{"id":71465,"date":"2023-03-03T15:37:03","date_gmt":"2023-03-03T14:37:03","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=71465"},"modified":"2023-03-05T19:00:44","modified_gmt":"2023-03-05T18:00:44","slug":"prima-predicazione-della-quaresima-rinnovare-la-novita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/prima-predicazione-della-quaresima-rinnovare-la-novita\/","title":{"rendered":"Prima predicazione della Quaresima: Rinnovare la novit\u00e0"},"content":{"rendered":"<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-71465-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Prima-predicazione-della-Quaresima-Rinnovare-la.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Prima-predicazione-della-Quaresima-Rinnovare-la.mp3\">https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Prima-predicazione-della-Quaresima-Rinnovare-la.mp3<\/a><\/audio>\n<p>Alle ore 9 di questa mattina, nell\u2019Aula Paolo VI, il Predicatore della Casa Pontificia, l\u2019Em.mo Card. Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha tenuto la prima Predica di Quaresima.<\/p>\n<p>Tema delle meditazioni quaresimali \u00e8 il seguente: \u00abChi ha orecchi ascolti ci\u00f2 che lo Spirito dice alle Chiese\u201d \u2013 Un piccolo contributo ai lavori del Sinodo.<\/p>\n<p>Le successive prediche di Quaresima avranno luogo venerd\u00ec 10, 17, 24, e 31 marzo.<\/p>\n<p>Di seguito riportiamo il testo integrale dell&#8217;omelia del predicatore della Casa Pontificia, fornito dal suo <a href=\"http:\/\/www.cantalamessa.org\/?p=4059\">sito ufficiale<\/a>:<\/p>\n<p><strong>Prima Predica<\/strong><\/p>\n<p>La storia della Chiesa di fine Ottocento e inizio Novecento ci ha lasciato una lezione amara che non dovremmo dimenticare per non ripetere l\u2019errore che la provoc\u00f2. Parlo del ritardo (anzi del rifiuto) di prendere atto dei cambiamenti avvenuti nella societ\u00e0, e della crisi del Modernismo che ne fu la conseguenza.<br \/>\nChi ha studiato, anche superficialmente, quel periodo conosce il danno che ne deriv\u00f2 per una parte e per l\u2019altra, cio\u00e8 sia per la Chiesa che per i cosiddetti \u201cmodernisti\u201d. La mancanza di dialogo, da una parte spinse alcuni dei pi\u00f9 noti modernisti su posizioni sempre pi\u00f9 estreme e per finire chiaramente ereticali; dall\u2019altra, priv\u00f2 la Chiesa di enormi energie, provocando lacerazioni e sofferenze a non finire al suo interno, facendola ripiegare sempre di pi\u00f9 su se stessa e facendole perdere il passo con i tempi.<br \/>\nIl Concilio Vaticano II \u00e8 stato l\u2019iniziativa profetica per recuperare il tempo perduto. Esso ha operato un rinnovamento che non \u00e8 certo il caso di illustrare di nuovo in questa sede. Pi\u00f9 che i suoi contenuti, ci interessa in questo momento il metodo da esso inaugurato che \u00e8 quello di camminare nella storia, a fianco dell\u2019umanit\u00e0, cercando di discernere i segni dei tempi.<br \/>\nLa storia e la vita della Chiesa non si \u00e8 arrestata con il Vaticano II. Guai a fare di esso quello che si \u00e8 tentato di fare con il concilio di Trento e cio\u00e8 una linea di arrivo e un traguardo inamovibile. Se la vita della Chiesa si fermasse, succederebbe come a un fiume che arriva a uno sbarramento: si trasforma inevitabilmente in un pantano o una palude.<br \/>\n\u201cNon pensare \u2013 scriveva Origene nel III secolo \u2013 che basti essere rinnovati una volta sola; bisogna rinnovare la stessa novit\u00e0: \u2018Ipsa novitas innovanda est\u2019\u201d . Prima di lui, il neo dottore della Chiesa sant\u2019Ireneo aveva scritto: La verit\u00e0 rivelata \u00e8 \u201ccome un liquore prezioso contenuto in un vaso di valore. Per opera dello Spirito Santo, essa ringiovanisce continuamente e fa ringiovanire anche il vaso che la contiene\u201d . Il \u201cvaso\u201d che contiene la verit\u00e0 rivelata \u00e8 la vivente tradizione della Chiesa. Il \u201cliquore prezioso\u201d \u00e8 in primo luogo la Scrittura, ma la Scrittura letta nella Chiesa, che \u00e8 poi la definizione pi\u00f9 giusta della Tradizione. Lo Spirito \u00e8, per sua natura, novit\u00e0. L\u2019Apostolo esorta i battezzati a servire Dio \u201cnella novit\u00e0 dello Spirito e non nella vetust\u00e0 della lettera\u201d (Rom 7,6).<br \/>\nNon solo la societ\u00e0 non si \u00e8 fermata al tempo del Vaticano II, ma ha subito una accelerazione vertiginosa. I mutamenti che un tempo avvenivano in un secolo o due, oggi avvengono in un decennio. Questo bisogno di continuo rinnovamento non \u00e8 altro che il bisogno di continua conversione, esteso dal singolo credente alla Chiesa intera nella sua componente umana e storica. La \u201cEcclesia semper reformanda\u201d.<br \/>\nIl vero problema non sta dunque nella novit\u00e0; sta piuttosto nel modo di affrontarla. Mi spiego. Ogni novit\u00e0 e ogni cambiamento si trova davanti a un bivio; pu\u00f2 imboccare due strade opposte: o quella del mondo, o quella di Dio: o la via della morte o la via della vita. La Didach\u00e9, uno scritto redatto mentre era ancora in vita almeno uno dei dodici apostoli, illustrava gi\u00e0 ai credenti queste due vie.<br \/>\nOra noi abbiamo un mezzo infallibile per imboccare ogni volta la via della vita e della luce: lo Spirito Santo. \u00c8 la certezza che Ges\u00fa ha dato agli apostoli prima di lasciarli: \u201cIo pregher\u00f2 il Padre ed egli vi dar\u00e0 un altro Paraclito perch\u00e9 rimanga con voi per sempre (Gv 14, 16). E ancora: \u201cLo Spirito della verit\u00e0, vi guider\u00e0 a tutta la verit\u00e0\u201d (Gv 16, 13). Non lo far\u00e0 tutto in una volta, o una volta per sempre, ma a mano a mano che le situazioni si presenteranno. Prima di lasciarli definitivamente, al momento dell\u2019Ascensione, il Risorto rassicura di nuovo i suoi discepoli sull\u2019assistenza del Paraclito: \u201cRiceverete \u2013dice \u2013 la forza dallo Spirito Santo che scender\u00e0 su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra\u201d (Atti 1, 8).<br \/>\nL\u2019intento delle cinque prediche di Quaresima che oggi iniziamo, detto molto semplicemente, \u00e8 proprio questo: incoraggiarci a mettere lo Spirito Santo nel cuore di tutta la vita della Chiesa, e, in particolare, in questo momento, nel cuore dei lavori sinodali. Raccogliere, in altre parole, l\u2019invito pressante che il Risorto rivolge, nell\u2019Apocalisse, a ognuna delle sette chiese dell\u2019Asia Minore: \u201cChi ha orecchi ascolti ci\u00f2 che lo Spirito dice alle Chiese\u201d (Ap 2, 7).<br \/>\n\u00c8 l\u2019unico modo, tra l\u2019altro, che ho per non rimanere, io stesso, del tutto estraneo all\u2019impegno in atto per il sinodo. In una delle mie prime prediche alla Casa Pontificia, 43 anni fa, dissi in presenza di san Giovanni Paolo II: \u201cIo ho continuato a fare per tutta la vita l\u2019umile mestiere che facevo da bambino\u201d. E spiegai in che senso. I miei nonni materni coltivavano, a mezzadria, un vasto terreno collinoso. In giugno o in luglio c\u2019era la mietitura, tutta a mano, con la falce, curvi sotto il sole. Era una fatica immane. Io e miei cuginetti eravamo incaricati di portare continuamente acqua da bere ai mietitori. \u00c8 quello, dissi, che ho continuato a fare per il resto della vita. Sono cambiati i mietitori, che ora sono gli operai nella vigna del Signore, ed \u00e8 cambiata l\u2019acqua che ora \u00e8 la Parola di Dio. Un mestiere, il mio, molto meno faticoso, a dire la verit\u00e0, di quello dei lavoratori del campo, ma pure esso, spero, utile e in qualche modo necessario.<\/p>\n<p>In questa prima predica mi limito a raccogliere la lezione che ci viene dalla Chiesa nascente. Vorrei mostrare, in altre parole, come lo Spirito Santo guid\u00f2 gli apostoli e la comunit\u00e0 cristiana a muovere i primi passi nella storia. Quando furono messe per iscritto da Giovanni le parole di Ges\u00fa sopra ricordate sull\u2019assistenza del Paraclito, la Chiesa ne aveva gi\u00e0 fatto l\u2019esperienza pratica, ed \u00e8 proprio tale esperienza, ci dicono gli esegeti, che si riflette nella parole dell\u2019evangelista.<br \/>\nGli Atti degli apostoli ci mostrano una Chiesa che \u00e8, passo passo, \u201ccondotta dallo Spirito\u201d. La sua guida si esercita non solo nelle grandi decisioni, ma anche nelle cose di minor conto. Paolo e Timoteo vogliono predicare il vangelo nella provincia dell\u2019Asia, ma \u201clo Spirito Santo lo vieta loro\u201d; fanno per dirigersi verso la Bitinia, ma, \u00e8 scritto, \u201clo Spirito di Ges\u00f9 non lo permette loro\u201d (At 16, 6 s.). Si capisce, dal seguito, il perch\u00e9 di questa guida cos\u00ec incalzante: lo Spirito Santo spingeva in questo modo la Chiesa nascente ad uscire dall\u2019Asia ed affacciarsi su un nuovo continente, l\u2019Europa (cf. At 16,9). Paolo arriva a definirsi, nelle sue scelte, \u201cprigioniero dello Spirito\u201d (At 20,22).<br \/>\nNon \u00e8 un cammino rettilineo e senza intoppi, quello della Chiesa nascente. La prima grande crisi \u00e8 quella relativa all\u2019ammissione dei gentili nella Chiesa. Non occorre rievocarne lo svolgimento. Ci interessa soltanto ricordare come viene risolta la crisi. Pietro va verso Cornelio e i pagani? E\u2019 lo Spirito che glielo ordina (cf. At 10,19;11,12). E come viene motivata e comunicata la decisione presa dagli apostoli a Gerusalemme di accogliere i pagani nella comunit\u00e0, senza obbligarli alla circoncisione e a tutta la legislazione mosaica? \u00c8 risolta con quelle straordinarie parole iniziali: \u201c\u00c8 parso bene allo Spirito Santo e a noi\u2026\u201d (15, 28).<br \/>\nNon si tratta di fare dell\u2019archeologia della Chiesa, ma di riportare alla luce, sempre di nuovo, il paradigma di ogni scelta ecclesiale. Non ci vuole molto sforzo infatti per scorgere l\u2019analogia che c\u2019\u00e8 tra l\u2019apertura che allora si oper\u00f2 nei confronti dei gentili, con quella che oggi si impone nei confronti dei laici, in particolare delle donne, e di altre categorie di persone. Vale la pena perci\u00f2 rievocare la motivazione che spinse Pietro a superare le sue perplessit\u00e0 e a battezzare Cornelio e la sua famiglia. Leggiamo negli Atti:<br \/>\nPietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: \u00abChi pu\u00f2 impedire che siano battezzati nell\u2019acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?\u00bb. (At 10, 44-47)<br \/>\nChiamato a giustificare la sua condotta a Gerusalemme, Pietro racconta quello che era accaduto nella casa di Cornelio e conclude dicendo:<br \/>\nMi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: \u201cGiovanni battezz\u00f2 con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo!\u201d. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Ges\u00f9 Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio? (At 11, 16-17).<br \/>\nSe guardiamo bene, \u00e8 la stessa motivazione che spinse i Padri del Concilio Vaticano II a ridefinire il ruolo dei laici nella Chiesa, e cio\u00e8 la dottrina dei carismi. Conosciamo bene il testo, ma \u00e8 sempre utile richiamarlo alla memoria:<br \/>\nLo Spirito Santo non solo per mezzo dei sacramenti e dei ministeri santifica il Popolo di Dio e lo guida e adorna di virt\u00f9, ma \u2018distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a lui\u2019 (cf. 1 Cor 12,11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi opere ed uffici, utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa, secondo quelle parole: \u2018A ciascuno\u2026la manifestazione dello Spirito \u00e8 data perch\u00e9 torni a comune vantaggio\u2019 (1 Cor 12,7). E questi carismi, straordinari o anche pi\u00f9 semplici e pi\u00f9 comuni, siccome sono soprattutto adattati e utili alle necessit\u00e0 della Chiesa, si devono accogliere con gratitudine e consolazione .<\/p>\n<p>Siamo davanti alla riscoperta della natura non solo gerarchica, ma anche carismatica della Chiesa. San Giovanni Paolo II, nella \u201cNovo millennio ineunte\u201d(nr. 45) la render\u00e0 ancora pi\u00f9 esplicita definendo la Chiesa come gerarchia e come koinonia. A una prima lettura, la recente costituzione sulla riforma della Curia \u201cPraedicate Evangelium\u201d (al di l\u00e0 di tutti gli aspetti giuridici e tecnici sui quali sono un perfetto ignorante) a me ha dato l\u2019impressione di un passo avanti in questa stessa direzione: cio\u00e8 nell\u2019applicare il principio sancito dal Concilio a un settore particolare della Chiesa che \u00e8 il suo governo e a un maggiore coinvolgimento in esso dei laici e delle donne.<\/p>\n<p>Ma adesso dobbiamo fare un passo avanti. L\u2019esempio della Chiesa apostolica non ci illumina soltanto sui principi ispiratori, cio\u00e8 sulla dottrina, ma anche sulla prassi ecclesiale. Ci dice che non tutto si risolve con le decisioni prese in un sinodo, o con un decreto. C\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di tradurre nella pratica tali decisioni, la cosiddetta \u201crecezione\u201d dei dogmi. E per questo occorrono tempo, pazienza, dialogo, tolleranza; a volte anche il compromesso. Quando \u00e8 fatto nello Spirito Santo, il compromesso non \u00e8 un cedimento, o uno sconto fatto sulla verit\u00e0, ma \u00e8 carit\u00e0 e obbedienza alle situazioni. Quanta pazienza e tolleranza ha avuto Dio, dopo aver dato il Decalogo al suo popolo! Quanto a lungo ha dovuto \u2013e deve ancora \u2013 aspettare per la sua recezione!<\/p>\n<p>In tutta la vicenda appena ricordata, Pietro appare chiaramente come il mediatore tra Giacomo e Paolo, cio\u00e8 tra la preoccupazione della continuit\u00e0 e quella della novit\u00e0. In questa mediazione, assistiamo a un incidente che ci pu\u00f2 essere di aiuto anche oggi. L\u2019incidente \u00e8 quello di Paolo che ad Antiochia rimprovera Pietro di ipocrisia per aver evitato di sedere a tavola con dei pagani convertiti. Sentiamo l\u2019accaduto dalla sua viva voce:<\/p>\n<p>Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perch\u00e9 aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominci\u00f2 a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi (Gal 2, 11-12) .<br \/>\nI \u201cconservatori\u201d del tempo rimproveravano a Pietro di essersi spinto troppo oltre, andando dal pagano Cornelio; Paolo gli rimprovera di non essersi spinto abbastanza oltre. Paolo \u00e8 il santo che ammiro e amo di pi\u00f9. Ma in questo caso sono convinto che si \u00e8 lasciato trascinare (non \u00e8 l\u2019unica volta!) dal suo carattere di fuoco. Pietro non ha affatto peccato di ipocrisia. La prova \u00e8 che, in altra occasione, Paolo far\u00e0, lui stesso, esattamente, quello che fece Pietro ad Antiochia. A Listra egli fece circoncidere il suo compagno Timoteo \u201ca motivo \u2013\u00e8 scritto- dei giudei che si trovavano in quelle regioni\u201d (At 16, 3), cio\u00e8 per non scandalizzare nessuno. Ai Corinzi scrive di essersi fatto \u201cgiudeo con i giudei, per guadagnare i giudei\u201d (1 Cor 9, 20) e nella Lettera ai Romani raccomanda di venire incontro a chi non \u00e8 ancora arrivato alla libert\u00e0 di cui gode lui\u201d (Rom 14, 1 ss).<br \/>\nIl ruolo di mediatore che Pietro esercit\u00f2 tra le opposte tendenze di Giacomo e di Paolo continua nei suoi successori. Non certo (e questo \u00e8 un bene per la Chiesa) in modo uniforme in ognuno di essi, ma secondo il carisma proprio di ognuno che lo Spirito Santo (e si presume i cardinali sotto di lui) hanno ritenuto il pi\u00f9 necessario in un dato momento della storia della Chiesa.<br \/>\nDavanti agli eventi e alle realt\u00e0 politiche, sociali ed ecclesiali, noi siamo portati a schierarci subito da una parte e demonizzare quella avversa, a desiderare il trionfo della nostra scelta su quella degli avversari. (Se scoppia una guerra, ognuno prega lo stesso Dio di dare la vittoria ai propri eserciti e annientare quelli del nemico!). Non dico che sia proibito avere preferenze: in campo politico, sociale, teologico e via dicendo, o che sia possibile non averle. Non dovremmo mai, per\u00f2, pretendere che Dio si schieri dalla nostra parte contro l\u2019avversario. E neppure dovremmo chiederlo a chi ci governa. \u00c8 come chiedere a un padre di scegliere tra due figli; come dirgli: \u201cScegli: o me o il mio avversario; mostra chiaramente da che parte stai!\u201d Dio sta con tutti e perci\u00f2 non sta contro nessuno! \u00c8 il padre di tutti.<br \/>\nL\u2019agire di Pietro ad Antiochia \u2013 come pure quello di Paolo a Listra \u2013 non era ipocrisia, ma adattamento alle situazioni, cio\u00e8 la scelta di quello che, in una certa situazione, favorisce il bene superiore della comunione. \u00c8 su questo punto che vorrei continuare e concludere questa prima meditazione, anche perch\u00e9 questo ci permette di passare da quello che riguarda la Chiesa universale a quello che riguarda la Chiesa locale, anzi la propria comunit\u00e0, o famiglia e la vita spirituale di ognuno di noi. (Che \u00e8 quello che ci si attende, penso, da una meditazione quaresimale!).<br \/>\nC\u2019\u00e8 una prerogativa di Dio nella Bibbia che i Padri amavano sottolineare: la synkatabasis, cio\u00e8 la condiscendenza. Per san Giovanni Crisostomo essa \u00e8 una specie di chiave di lettura di tutta la Bibbia. Nel Nuovo Testamento questa stessa prerogativa di Dio \u00e8 espressa con il termine benignit\u00e0 (chrestotes). La venuta di Dio nella carne \u00e8 vista come la manifestazione suprema della benignit\u00e0 di Dio: \u201c\u00c8 apparsa la benignit\u00e0 di Dio e il suo amore per gli uomini\u201d (Tito 3, 4).<br \/>\nLa benignit\u00e0 \u2013oggi diremmo anche cortesia \u2013 \u00e8 qualcosa di diverso dalla semplice bont\u00e0; \u00e8 essere buoni nei confronti degli altri. Dio \u00e8 buono in se stesso ed \u00e8 benigno con noi. Essa \u00e8 uno dei frutti dello Spirito (Gal 5,22); \u00e8 una componente essenziale della carit\u00e0 (1 Cor 13,4) ed \u00e8 indice di animo nobile e superiore. Essa occupa un posto centrale nella parenesi apostolica. Leggiamo, per esempio, nella Lettera ai Colossesi:<br \/>\nRivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di benignit\u00e0, di umilt\u00e0, di mansuetudine, di magnanimit\u00e0, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, cos\u00ec fate anche voi (Col 3, 12-13).<br \/>\nQuest\u2019anno celebriamo il quarto centenario della morte di un santo che \u00e8 stato un modello eccelso di questa virt\u00f9, in un\u2019epoca anch\u2019essa segnata da aspre controversie: san Francesco di Sales. Dovremmo diventare tutti, in questo senso, \u201csalesiani\u201d: condiscendenti e tolleranti, meno arroccati sulle nostre personali certezze. Consapevoli di quante volte abbiamo dovuto riconoscere dentro di noi di esserci sbagliati sul conto di una persona o di una situazione, e di quante volte abbiamo dovuto adattarci anche noi alle situazioni. Nei nostri rapporti ecclesiali non c\u2019\u00e8 per fortuna \u2013 e mai ci dovrebbe essere \u2013 quella propensione all\u2019insulto e al vilipendio dell\u2019avversario che si nota in certi dibattiti politici e che tanto danno arreca alla pacifica convivenza civile.<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualcuno, \u00e8 vero, nei confronti del quale \u00e8 giusto e doveroso essere intransigenti, ma quel qualcuno sono io stesso, \u00e8 il mio io. Noi siamo portati, per natura, ad essere intransigenti con gli altri e indulgenti con noi stessi, mentre dovremmo proporci di fare proprio il contrario: severi con noi stessi, longanimi con gli altri. Questo proposito, preso sul serio, basterebbe da solo a santificare la nostra Quaresima. Ci dispenserebbe da ogni altro tipo di digiuno e ci disporrebbe a lavorare con pi\u00f9 frutto e pi\u00f9 serenit\u00e0 in ogni ambito della vita della Chiesa.<br \/>\nUn ottimo esercizio in questo senso consiste nell\u2019essere onesti, nel tribunale del proprio cuore, nei confronti della persona con cui si \u00e8 in disaccordo. Quando mi accorgo che sto mettendo sotto accusa qualcuno dentro di me, devo stare attento a non schierarmi subito dalla mia parte. Devo smettere di passare e ripassare le mie ragioni come chi mastica gomma, e cercare di mettermi invece nei panni dell\u2019altro per capire le sue ragioni e quello che anch\u2019egli potrebbe dire a me.<\/p>\n<p>Questo esercizio non si deve fare soltanto nei confronti della singola persona, ma anche della corrente di pensiero con cui sono in disaccordo e della soluzione da essa proposta a un certo problema in discussione (nel Sinodo o in altro ambito). San Tommaso d\u2019Aquino ce ne d\u00e0 l\u2019esempio: egli premette a ogni sua tesi le ragioni dell\u2019avversario che mai banalizza o ridicolizza, ma prende sul serio e ad esse risponde poi con il suo \u201cSed contra\u201d, cio\u00e8 con le ragioni che ritiene le pi\u00f9 conformi alla fede e alla morale. Domandiamoci (io per primo): facciamo cos\u00ec anche noi?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 dice: \u201cNon giudicate, per non essere giudicati. [&#8230;] Perch\u00e9 osservi la pagliuzza nell\u2019occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?\u201d (Mt 7, 1-3). Si pu\u00f2 vivere, ci domandiamo, senza mai giudicare? La capacit\u00e0 di giudicare non fa parte della nostra struttura mentale e non \u00e8 un dono di Dio? Nella redazione di Luca, il comando di Ges\u00f9: \u201cNon giudicate e non sarete giudicati\u201d \u00e8 seguito immediatamente, come per esplicitare il senso di queste parole, dal comando: \u201cNon condannate e non sarete condannati\u201d (Lc 6, 37). Non si tratta dunque di eliminare il giudizio dal nostro cuore, quanto di togliere il veleno dal nostro giudizio! Cio\u00e8 l\u2019astio, la condanna, l\u2019ostracismo.<\/p>\n<p>Un genitore, un superiore, un confessore, un giudice, chiunque ha una qualche responsabilit\u00e0 su altri, deve giudicare. Talvolta, anzi, il giudicare \u00e8, appunto, il tipo di servizio che uno \u00e8 chiamato a esercitare nella societ\u00e0 o nella Chiesa. La forza dell\u2019amore cristiano sta nel fatto che esso \u00e8 capace di cambiare segno anche al giudizio e, da atto di non-amore, farne un atto d\u2019amore. Non con le nostre forze, ma grazie all\u2019amore che \u201c\u00e8 stato effuso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci \u00e8 stato donato\u201d (Rom 5,5)<\/p>\n<p>Facciamo nostra, a conclusione, la bellissima preghiera attribuita a san Francesco d\u2019Assisi. (Forse non \u00e8 sua, ma ne riflette alla perfezione lo spirito):<br \/>\nO Signore, fa di me uno strumento della tua pace:<br \/>\ndove \u00e8 odio, ch\u2019io porti l\u2019amore,<br \/>\ndove \u00e8 offesa, ch\u2019io porti il perdono,<br \/>\ndov\u2019\u00e8 discordia, ch\u2019io porti l\u2019unione,<br \/>\ndov\u2019\u00e8 dubbio, ch\u2019io porti la fede,<br \/>\ndove \u00e8 l\u2019errore, ch\u2019io porti la verit\u00e0,<br \/>\ndove \u00e8 la disperazione, ch\u2019io porti la speranza,<br \/>\ndove \u00e8 tristezza, ch\u2019io porti la gioia,<br \/>\ndove sono le tenebre, ch\u2019io porti la luce.<\/p>\n<p>E aggiungiamo:<\/p>\n<p>Dove c\u2019\u00e8 malignit\u00e0 ch\u2019io porti benignit\u00e0.<br \/>\nDove c\u2019\u00e8 asprezza, ch\u2019io porti gentilezza!<\/p>\n<p>1.Cf. Origene, In Rom. 5,8; PG 14, 1042.<br \/>\n2.S. Ireneo, Adversus Haereses, III, 24,1.<br \/>\n3.Lumen gentium, 12.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Mettere lo Spirito Santo al centro della vita della Chiesa e delle decisioni sinodali&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":71454,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[131],"tags":[8426,8537,4952],"class_list":["post-71465","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vaticano","tag-quaresima-2023","tag-raniero-cantalamessa-2","tag-trending-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Prima predicazione della Quaresima: Rinnovare la novit\u00e0 &#8211; Exaudi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/exaudi.org\/it\/prima-predicazione-della-quaresima-rinnovare-la-novita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Prima predicazione della Quaresima: Rinnovare la novit\u00e0 &#8211; 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