{"id":160943,"date":"2026-03-06T17:57:34","date_gmt":"2026-03-06T16:57:34","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=160943"},"modified":"2026-03-06T17:57:34","modified_gmt":"2026-03-06T16:57:34","slug":"pasolini-invita-allumilta-radicale-la-pace-nasce-dal-farsi-piccoli-e-dal-rinunciare-alla-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/pasolini-invita-allumilta-radicale-la-pace-nasce-dal-farsi-piccoli-e-dal-rinunciare-alla-violenza\/","title":{"rendered":"Pasolini invita all&#8217;umilt\u00e0 radicale: &#8220;La pace nasce dal farsi piccoli e dal rinunciare alla violenza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nell&#8217;Aula Paolo VI, sotto lo sguardo vigile di Papa Leone XIV e dei membri della Curia romana, fra Roberto Pasolini, predicatore della Casa Pontificia e frate cappuccino, ha inaugurato venerd\u00ec il ciclo di meditazioni quaresimali con un messaggio forte: la vera pace non nasce da accordi politici o da strategie militari, ma dal coraggio di &#8220;farsi piccoli&#8221;, di rinunciare alla violenza in ogni sua forma e di optare per il dialogo anche nelle circostanze pi\u00f9 avverse.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La riflessione, intitolata \u201cConversione: seguire il Signore Ges\u00f9 sulla via dell\u2019umilt\u00e0\u201d, si concentra sul versetto di 2 Corinzi 5,17: \u201cSe dunque uno \u00e8 in Cristo, \u00e8 una creatura nuova\u201d. Pasolini collega questa idea alla figura di San Francesco d\u2019Assisi \u2013 nel contesto dell\u2019ottantesimo anniversario della sua morte e dell\u2019Anno Giubilare \u2013 presentandolo come un \u201cuomo trafitto dal fuoco del Vangelo\u201d capace di ravvivare in ogni persona il desiderio di una vita nuova nello Spirito.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il predicatore ha sottolineato la necessit\u00e0 di riaffermare la vitalit\u00e0 del Battesimo in un mondo segnato da guerre e violenza. &#8220;Peccato, conversione e grazia si intrecciano nella vita reale&#8221;, ha affermato, descrivendo la conversione come un&#8217;iniziativa divina che richiede la libert\u00e0 umana per risvegliare &#8220;l&#8217;immagine di Dio&#8221; nel silenzio interiore. Ci\u00f2 implica un &#8220;cambiamento di sensibilit\u00e0&#8221;: guardare gli altri con misericordia evangelica, spazzare via l&#8217;amarezza accumulata e riconoscere il peccato \u2013 non come mera debolezza, ma come un potere distruttivo contro la libert\u00e0 \u2013 per aprirsi a una profonda guarigione.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-160869 alignnone\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-6.jpeg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-6.jpeg 750w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-6-300x169.jpeg 300w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-6-500x281.jpeg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Tema centrale del discorso \u00e8 stata l&#8217;umilt\u00e0 come cammino battesimale. Pasolini ha sottolineato che questa virt\u00f9 non impoverisce l&#8217;essere umano, ma anzi lo restituisce alla sua vera grandezza, contrastando il peccato originale nato dal rifiuto della piccolezza. &#8220;L&#8217;umilt\u00e0 non diminuisce: restituisce alla vera grandezza&#8221;, ha affermato, ricordando che la grandezza dell&#8217;uomo sta nel farsi piccolo, come i &#8220;piccoli&#8221; la cui fragilit\u00e0 risveglia la misericordia, &#8220;forse l&#8217;energia pi\u00f9 preziosa del mondo&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In un contesto di conflitti globali, il frate ha insistito sul fatto che l&#8217;umilt\u00e0 evangelica \u00e8 particolarmente necessaria nei momenti di difficolt\u00e0: &#8220;Spesso pensiamo che sia possibile solo quando tutto va bene. In realt\u00e0, \u00e8 vero il contrario: \u00e8 proprio nei conflitti che diventa pi\u00f9 necessaria&#8221;. Qui risiede l&#8217;implicito invito al &#8220;disarmo spirituale&#8221; \u2013 o disarmo verbale, in termini di dialogo rispettoso \u2013 rinunciando alla vendetta, all&#8217;oppressione e alle parole offensive, per costruire relazioni di uguaglianza e ascolto.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La meditazione, che proseguir\u00e0 ogni venerd\u00ec fino al 27 marzo, ci invita a una conversione continua in cui la debolezza diventa l&#8217;essenza stessa della vita battezzata, secondo San Paolo. Pasolini ha concluso invocando San Francesco e chiedendoci di seguire le orme di Ges\u00f9, in un periodo quaresimale che, sotto il pontificato di Leone XIV, si presenta come un&#8217;opportunit\u00e0 di rinnovamento evangelico radicale e fraterno.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Le meditazioni che seguono esploreranno temi quali la libert\u00e0, la speranza, la missione e la fraternit\u00e0, sempre all&#8217;insegna del motto &#8220;Se uno \u00e8 in Cristo, \u00e8 una nuova creatura&#8221;, con San Francesco come guida concreta verso una vita pi\u00f9 umana ed evangelica.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><em><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Testo completo della meditazione:<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Meditazione quaresimale 2026 \u2013 1 <\/span><\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Conversione <\/span><\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Seguire il Signore Ges\u00f9 sulla via dell\u2019umilt\u00e0<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Dopo gli Esercizi Spirituali guidati dalla figura di San Bernardo di Chiaravalle, le meditazioni quaresimali di quest&#8217;anno non potevano che ispirarsi all&#8217;esperienza cristiana di Francesco d&#8217;Assisi. I due santi non sono lontani l&#8217;uno dall&#8217;altro: Bernardo mor\u00ec nel 1153, Francesco nacque nel 1181, a meno di trent&#8217;anni di distanza. \u00c8 come se la fiaccola dell&#8217;eredit\u00e0 evangelica si fosse passata di mano in mano attraverso i secoli, senza mai spegnersi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Quest&#8217;anno ricorre l&#8217;ottavo centenario della morte di Francesco e il Santo Padre ha voluto celebrare l&#8217;occasione con un giubileo speciale, invitando tutta la Chiesa a lasciarsi nuovamente toccare dalla grazia di Dio attraverso la testimonianza del Poverello d&#8217;Assisi. Francesco non \u00e8 solo un santo da ricordare o ammirare: \u00e8 un uomo consumato dal fuoco del Vangelo, capace di ravvivare in ciascuno di noi il desiderio di una vita nuova nello Spirito.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per tracciare il suo cammino spirituale, la prima meditazione si concentra sulla sua conversione e si snoda in cinque tappe: il cambiamento di gusto che la grazia opera nella sensibilit\u00e0; l&#8217;alterazione prodotta dal peccato e la necessit\u00e0 di una guarigione radicale; l&#8217;umilt\u00e0 come vera misura della grandezza umana; la scelta di farsi pi\u00f9 piccoli come forma propria della vita battesimale; infine, la natura continua della conversione, che non si compie una volta per tutte, ma ricomincia sempre.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">1. Il cambiamento del gusto<\/span><\/span><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cosa intendiamo quando parliamo di conversione? \u00c8 una domanda che merita di essere posta con sincerit\u00e0, perch\u00e9 le possibili risposte sono molteplici e non tutte ugualmente fedeli al Vangelo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La catechesi tradizionale la descrive come un ritorno a Dio dopo l&#8217;allontanamento dal peccato. La teologia morale ne sottolinea la dimensione di cambiamento comportamentale. La tradizione ascetica insiste sulla necessit\u00e0 di pratiche penitenziali che disciplinino il corpo e la volont\u00e0. La Scrittura, da parte sua, usa un termine che trascende tutte queste prospettive: *metanoia*, un cambiamento della mente, del cuore, del modo profondo in cui si percepisce la realt\u00e0. Non una semplice correzione di rotta, ma una trasformazione di prospettiva. Non solo una revisione dei comportamenti, ma una rivoluzione della sensibilit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Chi ha ragione? In una certa misura, tutti. Ma c&#8217;\u00e8 un ordine da rispettare. Capire dove inizia veramente la conversione \u2013 il suo punto di partenza \u2013 non \u00e8 una questione teorica. \u00c8 il problema pi\u00f9 concreto che ci sia. Se scegliamo il punto di partenza sbagliato, rischiamo di costruire su fondamenta fragili.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sappiamo che la conversione evangelica \u00e8 anzitutto iniziativa di Dio, a cui l&#8217;uomo \u00e8 chiamato a partecipare con tutta la sua libert\u00e0. Non \u00e8 pura passivit\u00e0 n\u00e9 pura conquista. \u00c8 risposta: la risposta pi\u00f9 adeguata che un essere umano possa dare alla grazia che lo precede e lo chiama.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La conversione avviene nel profondo della nostra natura, dove l&#8217;immagine di Dio impressa in noi attende di essere risvegliata. \u00c8 come se qualcosa, a lungo silenzioso, improvvisamente ricominciasse a vibrare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00c8 qui che l&#8217;esperienza di Francesco d&#8217;Assisi si rivela preziosa. Nel suo Testamento, dettato pochi mesi prima della morte, egli scrive: \u00abIl Signore concesse a me, frate Francesco, di cominciare a fare penitenza in questo modo. Quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai loro misericordia. E quando me ne andai, ci\u00f2 che mi sembrava amaro si cambi\u00f2 in dolcezza di mente e di corpo\u00bb (Testamento, Fonti Francescane 110).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ricordando le tappe essenziali del suo cammino, Francesco afferma innanzitutto che l&#8217;iniziativa \u00e8 tutta del Signore. \u00c8 Dio che gli ha dato la possibilit\u00e0 di iniziare a fare penitenza, cio\u00e8 di intraprendere un cammino di conversione. Il &#8220;fare penitenza&#8221; di cui parla Francesco non va inteso come un esercizio ascetico per meritare la grazia di un nuovo rapporto con Dio. Allude piuttosto a un cambiamento totale di sensibilit\u00e0: un nuovo modo di guardare s\u00e9 stessi, gli altri e la realt\u00e0 alla luce del Vangelo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Questo cambiamento inizia in modo molto concreto: quando inizia ad avere misericordia degli altri. \u00c8 il cuore della sua storia. In quell&#8217;incontro con i lebbrosi, il giovane Francesco sperimenta un definitivo cambiamento di prospettiva: scopre una dolcezza inaspettata proprio dove non la cercava e dove non si aspettava nemmeno di trovarla.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nel momento in cui si \u00e8 donato liberamente ai pi\u00f9 poveri della societ\u00e0, dimenticando per la prima volta se stesso, Francesco ha trovato la risposta al disagio che albergava nel suo cuore: l&#8217;amarezza di una vita piena di tante cose ma ancora vuota del suo valore essenziale. Quell&#8217;incontro ha causato un terremoto interiore in lui: ci\u00f2 che un tempo gli era sembrato amaro era diventato dolce.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Questo \u00e8 il cuore della conversione: non principalmente un atto di volont\u00e0, ma una trasformazione interiore, un misterioso cambiamento di sensibilit\u00e0. Questo cambiamento non elimina la nostra partecipazione; la rende pi\u00f9 vera, pi\u00f9 libera e pi\u00f9 gioiosa. Lo sforzo non scompare, ma ne cambia la natura. La conversione non \u00e8 pi\u00f9 un tentativo di raddrizzare la propria vita con le proprie forze, ma una risposta a una grazia che ha ridefinito i parametri del nostro modo di percepire, giudicare e desiderare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Consideriamo invece cosa succede quando questo passaggio viene a mancare. Se fossimo costretti a mangiare ogni giorno cibo di cui non avevamo mai apprezzato il sapore, potremmo farlo per disciplina, per un certo periodo, ma senza gioia e con crescente fatica. Se qualcuno coltivasse una passione senza averne mai sperimentato il piacere e la risonanza interiore, la vivrebbe presto come un peso. Se qualcuno costruisse una vita con un&#8217;altra persona senza aver mai assaporato il vero amore, quella relazione rischierebbe di trasformarsi in una forma di coercizione. E se una persona religiosa indossasse abiti, compisse gesti e pronunciasse parole in nome di un Dio conosciuto solo per sentito dire, senza averne una vera esperienza personale, finirebbe per sperimentare un profondo turbamento interiore, che potrebbe colpire anche coloro di cui si prende cura.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Si tratta di situazioni difficili da sostenere a lungo termine. E qualcosa di simile accade quando la conversione viene affrontata in modo errato: quando chiediamo a noi stessi \u2013 o anche agli altri \u2013 di aderire a una morale senza aver prima assaporato la dolcezza della vita nuova in Cristo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il \u201cfare penitenza\u201d di cui parla Francesco non \u00e8 un programma di volontaria austerit\u00e0, ma l\u2019inizio di una lotta per difendere e custodire il tesoro di un rinnovato entusiasmo per la vita, finalmente ritrovato. \u00c8 coltivare con fedelt\u00e0 il seme di una vita nuova che Dio ha piantato nel terreno dei nostri cuori.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">2. L&#8217;alterazione del peccato<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per comprendere perch\u00e9 la conversione debba essere cos\u00ec radicale, perch\u00e9 non basti correggere alcuni comportamenti, ma occorra un vero rinnovamento della sensibilit\u00e0, dobbiamo sondare la profondit\u00e0 del solco che il peccato ha scavato in noi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Stiamo parlando di quella odiosa distanza da noi stessi, di quella stanchezza nel volere veramente il bene che riconosciamo come tale, di quella frattura tra ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che vorremmo essere. San Paolo lo esprime con disarmante onest\u00e0 nella Lettera ai Romani: \u00abIo stesso non capisco le mie opere; infatti non faccio quello che voglio, ma faccio quello che detesto. Quando faccio quello che non voglio, riconosco che la legge \u00e8 buona; ma allora non sono pi\u00f9 io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cio\u00e8 nella mia carne, non abita alcun bene. Infatti desidero il bene, ma non sono in grado di attuarlo\u00bb (Rm 7,15-18).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Queste parole non descrivono la condizione di un peccatore che non vuole cambiare, ma di chi desidera il bene e tuttavia si ritrova a fare il male che non vuole. Ecco perch\u00e9 la conversione richiede una vita: perch\u00e9 la ferita del peccato non riguarda solo qualche scelta sbagliata, ma tocca pi\u00f9 profondamente il modo stesso in cui siamo fatti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per comprendere l&#8217;origine di questa condizione, dobbiamo tornare all&#8217;inizio. Il racconto di Genesi 3 non parla semplicemente di una trasgressione, ma documenta piuttosto una profonda trasformazione avvenuta nell&#8217;umanit\u00e0 dopo l&#8217;atto di disobbedienza. Ancor prima che si manifesti la reazione di Dio, il testo nota due cose importanti: l&#8217;umanit\u00e0 si rende conto della propria nudit\u00e0 e prova paura, cercando di nascondersi da Dio.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u201cAllora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; cucirono foglie di fico e se ne fecero delle cinture\u201d (Genesi 3:7). <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u201cIl Signore Dio chiam\u00f2 l\u2019uomo e gli disse: \u00abDove sei?\u00bb. Egli rispose: \u00abHo udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perch\u00e9 sono nudo, e mi sono nascosto\u00bb\u201d (Genesi 3:9-10).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Paura e vergogna sono i primi frutti del peccato. Non una punizione imposta dall&#8217;esterno, ma un cambiamento che nasce nell&#8217;essere umano. Prima della Caduta, l&#8217;uomo e la donna erano nudi e non provavano alcuna vergogna. Dopo il peccato, questo equilibrio si infrange. Si crea una frattura: con Dio, con gli altri e persino con se stessi. L&#8217;umanit\u00e0 non si sente pi\u00f9 in pace; inizia a percepirsi come sbagliata e a guardare gli altri con sospetto. Ecco perch\u00e9 sorgono paura e vergogna.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Non si tratta di emozioni superficiali, ma del segno di un profondo malessere: l&#8217;uomo percepisce dentro di s\u00e9 uno scarto tra ci\u00f2 che vorrebbe essere e ci\u00f2 che scopre di essere.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ecco cosa produce il peccato. Non toglie nulla a Dio; ci altera. Le categorie dei nostri sensi si confondono: non riconosciamo pi\u00f9 chiaramente ci\u00f2 che \u00e8 buono, vero e bello. E cos\u00ec perdiamo anche la giusta misura di noi stessi, dimenticando la grandezza a cui siamo chiamati.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Viviamo in un&#8217;epoca in cui la parola &#8220;peccato&#8221; sembra essere quasi scomparsa dal nostro modo di pensare. Nella coscienza comune \u2013 e talvolta anche nella vita della Chiesa \u2013 tutto viene spiegato come fragilit\u00e0, ferite, limiti o costrizioni. Quando si parla ancora di peccato, spesso lo si riduce a un piccolo errore o a una debolezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">C&#8217;\u00e8 del vero in questa visione. La tradizione spirituale ha sempre riconosciuto che la fragilit\u00e0 umana non \u00e8 semplicemente una questione di cattiva volont\u00e0 e che il giudizio deve essere accompagnato dalla misericordia. Il problema sorge quando questa prospettiva sostituisce quella teologica invece di integrarla. Se ogni peccato diventa solo un sintomo e ogni colpa una disfunzione, qualcosa di essenziale rischia di scomparire: la grandezza della libert\u00e0 umana e la sua intrinseca responsabilit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Se ogni scelta \u00e8 semplicemente il risultato della nostra storia, dei nostri traumi o del nostro condizionamento, allora tutto diventa spiegabile e, in ultima analisi, giustificabile. Ma se cos\u00ec fosse, la libert\u00e0 sarebbe solo un&#8217;illusione e la responsabilit\u00e0 morale perderebbe il suo significato. E qui sorge un paradosso: se non esiste pi\u00f9 la possibilit\u00e0 del vero male, non potremmo nemmeno credere nella possibilit\u00e0 del vero bene. Se il peccato scompare, anche la santit\u00e0 diventerebbe un destino astratto e incomprensibile.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ecco perch\u00e9 la fede cristiana prende sul serio il peccato. Non per accusare l&#8217;umanit\u00e0, ma per salvaguardare e affermare la sua grandezza. Per riconoscere che le sue scelte contano davvero, che la sua libert\u00e0 \u00e8 reale e che con essa pu\u00f2 costruire o distruggere: se stessa, gli altri, il mondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Significa anche riconoscere che dentro di noi c&#8217;\u00e8 una vera ferita, che non pu\u00f2 essere risolta con qualche aggiustamento, ma ha bisogno di una profonda guarigione.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La conversione \u00e8 un cammino impegnativo, perch\u00e9 ha il compito di guarire la nostra esistenza ristabilendo il rapporto con Dio, nostro Creatore e Salvatore. \u00c8 un dono di grazia, ma si concretizza nella ripetizione concreta di gesti e scelte che abbiamo iniziato a vivere nella libert\u00e0 e nell\u2019amore. La sua efficacia dipende proprio dalla capacit\u00e0 di mantenere nel tempo questi gesti, anche quando diventano faticosi o ripetitivi. Non si tratta di una stanchezza sterile: \u00e8 la fedelt\u00e0 di chi ha gi\u00e0 intravisto il senso e il valore di ci\u00f2 che sta vivendo e, proprio per questo, continua a praticarlo con libert\u00e0 e gioia.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Quando san Francesco, dopo l\u2019incontro con i lebbrosi, sente per la prima volta dentro di s\u00e9 qualcosa di vero e di libero, la sua risposta non \u00e8 di abbandono o di rinuncia: \u00e8 di riconoscimento. E quando, nella chiesetta della Porziuncola, ascolta il Vangelo e comprende che questa parola lo chiama per nome, reagisce con un grido di gioia: \u00abQuesto voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore!\u00bb (Vita prima di Tommaso da Celano 22, FF 356).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Francesco comincia a fare penitenza perch\u00e9 nell&#8217;incontro con Cristo ritrova finalmente se stesso: l&#8217;immagine dell&#8217;uomo nuovo \u00abcreato secondo Dio nella giustizia e nella santit\u00e0 vera\u00bb (Ef 4,24), quell&#8217;immagine che il peccato aveva oscurato e che la grazia riportava alla luce.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">3. La misura recuperata<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nella storia della Chiesa, Francesco d&#8217;Assisi \u00e8 noto per aver abbracciato la povert\u00e0 radicale, scegliendola come forma essenziale della sua vita evangelica. Tuttavia, se leggiamo attentamente i suoi scritti, ci rendiamo conto che il suo amore per la povert\u00e0 non \u00e8 mai disgiunto da una profonda stima per l&#8217;umilt\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nella Regola non bollata scrive: \u00abTutti i frati si sforzino di seguire l&#8217;umilt\u00e0 e la povert\u00e0 del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo\u00bb (Regola non bollata, IX, FF 29). In un celebre inno, scrive: \u00abSanta Signora Povert\u00e0, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa umilt\u00e0\u00bb, spiegando come le due virt\u00f9 operino insieme per purificare l&#8217;uomo: \u00abLa santa povert\u00e0 confonde la cupidigia e l&#8217;avarizia e le ansiet\u00e0 del secolo presente. La santa umilt\u00e0 confonde la superbia e tutti gli uomini che sono nel mondo\u00bb (Saluto alle Virt\u00f9, FF 256, 258).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per Francesco, povert\u00e0 e umilt\u00e0 sono inseparabili, perch\u00e9 scaturiscono direttamente dal mistero dell\u2019Incarnazione. Nella sua Lettera a tutto l\u2019Ordine, riflettendo sul mistero eucaristico, esclama: \u00abO sublime umilt\u00e0! O umile sublimit\u00e0, che il Signore dell\u2019universo, Dio e Figlio di Dio, si \u00e8 umiliato fino a nascondersi, per la nostra salvezza, sotto l\u2019umile apparenza del pane!\u00bb (FF 221). E, dopo l\u2019esperienza delle Stimmate sul monte della Verna, si rivolge a Dio dicendo: \u00abTu sei l\u2019umilt\u00e0\u00bb (Lodi di Dio Altissimo, FF 261).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per Francesco, il Cristo povero e umile non \u00e8 solo un&#8217;altra immagine devozionale, ma il nome pi\u00f9 appropriato per quel Dio rivelato nell&#8217;Incarnazione e nella Pasqua del suo Verbo eterno. Nella povert\u00e0 e nell&#8217;umilt\u00e0, egli riconosce i tratti stessi di Dio che l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 chiamata a incarnare perch\u00e9 creata a sua immagine e somiglianza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Se la povert\u00e0, nella forma radicale vissuta da Francesco, riguarda solo chi si sente chiamato a tale vocazione, l\u2019umilt\u00e0 \u00e8 una via che ogni battezzato \u00e8 chiamato a percorrere se vuole accogliere pienamente la grazia della vita in Cristo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Vale la pena, allora, riscoprire il vero significato di una parola spesso fraintesa, a partire dalla sua etimologia. Il latino *humilitas* \u00e8 imparentato con *humus*, la terra. L&#8217;umile \u00e8 colui che viene dalla terra, che appartiene alla terra, che non dimentica di essere terra.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il gesto delle ceneri con cui entriamo in Quaresima \u2013 \u00abricordati che sei polvere e in polvere tornerai\u00bb \u2013 non \u00e8 un invito alla tristezza o al disprezzo di s\u00e9: \u00e8 un ritorno alla verit\u00e0. \u00c8 il modo in cui la Chiesa ci restituisce al nostro io pi\u00f9 autentico, liberandoci dal peso soffocante di ci\u00f2 che non siamo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Tuttavia, l&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 stata spesso fraintesa. Nel mondo classico, questo concetto aveva quasi sempre una connotazione negativa: indicava insignificanza, miseria e servilismo. Alcuni filosofi (Spinoza e Nietzsche) ereditarono in seguito questa diffidenza, interpretando l&#8217;umilt\u00e0 come una triste passione nata dalla contemplazione della propria impotenza, o come la virt\u00f9 dei codardi che elevano a valore ci\u00f2 che \u00e8 mera debolezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nella storia della spiritualit\u00e0 cristiana, anche l&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 stata distorta: ridotta a disprezzo di s\u00e9, a mortificazione fine a se stessa, talvolta persino a maschera di ipocrisia. Per questo \u00e8 diventata una parola difficile da pronunciare e ancora pi\u00f9 difficile da incarnare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ma l&#8217;umilt\u00e0 cristiana non ha nulla a che fare con queste contraffazioni. La Tradizione lo ha chiarito perfettamente: l&#8217;umilt\u00e0 non \u00e8 semplicemente una virt\u00f9 che si conquista con la forza di volont\u00e0. \u00c8 piuttosto un modo di abitare il mondo e le relazioni; \u00e8 il frutto di un&#8217;esperienza \u2013 spesso segnata da umiliazioni \u2013 che sminuisce l&#8217;immagine gonfiata che abbiamo di noi stessi e ci riporta alla verit\u00e0. \u00c8 un dono dello Spirito, pi\u00f9 che un esercizio ascetico.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ges\u00f9 lo sapeva cos\u00ec bene che ha fatto dell&#8217;umilt\u00e0 l&#8217;unica qualit\u00e0 che ci ha chiesto esplicitamente di imitare in tutto il Vangelo. Non dice: &#8220;Imparate da me a compiere miracoli o a risuscitare i morti&#8221;. Dice semplicemente: &#8220;Imparate da me, che sono mite e umile di cuore&#8221; (Matteo 11:29). In questa sola parola, ha riassunto tutto il suo modo di essere nel mondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">I Padri ne trassero una conclusione radicale: vivere l&#8217;umilt\u00e0 non significa aggiungere qualcosa alla normale vita cristiana, ma piuttosto comprenderla nella sua pienezza alla luce del Vangelo. L&#8217;umile \u00e8, semplicemente, il cristiano.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Sant&#8217;Agostino, invitando Dioscoro ad abbracciare la fede cristiana, scrive: \u00abLa via della verit\u00e0 \u00e8 questa: prima l&#8217;umilt\u00e0, seconda l&#8217;umilt\u00e0, terza l&#8217;umilt\u00e0; e ogni volta che mi interroghi di nuovo, io ti risponderei sempre cos\u00ec\u00bb (Epistola 118,3.22).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">L&#8217;umilt\u00e0 non impoverisce l&#8217;uomo: lo restituisce a se stesso. Non lo diminuisce: lo rivela alla sua vera grandezza. Per questo \u00e8 cos\u00ec strettamente legata alla conversione.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il peccato originale nasce proprio dal rifiuto dell&#8217;umilt\u00e0: dal rifiuto di accettare noi stessi come esseri umani, finiti e dipendenti da Dio. La conversione, quindi, pu\u00f2 essere intesa solo come un ritorno all&#8217;umilt\u00e0. Non un abbassamento al di sotto della propria realt\u00e0, ma un rientro in essa. Una discesa dalla falsa autostima alla propria verit\u00e0 per scoprire che questa verit\u00e0, nel suo nucleo, \u00e8 stata benedetta fin dall&#8217;inizio.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">4. Rimpicciolirsi<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Se torniamo all&#8217;incontro di Francesco con i lebbrosi, possiamo cogliere un aspetto ancora pi\u00f9 sorprendente della sua intuizione evangelica. Francesco era un uomo assetato di realizzazione: cercava la gloria, inseguiva sogni e desiderava vivere la vita al massimo. Per tutta la vita aveva cercato di diventare &#8220;pi\u00f9 grande&#8221;: un mercante di successo, un cavaliere, un uomo di prestigio. Ma queste aspirazioni non gli avevano dato ci\u00f2 che cercava.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Quando, d&#8217;altra parte, incontra qualcuno &#8220;pi\u00f9 piccolo&#8221; di lui, accade l&#8217;inaspettato: la sua vera grandezza emerge. Non attraverso la conquista, ma attraverso l&#8217;abbraccio. Non elevandosi, ma inchinandosi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Francesco comprende allora qualcosa di sorprendente: nel mondo creato da Dio, il posto privilegiato spetta ai piccoli. \u00c8 proprio in loro che si manifesta la \u201cpotenza\u201d di cui parla il Vangelo: quella di diventare figli di Dio. Un bambino, infatti, \u00e8 pienamente in pace con il fatto di dover dipendere da un Padre. Per questo non ha paura di essere se stesso n\u00e9 si vergogna di chiedere.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Da questa libert\u00e0 scaturisce una forza unica: la capacit\u00e0 di ispirare bont\u00e0 negli altri. I bambini, nella loro vulnerabilit\u00e0, risvegliano la misericordia, che \u00e8 forse l&#8217;energia pi\u00f9 preziosa del mondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ecco perch\u00e9 il Poverello d&#8217;Assisi chiede ai suoi compagni di chiamarsi &#8220;fratellini&#8221;. Non per apparire pi\u00f9 umili, ma per vivere davvero come piccoli: uomini che non occupano tutto lo spazio, ma lo aprono agli altri.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per Francesco, essere piccoli \u00e8 il modo concreto di incarnare il Vangelo: apertura radicale e ospitalit\u00e0 verso l&#8217;altro.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per insegnare ai suoi frati il \u200b\u200bvalore di questa posizione secondaria, Francesco li esorta a mendicare quando il lavoro non basta a garantire le loro necessit\u00e0. \u00abE quando \u00e8 necessario, andate a chiedere l&#8217;elemosina. [\u2026] E i frati che lavorano per procurarsela avranno una grande ricompensa e aiuteranno coloro che li donano a guadagnarla e ad acquistarla; perch\u00e9 tutte le cose che gli uomini lasciano nel mondo periranno, ma dalla carit\u00e0 e dall&#8217;elemosina che hanno dato riceveranno la ricompensa del Signore\u00bb (Regola non bollata, IX, FF 31).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per Francesco, mendicare non era una strategia legittima, forse nemmeno astuta, per ottenere cibo e altri beni materiali. Era un modo per attivare misericordia e generosit\u00e0 negli altri: per permettere loro di sperimentare ci\u00f2 che lui aveva sperimentato nell&#8217;incontro con i lebbrosi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nel Vangelo, Ges\u00f9 ha ripetutamente sottolineato la piccolezza come essenza del mistero del Regno e come condizione per entrarvi. Ha paragonato la logica del Vangelo a un seme: piccolo, ma capace di crescere fino a diventare un albero che ospita uccelli tra i suoi rami. Ha spiegato ai discepoli \u2013 sempre tentati da sogni di grandezza \u2013 che solo chi si fa piccolo come i bambini pu\u00f2 entrare nel Regno dei Cieli. Inoltre, ha detto che chi vuole essere grande deve farsi piccolo e farsi servo di tutti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Non \u00e8 forse questo, in fondo, il grande segreto dell&#8217;Incarnazione? Perch\u00e9 Dio, volendo assumere la nostra umanit\u00e0, lo ha fatto diventando non solo un uomo, ma un bambino, nato nel grembo della Vergine Maria? Non solo per suscitare stupore e meraviglia, ma per risvegliare il meglio della nostra umanit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00c8 di fronte a qualcuno che non suscita n\u00e9 paura n\u00e9 competizione che cessiamo di avere paura e vergogna e torniamo a dare ci\u00f2 che siamo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Diventare piccoli non \u00e8 quindi una rinuncia o una riduzione: \u00e8 una dimensione essenziale dell&#8217;essere cristiani.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Certamente, non tutte le forme di piccolezza sono autentiche. A volte ci\u00f2 che chiamiamo umilt\u00e0 non \u00e8 altro che un modo sottile e ingannevole di alimentare le nostre insicurezze, di permettere ai nostri limiti di dominarci o di sfuggire alla stanchezza della vita e delle relazioni. \u00c8 una contraffazione che assume molte maschere.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ma quando scegliamo di diventare \u2013 non di rimanere \u2013 piccoli perch\u00e9 abbiamo riconosciuto la piccolezza di Dio e ci siamo sentiti accolti e amati da Lui, allora questa scelta non \u00e8 una forma di regressione o di rinuncia: \u00e8 il volto dell\u2019uomo nuovo che il Battesimo ci restituisce.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">5. Conversione continua<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Se la conversione \u00e8 un cambiamento di sensibilit\u00e0 che sana lo squilibrio prodotto dal peccato e ci restituisce alla giusta misura della nostra umanit\u00e0 \u2013 quella piccolezza che ci rende partecipi della natura di Dio \u2013, resta ancora un ultimo passo, forse il pi\u00f9 impegnativo: riconoscere che la conversione non \u00e8 mai compiuta.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Spesso immaginiamo la conversione come un processo semplice: prima il peccato, poi la decisione di cambiare, infine il cammino verso la santit\u00e0. \u00c8 un quadro confortante, ma la vita nello Spirito \u00e8 pi\u00f9 complessa e paziente di quanto pensiamo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Peccato, conversione e grazia non sono tappe successive: nella vita concreta si intrecciano. Restiamo peccatori, siamo sempre in conversione, ed \u00e8 proprio cos\u00ec che siamo santificati dallo Spirito.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Convertirsi significa rimettere continuamente in moto questo movimento del cuore, attraverso il quale la nostra povert\u00e0 si apre alla grazia di Dio.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Questo discorso, nel suo nucleo, ci \u00e8 familiare: ogni Quaresima ci ricorda la responsabilit\u00e0 di verificare la vitalit\u00e0 del nostro battesimo. Tuttavia, quando la conversione assume la forma concreta dell&#8217;umilt\u00e0, qualcosa dentro di noi resiste. Accettiamo il cambiamento, ma fatichiamo a lasciarci ridefinire. Preferiamo rafforzarci piuttosto che sminuire la nostra immagine e le nostre aspettative.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Cos\u00ec, il vecchio riaffiora, a volte nei vizi palesi, altre volte in forme pi\u00f9 sottili e persino religiose: il bisogno di riconoscimento, la ricerca di un ruolo, l&#8217;autoreferenzialit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ecco perch\u00e9 la lotta \u00e8 reale: \u00e8 la lotta per rimanere piccoli e umili. \u00c8 quell&#8217;incessante lavoro interiore che ci libera dalla nostra immagine di noi stessi e ci permette di servire veramente gli altri, liberamente e concretamente.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">L&#8217;apostolo Paolo conosce bene la lotta per salvaguardare l&#8217;umilt\u00e0 e la libert\u00e0 dei figli di Dio. Nella sua Seconda Lettera ai Corinzi, accusato di debolezza mentre altri \u2013 i &#8220;super-apostoli&#8221; \u2013 impongono la loro volont\u00e0 con la forza, rifiuta la via del vanto. Non perch\u00e9 gli manchino argomenti, ma perch\u00e9 ha compreso qualcosa di cruciale: la debolezza non \u00e8 una fase da superare, ma l&#8217;essenza stessa della sua vita in Cristo. E scrive: &#8220;Perci\u00f2 mi vanter\u00f2 ben volentieri delle mie debolezze, perch\u00e9 dimori in me la potenza di Cristo. [\u2026] Quando sono debole, allora sono forte&#8221; (2 Corinzi 12,9-10).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Non si tratta semplicemente di un gesto personale di umilt\u00e0: \u00e8 una dichiarazione teologica. La piccolezza non \u00e8 una strategia o un atteggiamento esteriore, ma l&#8217;essenza stessa della vita battesimale. Il cristiano sceglie di presentarsi disarmato perch\u00e9 segue il Maestro, che ha svuotato se stesso e ha trasformato la croce in fonte di vita.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Spesso pensiamo che l&#8217;umilt\u00e0 evangelica sia possibile solo quando tutto va bene. In realt\u00e0, \u00e8 vero il contrario: \u00e8 proprio nei momenti di conflitto e difficolt\u00e0 che diventa pi\u00f9 necessaria. Quando l&#8217;istinto ci spinge a difenderci o a imporre la nostra volont\u00e0, \u00e8 allora che vediamo se abbiamo veramente imparato il Vangelo della Croce.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La luce, infatti, mostra la sua forza non quando tutto \u00e8 chiaro, ma quando regna l&#8217;oscurit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Su questa piccolezza si fonda il mistero della comunione nella Chiesa, come ci ha ricordato il Santo Padre nella sua ultima udienza: \u00abIn questo consiste la santit\u00e0 della Chiesa: nel fatto che Cristo abita in essa e continua a donarsi attraverso la piccolezza e la fragilit\u00e0 dei suoi membri. Contemplando questo miracolo perenne che in essa avviene, comprendiamo il \u201cmetodo di Dio\u201d: Egli si rende visibile attraverso la debolezza delle creature, continuando a manifestarsi e ad agire\u00bb (Papa Leone, Udienza generale, 4 marzo 2026).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In tempi nuovamente segnati dal dolore e dalla violenza, parlare di piccolezza potrebbe sembrare un discorso astratto, quasi un lusso spirituale. In realt\u00e0, \u00e8 una responsabilit\u00e0 concreta, legata alle sorti del mondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La pace non nasce solo da accordi politici, n\u00e9 da strategie diplomatiche o militari, ma da uomini e donne che trovano il coraggio di umiliarsi: capaci di fare un passo indietro, di rinunciare alla violenza in ogni sua forma, di non cedere alla tentazione della vendetta e della prevaricazione, di scegliere il dialogo anche quando le circostanze sembrano negarglielo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00c8 un compito impegnativo, quotidiano. Non possiamo rimandarlo o delegarlo ad altri. Chi si riconosce figlio di Dio sa che questa conversione del cuore lo riguarda personalmente.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Per questo possiamo fare nostre le parole che san Francesco, al termine della sua vita, segnato dalle stimmate, non si stancava di ripetere ai suoi frati: <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00abCominciamo, fratelli, a servire il Signore Dio nostro, perch\u00e9 finora abbiamo fatto pochi progressi\u00bb (san Bonaventura, Legenda maggiore XIV,1; FF 1237).<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Preghiera di chiusura<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Dio onnipotente, eterno, giusto e misericordioso, concedi a noi, miseri, di fare, per amore tuo, ci\u00f2 che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ci\u00f2 che ti piace, affinch\u00e9, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo diletto Figlio, nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, e con l&#8217;aiuto della tua sola grazia giungere a te, o Altissimo, che nella perfetta Trinit\u00e0 e nella semplice Unit\u00e0 vivi, regni e sei glorificato, Dio onnipotente, nei secoli dei secoli. Amen.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">P. Roberto Pasolini, OFM Cap. <\/span><\/span><br \/>\n<span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Predicatore della Casa Pontificia<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua prima meditazione quaresimale del 2026, il predicatore della Casa Pontificia, Fra Roberto Pasolini, davanti a Papa Leone XIV e alla Curia Romana, ha proposto la conversione come cammino di umilt\u00e0 evangelica ispirato a San Francesco d&#8217;Assisi, invitando a disarmare il cuore in mezzo ai conflitti globali<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":160872,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[131],"tags":[4030,100437,430,100439,100438,64851,100441,37222,100442,100443,56233,48319,44896,100445,1109,100242,100444,95521,100446,4201,34856,100447,5308,100440,100448],"class_list":["post-160943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vaticano","tag-battesimo","tag-cambiamento-del-cuore","tag-conversione","tag-conversione-di-francesco-dassisi","tag-conversione-permanente","tag-featured-it-2","tag-giubileo-di-francesco","tag-incarnazione","tag-lebbrosi","tag-meditazione-quaresimale-2026","tag-metanoia-2","tag-padre-roberto-pasolini-2","tag-peccato-originale","tag-piccolezza-evangelica","tag-poverta","tag-predicatore-della-casa-pontificia","tag-preghiera-conclusiva-di-francesco","tag-quaresima-2026","tag-regola-indisturbata","tag-san-francesco-dassisi","tag-seguire-gesu","tag-testamento-di-francesco","tag-umilta","tag-umilta-evangelica","tag-vita-nuova-in-cristo"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Pasolini invita all&#039;umilt\u00e0 radicale: &quot;La pace nasce dal farsi piccoli e dal rinunciare alla violenza&quot; 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