{"id":18787,"date":"2021-05-25T10:56:21","date_gmt":"2021-05-25T08:56:21","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=18787"},"modified":"2021-05-25T10:58:07","modified_gmt":"2021-05-25T08:58:07","slug":"bassetti-a-chiesa-e-societa-serve-riconciliazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/bassetti-a-chiesa-e-societa-serve-riconciliazione\/","title":{"rendered":"Bassetti: &#8220;A Chiesa e societ\u00e0 serve riconciliazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il discorso di Papa Francesco che ieri <a href=\"https:\/\/exaudi.org\/it\/cammino-sinodale-le-indicazioni-del-papa-alla-cei\/\">ha aperto i lavori della 74^ Assemblea generale<\/a> dei vescovi italiani, oggi il presidente della Cei, cardinale Bassetti ha tenuto la sua relazione introduttiva. Dopo aver ripercorso la storia della Chiesa italiana dal Concilio ad oggi, Bassetti ha affermato tra l&#8217;altro che la Chiesa e la societ\u00e0 italiana hanno bisogno di riconciliazione. Ecco il suo discorso:<\/p>\n<p>Cari confratelli, siamo lieti di ritrovarci insieme per la nostra Assemblea di maggio. Permettetemi un\u2019esclamazione, che sgorga dal profondo del cuore e che sicuramente sar\u00e0 da tutti voi condivisa: finalmente! \u00c8 un avverbio che ben descrive la soddisfazione per questo nostro con-venire tanto atteso. Finalmente non esprime distrazione o evasione dalla realt\u00e0, ma \u00e8 immersione profonda nelle piaghe delle nostre comunit\u00e0. Quanta solitudine, quanta tristezza, quanti lutti\u2026 Pensiamo, in particolare, alla tragedia di Stresa-Mottarone, rinnovando la nostra preghiera di suffragio per le quattordici vittime e per i loro familiari. Un pensiero affettuoso al piccolo sopravvissuto.<\/p>\n<h4>Accanto a chi soffre<\/h4>\n<p>La nostra presenza qui, in questi giorni, vuole essere una carezza di conforto per chi soffre o piange la perdita di un caro. Vuole anche essere una carezza di fiduciosa speranza, nella certezza che la morte non \u00e8 mai l\u2019ultima parola. Ecco, allora: finalmente siamo riuniti tutti insieme, potendo cos\u00ec vivere e rafforzare i vincoli della comunione e condividere la sollecitudine pastorale per le nostre Chiese, per il nostro amato Paese, per le donne e gli uomini che abitano questo tempo cos\u00ec difficile. Invochiamo su di noi e sui lavori che ci attendono la luce e la grazia dello Spirito Santo.<\/p>\n<p>Ancora immersi nel clima della Solennit\u00e0 di Pentecoste, che abbiamo celebrato domenica, lasciamoci guidare in queste giornate dal brano del secondo capitolo del libro degli Atti. Quell\u2019episodio della Chiesa primitiva sostenga la nostra riflessione, a partire da un dato di fatto: i discepoli su cui scende lo Spirito il giorno della festa di Pentecoste sono gli stessi apostoli e discepoli che avevano seguito Ges\u00f9 nei tre anni della sua predicazione. \u00c8 una comunit\u00e0, dunque, che ha una sua piccola storia di fede da raccontare.<\/p>\n<p>Nonostante le fatiche, i rallentamenti, le fughe in avanti e le cadute, c\u2019\u00e8 un cammino percorso con Ges\u00f9 e che pu\u00f2 essere raccontato. Cos\u00ec anche la Chiesa che \u00e8 in Italia pu\u00f2 raccontare la storia del suo cammino di fede, che parla della fedelt\u00e0 al Magistero del Papa e si sviluppa, in particolare, dopo il Concilio Vaticano II, con alcune tappe significative, che non vanno dimenticate.<\/p>\n<h4>La fedelt\u00e0 al magistero del Vescovo di Roma<\/h4>\n<p>Il nostro pensiero devoto e affettuoso va anzitutto a Papa Francesco, che abbiamo avuto la gioia d\u2019incontrare e ascoltare ieri pomeriggio. Gli siamo particolarmente grati per il sostegno alle nostre Chiese e per la guida sicura, per la sollecitazione a essere Chiesa sinodale nel solco tracciato dal Concilio Vaticano II, per l\u2019invito espresso il 30 gennaio nel Discorso pronunciato durante l\u2019incontro promosso dall\u2019Ufficio catechistico nazionale: \u00abIl Concilio \u00e8 magistero della Chiesa. O tu stai con la Chiesa e pertanto segui il Concilio, e se tu non segui il Concilio o tu l\u2019interpreti a modo tuo, come vuoi tu, tu non stai con la Chiesa\u00bb.<\/p>\n<p>A caratterizzare lo stile, i gesti e le parole del Papa \u00e8 l\u2019intero evento del Vaticano II. Francesco sta scrivendo pagine preziose di recezione del Concilio, secondo quell\u2019ermeneutica della continuit\u00e0 e della riforma illustrata da Benedetto XVI. Da qui l\u2019invito ad avere a cuore il \u00absanto popolo fedele di Dio, che \u2013 come dice il Concilio \u2013 \u00e8 infallibile in credendo\u00bb.<\/p>\n<h4>Il popolo di Dio<\/h4>\n<p>Nel riprendere il Concilio, \u00e8 soprattutto la Chiesa come \u201cpopolo\u201d a fare da perno al suo Magistero. Questa espressione a lui cos\u00ec cara, il \u201csanto popolo fedele di Dio\u201d, \u00e8 presente fin dall\u2019inizio del suo ministero, nella Evangelii Gaudium. Anzi, \u00e8 presente fin dal primo saluto ai fedeli radunati in Piazza San Pietro, la sera stessa della sua elezione, quando \u2013 in un gesto indimenticabile \u2013 si \u00e8 chinato domandando \u00abla preghiera del popolo\u2026 per il suo vescovo\u00bb. In quelle poche parole s\u2019incontrano i grandi temi conciliari. \u201cPopolo di Dio\u201d \u00e8 la categoria elaborata dal Vaticano II per esprimere la natura aperta, universale e storica della Chiesa. Il \u201cpopolo di Dio\u201d non \u00e8 una grandezza puramente sociologica, ma teologica, pastorale e spirituale. Questo \u201cpopolo di Dio\u201d \u00e8 insieme \u201csanto\u201d e \u201cfedele\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18824\" aria-describedby=\"caption-attachment-18824\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-18824\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-300x200.jpg\" alt=\"riconciliazione\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-300x200.jpg 300w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-768x511.jpg 768w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-2048x1363.jpg 2048w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-150x100.jpg 150w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-696x463.jpg 696w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-1068x711.jpg 1068w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-1920x1278.jpg 1920w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14868-631x420.jpg 631w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-18824\" class=\"wp-caption-text\">Ph: Cristian Gennari\/Siciliani<\/figcaption><\/figure>\n<p>La santit\u00e0, che il capitolo V della Lumen Gentium libera dalle strettoie di un\u2019ascetica riservata a pochi e consegna, invece, all\u2019intero \u201cpopolo di Dio\u201d, \u00e8 illustrata nell\u2019Esortazione Gaudete et exsultate, con l\u2019incisiva immagine dei \u201csanti della porta accanto\u201d, pienamente recepita dai fedeli. Anche questa nota, potremmo dire questa dilatazione della santit\u00e0, \u00e8 uno dei frutti pi\u00f9 apprezzati del Concilio, che il Santo Padre sta portando a maturazione.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno ci siamo resi conto ancora meglio, purtroppo passando attraverso una drammatica pandemia, di come la santit\u00e0 sia piantata nel terreno delle nostre comunit\u00e0 cristiane e civili. Di come l\u2019amore di Dio operi nei cuori, anche al di l\u00e0 delle categorie con le quali siamo abituati a ragionare: credenti e non credenti, cristiani e non cristiani, praticanti o meno. Esiste una santit\u00e0 diffusa, che va raccolta e narrata. La recente beatificazione di Rosario Livatino ne \u00e8 ulteriore testimonianza.<\/p>\n<h4>Popolo fedele<\/h4>\n<p>E, infine, il popolo \u201cfedele\u201d, cio\u00e8 radicato nella fede, infallibile in credendo, come ricorda sempre il Papa riecheggiando Lumen Gentium n. 12. Sappiamo bene \u2013 e lo stesso Santo Padre lo ha ribadito nel recente discorso all\u2019Azione Cattolica Italiana \u2013 che il \u201csenso di fede\u201d del \u201cpopolo di Dio\u201d non si esprime con semplici meccanismi democratici, perch\u00e9 non sempre l\u2019opinione della maggioranza \u00e8 conforme al Vangelo e alla Tradizione. Piuttosto si alimenta con l\u2019umile accoglienza della Parola di Dio, la celebrazione dei sacramenti, la fraternit\u00e0 e la preghiera, ossia le quattro \u201cassiduit\u00e0\u201d della prima comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2 sapere intercettare questo \u201csenso di fede\u201d, saperlo ascoltare: a questo ci invita, ancora, Papa Francesco nel discorso del 30 gennaio: \u00abNon dobbiamo avere paura di parlare il linguaggio della gente. Non dobbiamo aver paura di ascoltarne le domande, quali che siano, le questioni irrisolte, ascoltare le fragilit\u00e0, le incertezze: di questo, non abbiamo paura\u00bb. \u00c8, ancora una volta, il Concilio Vaticano II tradotto in italiano.<\/p>\n<h4>Una storia che affonda le radici nel Concilio Vaticano II<\/h4>\n<p>Cari confratelli, rileggiamo ora la nostra storia di Chiesa, lasciandoci guidare dai frutti che abbiamo raccolto dall\u2019albero del Concilio. Le radici della nostra Conferenza Episcopale affondano proprio nel terreno dissodato dal felice annuncio di San Giovanni XXIII. La prima Assemblea Generale, con la partecipazione di tutti i Vescovi d\u2019Italia, si svolge il 14 ottobre 1962. \u00c8 stato un momento storico per l\u2019Episcopato italiano, che avremo modo di ricordare. Era stato preceduto dieci anni prima (8 gennaio 1952) da una riunione, svolta con riservatezza, cui parteciparono i Presidenti delle Conferenze regionali delle regioni conciliari.<\/p>\n<p>E venne seguito dieci anni dopo (nel 1972) dal riconoscimento vero e proprio della identit\u00e0 della CEI come istituzione, riformata dopo il Concilio, con un profilo pensato e voluto da San Paolo VI per dare il giusto dinamismo e la capacit\u00e0 d\u2019iniziativa alla Chiesa che \u00e8 in Italia, in comunione con il Papa, ma anche capace di assumersi le proprie specifiche responsabilit\u00e0.<\/p>\n<h4>Gli anni Settanta<\/h4>\n<p>Nascono i piani pastorali e i Convegni ecclesiali, di dieci anni in dieci anni. Coinvolgendo migliaia di persone nella celebrazione e nella preparazione, questi risultano di fatto una sorta di convocazione allargata della Conferenza stessa. Non \u00e8 un caso che l\u2019elaborazione del primo Documento pastorale (\u201cEvangelizzazione e Sacramenti\u201d, 1973) e l\u2019organizzazione del primo Convegno Ecclesiale (\u201cEvangelizzazione e promozione umana\u201d, Roma 1976), nei primi Anni Settanta siano proprio sincronizzati con il Sinodo dei Vescovi, un altro strumento voluto da Paolo VI a livello di Chiesa universale, e si configurino appunto in senso sinodale.<\/p>\n<p>Con un grande risultato: si conferma la scelta della pastorale dell\u2019evangelizzazione, intesa non solo come trasformazione ad intra della Chiesa, per passare da comunit\u00e0 di praticanti a comunit\u00e0 di credenti evangelizzati, ma anche come impegno di servizio e di trasformazione della societ\u00e0 italiana. La cifra della \u201cpromozione umana\u201d, strettamente collegata all\u2019evangelizzazione, esprime bene questa intenzione pastorale-missionaria.<\/p>\n<p>Il successo dell\u2019esperimento degli Anni Settanta \u2013 anche con il confronto dialettico che ne scaturisce, e che si ripropone nei successivi appuntamenti \u2013 porta alla riproposizione dello schema, di decennio in decennio. E cos\u00ec, negli Anni Ottanta, si d\u00e0 vita a un nuovo Documento pastorale: \u201cComunione e comunit\u00e0\u201d (1981). La scelta pastorale, da un lato, obbedisce a una precisa visione ecclesiologica che ha ormai fatto propria l\u2019idea della Chiesa come comunit\u00e0 di credenti evangelizzati e, dall\u2019altro, risponde alle tensioni di quegli anni.<\/p>\n<h4>I convegni ecclesiali: Loreto<\/h4>\n<p>Il secondo Convegno Ecclesiale nazionale (\u201cRiconciliazione cristiana e comunit\u00e0 degli uomini\u201d, Loreto 1985) detta la linea pastorale che sar\u00e0 attuata in Italia per l\u2019intero pontificato di San Giovanni Paolo II e che pu\u00f2 essere sintetizzato con le parole di Papa Wojtyla: \u00e8 urgente \u00abuna sistematica, approfondita e capillare catechesi degli adulti, che renda i cristiani consapevoli del ricchissimo patrimonio di verit\u00e0 di cui sono portatori e della necessit\u00e0 di dare sempre fedele testimonianza alla propria identit\u00e0 cristiana\u00bb.<\/p>\n<p>Gli Anni Novanta, segnati dal tema \u201cEvangelizzazione e testimonianza della carit\u00e0\u201d (1990), vedono il rafforzamento dell\u2019idea di una Chiesa che \u00e8 attenta ai dinamismi e alle problematiche della societ\u00e0 italiana a cui vuole fattivamente rispondere, facendosene carico. La responsabilit\u00e0 della Chiesa \u00e8 individuata nel suo essere una comunit\u00e0 che educa alla fede, nella \u00abconsapevolezza che in Cristo ci \u00e8 donata la verit\u00e0 che salva [\u2026] Cos\u00ec la Chiesa rende anche un servizio eminente alla formazione delle persone dotate di una propria precisa e consistente identit\u00e0, e aiuta la nostra societ\u00e0 e la nostra cultura a resistere alla minaccia pi\u00f9 grave che la insidia dal di dentro, e che consiste nel rifiutare o nel mettere tra parentesi la questione della verit\u00e0 dell\u2019uomo, con tutte le sue enormi implicazioni culturali, etiche e pratiche\u00bb .<\/p>\n<h4>Palermo<\/h4>\n<p>Il terzo Convegno Ecclesiale (\u201cIl Vangelo della carit\u00e0 per una nuova societ\u00e0 in Italia\u201d, Palermo 1995) sottolinea come l\u2019accezione teologica della carit\u00e0 corrisponda appieno alla proposta dell\u2019evangelizzazione e imponga la necessit\u00e0 di un discernimento comunitario-ecclesiale, inteso come un vero e proprio metodo di azione pastorale. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 pensare a scelte pastorali che siano al contempo condivise e profetico-creative. Gli Anni 2000 ci consegnano, nei due Orientamenti \u201cComunicare il Vangelo in un mondo che cambia\u201d (2001-2010) ed \u201cEducare alla vita buona del Vangelo\u201d (2010-2020), una vera e propria \u201cconversione pastorale\u201d che permetta alla comunit\u00e0 cristiana di vivere una vita buona e bella, incentrata sul Vangelo, e di essere connotata dalla missione gi\u00e0 a partire dalle parrocchie che devono assumere un \u201cvolto missionario\u201d, definito nella Nota pastorale \u201cIl volto missionario delle Parrocchie in un mondo che cambia\u201d (2004).<\/p>\n<h4>Verona<\/h4>\n<p>Il quarto Convegno Ecclesiale (\u201cTestimoni di Cristo risorto, speranza del mondo\u201d, Verona 2006) richiama l\u2019importanza di un\u2019effettiva sinodalit\u00e0 nella vita delle Chiese e centra l\u2019azione pastorale-missionaria delle Chiese italiane in cinque ambiti di vita personale e sociale: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilit\u00e0 umana, la tradizione, la cittadinanza. L\u2019azione della Chiesa \u00e8 cos\u00ec estroversa \u2013 \u201cin uscita\u201d \u2013 a favore di tutti quegli ambiti culturali ed esistenziali che esprimono la concretezza della vita e l\u2019esigenza di unit\u00e0 interiore.<\/p>\n<h4>Firenze<\/h4>\n<p>Il quinto Convegno Ecclesiale (\u201cIn Ges\u00f9 Cristo il nuovo umanesimo\u201d, Firenze 2015) con i cinque verbi tratti da Evangelii Gaudium \u2013 uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare \u2013 traccia la rotta lungo cui navigare. Le parole di Papa Francesco a Firenze sono la bussola: \u00abMi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre pi\u00f9 vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libert\u00e0\u00bb<\/p>\n<p>La ricchezza di questa nostra storia conferma che la sinodalit\u00e0, come stile, metodo e cammino, \u00e8 perfettamente coerente con un percorso che abbraccia cinque decenni, tanto pi\u00f9 per la consapevolezza di un \u201ccambiamento d\u2019epoca\u201d in atto. Come nei primi Anni Settanta, quando si disegn\u00f2 il metodo dei Documenti, poi Orientamenti pastorali, verificati e rilanciati nei Convegni ecclesiali, cos\u00ec oggi la Chiesa che \u00e8 in Italia \u00e8 chiamata a un discernimento che generi conversione, comunione e corresponsabilit\u00e0. Disegnare forme rinnovate \u00e8 la nostra responsabilit\u00e0 odierna. In continuit\u00e0 con la storia di una Chiesa di popolo che, tanto pi\u00f9 dopo le prove degli ultimi due anni, \u00e8 chiamata a una propulsione rinnovata, che guardi ai processi, punti sulle relazioni, a partire dal concreto vissuto di ciascuno, sappia entrare con calore nelle pieghe della vita delle donne e degli uomini per offrire parole e testimonianze di speranza.<\/p>\n<h4>Un \u201ccammino sinodale\u201d per vivere il Noi ecclesiale<\/h4>\n<p>Cari confratelli, tornando al brano della Pentecoste, non si pu\u00f2 non rilevare che Pietro \u00e8 un elemento di continuit\u00e0 tra il prima e il dopo-risurrezione. Dopo la Pasqua, Pietro \u00e8 ancora un destinatario prediletto dell\u2019affetto del Risorto e riceve il mandato di prendersi cura del gregge del suo Signore. Qualche tempo dopo, continua a essere un punto di riferimento per la neonata comunit\u00e0. \u00c8 lui, infatti, che prende la parola e che fa maturare in tutti una decisione importante, come quella d\u2019integrare nel gruppo dei Dodici un nuovo componente dopo la scomparsa di Giuda.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18830\" aria-describedby=\"caption-attachment-18830\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-18830\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-300x200.jpg 300w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-768x511.jpg 768w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-2048x1363.jpg 2048w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-150x100.jpg 150w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-696x463.jpg 696w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-1068x711.jpg 1068w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-1920x1278.jpg 1920w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CG14916-631x420.jpg 631w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-18830\" class=\"wp-caption-text\">Ph: Cristian Gennari\/Siciliani<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nonostante tutto, Pietro rimane per gli altri apostoli e i discepoli colui che sa discernere le situazioni presenti e sa proporre nuove soluzioni da praticare insieme. Anche noi, grazie alla particolare identit\u00e0 della nostra Assemblea, abbiamo la grazia di essere particolarmente uniti a Pietro: siamo grati al Vescovo di Roma e nostro Papa per quanto ci incoraggia a fare costantemente. La Chiesa che \u00e8 in Italia \u2013 la nostra Chiesa, le nostre Chiese \u2013 non \u00e8 mai stata e mai sar\u00e0 in contrapposizione a Pietro, al Suo Magistero, alla Sua Parola. Per questo, oggi, come \u00e8 sempre avvenuto nella nostra storia, ci sentiamo chiamati a vivere la sinodalit\u00e0, a disegnare un \u201ccammino sinodale\u201d.<\/p>\n<h4>Non un semplice evento<\/h4>\n<p>S\u00ec, si tratta proprio di un \u201ccammino\u201d, non semplicemente di un evento, perch\u00e9 in gioco \u00e8 la forma di Chiesa a cui lo Spirito ci chiama in particolare per questo tempo. Il \u201ccammino sinodale\u201d rappresenta cos\u00ec quel processo necessario che permetter\u00e0 alle nostre Chiese che sono in Italia di fare proprio, sempre meglio, uno stile di presenza nella storia che sia credibile e affidabile, perch\u00e9 attento ai complessi cambiamenti in atto e desideroso di dire la verit\u00e0 del Vangelo nelle mutate condizioni di vita degli uomini e delle donne del nostro tempo.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 siamo tutti chiamati ad acquisire questo stile, occorre che assumiamo con responsabilit\u00e0 la decisione di coinvolgerci in questo \u201ccammino\u201d che, come comprendiamo bene, non pu\u00f2 risolversi in adempimenti formali, n\u00e9 soltanto nell\u2019organizzazione di eventi che, a lungo andare, rischiano di diventare, come ebbe a dire San Giovanni Paolo II, \u201capparati senz\u2019anima, maschere di comunione\u201d . Al contrario, la sfida che attende anzitutto noi Vescovi \u00e8 quella di mettere in campo percorsi sinodali capaci di dare voce ai vissuti e alle peculiarit\u00e0 delle nostre comunit\u00e0 ecclesiali, contribuendo a far maturare, pur nella multiformit\u00e0 degli scenari, volti di Chiesa nei quali sono rintracciabili i tratti di un Noi ricco di storia e di storie, di esperienze e di competenze, di vissuti plurali dei credenti, di carismi e ministeri, di ricchezze e di povert\u00e0.<\/p>\n<h4>Il primato della persona sulle strutture<\/h4>\n<p>\u00c8 uno stile che domanda una serie di scelte che possono concorrere a rappresentare la forma concreta in cui si realizza la conversione pastorale alla quale Papa Francesco insistentemente ci richiama. \u00c8 uno stile che vuole riconoscere il primato della persona sulle strutture, come pure che intende mettere in dialogo le generazioni, che scommette sulla corresponsabilit\u00e0 di tutti i soggetti ecclesiali, che \u00e8 capace di valorizzare e armonizzare le risorse delle comunit\u00e0, che ha il coraggio di non farsi ancora condizionare dal \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d, che assume come orizzonte il servizio all\u2019umanit\u00e0 nella sua integralit\u00e0.<\/p>\n<h4>Il Noi ecclesiale<\/h4>\n<p>\u00c8 un cambio di rotta quello che ci viene chiesto: le possibili tappe del \u201ccammino\u201d ci permetteranno di familiarizzare con questo stile, perch\u00e9 esso possa arrivare a permeare il quotidiano dei nostri vissuti ecclesiali. Sono persuaso che tutti riconosciamo le ragioni che ci orientano nella direzione del \u201ccammino sinodale\u201d. Prima fra tutte \u00e8 sicuramente la cura del Noi ecclesiale. Nei mesi passati, dopo la stretta del primo lockdown, alla riapertura delle chiese, con la ripresa delle attivit\u00e0 pastorali consentite dalle norme per la limitazione dei contagi, si \u00e8 fatto inequivocabilmente chiaro un volto delle nostre comunit\u00e0 fatto di forme molteplici di appartenenza all\u2019unico Noi ecclesiale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato evidentemente un fenomeno generato dalla pandemia. Quest\u2019ultima lo ha solo scoperto, gli ha tolto ogni velo. E ci siamo resi conto, ancora meglio, di come le nostre comunit\u00e0 cristiane siano popolate da donne e uomini che interpretano figure plurali di esperienza credente, tutte degne di essere riconosciute nell\u2019appartenenza all\u2019unica tessitura della rete ecclesiale, la cui bellezza \u00e8 data anche da questa multiformit\u00e0.<\/p>\n<p>Da tale prospettiva il \u201ccammino sinodale\u201d pu\u00f2 essere davvero garanzia di un Noi ecclesiale allargato, inclusivo, capace di favorire un reciproco riconoscimento tra i credenti, all\u2019altezza di dare forma storica alla figura conciliare di una Chiesa \u201cpopolo di Dio\u201d. In una dinamica di Chiesa missionaria lo stile sinodale, lungi dal favorire processi di arroccamento ecclesiale e clericale, al contrario muove la vita delle comunit\u00e0 in una direzione di estroversione verso quelle periferie che, in prima battuta, non sono poi cos\u00ec lontane ed estranee ai nostri vissuti ecclesiali, ma che anzi vi appartengono in qualche modo.<\/p>\n<h4>Il ruolo dei laici<\/h4>\n<p>\u00c8 evidente che questo cammino di popolo deve conoscere il passo comune e la responsabilit\u00e0 condivisa da parte di tutti. Penso, in questo momento, alla grande ricchezza di tanti laici e laiche che esprimono, in una vita credente affidabile, un senso forte di Chiesa e un servizio competente all\u2019annuncio del Vangelo. Penso anche a tanti altri che, con la loro testimonianza, sono presenti nei mondi della cultura, della politica, dell\u2019economia, e in essi rendono possibile la presenza del Vangelo e della comunit\u00e0 dei credenti alla quale, d\u2019altra parte, essi recano il vissuto, \u00able gioie e le speranze, le tristezze e le angosce\u00bb degli uomini e delle donne di oggi. Il \u201ccammino sinodale\u201d delle nostre Chiese che sono in Italia ha, insomma, davvero bisogno di tutti perch\u00e9 insieme si possa continuare a portare avanti la missione che il Risorto continua ad affidare alla sua Chiesa.<\/p>\n<h4>Abbiamo bisogno di riconciliazione<\/h4>\n<p>Cari confratelli, nella scena della Pentecoste, che sta guidando la riflessione, c\u2019\u00e8 un aspetto che colpisce molto. Come scrive Luca: \u00abTutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Ges\u00f9\u00bb. Maria, che aveva visto morire suo figlio abbandonato dai suoi compagni di viaggio, adesso si trova a pregare proprio con loro. \u00c8 una delle immagini pi\u00f9 belle e incoraggianti della Chiesa delle origini: una comunit\u00e0 composta da peccatori riconciliati. Sono esseri umani come tanti, che per\u00f2 sanno trovare motivi di comunione al di l\u00e0 delle loro fragilit\u00e0 e delle differenti opinioni. La Risurrezione di Cristo opera anche queste meraviglie.<\/p>\n<p>Ebbene, se qualcuno oggi mi chiedesse: \u201cDi cosa la nostra Chiesa e anche la nostra societ\u00e0 hanno urgente bisogno?\u201d. Risponderei, senza esitazione, di riconciliazione, aggiungendo subito due sottolineature. La prima: la riconciliazione evoca in noi direttamente la persona di Ges\u00f9, che ha fatto incontrare Dio e l\u2019umanit\u00e0 in un abbraccio d\u2019amore ormai indissolubile. La potremmo definire una riconciliazione ecclesiale.<\/p>\n<h4>Riconciliazione ecclesiale<\/h4>\n<p>Nella scena della Pentecoste, le donne e gli uomini riconciliati sono il riflesso migliore della grazia del Risorto che si espande: le inimicizie e i sospetti non sono dimenticati, ma sono vinti dall\u2019esperienza di un amore pi\u00f9 grande. Le pagine successive di Atti ci raccontano di diversit\u00e0 di vedute: ma la vita interiore dei protagonisti sar\u00e0 cos\u00ec forte che si potr\u00e0 sempre trovare uno spazio di dialogo, di negoziato e di crescita insieme. O la nostra Chiesa di domani sar\u00e0 mistica o non sar\u00e0; o sar\u00e0 aperta al dialogo o non sar\u00e0; o sar\u00e0 maestra di vita spirituale o non sar\u00e0; o sar\u00e0 formatrice di coscienze o non sar\u00e0. Non si tratta dunque di elaborare e poi offrire un pensiero unico.<\/p>\n<p>Papa Francesco ci sprona a guardare in faccia la realt\u00e0 e a trovare soluzioni praticabili insieme, suggerendo il modello del poliedro, che \u00abriflette la confluenza di tutte le parzialit\u00e0 che in esso mantengono la loro originalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<h4>Riconciliazione col mondo<\/h4>\n<p>La seconda sottolineatura riguarda la riconciliazione con il mondo. Lo Spirito consente ai discepoli \u00abdi parlare in altre lingue\u00bb e agli ascoltatori d\u2019intenderli. Qui la riconciliazione \u00e8 sinonimo di empatia. Gi\u00e0 il Concilio aveva definitivamente mutato l\u2019atteggiamento della Chiesa verso la modernit\u00e0: non pi\u00f9 il sospetto o il rifiuto, ma il dialogo e la profezia. \u00c8 tempo di dare seguito a quel processo di confronto fiducioso e intelligente con la societ\u00e0. Mentre emergono qua e l\u00e0 estremismi, che usano la violenza per affermare le proprie idee, la comunit\u00e0 ecclesiale, tutta intera, porta il contributo costruttivo della mediazione e della pace, della razionalit\u00e0 e della carit\u00e0, costruendo ponti di comprensione con tutti e prendendo sul serio le domande antropologiche fondamentali.<\/p>\n<h4>Lo sguardo sulla realt\u00e0 italiana e internazionale<\/h4>\n<p>La Pentecoste ci indica poi la via del \u201crealismo spirituale\u201d. Gli eventi drammatici, come la lapidazione di Stefano o la persecuzione dei cristiani di Gerusalemme, vengono posti senza sconti sotto gli occhi del lettore. Cos\u00ec anche gli apostoli e i discepoli tra cui Maria \u00absi trovavano insieme nello stesso luogo\u00bb. Il gruppo \u00e8 spaventato e ne ha ben donde: fuori da quella porta c\u2019\u00e8 una minaccia di morte che incombe. Non \u00e8 forse questo il sentimento che ci ha animato per mesi, durante il periodo pi\u00f9 acuto della pandemia?<\/p>\n<p>\u00abE quindi uscimmo a riveder le stelle\u00bb, direbbe il Sommo Poeta, di cui quest\u2019anno ricordiamo il VII centenario della morte, guardando a questo tempo di rinascita. Le sue parole sono presagio di un cammino nuovo, di luce e speranza, dopo le tenebre precedenti. \u00abL\u2019amor che move il sole e l\u2019altre stelle\u00bb, ci spronerebbe Dante quasi a smuovere le nostre volont\u00e0 e i nostri desideri verso quell\u2019anelito a Dio che diventa visione rinnovata dell\u2019umanit\u00e0. Ne abbiamo grande bisogno se pensiamo all\u2019attualit\u00e0 italiana e internazionale.<\/p>\n<h4>L\u2019inverno demografico<\/h4>\n<p>Guardiamo, ad esempio, al cosiddetto inverno demografico. Papa Francesco nel suo intervento agli \u201cStati generali della natalit\u00e0\u201d, organizzati venerd\u00ec 14 maggio dal Forum delle Associazioni Familiari, ha ricordato che \u00able cifre drammatiche delle nascite e quelle spaventose della pandemia chiedono cambiamento e responsabilit\u00e0\u00bb. Quella degli \u201cStati generali\u201d \u00e8 stata anche l\u2019occasione per un\u2019assunzione d\u2019impegno da parte del Presidente del Consiglio, Mario Draghi. Sono ormai pi\u00f9 di trent\u2019anni, che la nostra Conferenza puntualmente ricorda la questione demografica: quello che allora si profilava e che con chiarezza avevano illustrato gli esperti, oggi, per l\u2019implacabile legge dei numeri, \u00e8 manifestamente presente a tutti.<\/p>\n<p>Per risalire la china servono ovviamente gli interventi di carattere fiscale e amministrativo, riassunti ad esempio nell\u2019\u201cassegno unico\u201d in via d\u2019implementazione per tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici, servono le politiche attive del lavoro soprattutto femminile, rispettose dei tempi della famiglia e della cura dei figli.<\/p>\n<h4>Un modello di sviluppo chiaro<\/h4>\n<p>E a proposito di lavoro, chiediamo un\u2019attenzione perch\u00e9 questo avvenga sempre in condizioni sicure. Basta morti sul lavoro! \u00c8 un\u2019emergenza da affrontare: servono una strategia e una forte iniziativa nazionale che coinvolga tutti, Governo, Istituzioni e cittadini. Ci auguriamo che si proceda in tal senso. Guardando ancora alla questione demografica, \u00e8 necessario un approccio culturale e, mi si permetta, spirituale. Non sono in gioco gli schieramenti politici e gli interessi, peraltro mutevoli, delle forze politiche. \u00c8 in gioco l\u2019atteggiamento verso il futuro, nei confronti del quale l\u2019inverno demografico e il calo della fecondit\u00e0 denunciano uno strutturale malessere. Per scaldarsi dal freddo dell\u2019inverno, serve un modello di sviluppo chiaro nei principi e negli indirizzi di fondo che sappia non solo farsi carico, ma armonizzare in un quadro organico le varie stagioni della vita, dagli anziani ai bambini.<\/p>\n<h4>Dialogo sul ddl Zan<\/h4>\n<p>Sulla trasmissione e sullo sviluppo della vita e della famiglia non sono accettabili soluzioni al ribasso. Per questo la nostra Presidenza \u00e8 intervenuta con un comunicato a proposito del dibattito in corso sul disegno di legge recante \u201cMisure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull\u2019orientamento sessuale, sull\u2019identit\u00e0 di genere e sulla disabilit\u00e0\u201d. Ribadiamo come ci sia ancora tempo per un \u201cdialogo aperto\u201d per arrivare a una soluzione priva di ambiguit\u00e0 e di forzature legislative.<\/p>\n<h4>Piano di ripresa<\/h4>\n<p>Quanto a un nuovo sviluppo, che abbia chiari non solo i traguardi, ma anche i valori, grande importanza riveste il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Pu\u00f2 essere una occasione importante di crescita collettiva: vi sia la saggezza di coinvolgere tutte le energie positive del Paese, che sono tante e, nello stesso tempo, disperse. Non \u00e8 nostra competenza entrare nelle determinazioni tecniche: nello spirito, ad esempio, dell\u2019\u201cEconomia di Francesco\u201d e della prossima Settimana sociale, \u00e8 opportuno che le varie realt\u00e0 operanti nel mondo cattolico lo seguano con operosa attenzione proprio in ordine al \u201cmodello di sviluppo\u201d. Che \u00e8 italiano e necessariamente europeo; l\u2019Italia \u2013 in concreto, le realt\u00e0 sociali, istituzionali e culturali \u2013 \u00e8 chiamata a dare un contributo pi\u00f9 vivace e propositivo.<\/p>\n<p>Insieme con la lotta alla pandemia, attraverso la cura e la vaccinazione &#8211; due braccia dello stesso impegno &#8211; il PNRR \u00e8 al centro dei compiti programmatici che ha assunto il governo sostenuto da un largo consenso parlamentare. Possa un piano pluriennale di investimenti rappresentare quel tessuto connettivo robusto e condiviso, su cui poi la dialettica e la polarizzazione politica si possano sviluppare con responsabilit\u00e0. Questo Piano pu\u00f2 inoltre diventare un\u2019opportunit\u00e0 per rilanciare l\u2019economia del Paese, dando respiro e ristoro ad una societ\u00e0 provata dalla persistente emergenza sanitaria, che sta producendo effetti molto pesanti sulla situazione socio-economica.<\/p>\n<h4>I nuovi poveri<\/h4>\n<p>Lo raccontano bene i dati raccolti dalla Caritas che delineano un quadro con molte ombre: dal 1\u00b0 settembre 2020 al 31 marzo 2021, le Caritas hanno accompagnato 544.775 persone, in media, 2.582 al giorno. La maggioranza \u00e8 rappresentata da italiani (57,8%). Quasi una persona su quattro (24,4%) \u00e8 un \u201cnuovo povero\u201d, ossia una persona che non si era mai rivolta in precedenza alla rete Caritas. Si tratta di 132.717 persone in totale, in media 629 nuovi poveri al giorno. Nel corso di oltre un anno di pandemia si sono affacciati alle Caritas almeno 453.731 nuovi poveri.<\/p>\n<h4>Appello per la Terra Santa<\/h4>\n<p>Guardando alla situazione internazionale, ci uniamo all\u2019accorato appello del Santo Padre affinch\u00e9 in ogni area di conflitto \u2013 e, in particolare, in Terra Santa \u2013 tacciano le armi e ci si incammini sulla strada del dialogo e della riconciliazione. Di fronte alla guerra, che il Papa ha definito \u00abun fallimento della politica e dell\u2019umanit\u00e0, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male\u00bb, \u00e8 necessario pregare ma anche fare ogni sforzo per favorire la pace. Solo promuovendo la giustizia e lo sviluppo, aiuteremo il Mediterraneo a tornare ad essere ci\u00f2 che fu \u2013 come auspicava Giorgio La Pira \u2013 ovvero luogo di incontro, di unione e di arricchimento reciproco, e non di sofferenza, dolore e morte come accade ormai da troppo tempo, spesso nell\u2019indifferenza generale.<\/p>\n<p>Le cronache di questi giorni rendono ancora pi\u00f9 necessarie iniziative di condivisione e conoscenza reciproca sullo stile di quanto abbiamo vissuto a Bari nel febbraio 2020. Per questo, stiamo studiando un\u2019altra occasione che possa far maturare ancora di pi\u00f9 la coscienza di quanto sia attuale il sogno di La Pira: il Mediterraneo, culla delle civilt\u00e0 monoteiste che egli chiamava \u00abla triplice famiglia di Abramo\u00bb, \u00e8 chiamato a riprendere il suo posto nella storia in un mondo sempre pi\u00f9 minacciato da guerre e distruzione.<\/p>\n<h4>Le migrazioni<\/h4>\n<p>Circa il fenomeno migratorio, la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso i suoi Uffici nazionali, ha garantito l\u2019arrivo in Italia e l\u2019accoglienza in sicurezza di oltre mille profughi dal Medio Oriente e dall\u2019Africa, dimostrando che \u00e8 possibile un\u2019alternativa agli ingressi irregolari e alle morti in mare, su cui un giorno sar\u00e0 severo e inappellabile il giudizio di Dio: \u201cDov\u2019\u00e8 tuo fratello?\u201d.<\/p>\n<h4>Fare tempo e spazio alle domande degli uomini e delle donne di oggi<\/h4>\n<p>Cari confratelli, questi dati ci ricordano che la realt\u00e0 non \u00e8 qualcosa che \u00e8 \u201cl\u00e0 fuori\u201d ed \u00e8 semplicemente da riconoscere. Ogni volta che guardiamo la realt\u00e0, lo facciamo con i nostri occhi. Se la nostra \u00e8 una lettura spirituale della vita, questo ci consente di vedere cose e opportunit\u00e0 di amore che altri non vedono. Per questo, \u00e8 importante esprimere la nostra gratitudine a quanti sostengono lo sguardo verso la realt\u00e0 con la loro testimonianza: sacerdoti (durante la pandemia ne sono morti oltre 200); religiosi e religiose; catechisti e educatori.<\/p>\n<h4>Presenza continua<\/h4>\n<p>Pur nelle difficolt\u00e0 e nelle ristrettezze imposte dalla pandemia, mai \u00e8 mancata la proposta liturgica e di educazione alla vita cristiana. \u00abLa comunit\u00e0 evangelizzatrice si mette mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all\u2019umiliazione se \u00e8 necessario, e assume la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo. [\u2026] Accompagna l\u2019umanit\u00e0 in tutti i suoi processi, per quanto duri e prolungati possano essere\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 uno dei tratti della Chiesa in uscita, che \u2013 nonostante le restrizioni \u2013 ha saputo muoversi verso l\u2019umanit\u00e0. La scena della Pentecoste si conclude di fatto con l\u2019accoglienza di nuovi battezzati, che cominciano con il condividere alcuni capisaldi della vita cristiana: il battesimo, l\u2019eucaristia, il credo degli apostoli, la comunione fraterna e la vita spirituale. Questo quadro tutto sommato idilliaco non \u00e8 l\u2019unico. Pi\u00f9 tardi sorgeranno diversit\u00e0 di vedute e dissensi nella Chiesa delle origini.<\/p>\n<h4>Cuore largo di chi sa discernere<\/h4>\n<p>Eppure, nel cosiddetto Concilio di Gerusalemme quegli uomini cos\u00ec diversi ma riconciliati sono riusciti a trovare una soluzione ai conflitti, valida per sempre. Da una parte, s\u2019individua l\u2019essenziale e su quello si concorda una linea comune; dall\u2019altra, si lascia spazio al carisma personale su ci\u00f2 che essenziale non \u00e8. La stagione che si sta aprendo richieder\u00e0 che soprattutto noi pastori abbiamo il cuore largo di chi sa discernere, evitando gli estremi di un gretto massimalismo o di uno scialbo minimalismo.<\/p>\n<p>Cari confratelli, pensare la Chiesa in termini di riconciliazione significa saper convergere su alcuni punti essenziali, valorizzando nel frattempo anche la creativit\u00e0 e le nuove proposte. Una Chiesa in \u201ccammino sinodale\u201d sa dare e fare tempo e spazio alle domande degli uomini e delle donne di oggi. Una Chiesa in \u201ccammino sinodale\u201d genera uno sguardo positivo e accogliente. Affidiamo i lavori di questa Assemblea all\u2019intercessione della Vergine Maria, del suo sposo Giuseppe e a tutti i Santi e le Sante patroni delle nostre Chiese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La relazione introduttiva del presidente della Cei all&#8217;assemblea dei vescovi<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":18819,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2157,129],"tags":[479,349,2484,2487,251,2490],"class_list":["post-18787","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-top-ultime-notizie","category-voci","tag-bassetti","tag-cei","tag-chiesa-italiana","tag-featured-3","tag-papa-francesco","tag-riconciliazione"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Bassetti: &quot;A Chiesa e societ\u00e0 serve riconciliazione&quot; &#8211; Exaudi<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La Chiesa e la societ\u00e0 hanno bisogno di riconciliazione. 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