{"id":186263,"date":"2026-09-23T18:36:49","date_gmt":"2026-09-23T16:36:49","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=186263"},"modified":"2026-09-23T18:36:49","modified_gmt":"2026-09-23T16:36:49","slug":"sofferenza-fetale-e-prove-scientifiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/sofferenza-fetale-e-prove-scientifiche\/","title":{"rendered":"Sofferenza fetale e prove scientifiche"},"content":{"rendered":"<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In un recente scambio con i media, <\/span><\/span><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">la ministra della Salute spagnola, M\u00f3nica Garc\u00eda<\/span><\/span><\/strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , \u00e8 stata interrogata direttamente da un giornalista sulla possibilit\u00e0, dal punto di vista sanitario, di garantire che il feto non soffra durante un aborto indotto e se tale procedura lasci effetti duraturi sulla madre. La risposta della massima autorit\u00e0 sanitaria del Paese non solo ha evitato di fornire una spiegazione tecnica o medica dettagliata, ma ha anche assunto un tono che metteva apertamente in discussione la pertinenza della domanda stessa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In risposta alla domanda del giornalista, la Ministra ha ripetutamente affermato di non comprendere l&#8217;argomentazione e ha contestato il giornalista, chiedendogli se credesse che ci fossero prove di sofferenza fetale. Dopo che il giornalista ha chiarito di porre la domanda in qualit\u00e0 di giornalista e non di professionista sanitario, la Sig.ra Garc\u00eda ha definito la domanda come contenente una &#8220;sottile tendenza a negare la realt\u00e0 dei diritti delle donne&#8221;. Nel corso del suo intervento, la Ministra ha categoricamente affermato che &#8220;esistono prove scientifiche pi\u00f9 che sufficienti che dimostrano chiaramente l&#8217;assenza di sofferenza&#8221;, ribadendo inoltre che la procedura non causa traumi alle donne.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">M\u00f3nica Garc\u00eda ha inoltre accusato i rappresentanti politici di cercare di far credere alle donne che l&#8217;aborto sia un trauma da cui non si riprenderanno mai, e ha sostenuto che introdurre la variabile della sofferenza fetale \u00e8 &#8220;abbastanza perverso da impedire proprio ci\u00f2 che stiamo cercando di evitare con <\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ojq9WCmXkiY&amp;t=7s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">questa campagna<\/span><\/span><\/strong><\/a><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , ovvero incolpare le donne&#8221;. Infine, il Ministro della Salute ha difeso il diritto delle donne di scegliere liberamente, tutelato dalla legge, e ha inquadrato la posizione del governo come quella di essere in prima linea nella protezione del diritto di decidere in merito alla maternit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Necessit\u00e0 di un confronto scientifico<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La veemenza con cui l&#8217;autorit\u00e0 sanitaria ha negato l&#8217;esistenza della sofferenza fetale e ha definito &#8220;perversa&#8221; la semplice formulazione del dubbio neurobiologico richiede un&#8217;analisi rigorosa. L&#8217;affermazione secondo cui vi sarebbero prove scientifiche &#8220;pi\u00f9 che sufficienti&#8221; a dimostrare la totale assenza di sofferenza fetale \u00e8 scientificamente e medicalmente fondata? O stiamo forse assistendo, al contrario, a una semplificazione del dibattito scientifico motivata da pregiudizi ideologici?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">A differenza delle categoriche dichiarazioni ministeriali, l&#8217;Osservatorio di Bioetica offre una panoramica considerevolmente pi\u00f9 complessa e rigorosa della realt\u00e0 dello sviluppo neurologico nella fase prenatale e della percezione del dolore.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sviluppo del sistema nervoso e delle vie nocicettive<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Le evidenze biologiche indicano che la maturazione del cervello umano inizia molto precocemente, nello specifico nella terza settimana di gestazione, e prosegue con una crescita e una maturazione estremamente rapide per tutta la durata della gravidanza. A causa di questa dinamica di sviluppo continuo, \u00e8 scientificamente impossibile stabilire una soglia statica o categorica che divida nettamente le fasi di assoluta assenza e presenza di dolore.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Studi di neuroanatomia e neurofisiologia rivelano che le connessioni tra i recettori periferici del dolore e il talamo nel cervello fetale umano si stabiliscono effettivamente tra la 19a e la 22a settimana di gestazione. Questa interconnessione funzionale consente la trasmissione degli stimoli nocicettivi e l&#8217;effettiva percezione delle sensazioni dolorose.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il fenomeno neuroadattivo del dolore<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">A questo proposito, il pediatra ed esperto di bioetica <\/span><\/span><a href=\"https:\/\/bioethicstoday.org\/blog\/denying-fetal-pain-in-the-second-half-of-pregnancy-can-undermine-preterm-babies-right-to-analgesia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Dr. Carlo Bellieni<\/span><\/span><\/strong><\/a><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> afferma nelle sue pubblicazioni accademiche che il dolore fetale non \u00e8 un&#8217;illusione o un concetto superato, bens\u00ec un &#8220;fenomeno neuroadattivo che si manifesta nella seconda met\u00e0 della gravidanza, intorno alla 20a-22a settimana di gestazione, e diventa sempre pi\u00f9 evidente agli osservatori e significativo per il feto per tutto il resto della gravidanza&#8221;. Negare questa realt\u00e0 neurobiologica nella seconda met\u00e0 della gestazione significa ignorare i progressi della letteratura scientifica attuale.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Discussione sulle soglie del dolore tardivo e le loro implicazioni cliniche.<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Esistono posizioni istituzionali, come quella espressa dall&#8217;American <\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.acog.org\/advocacy\/facts-are-important\/gestational-development-capacity-for-pain\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG)<\/span><\/span><\/strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> ,<\/span><\/span><\/a><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> o specifiche pubblicazioni su riviste come Nature Neuroscience, che sostengono soglie del dolore molto pi\u00f9 tardive. Secondo queste posizioni, la percezione del dolore non sarebbe possibile prima della 24a o 25a settimana (quando la maturazione della corteccia cerebrale \u00e8 completa) o addirittura sostengono che sia improbabile prima della 29a o 30a settimana di gravidanza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Tuttavia, come chiarisce il dottor Bellieni, e come confermiamo noi dell&#8217;Osservatorio di Bioetica, questa <\/span><\/span><a href=\"https:\/\/fn.bmj.com\/content\/96\/4\/F236\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">&#8220;soglia del dolore tardiva&#8221;<\/span><\/span><\/strong><\/a><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> ha ricevuto severe critiche dalla comunit\u00e0 scientifica a causa della sua fragile base fisiologica. Affermare dogmaticamente che il dolore esiste solo quando la corteccia cerebrale \u00e8 completamente sviluppata ignora il ruolo integrativo delle strutture sottocorticali e talamiche nell&#8217;elaborazione della sofferenza.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Rischi etici nella pratica clinica<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Inoltre, l&#8217;adozione acritica di una soglia del dolore ritardata ha conseguenze cliniche disastrose ed eticamente inaccettabili nella pratica medica quotidiana:<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Assistenza ai neonati estremamente prematuri: Attualmente, la medicina neonatale riesce a garantire la sopravvivenza dei bambini nati molto prematuramente a 22 settimane di gestazione. Se si presupponesse che non avvertano dolore fino alla 24a, 29a o 30a settimana, questi neonati verrebbero privati \u200b\u200bdel diritto fondamentale all&#8217;analgesia durante le procedure mediche invasive.<\/span><\/span><\/li>\n<li><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Chirurgia prenatale e analgesia fetale: Analogamente, i feti di et\u00e0 gestazionale inferiore alle 24 settimane sottoposti a chirurgia intrauterina per la correzione di anomalie congenite non ricevevano anestesia o analgesia durante gli interventi. Fortunatamente, oggigiorno anestesisti e neonatologi somministrano di routine farmaci analgesici a feti e neonati durante queste procedure chirurgiche.<\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il principio di precauzione in medicina<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Di fronte all&#8217;incertezza o alla complessit\u00e0 nella definizione precisa dell&#8217;esperienza del dolore, la medicina e la bioetica richiedono la rigorosa applicazione del principio di precauzione. Negare l&#8217;analgesia durante un intervento chirurgico invasivo basandosi sulla convinzione dogmatica che il feto non provi dolore costituisce negligenza medica e un atto malevolo e inaccettabile dal punto di vista dell&#8217;etica medica.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Valutazione bioetica<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La vita umana possiede un valore intrinseco e una dignit\u00e0 inviolabile in ogni fase del suo sviluppo, dal momento del concepimento fino alla sua fine naturale. L&#8217;embrione e il feto non sono semplici ammassi cellulari o appendici del corpo materno, ma esseri umani appartenenti alla specie Homo sapiens, dotati di continuit\u00e0 biologica e di una propria identit\u00e0 in via di sviluppo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nel dibattito pubblico contemporaneo si sta diffondendo una tendenza sempre pi\u00f9 marcata: il tentativo di utilizzare la presunta assenza di dolore fetale come argomento per minimizzare le implicazioni etiche dell&#8217;aborto. L&#8217;idea che &#8220;uccidere senza dolore sia pi\u00f9 umano, meno riprovevole o pi\u00f9 compassionevole&#8221; \u00e8 ormai ampiamente diffusa, una logica riduzionista che viene applicata sia all&#8217;aborto indotto sia ai contesti dell&#8217;eutanasia o della pena di morte.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Riteniamo che questa posizione contenga una grave fallacia etica. La gravit\u00e0 morale dell&#8217;atto di togliere la vita a un essere umano innocente non dipende dal fatto che l&#8217;atto venga compiuto con un grado maggiore o minore di sofferenza fisica o sotto l&#8217;effetto di analgesici. Togliere la vita rimane un atto intrinsecamente riprovevole e contrario al principio di non maleficenza semplicemente perch\u00e9 viene eseguito con tecniche indolori.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ben lontana dalla distorsione espressa dal Ministro della Salute, la realt\u00e0 dell&#8217;aborto indotto comprende profonde dimensioni di sofferenza fisica e psicologica che colpiscono tutte le parti coinvolte:<\/span><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La sofferenza del feto abortito: negli aborti eseguiti a partire dalla 19\u00aa-22\u00aa settimana di gestazione, vi sono <\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/journals\/neuroscience\/articles\/10.3389\/fnins.2017.00233\/full\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">prove neurobiologiche<\/span><\/span><\/strong><\/a><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> della presenza di recettori e connessioni talamiche che consentono l&#8217;effettiva percezione del dolore fisico durante la procedura distruttiva. Ma anche in fasi precedenti, quando la rete nocicettiva non \u00e8 completamente formata, il feto subisce l&#8217;assoluta violenza ontologica di essere privato della propria esistenza e del proprio sviluppo vitale.<\/span><\/span><\/li>\n<li><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La sofferenza della madre: affermare che l&#8217;aborto sia un intervento neutro e innocuo che non produce effetti duraturi o impatti psicologici significa travisare le prove disponibili sulle conseguenze associate all&#8217;aborto indotto. Le donne che ricorrono all&#8217;aborto sono immerse in un <\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/10\/aborto-y-salud-existen-secuelas-tras-el-aborto-en-las-mujeres-que-lo-practican\/10005059\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">processo traumatico<\/span><\/span><\/strong><\/a><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> in cui spesso convergono pressioni sociali, mancanza di alternative e il dolore emotivo derivante dalla perdita di una vita in gestazione. Altri effetti, come un aumento del rischio di morte, aggravano le conseguenze per le donne che abortiscono.<\/span><\/span><\/li>\n<li><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">L&#8217;aborto indotto costituisce un atto di violenza mediante il quale una vita umana vulnerabile e indifesa viene deliberatamente interrotta.<\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Dal punto di vista dell&#8217;etica del servizio pubblico e della responsabilit\u00e0 medica, i rappresentanti politici e gli amministratori sanitari hanno l&#8217;imperativo dovere di agire con accuratezza e obiettivit\u00e0 scientifica. Liquidare le domande sullo sviluppo neurologico e sulla sofferenza fetale e materna etichettandole come &#8220;negazioniste&#8221;, &#8220;perverse&#8221; o &#8220;colpevolizzanti&#8221; rappresenta un&#8217;intollerabile banalizzazione del problema, dettata da pressioni ideologiche e in contrasto con le prove scientifiche.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Manipolare le prove scientifiche o occultare i dati sullo sviluppo fetale per promuovere un&#8217;agenda politica o sminuire l&#8217;impatto morale dell&#8217;aborto, contribuendo cos\u00ec alla sua diffusione, \u00e8 una condotta inaccettabile che mina il rigore istituzionale. La vera compassione e il rispetto per la dignit\u00e0 umana esigono il riconoscimento della realt\u00e0 biologica del feto e l&#8217;offerta alle donne di alternative concrete e di un sostegno completo, anzich\u00e9 ignorare la sofferenza insita nella distruzione di una vita nascente.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In conclusione, l&#8217;affermazione categorica del Ministro della Salute, M\u00f3nica Garc\u00eda, secondo cui vi sarebbero &#8220;pi\u00f9 che sufficienti&#8221; prove scientifiche sull&#8217;assenza di sofferenza fetale e materna legata all&#8217;aborto indotto, non corrisponde alla complessit\u00e0 scientifica e medica documentata nell&#8217;attuale letteratura neurobiologica e ostetrica. Come dimostrato dagli studi citati in questo rapporto, consultabili tramite i link inseriti nel testo, dalla 19\u00aa alla 22\u00aa settimana di gestazione esistono basi anatomiche e funzionali che consentono al feto di percepire il dolore.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il tentativo di negare il dolore fetale al fine di attenuare la drammaticit\u00e0 dell&#8217;aborto costituisce un pregiudizio ideologico che ignora il principio di precauzione insito nella pratica medica. Da una prospettiva bioetica personalista, la dignit\u00e0 della vita umana nascente risiede nel suo status ontologico di persona, e qualsiasi atto deliberato volto a distruggerla \u00e8 moralmente riprovevole, a prescindere dalla presenza di analgesici. La pubblica amministrazione deve garantire la veridicit\u00e0, il rigore scientifico e l&#8217;effettiva tutela delle vite pi\u00f9 vulnerabili.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nascondere queste informazioni alle donne che si trovano ad affrontare gravidanze indesiderate e che stanno valutando l&#8217;aborto costituisce un attacco alla loro dignit\u00e0, libert\u00e0 e autonomia.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">(I collegamenti ipertestuali inseriti nel testo contengono le fonti della letteratura scientifica che supportano queste affermazioni.)<\/span><\/span><\/p>\n<p><em><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Giulio Tudela. Cristina Castello. Osservatorio di Bioetica. Universit\u00e0 Cattolica di Valencia<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un feto pu\u00f2 provare dolore durante un aborto? Le recenti dichiarazioni del Ministro della Salute, M\u00f3nica Garc\u00eda, che negano l&#8217;esistenza della sofferenza fetale, hanno riaperto un dibattito in cui le prove scientifiche sono ben lungi dall&#8217;offrire risposte semplici. 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