{"id":168652,"date":"2026-04-28T15:30:50","date_gmt":"2026-04-28T13:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=168652"},"modified":"2026-04-28T15:30:50","modified_gmt":"2026-04-28T13:30:50","slug":"lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/","title":{"rendered":"&#8220;Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Yo<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sulla vocazione dell&#8217;umanit\u00e0<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In concomitanza con il tempo di Quaresima, che ci prepara e ci conduce alla celebrazione della Passione e della Pasqua del Signore, e quasi come un&#8217;immagine metaforica attraverso cui vedo la natura partecipare a una sintesi allusiva dell&#8217;atmosfera del calendario ecclesiastico, la grande finestra rivolta a ovest che illumina la scrivania dove scrivo da sinistra mi permette di godere dei contrastanti e variegati cambiamenti del fitto boschetto, composto soprattutto da mogano ( <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Swietenia macrophylla<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> ) che cresce sui marciapiedi e sul lungo spartitraffico centrale del viale. Con le abbaglianti peculiarit\u00e0 dell&#8217;intenso sole tropicale, e a seconda della luce ricevuta in ogni spazio e delle corrispondenti e variabili ombre che cadono durante i giorni dell&#8217;anno \u2013 curiose circostanze che alterano l&#8217;aspettativa di una presunta sincronizzazione nei processi naturali di crescita \u2013 gli alberi presentano simultaneamente stati diversi nel mio campo visivo: il fogliame di alcuni mogano \u00e8 ancora verde; Altri hanno gi\u00e0 aperto i loro frutti legnosi e ovoidali e stanno disperdendo i semi a forma di sorprendente pinna o di pala di elica, diffondendo il loro messaggio in un volo vorticoso, gioioso e veloce. Quelli pi\u00f9 vicini alla finestra, perseverando nella loro annuale caducit\u00e0, solo un paio di giorni fa hanno perso completamente le foglie, spogliando i rami, e oggi si presentano con la nuova crescita delle loro numerose piccole foglie marroni che presto torneranno verdi, come un risveglio di sorrisi che annunciano il rinnovamento. Fedeli al DNA portato dal loro seme, i mogano compiono ogni anno il ciclo stagionale che comprende l&#8217;intenso verde, la comparsa dei minuscoli fiori giallo-verdi e il successivo annuncio dei frutti; pi\u00f9 tardi, la dispersione dei semi volatili \u2013 uno spettacolo che mi stupisce sempre come un gioco di bambini \u2013 e la completa caduta delle foglie, simile alla siccit\u00e0 e alla morte della pianta. Infine, e solo due o tre giorni dopo, si verifica di nuovo l&#8217;annuale esplosione di nuovo fogliame, annunciando la ripresa della vita.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Forse potremmo estendere un po&#8217; di pi\u00f9 la meditazione suggerita da questa contemplazione botanica. Il riferimento al seme e al suo DNA, che, da una certa prospettiva, equivale alla sua essenza e alla sua vocazione, mi porta a pensare alle immagini che condivido con gli studenti come a una sorta di promemoria quando parliamo delle tre virt\u00f9 teologali. Certo, le parole\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">vocazione<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0e\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">virt\u00f9<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0sono necessariamente associate alla definizione stessa di cosa significhi essere umano, ma con un esercizio di immaginazione, forse potremmo comprendere meglio l&#8217;intima connessione tra esse e l&#8217;essere di ogni persona. Ogni seme \u2013 prendiamo ad esempio il seme di mogano \u2013 per realizzare appieno la definizione del suo essere codificata nel suo specifico DNA, possiede quelle che potremmo definire tre &#8220;virt\u00f9&#8221;, elementi fondamentali che rendono possibile la germinazione. Osiamo, per un momento, immaginare giocosamente il seme con una coscienza che discerne quali siano queste virt\u00f9? Accettando questa comoda immagine, e se riusciamo a proseguire il gioco, possiamo vedere che il seme, per essere veramente ed efficacemente un seme,\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">crede<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , ha memoria e sa con assoluta certezza di provenire da un mogano e che questa\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">fede<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0lo lega indissolubilmente all&#8217;albero della sua origine, un legame che si estende anche all&#8217;eredit\u00e0 della specie di cui \u00e8 responsabile. Tale certezza si traduce nella fiducia inequivocabile che, attraverso il suo essere di seme, attraverso il suo potenziale, nascer\u00e0 una nuova pianta, verr\u00e0 prodotto un altro mogano, il che plasma la sua missione e la sua vocazione: questa \u00e8 la sua\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">speranza<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> . Ma, per confermare e cristallizzare questa speranza nel futuro, il seme deve rinunciare alla sua conservazione e cessare di rimanere nello stato iniziale che lo identifica nella sua forma e nel suo aspetto. Affinch\u00e9 sia \u200b\u200bveramente un seme nella sua pienezza che d\u00e0 origine a una nuova pianta e non un membro sterile della collezione in un vecchio contenitore, deve spogliarsi della sua struttura e dei suoi componenti nel terreno che lo riceve; Deve arrendersi e cessare di esistere: deve morire come un seme affinch\u00e9 il germe al suo interno possa vivere, crescere e trasformarsi. Questa abnegazione, questa completa resa di s\u00e9 per il bene di un&#8217;altra vita, non descrive forse in modo analogo ci\u00f2 che in essenza conosciamo come\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">amore caritatevole?<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In quella decisione di rinuncia che attiva e conferma veramente l&#8217;essere del seme affinch\u00e9 possa dare vita, ritroviamo, per nostro utile promemoria, l&#8217;inscindibile legame tra fede, speranza e carit\u00e0 unite nella manifesta vocazione del seme. Questa riflessione, tuttavia, scaturisce da una metafora didattica utile e scelta, poich\u00e9 dobbiamo tenere presente che la vera pienezza dell&#8217;essere umano, come risultato del dono d&#8217;amore di s\u00e9, esige la volont\u00e0 consapevole e libera di donarsi come dono gratuito d&#8217;amore, rivolto anche a un destinatario specifico e personale. In modo unico, intimo e paradigmatico, Ges\u00f9 ha compiuto questo incarnandosi e realizzando cos\u00ec la volont\u00e0 del Padre di salvare l&#8217;umanit\u00e0 e ciascuno di noi; Cristo \u00abmi ha amato e ha dato se stesso per me\u00bb, ci dice precisamente san Paolo (Galati 2,20). Penso allora a come Ges\u00f9 abbia usato la stessa immagine del seme con la pi\u00f9 luminosa chiarezza per annunciare la sua necessaria Pasqua e anche la sua Gloria: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto\u00bb (Gv 12,24). L&#8217;annuncio \u00e8 anche un invito a seguire il cammino che Egli traccia e a scoprire in ogni passo scelto la nostra intima vocazione, cos\u00ec simile a quella del seme. Ancora una volta, san Paolo completa la metafora della semina, identificandola con la promessa della nostra risurrezione e della beatitudine divina (1 Corinzi 15,35-58).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Quando parlo di vocazione, mi rifaccio ancora una volta a esperienze che amo rievocare. Spesso, nel contesto delle riflessioni che emergono nei corsi che offro agli studenti per incoraggiare la lettura e la letteratura, in particolare attraverso l&#8217;immaginario delle leggende arturiane alla luce del Don Chisciotte, e anche nel contesto del servizio, quando tengo lezioni per la formazione francescana specifica, quasi sempre, come naturale corollario dei dialoghi, finisco per condividere un&#8217;affermazione interrogativa che, con spirito giocoso e senza mirare all&#8217;originalit\u00e0, cerco di incoraggiare un momento di riflessione per assaporare il significato e la portata delle parole: &#8220;Qual \u00e8 la vocazione dell&#8217;umanit\u00e0?&#8221;, chiedo. Rispondendo concisamente con &#8220;essere umani&#8221;, senza alterare la frase ma concentrandomi sul verbo in cui si \u00e8 trasformato il sostantivo della domanda precedente, aspiro a promuovere la consapevolezza dell&#8217;ineludibile scopo essenziale che ci chiama e che ciascuno di noi, nella propria particolare esistenza, deve raggiungere: essere umani, essere pienamente umani, trovare la realizzazione umana; una realizzazione che invariabilmente associamo al bene. Tuttavia, forse in questo momento pu\u00f2 venire in mente il vecchio e tradizionale aforisma &#8220;errare \u00e8 umano&#8221;, come se commettere errori costituisse la sostanza fondamentale dell&#8217;umanit\u00e0 e che proprio questo fatto definisse la vocazione a cui mi riferisco, una sorta di scusa e condanna nell&#8217;accettazione del limite. Ci\u00f2 che questa massima rivela in realt\u00e0 \u00e8 una propensione all&#8217;errore associata alla nostra fragile condizione, per cui tale affermazione trova un&#8217;altra, pi\u00f9 stimolante, asserzione in una delle varianti della frase: &#8220;ma correggere \u00e8 saggio&#8221;; e tale correzione mira indubbiamente ad avvicinarci al necessario cammino della vita, a seguire un ideale di ci\u00f2 che \u00e8 veramente buono.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sembrerebbe evidente che, per realizzare e mantenere la propria vocazione individuale \u2013 che trova al contempo espressione nell&#8217;esperienza condivisa della comunit\u00e0, soprattutto nella consapevolezza che gli esseri umani \u00abnon possono trovare la propria realizzazione se non nel dono sincero di s\u00e9 agli altri\u00bb ( <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Gaudium et spes<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , 24) \u2013 sia necessaria una prudente e incessante coltivazione delle facolt\u00e0 e potenzialit\u00e0 della natura umana stessa, che comprendono la dimensione spirituale, intellettuale, sensoriale e biologica. La vocazione umana si definisce dunque tra limiti e potenzialit\u00e0, e a tal fine la virt\u00f9 cardinale della prudenza, definita nell&#8217;etica cristiana come saggezza in azione, ci chiede di agire in conformit\u00e0 alla realt\u00e0; la stessa etica che si identifica con la vera immagine dell&#8217;essere umano a cui ogni persona \u00e8 chiamata: \u00abDio cre\u00f2 l&#8217;uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo cre\u00f2; maschio e femmina li cre\u00f2\u00bb (Genesi 1,27). Cos\u00ec, il\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Catechismo della Chiesa Cattolica<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0(n. 1877) spiega precisamente chi delinea i contorni di questa immagine della vocazione umana alla vera pienezza: Ges\u00f9, Figlio di Dio, e Dio con il Padre (Mt 11,27 e Gv 10,30; 14,9-11). La vocazione alla pienezza \u00e8 intrinseca alla fede donata dallo Spirito (1 Corinzi 12,3) e che contempla l&#8217;\u00abIo sono\u00bb del Figlio (Gv 8,58) in armonia con la voce del Padre (Esodo 3,14). Questa sar\u00e0 la convinzione di Francesco d&#8217;Assisi, che vedr\u00e0 la vocazione umana non solo nell&#8217;annuncio del messaggio evangelico d&#8217;amore, ma soprattutto nella forma concreta ed esplicita di quell&#8217;amore che si manifesta nell&#8217;ultimo dono e offerta di Ges\u00f9 Cristo, dall&#8217;Incarnazione al sacrificio della sua morte, che culminer\u00e0 nella pienezza della gloria della Risurrezione.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">II<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">&#8220;Benvenuta, sorella morte.&#8221;<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">L&#8217;esortazione e l&#8217;incommensurabile svuotamento di s\u00e9 di Ges\u00f9, lo spogliarsi della sua natura divina per venire esclusivamente a servire e donarsi all&#8217;umanit\u00e0 attraverso la spogliazione, la\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">kenosi<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0tanto affascinante per\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">il Piccolo Poverello d&#8217;Assisi,<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0costituir\u00e0 la chiave della logica che egli percorre nel suo cammino per adempiere al comandamento dell&#8217;amore attraverso l&#8217;umilt\u00e0 e nell&#8217;abbracciare per s\u00e9 la povert\u00e0, affermata in completo distacco. Non smetto mai di ammirare la chiarezza con cui Francesco d&#8217;Assisi comprende, nella sua vita quotidiana e dalla pi\u00f9 profonda interiorit\u00e0, da una conoscenza che \u00e8 al tempo stesso un vero sapore del corpo \u2013 perch\u00e9 fonde intelletto, intuizione e sensibilit\u00e0 \u2013 questa verit\u00e0 che si manifesta nell&#8217;esistenza e nell&#8217;universo, cos\u00ec come nella guida delle sue azioni, del suo cammino di pellegrino di vita, che cerca di tradurre nella sua predicazione e nei suoi pochi scritti. Egli ama veramente Dio \u00abcon tutto il suo cuore, con tutta la sua anima, con tutta la sua mente e con tutta la sua forza\u00bb (Marco 12,30; Deuteronomio 6,5), e questo stesso amore, nel riconoscimento della sua filiazione al Padre Creatore, lo lega in una fraternit\u00e0 d&#8217;amore universale a tutti gli esseri umani senza distinzione e anche a ogni creatura del Signore che condivide la nostra Casa Comune. La composizione del\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico di Frate Sole<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0o\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico delle Creature\u00a0<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> (FF 263), nell&#8217;ultima fase della sua vita, si realizza al culmine della rivelazione dell&#8217;essere che trova la sua pienezza nel completo dono di s\u00e9. E questa illuminazione pu\u00f2 manifestarsi soltanto nell&#8217;irrefrenabile celebrazione di questa verit\u00e0 della Creazione e nella consapevolezza di appartenervi, un essere singolare e cosciente che presuppone anche la conoscenza e l&#8217;accettazione della finitezza temporale sulla terra, l&#8217;abitare riconciliato che deve essere espresso per essere anche possibile:\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">il canto \u00e8 esistenza<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , come formula \u00c9loi Leclerc, citando il verso lucido e suggestivo di Rainer Maria Rilke. E Francesco, assumendosi il ruolo di menestrello di Dio accanto ai suoi compagni d&#8217;avventura, con l&#8217;immagine memorabile, o meglio, quasi inseparabile del suo vivere con la gioia che consiste nell&#8217;adorare e nell&#8217;amare, canta cos\u00ec le meraviglie dell&#8217;esistenza di tutta la creazione, che in s\u00e9 ci mostra la bont\u00e0, la verit\u00e0 e la bellezza dell&#8217;essere, in armonia affermativa con lo sguardo sorridente del Padre Creatore che \u00abvide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono\u00bb (Genesi 1,31). Egli raggiunge questo obiettivo vivendo la povert\u00e0 che ha scelto seguendo Ges\u00f9, nella pi\u00f9 completa spogliazione che lo porta a vedere, apprezzare e ricevere ogni cosa come un dono, anche ci\u00f2 che per noi \u00e8 misterioso, ci\u00f2 che non comprendiamo e che addirittura ci incute timore: egli confida nel ricevere ogni cosa con la grazia dello spirito e anche come grazia ricevuta che cos\u00ec acquista pieno significato.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ho appena scritto queste parole\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">con piena consapevolezza<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0, e sento che, sebbene vere, le sto scrivendo quasi come se fossero una formula preconfezionata, esprimendo una mera accettazione che non posso ignorare. Perci\u00f2, forse dovrei soffermarmi un po&#8217; pi\u00f9 a lungo su questa riflessione. \u00c8 curioso che le strofe finali che completano il\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico delle Creature<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0non siano state composte solo per rispondere a momenti diversi, ma anche che le lodi al Signore non si concentrino pi\u00f9 unicamente sull&#8217;indicare gli elementi del Creato che stupiscono i nostri sensi con il dono della loro esistenza, come il sole che ci elargisce la sua luce, il suo calore e il suo splendore; la luna con le sue fasi evocative e le stelle scintillanti che silenziosamente ci offrono la loro bellezza nel cielo notturno; il vento sempre mutevole che trasporta l&#8217;aria in ogni istante, lo stesso vento che riempie l&#8217;interno dei nostri corpi permettendoci di respirare, un segno inconfondibile e consapevole del nostro essere; l&#8217;acqua, utilissima e rinfrescante, il cui incontro tangibile nella sete e nel bisogno provoca una gioia quasi indescrivibile; Il fuoco e le sue forme radiose e mutevoli, un&#8217;energia calda e luminosa simile alla gioia festiva; e la terra che ci accoglie e ci protegge, producendo i frutti variegati che ci sostengono quando cerchiamo di prendercene cura e di coltivarla con il nostro lavoro. Come coda necessaria che ci rivela il tema centrale del\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In quella che potrebbe essere considerata la fase conclusiva relativa alla vita umana all&#8217;interno del Creato, Francesco menziona in due delle tre strofe finali le lodi al Signore proprio per ci\u00f2 che scaturisce dalle esperienze di sofferenza, malattia e morte \u2013 che, per parafrasare ancora Rilke, nella nostra vita quotidiana si presentano a noi con il volto terrificante degli inevitabili \u201cdraghi\u201d dell\u2019esistenza. Noi esseri umani, cos\u00ec profondamente legati alla vita e alla paura di ci\u00f2 che non conosciamo e di ci\u00f2 che ci attende, sappiamo che questi draghi esistono; ne accettiamo forse i concetti con un atteggiamento alquanto stoico e inflessibile; a volte li guardiamo con freddezza e distacco, quasi in un clima di alienazione. E nel contesto della fede, a meno che non si sia avuta una vera esperienza di Dio nella vita che trasformi la propria visione, non resta che seguire un\u2019obbediente rassegnazione al loro misterioso significato nella promessa di speranza. Generalmente evitiamo di parlare di questi draghi, come se questa precauzione potesse in qualche modo scongiurare il loro incontro e il loro confronto, tentando di rimandarli e allontanarli nel tempo. Nel nostro naturale amore per noi stessi e nell&#8217;istintivo attaccamento alla vita, la percezione del momento della morte si presenta a noi con un&#8217;opacit\u00e0 forse impenetrabile, ancor pi\u00f9 quando consideriamo le morti causate da ingiustizie o quelle assurde e accidentali che provocano il nostro naturale rifiuto e ci portano a interrogarci sul perch\u00e9 accadano. Quando focalizziamo lo sguardo sulla nostra situazione particolare e riflettiamo un po&#8217; sulla morte, ne riconosciamo l&#8217;inevitabilit\u00e0, anche se quasi sempre lo facciamo con una consapevolezza esterna, con un concetto preconcetto e imposto, appreso dall&#8217;esterno piuttosto che realmente accolto, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di un&#8217;esperienza personale precedente, anche se abbiamo sofferto l&#8217;angoscia di un lutto acuto o forse lo strano, paralizzante torpore quando muore una persona cara o siamo testimoni diretti di questo evento in qualcuno che conosciamo molto poco. Ma quella stessa perplessit\u00e0, che \u00e8 accompagnata anche da una conseguente tristezza e spesso dal dolore di quella partenza, cos\u00ec costante in ogni esperienza, pu\u00f2 forse cambiare il suo solito segno con un&#8217;altra luce che brilla dall&#8217;interno. Sebbene, in quanto esseri umani, ogni spiegazione definitiva ci sfugga, non potrebbero questi misteri essere visti anche come doni, indistinguibili a prima vista perch\u00e9 ci siamo lasciati trascinare dall&#8217;inerzia dell&#8217;afflizione, della stranezza o della vana negazione? Non sono forse anche le &#8220;valli dell&#8217;ombra della morte&#8221; (cfr. Salmo 23,4) dei doni? Cosa possono rivelarci quei passi, passi che percorriamo per un certo tempo e che ci appaiono cos\u00ec oscuri perch\u00e9 non riusciamo a intravederne la fine? Rilke allude ai draghi dei miti che, nell&#8217;istante supremo e improvviso di generosa resa nella costanza dell&#8217;eroico, si trasformano in principesse.E cos\u00ec, con acume, aggiunge in uno dei suoi consigli al giovane poeta: \u00abForse tutti i draghi della nostra vita sono principesse che aspettano solo questo, di vederci una volta belli e coraggiosi\u00bb. Francesco d&#8217;Assisi inizialmente non possedeva questa chiarezza di visione quando, in una volubile aspirazione all&#8217;eroismo e alla nobilt\u00e0, desiderava essere un cavaliere nella sua avventura frustrata, interrotta a Spoleto intorno all&#8217;estate del 1205, un punto di svolta che diede inizio al suo processo di conversione per diventare il santo della fraternit\u00e0 universale che conosciamo. Verso la fine della sua vita, circa vent&#8217;anni dopo quell&#8217;episodio e dopo un intenso pellegrinaggio non privo di gravi malanni e malattie, Francesco ci rivela e condivide con noi, nella sua fiduciosa esperienza di \u00ablasciare che Dio sia Dio\u00bb, l&#8217;illuminazione della sua\u00a0<\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> finale \u00a0; apprezziamo come egli abbracci con ispirata naturalezza i draghi sempre presenti come doni che ispirano la sua lode e gratitudine: l&#8217;essere riesce a rivestire la sua anima di bellezza e coraggio per ricevere con sorprendente calore \u00abla nostra sorella \/ morte corporea, \/ dalla quale nessun uomo vivente \/ pu\u00f2 sfuggire\u00bb. L&#8217;affettuoso titolo fraterno rivolto alla morte non lascia dubbi sulla sua affermazione di resa al tutto, con il suo mistero e la sua strana e paradossale complessa semplicit\u00e0 quando contrasta con il vivente, e che viene cos\u00ec riconosciuta come grazia, perch\u00e9 Ges\u00f9 nel suo generosissimo\u00a0 modo <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">kenotico<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0(Filippesi 2,6-8) \u00e8 morto anche sulla croce e ha ugualmente vinto la morte con la risurrezione e l&#8217;ha trasformata per noi attraverso la sicura promessa della pienezza della vita gloriosa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leggenda di Perugia<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , nota anche come\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Compilazione di Assisi<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0e composta prima del 1246, narra che nell&#8217;autunno del 1226, mentre giaceva malato e veniva curato nel palazzo vescovile di Assisi da un medico amico di Arezzo, Francesco esclam\u00f2 &#8220;con immensa gioia, interiore ed esteriore&#8221;, ricevendo la diagnosi della sua incurabile malattia: &#8220;Benvenuta, sorella Morte&#8221;. Lo stesso testo biografico racconta come\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">il Poverello<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , &#8220;per confortare il suo spirito e per impedire che il suo coraggio si scoraggiasse a causa dei suoi molti e vari malanni&#8221;, invitasse spesso i suoi compagni a cantare il\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico del Sole<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , espressione della sua intensa gioia, inizialmente inconcepibile per coloro che gli erano pi\u00f9 vicini, incluso lo sconcertato frate Elia, vicario generale dell&#8217;ordine. Per questo motivo, disse anche al medico che lo assisteva: &#8220;Non sono un codardo che teme la morte&#8221;. \u00abIl Signore, per sua grazia e misericordia, mi ha unito a s\u00e9 cos\u00ec strettamente che mi sento felice di vivere come di morire\u00bb ( <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leggenda di Perugia<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , 99-100; FF 1638). Credo sia importante sottolineare questo fatto, in cui Francesco ebbe la beata grazia di conoscere l&#8217;imminenza della sua dipartita da questo mondo, perch\u00e9 ci\u00f2 gli permise di prepararsi umanamente e spiritualmente ai suoi ultimi momenti, sia nella vita che nella morte, come leggiamo nella preziosa fonte della\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leggenda di Perugia<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> . Come possiamo interpretare questi felici passi del suo pellegrinaggio verso il suo destino terreno finale?<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">III<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Resoconti della morte di Francesco d&#8217;Assisi<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Con delicatezza, frate Pietro Maranesi, nel suo libro *\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La via di frate Francesco <\/span><\/span><\/em><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">. Gli ultimi tre anni della vita del santo: introduzione ai centenari francescani<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0* (2023), distingue tra le principali fonti biografiche sul santo due diverse prospettive che ci mostrano come Francesco abbia incontrato &#8220;sorella Morte&#8221;. Da un lato, la *\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leggenda di Perugia*<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , una raccolta di testi che riuniscono le testimonianze dei suoi compagni pi\u00f9 costanti (&#8220;Noi che abbiamo vissuto con il beato Francesco e abbiamo scritto queste cose su di lui, ne siamo testimoni\u2026&#8221;, \u00e8 una frase che possiamo leggere nel frammento 14), presenta forse una visione pi\u00f9 vicina e umana di quella che potrebbe essere considerata &#8220;la morte di un uomo cristiano&#8221;, descrivendo dettagli che rivelano maggiore spontaneit\u00e0 e anche gusto e amore per la vita, nonch\u00e9 un ricordo di ci\u00f2 che essa ha offerto. D&#8217;altra parte, le biografie riconosciute come ufficiali \u2013 vale a dire la prima\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Vita<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0di Tommaso da Celano, commissionata da papa Gregorio IX nel 1229 poco dopo la canonizzazione di Francesco, e in particolare la\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leggenda Maggiore<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , completata intorno al 1263 da san Bonaventura, che divenne il testo conciliatore definitivo per stabilire una comune osservanza della Regola e porre fine cos\u00ec alle tensioni interne dell&#8217;epoca nell&#8217;Ordine dei Frati Minori \u2013 ritraggono accuratamente l&#8217;immagine di un uomo sull&#8217;orlo della perfezione, un eroe cristiano liberato da ogni legame carnale e terreno, gi\u00e0 avviato verso la beatitudine in preparazione alla sua dipartita finale, cercando di emulare a suo modo le tappe della Pasqua di Ges\u00f9 crocifisso; in breve, tentano di mostrare &#8220;la morte di un santo simile a Cristo&#8221;. Credo che il contrasto tra i testi tramandatici dalla tradizione ci permetta di considerare le diverse interpretazioni che entrambe le prospettive mettono in luce, nonch\u00e9 la loro complementarit\u00e0: certamente ci avvicinano a quei passi cos\u00ec umani della vocazione individuale di Francesco, che aspira a seguire le orme del suo amato Ges\u00f9 Cristo e che diventa un modello ideale orientato alla spiritualit\u00e0. Ma, al contempo, ci permette di apprezzare lo stesso\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Poverello,<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0innamorato di Cristo, che aspira fino alla fine a vivere in un sentimento fraterno reale e concreto, necessariamente intriso di vita terrena, al fianco dei suoi amici e compagni di pellegrinaggio.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nella lettura della\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leggenda di Perugia<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0(5, 7-8, 12-13; FF 1546-1548, 1555, 1558), soffermandoci solo sui passi che narrano il soggiorno del nostro protagonista malato presso il palazzo del vescovo Guido d&#8217;Assisi, troviamo allusioni sia alla comprensibile inclinazione di Francesco alla disperazione dovuta ai suoi acciacchi fisici e spirituali accumulati, sia al suo bisogno di incoraggiarsi e di cercare di confortare il naturale dolore e la preoccupazione dei suoi amati compagni nell&#8217;aldil\u00e0\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">di Cristo<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , che gi\u00e0 presagivano l&#8217;imminente morte del loro padre spirituale. Senza dubbio, la gioia contagiosa delle lodi alla fraternit\u00e0 del Creato espresse nel\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0\u2013 compresi i versi finali dedicati non solo a &#8220;Sorella Morte&#8221;, ma anche a coloro che soffrono e a coloro che costruiscono la pace e perdonano per amore \u2013 offrirebbe una consolazione particolare. Ma credo che ci sia qualcosa di pi\u00f9. Tengo sempre a mente ci\u00f2 che Josef Pieper sottolinea a proposito della consolazione e di come il suo significato possa essere inteso come una definizione tacita che va oltre la sua manifestazione percepibile o immediata: \u00e8 una gioia silenziosa, la pi\u00f9 intima, che significa veramente un\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">s\u00ec<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0alla vita, l&#8217;affermazione implicita dell&#8217;esistenza. Nonostante la sofferenza, in particolare il dolore della perdita, riceviamo quell&#8217;abbraccio silenzioso, fraterno e al tempo stesso consolante, e pensiamo: con e attraverso questo affetto sincero, &#8220;la vita vale la pena di essere vissuta&#8221;. Sebbene la frase sia spesso considerata un clich\u00e9 abusato, la sua piena formulazione non stanca mai: \u00e8 vera in ogni sua parola, perch\u00e9 consiste in una consapevolezza interiore che tendiamo a esprimere ogni volta che si manifesta la sua particolare difficolt\u00e0, una convinzione che \u00e8 quasi un piccolo riflesso del sorriso di Dio Padre nella Genesi quando contempl\u00f2 ci\u00f2 che aveva creato e &#8220;vide che era cosa molto buona&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In Francesco, la cura per i dettagli degli addii \u00e8 altrettanto sorprendente, a conferma dell&#8217;affetto fraterno attraverso il dono di un&#8217;attenzione dedicata, con il significato umano dell&#8217;addio nella separazione, suggerendo al contempo una sorta di ricapitolazione personale dei primi passi del suo cammino di fede, come quando, pochi mesi prima, dett\u00f2 il\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Testamento\u00a0<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> (FF 110-131) ai suoi discepoli e menzion\u00f2 proprio ci\u00f2 che aveva cambiato la sua esistenza per optare definitivamente per il Vangelo: il Signore lo aveva guidato a praticare la misericordia e la tenerezza verso i lebbrosi, e quella libera espressione di amore fraterno verso i pi\u00f9 esclusi aveva prodotto la sua totale conversione, perch\u00e9 ci\u00f2 che prima gli sembrava amaro si era trasformato in dolcezza per il corpo e per l&#8217;anima. Consapevole dell&#8217;imminente dipartita da questo mondo, Francesco scelse di lasciare il palazzo vescovile, ormai incompatibile \u2013 e quindi, si potrebbe dedurre, scomodo \u2013 con la povert\u00e0 che aveva scelto di vivere, e fece ritorno nei pressi di Santa Maria della Porziuncola, l&#8217;amato piccolo luogo dove ebbe inizio l&#8217;ampio movimento dei Frati Minori Francescani. Sul sentiero che scende a valle dalla collina dove sorge Assisi, i suoi compagni lo trasportarono a destinazione su una barella a causa dell&#8217;intensa debolezza che lo consumava, e per qualche istante si fermarono davanti a una delle colonie di lebbrosi che erano state oggetto della sua prima opera di amorevole cura e dedizione, San Salvatore delle Pareti. Da l\u00ec, Francesco, sollevandosi leggermente dal lettino portatile, volse il volto quasi cieco verso la sua amata citt\u00e0 natale per salutare, offrire una preghiera e impartire una benedizione speciale. Allo stesso modo, tornato nell&#8217;umile convento di piccole capanne che ospitava i suoi frati vicino alla cappella di Santa Maria degli Angeli de la Porziuncola, ricord\u00f2 il primo dei suoi amici che lo avevano seguito nel 1208 nella straordinaria avventura evangelistica, il cavaliere e nobile medico Bernardo di Quintavalle, con il quale volle anche condividere un delizioso dolce che tanto amava e di cui parler\u00f2 pi\u00f9 avanti. Lo chiam\u00f2 per benedirlo e, durante il loro incontro, accadde qualcosa che potremmo considerare uno di quegli incidenti o scherzi involontari e divertenti che accadono all&#8217;improvviso in momenti molto seri e ci strappano un sorriso: a causa del suo problema agli occhi, Francesco non riusciva a vedere Bernardo e, allungando la mano per toccargli la testa, tocc\u00f2 invece quella di frate Egidio, che gli stava accanto. Francesco si rese subito conto dell&#8217;errore ed esclam\u00f2: &#8220;Questa non \u00e8 la testa di frate Bernardo!&#8221;. Insistette di nuovo per voler benedire il primogenito dei Frati Minori, cosa che alla fine riusc\u00ec a fare, e con il quale pot\u00e9 conversare per un po&#8217;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Desiderava inoltre ardentemente inviare parole di conforto, benedizione e addio a Chiara d&#8217;Assisi, la sua amata e cara &#8220;piccola piantina&#8221; e sorella spirituale, la prima donna a seguirlo nel suo cammino di fedelt\u00e0 alla povert\u00e0 evangelica. Dett\u00f2 quindi un messaggio, che invi\u00f2 tramite uno dei confratelli al convento di San Damiano, dove viveva in chiostro con la sua comunit\u00e0 di Clarisse: &#8220;Andate a portare questa lettera a Chiara. Ditele di non soffrire n\u00e9 di essere triste perch\u00e9 ora non pu\u00f2 vedermi; ma di essere certa che prima della sua morte, lei e le sue consorelle mi vedranno e io porter\u00f2 loro grande conforto&#8221;. E cos\u00ec accadde. La mattina dopo la morte di Francesco, la sua salma fu portata in processione per tutta la citt\u00e0 di Assisi, tra inni e lodi, fino a San Damiano, dove Chiara e le altre suore poterono piangerlo da vicino e dargli l&#8217;ultimo saluto.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Tali furono gli addii di coloro che potremmo considerare i rappresentanti pi\u00f9 amati del Primo e del Secondo Ordine Francescano. Ma anche l&#8217;ordine che sarebbe poi diventato noto come Terzo Ordine, composto da laici, fu teatro di un singolare episodio con Jacopa dei Sette Sogli (detto anche Settesoli), che Francesco chiamava affettuosamente &#8220;Frate Jacopa&#8221; o &#8220;Frate Jacoba&#8221;, un soprannome curioso ed eccezionale che testimoniava la\u00a0 vicinanza <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">del Poverello<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0a questa nobile signora che tanto sostenne il movimento dei Frati Minori a Roma. Francesco, indigente, volle informarla della sua imminente morte e chiederle due particolari favori. Il primo era che gli inviasse un &#8220;panno monastico di tessuto color cenere&#8221; con cui i suoi confratelli potessero confezionare una tunica per il suo sudario dopo la sua morte; il secondo favore era volto a deliziare il suo palato nel tempo che gli restava: che Jacoba preparasse dei\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">mostaccioli<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , i suoi dolci preferiti, un tipo di biscotto fatto &#8220;con mandorle, zucchero o miele e altri ingredienti&#8221;. Che piccola, curiosa e tenera delizia si concesse frate Francesco alla vigilia della sua dipartita al Signore, e che chiese a una discepola a lui cos\u00ec cara! Questo Francesco, che praticava il digiuno per cinque Quaresime all&#8217;anno \u2013 pi\u00f9 di 200 giorni, se includiamo altre date importanti \u2013 alla fine della sua vita chiede perdono al suo corpo, il &#8220;fratello asino&#8221; che ha sopportato i suoi sacrifici e tanti dolori e sofferenze, e acconsente a viziarlo con questa indulgenza cos\u00ec speciale. Cos\u00ec i suoi compagni prepararono la lettera per frate Giacobbe (FF 253-255), e quando stavano per spedirla a Roma, la gentile signora, ispirata in anticipo dallo Spirito Santo, era gi\u00e0 all&#8217;ingresso del convento, desiderosa della consolazione di salutare Francesco. Anticipando l&#8217;inevitabile, aveva portato con s\u00e9 il panno che il malato aveva richiesto, insieme a candele e incenso, e gli ingredienti per i\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">mostaccioli . La <\/span><\/span><\/em><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">leggenda<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> continua, narrando\u00a0 <\/span><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00a0come l&#8217;amica romana prepar\u00f2 la prelibatezza che Francesco tanto amava. \u00abMa mangiava poco, perch\u00e9 il suo corpo si indeboliva ogni giorno di pi\u00f9 a causa della gravissima malattia e si avvicinava alla morte\u2026 E accadde che, secondo la volont\u00e0 di Dio, nella stessa settimana in cui arriv\u00f2 Lady Jacoba, il beato Francesco si spense.\u00bb<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00abUn uomo fraterno \u00e8 sempre testimone del Padre. Chi lo vede, vede il Padre\u00bb, scrive \u00c9loi Leclerc, raccontando un episodio profondamente doloroso: la morte di un frate sul treno dei prigionieri in partenza dal\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">campo<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0di concentramento nazista\u00a0 di <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Buchenwald<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> nell&#8217;aprile del 1945. \u00a0Questo evento spinse lui e i suoi confratelli francescani, anch&#8217;essi prigionieri nello stesso vagone, con un gesto spontaneo spiegabile solo nella resa della fede, a elevare le loro voci nel\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico di Frate Sole.<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> Leclerc tenta di spiegare ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere pienamente compreso o espresso, dicendoci che nella \u00abnotte oscura dell&#8217;anima\u00bb, nei momenti di dolore e oscurit\u00e0, di sofferenza e angoscia, la manifestazione di pazienza e cura, di amore e amicizia verso gli altri ha un valore cos\u00ec incommensurabile da diventare un raggio di luce, che illumina miracolosamente la nostra fragilit\u00e0 nelle difficolt\u00e0 e nella miseria: \u00abCi restituisce il volto, ci ricrea. Improvvisamente, sappiamo di nuovo di essere umani\u00bb. A questa consapevolezza possiamo aggiungere che siamo creature amate dal Padre e che apriamo nuovamente i nostri occhi puri per celebrare ogni dettaglio delle meraviglie del Creato e come gli esseri umani di buona volont\u00e0 le contemplano e cercano di custodirle. Quel sorprendente evento, che \u00c9loi Leclerc racconta nella postfazione al suo libro\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">*Il Cantico delle Creature\u00a0<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> * (1970), non osa nemmeno paragonarlo all&#8217;esperienza del\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Poverello<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> ; cerca semplicemente di evidenziare la necessaria riflessione sulla costruzione della fraternit\u00e0 anche nei momenti bui. Ricordiamo anche che, dopo la sua pubblica missione di compiere la volont\u00e0 del Padre e annunciare la Buona Novella, Ges\u00f9 visse anche l&#8217;intensissima agonia nella notte del Getsemani, la vigilia della sua Passione <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">.\u00a0<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> In questo senso, le espressioni fraterne che si ritrovano negli aneddoti che circondano la vita di Francesco d&#8217;Assisi, cos\u00ec piena di vita, amicizia e sapore, mi portano a collegare certi elementi ad alcune caratteristiche che si possono distinguere in quelli che vengono chiamati\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">segni.<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00a0Questi miracoli, evidenziati da San Giovanni nel suo Vangelo, rivelarono la gloria di Ges\u00f9 e lo svelarono come Figlio di Dio. Cos\u00ec, al di l\u00e0 del significato teologico di ciascun miracolo, la prospettiva umana evidente nella tenera attenzione, nell&#8217;amorevole considerazione e nella compassione di Ges\u00f9 completa ogni evento: la trasformazione dell&#8217;acqua in vino magnifico alle nozze di Cana; le straordinarie guarigioni a Cafarnao e Gerusalemme, che permisero ai guariti di tornare alla loro vita quotidiana; la moltiplicazione dei pani e dei pesci per sfamare una moltitudine; la camminata sul Mar di Galilea per ricongiungersi con gli apostoli; la guarigione del cieco nato, che gli permise finalmente di contemplare le meraviglie del Creato e il Messia stesso, il Figlio di Dio; la resurrezione di Lazzaro, l&#8217;amico amato e compianto che egli riport\u00f2 in vita, prefigurando cos\u00ec la futura pienezza e trascendenza. Ognuno di questi gioiosi miracoli \u00e8 permeato da una profonda sollecitudine e cura per la vita umana. Grazie all&#8217;Incarnazione, Ges\u00f9, nostro fratello maggiore che ci rivela il Padre e che ha percorso la via della passione e della croce nel suo amore per ciascuno di noi, cerca anche i dettagli che nutrono veramente i rapporti fraterni qui in questo mondo che ha condiviso con la sua umanit\u00e0. Penso in questo momento ad alcuni versi che ho scelto da una poesia di Jorge Luis Borges intitolata &#8220;Giovanni 1, 14&#8221;, che appartiene al libro\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Elogio delle tenebre<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> (1969):<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Io, che sono l&#8217;Essere, il Fure e il Sar\u00f2, <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">mi degno ancora una volta di usare il linguaggio, <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">che \u00e8 tempo e simbolo successivi. <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Chi gioca con un bambino gioca con qualcosa <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">di vicino e misterioso; <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">io desideravo giocare con i Miei figli. <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ero in mezzo a loro con meraviglia e tenerezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">(\u2026)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sono stato amato, compreso, lodato e crocifisso.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">(\u2026)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">A volte penso con nostalgia<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">nell&#8217;odore di quella falegnameria.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La vicinanza amorevole di Ges\u00f9, il Verbo di Dio che ha dimorato in mezzo a noi, e quel versetto finale sull&#8217;\u00abodore di quella bottega di falegnameria\u00bb che ci trasporta nella sua casa di Nazareth, dove viveva con Maria e Giuseppe \u2013 la Sacra Famiglia che la abitava \u2013 cos\u00ec come l&#8217;aroma intenso e caratteristico che evoca il lavoro manuale e il legno, l&#8217;appartenenza alla comunit\u00e0, e anche il trascorrere della giornata lavorativa che ogni uomo sperimenta, credo siano legati a quei deliziosi\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">mostaccioli\u00a0<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> preparati da Frate Jacopa e ai teneri addii di Bernardo e Chiara che rievocavano gli anni ad Assisi, la loro amicizia e i loro viaggi lungo le strade che proclamavano la \u00ab <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">novit\u00e0\u00a0<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> francescana \u00bb di conversione e amore fraterno. In tali immagini, la fraternit\u00e0 e l&#8217;esperienza umana quotidiana, l&#8217;essere presenti nella vita, sono strettamente intrecciate. Credo che questo ci conduca ancora una volta a tanti passi del Vangelo, e in particolare alla descrizione del Giudizio Universale, che riassume le opere d&#8217;amore e sottolinea anche la specifica attenzione rivolta a coloro che sono nel bisogno di cibo, acqua, riparo, vestiario, visita e conforto (Matteo 25,31-46). Francesco d&#8217;Assisi, nella sua costante predicazione, coglie chiaramente questa sollecitudine trascendente, invitandoci alla fraternit\u00e0 di tutti, a compiere la volont\u00e0 di Dio Padre e a confidare nella sua misericordia, e a prepararci all&#8217;inevitabile arrivo di &#8220;Sorella Morte&#8221;. E riguardo a quest&#8217;ultimo punto, ci ha ammonito sulla necessit\u00e0 di un cambiamento di atteggiamento e di stile di vita per salvare le nostre anime. Egli lo ricorda esplicitamente nelle due versioni della sua\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Lettera ai fedeli<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0(FF 178 e 179-206) e nella specifica strofa del suo\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico di Frate Sole<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , il cui ultimo verso allude ancora una volta all&#8217;esame che avremo nella vita futura e che si legge nelle Scritture (Apocalisse 20,14-15; 21,8) quando saremo interrogati sulla fedelt\u00e0 nell&#8217;amore:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sia lodato Te, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea, <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">dalla quale nessun uomo vivente pu\u00f2 sfuggire.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Guai a coloro che muoiono in peccato mortale! <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Beati coloro che trovo nella tua santissima volont\u00e0, <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">perch\u00e9 la seconda morte non li colpir\u00e0!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">San Bonaventura, nella sua\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leggenda Maggiore<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0(XIV; FF 1239-1243), basata sulla\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Prima Vita<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0scritta da Tommaso da Celano (VIII, 109-110; FF 509-512), cerca di proseguire su questa via che ci impone di esaminare la nostra vocazione umana di trascendenza verso Dio. Narra cos\u00ec le tappe finali del cammino di Francesco nella sede della fraternit\u00e0, a pochi metri dalla piccola cappella della Porziuncola. Ogni aspetto che sceglie di descrivere \u00e8 forse pi\u00f9 solenne, per cos\u00ec dire, in quanto sembrano configurarsi come una sorta di paraliturgia e di agape spirituale con tre tappe significative in cui Francesco, fedele alla rinuncia e alla kenosi\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">nel\u00a0<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> seguire il povero e crocifisso Ges\u00f9, si abbandona completamente al Signore. Francesco sapeva che la sua ora finale si avvicinava e, confidando pienamente nella misericordia del Signore, sostenuto dall&#8217;amore dei suoi fratelli e sottolineando ulteriormente la sua devozione alla virt\u00f9 che lo definiva, la &#8220;santa povert\u00e0&#8221;,\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">il Piccolo Poverello<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0rinunci\u00f2 al suo semplice abito di sacco rattoppato. Se lo spogli\u00f2, giacendo nudo e senza vestiti sulla terra, come se volesse fondersi con essa, con la polvere e la cenere, accettando il destino del corpo umano. Con gli occhi rivolti al cielo e la mano sinistra sulle stimmate al fianco destro, affid\u00f2 la sua anima, completamente libera da ogni vincolo, nelle mani di Dio Padre. Inoltre, Francesco chiese con fervore che, al momento della sua morte, fosse lasciato nudo sulla terra per un breve periodo prima della sepoltura. Suo fratello, il custode, gli chiese allora, per santa obbedienza, di prendere in prestito il sacco di un altro fratello, affinch\u00e9 potesse rimanere fedele e felice nel suo amore per la santa povert\u00e0. Poi, mentre la sua partenza era imminente, chiese a tutti i fratelli presenti di riunirsi attorno a lui. Li consol\u00f2 e li benedisse, consigliandoli di rimanere nell&#8217;amore di Dio e della Santa Madre Chiesa, affidandoli infine alla grazia del Signore. Quindi, volendo riecheggiare l&#8217;addio di Ges\u00f9 agli apostoli, che chiam\u00f2 &#8220;amici&#8221; con il suo immenso amore, e quasi in preparazione alla Pasqua, Francesco chiese che venisse letto ad alta voce il capitolo 13 del Vangelo di Giovanni. Questo capitolo narra la lavanda dei piedi e proclama il comandamento dell&#8217;amore. Dopodich\u00e9, recit\u00f2 il Salmo 141, in cui re Davide grida e ripone la sua assoluta fiducia nel Signore: &#8220;Tu sei il mio rifugio e la mia parte nella terra dei viventi&#8221;. E san Bonaventura scrive: &#8220;Avendo finalmente compiuto tutti i misteri in Francesco, la sua santissima anima liberata dai vincoli della carne e immersa nell&#8217;abisso della luce divina, quest&#8217;uomo beato si addorment\u00f2 nel Signore&#8221;. Ci\u00f2 accadde la sera di sabato 3 ottobre 1226.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">San Paolo ci istruisce con precisione: \u00abCrediamo infatti che Ges\u00f9 \u00e8 morto e risorto, e crediamo anche che Dio, per mezzo di Ges\u00f9, ricondurr\u00e0 con s\u00e9 coloro che si sono addormentati in lui\u00bb (1 Tessalonicesi 4,14). Celebriamo dunque il passaggio di Francesco d&#8217;Assisi alla dimora del Padre e comprendiamo il significato di \u00abla nostra sorella morte corporea\u00bb se desideriamo rimanere sulla via della vita nell&#8217;adorazione del Dio Uno e Trino e, di conseguenza, nella costruzione della fraternit\u00e0. Potremmo non sapere quando questa sorella unica ci far\u00e0 visita. Mi viene quindi in mente di parafrasare, con un significato ancora pi\u00f9 cristiano, una frase di Michel de Montaigne. Il saggista francese del Rinascimento credeva che filosofare significhi prepararsi a morire bene, il che equivale a vivere bene; ovvero, impegnarsi il pi\u00f9 possibile nella coltivazione dell&#8217;amore, affinch\u00e9, quando giunge la morte, ci trovi senza timore nell&#8217;opera della semina, e ancor pi\u00f9 nel nostro giardino imperfetto, che non \u00e8 mai del tutto compiuto. Ancora una volta, la strofa che Francesco d&#8217;Assisi prepar\u00f2 per chiudere il\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cantico di Frate Sole<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0riassume una proposta pi\u00f9 precisa che invita al servizio amorevole:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Lodate e benedite il mio Signore,<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">E rendetegli grazie e servitelo con grande umilt\u00e0!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Queste quattro azioni, inseparabili per un seguace di Cristo, costituiscono a loro volta i fondamenti che si traducono in una sincera sollecitudine per il prossimo, costruendo un mondo pi\u00f9 fraterno, nonch\u00e9 la forza motrice che ci spinge nella ricerca della vera pace. San Bonaventura ricorda nella stessa\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leggenda Maggiore<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0come\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">il Poverello<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0esort\u00f2 i suoi fratelli con queste parole a continuare la missione del Vangelo: \u00abFratelli, cominciamo a servire il Signore nostro Dio, perch\u00e9 finora abbiamo fatto ben poco\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dell&#8217;ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d&#8217;Assisi<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":168433,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[71,73,95],"tags":[110704,1752,79853,1045,110705,430,110706,110707,2121,1209,27771,1668,11354,110708,27920,4749,12868,1278,5853,25647,483,5522,2114,110709,64787,14757,110710],"class_list":["post-168652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-analisi","category-chiesa-e-mondo","category-spiritualita","tag-800-anni","tag-amore","tag-cantico-delle-creature","tag-carita","tag-chiara-dassisi","tag-conversione","tag-cristiano-alvarez","tag-donare","tag-ecologia","tag-fede","tag-francesco-dassisi","tag-fraternita","tag-gesu-cristo","tag-jacoba-dei-settesoli-2","tag-misticismo","tag-morte","tag-natura","tag-pasqua","tag-rinuncia","tag-san-damiano","tag-speranza","tag-spiritualita","tag-teologia","tag-transizione","tag-trending-it-236","tag-vita-eterna","tag-vocazione-umana"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>&quot;Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea&quot; &#8211; Exaudi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"&quot;Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea&quot; &#8211; Exaudi\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"In occasione dell&#039;ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d&#039;Assisi\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Exaudi\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/ExaudiNews\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-04-28T13:30:50+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1376\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"768\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Cristian \u00c1lvarez\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@Exaudi_News\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@Exaudi_News\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Cristian \u00c1lvarez\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"31 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Cristian \u00c1lvarez\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9a30c3bad46a6adaa4c1b634f994fc64\"},\"headline\":\"&#8220;Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea&#8221;\",\"datePublished\":\"2026-04-28T13:30:50+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/\"},\"wordCount\":6449,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png\",\"keywords\":[\"800 anni\",\"amore\",\"Cantico delle Creature\",\"carit\u00e0\",\"Chiara d'Assisi\",\"conversione\",\"Cristiano \u00c1lvarez\",\"Donare\",\"ecologia\",\"fede\",\"Francesco d'Assisi\",\"fraternit\u00e0\",\"GES\u00d9 CRISTO\",\"Jacoba Dei Settesoli\",\"Misticismo\",\"morte\",\"NATURA\",\"Pasqua\",\"rinuncia\",\"San Damiano\",\"speranza\",\"spiritualit\u00e0\",\"Teologia\",\"Transizione\",\"Trending\",\"VITA ETERNA\",\"Vocazione Umana\"],\"articleSection\":[\"Analisi\",\"Chiesa e Mondo\",\"Spiritualit\u00e0\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/\",\"name\":\"\\\"Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea\\\" &#8211; Exaudi\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png\",\"datePublished\":\"2026-04-28T13:30:50+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9a30c3bad46a6adaa4c1b634f994fc64\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png\",\"width\":1376,\"height\":768},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Portada\",\"item\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"\u00abLodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea\u00bb\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/\",\"name\":\"Exaudi\",\"description\":\"News\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9a30c3bad46a6adaa4c1b634f994fc64\",\"name\":\"Cristian \u00c1lvarez\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e67b95b5923e7e3e1424d5e5741d452bd7a77f543e271c57cc20194c69d2f2cd?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e67b95b5923e7e3e1424d5e5741d452bd7a77f543e271c57cc20194c69d2f2cd?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e67b95b5923e7e3e1424d5e5741d452bd7a77f543e271c57cc20194c69d2f2cd?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Cristian \u00c1lvarez\"},\"description\":\"Doctor en Letras por la Universidad Sim\u00f3n Bol\u00edvar (USB) de Caracas, Venezuela, es Profesor Titular en la misma universidad. En la USB fue Decano de Estudios Generales, Jefe del Departamento de Lengua y Literatura, Director de la Editorial Equinoccio y Coordinador fundador de la Licenciatura en Estudios y Artes Liberales. Ha publicado los libros Ramos Sucre y la Edad Media (1990; 1992); Salir a la realidad: un legado quijotesco (1999); La \u00abvaria lecci\u00f3n\u00bb de Mariano Pic\u00f3n-Salas: la conciencia como primera libertad (2003; 2011; 2021); \u00bfRepensar (en) la Universidad Sim\u00f3n Bol\u00edvar? (2005); y Di\u00e1logo y comprensi\u00f3n: textos para la universidad (2006). Para Monte \u00c1vila Latinoamericana, prepar\u00f3 la edici\u00f3n de las Biblioteca Mariano Pic\u00f3n-Salas, que consta de doce vol\u00famenes, de los cuales fueron publicados seis. Junto a su esposa Sandra L\u00f3pez, pertenece a la Orden Franciscana Seglar en la Fraternidad La Chinquinquir\u00e1 de Caracas.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/exaudi.org\\\/it\\\/author\\\/calvarez\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"\"Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea\" &#8211; Exaudi","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"\"Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea\" &#8211; Exaudi","og_description":"In occasione dell'ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d'Assisi","og_url":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/","og_site_name":"Exaudi","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/ExaudiNews","article_published_time":"2026-04-28T13:30:50+00:00","og_image":[{"width":1376,"height":768,"url":"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png","type":"image\/png"}],"author":"Cristian \u00c1lvarez","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@Exaudi_News","twitter_site":"@Exaudi_News","twitter_misc":{"Scritto da":"Cristian \u00c1lvarez","Tempo di lettura stimato":"31 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/"},"author":{"name":"Cristian \u00c1lvarez","@id":"https:\/\/exaudi.org\/#\/schema\/person\/9a30c3bad46a6adaa4c1b634f994fc64"},"headline":"&#8220;Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea&#8221;","datePublished":"2026-04-28T13:30:50+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/"},"wordCount":6449,"image":{"@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png","keywords":["800 anni","amore","Cantico delle Creature","carit\u00e0","Chiara d'Assisi","conversione","Cristiano \u00c1lvarez","Donare","ecologia","fede","Francesco d'Assisi","fraternit\u00e0","GES\u00d9 CRISTO","Jacoba Dei Settesoli","Misticismo","morte","NATURA","Pasqua","rinuncia","San Damiano","speranza","spiritualit\u00e0","Teologia","Transizione","Trending","VITA ETERNA","Vocazione Umana"],"articleSection":["Analisi","Chiesa e Mondo","Spiritualit\u00e0"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/","url":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/","name":"\"Lodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea\" &#8211; Exaudi","isPartOf":{"@id":"https:\/\/exaudi.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png","datePublished":"2026-04-28T13:30:50+00:00","author":{"@id":"https:\/\/exaudi.org\/#\/schema\/person\/9a30c3bad46a6adaa4c1b634f994fc64"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/#primaryimage","url":"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png","contentUrl":"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png","width":1376,"height":768},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/exaudi.org\/it\/lodato-sii-tu-mio-signore-per-la-nostra-sorella-morte-corporea\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Portada","item":"https:\/\/exaudi.org\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"\u00abLodato sii Tu, mio \u200b\u200bSignore, per la nostra sorella morte corporea\u00bb"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/exaudi.org\/#website","url":"https:\/\/exaudi.org\/","name":"Exaudi","description":"News","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/exaudi.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/exaudi.org\/#\/schema\/person\/9a30c3bad46a6adaa4c1b634f994fc64","name":"Cristian \u00c1lvarez","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e67b95b5923e7e3e1424d5e5741d452bd7a77f543e271c57cc20194c69d2f2cd?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e67b95b5923e7e3e1424d5e5741d452bd7a77f543e271c57cc20194c69d2f2cd?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e67b95b5923e7e3e1424d5e5741d452bd7a77f543e271c57cc20194c69d2f2cd?s=96&d=mm&r=g","caption":"Cristian \u00c1lvarez"},"description":"Doctor en Letras por la Universidad Sim\u00f3n Bol\u00edvar (USB) de Caracas, Venezuela, es Profesor Titular en la misma universidad. En la USB fue Decano de Estudios Generales, Jefe del Departamento de Lengua y Literatura, Director de la Editorial Equinoccio y Coordinador fundador de la Licenciatura en Estudios y Artes Liberales. Ha publicado los libros Ramos Sucre y la Edad Media (1990; 1992); Salir a la realidad: un legado quijotesco (1999); La \u00abvaria lecci\u00f3n\u00bb de Mariano Pic\u00f3n-Salas: la conciencia como primera libertad (2003; 2011; 2021); \u00bfRepensar (en) la Universidad Sim\u00f3n Bol\u00edvar? (2005); y Di\u00e1logo y comprensi\u00f3n: textos para la universidad (2006). Para Monte \u00c1vila Latinoamericana, prepar\u00f3 la edici\u00f3n de las Biblioteca Mariano Pic\u00f3n-Salas, que consta de doce vol\u00famenes, de los cuales fueron publicados seis. Junto a su esposa Sandra L\u00f3pez, pertenece a la Orden Franciscana Seglar en la Fraternidad La Chinquinquir\u00e1 de Caracas.","url":"https:\/\/exaudi.org\/it\/author\/calvarez\/"}]}},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Gemini_Generated_Image_kbcgd3kbcgd3kbcg-e1777282664468.png","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgKjF2-HSc","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=168652"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168652\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168655,"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168652\/revisions\/168655"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/168433"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=168652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=168652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/exaudi.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=168652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}