{"id":65173,"date":"2022-11-06T16:45:07","date_gmt":"2022-11-06T15:45:07","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=65173"},"modified":"2022-11-07T14:54:00","modified_gmt":"2022-11-07T13:54:00","slug":"una-societa-che-esclude-le-donne-dalla-vita-pubblica-e-impoverita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/una-societa-che-esclude-le-donne-dalla-vita-pubblica-e-impoverita\/","title":{"rendered":"&#8220;Una societ\u00e0 che esclude le donne dalla vita pubblica \u00e8 impoverita&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\">\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p>Papa Francesco ha concluso il suo viaggio apostolico nel Regno del Bahrein domenica 6 novembre 2022. Come di consueto nei voli di ritorno in Vaticano, il Santo Padre ha tenuto una conferenza stampa con i giornalisti che lo hanno accompagnato in questo 39\u00b0 viaggio apostolico.<\/p>\n<p>Il Papa ha parlato dell&#8217;Ucraina e dei tanti conflitti nel mondo, della sua amicizia con il grande Imam di Al-Azhar, dell&#8217;importanza di garantire diritti e uguaglianza alle donne, dei migranti sui barconi, degli abusi sui minori e della situazione della Chiesa tedesca: La Germania ha una grande e bella Chiesa evangelica; non ne vorrei un&#8217;altra, che non sar\u00e0 (mai) buona come quella; ma voglio che sia cattolica, alla maniera cattolica, in fraternit\u00e0 con quella evangelica.<\/p>\n<p>Quella che segue \u00e8 la trascrizione della conversazione di Francesco con i giornalisti sul volo di ritorno dal Bahrein.<\/p>\n<p><strong>Conferenza stampa del Santo Padre sul volo di ritorno dal Bahrain<\/strong><\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>Buongiorno, grazie tante per la compagnia di questi giorni, per il vostro lavoro. Grazie davvero. Adesso sono a disposizione delle vostre domande. Cercher\u00f2 di rispondere tutto quello che so! Grazie.<\/p>\n<p><b>Matteo Bruni<\/b><\/p>\n<p>Bene, Santit\u00e0, la prima domanda \u00e8 di una giornalista bahreinita, Fatima Al Najem, dell\u2019agenzia di stampa bahreinita.<\/p>\n<p><b>Fatima Al Najem (Bahrain News Agency)<\/b><\/p>\n<p>Your Holiness, this is Fatima Al Najem from Bahrain News Agency. I just need to say something before I start my question. You have a very special place in my heart, not just because you visited my Country but because when you were announced as the Pope of the Vatican, that was my birthday! So I have one question. How do you evaluate the results of your historical visit to the Kingdom of Bahrein and how do you find Bahrein efforts to consolidate and promote coexistence among all spectrum of society, of all religion, sexes and races?<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 stato, direi, un viaggio di\u00a0<i>incontro<\/i>. Perch\u00e9 la finalit\u00e0 era proprio trovarsi nel dialogo interreligioso con l\u2019islam e nel dialogo ecumenico con Bartolomeo. Le idee che ha esposto il Grande Imam di Al-Azhar erano proprio in quella direzione di cercare unit\u00e0, unit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019islam rispettando le\u00a0<i>nuances<\/i>, le differenze, ma con unit\u00e0; unit\u00e0 con i cristiani e con le altre religioni.<\/p>\n<p>E per entrare nel dialogo interreligioso o nel dialogo ecumenico ci vuole identit\u00e0 propria. Non si pu\u00f2 partire da un\u2019identit\u00e0 diffusa. \u201cIo sono islamico\u201d, \u201cIo sono cristiano\u201d, ho questa identit\u00e0 e cos\u00ec posso parlare con identit\u00e0. Quando non si ha una propria identit\u00e0, o \u00e8 un po\u2019 \u201cnell\u2019aria\u201d, \u00e8 difficile il dialogo perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 l\u2019andata e il ritorno, per questo \u00e8 importante. E questi due che sono venuti, sia il Grande Imam di Al-Azhar sia il Patriarca Bartolomeo, hanno una grossa identit\u00e0. E questo fa bene.<\/p>\n<p>Dal punto di vista islamico ho ascoltato con attenzione i tre interventi del Grande Imam e mi ha colpito il modo in cui lui insisteva tanto sul dialogo intra-islamico, fra voi, non per cancellare le differenze ma per capirsi e lavorare insieme, non essere contro. Noi cristiani abbiamo una storia un po\u2019 brutta delle differenze che ci ha portato a delle guerre di religione: cattolici contro ortodossi o contro luterani. Adesso, grazie a Dio, dopo il Concilio, c\u2019\u00e8 un avvicinamento, possiamo dialogare e lavorare insieme e questo \u00e8 importante, dando testimonianza di far del bene agli altri. Poi gli specialisti, i teologi discuteranno le cose teologiche, ma noi dobbiamo camminare insieme come credenti, come amici, come fratelli, fare del bene.<\/p>\n<p>Sono rimasto colpito anche delle cose che sono state dette nel Consiglio Musulmano degli Anziani, sul creato e sulla salvaguardia del creato: questa \u00e8 una preoccupazione comune a tutti, islamici, cristiani, tutti.<\/p>\n<p>Adesso, nello stesso aereo, vanno dal Bahrein al Cairo il Segretario di Stato del Vaticano e il Grande Imam di Al-Azhar, insieme, come fratelli. Questa \u00e8 una cosa che commuove abbastanza\u2026\u00a0 \u00c8 importante, questa \u00e8 una cosa che ha fatto bene. Anche la presenza del Patriarca Bartolomeo, che \u00e8 un\u2019autorit\u00e0 nel campo ecumenico, ha fatto bene. Lo abbiamo visto nell\u2019atto, nella funzione ecumenica che abbiamo fatto, e anche nelle parole che lui ha detto prima. Riassumendo: \u00e8 stato un viaggio di\u00a0<i>incontro<\/i>.<\/p>\n<p>Per me, poi, la novit\u00e0 di conoscere una cultura aperta a tutti. Nel vostro Paese c\u2019\u00e8 posto per tutti. Mi ha detto il Re: \u201cQui ognuno fa quello che vuole: se una donna vuole lavorare, che lavori. Apertura totale\u201d. Cos\u00ec mi ha detto lui \u2013 tu lo sai,\u00a0<i>you work<\/i>\u00a0\u2013. E anche la parte religiosa, anche qui l\u2019apertura\u2026 Mi ha colpito la quantit\u00e0 di cristiani, filippini, indiani dal Kerala che sono qui, loro vivono nel Paese e lavorano nel Paese, sono tanti.<\/p>\n<p><b>Fatima Al Najem<\/b><\/p>\n<p>Tell him that they love him, they adore him actually!<\/p>\n<p><b>Matteo Bruni<\/b><\/p>\n<p>Le vogliono molto bene!<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019idea, ho trovato una novit\u00e0 e questo mi aiuta a capire e a interloquire di pi\u00f9 con la gente. La parola chiave \u00e8\u00a0<i>dialogo<\/i>, e per dialogare bisogna partire dalla propria identit\u00e0, avere identit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Fatima Al Najem<i><\/i><\/b><\/p>\n<p>Thank you, Your Holiness, I pray to Allah The Almighty, to bless you with good health and happiness and long life!<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>S\u00ec, s\u00ec, prega per me. A favore, non contro!<\/p>\n<p><b>Matteo Bruni<\/b><\/p>\n<p>Santit\u00e0, la seconda domanda viene da Imad Atrach di Sky tv News Arabia.<\/p>\n<p><b>Imad Atrach (Sky Tv News Arabia)<\/b><\/p>\n<p>Santo Padre, dalla firma del \u00abDocumento sulla Fratellanza umana\u00bb, tre anni fa, alla visita a Baghdad e poi anche recentemente in Kazakhstan: \u00e8 un cammino che secondo Lei sta dando dei frutti tangibili? Possiamo pensare che possa culminare in un incontro in Vaticano? Poi vorrei ringraziarLa per avere citato il Libano oggi, perch\u00e9 da libanese le posso dire che abbiamo veramente bisogno di un suo urgente viaggio, anche e soprattutto perch\u00e9 adesso non abbiamo nemmeno un presidente, quindi va ad abbracciare il popolo direttamente. Grazie.<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>Grazie. Ho pensato tanto in questi giorni, e ne abbiamo parlato col Grande Imam, su come \u00e8 venuta l\u2019idea del Documento di Abu Dhabi, quel Documento che abbiamo fatto insieme, il primo. Lui era venuto in Vaticano per una visita di cortesia e abbiamo avuto la visita protocollare. Era quasi l\u2019ora del pranzo e lui se ne andava e, mentre andavo a congedarlo, domandai: \u201cMa dove va a pranzare lei?\u201d. Non so che cosa mi ha detto\u2026 \u201cVenga, pranziamo insieme\u201d. \u00c8 stata una cosa da dentro. Poi, seduti a tavola, lui, il suo segretario, due consiglieri, io, il mio segretario, il mio consigliere, abbiamo preso il pane, lo abbiamo spezzato e lo abbiamo dato uno all\u2019altro: un gesto di amicizia, offrire il pane. \u00c8 stato un pranzo molto bello, molto fraterno. E verso la fine, non so a chi \u00e8 venuta l\u2019idea: \u201cPerch\u00e9 non facciamo uno scritto su questo incontro?\u201d. Cos\u00ec \u00e8 nato il Documento di Abu Dhabi. Si sono messi a lavorare i due segretari, con una bozza che va, una bozza che torna, una che va e una che torna\u2026 E alla fine abbiamo approfittato dell\u2019incontro ad Abu Dhabi per pubblicarlo. \u00c8 stata una cosa di Dio, non si pu\u00f2 capire altrimenti, perch\u00e9 nessuno di noi aveva in mente questo. \u00c8 uscito durante un pranzo amichevole, e questa \u00e8 una cosa grande.<\/p>\n<p>Poi ho continuato a pensare, e il Documento di Abu Dhabi \u00e8 stata la base di\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>. Anche quello che ho scritto dopo sull\u2019amicizia umana nella\u00a0<i>Fratelli tutti<\/i>, ha la sua base nel Documento di Abu Dhabi. Credo che non si pu\u00f2 pensare una strada del genere senza pensare a una speciale benedizione del Signore su questo cammino. Voglio dirlo per giustizia, mi sembra giusto che voi sappiate come il Signore ha ispirato questa strada. Io non sapevo neppure come si chiamava il Grande Imam, e poi siamo diventati amici e abbiamo fatto una cosa come due amici. E adesso abbiamo parlato insieme, ogni volta che ci incontriamo. Questo riguardo al Documento, che \u00e8 attuale, e si sta lavorando per farlo conoscere.<\/p>\n<p>Poi, sul Libano. Il Libano \u00e8 un dolore per me, perch\u00e9 il Libano non \u00e8 solo un Paese [da vedere] in s\u00e9 stesso \u2013 lo ha detto un Papa prima di me \u2013 il Libano non \u00e8 solo un Paese, \u00e8 un messaggio. Il Libano ha una significanza molto grande per tutti noi. E il Libano in questo momento soffre. Io prego. E ne approfitto per fare un appello ai politici libanesi: lasciate da parte gli interessi personali, guardate il Paese e mettetevi d\u2019accordo. Prima Dio e la patria, poi gli interessi. Ma prima Dio e la patria. In questo momento non voglio dire: \u201cSalvate il Libano\u201d, perch\u00e9 noi non siamo salvatori, ma per favore sostenete il Libano, aiutatelo, affinch\u00e9 il Libano si fermi in questa strada che va gi\u00f9, che il Libano riprenda la sua grandezza. Ci sono dei mezzi\u2026 C\u2019\u00e8 la generosit\u00e0 del Libano: quanti rifugiati politici ha il Libano! \u00c8 cos\u00ec generoso, e sta soffrendo. Ne approfitto per chiedervi una preghiera per il Libano. Anche la preghiera \u00e8 un\u2019amicizia. Voi siete giornalisti, guardate il Libano e parlate di questo per far crescere la coscienza. Questo voglio dirti. Grazie.<\/p>\n<p><b>Matteo Bruni<\/b><\/p>\n<p>Grazie Santit\u00e0, la terza domanda viene da Carol Glatz, del Catholic News Service.<\/p>\n<p><b>Carol Glatz (CNS)<\/b><\/p>\n<p>Grazie, Santo Padre. Durante questo viaggio in Bahrein ha parlato dei diritti fondamentali, inclusi quelli della donna, della sua dignit\u00e0, del diritto ad avere il suo spazio nella sfera sociale e pubblica e ha incoraggiato, come sempre, i giovani ad avere coraggio, a fare rumore; ad andare avanti per costruire un mondo pi\u00f9 giusto. Data la situazione qui vicino in Iran, con le proteste scatenate da alcune donne e da tanti giovani che vogliono pi\u00f9 libert\u00e0, lei appoggia questo impegno delle donne e degli uomini che chiedono di avere diritti fondamentali che si trovano anche nel documento della fraternit\u00e0 umana?<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>Dobbiamo dirci la verit\u00e0: la lotta per i diritti della donna \u00e8 una lotta continua. Perch\u00e9 in alcuni posti la donna arriva ad avere un\u2019uguaglianza con gli uomini, ma in altri posti non si arriva. Non \u00e8 cos\u00ec? Io ricordo negli anni \u201850 nel mio Paese, quando c\u2019\u00e8 stata la lotta per i diritti civili delle donne, perch\u00e9 le donne potessero votare \u2013 perch\u00e9 fino al \u201950, pi\u00f9 o meno, da noi solo gli uomini votavano. E penso a questa stessa lotta negli Stati Uniti, famosa, per il voto femminile. Ma perch\u00e9 \u2013 mi domando \u2013 la donna deve lottare cos\u00ec per mantenere i suoi diritti? C\u2019\u00e8 una\u2026 \u2013 non so se \u00e8 una leggenda \u2013 una leggenda sull\u2019origine dei gioielli nella donna, che ci spiega la crudelt\u00e0 di tante situazioni contro la donna. Si dice che la donna porta tanti gioielli perch\u00e9 in qualche Paese \u2013 non ricordo, forse \u00e8 storico \u2013 c\u2019era l\u2019abitudine che quando il marito si stufava della donna, le diceva \u201cvattene!\u201d, e lei non poteva rientrare a prendere niente. Doveva andarsene con quello che aveva addosso. E per questo accumulavano oro almeno per portarsi via qualcosa. Dicono che questa \u00e8 l\u2019origine dei gioielli. Non so se \u00e8 vero o no, ma l\u2019immagine ci aiuta.<\/p>\n<p>I diritti sono fondamentali. Come mai oggi, oggi!, nel mondo non possiamo fermare la tragedia della infibulazione alle ragazzine? Ma \u00e8 terribile questo! Oggi! Che ci sia questa pratica, che l\u2019umanit\u00e0 non riesca a fermare questo che \u00e8 un crimine, un atto criminale!\u00a0 Le donne, secondo due commenti che ho sentito, o sono materiale \u201cusa e getta\u201d \u2013 \u00e8 brutto! \u2013\u00a0 o una \u201cspecie protetta\u201d. Ma l\u2019uguaglianza tra uomini e donne ancora non si trova universalmente. E ci sono questi episodi, in cui le donne sono di seconda classe o di meno. Dobbiamo continuare a lottare per questo, perch\u00e9 le donne sono un dono. Dio non ha creato l\u2019uomo e poi gli ha dato un cagnolino per divertirsi. No! Li ha creati due, uguali: uomo e donna. E quello che Paolo ha scritto in una delle sue Lettere sul rapporto uomo-donna, che oggi ci sembra antiquato, in quel momento \u00e8 stato cos\u00ec rivoluzionario da scandalizzare: la fedelt\u00e0 dell\u2019uomo alla donna, e che l\u2019uomo \u201csi prenda cura della donna come della propria carne\u201d (cfr\u00a0<i>2 Cor<\/i>\u00a05,28-29). E questo in quel momento \u00e8 stata una cosa rivoluzionaria! Tutti i diritti della donna vengono da questa uguaglianza. E una societ\u00e0 che non \u00e8 capace di mettere la donna al suo posto non va avanti. Ne abbiamo l\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Nel libro che ho scritto,\u00a0<i>Torniamo a sognare<\/i>, la parte sull\u2019economia per esempio: ci sono donne economiste in questo momento nel mondo che hanno cambiato la visione economica e sono capaci di portarla avanti. Perch\u00e9 hanno un dono diverso. Sanno gestire le cose in un altro modo, che non \u00e8 inferiore, \u00e8 complementare. Una volta ho avuto un colloquio con una Capo di governo, una grande Capo di governo, una mamma di parecchi figli, che aveva avuto un successo molto grande per risolvere una situazione molto difficile. E io le domandai: \u201cMi dica Signora, come ha fatto Lei per risolvere una situazione cos\u00ec difficile?\u201d. E lei ha cominciato a muovere le mani cos\u00ec, in silenzio, e mi ha detto: \u201cCome facciamo noi mamme\u201d. La donna per risolvere il problema ha una strada propria, che non \u00e8 quella dell\u2019uomo. E ambedue le strade devono lavorare insieme: la donna uguale all\u2019uomo lavora per il bene comune con quella intuizione che hanno le donne. Ho visto che in Vaticano, ogni volta che una donna entra a fare un lavoro, le cose migliorano. Per esempio, la Vice Governatrice del Vaticano [Segretaria Generale del Governatorato] \u00e8 una donna, e le cose sono cambiate bene. Nel Consiglio per l\u2019Economia sono sei Cardinali e sei laici, tutti maschi: ho cambiato e come laici ho messo un maschio e cinque donne. E questa \u00e8 una rivoluzione, perch\u00e9 le donne sanno trovare una strada giusta, sanno andare avanti. E adesso ho messo Marianna Mazzuccato nella Pontificia Accademia per la Vita, una grande economista degli Stati Uniti, per dare un po\u2019 pi\u00f9 di umanit\u00e0. Le donne portano il proprio. Non devono diventare come i maschi, no, sono donne, noi ne abbiamo bisogno. E una societ\u00e0 che cancella le donne dalla vita pubblica \u00e8 una societ\u00e0 che si impoverisce. Si impoverisce. Uguaglianza di diritti, s\u00ec, ma anche uguaglianza di opportunit\u00e0, uguaglianza nell\u2019andare avanti, perch\u00e9 al contrario ci si impoverisce. Credo che con questo ti ho detto globalmente quello che si deve fare. E ancora c\u2019\u00e8 strada da fare perch\u00e9 c\u2019\u00e8 questo maschilismo. Io vengo da un popolo maschilista. Noi argentini siamo maschilisti, sempre. E questo \u00e8 brutto! E quando ci vuole, andiamo dalle mamme che sono quelle che risolvono i problemi. Ma questo maschilismo uccide l\u2019umanit\u00e0.\u00a0 Grazie per avermi dato l\u2019opportunit\u00e0 di dire questo, che porto tanto nel cuore. Lottiamo non solo per i diritti, ma perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno di avere donne nella societ\u00e0 che ci aiutino, ci aiutino a cambiare. Grazie.<\/p>\n<p><b>Matteo Bruni<\/b><\/p>\n<p>Grazie, Santit\u00e0. Un\u2019altra domanda viene da Antonio Pelayo, di Vida Nueva<\/p>\n<p><b>Antonio Pelayo (Vida Nueva)<\/b><\/p>\n<p>Santo Padre, l\u2019unica volta che in questo viaggio Lei ha parlato a braccio \u00e8 stato per riferirsi alla \u201cmartoriata Ucraina\u201d e ai \u201cnegoziati di pace\u201d. Io vorrei domandarle se ci pu\u00f2 dire qualche cosa su come stanno andando questi negoziati dalla parte vaticana; e un\u2019altra domanda complementare: Lei ha parlato ultimamente con Putin o ha intenzione di farlo prossimamente?<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>Bene. Prima di tutto, il Vaticano \u00e8 continuamente attento, la Segreteria di Stato lavora e lavora bene, lavora bene. So che il Segretario [per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali], Mons. Gallagher, si muove bene. Poi, un po\u2019 di storia. Il giorno dopo l\u2019inizio della guerra \u2013 ho pensato che questo non si potesse fare, una cosa insolita \u2013, sono andato all\u2019Ambasciata russa [presso la Santa Sede], a parlare con l\u2019Ambasciatore, che \u00e8 un bravo uomo, che conosco da sei anni, da quando \u00e8 arrivato, un umanista. Ricordo un commento che mi fece allora: \u201c<i>Nous sommes tomb\u00e9s dans la dictature de l\u2019argent<\/i>\u201d (Siamo caduti nella dittatura del denaro), parlando della civilizzazione. Un umanista, un uomo che lotta per l\u2019uguaglianza. Gli ho detto che ero disposto ad andare a Mosca per parlare con Putin, se ce ne fosse bisogno. Mi ha risposto molto cortesemente [il Ministro degli Esteri] Lavrov: grazie, ha risposto, ma per il momento non era necessario. Ma da quel momento ci siamo interessati tanto. Ho parlato tre volte al telefono con il Presidente Zelensky; poi con l\u2019Ambasciatore ucraino alcune volte in pi\u00f9. E si fa un lavoro di avvicinamento, per cercare soluzioni. La Santa Sede fa quello che deve fare anche nei confronti dei prigionieri\u2026 Sono cose che si fanno sempre, la Santa Sede sempre le ha fatte, sempre. E poi la predicazione per la pace. A me colpisce \u2013 per questo uso la parola \u201cmartoriata\u201d per l\u2019Ucraina \u2013 la crudelt\u00e0, che non \u00e8 del popolo russo, perch\u00e9 il popolo russo \u00e8 un popolo grande, ma \u00e8 dei mercenari, dei soldati che vanno a fare la guerra come fare un\u2019avventura: i mercenari. Preferisco pensarla cos\u00ec, perch\u00e9 ho un\u2019alta stima del popolo russo, dell\u2019umanesimo russo. Basta pensare a Dostoevskij<b>\u00a0<\/b>che ancora oggi ci ispira, ispira i cristiani a pensare il cristianesimo. Ho un grande affetto per il popolo russo. E ho un grande affetto anche per il popolo ucraino. Quando avevo undici anni, c\u2019era vicino un prete ucraino che celebrava e non aveva chierichetto, e ha insegnato a me a servire la Messa in ucraino. Tutti questi canti ucraini io li so nella lingua loro, perch\u00e9 li ho imparati da bambino, per cui ho un affetto molto grande per la liturgia ucraina. Sono in mezzo a due popoli a cui voglio bene.<\/p>\n<p>Ma non solo io, la Santa Sede ha fatto tanti incontri riservati, tante cose con buon esito. Perch\u00e9 non possiamo negare che una guerra, all\u2019inizio, forse ci fa coraggiosi, ma poi stanca e fa male e si vede il male che fa una guerra. Questo riguardo alla parte pi\u00f9 umana, pi\u00f9 vicina.<\/p>\n<p>Poi, approfittando di questa domanda: vorrei esprimere questo lamento: in un secolo, in un secolo tre guerre mondiali! Quella 1914-1918, quella 1939-1945, e questa! \u00a0Perch\u00e9 questa \u00e8 una guerra mondiale. Perch\u00e9 \u00e8 vero che quando gli imperi, sia da una parte che dall\u2019altra, si indeboliscono, hanno bisogno di fare una guerra per sentirsi forti e anche per vendere le armi! Perch\u00e9 oggi credo che la calamit\u00e0 pi\u00f9 grande, la pi\u00f9 grande che c\u2019\u00e8 nel mondo \u00e8 l\u2019industria delle armi. Mi hanno detto, non so se \u00e8 vero o no, che se per un anno non si facessero le armi, potrebbe finire la fame nel mondo. L\u2019industria delle armi \u00e8 terribile. Alcuni anni fa, tre o quattro, \u00e8 venuta da un Paese una nave piena di armi, a Genova, e si doveva passare le armi su una nave pi\u00f9 grande per portarle allo Yemen. Gli operai di Genova non hanno voluto farlo\u2026 \u00c8 stato un gesto. Lo Yemen: pi\u00f9 di dieci anni di guerra. I bambini dello Yemen non hanno da mangiare! E i rohingya, \u201czingarando\u201d da una parte all\u2019altra perch\u00e9 sono stati espulsi, sempre in guerra, in Myanmar: \u00e8 terribile quello che sta succedendo. Adesso, spero che oggi in Etiopia si fermi qualcosa, con un trattato\u2026 Stiamo in guerra dappertutto e noi non capiamo questo. Adesso ci tocca da vicino, in Europa, la guerra russo-ucraina. Ma dappertutto, da anni: in Siria dodici-tredici anni di guerra, e nessuno sa se ci sono prigionieri e che cosa succede l\u00ec dentro. Poi il Libano, abbiamo parlato di questa tragedia\u2026 Non so se questo l\u2019ho detto qualche volta a voi: quando sono andato a Redipuglia, nel 2014 \u2013 e mio nonno aveva fatto il Piave e mi ha raccontato che cosa succedeva l\u00ec \u2013 ho visto quelle tombe, tutti giovani, io ho pianto, ho pianto, non ho vergogna a dirlo. Poi un 2 novembre \u2013 vado sempre in un cimitero il 2 novembre \u2013 \u00a0sono andato ad Anzio, alcuni anni dopo, e ho visto la tomba di quei ragazzi americani, nello sbarco di Anzio: 19, 20, 22, 23 anni, e ho pianto, davvero, mi \u00e8 venuto dal cuore. E ho pensato alle mamme, quando bussano alla loro porta: \u201cSignora, una busta per lei\u201d. Apre la busta: \u201cSignora ho l\u2019onore di dirle che lei ha un figlio eroe della Patria\u201d. Le tragedie della guerra. Poi, una cosa che, non voglio sparlare di nessuno, ma mi ha toccato il cuore: quando si \u00e8 fatta la commemorazione dello sbarco in Normandia, c\u2019erano i Capi di tanti Governi per commemorare questo. \u00c8 vero, \u00e8 stato l\u2019inizio della caduta del nazismo, \u00e8 vero. Ma quanti ragazzi sono rimasti sulla spiaggia della Normandia? Dicono trentamila. Chi pensa a quei ragazzi? La guerra semina tutto questo. Per questo, voi che siete giornalisti, per favore, siate pacifisti, parlate contro le guerre, lottate contro la guerra. Ve lo chiedo come un fratello. Grazie.<\/p>\n<p><b>Matteo Bruni<\/b><\/p>\n<p>Grazie, Santit\u00e0, per queste Sue parole. Un\u2019altra domanda viene da Hugues Lef\u00e8vre di I.Media, giornalista francese.<\/p>\n<p><b>Hugues Lef\u00e8vre (I.Media)<\/b><\/p>\n<p>Grazie, Santo Padre. Questa mattina nel suo discorso al clero del Bahrein, Lei ha parlato dell\u2019importanza della gioia cristiana, ma nei giorni scorsi molti fedeli francesi hanno perso questa gioia quando hanno scoperto sulla stampa che la Chiesa aveva tenuto segreta la condanna nel 2021 di un Vescovo, ora in pensione, che aveva commesso abusi sessuali negli anni \u201890 mentre era sacerdote; quando questa storia \u00e8 uscita sulla stampa, cinque nuove vittime si sono presentate. Oggi molti cattolici desiderano sapere se la cultura della segretezza della giustizia canonica debba cambiare e diventare trasparente, e vorrei sapere se Lei pensa che le sanzioni canoniche debbano essere rese pubbliche. Grazie.<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>Grazie a te per la domanda, grazie. Vorrei cominciare con un po\u2019 di storia su questo. Il problema degli abusi c\u2019\u00e8 sempre stato, sempre, non solo nella Chiesa. Dappertutto. Voi sapete che il 42-46% degli abusi sessuali si fa in famiglia o nel quartiere: questo \u00e8 gravissimo. Ma sempre l\u2019abitudine \u00e8 stata quella di coprire. In famiglia ancora oggi si copre tutto, e anche nel quartiere si copre tutto o almeno la maggior parte. \u00c8 \u00a0un\u2019abitudine brutta che nella Chiesa \u00e8 cominciata a cambiare quando c\u2019\u00e8 stato lo scandalo di Boston, del Cardinale Law, che era Cardinale l\u00ec e ora \u00e8 morto. Per quello scandalo il cardinale Law ha dato le dimissioni: \u00e8 la prima volta che \u00e8 uscito cos\u00ec, come scandalo. E da l\u00ec la Chiesa ha preso conoscenza di questo e ha cominciato a lavorare, mentre nella societ\u00e0 normalmente si copre, normalmente, in altre istituzioni.<\/p>\n<p>Quando c\u2019\u00e8 stato l\u2019incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali, ho chiesto all\u2019Unicef, alle Nazioni Unite, le statistiche e ho dato loro le percentuali: quale percentuale nelle famiglie, quale nei quartieri \u2013 la maggioranza \u2013, quanto nelle scuole, nell\u2019attivit\u00e0 dello sport\u2026 \u00c8 una cosa che hanno studiato bene, e anche nella Chiesa. Viene qualcuno a dire: \u201cSiamo una minoranza\u201d. Ma se fosse uno solo \u00e8 tragico, \u00e8 tragico, perch\u00e9 tu sacerdote hai la vocazione di far crescere la gente e con questo tu la distruggi. Per un sacerdote \u00e8 come andare contro la propria natura sacerdotale, anche contro la propria natura sociale. Per questo \u00e8 una cosa tragica e non dobbiamo fermarci, non dobbiamo fermarci.<\/p>\n<p>In questo svegliarsi per fare le indagini e le accuse, non sempre la cosa \u00e8 stata uguale: alcune cose sono state nascoste. Prima dello scandalo Law di Boston si cambiavano le persone\u2026 Adesso \u00e8 tutto chiaro e stiamo andando avanti su questo punto. Per questo non dobbiamo stupirci che vengano fuori casi come questo. O un altro vescovo mi viene in mente\u2026 Ce ne sono, sai? E non \u00e8 facile dire \u201cnoi non lo sapevamo\u201d o \u201cera la cultura dell\u2019epoca e continua ad essere la cultura sociale di tanti, nascondere\u201d. Ti dico questo: la Chiesa su questo \u00e8 decisa, e voglio ringraziare pubblicamente qui l\u2019eroicit\u00e0 del Cardinale O\u2019Malley: \u00e8 un bravo Cappuccino, che ha visto il bisogno di istituzionalizzare questo lavoro con la Commissione per la tutela dei minori; lo sta portando avanti bene, e fa bene a tutti noi e ci d\u00e0 coraggio.<\/p>\n<p>Stiamo lavorando con tutto quello che possiamo, ma sappi che ci sono persone dentro la Chiesa che ancora non la vedono chiara, non condividono cos\u00ec: \u201cAspettiamo un po\u2019, vediamo&#8230;\u201d. \u00c8 un processo che stiamo facendo con coraggio e non tutti abbiamo coraggio. A volte, la tentazione dei compromessi ti viene, e siamo tutti schiavi dei nostri peccati. Ma la volont\u00e0 della Chiesa \u00e8 di chiarire tutto.<\/p>\n<p>Per esempio: ho ricevuto negli ultimi mesi due lamentele di abusi che erano stati coperti e non giudicati bene dalla Chiesa. Subito ho detto: si studi di nuovo, e si sta facendo un nuovo giudizi. Anche questo: revisione di giudizi vecchi, non ben fatti. Facciamo quello che possiamo, siamo peccatori. E la prima cosa che dobbiamo sentire \u00e8 la vergogna, la profonda vergogna di questo. Credo che la vergogna \u00e8 una grazia, sai? Possiamo lottare contro tutti i mali del mondo, ma senza vergogna non potremo. Per questo mi ha stupito quando Sant\u2019Ignazio, negli Esercizi, ti fa chiedere perdono dei peccati che hai fatto, ti fa arrivare fino alla vergogna, e se tu non hai la grazia della vergogna non puoi andare avanti. Uno degli insulti che abbiamo nella mia terra \u00e8 \u201ctu sei uno senza vergogna\u201d, e credo che la Chiesa non pu\u00f2 essere \u201csenza vergogna\u201d, che debba vergognarsi delle cose brutte, come certo dare grazie a Dio per le cose buone che fa. Questo ti devo dire: tutta la buona volont\u00e0 e andare avanti, anche con l\u2019aiuto vostro.<\/p>\n<p><b>Matteo Bruni<\/b><\/p>\n<p>Grazie, Santit\u00e0. L\u2019altra domanda viene da Vania De Luca, della Rai.<\/p>\n<p><b>Vania De Luca (Rai-Tg3)<\/b><\/p>\n<p>Santit\u00e0, i migranti: ne ha parlato Lei anche in questi giorni. Quattro navi al largo della Sicilia, con centinaia di donne, uomini, bambini in difficolt\u00e0, ma non tutti possono sbarcare. Lei teme che in Italia sia tornata una politica dei \u201cporti chiusi\u201d dal centrodestra? E come valuta su questo la posizione anche di alcuni Paesi del Nord Europa? E poi, Le volevo domandare anche in generale: che impressione, che giudizio ha sul nuovo Governo italiano, che per la prima volta \u00e8 guidato da una donna?<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 una sfida, \u00e8 una sfida sui migranti. Il principio per i migranti: i migranti vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati. Se non si possono fare questi quattro passi, il lavoro con i migranti non riesce ad essere buono. Accolti, accompagnati, promossi e integrati: arrivare fino all\u2019integrazione. E la seconda cosa che dico: ogni Governo dell\u2019Unione Europea deve mettersi d\u2019accordo su quanti migranti pu\u00f2 ricevere. Perch\u00e9 al contrario sono quattro i Paesi quelli che ricevono i migranti: Cipro, la Grecia, l\u2019Italia e la Spagna, perch\u00e9 sono quelli del Mediterraneo pi\u00f9 vicini. Nell\u2019entroterra ce ne sono alcuni, come la Polonia, la Bielorussia\u2026 Ma la maggior parte dei migranti viene dal mare. La vita va salvata! Oggi, tu lo sai, il Mediterraneo \u00e8 un cimitero, forse il cimitero pi\u00f9 grande del mondo.<\/p>\n<p>Credo che l\u2019ultima volta vi ho detto che ho letto un libro in spagnolo che si chiama<i>\u00a0Hermanito<\/i>, \u00e8 piccolino, si legge rapidamente, credo sia stato sicuramente tradotto in francese, in italiano pure. Si legge subito, in due ore. \u00c8 la storia di un ragazzo dell\u2019Africa, non so, della Tanzania o di dov\u2019era, che seguendo le tracce del suo fratello \u00e8 arrivato in Spagna. Cinque schiavit\u00f9 ha subito, prima d\u2019imbarcarsi! E molte persone, lui lo racconta, le portano di notte a quelle barche \u2013 non alle navi grandi che hanno un altro ruolo \u2013 e se non vogliono salire:\u00a0<i>pum, pum!<\/i>, e li lasciano sulla spiaggia. \u00c8 davvero una dittatura, le schiavit\u00f9, ci\u00f2 che fa quella gente [i trafficanti]. E poi, il rischio di morire in mare. Se hai tempo leggi questo, \u00e8 importante.<\/p>\n<p>La politica dei migranti va concordata fra tutti i Paesi: non si pu\u00f2 fare una politica senza consenso, e l\u2019Unione Europea su questo deve prendere in mano una politica di collaborazione e di aiuto, non pu\u00f2 lasciare a Cipro, alla Grecia, all\u2019Italia, alla Spagna la responsabilit\u00e0 di tutti i migranti che arrivano alle spiagge. La politica dei Governi fino a questo momento \u00e8 stata di salvare le vite, questo \u00e8 vero. Fino a un certo punto si \u00e8 fatto cos\u00ec; e credo che questo Governo [italiano] abbia la stessa politica, non \u00e8 inumano\u2026 I dettagli non li conosco, ma non penso che voglia che vadano via. Credo che ha fatto sbarcare gi\u00e0 i bambini, le mamme, i malati, credo che li abbia fatti sbarcare \u2013 credo, per quello che ho sentito. Almeno l\u2019intenzione c\u2019era. L\u2019Italia, pensiamo qui, questo Governo, o pensiamo una sinistra, non pu\u00f2 fare nulla senza l\u2019accordo con l\u2019Europa, la responsabilit\u00e0 \u00e8\u00a0<i>europea<\/i>.<\/p>\n<p>E poi, vorrei citare una cosa, un\u2019altra responsabilit\u00e0 europea: l\u2019Africa. Credo che questo l\u2019ha detto una delle grandi donne statiste che abbiamo avuto e abbiamo, la Merkel: ha detto che il problema dei migranti va risolto in Africa. Ma se pensiamo all\u2019Africa con il motto \u201cl\u2019Africa va sfruttata\u201d, \u00e8 logico che i migranti, la gente scappi da quello sfruttamento. Dobbiamo, l\u2019Europa deve cercare di fare dei piani di sviluppo per l\u2019Africa. Pensare che alcuni Paesi in Africa non sono padroni del proprio sottosuolo, che ancora dipende dalle potenze colonialiste! \u00c8 un\u2019ipocrisia risolvere il problema dei migranti in Europa, no, andiamo a risolverli anche a casa loro. Lo sfruttamento della gente in Africa \u00e8 terribile a causa di questa concezione. Il primo novembre, il giorno dei Santi, ho avuto un incontro con studenti universitari dell\u2019Africa, lo stesso che ho avuto con gli studenti della Loyola University degli Stati Uniti. Quegli studenti hanno una capacit\u00e0, un\u2019intelligenza, una criticit\u00e0, una voglia di portare avanti! Ma a volte non possono per la forza colonialista che ha l\u2019Europa verso i loro Governi. Se vogliamo risolvere il problema dei migranti definitivamente, risolviamo l\u2019Africa. I migranti che vengono da altre parti sono di meno; andiamo all\u2019Africa, aiutiamo l\u2019Africa, andiamo avanti.<\/p>\n<p>Il nuovo Governo incomincia adesso, e io sono qui ad augurargli il meglio. Sempre auguro il meglio a un governo perch\u00e9 il governo \u00e8 per tutti. E gli auguro il meglio perch\u00e9 possa portare l\u2019Italia avanti; e agli altri, che sono contrari al partito vincitore, che collaborino con la critica, con l\u2019aiuto, ma un governo di collaborazione, non un governo dove ti voltano la faccia, ti fanno cadere se non ti piace una cosa o l\u2019altra. Per favore, su questo chiamo alla responsabilit\u00e0. Dimmi: \u00e8 giusto che dall\u2019inizio del secolo fino ad ora l\u2019Italia abbia avuto venti governi? Finiamola con questi scherzi!<\/p>\n<p><b>Matteo Bruni<\/b><\/p>\n<p>Facciamo l\u2019ultima domanda, di Ludwig Ring-Eifel, dall\u2019Agenzia di stampa cattolica tedesca.<\/p>\n<p><b>Ludwig Ring-Eifel (Centrum informationis Catholicum),<\/b><\/p>\n<p>Anch\u2019io voglio prima di tutto dire qualcosa di personale, perch\u00e9 mi sento molto emozionato, perch\u00e9 dopo una pausa di otto anni sono di nuovo sul volo papale. Sono molto grato di essere qui di nuovo.<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>Bentornato!<\/p>\n<p><b>Ludwig Ring-Eifel<i><\/i><\/b><\/p>\n<p>Grazie, ben trovato. Noi nel gruppo tedesco siamo pochi, solo tre in questo volo,<b><i>\u00a0<\/i><\/b>abbiamo pensato: come si pu\u00f2 fare una connessione tra quello che abbiamo visto nel Bahrein e la situazione in Germania? Perch\u00e9 in Bahrein abbiamo visto una Chiesa piccola, un piccolo gregge, una Chiesa povera, con tante tante restrizioni eccetera, per\u00f2 una Chiesa vivace, piena di speranza, che cresce. In Germania, invece, abbiamo una Chiesa grande, con grandi tradizioni, ricca, con teologia, soldi e tutto quanto, che per\u00f2 perde ogni anno trecentomila credenti che se ne vanno, che sta in crisi profonda. C\u2019\u00e8 qualcosa da imparare da questo piccolo gregge che abbiamo visto in Bahrein per la grande Germania?<\/p>\n<p><b>Papa Francesco<\/b><\/p>\n<p>La Germania ha una vecchia storia religiosa. Citando H\u00f6lderlin direi: \u201c<i>Vieles haben sie verlernt, vieles<\/i>\u201d (Molto hanno disimparato, molto). La vostra storia religiosa \u00e8 grande e complicata, di lotte. Ai cattolici tedeschi dico: la Germania ha una grande e bella Chiesa Evangelica; io non ne vorrei un\u2019altra, che non sar\u00e0 tanto buona come quella; ma la voglio Cattolica, alla cattolica, in fratellanza con quella Evangelica. A volte si perde il senso religioso del popolo, del santo popolo fedele di Dio, e cadiamo nelle discussioni eticiste, nelle discussioni di congiuntura, nelle discussioni politiche ecclesiastiche, nelle discussioni che sono conseguenze teologiche, ma non sono il nocciolo della teologia. Cosa pensa il santo popolo fedele di Dio? Come sente il santo popolo di Dio? Andare l\u00ec a cercare cosa pensa, come sente, quella religiosit\u00e0 semplice, che trovi nei nonni. Non dico di tornare indietro, no, ma alla fonte di ispirazione, alle radici. Tutti noi abbiamo una storia di radici della fede, anche i popoli l\u2019hanno: bisogna ritrovarla! Mi viene in mente quella frase di H\u00f6lderlin per la nostra et\u00e0: \u201c<i>Dass dir halte der Mann, was er als Knabe gelobt<\/i>\u201d (Il vecchio mantenga quello che ha promesso da fanciullo\u201d. Nella nostra fanciullezza, nella nostra speranza noi abbiamo promesso tante cose, tante cose. Adesso ci mettiamo in discussioni etiche, in discussioni congiunturalistiche\u2026 Ma la radice della religione \u00e8 lo \u201cschiaffo\u201d che ti d\u00e0 il Vangelo, l\u2019incontro con Ges\u00f9 Cristo vivo: e da l\u00ec le conseguenze, tutte; da l\u00ec il coraggio apostolico, da l\u00ec l\u2019andare alle periferie, anche alle periferie morali della gente, per aiutarla; ma sempre dall\u2019incontro con Ges\u00f9 Cristo. Se non c\u2019\u00e8 l\u2019incontro con Ges\u00f9 Cristo ci sar\u00e0 un eticismo travestito da cristianesimo. Questo volevo dire, dal cuore. Grazie.<\/p>\n<p>Vi auguro un buon pranzo e un buon arrivo a Roma. E vi chiedo di pregare per me. Io lo far\u00f2 per voi. Grazie per la vostra collaborazione.<\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content parsys\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conferenza stampa del Santo Padre sul volo di ritorno dal Bahrein<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":65174,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[67,119],"tags":[7435,2487,251],"class_list":["post-65173","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leone-xiv","category-viaggi","tag-bahrein","tag-featured-3","tag-papa-francesco"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>&quot;Una societ\u00e0 che esclude le donne dalla vita pubblica \u00e8 impoverita&quot; &#8211; Exaudi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/exaudi.org\/it\/una-societa-che-esclude-le-donne-dalla-vita-pubblica-e-impoverita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"&quot;Una societ\u00e0 che esclude le donne dalla vita pubblica \u00e8 impoverita&quot; 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