{"id":6837,"date":"2021-03-19T11:10:55","date_gmt":"2021-03-19T10:10:55","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=6837"},"modified":"2021-03-19T11:10:55","modified_gmt":"2021-03-19T10:10:55","slug":"la-lettera-su-san-giuseppe-patris-corde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/la-lettera-su-san-giuseppe-patris-corde\/","title":{"rendered":"La lettera su San Giuseppe &#8220;Patris Corde&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\">\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p>Nel giorno della solennit\u00e0 di San Giuseppe riproponiamo il testo integrale della lettera apostolica Patris Corde che il Santo Padre Francesco ha scritto lo scorso 8 dicembre, indicendo l&#8217;Anno di San Giuseppe, nel 150\u00ba anniversario della proclamazione del Custode di Ges\u00f9 quale patrono della Chiesa universale:<\/p>\n<p>Con cuore di padre: cos\u00ec Giuseppe ha amato Ges\u00f9, chiamato in tutti e quattro i Vangeli \u00ab<i>il figlio di Giuseppe<\/i>\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>I due Evangelisti che hanno posto in rilievo la sua figura, Matteo e Luca, raccontano poco, ma a sufficienza per far capire che tipo di padre egli fosse e la missione affidatagli dalla Provvidenza.<\/p>\n<p>Sappiamo che egli era un umile falegname (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a013,55), promesso sposo di Maria (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a01,18;\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a01,27); un \u00abuomo giusto\u00bb (<i>Mt<\/i>1,19), sempre pronto a eseguire la volont\u00e0 di Dio manifestata nella sua Legge (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,22.27.39) e mediante ben quattro sogni (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a01,20; 2,13.19.22). Dopo un lungo e faticoso viaggio da Nazaret a Betlemme, vide nascere il Messia in una stalla, perch\u00e9 altrove \u00abnon c\u2019era posto per loro\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a02,7). Fu testimone dell\u2019adorazione dei pastori (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,8-20) e dei Magi (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a02,1-12), che rappresentavano rispettivamente il popolo d\u2019Israele e i popoli pagani.<\/p>\n<p>Ebbe il coraggio di assumere la paternit\u00e0 legale di Ges\u00f9, a cui impose il nome rivelato dall\u2019Angelo: \u00abTu lo chiamerai Ges\u00f9: egli infatti salver\u00e0 il suo popolo dai suoi peccati\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a01,21). Come \u00e8 noto, dare un nome a una persona o a una cosa presso i popoli antichi significava conseguirne l\u2019appartenenza, come fece Adamo nel racconto della Genesi (cfr 2,19-20).<\/p>\n<p>Nel Tempio, quaranta giorni dopo la nascita, insieme alla madre Giuseppe offr\u00ec il Bambino al Signore e ascolt\u00f2 sorpreso la profezia che Simeone fece nei confronti di Ges\u00f9 e di Maria (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,22-35). Per difendere Ges\u00f9 da Erode, soggiorn\u00f2 da straniero in Egitto (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a02,13-18). Ritornato in patria, visse nel nascondimento del piccolo e sconosciuto villaggio di Nazaret in Galilea \u2013 da dove, si diceva, \u201cnon sorge nessun profeta\u201d e \u201cnon pu\u00f2 mai venire qualcosa di buono\u201d (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a07,52; 1,46) \u2013, lontano da Betlemme, sua citt\u00e0 natale, e da Gerusalemme, dove sorgeva il Tempio. Quando, proprio durante un pellegrinaggio a Gerusalemme, smarrirono Ges\u00f9 dodicenne, lui e Maria lo cercarono angosciati e lo ritrovarono nel Tempio mentre discuteva con i dottori della Legge (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,41-50).<\/p>\n<p>Dopo Maria, Madre di Dio, nessun Santo occupa tanto spazio nel Magistero pontificio quanto Giuseppe, suo sposo. I miei Predecessori hanno approfondito il messaggio racchiuso nei pochi dati tramandati dai Vangeli per evidenziare maggiormente il suo ruolo centrale nella storia della salvezza: il Beato\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-ix\/it.html\">Pio IX<\/a>\u00a0lo ha dichiarato \u00abPatrono della Chiesa Cattolica\u00bb,<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0il Venerabile\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xii\/it.html\">Pio XII<\/a>\u00a0lo ha presentato quale \u201cPatrono dei lavoratori\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">San Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0come \u00abCustode del Redentore\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0Il popolo lo invoca come \u00abpatrono della buona morte\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p>\n<p>Pertanto, al compiersi di 150 anni dalla sua dichiarazione quale\u00a0<i>Patrono della Chiesa Cattolica<\/i>\u00a0fatta dal Beato\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-ix\/it.html\">Pio IX<\/a>, l\u20198 dicembre 1870, vorrei \u2013 come dice Ges\u00f9 \u2013 che \u201cla bocca esprimesse ci\u00f2 che nel cuore sovrabbonda\u201d (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a012,34), per condividere con voi alcune riflessioni personali su questa straordinaria figura, tanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi. Tale desiderio \u00e8 cresciuto durante questi mesi di pandemia, in cui possiamo sperimentare, in mezzo alla crisi che ci sta colpendo, che \u00able nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni \u2013 solitamente dimenticate \u2013 che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste n\u00e9 nelle grandi passerelle dell\u2019ultimo\u00a0<i>show<\/i>\u00a0ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell\u2019ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. [\u2026] Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilit\u00e0. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Tutti possono trovare in San Giuseppe, l\u2019uomo che passa inosservato, l\u2019uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficolt\u00e0. San Giuseppe ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in \u201cseconda linea\u201d hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza. A tutti loro va una parola di riconoscimento e di gratitudine.<\/p>\n<h4>1.\u00a0<i>Padre amato<\/i><\/h4>\n<p>La grandezza di San Giuseppe consiste nel fatto che egli fu lo sposo di Maria e il padre di Ges\u00f9. In quanto tale, \u00absi pose al servizio dell\u2019intero disegno salvifico\u00bb, come afferma San Giovanni Crisostomo.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">San Paolo VI<\/a>\u00a0osserva che la sua paternit\u00e0 si \u00e8 espressa concretamente \u00abnell\u2019aver fatto della sua vita un servizio, un sacrificio, al mistero dell\u2019incarnazione e alla missione redentrice che vi \u00e8 congiunta; nell\u2019aver usato dell\u2019autorit\u00e0 legale, che a lui spettava sulla sacra Famiglia, per farle totale dono di s\u00e9, della sua vita, del suo lavoro; nell\u2019aver convertito la sua umana vocazione all\u2019amore domestico nella sovrumana oblazione di s\u00e9, del suo cuore e di ogni capacit\u00e0, nell\u2019amore posto a servizio del Messia germinato nella sua casa\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>Per questo suo ruolo nella storia della salvezza,\u00a0San Giuseppe \u00e8 un padre che \u00e8 stato sempre amato dal popolo cristiano, come dimostra il fatto che in tutto il mondo gli sono state dedicate numerose chiese; che molti Istituti religiosi, Confraternite e gruppi ecclesiali sono ispirati alla sua spiritualit\u00e0 e ne portano il nome; e che in suo onore si svolgono da secoli varie rappresentazioni sacre. Tanti Santi e Sante furono suoi appassionati devoti, tra i quali Teresa d\u2019Avila, che lo adott\u00f2 come avvocato e intercessore, raccomandandosi molto a lui e ricevendo tutte le grazie che gli chiedeva; incoraggiata dalla propria esperienza, la Santa persuadeva gli altri ad essergli devoti.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a><\/p>\n<p>In ogni manuale di preghiere si trova qualche orazione a San Giuseppe. Particolari invocazioni gli vengono rivolte tutti i mercoled\u00ec e specialmente durante l\u2019intero mese di marzo, tradizionalmente a lui dedicato.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>La fiducia del popolo in San Giuseppe \u00e8 riassunta nell\u2019espressione \u201c<i>Ite ad Ioseph<\/i>\u201d, che fa riferimento al tempo di carestia in Egitto quando la gente chiedeva il pane al faraone ed egli rispondeva: \u00abAndate da Giuseppe; fate quello che vi dir\u00e0\u00bb (<i>Gen<\/i>\u00a041,55). Si trattava di Giuseppe figlio di Giacobbe, che fu venduto per invidia dai fratelli (cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a037,11-28) e che \u2013 stando alla narrazione biblica \u2013 successivamente divenne vice-re dell\u2019Egitto (cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a041,41-44).<\/p>\n<p>Come discendente di Davide (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a01,16.20), dalla cui radice doveva germogliare Ges\u00f9 secondo la promessa fatta a Davide dal profeta Natan (cfr\u00a0<i>2 Sam<\/i>\u00a07), e come sposo di Maria di Nazaret, San Giuseppe \u00e8 la cerniera che unisce l\u2019Antico e il Nuovo Testamento.<\/p>\n<h4>2.\u00a0<i>Padre nella tenerezza<\/i><\/h4>\n<p>Giuseppe vide crescere Ges\u00f9 giorno dopo giorno \u00abin sapienza, et\u00e0 e grazia davanti a Dio e agli uomini\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a02,52). Come il Signore fece con Israele, cos\u00ec egli \u201cgli ha insegnato a camminare, tenendolo per mano: era per lui come il padre che solleva un bimbo alla sua guancia, si chinava su di lui per dargli da mangiare\u201d (cfr\u00a0<i>Os<\/i>\u00a011,3-4).<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha visto la tenerezza di Dio in Giuseppe: \u00abCome \u00e8 tenero un padre verso i figli, cos\u00ec il Signore \u00e8 tenero verso quelli che lo temono\u00bb (<i>Sal<\/i>\u00a0103,13).<\/p>\n<p>Giuseppe avr\u00e0 sentito certamente riecheggiare nella sinagoga, durante la preghiera dei Salmi, che il Dio d\u2019Israele \u00e8 un Dio di tenerezza,<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>\u00a0che \u00e8 buono verso tutti e \u00abla sua tenerezza si espande su tutte le creature\u00bb (<i>Sal<\/i>\u00a0145,9).<\/p>\n<p>La storia della salvezza si compie \u00abnella speranza contro ogni speranza\u00bb (<i>Rm<\/i>\u00a04,18) attraverso le nostre debolezze. Troppe volte pensiamo che Dio faccia affidamento solo sulla parte buona e vincente di noi, mentre in realt\u00e0 la maggior parte dei suoi disegni si realizza attraverso e nonostante la nostra debolezza. \u00c8 questo che fa dire a San Paolo: \u00abAffinch\u00e9 io non monti in superbia, \u00e8 stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perch\u00e9 io non monti in superbia.\u00a0A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l&#8217;allontanasse da me.\u00a0Ed egli mi ha detto: \u201cTi basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza\u201d\u00bb (<i>2 Cor<\/i>\u00a012,7-9).<\/p>\n<p>Se questa \u00e8 la prospettiva dell\u2019economia della salvezza, dobbiamo imparare ad accogliere la nostra debolezza con profonda tenerezza.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a><\/p>\n<p>Il Maligno ci fa guardare con giudizio negativo la nostra fragilit\u00e0, lo Spirito invece la porta alla luce con tenerezza. \u00c8 la tenerezza la maniera migliore per toccare ci\u00f2 che \u00e8 fragile in noi. Il dito puntato e il giudizio che usiamo nei confronti degli altri molto spesso sono segno dell\u2019incapacit\u00e0 di accogliere dentro di noi la nostra stessa debolezza, la nostra stessa fragilit\u00e0. Solo la tenerezza ci salver\u00e0 dall\u2019opera dell\u2019Accusatore (cfr\u00a0<i>Ap<\/i>\u00a012,10). Per questo \u00e8 importante incontrare la Misericordia di Dio, specie nel Sacramento della Riconciliazione, facendo un\u2019esperienza di verit\u00e0 e tenerezza. Paradossalmente anche il Maligno pu\u00f2 dirci la verit\u00e0, ma, se lo fa, \u00e8 per condannarci. Noi sappiamo per\u00f2 che la Verit\u00e0 che viene da Dio non ci condanna, ma ci accoglie, ci abbraccia, ci sostiene, ci perdona. La Verit\u00e0 si presenta a noi sempre come il Padre misericordioso della parabola (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a015,11-32): ci viene incontro, ci ridona la dignit\u00e0, ci rimette in piedi, fa festa per noi, con la motivazione che \u00abquesto mio figlio era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u00bb (v. 24).<\/p>\n<p>Anche attraverso l\u2019angustia di Giuseppe passa la volont\u00e0 di Dio, la sua storia, il suo progetto. Giuseppe ci insegna cos\u00ec che avere fede in Dio comprende pure il credere che Egli pu\u00f2 operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilit\u00e0, la nostra debolezza. E ci insegna che, in mezzo alle tempeste della vita, non dobbiamo temere di lasciare a Dio il timone della nostra barca. A volte noi vorremmo controllare tutto, ma Lui ha sempre uno sguardo pi\u00f9 grande.<\/p>\n<h4>3.\u00a0<i>Padre nell\u2019obbedienza<\/i><\/h4>\n<p>Analogamente a ci\u00f2 che Dio ha fatto con Maria, quando le ha manifestato il suo piano di salvezza, cos\u00ec anche a Giuseppe ha rivelato i suoi disegni; e lo ha fatto tramite i sogni, che nella Bibbia, come presso tutti i popoli antichi, venivano considerati come uno dei mezzi con i quali Dio manifesta la sua volont\u00e0.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>Giuseppe \u00e8 fortemente angustiato davanti all\u2019incomprensibile gravidanza di Maria: non vuole \u00abaccusarla pubblicamente\u00bb,<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>\u00a0ma decide di \u00abripudiarla in segreto\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a01,19). Nel primo sogno l\u2019angelo lo aiuta a risolvere il suo grave dilemma: \u00abNon temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti, il bambino che \u00e8 generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella dar\u00e0 alla luce un figlio e tu lo chiamerai Ges\u00f9: egli infatti salver\u00e0 il suo popolo dai suoi peccati\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a01,20-21). La sua risposta fu immediata: \u00abQuando si dest\u00f2 dal sonno, fece come gli aveva ordinato l\u2019angelo\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a01,24). Con l\u2019obbedienza egli super\u00f2 il suo dramma e salv\u00f2 Maria.<\/p>\n<p>Nel secondo sogno l\u2019angelo ordina a Giuseppe: \u00abAlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta l\u00e0 finch\u00e9 non ti avvertir\u00f2: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a02,13). Giuseppe non esit\u00f2 ad obbedire, senza farsi domande sulle difficolt\u00e0 cui sarebbe andato incontro: \u00abEgli si alz\u00f2, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugi\u00f2 in Egitto,\u00a0dove rimase fino alla morte di Erode\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a02,14-15).<\/p>\n<p>In Egitto Giuseppe, con fiducia e pazienza, attese dall\u2019angelo il promesso avviso per ritornare nel suo Paese. Appena il messaggero divino, in un terzo sogno, dopo averlo informato che erano morti quelli che cercavano di uccidere il bambino, gli ordina di alzarsi, di prendere con s\u00e9 il bambino e sua madre e ritornare nella terra d\u2019Israele (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a02,19-20), egli ancora una volta obbedisce senza esitare: \u00abSi alz\u00f2, prese il bambino e sua madre ed entr\u00f2 nella terra d\u2019Israele\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a02,21).<\/p>\n<p>Ma durante il viaggio di ritorno, \u00abquando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno \u2013 ed \u00e8 la quarta volta che accade \u2013 si ritir\u00f2 nella regione della Galilea\u00a0e and\u00f2 ad abitare in una citt\u00e0 chiamata Nazaret\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a02,22-23).<\/p>\n<p>L\u2019evangelista Luca, da parte sua, riferisce che Giuseppe affront\u00f2 il lungo e disagevole viaggio da Nazaret a Betlemme, secondo la legge dell\u2019imperatore Cesare Augusto relativa al censimento, per farsi registrare nella sua citt\u00e0 di origine. E proprio in questa circostanza nacque Ges\u00f9 (cfr 2,1-7), e fu iscritto all\u2019anagrafe dell\u2019Impero, come tutti gli altri bambini.<\/p>\n<p>San Luca, in particolare, si preoccupa di rilevare che i genitori di Ges\u00f9 osservavano tutte le prescrizioni della Legge: i riti della circoncisione di Ges\u00f9, della purificazione di Maria dopo il parto, dell\u2019offerta a Dio del primogenito (cfr 2,21-24).<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/p>\n<p>In ogni circostanza della sua vita, Giuseppe seppe pronunciare il suo \u201c<i>fiat<\/i>\u201d, come Maria nell\u2019Annunciazione e Ges\u00f9 nel Getsemani.<\/p>\n<p>Giuseppe, nel suo ruolo di capo famiglia, insegn\u00f2 a Ges\u00f9 ad essere sottomesso ai genitori (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,51), secondo il comandamento di Dio (cfr\u00a0<i>Es<\/i>\u00a020,12).<\/p>\n<p>Nel nascondimento di Nazaret, alla scuola di Giuseppe, Ges\u00f9 impar\u00f2 a fare la volont\u00e0 del Padre. Tale volont\u00e0 divenne suo cibo quotidiano (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a04,34). Anche nel momento pi\u00f9 difficile della sua vita, vissuto nel Getsemani, prefer\u00ec fare la volont\u00e0 del Padre e non la propria<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>\u00a0e si fece \u00abobbediente fino alla morte [\u2026] di croce\u00bb (<i>Fil<\/i>\u00a02,8). Per questo, l\u2019autore della Lettera agli Ebrei conclude che Ges\u00f9 \u00abimpar\u00f2 l\u2019obbedienza da ci\u00f2 che pat\u00ec\u00bb (5,8).<\/p>\n<p>Da tutte queste vicende risulta che Giuseppe \u00ab\u00e8 stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Ges\u00f9 mediante l\u2019esercizio della sua paternit\u00e0: proprio in tal modo egli coopera nella pienezza dei tempi al grande mistero della Redenzione ed \u00e8 veramente ministro della salvezza\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a><\/p>\n<h4>4.\u00a0<i>Padre nell\u2019accoglienza<\/i><\/h4>\n<p>Giuseppe accoglie Maria senza mettere condizioni preventive. Si fida delle parole dell\u2019Angelo. \u00abLa nobilt\u00e0 del suo cuore gli fa subordinare alla carit\u00e0 quanto ha imparato per legge; e oggi, in questo mondo nel quale la violenza psicologica, verbale e fisica sulla donna \u00e8 evidente, Giuseppe si presenta come figura di uomo rispettoso, delicato che, pur non possedendo tutte le informazioni, si decide per la reputazione, la dignit\u00e0 e la vita di Maria. E nel suo dubbio su come agire nel modo migliore, Dio lo ha aiutato a scegliere illuminando il suo giudizio\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a><\/p>\n<p>Tante volte, nella nostra vita, accadono avvenimenti di cui non comprendiamo il significato. La nostra prima reazione \u00e8 spesso di delusione e ribellione. Giuseppe lascia da parte i suoi ragionamenti per fare spazio a ci\u00f2 che accade e, per quanto possa apparire ai suoi occhi misterioso, egli lo accoglie, se ne assume la responsabilit\u00e0 e si riconcilia con la propria storia. Se non ci riconciliamo con la nostra storia, non riusciremo nemmeno a fare un passo successivo, perch\u00e9 rimarremo sempre in ostaggio delle nostre aspettative e delle conseguenti delusioni.<\/p>\n<p>La vita spirituale che Giuseppe ci mostra non \u00e8 una via che\u00a0<i>spiega<\/i>, ma una via che\u00a0<i>accoglie<\/i>. Solo a partire da questa accoglienza, da questa riconciliazione, si pu\u00f2 anche intuire una storia pi\u00f9 grande, un significato pi\u00f9 profondo. Sembrano riecheggiare le ardenti parole di Giobbe, che all\u2019invito della moglie a ribellarsi per tutto il male che gli accade risponde: \u00abSe da Dio accettiamo il bene, perch\u00e9 non dovremmo accettare il male?\u00bb (<i>Gb<\/i>\u00a02,10).<\/p>\n<p>Giuseppe non \u00e8 un uomo rassegnato passivamente. Il suo \u00e8 un coraggioso e forte protagonismo. L\u2019accoglienza \u00e8 un modo attraverso cui si manifesta nella nostra vita il dono della fortezza che ci viene dallo Spirito Santo. Solo il Signore pu\u00f2 darci la forza di accogliere la vita cos\u00ec com\u2019\u00e8, di fare spazio anche a quella parte contradditoria, inaspettata, deludente dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>La venuta di Ges\u00f9 in mezzo a noi \u00e8 un dono del Padre, affinch\u00e9 ciascuno si riconcili con la carne della propria storia anche quando non la comprende fino in fondo.<\/p>\n<p>Come Dio ha detto al nostro Santo: \u00abGiuseppe, figlio di Davide, non temere\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a01,20), sembra ripetere anche a noi: \u201cNon abbiate paura!\u201d. Occorre deporre la rabbia e la delusione e fare spazio, senza alcuna rassegnazione mondana ma con fortezza piena di speranza, a ci\u00f2 che non abbiamo scelto eppure esiste. Accogliere cos\u00ec la vita ci introduce a un significato nascosto. La vita di ciascuno di noi pu\u00f2 ripartire miracolosamente, se troviamo il coraggio di viverla secondo ci\u00f2 che ci indica il Vangelo. E non importa se ormai tutto sembra aver preso una piega sbagliata e se alcune cose ormai sono irreversibili. Dio pu\u00f2 far germogliare fiori tra le rocce. Anche se il nostro cuore ci rimprovera qualcosa, Egli \u00ab\u00e8 pi\u00f9 grande del nostro cuore e conosce ogni cosa\u00bb (<i>1 Gv<\/i>\u00a03,20).<\/p>\n<p>Torna ancora una volta il realismo cristiano, che non butta via nulla di ci\u00f2 che esiste. La realt\u00e0, nella sua misteriosa irriducibilit\u00e0 e complessit\u00e0, \u00e8 portatrice di un senso dell\u2019esistenza con le sue luci e le sue ombre. \u00c8 questo che fa dire all\u2019apostolo Paolo: \u00abNoi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio\u00bb (<i>Rm<\/i>\u00a08,28). E Sant\u2019Agostino aggiunge: \u00abanche quello che viene chiamato male (<i>etiam illud quod malum dicitur<\/i>)\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>\u00a0In questa prospettiva totale, la fede d\u00e0 significato ad ogni evento lieto o triste.<\/p>\n<p>Lungi da noi allora il pensare che credere significhi trovare facili soluzioni consolatorie. La fede che ci ha insegnato Cristo \u00e8 invece quella che vediamo in San Giuseppe, che non cerca scorciatoie, ma affronta \u201cad occhi aperti\u201d quello che gli sta capitando, assumendone in prima persona la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019accoglienza di Giuseppe ci invita ad accogliere gli altri, senza esclusione, cos\u00ec come sono, riservando una predilezione ai deboli, perch\u00e9 Dio sceglie ci\u00f2 che \u00e8 debole (cfr\u00a0<i>1 Cor<\/i>\u00a01,27), \u00e8 \u00abpadre degli orfani e difensore delle vedove\u00bb (<i>Sal<\/i>\u00a068,6) e comanda di amare lo straniero.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>\u00a0Voglio immaginare che dagli atteggiamenti di Giuseppe Ges\u00f9 abbia preso lo spunto per la parabola del figlio prodigo e del padre misericordioso (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a015,11-32).<\/p>\n<h4>5.\u00a0<i>Padre dal coraggio creativo<\/i><\/h4>\n<p>Se la prima tappa di ogni vera guarigione interiore \u00e8 accogliere la propria storia, ossia fare spazio dentro noi stessi anche a ci\u00f2 che non abbiamo scelto nella nostra vita, serve per\u00f2 aggiungere un\u2019altra caratteristica importante: il coraggio creativo. Esso emerge soprattutto quando si incontrano difficolt\u00e0. Infatti, davanti a una difficolt\u00e0 ci si pu\u00f2 fermare e abbandonare il campo, oppure ingegnarsi in qualche modo. Sono a volte proprio le difficolt\u00e0 che tirano fuori da ciascuno di noi risorse che nemmeno pensavamo di avere.<\/p>\n<p>Molte volte, leggendo i \u201cVangeli dell\u2019infanzia\u201d, ci viene da domandarci perch\u00e9 Dio non sia intervenuto in maniera diretta e chiara. Ma Dio interviene per mezzo di eventi e persone. Giuseppe \u00e8 l\u2019uomo mediante il quale Dio si prende cura degli inizi della storia della redenzione. Egli \u00e8 il vero \u201cmiracolo\u201d con cui Dio salva il Bambino e sua madre. Il Cielo interviene fidandosi del coraggio creativo di quest\u2019uomo, che giungendo a Betlemme e non trovando un alloggio dove Maria possa partorire, sistema una stalla e la riassetta, affinch\u00e9 diventi quanto pi\u00f9 possibile un luogo accogliente per il Figlio di Dio che viene nel mondo (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,6-7). Davanti all\u2019incombente pericolo di Erode, che vuole uccidere il Bambino, ancora una volta in sogno Giuseppe viene allertato per difendere il Bambino, e nel cuore della notte organizza la fuga in Egitto (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a02,13-14).<\/p>\n<p>A una lettura superficiale di questi racconti, si ha sempre l\u2019impressione che il mondo sia in balia dei forti e dei potenti, ma la \u201cbuona notizia\u201d del Vangelo sta nel far vedere come, nonostante la prepotenza e la violenza dei dominatori terreni, Dio trovi sempre il modo per realizzare il suo piano di salvezza. Anche la nostra vita a volte sembra in balia dei poteri forti, ma il Vangelo ci dice che ci\u00f2 che conta, Dio riesce sempre a salvarlo, a condizione che usiamo lo stesso coraggio creativo del carpentiere di Nazaret, il quale sa trasformare un problema in un\u2019opportunit\u00e0 anteponendo sempre la fiducia nella Provvidenza.<\/p>\n<p>Se certe volte Dio sembra non aiutarci, ci\u00f2 non significa che ci abbia abbandonati, ma che si fida di noi, di quello che possiamo progettare, inventare, trovare.<\/p>\n<p>Si tratta dello stesso coraggio creativo dimostrato dagli amici del paralitico che, per presentarlo a Ges\u00f9, lo calarono gi\u00f9 dal tetto (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a05,17-26). La difficolt\u00e0 non ferm\u00f2 l\u2019audacia e l\u2019ostinazione di quegli amici. Essi erano convinti che Ges\u00f9 poteva guarire il malato e \u00abnon trovando da qual parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Ges\u00f9 nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: \u201cUomo, ti sono perdonati i tuoi peccati\u201d\u00bb (vv. 19-20). Ges\u00f9 riconosce la fede creativa con cui quegli uomini cercano di portargli il loro amico malato.<\/p>\n<p>Il Vangelo non d\u00e0 informazioni riguardo al tempo in cui Maria e Giuseppe e il Bambino rimasero in Egitto. Certamente per\u00f2 avranno dovuto mangiare, trovare una casa, un lavoro. Non ci vuole molta immaginazione per colmare il silenzio del Vangelo a questo proposito. La santa Famiglia dovette affrontare problemi concreti come tutte le altre famiglie, come molti nostri fratelli migranti che ancora oggi rischiano la vita costretti dalle sventure e dalla fame. In questo senso, credo che San Giuseppe sia davvero uno speciale patrono per tutti coloro che devono lasciare la loro terra a causa delle guerre, dell\u2019odio, della persecuzione e della miseria.<\/p>\n<p>Alla fine di ogni vicenda che vede Giuseppe come protagonista, il Vangelo annota che egli si alza, prende con s\u00e9 il Bambino e sua madre, e fa ci\u00f2 che Dio gli ha ordinato (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a01,24; 2,14.21). In effetti, Ges\u00f9 e Maria sua Madre sono il tesoro pi\u00f9 prezioso della nostra fede.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a><\/p>\n<p>Nel piano della salvezza non si pu\u00f2 separare il Figlio dalla Madre, da colei che \u00abavanz\u00f2 nella peregrinazione della fede e serb\u00f2 fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a><\/p>\n<p>Dobbiamo sempre domandarci se stiamo proteggendo con tutte le nostre forze Ges\u00f9 e Maria, che misteriosamente sono affidati alla nostra responsabilit\u00e0, alla nostra cura, alla nostra custodia. Il Figlio dell\u2019Onnipotente viene nel mondo assumendo una condizione di grande debolezza. Si fa bisognoso di Giuseppe per essere difeso, protetto, accudito, cresciuto. Dio si fida di quest\u2019uomo, cos\u00ec come fa Maria, che in Giuseppe trova colui che non solo vuole salvarle la vita, ma che provveder\u00e0 sempre a lei e al Bambino. In questo senso San Giuseppe non pu\u00f2 non essere il Custode della Chiesa, perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 il prolungamento del Corpo di Cristo nella storia, e nello stesso tempo nella maternit\u00e0 della Chiesa \u00e8 adombrata la maternit\u00e0 di Maria.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>\u00a0Giuseppe, continuando a proteggere la Chiesa, continua a proteggere\u00a0<i>il Bambino e sua madre<\/i>, e anche noi amando la Chiesa continuiamo ad amare\u00a0<i>il Bambino e sua madre<\/i>.<\/p>\n<p>Questo Bambino \u00e8 Colui che dir\u00e0: \u00abTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (<i>Mt<\/i>25,40). Cos\u00ec ogni bisognoso, ogni povero, ogni sofferente, ogni moribondo, ogni forestiero, ogni carcerato, ogni malato sono \u201cil Bambino\u201d che Giuseppe continua a custodire. Ecco perch\u00e9 San Giuseppe \u00e8 invocato come protettore dei miseri, dei bisognosi, degli esuli, degli afflitti, dei poveri, dei moribondi. Ed ecco perch\u00e9 la Chiesa non pu\u00f2 non amare innanzitutto gli ultimi, perch\u00e9 Ges\u00f9 ha posto in essi una preferenza, una sua personale identificazione. Da Giuseppe dobbiamo imparare la medesima cura e responsabilit\u00e0: amare il Bambino e sua madre; amare i Sacramenti e la carit\u00e0; amare la Chiesa e i poveri. Ognuna di queste realt\u00e0 \u00e8 sempre\u00a0<i>il Bambino e sua madre<\/i>.<\/p>\n<h4>6.\u00a0<i>Padre lavoratore<\/i><\/h4>\n<p>Un aspetto che caratterizza San Giuseppe e che \u00e8 stato posto in evidenza sin dai tempi della prima Enciclica sociale, la\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html\">Rerum novarum<\/a><\/i>\u00a0di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it.html\">Leone XIII<\/a>, \u00e8 il suo rapporto con il lavoro. San Giuseppe era un carpentiere che ha lavorato onestamente per garantire il sostentamento della sua famiglia. Da lui Ges\u00f9 ha imparato il valore, la dignit\u00e0 e la gioia di ci\u00f2 che significa mangiare il pane frutto del proprio lavoro.<\/p>\n<p>In questo nostro tempo, nel quale il lavoro sembra essere tornato a rappresentare un\u2019urgente questione sociale e la disoccupazione raggiunge talora livelli impressionanti, anche in quelle nazioni dove per decenni si \u00e8 vissuto un certo benessere, \u00e8 necessario, con rinnovata consapevolezza, comprendere il significato del lavoro che d\u00e0 dignit\u00e0 e di cui il nostro Santo \u00e8 esemplare patrono.<\/p>\n<p>Il lavoro diventa partecipazione all\u2019opera stessa della salvezza, occasione per affrettare l\u2019avvento del Regno, sviluppare le proprie potenzialit\u00e0 e qualit\u00e0, mettendole al servizio della societ\u00e0 e della comunione; il lavoro diventa occasione di realizzazione non solo per s\u00e9 stessi, ma soprattutto per quel nucleo originario della societ\u00e0 che \u00e8 la famiglia. Una famiglia dove mancasse il lavoro \u00e8 maggiormente esposta a difficolt\u00e0, tensioni, fratture e perfino alla tentazione disperata e disperante del dissolvimento. Come potremmo parlare della dignit\u00e0 umana senza impegnarci perch\u00e9 tutti e ciascuno abbiano la possibilit\u00e0 di un degno sostentamento?<\/p>\n<p>La persona che lavora, qualunque sia il suo compito, collabora con Dio stesso, diventa un po\u2019 creatore del mondo che ci circonda. La crisi del nostro tempo, che \u00e8 crisi economica, sociale,<b>\u00a0<\/b>culturale e spirituale, pu\u00f2 rappresentare per tutti un appello a riscoprire il valore, l\u2019importanza e la necessit\u00e0 del lavoro per dare origine a una nuova \u201cnormalit\u00e0\u201d, in cui nessuno sia escluso. Il lavoro di San Giuseppe ci ricorda che Dio stesso fatto uomo non ha disdegnato di lavorare. La perdita del lavoro che colpisce tanti fratelli e sorelle, e che \u00e8 aumentata negli ultimi tempi a causa della pandemia di Covid-19, dev\u2019essere un richiamo a rivedere le nostre priorit\u00e0. Imploriamo San Giuseppe lavoratore perch\u00e9 possiamo trovare strade che ci impegnino a dire: nessun giovane, nessuna persona, nessuna famiglia senza lavoro!<\/p>\n<h4>7.\u00a0<i>Padre nell\u2019ombra<\/i><\/h4>\n<p>Lo scrittore polacco Jan Dobraczy\u0144ski, nel suo libro\u00a0<i>L\u2019ombra del Padre<\/i>,<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>\u00a0ha narrato in forma di romanzo la vita di San Giuseppe. Con la suggestiva immagine dell\u2019ombra definisce la figura di Giuseppe, che nei confronti di Ges\u00f9 \u00e8l\u2019ombra sulla terra del Padre Celeste: lo custodisce, lo protegge, non si stacca mai da Lui per seguire i suoi passi. Pensiamo a ci\u00f2 che Mos\u00e8 ricorda a Israele: \u00abNel deserto [\u2026] hai visto come il Signore, tuo Dio, ti ha portato, come un uomo porta il proprio figlio, per tutto il cammino\u00bb (<i>Dt<\/i>\u00a01,31). Cos\u00ec Giuseppe ha esercitato la paternit\u00e0 per tutta la sua vita.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a><\/p>\n<p>Padri non si nasce, lo si diventa. E non lo si diventa solo perch\u00e9 si mette al mondo un figlio, ma perch\u00e9 ci si prende responsabilmente cura di lui. Tutte le volte che qualcuno si assume la responsabilit\u00e0 della vita di un altro, in un certo senso esercita la paternit\u00e0 nei suoi confronti.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 del nostro tempo, spesso i figli sembrano essere orfani di padre. Anche la Chiesa di oggi ha bisogno di padri. \u00c8 sempre attuale l\u2019ammonizione rivolta da San Paolo ai Corinzi: \u00abPotreste avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri\u00bb (<i>1 Cor<\/i>\u00a04,15); e ogni sacerdote o vescovo dovrebbe poter aggiungere come l\u2019Apostolo: \u00abSono io che vi ho generato in Cristo Ges\u00f9 mediante il Vangelo\u00bb (<i>ibid.<\/i>). E ai Galati dice: \u00abFigli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finch\u00e9 Cristo non sia formato in voi!\u00bb (4,19).<\/p>\n<p>Essere padri significa introdurre il figlio all\u2019esperienza della vita, alla realt\u00e0. Non trattenerlo, non imprigionarlo, non possederlo, ma renderlo capace di scelte, di libert\u00e0, di partenze. Forse per questo, accanto all\u2019appellativo di padre, a Giuseppe la tradizione ha messo anche quello di \u201ccastissimo\u201d. Non \u00e8 un\u2019indicazione meramente affettiva, ma la sintesi di un atteggiamento che esprime il contrario del possesso. La castit\u00e0 \u00e8 la libert\u00e0 dal possesso in tutti gli ambiti della vita. Solo quando un amore \u00e8 casto, \u00e8 veramente amore. L\u2019amore che vuole possedere, alla fine diventa sempre pericoloso, imprigiona, soffoca, rende infelici. Dio stesso ha amato l\u2019uomo con amore casto, lasciandolo libero anche di sbagliare e di mettersi contro di Lui. La logica dell\u2019amore \u00e8 sempre una logica di libert\u00e0, e Giuseppe ha saputo amare in maniera straordinariamente libera. Non ha mai messo s\u00e9 stesso al centro. Ha saputo decentrarsi, mettere al centro della sua vita Maria e Ges\u00f9.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0 di Giuseppe non \u00e8 nella logica del sacrificio di s\u00e9, ma del dono di s\u00e9. Non si percepisce mai in quest\u2019uomo frustrazione, ma solo fiducia. Il suo persistente silenzio non contempla lamentele ma sempre gesti concreti di fiducia. Il mondo ha bisogno di padri, rifiuta i padroni, rifiuta cio\u00e8 chi vuole usare il possesso dell\u2019altro per riempire il proprio vuoto; rifiuta coloro che confondono autorit\u00e0 con autoritarismo, servizio con servilismo, confronto con oppressione, carit\u00e0 con assistenzialismo, forza con distruzione. Ogni vera vocazione nasce dal dono di s\u00e9, che \u00e8 la maturazione del semplice sacrificio. Anche nel sacerdozio e nella vita consacrata viene chiesto questo tipo di maturit\u00e0. L\u00ec dove una vocazione, matrimoniale, celibataria o verginale, non giunge alla maturazione del dono di s\u00e9 fermandosi solo alla logica del sacrificio, allora invece di farsi segno della bellezza e della gioia dell\u2019amore rischia di esprimere infelicit\u00e0, tristezza e frustrazione.<\/p>\n<p>La paternit\u00e0 che rinuncia alla tentazione di vivere la vita dei figli spalanca sempre spazi all\u2019inedito. Ogni figlio porta sempre con s\u00e9 un mistero, un inedito che pu\u00f2 essere rivelato solo con l\u2019aiuto di un padre che rispetta la sua libert\u00e0. Un padre consapevole di completare la propria azione educativa e di vivere pienamente la paternit\u00e0 solo quando si \u00e8 reso \u201cinutile\u201d, quando vede che il figlio diventa autonomo e cammina da solo sui sentieri della vita, quando si pone nella situazione di Giuseppe, il quale ha sempre saputo che quel Bambino non era suo, ma era stato semplicemente affidato alle sue cure. In fondo, \u00e8 ci\u00f2 che lascia intendere Ges\u00f9 quando dice: \u00abNon chiamate \u201cpadre\u201d nessuno di voi sulla terra, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il Padre vostro, quello celeste\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a023,9).<\/p>\n<p>Tutte le volte che ci troviamo nella condizione di esercitare la paternit\u00e0, dobbiamo sempre ricordare che non \u00e8 mai esercizio di possesso, ma \u201csegno\u201d che rinvia a una paternit\u00e0 pi\u00f9 alta. In un certo senso, siamo tutti sempre nella condizione di Giuseppe: ombra dell\u2019unico Padre celeste, che \u00abfa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a05,45); e ombra che segue il Figlio.<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>\u00abAlzati, prendi con te il bambino e sua madre\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a02,13), dice Dio a San Giuseppe.<\/p>\n<p>Lo scopo di questa Lettera Apostolica \u00e8 quello di accrescere l\u2019amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virt\u00f9 e il suo slancio.<\/p>\n<p>Infatti, la specifica missione dei Santi \u00e8 non solo quella di concedere miracoli e grazie, ma di intercedere per noi davanti a Dio, come fecero Abramo<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>\u00a0e Mos\u00e8,<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>\u00a0come fa Ges\u00f9, \u00abunico mediatore\u00bb (<i>1 Tm<\/i>\u00a02,5), che presso Dio Padre \u00e8 il nostro \u00abavvocato\u00bb (<i>1 Gv<\/i>2,1), \u00absempre vivo per intercedere in [nostro] favore\u00bb (<i>Eb<\/i>\u00a07,25; cfr\u00a0<i>Rm<\/i>\u00a08,34).<\/p>\n<p>I Santi aiutano tutti i fedeli \u00aba perseguire la santit\u00e0 e la perfezione del proprio stato\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>\u00a0La loro vita \u00e8 una prova concreta che \u00e8 possibile vivere il Vangelo.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha detto: \u00abImparate da me, che sono mite e umile di cuore\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a011,29), ed essi a loro volta sono esempi di vita da imitare. San Paolo ha esplicitamente esortato: \u00abDiventate miei imitatori!\u00bb (<i>1 Cor<\/i>\u00a04,16).<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>\u00a0San Giuseppe lo dice attraverso il suo eloquente silenzio.<\/p>\n<p>Davanti all\u2019esempio di tanti Santi e di tante Sante, Sant\u2019Agostino si chiese: \u00abCi\u00f2 che questi e queste hanno potuto fare, tu non lo potrai?\u00bb. E cos\u00ec approd\u00f2 alla conversione definitiva esclamando: \u00abTardi ti ho amato, o Bellezza tanto antica e tanto nuova!\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a><\/p>\n<p>Non resta che implorare da San Giuseppe la grazia delle grazie: la nostra conversione.<\/p>\n<p>A lui rivolgiamo la nostra preghiera:<\/p>\n<p><i>Salve, custode del Redentore,<br \/>\ne sposo della Vergine Maria.<br \/>\nA te Dio affid\u00f2 il suo Figlio;<br \/>\nin te Maria ripose la sua fiducia;<br \/>\ncon te Cristo divent\u00f2 uomo.<\/p>\n<p>O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi,<br \/>\ne guidaci nel cammino della vita.<br \/>\nOttienici grazia, misericordia e coraggio,<br \/>\ne difendici da ogni male. Amen.<\/i><\/p>\n<p>Roma, presso San Giovanni in Laterano, 8 dicembre, Solennit\u00e0 dell\u2019Immacolata Concezione della B.V. Maria, dell\u2019anno 2020, ottavo del mio pontificato.<\/p>\n<p align=\"center\">Francesco<\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a><i>\u00a0Lc<\/i>\u00a04,22;\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a06,42; cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a013,55;\u00a0<i>Mc<\/i>\u00a06,3.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0S. Rituum Congreg.,\u00a0<i>Quemadmodum Deus<\/i>\u00a0(8 dicembre 1870):<i>\u00a0ASS\u00a0<\/i>6 (1870-71), 194<b>.<\/b><\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xii\/it\/speeches\/1955\/documents\/hf_p-xii_spe_19550501_san-giuseppe.html\">Discorso alle ACLI in occasione della Solennit\u00e0 di San Giuseppe Artigiano<\/a><\/i>\u00a0(1 maggio 1955):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a047 (1955), 406.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/apost_exhortations\/documents\/hf_jp-ii_exh_15081989_redemptoris-custos.html\">Redemptoris custos<\/a><\/i>\u00a0(15 agosto 1989):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a082 (1990), 5-34.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ccc_it\/documents\/2663cat017-308.PDF\">Catechismo della Chiesa Cattolica<\/a><\/i>, 1014.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2020\/documents\/papa-francesco_20200327_omelia-epidemia.html\">Meditazione in tempo di pandemia<\/a><\/i>\u00a0(27 marzo 2020):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 29 marzo 2020, p. 10.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0<i>In Matth. Hom<\/i>, V, 3:\u00a0<i>PG<\/i>\u00a057, 58.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/homilies\/1966\/documents\/hf_p-vi_hom_19660319_s-giuseppe.html\"><i>Omelia<\/i>\u00a0(19 marzo 1966)<\/a>:\u00a0<i>Insegnamenti di Paolo VI<\/i>, IV (1966), 110.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Libro della vita<\/i>, 6, 6-8.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0Tutti i giorni, da pi\u00f9 di quarant\u2019anni, dopo le Lodi, recito una preghiera a San Giuseppe tratta da un libro francese di devozioni, dell\u2019ottocento, della Congregazione delle Religiose di Ges\u00f9 e Maria, che esprime devozione, fiducia e una certa sfida a San Giuseppe: \u00abGlorioso Patriarca\u00a0 San Giuseppe, il cui potere sa rendere possibili le cose impossibili, vieni in mio aiuto in questi momenti di angoscia e difficolt\u00e0. Prendi sotto la tua protezione le situazioni tanto gravi e difficili che ti affido, affinch\u00e9 abbiano una felice soluzione. Mio amato Padre, tutta la mia fiducia \u00e8 riposta in te. Che non si dica che ti abbia invocato invano, e poich\u00e9 tu puoi tutto presso Ges\u00f9 e Maria, mostrami che la tua bont\u00e0 \u00e8 grande quanto il tuo potere. Amen\u00bb.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Dt<\/i>\u00a04,31;\u00a0<i>Sal<\/i>\u00a069,17; 78,38; 86,5; 111,4; 116,5;\u00a0<i>Ger<\/i>\u00a031,20.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0Cfr Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013),\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#S%C3%AC_alle_relazioni_nuove_generate_da_Ges%C3%B9_Cristo\">88<\/a>;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#La_Stella_della_nuova_evangelizzazione\">288<\/a>:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1057; 1136-1137.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a020,3; 28,12; 31,11.24; 40,8; 41,1-32;\u00a0<i>Nm<\/i>\u00a012,6;\u00a0<i>1 Sam<\/i>\u00a03,3-10;\u00a0<i>Dn<\/i>\u00a02; 4;\u00a0<i>Gb<\/i>\u00a033,15.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0In questi casi era prevista anche la lapidazione (cfr\u00a0<i>Dt<\/i>\u00a022,20-21).<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Lv<\/i>\u00a012,1-8;\u00a0<i>Es<\/i>\u00a013,2.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a026,39;\u00a0<i>Mc<\/i>\u00a014,36;\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a022,42.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/apost_exhortations\/documents\/hf_jp-ii_exh_15081989_redemptoris-custos.html\">Redemptoris custos<\/a><\/i>\u00a0(15 agosto 1989), 8:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a082 (1990), 14.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2017\/documents\/papa-francesco_20170908_omelia-viaggioapostolico-colombiavillavicencio.html\"><i>Omelia nella S. Messa con Beatificazioni<\/i>, Villavicencio \u2013 Colombia<\/a>\u00a0(8 settembre 2017):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>109 (2017), 1061.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a>\u00a0<i>Enchiridion de fide, spe et caritate<\/i>, 3.11:\u00a0<i>PL<\/i>\u00a040, 236.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Dt<\/i>\u00a010,19;\u00a0<i>Es<\/i>\u00a022,20-22;\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a010,29-37.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a>\u00a0Cfr S. Rituum Congreg.,\u00a0<i>Quemadmodum Deus<\/i>\u00a0(8 dicembre 1870):\u00a0<i>ASS\u00a0<\/i>6 (1870-71), 193; Pii IX,\u00a0<i>Inclytum Patriarcham<\/i>\u00a0(7 luglio 1871):\u00a0<i>l.c.<\/i>, 324-327.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\">Lumen gentium<\/a><\/i>, 58.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ccc_it\/documents\/2663cat017-308.PDF\">Catechismo della Chiesa Cattolica<\/a><\/i>, 963-970.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a>\u00a0Edizione originale:\u00a0<i>Cie\u0144 Ojca<\/i>, Warszawa 1977.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a>\u00a0Cfr S. Giovanni Paolo II, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/apost_exhortations\/documents\/hf_jp-ii_exh_15081989_redemptoris-custos.html\">Redemptoris custos<\/a><\/i>, 7-8:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a082 (1990), 12-16.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a018,23-32.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Es<\/i>\u00a017,8-13; 32,30-35.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\">Lumen gentium<\/a><\/i>, 42.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>1 Cor\u00a0<\/i>11,1;\u00a0<i>Fil<\/i>\u00a03,17;\u00a0<i>1 Ts<\/i>\u00a01,6.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a>\u00a0<i>Confessioni<\/i>, 8, 11, 27:\u00a0<i>PL<\/i>\u00a032, 761; 10, 27, 38:\u00a0<i>PL<\/i>\u00a032, 795.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><span style=\"color: #663300\">\u00a9 Copyright &#8211; Libreria Editrice Vaticana<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo scritto da Papa Francesco per indire l&#8217;anno dedicato al Patriarca<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":6841,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[101,103],"tags":[251,1021,961],"class_list":["post-6837","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","category-documenti-papa-completi","tag-papa-francesco","tag-patris-corde-it","tag-san-giuseppe"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La lettera su San Giuseppe &quot;Patris Corde&quot; 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