\u2019istituzione stessa? Le responsabilit\u00e0 in merito alla gestione dei casi di abuso sono individuali o sistemiche? In che modo la prospettiva sinodale pu\u00f2 contribuire a creare una cultura di prevenzione degli abusi di ogni tipo?<\/p>\n<p>8) Che cosa possiamo imparare dal modo in cui le istituzioni pubbliche e il diritto pubblico e civile cercano di rispondere all\u2019esigenza di trasparenza e accountability che viene dalla societ\u00e0 (separazione dei poteri, organi di controllo indipendenti, obblighi di pubblicit\u00e0 di alcune procedure, limiti alla durata degli incarichi, ecc.)?<\/p>\n<p>9) Che cosa possiamo imparare dall\u2019esperienza delle altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali in materia di funzionamento di strutture e istituzioni in uno stile sinodale?<\/p>\n<p><b>B 3.4 Come configurare le istanze di sinodalit\u00e0 e collegialit\u00e0 che coinvolgono raggruppamenti di Chiese locali?<\/b><\/p>\n<p>La prima fase del processo sinodale ha messo in evidenza il ruolo delle istanze di sinodalit\u00e0 e collegialit\u00e0 che raggruppano varie Chiese locali: le Strutture Gerarchiche Orientali e, nella Chiesa latina, le Conferenze Episcopali (cfr. PE I,7), che, con lo svolgimento della tappa continentale, hanno praticato una istanza ulteriore di sinodalit\u00e0 e collegialit\u00e0. I Documenti elaborati nelle diverse tappe sottolineano come la consultazione del Popolo di Dio nelle Chiese locali e le successive tappe di discernimento siano state una vera esperienza di ascolto dello Spirito attraverso l\u2019ascolto gli uni degli altri. Dalla ricchezza di questa esperienza \u00e8 possibile trarre spunti per la costruzione di una Chiesa sempre pi\u00f9 sinodale:<\/p>\n<p>a) il processo sinodale pu\u00f2 diventare \u00abun dinamismo di comunione che ispira tutte le decisioni ecclesiali\u00bb<sup>[17]<\/sup>, perch\u00e9 coinvolge realmente tutti i soggetti \u2013 il Popolo di Dio, il Collegio episcopale, il Vescovo di Roma \u2013, ciascuno secondo la propria funzione. Lo svolgersi ordinato delle tappe ha fugato la paura che la consultazione del Popolo di Dio comportasse un indebolimento del ministero dei Pastori. Anzi, la consultazione \u00e8 stata possibile perch\u00e9 \u00e8 stata avviata da ogni Vescovo, quale \u00abvisibile principio e fondamento di unit\u00e0\u00bb (LG 23) nella sua Chiesa. Successivamente, nelle Strutture Gerarchiche Orientali e nelle Conferenze Episcopali, i Pastori hanno compiuto un atto di discernimento collegiale sui contributi provenienti dalle Chiese locali. Dunque il processo sinodale ha propiziato un reale esercizio della collegialit\u00e0 episcopale in una Chiesa tutta sinodale;<\/p>\n<p>b) la questione dell\u2019esercizio della sinodalit\u00e0 e della collegialit\u00e0 in istanze che coinvolgono gruppi di Chiese locali accomunate da tradizioni spirituali, liturgiche e disciplinari, da contiguit\u00e0 geografica e da prossimit\u00e0 culturale, a partire dalle Conferenze Episcopali, ha bisogno di una rinnovata riflessione teologica e canonica: in esse \u00abla\u00a0<i>communio Episcoporum<\/i>\u00a0si \u00e8 espressa al servizio della\u00a0<i>communio Ecclesiarum<\/i>\u00a0basata sulla\u00a0<i>communio Fidelium<\/i>\u00bb (PE I,7).<\/p>\n<p>c) una ragione per affrontare questo compito emerge in\u00a0<i>Evangelii gaudium:\u00a0<\/i>\u00abNon \u00e8 opportuno che il Papa sostituisca gli Episcopati locali nel discernimento di tutte le problematiche che si prospettano nei loro territori. In questo senso, avverto la necessit\u00e0 di procedere in una salutare \u201cdecentralizzazione\u201d\u00bb (n. 16). In occasione del 50\u00b0 anniversario dell\u2019istituzione del Sinodo dei Vescovi, il Santo Padre ha precisato che la sinodalit\u00e0 non \u00e8 esercitata solo al livello delle Chiese locali e a quello della Chiesa universale, ma anche al livello dei raggruppamenti di Chiese, come le Province e le Regioni ecclesiastiche, i Concili particolari e soprattutto le Conferenze Episcopali: \u00abdobbiamo riflettere per realizzare ancora di pi\u00f9, attraverso questi organismi, le istanze intermedie della collegialit\u00e0<i>,\u00a0<\/i>magari integrando e aggiornando alcuni aspetti dell\u2019antico ordinamento ecclesiastico\u00bb<\/p>\n<p><sup>[18]<\/sup>.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Alla luce dell\u2019esperienza sinodale fin qui vissuta, come pu\u00f2 la sinodalit\u00e0 trovare migliore espressione in e attraverso istituzioni che coinvolgono gruppi di Chiese locali, come i Sinodi dei Vescovi e i Consigli dei Gerarchi delle Chiese Orientali Cattoliche, le Conferenze Episcopali e le Assemblee continentali, affinch\u00e9 le si \u00abconcepisca come soggetti di attribuzione concreta, includendo anche qualche autorit\u00e0 dottrinale\u00bb (EG 32) in una prospettiva missionaria?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) La dinamica sinodale di ascolto dello Spirito attraverso l\u2019ascolto gli uni degli altri si offre come la strada pi\u00f9 praticabile per tradurre in atto la collegialit\u00e0 episcopale in una Chiesa tutta sinodale. A partire dall\u2019esperienza del processo sinodale:<\/p>\n<p>a) come rendere l\u2019ascolto del Popolo di Dio la forma abituale per realizzare i processi decisionali nella Chiesa a tutti i livelli della sua vita?<\/p>\n<p>b) Come realizzare nelle Chiese locali l\u2019ascolto del Popolo di Dio? In particolare, come valorizzare gli organismi di partecipazione, perch\u00e9 siano \u201cluoghi\u201d effettivi di ascolto e discernimento ecclesiale?<\/p>\n<p>c) Come ripensare i processi decisionali a livello degli organismi episcopali delle Chiese Orientali Cattoliche e delle Conferenze Episcopali a partire dall\u2019ascolto del Popolo di Dio nelle Chiese locali?<\/p>\n<p>d) Come integrare nella normativa canonica l\u2019istanza continentale?<\/p>\n<p>2) Poich\u00e9 la consultazione nelle Chiese locali \u00e8 ascolto effettivo del Popolo di Dio, il discernimento dei Pastori assume il carattere di atto collegiale che conferma autorevolmente ci\u00f2 che lo Spirito ha detto alla Chiesa mediante il senso della fede<i>\u00a0<\/i>del Popolo di Dio:<\/p>\n<p>a) che grado di autorit\u00e0 dottrinale pu\u00f2 essere attribuito al discernimento delle Conferenze Episcopali? Come si regolano le Chiese Orientali Cattoliche a riguardo dei loro organismi episcopali?<\/p>\n<p>b) Che grado di autorit\u00e0 dottrinale pu\u00f2 essere attribuito al discernimento di un\u2019Assemblea continentale? O degli organismi che riuniscono le Conferenze Episcopali su scala continentale o comunque internazionale?<\/p>\n<p>c) Quale ruolo ricopre il Vescovo di Roma rispetto a questi processi che interessano raggruppamenti di Chiese? Con quali modalit\u00e0 lo pu\u00f2 esercitare?<\/p>\n<p>3) Quali elementi dell\u2019antico ordinamento ecclesiastico \u00e8 opportuno integrare e aggiornare per rendere effettivamente le Strutture Gerarchiche Orientali, le Conferenze Episcopali e le Assemblee continentali istanze intermedie di sinodalit\u00e0 e collegialit\u00e0?<\/p>\n<p>4) Il Concilio Vaticano II afferma che dalla reciproca comunicazione dei rispettivi doni tutta la Chiesa e tutte le sue parti traggono vantaggio (cfr. LG 13):<\/p>\n<p>a) che valore possono avere per le altre Chiese le deliberazioni di un Concilio plenario, di un Concilio particolare, di un Sinodo diocesano?<\/p>\n<p>b) Quali spunti possiamo trarre dalla ricca esperienza sinodale delle Chiese Orientali Cattoliche?<\/p>\n<p>c) In che misura la convergenza di pi\u00f9 raggruppamenti di Chiese locali (Concili particolari, Conferenze Episcopali, ecc.) sulla medesima questione impegna il Vescovo di Roma ad assumerla per la Chiesa universale?<\/p>\n<p>d) In che modo va esercitato il servizio dell\u2019unit\u00e0 affidato al Vescovo di Roma quando istanze locali dovessero assumere orientamenti tra loro difformi? Quali spazi vi sono per una variet\u00e0 di orientamenti tra regioni diverse?<\/p>\n<p>5) Che cosa possiamo apprendere dall\u2019esperienza di altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali in materia di raggruppamenti di Chiese locali per esercitare la collegialit\u00e0 e la sinodalit\u00e0?<\/p>\n<p><b>B 3.5 Come potenziare l\u2019istituzione del Sinodo perch\u00e9 sia espressione della collegialit\u00e0 episcopale all\u2019interno di una Chiesa tutta sinodale?<\/b><\/p>\n<p>Con il Motu Proprio<i>\u00a0Apostolica sollicitudo\u00a0<\/i>(15 settembre 1965) San Paolo VI istitu\u00ec il Sinodo come \u00abun consiglio permanente di Vescovi per la Chiesa universale\u00bb. Egli accoglieva cos\u00ec la richiesta dell\u2019aula conciliare di garantire la partecipazione dei Vescovi alla sollecitudine per tutta la Chiesa, avendo cura di precisare che \u00abquesto Sinodo, come ogni istituzione umana, con il passare del tempo potr\u00e0 essere perfezionato\u00bb. Con la Costituzione Apostolica\u00a0<i>Episcopalis communio\u00a0<\/i>(15 settembre 2018) papa Francesco ha dato un\u2019attuazione a quest\u2019auspicato \u201cperfezionamento\u201d, trasformando il Sinodo da evento circoscritto a un\u2019assemblea di Vescovi a processo di ascolto articolato per fasi (cfr. art. 4), nel quale tutta la Chiesa e tutti nella Chiesa \u2013 Popolo di Dio, Collegio episcopale, Vescovo di Roma \u2013 sono realmente partecipi.<\/p>\n<p>a) Il Sinodo 2021-2024 sta manifestando con evidenza che il processo sinodale costituisce il contesto pi\u00f9 adatto per l\u2019esercizio integrato del primato, della collegialit\u00e0 e della sinodalit\u00e0 come elementi irrinunciabili di una Chiesa in cui ogni soggetto svolge la propria peculiare funzione al meglio e in sinergia con gli altri;<\/p>\n<p>b) spetta al Vescovo di Roma convocare la Chiesa in Sinodo, indicendo un\u2019Assemblea per la Chiesa universale, come pure avviare, accompagnare e concludere il relativo processo sinodale. Tale prerogativa gli compete in quanto \u00abvisibile principio e fondamento di unit\u00e0 sia dei Vescovi sia della moltitudine dei Fedeli\u00bb (LG 23);<\/p>\n<p>c) dal momento che \u00abi singoli Vescovi, invece, sono il visibile principio e fondamento di unit\u00e0 nelle loro Chiese particolari\u00a0<sup>[\u2026]<\/sup>\u00a0ed \u00e8 in esse e a partire da esse che esiste la Chiesa Cattolica una e unica\u00bb (LG 23), spetta a ciascun Vescovo diocesano avviare, accompagnare e concludere la consultazione del Popolo di Dio nella sua Chiesa. Alla luce della sollecitudine che i Vescovi hanno per la Chiesa universale (cfr. LG 23), \u00e8 altres\u00ec loro responsabilit\u00e0 cooperare in quegli organismi sovradiocesani in cui si attua l\u2019esercizio della sinodalit\u00e0 e della collegialit\u00e0, svolgendovi la funzione di discernimento ecclesiale propria del ministero episcopale;<\/p>\n<p>d) bench\u00e9 tali organismi non riuniscano l\u2019intero Collegio episcopale, il discernimento svolto dai Pastori attraverso di essi assume un carattere collegiale, per la finalit\u00e0 stessa dell\u2019atto. Infatti, le Assemblee di Vescovi all\u2019interno del processo sinodale hanno il compito di vagliare i risultati delle consultazioni nelle Chiese locali, nelle quali si manifesta il senso della fede<i>\u00a0<\/i>del Popolo di Dio. Come potrebbe un atto non collegiale discernere ci\u00f2 che lo Spirito dice alla Chiesa attraverso la consultazione del Popolo di Dio che \u00abnon pu\u00f2 sbagliarsi nel credere\u00bb (LG 12) ?;<\/p>\n<p>e) l\u2019esperienza sinodale fin qui vissuta ha mostrato anche come<i>\u00a0<\/i>sia possibile sviluppare un esercizio effettivo della collegialit\u00e0 in una Chiesa sinodale: sebbene il discernimento sia un atto che spetta soprattutto \u00aba chi nella Chiesa ha il compito di presiedere\u00bb (LG 12), esso ha guadagnato in profondit\u00e0 e aderenza alle questioni da vagliare grazie al contributo degli altri membri del Popolo di Dio che hanno preso parte alle Assemblee continentali.<\/p>\n<p><b>Domanda per il discernimento<\/b><\/p>\n<p><b>Alla luce della relazione dinamica e circolare tra sinodalit\u00e0 della Chiesa, collegialit\u00e0 episcopale e primato petrino, come si dovrebbe perfezionare l\u2019istituzione del Sinodo perch\u00e9 diventi spazio certo e garantito di esercizio della sinodalit\u00e0, assicurando a tutti \u2013 Popolo di Dio, Collegio dei Vescovi e Vescovo di Roma \u2013 la piena partecipazione, nel rispetto delle specifiche funzioni? Come valutare l\u2019esperimento dell\u2019estensione partecipativa a un gruppo di \u201cnon vescovi\u201d nella prima sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2023)?<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti per la preghiera e la riflessione preparatoria<\/b><\/p>\n<p>1) Il processo sinodale introduce nella Chiesa \u00abun dinamismo di comunione che ispira tutte le decisioni ecclesiali\u00bb<sup>[19]<\/sup>:<\/p>\n<p>a) Come tale dinamismo pu\u00f2 diventare la modalit\u00e0 abituale di procedere a tutti i livelli di vita della Chiesa?<\/p>\n<p>b) Come il principio di autorit\u00e0 si inserisce al suo interno?<\/p>\n<p>c) Come esso modifica la comprensione dell\u2019autorit\u00e0 nella Chiesa ai diversi livelli, compresa quella del Vescovo di Roma?<\/p>\n<p>2) La prima fase del percorso sinodale attua il movimento dal particolare all\u2019universale, con la consultazione del Popolo di Dio nelle Chiese locali e i successivi atti di discernimento nelle Strutture Gerarchiche Orientali e nelle Conferenze Episcopali, prima, e nelle Assemblee continentali, poi:<\/p>\n<p>a) Come assicurarsi che la consultazione raccolga veramente la manifestazione del senso della fede<i>\u00a0<\/i>del Popolo di Dio che vive in una determinata Chiesa?<\/p>\n<p>b) Come si pu\u00f2 rafforzare nelle Strutture Gerarchiche Orientali, nelle Conferenze Episcopali e nelle Assemblee continentali il \u00ablegame fecondo tra il\u00a0<i>sensus fidei\u00a0<\/i>del Popolo di Dio e la funzione di Magistero dei Pastori\u00bb (DP 14)?<\/p>\n<p>c) Quanto \u00e8 auspicabile una presenza di membri qualificati del Popolo di Dio anche nelle Assemblee delle Conferenze Episcopali, oltre che nelle Assemblee continentali?<\/p>\n<p>d) Quale funzione possono ricoprire organismi ecclesiali stabilmente formati non da soli Vescovi, come la Conferenza Ecclesiale recentemente istituita per la Regione Amazzonica?<\/p>\n<p>3) La seconda fase del percorso sinodale esprime nell\u2019Assemblea di Vescovi convocati a Roma l\u2019universalit\u00e0 della Chiesa che si pone in ascolto di quanto lo Spirito ha detto al Popolo di Dio:<\/p>\n<p>a) Come si inserisce quest\u2019Assemblea episcopale all\u2019interno del processo sinodale?<\/p>\n<p>b) Come realizza la continuit\u00e0 con la prima fase del processo sinodale? \u00c8 sufficiente la presenza di testimoni qualificati a garantirla?<\/p>\n<p>c) Se le Assemblee delle Conferenze Episcopali e le Assemblee continentali sono atti di discernimento, come si caratterizza e che valore ha questo ulteriore atto di discernimento?<\/p>\n<p>4) La terza fase prevede il movimento di restituzione dei risultati dell\u2019Assemblea sinodale alle Chiese locali e la loro attuazione: che cosa pu\u00f2 essere d\u2019aiuto perch\u00e9 si realizzi pienamente la \u201cmutua interiorit\u00e0\u201d tra dimensione universale e dimensione locale dell\u2019unica Chiesa?<\/p>\n<p>______________________<\/p>\n<p><sup>[1]<\/sup>\u00a0D\u2019ora in poi, per brevit\u00e0 e salvo diversa specificazione, le espressioni \u201cAssemblea\u201d e \u201cAssemblea sinodale\u201d indicano la sessione di ottobre 2023, al servizio del cui svolgimento si pone il presente IL.<\/p>\n<p><sup>[2]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso per la commemorazione del 50\u00b0 anniversario dell\u2019istituzione del Sinodo dei Vescovi<\/i>, 17 ottobre 2015 (cfr. DP 15).<\/p>\n<p><sup>[3]<\/sup>\u00a0L\u2019espressione \u00abChiesa locale\u00bb indica qui ci\u00f2 che il Codice di diritto canonico chiama \u00abChiesa particolare\u00bb.<\/p>\n<p><sup>[4]<\/sup>\u00a0Nella sezione B si offriranno le ragioni per l\u2019inversione dell\u2019ordine rispetto al sottotitolo del Sinodo: cfr.\u00a0<i>infra<\/i>\u00a0n. 44.<\/p>\n<p><sup>[5]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Momento di riflessione per l\u2019inizio del percorso sinodale<\/i>, 9 ottobre 2021.<\/p>\n<p><sup>[6]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso per la commemorazione del 50\u00b0 anniversario dell&#8217;istituzione del Sinodo dei Vescovi<\/i>, 17 ottobre 2015.<\/p>\n<p><sup>[7]<\/sup>\u00a0Ad esempio, al n. 128 il Documento Finale afferma: \u00abNon basta dunque avere delle strutture, se in esse non si sviluppano relazioni autentiche; \u00e8 la qualit\u00e0 di tali relazioni, infatti, che evangelizza\u00bb.<\/p>\n<p><sup>[8]<\/sup>\u00a0Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera<i>\u00a0Iuvenescit Ecclesia<\/i>, 15 maggio 2016, 13-18.<\/p>\n<p><sup>[9]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Momento di riflessione per l\u2019inizio del percorso sinodale<\/i>, 9 ottobre 2021.<\/p>\n<p><sup>[10]<\/sup>\u00a0XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi,\u00a0<i>I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Documento Finale<\/i>, 27 ottobre<i>\u00a0<\/i>2018, 25.<\/p>\n<p><sup>[11]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso a Sua Santit\u00e0 Mar Awa III Catholicos-Patriarca della Chiesa Assira dell\u2019Oriente<\/i>, 19 novembre 2022.<\/p>\n<p><sup>[12]<\/sup>\u00a0Pontificio Consiglio per la Promozione dell\u2019Unit\u00e0 dei Cristiani,\u00a0<i>Il Vescovo e l\u2019unit\u00e0 dei Cristiani: Vademecum ecumenico<\/i>, 5 giugno 2020, 4.<\/p>\n<p><sup>[13]<\/sup>\u00a0San Giovanni Paolo II, Lett. Enc.\u00a0<i>Ut unum sint<\/i>, 25 maggio 1995, 95; testo citato in EG 32 ed EC 10.<\/p>\n<p><sup>[14]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso alla preghiera ecumenica<\/i>, Centro Ecumenico WCC (Ginevra), 21 giugno 2018.<\/p>\n<p><sup>[15]<\/sup>\u00a0Cfr. Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Istruzione\u00a0<i>Varietates legitimae<\/i>,<i>\u00a0<\/i>25 gennaio 1994.<\/p>\n<p><sup>[16]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<i>Discorso per la commemorazione del 50\u00b0 anniversario dell\u2019istituzione del Sinodo dei Vescovi<\/i>, 17 ottobre 2015.<\/p>\n<p><sup>[17]\u00a0<\/sup><i>Ibid<\/i>.<\/p>\n<p><sup>[18]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>.<\/p>\n<p><sup>[19]<\/sup>\u00a0<i>Ibid<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo completo<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":36077,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[101,131],"tags":[5613,8860,1889,9499,9498,2928,4952],"class_list":["post-78879","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","category-vaticano","tag-comunione","tag-instrumentum-laboris-2","tag-missione","tag-partecipazione","tag-per-una-chiesa-sinodale","tag-sinodo-dei-vescovi","tag-trending-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Instrumentum Laboris: una Chiesa che accoglie tutti e non annulla le differenze &#8211; 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