{"id":73740,"date":"2023-04-07T18:32:15","date_gmt":"2023-04-07T16:32:15","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=73740"},"modified":"2023-04-07T18:47:11","modified_gmt":"2023-04-07T16:47:11","slug":"voci-di-pace-in-un-mondo-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/voci-di-pace-in-un-mondo-di-guerra\/","title":{"rendered":"\u201cVoci di pace in un mondo di guerra\u201d"},"content":{"rendered":"<p>I testi proposti quest\u2019anno per le stazioni della Via Crucis del Venerd\u00ec Santo al Colosseo\u00a0sono testimonianze ascoltate dal Santo Padre nel corso dei sui Viaggi Apostolici e in altre occasioni. La raccolta \u00e8 stata curata da alcuni Dicasteri della Curia Romana.<\/p>\n<h2><strong>Ecco il testo completo della Via Crucis 2023<\/strong><\/h2>\n<p align=\"center\"><b><span style=\"color: #663300;font-size: large\">VIA CRUCIS 2023<\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\"><b>\u201cVoci di pace in un mondo di guerra\u201d<\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Preghiera iniziale<\/b><\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, tu sei \u00abla nostra pace\u00bb (<i>Ef<\/i>\u00a02,14).<\/p>\n<p>Prima della Passione hai detto: \u00abVi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la d\u00e0 il mondo, io la do a voi\u00bb (<i>Gv<\/i>\u00a014,27). Signore, abbiamo bisogno della tua pace, di quella pace che con le nostre sole forze non riusciamo a costruire. Abbiamo bisogno di sentirci ripetere quelle parole con cui, una volta risorto, per tre volte hai rinfrancato i cuori dei discepoli: \u00abPace a voi!\u00bb (<i>Gv<\/i>\u00a020,19.21.26). Ges\u00f9, che per noi abbracci la croce, guarda la nostra terra assetata di pace, mentre il sangue dei tuoi fratelli e delle tue sorelle continua a essere versato e le lacrime di tante madri che perdono i figli in guerra si mischiano a quelle della tua santa Madre. Anche tu, Signore, hai pianto su Gerusalemme perch\u00e9 non aveva riconosciuto la via della pace (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a019,42).<\/p>\n<p>Proprio dalla Terra Santa si snoda stasera il cammino della croce dietro a te. Lo percorreremo ascoltando la tua sofferenza, riflessa in quella di fratelli e di sorelle che nel mondo hanno sofferto e soffrono la mancanza di pace, lasciandoci scavare dentro da testimonianze e risonanze giunte all\u2019orecchio e al cuore del Papa anche nel corso delle sue visite. Sono echi di pace che riaffiorano in questa \u201cterza guerra mondiale a pezzi\u201d, grida che vengono da Paesi e aree oggi dilaniati da violenze, ingiustizie e povert\u00e0. Tutti i luoghi dove si patiscono conflitti, odi e persecuzioni sono presenti nella preghiera di questo venerd\u00ec santo.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, alla tua nascita gli angeli in cielo hanno proclamato: \u00abSulla terra pace agli uomini\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a02,14). Ora al cielo salgono le nostre preghiere per attirare la \u00abpace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi\u00bb (<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem.html\">Pacem in terris<\/a><\/i>, 1). Preghiamo implorando quella pace che ci hai affidato e che non riusciamo a custodire. Ges\u00f9, dalla croce abbracci il mondo intero: perdona i nostri errori, guarisci i nostri cuori, donaci la tua pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>1. Ges\u00f9 \u00e8 condannato a morte<br \/>\n<\/b>(voci di pace dalla Terra Santa)<\/p>\n<p><i>Allora [Pilato] rimise in libert\u00e0 per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges\u00f9, lo consegn\u00f2 perch\u00e9 fosse crocifisso\u00a0(Mt 27,26).<\/i><\/p>\n<p>Barabba o Ges\u00f9? Devono scegliere. Non \u00e8 una scelta qualunque: si tratta di decidere dove stare, quale posizione prendere nelle complesse vicende della vita. La pace, che tutti desideriamo, non nasce da s\u00e9, ma attende una nostra decisione. Allora come oggi siamo continuamente chiamati a scegliere tra Barabba o Ges\u00f9: la ribellione o la mansuetudine, le armi o la testimonianza, il potere umano o la forza silenziosa del piccolo seme, il potere del mondo o quello dello Spirito. In Terra Santa sembra che la nostra scelta ricada sempre su Barabba. La violenza sembra essere il nostro unico linguaggio. Il motore delle reciproche ritorsioni \u00e8 continuamente alimentato dal proprio dolore, che diventa spesso l\u2019unico criterio di giudizio. Giustizia e perdono non riescono a parlarsi. Viviamo insieme, senza riconoscerci l\u2019un l\u2019altro, rifiutando l\u2019uno l\u2019esistenza dell\u2019altro, condannandoci a vicenda, in un circolo vizioso senza fine e sempre pi\u00f9 violento. E in questo contesto carico di odio e rancore, siamo anche noi chiamati a esprimere un giudizio e a prendere la nostra decisione. E non possiamo farlo senza guardare a quel condannato a morte silenzioso, perdente, ma sul quale \u00e8 ricaduta la nostra scelta, Ges\u00f9. Cristo ci invita a non usare il metro di Pilato e della folla, ma a riconoscere la sofferenza dell\u2019altro, a mettere in dialogo giustizia e perdono, e a desiderare la salvezza per tutti, anche per i ladroni, anche per Barabba.<\/p>\n<p>Preghiamo dicendo:\u00a0<i>Illuminaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Quando\u00a0crediamo di avere sempre ragione:\u00a0<i>Illuminaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Quando condanniamo senza appello i fratelli:\u00a0<i>Illuminaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Quando chiudiamo gli occhi davanti all\u2019ingiustizia:\u00a0<i>Illuminaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Quando soffochiamo il bene attorno a noi:\u00a0<i>Illuminaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><b>\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>2. Ges\u00f9 \u00e8 caricato della croce<br \/>\n<\/b>(voci di pace da un migrante dell\u2019Africa Occidentale)<\/p>\n<p><i>Egli port\u00f2 i nostri peccati\u00a0nel suo corpo<br \/>\nsul legno della croce,<br \/>\nperch\u00e9, non vivendo pi\u00f9 per il peccato,<br \/>\nvivessimo per la giustizia;<br \/>\ndalle\u00a0sue\u00a0piaghe siete stati guariti (1 Pt 2,24).<\/i><\/p>\n<p>La mia via crucis cominci\u00f2 6 anni fa, quando lasciai la mia citt\u00e0. Dopo 13 giorni di viaggio arrivammo nel deserto e l\u2019attraversammo per 8 giorni, imbattendoci in auto bruciate, taniche d&#8217;acqua vuote, cadaveri di persone, fino a giungere in Libia. Chi doveva ancora pagare i trafficanti per la traversata fu rinchiuso e torturato fino a quando non pag\u00f2. Alcuni persero la vita, altri la testa. Mi promisero di mettermi su una nave per l&#8217;Europa, ma i viaggi furono cancellati e non riavemmo i soldi. L\u00ec c\u2019era la guerra e arrivammo a non far pi\u00f9 caso alla violenza e alle pallottole vaganti. Trovai lavoro come stuccatore per pagare un\u2019altra traversata. Alla fine salii con pi\u00f9 di 100 persone su un gommone. Navigammo ore prima che una nave italiana ci salvasse. Ero pieno di gioia, ci inginocchiammo a ringraziare Dio; poi scoprimmo che la nave stava tornando in Libia. L\u00ec fummo rinchiusi in un centro detentivo, il peggior posto al mondo. Dieci mesi dopo ero di nuovo su una barca. La prima notte ci furono onde alte, 4 caddero in mare, riuscimmo a salvarne 2. Mi addormentai sperando di morire. Svegliatomi, vidi accanto a me persone che sorridevano. Dei pescatori tunisini chiamarono i soccorsi, la nave attracc\u00f2 e delle ONG ci diedero cibo, vestiti e riparo. Lavorai per pagare un\u2019altra traversata. Era la sesta volta; dopo 3 giorni in mare giunsi a Malta. Rimasi in un centro per 6 mesi e l\u00ec persi la testa; ogni sera chiedevo a Dio perch\u00e9: perch\u00e9 uomini come noi devono ritenerci nemici?\u00a0Tante persone che fuggono dalla guerra portano croci simili alla mia.<br \/>\nPreghiamo dicendo:\u00a0<i>Liberaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalle facili condanne del prossimo:\u00a0<i>Liberaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Dai giudizi affrettati:\u00a0<i>Liberaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalle critiche e dalle parole inutili:\u00a0<i>Liberaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalle chiacchiere distruttrici:\u00a0<i>Liberaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>3. Ges\u00f9 cade per la prima volta<\/b><br \/>\n(voci di pace dai giovani del Centro America)<\/p>\n<p><i>Egli si \u00e8 caricato delle nostre sofferenze,<br \/>\nsi \u00e8 addossato i nostri dolori;<br \/>\ne noi lo giudicavamo castigato,<br \/>\npercosso da Dio e umiliato.<br \/>\nEgli \u00e8 stato trafitto per le nostre colpe,<br \/>\nschiacciato per le nostre iniquit\u00e0\u00a0(Is\u00a053,4-5).<\/i><\/p>\n<p>Noi giovani vogliamo la pace. Ma spesso cadiamo e la caduta ha tanti nomi: ci buttano a terra la pigrizia, la paura, lo sconforto, e anche le vuote promesse di una vita facile ma sporca, fatta di avidit\u00e0 e corruzione. \u00c8 questo che accresce le spirali del narcotraffico, della violenza, delle dipendenze e dello sfruttamento delle persone, mentre troppe famiglie continuano a piangere la perdita dei figli; e l&#8217;impunit\u00e0 di chi truffa, rapisce e uccide non ha fine. Come ottenere la pace? Ges\u00f9, tu sei caduto sotto la croce, ma poi ti sei rialzato, hai preso di nuovo la croce e con essa ci hai dato la pace. Ci spingi a prendere in mano la vita, ci spingi al coraggio dell\u2019impegno, che nella nostra lingua si dice\u00a0<i>compromiso<\/i>. E significa dire no a tanti\u00a0<i>compromisos<\/i>, ai falsi compromessi che uccidono la pace. Siamo pieni di questi compromessi: non vogliamo violenza, ma attacchiamo sui\u00a0<i>social<\/i>\u00a0chi non la pensa come noi; vogliamo una societ\u00e0 unita, ma non ci sforziamo di capire chi abbiamo accanto; peggio, trascuriamo chi ha bisogno di noi. Signore, mettici nel cuore il desiderio di rialzare qualcuno che sta a terra. Come fai tu con noi.<\/p>\n<p>Preghiamo dicendo:\u00a0<i>Rialzaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalle nostre pigrizie:\u00a0<i>Rialzaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalle nostre cadute:\u00a0<i>Rialzaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalle nostre tristezze:\u00a0<i>Rialzaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dal pensare che aiutare gli altri non tocchi a noi:\u00a0<i>Rialzaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>4. Ges\u00f9 incontra la Madre<\/b><br \/>\n(voci di pace da una madre del Sud America)<\/p>\n<p><i>Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: \u00abEcco, egli \u00e8 qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione \u2013 e anche a te una spada trafigger\u00e0 l\u2019anima \u2013, affinch\u00e9 siano svelati i pensieri di molti cuori\u00bb (Lc 2,34-35).<\/i><\/p>\n<p>Nel 2012 l&#8217;esplosione di un ordigno piazzato dai guerriglieri mi devast\u00f2 una gamba. Le schegge mi provocarono decine di ferite sul corpo. Di quel momento ricordo le urla della gente e sangue ovunque. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 mi terrorizz\u00f2 fu vedere la mia bimba di 7 mesi, coperta di sangue, con molti pezzi di vetro conficcati nel suo visino. Cosa dev\u2019esser stato per Maria vedere il volto di Ges\u00f9 tumefatto e insanguinato! Io, vittima di quella violenza insensata, all&#8217;inizio provai rabbia e risentimento, ma poi scoprii che se diffondevo odio creavo ancora pi\u00f9 violenza. Capii che dentro di me e attorno a me c\u2019erano ferite pi\u00f9 profonde di quelle del corpo. Compresi che tante vittime avevano bisogno di scoprire, come me e attraverso di me, che non era finita neanche per loro e che non si pu\u00f2 vivere di risentimento. Cos\u00ec cominciai ad aiutarle: ho studiato per insegnare a prevenire gli incidenti dovuti ai milioni di mine disseminate nel nostro territorio. Ringrazio Ges\u00f9 e sua Madre per aver scoperto che asciugare le lacrime degli altri non \u00e8 tempo perso, ma la migliore medicina per curare s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>Preghiamo dicendo:<i>\u00a0Donaci di riconoscerti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nel volto sfigurato di chi soffre:\u00a0<i>Donaci di riconoscerti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nei piccoli e nei poveri:\u00a0<i>Donaci di riconoscerti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>In chi invoca un gesto d\u2019amore:\u00a0<i>Donaci di riconoscerti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nei perseguitati a causa della giustizia:\u00a0<i>Donaci di riconoscerti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>5. Ges\u00f9 viene aiutato dal Cireneo<\/b><br \/>\n(voci di pace da tre migranti provenienti da Africa, Sud dell\u2019Asia e Medio Oriente)<\/p>\n<p><i>Mentre i soldati lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Ges\u00f9<\/i>\u00a0<i>(Lc\u00a023,26).<\/i><\/p>\n<p>[1] Io sono una persona ferita dall\u2019odio. L&#8217;odio, una volta sperimentato, non si dimentica, ti cambia. L\u2019odio assume forme orribili. Porta un essere umano a usare una pistola non solo per sparare a un altro, ma anche per rompergli le ossa mentre gli altri guardano. Ho dentro un vuoto d&#8217;amore che mi fa sentire un peso inutile. Ci sar\u00e0 un Cireneo per me? [2] La mia vita \u00e8 in viaggio, sono scappato dalle bombe, dai coltelli, dalla fame e dal dolore. Sono stato spinto su camion, nascosto in bauli, gettato su barche pericolanti. Eppure il mio viaggio \u00e8 continuato per raggiungere un luogo sicuro, che offra libert\u00e0 e opportunit\u00e0, dove possa dare e ricevere amore, praticare la mia fede, dove sperare sia reale. Ci sar\u00e0 un Cireneo per me? [3] Spesso mi viene chiesto: Chi sei? Perch\u00e9 sei qui? Qual \u00e8 il tuo\u00a0<i>status<\/i>? Ti aspetti di restare? Dove andrai? Non sono domande che vogliono ferire, ma feriscono. Fanno ridurre ci\u00f2 che spero di essere a un segno sulle caselle di un modulo; devo scegliere straniero, vittima, richiedente asilo, rifugiato, migrante, altro, ma quello che vorrei scrivere \u00e8 persona, fratello, amico, credente, prossimo\u2026 Ci sar\u00e0 un Cireneo per me?<\/p>\n<p>Preghiamo dicendo:\u00a0<i>Perdonaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Ti abbiamo disprezzato negli sventurati:<i>\u00a0Perdonaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Ti abbiamo ignorato nei bisognosi di aiuto:<i>\u00a0Perdonaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Ti abbiamo abbandonato negli indifesi:\u00a0<i>Perdonaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Non ti abbiamo servito nei sofferenti:\u00a0<i>Perdonaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>6. La Veronica asciuga il volto di Ges\u00f9<\/b><br \/>\n(voci di pace da un sacerdote religioso della Penisola Balcanica)<\/p>\n<p><i>\u00abVenite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo,\u00a0perch\u00e9 ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi\u00bb\u00a0(Mt 25,34-36).<\/i><\/p>\n<p>Ero un parroco di 40 anni quando arriv\u00f2 la guerra: degli agenti armati entrarono in casa parrocchiale e mi portarono in un campo dove trascorsi quattro mesi. Furono terribili: privi delle minime condizioni igieniche, pativamo fame e sete, senza poterci lavare e rasare; venivamo maltrattati fisicamente, picchiati e torturati con vari oggetti. Mi portavano fuori, anche cinque volte al giorno, soprattutto di notte, chiamandomi parroco e colpendomi. Mi ruppero, tra l\u2019altro, tre costole e mi minacciarono di strapparmi le unghie, di mettermi sale sulle ferite, di scorticarmi vivo. Una volta fu talmente difficile resistere che pregai la guardia di uccidermi, convinto com\u2019ero che l\u2019avrebbero fatto lo stesso. La guardia mi rispose: \u201cNon morirai cos\u00ec facilmente, per te riceveremo in cambio 150 dei nostri\u201d. Quelle parole ridestarono in me la speranza di sopravvivere. Ma non sarei stato in grado di sopportare tutto quel male da solo, senza Dio: la preghiera, ripetuta nel cuore, fece meraviglie. E la Provvidenza arriv\u00f2, sotto forma di aiuti e di cibo, tramite una donna musulmana, Fatima, che riusc\u00ec a raggiungermi facendosi largo in mezzo all\u2019odio. Fu per me come la Veronica per Ges\u00f9. Ora, fino alla fine dei miei giorni, testimonio gli orrori della guerra e grido: Mai pi\u00f9 la guerra!<\/p>\n<p>Preghiamo dicendo:\u00a0<i>Donaci il tuo sguardo, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Per amare chi non \u00e8 amato:\u00a0<i>Donaci il tuo sguardo, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Per soccorrere chi ha smarrito la via:\u00a0<i>Donaci il tuo sguardo, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Per prenderci cura di chi patisce violenza:\u00a0<i>Donaci il tuo sguardo, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Per accogliere chi si pente del male:\u00a0<i>Donaci il tuo sguardo, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>7.<\/b>\u00a0<b>Ges\u00f9 cade per la seconda volta<\/b><br \/>\n(voci di pace da due adolescenti dell\u2019Africa Settentrionale)<\/p>\n<p><i>\u00abSignore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?\u00a0Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito?\u00a0Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?\u00bb.\u00a0E il re risponder\u00e0 loro: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l&#8217;avete fatto a me\u00bb (Mt 25,37-40).<\/i><\/p>\n<p>[1] Mi chiamo Joseph, ho 16 anni. Sono arrivato nel campo per sfollati con i miei genitori nel 2015 e ci vivo da pi\u00f9 di 8 anni. Se ci fosse stata la pace, sarei rimasto a casa mia, dove sono nato, e mi sarei goduto l\u2019infanzia. Qui la vita non \u00e8 bella. Ho paura del futuro, per me e per gli altri ragazzi. Perch\u00e9 soffriamo nel campo per sfollati? A causa dei conflitti in corso nel mio Paese, flagellato dalla guerra da quando esiste. Senza pace non riusciremo a rialzarci. Ogni volta si promette la pace, ma si continua a cadere sotto il peso della guerra, la nostra croce. Ringrazio Dio, che come un padre ci rialza, e tanti uomini generosi che forse non conoscer\u00f2 mai e che aiutandoci ci permettono di sopravvivere.\u00a0[2] Io sono Johnson e dal 2014 vivo in un altro campo per sfollati, blocco B, settore 2. Ho 14 anni e faccio la terza elementare. Qui la vita non \u00e8 buona, molti bambini non vanno a scuola perch\u00e9 non ci sono insegnanti e scuole per tutti, il posto \u00e8 troppo piccolo e affollato, non c&#8217;\u00e8 nemmeno lo spazio per giocare a calcio. Vogliamo la pace per tornare a casa. La pace \u00e8 bene, la guerra \u00e8 male. Vorrei dirlo ai leader del mondo. E a tutti gli amici chiedo di pregare per la pace.<br \/>\nPreghiamo dicendo:\u00a0<i>Rendici forti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nell\u2019ora della prova:\u00a0<i>Rendici forti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nella fatica di costruire ponti di fraternit\u00e0:\u00a0<i>Rendici forti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nel portare la nostra croce:\u00a0<i>Rendici forti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nel dare testimonianza al Vangelo:\u00a0<i>Rendici forti, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>8.<\/b>\u00a0<b>Ges\u00f9 incontra le donne di Gerusalemme<\/b><br \/>\n(voci di pace dal Sud-Est Asiatico)<\/p>\n<p><i>Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui\u00a0(Lc\u00a023,27).<\/i><\/p>\n<p>Ges\u00f9, porti la tua croce. E penso che anche il mio Paese porta la sua croce. Siamo un popolo che ama la pace, ma siamo schiacciati dalla croce del conflitto: dalla violenza, dagli spostamenti interni, dagli attacchi ai luoghi di culto&#8230; \u00c8 un fardello pesante, Ges\u00f9, che trasciniamo in una via crucis che pare interminabile. Le lacrime delle nostre madri piangono la fame dei loro bimbi. E come loro anch\u2019io non ho molte parole con cui pregare, ma tante lacrime da offrire. Signore, il corteo che ti conduceva al Calvario era tremendo, ma tra la folla abbruttita dal male si fecero largo delle donne che piangevano. A darti forza furono loro, madri che vedevano in te non un condannato, ma un figlio. Anche da noi \u00e8 uscita dalla folla una donna, diventata madre nello spirito per tanti, che a difesa della sua gente si \u00e8 inginocchiata di fronte al potere schierato delle armi e, disposta a dare la vita, ha invocato con mitezza pace e riconciliazione. Ges\u00f9, ora come allora, nel macabro trambusto dell\u2019odio nasce la danza della pace. E noi, cristiani vogliamo essere strumenti di pace. Convertici a te, Ges\u00f9, e dacci forza, perch\u00e9 tu solo sei la nostra forza.<br \/>\nPreghiamo dicendo:<i>\u00a0Convertici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dal commerciare armi senza scrupoli di coscienza:\u00a0<i>Convertici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dal destinare soldi agli armamenti anzich\u00e9 agli alimenti:<i>\u00a0Convertici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalla schiavit\u00f9 del denaro che provoca guerre e ingiustizie:\u00a0<i>Convertici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Perch\u00e9 si trasformino le lance in falci:\u00a0<i>Convertici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>9.<\/b>\u00a0<b>Ges\u00f9 cade per la terza volta<\/b><br \/>\n(voci di pace da una consacrata dell&#8217;Africa Centrale)<\/p>\n<p><i>In verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserver\u00e0 per la vita eterna\u00a0(Gv\u00a012,24-25).<\/i><\/p>\n<p>Il 5 dicembre 2013 alle 5 del mattino fui svegliata dalle armi. I ribelli stavano invadendo la capitale. Tanti correvano e cercavano di nascondersi, ma bastava incrociare una pallottola vagante per morire. Fu l\u2019inizio di sofferenze indescrivibili: uccisioni, perdita di familiari, amici e colleghi. Mia sorella scomparve e non torn\u00f2 pi\u00f9, il che caus\u00f2 grossi traumi a pap\u00e0, che ci lasci\u00f2 qualche anno dopo a seguito di una breve malattia. Io continuavo a piangere. In quella valle di lacrime e di \u201cperch\u00e9\u201d\u2026 pensai a Ges\u00f9. Anche Lui \u00e8 caduto sotto il peso della violenza, fino a dire sulla croce: \u201cDio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d. Univo i miei \u201cperch\u00e9\u201d ai suoi e una risposta si fece spazio in me:\u00a0<i>ama come Ges\u00f9 ti ama<\/i>. Fu la luce in mezzo al buio. Capii che dovevo attingere la forza di amare. Da allora, ogni volta che c\u2019\u00e8 un minimo di calma, vado a Messa. Per arrivare in parrocchia devo fare parecchia strada e attraversare almeno tre transenne ribelli. Per\u00f2, Messa dopo Messa, \u00e8 cresciuta in me una certezza: nonostante abbia perso praticamente tutto, compresa la casa dove sono cresciuta,\u00a0<i>tutto passa tranne Dio<\/i>. Questo mi ha risollevato e con alcuni amici abbiamo iniziato a radunare dei bambini, che giocavano a fare i soldati, per cercare di trasmettere loro, che sono il futuro, i valori evangelici dell\u2019aiuto reciproco, del perdono, dell\u2019onest\u00e0, perch\u00e9 il sogno della pace diventi realt\u00e0.<\/p>\n<p>Preghiamo dicendo:\u00a0<i>Risanaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalla paura di non essere amati:\u00a0<i>Risanaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalla paura di essere incompresi:\u00a0<i>Risanaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalla paura di essere dimenticati:\u00a0<i>Risanaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalla paura di non farcela:\u00a0<i>Risanaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>10. Ges\u00f9 \u00e8 spogliato delle vesti<\/b><br \/>\n(voci di pace dai giovani dell\u2019Ucraina e della Russia)<\/p>\n<p><i>[I soldati] lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ci\u00f2 che ognuno avrebbe preso<\/i>.\u00a0<i>Cos\u00ec si compiva la Scrittura, che dice: Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte \u00a0<\/i>(<i>Mc<\/i>\u00a015,24;\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a019,24).<\/p>\n<p>[1] L\u2019anno scorso, pap\u00e0 e mamma hanno preso me e mio fratello pi\u00f9 piccolo per portarci in Italia, dove nostra nonna lavora da pi\u00f9 di vent\u2019anni. Siamo partiti da Mariupol durante la notte. Alla frontiera i soldati hanno bloccato mio padre e gli hanno detto che doveva rimanere in Ucraina a combattere. Noi abbiamo continuato in pullman per altri due giorni. Arrivati in Italia io ero triste. Mi sono sentito spogliato di tutto: completamente nudo. Non conoscevo la lingua e non avevo nessun amico. La nonna si sforzava per farmi sentire fortunato ma io non facevo altro che dire di voler tornare a casa. Alla fine la mia famiglia ha deciso di rientrare in Ucraina. Qui la situazione continua ad essere difficile, c\u2019\u00e8 guerra da tutte le parti, la citt\u00e0 \u00e8 distrutta. Ma nel cuore mi \u00e8 rimasta quella certezza di cui mi parlava la nonna quando piangevo: \u201cVedrai passer\u00e0 tutto. E con l\u2019aiuto del buon Dio torner\u00e0 la pace\u201d\u00a0 [2] Io invece, sono un ragazzo russo\u2026 mentre lo dico sento quasi un senso di colpa, ma al tempo stesso non capisco perch\u00e9 e mi sento male due volte. Spogliato della felicit\u00e0 e di sogni per il futuro. Sono due anni che vedo piangere la nonna e la mamma. Una lettera ci ha comunicato che mio fratello pi\u00f9 grande \u00e8 morto, me lo ricordo ancora nel giorno del suo 18\u00b0 compleanno, sorridente e brillante come il sole, e tutto questo solo qualche settimana prima di partire per un lungo viaggio. Tutti ci dicevano che dovevamo essere orgogliosi, ma a casa c\u2019era solo tanta sofferenza e tristezza. La stessa cosa \u00e8 successa anche per pap\u00e0 e nonno, anche loro sono partiti e non sappiamo pi\u00f9 nulla. Qualche mio compagno di scuola, con tanta paura, mi ha detto all\u2019orecchio che c\u2019\u00e8 la guerra. Tornato a casa ho scritto una preghiera: Ges\u00f9, per favore, fa&#8217; che ci sia la pace in tutto il mondo e che tutti possiamo essere fratelli.<br \/>\nPreghiamo dicendo:\u00a0<i>Purificaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dal risentimento e dal rancore:\u00a0<i>Purificaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalle parole e dalle reazioni violente:\u00a0<i>Purificaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Da atteggiamenti che creano divisioni:\u00a0<i>Purificaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalla ricerca di apparire umiliando gli altri:<i>\u00a0Purificaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>11. Ges\u00f9 \u00e8 inchiodato alla croce<\/b><br \/>\n(voci di pace da un giovane del Vicino Oriente)<\/p>\n<p><i>Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra. Quelli che passavano di l\u00e0 lo insultavano, scuotendo il capo\u00a0e dicendo: \u00abEhi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni,\u00a0salva te stesso scendendo dalla croce!\u00bb (Mc\u00a0<\/i>15,27-30).<\/p>\n<p>Nel 2012 gruppi di estremisti armati fecero irruzione nel nostro quartiere, ammazzando con raffiche di mitra chi si trovava sui balconi e nei condomini. Avevo 9 anni. Ricordo l\u2019angoscia di mamma e pap\u00e0; la sera ci trovammo abbracciati e in preghiera, consapevoli di una nuova durissima realt\u00e0 davanti a noi. La guerra diventava ogni giorno pi\u00f9 orrenda. Per lunghi periodi mancavano luce e acqua, e si sono scavati pozzi ovunque. Il cibo era un problema quotidiano. Nel 2014, mentre eravamo sul balcone, una bomba scoppi\u00f2 davanti a casa, scaraventandoci all\u2019interno e coprendoci di vetri e schegge. Pochi mesi dopo un\u2019altra bomba centr\u00f2 la camera dei miei, che si salvarono per miracolo e decisero a malincuore di lasciare il Paese. Cominci\u00f2 un altro calvario perch\u00e9, dopo due tentativi di ottenere un visto, non ci rimase che imbarcarci. Rischiammo la vita, rimanemmo su una roccia ad aspettare l\u2019alba e una nave della guardia costiera. Salvati, gli abitanti del posto ci accolsero a braccia aperte, capendo le nostre difficolt\u00e0. La guerra \u00e8 stata la croce della nostra vita. La guerra uccide la speranza. Nel nostro Paese, ancor pi\u00f9 dopo le terribili calamit\u00e0 naturali, tante famiglie, bambini e anziani sono senza speranza. Nel nome di Ges\u00f9, che ha aperto le braccia sulla croce, tendete la mano al mio popolo!<br \/>\nPreghiamo dicendo:\u00a0<i>Guariscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dall\u2019incapacit\u00e0 di dialogare:\u00a0<i>Guariscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalla sfiducia e dal sospetto:\u00a0<i>Guariscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dall\u2019impazienza e dalla fretta:\u00a0<i>Guariscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Dalla chiusura e dall\u2019isolamento:\u00a0<i>Guariscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>12. Ges\u00f9 muore perdonando i suoi uccisori<\/b><br \/>\n(voci di pace da una madre dell&#8217;Asia Occidentale)<\/p>\n<p><i>Ges\u00f9 diceva: \u00abPadre, perdona loro perch\u00e9 non sanno quello che fanno\u00bb. Era gi\u00e0 verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio,\u00a0perch\u00e9 il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarci\u00f2 a met\u00e0.\u00a0Ges\u00f9, gridando a gran voce, disse: \u00abPadre,\u00a0nelle tue mani consegno il mio spirito\u00bb. Detto questo, spir\u00f2 (Lc 23,34.44-46).<\/i><\/p>\n<p>Il 6 agosto 2014 la citt\u00e0 fu svegliata dalle bombe. I terroristi erano alle porte. Tre settimane prima avevano invaso le citt\u00e0 e i villaggi vicini, trattandoli con crudelt\u00e0. Perci\u00f2 siamo fuggiti, ma dopo pochi giorni siamo rientrati a casa. Una mattina, mentre eravamo indaffarati e i bambini giocavano davanti alle case, \u00e8 risuonato nell\u2019aria un colpo di mortaio. Sono uscita di corsa. Non si sentivano pi\u00f9 le voci dei bambini, ma aumentavano le urla degli adulti. Mio figlio, suo cugino e la giovane vicina di casa che si stava preparando al matrimonio erano stati colpiti: morti. L\u2019uccisione di questi tre angeli ci ha spinti a scappare: non fosse stato per loro, restando in citt\u00e0, saremmo inevitabilmente caduti nelle mani dei terroristi. Non \u00e8 facile accettare questa realt\u00e0. Tuttavia la fede mi aiuta a sperare, perch\u00e9 mi ricorda che imortisono nelle braccia di Ges\u00f9. E noi sopravvissuti cerchiamo di perdonare l&#8217;aggressore, perch\u00e9 Ges\u00f9 ha perdonato i suoi carnefici. Nelle nostre morti crediamo in Te, Signore della vita. Vogliamo seguirti e testimoniare che il tuo amore \u00e8 pi\u00f9 forte di tutto.<br \/>\nPreghiamo dicendo:\u00a0<i>Insegnaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Ad amare, come tu ci hai amato:\u00a0<i>Insegnaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>A perdonare, come tu ci hai perdonato:\u00a0<i>Insegnaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>A fare il primo passo per riconciliarci:<i>\u00a0Insegnaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>A fare del bene senza esigere il contraccambio:\u00a0<i>Insegnaci, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>13. Ges\u00f9 \u00e8 deposto dalla croce<\/b><br \/>\n(voci di pace da una religiosa dell\u2019Africa Orientale)<\/p>\n<p><i>Chi ci separer\u00e0 dall\u2019amore di Cristo? Forse la tribolazione, l\u2019angoscia, la persecuzione, la fame, la nudit\u00e0, il pericolo, la spada? \u2026 Ma in tutte queste cose, noi siamo pi\u00f9 che vincitori, per virt\u00f9 di colui che ci ha amati! (Rm 8,35.37).<\/i><\/p>\n<p>Era il 7 settembre 2022, giorno in cui nel nostro Paese ricordiamo l\u2019Accordo con il quale finalmente si \u00e8 riconosciuto al nostro popolo il diritto alla piena indipendenza, quando improvvisamente accadde qualcosa che frantum\u00f2 la gioia: una consorella, da sempre missionaria nelle nostre terre, fu uccisa. I terroristi erano entrati in casa e senza piet\u00e0 le avevano tolto la vita. Il giorno della vittoria si tramut\u00f2 in sconfitta: la paura e l\u2019incertezza inondarono i nostri cuori. L\u2019esperienza di centinaia di famiglie che hanno visto la tragica morte dei loro cari \u00e8 diventata realt\u00e0: tra le nostre braccia giaceva il corpo senza vita della consorella. Non \u00e8 facile assistere alla morte violenta di un familiare, di un amico, di un vicino di casa, come non \u00e8 facile vedere la propria casa e i propri averi ridotti in cenere e il futuro farsi oscuro. Ma questa \u00e8 la vita del mio popolo, \u00e8 la mia vita. Per\u00f2, come ci \u00e8 stato testimoniato e come impariamo alla scuola della Vergine di Nazareth, che ha accolto tra le braccia Ges\u00f9 esanime e lo ha contemplato con l\u2019amore illuminato dalla fede, non bisogna mai smettere di trovare il coraggio di sognare un futuro di\u00a0<i>speranza, pace e riconciliazione<\/i>. Perch\u00e9 l\u2019amore di Cristo Risorto \u00e8 stato riversato nei nostri cuori, perch\u00e9 Lui \u00e8 la nostra pace, Lui la nostra vera vittoria. E niente ci separer\u00e0 mai dal suo amore.<br \/>\nPreghiamo dicendo:\u00a0<i>Abbi piet\u00e0 di noi, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Buon Pastore, che dai la vita per il tuo gregge:\u00a0<i>Abbi piet\u00e0 di noi, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Tu che morendo hai distrutto la morte:\u00a0<i>Abbi piet\u00e0 di noi, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Tu che trafitto al cuore fai sgorgare la Vita:\u00a0<i>Abbi piet\u00e0 di noi, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Tu che dal sepolcro illumini la Storia:<i>\u00a0Abbi piet\u00e0 di noi, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>14. Ges\u00f9 \u00e8 deposto nel sepolcro<\/b><br \/>\n(voci di pace da giovani ragazze dell&#8217;Africa Australe)<\/p>\n<p><i>Dopo questi fatti, Giuseppe di Arimatea \u2026 chiese a Pilato di prendere il corpo di Ges\u00f9. Pilato lo concesse. Allora egli and\u00f2 e prese il corpo di Ges\u00f9. Vi and\u00f2 anche Nicodemo \u2026 e port\u00f2 circa trenta chili di una mistura di mirra e di aloe. Essi presero allora il corpo di Ges\u00f9 e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi (Gv 19,38-40).<\/i><\/p>\n<p>Era un venerd\u00ec sera, quando i ribelli fecero irruzione nel nostro villaggio, presero in ostaggio tutti quelli che poterono, deportarono chi trovarono e ci caricarono di quanto avevano saccheggiato. Durante il tragitto uccisero molti uomini con proiettili o coltelli. Le donne le portarono in un parco. Ogni giorno eravamo maltrattate nel corpo e nell\u2019anima. Spogliate di abiti e di dignit\u00e0, vivevamo nude perch\u00e9 non scappassimo. Per grazia un giorno, quando ci mandarono a prendere l&#8217;acqua al fiume, riuscii a fuggire. La nostra provincia \u00e8 ancor oggi un luogo di lacrime e dolore. Quando il Papa \u00e8 venuto nel nostro Continente, abbiamo deposto sotto la croce di Ges\u00f9 gli abiti degli uomini armati, che ancora ci fanno paura. Nel nome di Ges\u00f9 li perdoniamo per tutto quello che ci hanno fatto. Al Signore chiediamo la grazia di una convivenza pacifica e umana. Sappiamo e crediamo che il sepolcro non \u00e8 l\u2019ultima dimora, ma che siamo tutti chiamati a vita nuova nella Gerusalemme celeste.<br \/>\nPreghiamo dicendo:<i>\u00a0Custodiscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nella speranza che non delude:\u00a0<i>Custodiscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nella luce che non si spegne:\u00a0<i>Custodiscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nel perdono che rinnova il cuore:\u00a0<i>Custodiscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>Nella pace che rende beati:\u00a0<i>Custodiscici, Signore Ges\u00f9!<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Preghiera conclusiva<br \/>\n<\/b>(\u201c14 grazie\u201d)<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, Parola eterna del Padre, per noi ti sei fatto silenzio. E nel silenzio che ci guida al tuo sepolcro c\u2019\u00e8 ancora una parolache vogliamo dirti ripensando al cammino della\u00a0<i>Via crucis\u00a0<\/i>percorsa con te: grazie!<\/p>\n<p>Grazie, Signore Ges\u00f9, per la mitezza che confonde la prepotenza.<\/p>\n<p>Grazie, per il coraggio con cui hai abbracciato la croce.<\/p>\n<p>Grazie, per la pace che sgorga dalle tue ferite.<\/p>\n<p>Grazie, per averci donato come nostra Madre la tua santa Madre.<\/p>\n<p>Grazie, per l\u2019amore mostrato davanti al tradimento.<\/p>\n<p>Grazie, per aver mutato le lacrime in sorriso.<\/p>\n<p>Grazie, per aver amato tutti senza escludere nessuno.<\/p>\n<p>Grazie, per la speranza che infondi nell\u2019ora della prova.<\/p>\n<p>Grazie, per la misericordia che risana le miserie.<\/p>\n<p>Grazie, per esserti spogliato di tutto per arricchirci.<\/p>\n<p>Grazie, per aver mutato la croce in albero di vita.<\/p>\n<p>Grazie, per il perdono che hai offerto ai tuoi uccisori.<\/p>\n<p>Grazie, per avere sconfitto la morte.<\/p>\n<p>Grazie, Signore Ges\u00f9, per la luce che hai acceso nelle nostre notti e riconciliando ogni divisione ci ha reso tutti fratelli, figli dello stesso Padre che sta nei cieli:<\/p>\n<p><i>Pater noster<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testi della Via Crucis al Colosseo<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":73741,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[785,688,251,4952,8839],"class_list":["post-73740","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leone-xiv","tag-guerra","tag-pace","tag-papa-francesco","tag-trending-it","tag-via-crucis-2023"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>\u201cVoci di pace in un mondo di guerra\u201d &#8211; 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