{"id":181131,"date":"2026-08-04T17:57:47","date_gmt":"2026-08-04T15:57:47","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=181131"},"modified":"2026-08-04T17:57:47","modified_gmt":"2026-08-04T15:57:47","slug":"la-scomparsa-dellaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/la-scomparsa-dellaltro\/","title":{"rendered":"La scomparsa dell&#8217;altro"},"content":{"rendered":"<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">&#8220;Tutta la vera vita \u00e8 incontro.&#8221; \u2014 Martin Buber<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">C&#8217;\u00e8 un momento che nessuno ricorda, eppure da cui dipende tutto ci\u00f2 che siamo. Prima ancora di parlare, un bambino fissa lo sguardo su un volto. Prima ancora di conoscere il suo nome, qualcuno lo pronuncia gi\u00e0. Prima ancora di sapere di esistere, \u00e8 gi\u00e0 amato. Nessuno inizia contemplando se stesso: tutti iniziamo contemplando un volto. Il primo sorriso non \u00e8 solo un riflesso biologico, ma la nascita di una relazione: il s\u00e9 si risveglia perch\u00e9 ha prima scoperto un tu.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Quel piccolo evento racchiude gi\u00e0 una tesi antropologica completa, la stessa che ha sostenuto gran parte della riflessione filosofica e teologica occidentale: l&#8217;umanit\u00e0 non trova appagamento nell&#8217;isolamento, ma piuttosto nel confronto con ci\u00f2 che \u00e8 diverso da s\u00e9. La nostra epoca, tuttavia, sembra aver invertito quest&#8217;ordine. Mai prima d&#8217;ora abbiamo vissuto circondati da tanti specchi \u2013 schermi, reti, algoritmi che riflettono incessantemente la nostra immagine \u2013 eppure, raramente \u00e8 stato cos\u00ec difficile trovare un volto capace di contraddirci, completarci o trasformarci. Non si tratta semplicemente di una crisi di costumi, ma di una crisi antropologica: l&#8217;abbandono dell&#8217;alterit\u00e0 come struttura costitutiva del s\u00e9.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La tentazione dell&#8217;autosufficienza: l&#8217;inferno sono gli altri o la scomparsa dell&#8217;altro?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sartre ci ha lasciato in eredit\u00e0 una delle frasi pi\u00f9 citate e meno comprese del XX secolo: &#8220;L&#8217;inferno sono gli altri&#8221;. Non si tratta di una condanna della convivenza, bens\u00ec della consapevolezza che lo sguardo altrui limita la nostra libert\u00e0: ci giudica, ci definisce, ci ricorda che non siamo padroni assoluti di noi stessi. Tutti l&#8217;abbiamo provato nella vergogna di una trasgressione scoperta o nel peso di un giudizio non richiesto.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ma possiamo ribaltare la domanda di Sartre: cosa succede quando l&#8217;altro scompare completamente? Immaginiamo qualcuno che nessuno contraddice, nessuno aspetta, nessuno ricorda. Sarebbe libero, o sarebbe rinchiuso nella prigione pi\u00f9 perfetta: un s\u00e9 incapace di sfuggire a se stesso? Forse il vero inferno non \u00e8 la presenza dell&#8217;altro, ma la sua assenza definitiva. Una solitudine temporanea scelta pu\u00f2 essere contemplazione o riposo; la solitudine assoluta \u00e8 disperazione. Sartre aveva ragione nella sua diagnosi \u2013 l&#8217;altro ci mette a disagio \u2013 ma si \u00e8 fermato prima di affrontare la questione cruciale: se quel disagio non sia proprio il prezzo, e la condizione, del diventare qualcuno.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">&#8220;Non \u00e8 bene che l&#8217;uomo sia solo&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Non \u00e8 un caso che la prima affermazione negativa della Bibbia non riguardi il peccato, bens\u00ec la solitudine: questa osservazione precede la disobbedienza, la morte. Non parla solo di matrimonio: afferma che gli esseri umani non sono stati creati per essere autosufficienti. Hanno bisogno di un &#8220;tu&#8221; per scoprire il proprio &#8220;io&#8221;, di una natura che risvegli la loro meraviglia, di una storia che ricordi loro che il mondo non \u00e8 iniziato con loro.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sant&#8217;Agostino tradusse la stessa intuizione nel linguaggio del desiderio: il cuore rimane inquieto finch\u00e9 non trova una verit\u00e0 pi\u00f9 grande di s\u00e9. Trova pace solo quando smette di rinchiudersi nel proprio orizzonte. In questo risiede la tentazione che attraversa tutta la storia umana: il serpente non offre conoscenza, ma autonomia assoluta \u2013 &#8220;sarete come d\u00e8i&#8221; \u2013 suggerendo che la realizzazione consista nel non dipendere da nessuno, nel decidere da soli cosa sia bene, cosa sia male e persino la propria identit\u00e0. Questa seduzione cambia linguaggio in ogni epoca, ma conserva il suo nucleo: non ascoltare, decidi. Crea te stesso: puro egocentrismo. E, in definitiva, la reclusione in quella realt\u00e0 virtuale che ci attende, secondo le sinistre profezie di Yuval Noah Harari.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Tuttavia, tutta l&#8217;esistenza si fonda su una rete di doni non scelti: la propria lingua madre, la famiglia, gli insegnanti che plasmano la propria intelligenza. Quando la gratitudine svanisce, svanisce anche la meraviglia; e quando la meraviglia scompare, il nostro prossimo cessa di essere un dono e diventa uno strumento, un concorrente o uno spettatore nella nostra stessa vita. Inizia cos\u00ec, silenziosamente, la scomparsa dell&#8217;altro.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il volto che sfida<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La risposta alla tentazione dell&#8217;autosufficienza non \u00e8 diminuire la libert\u00e0, ma comprenderla meglio: l&#8217;uomo non raggiunge il suo pieno potenziale isolandosi, ma aprendosi a ci\u00f2 che non \u00e8 lui stesso. L&#8217;alterit\u00e0 non limita l&#8217;esistenza; la rende possibile. Un figlio fa di un uomo un padre; un discepolo d\u00e0 alla luce un maestro; un amico risveglia una fedelt\u00e0 sconosciuta. Ogni incontro rivela una dimensione di noi stessi che la solitudine avrebbe tenuto nascosta. Pi\u00f9 usciamo da noi stessi, pi\u00f9 diventiamo ci\u00f2 che siamo: il paradosso che Buber formul\u00f2 ponendo il vero inizio della persona non nell&#8217;Io, ma nella relazione Io-Tu: il s\u00e9 non preesiste all&#8217;incontro, ma nasce da esso.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Emmanuel Levinas ha portato questa intuizione alla sua formulazione pi\u00f9 radicale. Il volto dell&#8217;altro non \u00e8 oggetto di contemplazione, ma una presenza che sfida e precede qualsiasi contratto o ragionamento: prima di ogni legge, il volto chiede silenziosamente: &#8220;Che cosa farai di me?&#8221;. In questa priorit\u00e0 etica rispetto a quella ontologica \u2013 la responsabilit\u00e0 precede la libert\u00e0, non la segue \u2013 Levinas ribalta gran parte della tradizione che, fin dai tempi di Cartesio, aveva posto il s\u00e9 pensante come punto di partenza indiscusso. Per lui, il soggetto non si costituisce attraverso il pensiero, ma attraverso la chiamata.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il cristianesimo radicalizza ulteriormente questa intuizione: il nostro prossimo non \u00e8 solo oggetto di compassione, ma anche luogo di incontro con il mistero. Il giudizio finale descritto da Ges\u00f9 Cristo nel Vangelo di Matteo non ruota attorno al successo o alla conoscenza, ma attorno a una domanda fondamentale: cosa hai fatto per l&#8217;altro? Gli affamati, i malati, gli indifesi cessano di essere alla periferia e occupano il centro. Anche chi non condivide questa fede pu\u00f2 riconoscere il potere umanizzante di quest&#8217;idea: una societ\u00e0 inizia a degradarsi quando i pi\u00f9 deboli cessano di avere un volto e diventano semplici statistiche o archivi. Ogni disumanizzazione inizia con un&#8217;astrazione. I regimi totalitari del XX secolo non hanno iniziato uccidendo le persone: hanno iniziato riducendole a categorie \u2013 una razza, una classe, un ostacolo. Quando il volto scompare, la coscienza si abitua a qualsiasi violenza. Poche frasi riassumono questa logica con una precisione cos\u00ec agghiacciante come quella spesso attribuita a Stalin: una morte \u00e8 una tragedia; un milione, una statistica. Dove il volto diventa un numero, la compassione perde il suo scopo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Se questo venisse nuovamente dimenticato, il rischio distopico che incombe su questi esseri egocentrici, gi\u00e0 resi superflui dall&#8217;intelligenza artificiale e dagli altri progressi tecnologici di cui parla Harari, sarebbe enorme.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">L&#8217;io senza un altro che lo contraddica<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Oggi il pericolo assume forme pi\u00f9 sottili. Possediamo una tecnologia prodigiosa, eppure ogni progresso \u00e8 insufficiente senza una visione elevata dell&#8217;umanit\u00e0. Ogni crisi storica in genere inizia come una crisi antropologica: prima di perdere una civilt\u00e0, l&#8217;umanit\u00e0 perde la risposta alla domanda su se stessa e, con essa, la domanda sull&#8217;altro.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Parliamo continuamente di identit\u00e0, ma raramente consideriamo il miracolo dell&#8217;alterit\u00e0. Charles Taylor ha descritto questa deriva come il lato oscuro dell&#8217;ideale moderno di autenticit\u00e0: una cultura che incoraggia l'&#8221;essere fedeli a se stessi&#8221; rischia di dimenticare che il s\u00e9 si scopre solo nel dialogo con qualcosa \u2013 o qualcuno \u2013 che lo trascende. L&#8217;identit\u00e0, infatti, non matura mai nell&#8217;isolamento: ha bisogno di uno sguardo che la confermi, di una parola che la nomini, di un volto che la ami. Uno specchio riflette solo ci\u00f2 che gi\u00e0 siamo; non rivela mai ci\u00f2 che possiamo ancora diventare. Per questo, abbiamo bisogno degli altri.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Le grandi tradizioni spirituali dell&#8217;umanit\u00e0 hanno intuito, ciascuna a suo modo, che l&#8217;essere umano raggiunge la piena realizzazione solo trascendendo lo stretto orizzonte del s\u00e9. \u00c8 per\u00f2 importante distinguere tra due percorsi che oggi vengono facilmente confusi. Alcune antiche spiritualit\u00e0 orientali \u2013 e con esse gran parte della sensibilit\u00e0 New Age contemporanea, che le ha rese popolari in Occidente, spesso riducendole a semplici tecniche di benessere \u2013 tendono a concentrare quasi tutta la ricerca all&#8217;interno della coscienza: la dissoluzione del s\u00e9 individuale in un tutto impersonale, o la sua fusione con un&#8217;energia diffusa che, in definitiva, non ha volto, non sfida e non esige una risposta. Il silenzio, la contemplazione e la conoscenza di s\u00e9 hanno un valore innegabile; ma quando la trascendenza viene concepita come un viaggio esclusivamente interiore, il s\u00e9 rischia di non trovarvi altro essere, bens\u00ec un&#8217;eco pi\u00f9 raffinata di se stesso.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La riflessione contemplativa della tradizione cristiana \u2013 da Agostino ai grandi mistici \u2013 indica un&#8217;altra direzione: non cerca il s\u00e9 come rifugio finale, ma come soglia verso ci\u00f2 che lo trascende. Si discende al centro dell&#8217;anima per trovarvi, appunto, il grande Altro che non va confuso con il proprio io e che, come il volto di Levinas, sfida e si rifiuta di dissolversi. Il rischio attuale, dunque, non \u00e8 l&#8217;interiorit\u00e0 in quanto tale, ma la sua riduzione a una comoda autoreferenzialit\u00e0: una discesa che non cerca pi\u00f9 di emergere, ma di radicarsi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">L&#8217;amore coniugale come differenza necessaria e benvenuto<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Poche esperienze manifestano questa verit\u00e0 con la stessa chiarezza dell&#8217;amore tra un uomo e una donna: non l&#8217;unica forma d&#8217;amore, ma certamente quella in cui la differenza si presenta come una promessa, non come una minaccia. Nessuno si innamora del proprio doppio; amiamo ci\u00f2 che, essendo diverso, risveglia possibilit\u00e0 che non sapevamo di possedere. Papa Giovanni Paolo II, nella sua riflessione sul dono reciproco delle persone, ha descritto l&#8217;amore proprio come questo donarsi reciprocamente che non cancella la differenza, ma la trasforma in fecondit\u00e0 \u2013 familiare, artistica, intellettuale, spirituale.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Oggi, per\u00f2, spesso non cerchiamo pi\u00f9 qualcuno che ci completi, ma piuttosto qualcuno che confermi chi gi\u00e0 siamo; non qualcuno che ci trasformi, ma qualcuno che rafforzi la nostra immagine di noi stessi. L&#8217;altro cessa di essere un mistero e diventa una mera estensione del s\u00e9, ed \u00e8 per questo che tante relazioni diventano intercambiabili e fugaci: se l&#8217;altro ha valore solo finch\u00e9 soddisfa le mie aspettative e proiezioni, pu\u00f2 essere sostituito non appena non sembra pi\u00f9 svolgere quel ruolo o qualcun altro pu\u00f2 farlo pi\u00f9 facilmente. L&#8217;effimero cessa di essere casuale e diventa la logica del legame. Non si tratta di idealizzare il passato o di ignorare i fallimenti che da sempre accompagnano la condizione umana, ma di riconoscere che una cultura che smette di valorizzare la differenza impoverisce tutte le sue relazioni. Quando l&#8217;alterit\u00e0 si indebolisce, l&#8217;amore si indebolisce; quando l&#8217;amore si indebolisce, la famiglia perde stabilit\u00e0; e quando la famiglia smette di trasmettere una storia condivisa, la societ\u00e0 nel suo complesso inizia a dimenticare chi \u00e8.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00c8 bene dirlo chiaramente: la coppia formata da un uomo e una donna non \u00e8 solo una delle tante formule per organizzare l&#8217;affetto, ma la matrice biologica e simbolica su cui si fonda la continuit\u00e0 stessa di una societ\u00e0. Nessuna civilt\u00e0 pu\u00f2 sopravvivere senza generazioni successive, e nessuna generazione viene al mondo senza quell&#8217;incontro originario tra due differenze che, unendosi, danno origine a una terza: il bambino, che, come il bambino del primo paragrafo di questo saggio, imparer\u00e0 a riconoscere un volto prima di ogni altra cosa. Ecco il cerchio: la crisi dell&#8217;alterit\u00e0 non \u00e8 una mera crisi filosofica astratta, ma ha un luogo concreto in cui si manifesta per la prima volta e in modo pi\u00f9 grave \u2013 la crescente fragilit\u00e0 del legame stabile tra uomo e donna \u2013 e una conseguenza altrettanto concreta: una societ\u00e0 che cessa di confidare in questa forma di unione finisce, prima o poi, senza che la generazione successiva possa ereditarla. La crisi demografica, la fragilit\u00e0 delle relazioni e il diffuso senso di solitudine contemporanea potrebbero non essere fenomeni indipendenti, ma sintomi della stessa difficolt\u00e0: riconoscere che l&#8217;altro non \u00e8 stato posto sul nostro cammino per rispecchiarci, ma per ampliare l&#8217;orizzonte della nostra esistenza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Epilogo: lo sguardo dell&#8217;altro ci riporta a noi stessi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Una donna anziana che conoscevo entr\u00f2 in una casa di riposo dopo la morte del marito. Mantenne la memoria e l&#8217;intelligenza, ma parlava sempre meno, senza alcuna apparente ragione medica. Un&#8217;infermiera not\u00f2 un dettaglio quasi impercettibile: tutti si prendevano cura di lei nel modo giusto, ma pochi si fermavano a guardarla negli occhi. Inizi\u00f2 a sedersi accanto a lei per qualche minuto ogni giorno. Il trattamento non cambi\u00f2; ci\u00f2 che cambi\u00f2 fu il modo in cui la guardava. Poco a poco, la conversazione e la voglia di vivere tornarono. La malattia non era scomparsa; qualcosa di pi\u00f9 pericoloso s\u00ec: la sensazione di essere invisibile.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Forse anche una civilt\u00e0 pu\u00f2 ammalarsi in questo modo. Quando smettiamo di vedere le persone e percepiamo solo funzioni, categorie o interessi, qualcosa di profondamente umano si estingue. Una societ\u00e0 inizia a guarire quando comprende che nessuno dovrebbe essere invisibile: n\u00e9 i non nati, n\u00e9 i neonati, n\u00e9 gli anziani abbandonati a causa della loro fragilit\u00e0, n\u00e9 tantomeno coloro che sono gi\u00e0 morti, purch\u00e9 il loro volto continui a vivere nella memoria e nella gratitudine di chi ne porta avanti la storia. Una civilt\u00e0 non si misura solo dalla ricchezza che produce o dal potere che accumula, ma dai volti che \u00e8 in grado di riconoscere, proteggere e ricordare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Lo specchio riflette una sola immagine.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il volto dell&#8217;altro ci riporta a noi stessi.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;eclissi del volto e la crisi dell&#8217;alterit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":171,"featured_media":181050,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"_wpcom_ai_launchpad_first_post":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[129],"tags":[12249,22308,119820,5352,119822,119823,119824,113059,15546,90979,81437,83097,21078,119821,119825,119826,119827],"class_list":["post-181131","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-voci","tag-amore-coniugale","tag-crisi-antropologica","tag-crisi-dellalterita","tag-crisi-demografica","tag-eclissi-del-volto","tag-emmanuel-levinas-2","tag-filosofia-dellalterita","tag-impatto-della-tecnologia","tag-individualismo-2","tag-iperconnettivita","tag-jose-felix-merladet-2","tag-martin-buber-2","tag-relazioni-umane","tag-scomparsa-dellaltro","tag-solitudine-contemporanea","tag-valore-della-differenza","tag-yuval-noah-harari-2"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La scomparsa dell&#039;altro &#8211; 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