{"id":153480,"date":"2026-01-13T15:46:04","date_gmt":"2026-01-13T14:46:04","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=153480"},"modified":"2026-01-13T15:46:04","modified_gmt":"2026-01-13T14:46:04","slug":"caritas-in-veritate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/caritas-in-veritate\/","title":{"rendered":"Caritas in Veritate"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\">LETTERA ENCICLICA<i><br \/>\n<b><span style=\"font-size: large\">CARITAS IN VERITATE<br \/>\n<\/span><\/b><\/i>DEL SOMMO PONTEFICE<br \/>\n<b>BENEDETTO XVI<br \/>\n<\/b>AI VESCOVI<br \/>\nAI PRESBITERI E AI DIACONI<br \/>\nALLE PERSONE CONSACRATE<br \/>\nAI FEDELI LAICI<br \/>\nE A TUTTI GLI UOMINI<br \/>\nDI BUONA VOLONT\u00c0<br \/>\nSULLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE<br \/>\nNELLA CARIT\u00c0 E NELLA VERIT\u00c0<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><b>INTRODUZIONE<\/b><\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>1. La carit\u00e0 nella verit\u00e0, di cui Ges\u00f9 Cristo s&#8217;\u00e8 fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, \u00e8 la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell&#8217;umanit\u00e0 intera. L&#8217;amore \u2014 \u00ab\u00a0<i>caritas<\/i>\u00a0\u00bb \u2014 \u00e8 una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosit\u00e0 nel campo della giustizia e della pace. \u00c8 una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verit\u00e0 assoluta. Ciascuno trova il suo bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza: in tale progetto infatti egli trova la sua verit\u00e0 ed \u00e8 aderendo a tale verit\u00e0 che egli diventa libero (cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVS.HTM\">Gv<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVS.HTM\">\u00a08,32<\/a>). Difendere la verit\u00e0, proporla con umilt\u00e0 e convinzione e testimoniarla nella vita sono pertanto forme esigenti e insostituibili di carit\u00e0. Questa, infatti, \u00ab si compiace della verit\u00e0 \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXQ.HTM\"><i>1 Cor<\/i>\u00a013,6<\/a>). Tutti gli uomini avvertono l&#8217;interiore impulso ad amare in modo autentico: amore e verit\u00e0 non li abbandonano mai completamente, perch\u00e9 sono la vocazione posta da Dio nel cuore e nella mente di ogni uomo. Ges\u00f9 Cristo purifica e libera dalle nostre povert\u00e0 umane la ricerca dell&#8217;amore e della verit\u00e0 e ci svela in pienezza l&#8217;iniziativa di amore e il progetto di vita vera che Dio ha preparato per noi. In Cristo, la<i>\u00a0carit\u00e0 nella verit\u00e0<\/i>\u00a0diventa il Volto della sua Persona, una vocazione per noi ad amare i nostri fratelli nella verit\u00e0 del suo progetto. Egli stesso, infatti, \u00e8 la Verit\u00e0 (cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVY.HTM\">Gv<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVY.HTM\">\u00a014,6<\/a>).<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>2. La carit\u00e0 \u00e8 la via maestra della dottrina sociale della Chiesa. Ogni responsabilit\u00e0 e impegno delineati da tale dottrina sono attinti alla carit\u00e0 che, secondo l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9, \u00e8 la sintesi di tutta la Legge (cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PUA.HTM\">Mt<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PUA.HTM\">\u00a022,36-40<\/a>). Essa d\u00e0 vera sostanza alla relazione personale con Dio e con il prossimo; \u00e8 il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici. Per la Chiesa \u2014 ammaestrata dal Vangelo \u2014 la carit\u00e0 \u00e8 tutto perch\u00e9, come insegna san Giovanni (cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__P106.HTM\">1 Gv<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__P106.HTM\">\u00a04,8.16<\/a>) e come ho ricordato nella mia prima Lettera enciclica, \u00ab Dio \u00e8 carit\u00e0 \u00bb (<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est.html\">Deus caritas est<\/a><\/i>):<i>\u00a0dalla carit\u00e0 di Dio tutto proviene, per essa tutto prende forma, ad essa tutto tende<\/i>. La carit\u00e0 \u00e8 il dono pi\u00f9 grande che Dio abbia dato agli uomini, \u00e8 sua promessa e nostra speranza.<\/p>\n<p>Sono consapevole degli sviamenti e degli svuotamenti di senso a cui la carit\u00e0 \u00e8 andata e va incontro, con il conseguente rischio di fraintenderla, di estrometterla dal vissuto etico e, in ogni caso, di impedirne la corretta valorizzazione. In ambito sociale, giuridico, culturale, politico, economico, ossia nei contesti pi\u00f9 esposti a tale pericolo, ne viene dichiarata facilmente l&#8217;irrilevanza a interpretare e a dirigere le responsabilit\u00e0 morali. Di qui il bisogno di coniugare la carit\u00e0 con la verit\u00e0 non solo nella direzione, segnata da san Paolo, della\u00a0<i>\u00ab veritas in caritate \u00bb\u00a0<\/i>(<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYG.HTM\"><i>Ef<\/i>\u00a04,15<\/a>), ma anche in quella, inversa e complementare, della<i>\u00a0\u00ab caritas in veritate \u00bb<\/i>. La verit\u00e0 va cercata, trovata ed espressa nell&#8217;\u00ab economia \u00bb della carit\u00e0, ma la carit\u00e0 a sua volta va compresa, avvalorata e praticata nella luce della verit\u00e0. In questo modo non avremo solo reso un servizio alla carit\u00e0, illuminata dalla verit\u00e0, ma avremo anche contribuito ad accreditare la verit\u00e0, mostrandone il potere di autenticazione e di persuasione nel concreto del vivere sociale. Cosa, questa, di non poco conto oggi, in un contesto sociale e culturale che relativizza la verit\u00e0, diventando spesso di essa incurante e ad essa restio.<\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>3. Per questo stretto collegamento con la verit\u00e0, la carit\u00e0 pu\u00f2 essere riconosciuta come espressione autentica di umanit\u00e0 e come elemento di fondamentale importanza nelle relazioni umane, anche di natura pubblica.\u00a0<i>Solo nella verit\u00e0 la carit\u00e0 risplende\u00a0<\/i>e pu\u00f2 essere autenticamente vissuta. La verit\u00e0 \u00e8 luce che d\u00e0 senso e valore alla carit\u00e0. Questa luce \u00e8, a un tempo, quella della ragione e della fede, attraverso cui l&#8217;intelligenza perviene alla verit\u00e0 naturale e soprannaturale della carit\u00e0: ne coglie il significato di donazione, di accoglienza e di comunione. Senza verit\u00e0, la carit\u00e0 scivola nel sentimentalismo. L&#8217;amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. \u00c8 il fatale rischio dell&#8217;amore in una cultura senza verit\u00e0. Esso \u00e8 preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario. La verit\u00e0 libera la carit\u00e0 dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. Nella verit\u00e0 la carit\u00e0 riflette la dimensione personale e nello stesso tempo pubblica della fede nel Dio biblico, che \u00e8 insieme<i>\u00a0\u00ab Ag\u00e1pe \u00bb<\/i>\u00a0e<i>\u00a0\u00ab L\u00f3gos \u00bb<\/i>: Carit\u00e0 e Verit\u00e0, Amore e Parola.<\/p>\n<p><a name=\"4\"><\/a>4. Perch\u00e9 piena di verit\u00e0, la carit\u00e0 pu\u00f2 essere dall&#8217;uomo compresa nella sua ricchezza di valori, condivisa e comunicata.<i>\u00a0La verit\u00e0<\/i>, infatti, \u00e8\u00a0<i>\u201cl\u00f3gos\u201d che crea \u201cdi\u00e1-logos\u201d\u00a0<\/i>e quindi comunicazione e comunione. La verit\u00e0, facendo uscire gli uomini dalle opinioni e dalle sensazioni soggettive, consente loro di portarsi al di l\u00e0 delle determinazioni culturali e storiche e di incontrarsi nella valutazione del valore e della sostanza delle cose. La verit\u00e0 apre e unisce le intelligenze nel<i>\u00a0l\u00f3gos\u00a0<\/i>dell&#8217;amore: \u00e8, questo, l&#8217;annuncio e la testimonianza cristiana della carit\u00e0. Nell&#8217;attuale contesto sociale e culturale, in cui \u00e8 diffusa la tendenza a relativizzare il vero, vivere la carit\u00e0 nella verit\u00e0 porta a comprendere che l&#8217;adesione ai valori del Cristianesimo \u00e8 elemento non solo utile, ma indispensabile per la costruzione di una buona societ\u00e0 e di un vero sviluppo umano integrale. Un Cristianesimo di carit\u00e0 senza verit\u00e0 pu\u00f2 venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali. In questo modo non ci sarebbe pi\u00f9 un vero e proprio posto per Dio nel mondo. Senza la verit\u00e0, la carit\u00e0 viene relegata in un ambito ristretto e privato di relazioni. \u00c8 esclusa dai progetti e dai processi di costruzione di uno sviluppo umano di portata universale, nel dialogo tra i saperi e le operativit\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"5\"><\/a>5. La carit\u00e0 \u00e8 amore ricevuto e donato. Essa \u00e8 \u00ab grazia \u00bb (<i>ch\u00e1ris<\/i>). La sua scaturigine \u00e8 l&#8217;amore sorgivo del Padre per il Figlio, nello Spirito Santo. \u00c8 amore che dal Figlio discende su di noi. \u00c8 amore creatore, per cui noi siamo; \u00e8 amore redentore, per cui siamo ricreati. Amore rivelato e realizzato da Cristo (cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVX.HTM\">Gv\u00a0<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVX.HTM\">13,1<\/a>) e \u00ab riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PX2.HTM\"><i>Rm\u00a0<\/i>5,5<\/a>). Destinatari dell&#8217;amore di Dio, gli uomini sono costituiti soggetti di carit\u00e0, chiamati a farsi essi stessi strumenti della grazia, per effondere la carit\u00e0 di Dio e per tessere reti di carit\u00e0.<\/p>\n<p>A questa dinamica di carit\u00e0 ricevuta e donata risponde la dottrina sociale della Chiesa.\u00a0<i>Essa \u00e8 \u00ab caritas in veritate in re sociali \u00bb<\/i>: annuncio della verit\u00e0 dell&#8217;amore di Cristo nella societ\u00e0. Tale dottrina \u00e8 servizio della carit\u00e0, ma nella verit\u00e0. La verit\u00e0 preserva ed esprime la forza di liberazione della carit\u00e0 nelle vicende sempre nuove della storia. \u00c8, a un tempo, verit\u00e0 della fede e della ragione, nella distinzione e insieme nella sinergia dei due ambiti cognitivi. Lo sviluppo, il benessere sociale, un&#8217;adeguata soluzione dei gravi problemi socio-economici che affliggono l&#8217;umanit\u00e0, hanno bisogno di questa verit\u00e0. Ancor pi\u00f9 hanno bisogno che tale verit\u00e0 sia amata e testimoniata. Senza verit\u00e0, senza fiducia e amore per il vero, non c&#8217;\u00e8 coscienza e responsabilit\u00e0 sociale, e l&#8217;agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla societ\u00e0, tanto pi\u00f9 in una societ\u00e0 in via di globalizzazione, in momenti difficili come quelli attuali.<\/p>\n<p><a name=\"6\"><\/a>6. \u00ab\u00a0<i>Caritas in veritate<\/i>\u00a0\u00bb \u00e8 principio intorno a cui ruota la dottrina sociale della Chiesa, un principio che prende forma operativa in criteri orientativi dell&#8217;azione morale. Ne desidero richiamare due in particolare, dettati in special modo dall&#8217;impegno per lo sviluppo in una societ\u00e0 in via di globalizzazione:\u00a0<i>la giustizia e il bene comune.<\/i><\/p>\n<p>La giustizia anzitutto.<i>\u00a0Ubi societas, ibi ius<\/i>: ogni societ\u00e0 elabora un proprio sistema di giustizia.<i>\u00a0La carit\u00e0 eccede la giustizia<\/i>, perch\u00e9 amare \u00e8 donare, offrire del \u201cmio\u201d all&#8217;altro; ma non \u00e8 mai senza la giustizia, la quale induce a dare all&#8217;altro ci\u00f2 che \u00e8 \u201csuo\u201d, ci\u00f2 che gli spetta in ragione del suo essere e del suo operare. Non posso \u00ab donare \u00bb all&#8217;altro del mio, senza avergli dato in primo luogo ci\u00f2 che gli compete secondo giustizia. Chi ama con carit\u00e0 gli altri \u00e8 anzitutto giusto verso di loro. Non solo la giustizia non \u00e8 estranea alla carit\u00e0, non solo non \u00e8 una via alternativa o parallela alla carit\u00e0: la giustizia \u00e8 \u00ab inseparabile dalla carit\u00e0 \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">1<\/a>], intrinseca ad essa. La giustizia \u00e8 la prima via della carit\u00e0 o, com&#8217;ebbe a dire\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, \u00ab la misura minima \u00bb di essa [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">2<\/a>], parte integrante di quell&#8217;amore \u00ab coi fatti e nella verit\u00e0 \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__P105.HTM\"><i>1 Gv<\/i>\u00a03,18<\/a>), a cui esorta l&#8217;apostolo Giovanni. Da una parte, la carit\u00e0 esige la giustizia: il riconoscimento e il rispetto dei legittimi diritti degli individui e dei popoli. Essa s&#8217;adopera per la costruzione della \u201ccitt\u00e0 dell&#8217;uomo\u201d secondo diritto e giustizia. Dall&#8217;altra, la carit\u00e0 supera la giustizia e la completa nella logica del dono e del perdono [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">3<\/a>]. La \u201ccitt\u00e0 dell&#8217;uomo\u201d non \u00e8 promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor pi\u00f9 e ancor prima da relazioni di gratuit\u00e0, di misericordia e di comunione. La carit\u00e0 manifesta sempre anche nelle relazioni umane l&#8217;amore di Dio, essa d\u00e0 valore teologale e salvifico a ogni impegno di giustizia nel mondo.<\/p>\n<p><a name=\"7\"><\/a>7. Bisogna poi tenere in grande considerazione il bene comune. Amare qualcuno \u00e8 volere il suo bene e adoperarsi efficacemente per esso. Accanto al bene individuale, c&#8217;\u00e8 un bene legato al vivere sociale delle persone: il bene comune. \u00c8 il bene di quel \u201cnoi-tutti\u201d, formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunit\u00e0 sociale [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">4<\/a>]. Non \u00e8 un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunit\u00e0 sociale e che solo in essa possono realmente e pi\u00f9 efficacemente conseguire il loro bene. Volere il<i>\u00a0bene comune<\/i>\u00a0e adoperarsi per esso\u00a0<i>\u00e8 esigenza di giustizia e di carit\u00e0<\/i>. Impegnarsi per il bene comune \u00e8 prendersi cura, da una parte, e avvalersi, dall&#8217;altra, di quel complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale, che in tal modo prende forma di<i>\u00a0p\u00f3lis<\/i>, di citt\u00e0. Si ama tanto pi\u00f9 efficacemente il prossimo, quanto pi\u00f9 ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni. Ogni cristiano \u00e8 chiamato a questa carit\u00e0, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilit\u00e0 d&#8217;incidenza nella<i>\u00a0p\u00f3lis<\/i>. \u00c8 questa la via istituzionale \u2014 possiamo anche dire politica \u2014 della carit\u00e0, non meno qualificata e incisiva di quanto lo sia la carit\u00e0 che incontra il prossimo direttamente, fuori delle mediazioni istituzionali della\u00a0<i>p\u00f3lis<\/i>. Quando la carit\u00e0 lo anima, l&#8217;impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell&#8217;impegno soltanto secolare e politico. Come ogni impegno per la giustizia, esso s&#8217;inscrive in quella testimonianza della carit\u00e0 divina che, operando nel tempo, prepara l&#8217;eterno. L&#8217;azione dell&#8217;uomo sulla terra, quando \u00e8 ispirata e sostenuta dalla carit\u00e0, contribuisce all&#8217;edificazione di quella universale<i>\u00a0citt\u00e0 di Dio<\/i>\u00a0verso cui avanza la storia della famiglia umana. In una societ\u00e0 in via di globalizzazione, il bene comune e l&#8217;impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell&#8217;intera famiglia umana, vale a dire della comunit\u00e0 dei popoli e delle Nazioni [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">5<\/a>], cos\u00ec da dare forma di unit\u00e0 e di pace alla\u00a0<i>citt\u00e0 dell&#8217;uomo<\/i>, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della citt\u00e0 senza barriere di Dio.<\/p>\n<p><a name=\"8\"><\/a>8. Pubblicando nel 1967 l&#8217;Enciclica<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, il mio venerato predecessore\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0ha illuminato il grande tema dello sviluppo dei popoli con lo splendore della verit\u00e0 e con la luce soave della carit\u00e0 di Cristo. Egli ha affermato che l&#8217;annuncio di Cristo \u00e8 il primo e principale fattore di sviluppo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">6<\/a>] e ci ha lasciato la consegna di camminare sulla strada dello sviluppo con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra intelligenza [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">7<\/a>], vale a dire con l&#8217;ardore della carit\u00e0 e la sapienza della verit\u00e0. \u00c8 la verit\u00e0 originaria dell&#8217;amore di Dio, grazia a noi donata, che apre la nostra vita al dono e rende possibile sperare in uno \u00ab sviluppo di tutto l&#8217;uomo e di tutti gli uomini \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">8<\/a>], in un passaggio \u00ab da condizioni meno umane a condizioni pi\u00f9 umane \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">9<\/a>], ottenuto vincendo le difficolt\u00e0 che inevitabilmente si incontrano lungo il cammino.<\/p>\n<p>A oltre quarant&#8217;anni dalla pubblicazione dell&#8217;Enciclica, intendo rendere omaggio e tributare onore alla memoria del grande Pontefice\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, riprendendo i suoi insegnamenti sullo\u00a0<i>sviluppo umano integrale<\/i>\u00a0e collocandomi nel percorso da essi tracciato, per attualizzarli nell&#8217;ora presente. Questo processo di attualizzazione inizi\u00f2 con l&#8217;Enciclica<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/_INDEX.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i>, con cui il Servo di Dio\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0volle commemorare la pubblicazione della<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a>\u00a0<\/i>in occasione del suo ventennale. Fino ad allora, una simile commemorazione era stata riservata solo alla<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html\">Rerum novarum<\/a><\/i>. Passati altri vent&#8217;anni, esprimo la mia convinzione che la<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0merita di essere considerata come \u00ab la\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html\">Rerum novarum<\/a><\/i>\u00a0dell&#8217;epoca contemporanea \u00bb, che illumina il cammino dell&#8217;umanit\u00e0 in via di unificazione.<\/p>\n<p><a name=\"9\"><\/a>9. L&#8217;amore nella verit\u00e0 \u2014<i>\u00a0caritas in veritate<\/i>\u00a0\u2014 \u00e8 una grande sfida per la Chiesa in un mondo in progressiva e pervasiva globalizzazione. Il rischio del nostro tempo \u00e8 che all&#8217;interdipendenza di fatto tra gli uomini e i popoli non corrisponda l&#8217;interazione etica delle coscienze e delle intelligenze, dalla quale possa emergere come risultato uno sviluppo veramente umano. Solo con la\u00a0<i>carit\u00e0, illuminata dalla luce della ragione e della fede<\/i>, \u00e8 possibile conseguire obiettivi di sviluppo dotati di una valenza pi\u00f9 umana e umanizzante. La condivisione dei beni e delle risorse, da cui proviene l&#8217;autentico sviluppo, non \u00e8 assicurata dal solo progresso tecnico e da mere relazioni di convenienza, ma dal potenziale di amore che vince il male con il bene (cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PX9.HTM\">Rm\u00a0<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PX9.HTM\">12,21<\/a>) e apre alla reciprocit\u00e0 delle coscienze e delle libert\u00e0.<\/p>\n<p>La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">10<\/a>] e non pretende \u00ab minimamente d&#8217;intromettersi nella politica degli Stati \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">11<\/a>]. Ha per\u00f2 una missione di verit\u00e0 da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una societ\u00e0 a misura dell&#8217;uomo, della sua dignit\u00e0, della sua vocazione. Senza verit\u00e0 si cade in una visione empiristica e scettica della vita, incapace di elevarsi sulla prassi, perch\u00e9 non interessata a cogliere i valori \u2014 talora nemmeno i significati \u2014 con cui giudicarla e orientarla. La fedelt\u00e0 all&#8217;uomo esige\u00a0<i>la fedelt\u00e0 alla verit\u00e0\u00a0<\/i>che, sola, \u00e8<i>\u00a0garanzia di libert\u00e0<\/i>\u00a0(cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVS.HTM\">Gv\u00a0<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVS.HTM\">8,32<\/a>) e\u00a0<i>della possibilit\u00e0 di uno sviluppo umano integrale<\/i>. Per questo la Chiesa la ricerca, l&#8217;annunzia instancabilmente e la riconosce ovunque essa si palesi. Questa missione di verit\u00e0 \u00e8 per la Chiesa irrinunciabile. La sua dottrina sociale \u00e8 momento singolare di questo annuncio: essa \u00e8 servizio alla verit\u00e0 che libera. Aperta alla verit\u00e0, da qualsiasi sapere provenga, la dottrina sociale della Chiesa l&#8217;accoglie, compone in unit\u00e0 i frammenti in cui spesso la ritrova, e la media nel vissuto sempre nuovo della societ\u00e0 degli uomini e dei popoli [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">12<\/a>].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"CAPITOLO%20PRIMO\"><\/a>CAPITOLO PRIMO<\/p>\n<p align=\"center\"><b>IL MESSAGGIO<br \/>\nDELLA\u00a0<i>POPULORUM PROGRESSIO<\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"10\"><\/a>10. La rilettura della<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, a oltre quarant&#8217;anni dalla pubblicazione, sollecita a rimanere fedeli al suo messaggio di carit\u00e0 e di verit\u00e0, considerandolo nell&#8217;ambito dello specifico magistero di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0e, pi\u00f9 in generale, dentro la tradizione della dottrina sociale della Chiesa. Sono poi da valutare i diversi termini in cui oggi, a differenza da allora, si pone il problema dello sviluppo. Il corretto punto di vista, dunque, \u00e8 quello della\u00a0<i>Tradizione della fede apostolica\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">13<\/a>], patrimonio antico e nuovo, fuori del quale la\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0sarebbe un documento senza radici e le questioni dello sviluppo si ridurrebbero unicamente a dati sociologici.<\/p>\n<p><a name=\"11\"><\/a>11. La pubblicazione della\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0avvenne immediatamente dopo la conclusione del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio Ecumenico Vaticano II<\/a>. La stessa Enciclica segnala, nei primi paragrafi, il suo intimo rapporto con il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio<\/a>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">14<\/a>].\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>, vent&#8217;anni dopo, nella\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/_INDEX.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i>\u00a0sottolineava, a sua volta, il fecondo rapporto di quella Enciclica con il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio<\/a>\u00a0e, in particolare, con la Costituzione pastorale\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a>\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">15<\/a>]. Anch&#8217;io desidero ricordare qui l&#8217;importanza del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio Vaticano II<\/a>\u00a0per l&#8217;Enciclica di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0e per tutto il successivo Magistero sociale dei Sommi Pontefici. Il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio<\/a>\u00a0approfond\u00ec quanto appartiene da sempre alla verit\u00e0 della fede, ossia che la Chiesa, essendo a servizio di Dio, \u00e8 a servizio del mondo in termini di amore e di verit\u00e0. Proprio da questa visione partiva\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0per comunicarci due grandi verit\u00e0. La prima \u00e8 che<i>\u00a0tutta la Chiesa, in tutto il suo essere e il suo agire, quando annuncia, celebra e opera nella carit\u00e0, \u00e8 tesa a promuovere lo sviluppo integrale dell&#8217;uomo<\/i>. Essa ha un ruolo pubblico che non si esaurisce nelle sue attivit\u00e0 di assistenza o di educazione, ma rivela tutte le proprie energie a servizio della promozione dell&#8217;uomo e della fraternit\u00e0 universale quando pu\u00f2 valersi di un regime di libert\u00e0. In non pochi casi tale libert\u00e0 \u00e8 impedita da divieti e da persecuzioni o \u00e8 anche limitata quando la presenza pubblica della Chiesa viene ridotta unicamente alle sue attivit\u00e0 caritative. La seconda verit\u00e0 \u00e8 che<i>\u00a0l&#8217;autentico sviluppo dell&#8217;uomo riguarda unitariamente la totalit\u00e0 della persona in ogni sua dimensione\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">16<\/a>]. Senza la prospettiva di una vita eterna, il progresso umano in questo mondo rimane privo di respiro. Chiuso dentro la storia, esso \u00e8 esposto al rischio di ridursi al solo incremento dell&#8217;avere; l&#8217;umanit\u00e0 perde cos\u00ec il coraggio di essere disponibile per i beni pi\u00f9 alti, per le grandi e disinteressate iniziative sollecitate dalla carit\u00e0 universale. L&#8217;uomo non si sviluppa con le sole proprie forze, n\u00e9 lo sviluppo gli pu\u00f2 essere semplicemente dato dall&#8217;esterno. Lungo la storia, spesso si \u00e8 ritenuto che la creazione di istituzioni fosse sufficiente a garantire all&#8217;umanit\u00e0 il soddisfacimento del diritto allo sviluppo. Purtroppo, si \u00e8 riposta un&#8217;eccessiva fiducia in tali istituzioni, quasi che esse potessero conseguire l&#8217;obiettivo desiderato in maniera automatica. In realt\u00e0, le istituzioni da sole non bastano, perch\u00e9 lo sviluppo umano integrale \u00e8 anzitutto vocazione e, quindi, comporta una libera e solidale assunzione di responsabilit\u00e0 da parte di tutti. Un tale sviluppo richiede, inoltre, una visione trascendente della persona, ha bisogno di Dio: senza di Lui lo sviluppo o viene negato o viene affidato unicamente alle mani dell&#8217;uomo, che cade nella presunzione dell&#8217;auto-salvezza e finisce per promuovere uno sviluppo disumanizzato. D&#8217;altronde, solo l&#8217;incontro con Dio permette di non \u201cvedere nell&#8217;altro sempre soltanto l&#8217;altro\u201d [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">17<\/a>], ma di riconoscere in lui l&#8217;immagine divina, giungendo cos\u00ec a scoprire veramente l&#8217;altro e a maturare un amore che \u201cdiventa cura dell&#8217;altro e per l&#8217;altro\u201d[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">18<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"12\"><\/a>12. Il legame tra la\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0e il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio Vaticano II<\/a>\u00a0non rappresenta una cesura tra il Magistero sociale di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0e quello dei Pontefici suoi predecessori, dato che il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio<\/a>\u00a0costituisce un approfondimento di tale magistero nella continuit\u00e0 della vita della Chiesa [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">19<\/a>]. In questo senso, non contribuiscono a fare chiarezza certe astratte suddivisioni della dottrina sociale della Chiesa che applicano all&#8217;insegnamento sociale pontificio categorie ad esso estranee. Non ci sono due tipologie di dottrina sociale, una preconciliare e una postconciliare, diverse tra loro, ma un<i>\u00a0unico insegnamento, coerente e nello stesso tempo sempre nuovo<\/i>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">20<\/a>]. \u00c8 giusto rilevare le peculiarit\u00e0 dell&#8217;una o dell&#8217;altra Enciclica, dell&#8217;insegnamento dell&#8217;uno o dell&#8217;altro Pontefice, mai per\u00f2 perdendo di vista la coerenza dell&#8217;intero\u00a0<i>corpus<\/i>\u00a0dottrinale [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">21<\/a>]. Coerenza non significa chiusura in un sistema, quanto piuttosto fedelt\u00e0 dinamica a una luce ricevuta. La dottrina sociale della Chiesa illumina con una luce che non muta i problemi sempre nuovi che emergono [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">22<\/a>]. Ci\u00f2 salvaguarda il carattere sia permanente che storico di questo \u00ab patrimonio \u00bb dottrinale [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">23<\/a>] che, con le sue specifiche caratteristiche, fa parte della Tradizione sempre vitale della Chiesa [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">24<\/a>]. La dottrina sociale \u00e8 costruita sopra il fondamento trasmesso dagli Apostoli ai Padri della Chiesa e poi accolto e approfondito dai grandi Dottori cristiani. Tale dottrina si rif\u00e0 in definitiva all&#8217;Uomo nuovo, all&#8217;\u00ab ultimo Adamo che divenne spirito datore di vita \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXS.HTM\"><i>1<\/i>\u00a0<i>Cor<\/i>\u00a015,45<\/a>) e che \u00e8 principio della carit\u00e0 che \u00ab non avr\u00e0 mai fine \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXQ.HTM\"><i>1 Cor<\/i>\u00a013,8<\/a>). \u00c8 testimoniata dai Santi e da quanti hanno dato la vita per Cristo Salvatore nel campo della giustizia e della pace. In essa si esprime il compito profetico dei Sommi Pontefici di guidare apostolicamente la Chiesa di Cristo e di discernere le nuove esigenze dell&#8217;evangelizzazione. Per queste ragioni, la<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a>,<\/i>\u00a0inserita nella grande corrente della Tradizione, \u00e8 in grado di parlare ancora a noi, oggi.<\/p>\n<p><a name=\"13\"><\/a>13. Oltre al suo importante legame con l&#8217;intera dottrina sociale della Chiesa, la<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a>\u00a0\u00e8 strettamente connessa con il magistero complessivo di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a><\/i>\u00a0e, in particolare, con il suo magistero sociale. Il suo fu certo un insegnamento sociale di grande rilevanza: egli ribad\u00ec l&#8217;imprescindibile importanza del Vangelo per la costruzione della societ\u00e0 secondo libert\u00e0 e giustizia, nella prospettiva ideale e storica di una civilt\u00e0 animata dall&#8217;amore.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0comprese chiaramente come la questione sociale fosse diventata mondiale [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">25<\/a>] e colse il richiamo reciproco tra la spinta all&#8217;unificazione dell&#8217;umanit\u00e0 e l&#8217;ideale cristiano di un&#8217;unica famiglia dei popoli, solidale nella comune fraternit\u00e0.<i>\u00a0Indic\u00f2 nello sviluppo, umanamente e cristianamente inteso, il cuore del messaggio sociale cristiano<\/i>\u00a0e propose la carit\u00e0 cristiana come principale forza a servizio dello sviluppo. Mosso dal desiderio di rendere l&#8217;amore di Cristo pienamente visibile all&#8217;uomo contemporaneo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0affront\u00f2 con fermezza importanti questioni etiche, senza cedere alle debolezze culturali del suo tempo.<\/p>\n<p><a name=\"14\"><\/a>14. Con la Lettera apostolica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/apost_letters\/documents\/hf_p-vi_apl_19710514_octogesima-adveniens.html\">Octogesima adveniens<\/a><\/i>\u00a0del 1971,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0tratt\u00f2 poi il tema del senso della politica e del\u00a0<i>pericolo costituito da visioni utopistiche e ideologiche<\/i>\u00a0che ne pregiudicavano la qualit\u00e0 etica e umana. Sono argomenti strettamente collegati con lo sviluppo. Purtroppo le ideologie negative fioriscono in continuazione. Dall&#8217;ideologia tecnocratica, particolarmente radicata oggi,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0aveva gi\u00e0 messo in guardia [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">26<\/a>], consapevole del grande pericolo di affidare l&#8217;intero processo dello sviluppo alla sola tecnica, perch\u00e9 in tal modo rimarrebbe senza orientamento. La tecnica, presa in se stessa, \u00e8 ambivalente. Se da un lato, oggi, vi \u00e8 chi propende ad affidarle interamente detto processo di sviluppo, dall&#8217;altro si assiste all&#8217;insorgenza di ideologie che negano\u00a0<i>in toto\u00a0<\/i>l&#8217;utilit\u00e0 stessa dello sviluppo, ritenuto radicalmente anti-umano e portatore solo di degradazione. Cos\u00ec, si finisce per condannare non solo il modo distorto e ingiusto con cui gli uomini talvolta orientano il progresso, ma le stesse scoperte scientifiche, che, se ben usate, costituiscono invece un&#8217;opportunit\u00e0 di crescita per tutti. L&#8217;idea di un mondo senza sviluppo esprime sfiducia nell&#8217;uomo e in Dio. \u00c8, quindi, un grave errore disprezzare le capacit\u00e0 umane di controllare le distorsioni dello sviluppo o addirittura ignorare che l&#8217;uomo \u00e8 costitutivamente proteso verso l&#8217;\u00ab essere di pi\u00f9 \u00bb. Assolutizzare ideologicamente il progresso tecnico oppure vagheggiare l&#8217;utopia di un&#8217;umanit\u00e0 tornata all&#8217;originario stato di natura sono due modi opposti per separare il progresso dalla sua valutazione morale e, quindi, dalla nostra responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"15\"><\/a>15. Altri due documenti di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0non strettamente connessi con la dottrina sociale \u2014 l&#8217;Enciclica<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae.html\">Humanae vitae<\/a><\/i>, del 25 luglio 1968, e l&#8217;Esortazione apostolica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/apost_exhortations\/documents\/hf_p-vi_exh_19751208_evangelii-nuntiandi.html\">Evangelii nuntiandi<\/a><\/i>, dell&#8217;8 dicembre 1975 \u2014 sono molto importanti per delineare il<i>\u00a0senso pienamente umano dello sviluppo proposto dalla Chiesa<\/i>. \u00c8 quindi opportuno leggere anche questi testi in relazione con la<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>.<\/p>\n<p>L&#8217;Enciclica<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae.html\">Humanae vitae<\/a><\/i>\u00a0sottolinea il significato insieme unitivo e procreativo della sessualit\u00e0, ponendo cos\u00ec a fondamento della societ\u00e0 la coppia degli sposi, uomo e donna, che si accolgono reciprocamente nella distinzione e nella complementarit\u00e0; una coppia, dunque, aperta alla vita [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">27<\/a>]. Non si tratta di morale meramente individuale: la<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae.html\">Humanae vitae<\/a>\u00a0<\/i>indica i\u00a0<i>forti legami esistenti tra etica della vita ed etica sociale<\/i>, inaugurando una tematica magisteriale che ha via via preso corpo in vari documenti, da ultimo nell&#8217;Enciclica<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae.html\">Evangelium vitae<\/a><\/i>\u00a0di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">28<\/a>]. La Chiesa propone con forza questo collegamento tra etica della vita e etica sociale nella consapevolezza che non pu\u00f2 \u201cavere solide basi una societ\u00e0 che \u2014 mentre afferma valori quali la dignit\u00e0 della persona, la giustizia e la pace \u2014 si contraddice radicalmente accettando e tollerando le pi\u00f9 diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata\u201d [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">29<\/a>].<\/p>\n<p>L&#8217;Esortazione apostolica<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/apost_exhortations\/documents\/hf_p-vi_exh_19751208_evangelii-nuntiandi.html\">Evangelii nuntiandi<\/a><\/i>, per parte sua, ha un rapporto molto intenso con lo sviluppo, in quanto \u00ab l&#8217;evangelizzazione \u2014 scriveva\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0\u2014 non sarebbe completa se non tenesse conto del reciproco appello, che si fanno continuamente il Vangelo e la vita concreta, personale e sociale, dell&#8217;uomo \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">30<\/a>]. \u00ab Tra evangelizzazione e promozione umana \u2014 sviluppo, liberazione \u2014 ci sono infatti dei legami profondi \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">31<\/a>]: partendo da questa consapevolezza,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0poneva in modo chiaro il rapporto tra l&#8217;annuncio di Cristo e la promozione della persona nella societ\u00e0.<i>\u00a0La testimonianza della carit\u00e0 di Cristo attraverso opere di giustizia, pace e sviluppo fa parte della evangelizzazione<\/i>, perch\u00e9 a Ges\u00f9 Cristo, che ci ama, sta a cuore tutto l&#8217;uomo. Su questi importanti insegnamenti si fonda l&#8217;aspetto missionario [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">32<\/a>] della dottrina sociale della Chiesa come elemento essenziale di evangelizzazione [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">33<\/a>]. La dottrina sociale della Chiesa \u00e8 annuncio e testimonianza di fede. \u00c8 strumento e luogo imprescindibile di educazione ad essa.<\/p>\n<p><a name=\"16\"><\/a>16. Nella<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0ha voluto dirci, prima di tutto, che il progresso \u00e8, nella sua scaturigine e nella sua essenza, una<i>\u00a0vocazione<\/i>: \u00ab Nel disegno di Dio, ogni uomo \u00e8 chiamato a uno sviluppo, perch\u00e9 ogni vita \u00e8 vocazione \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">34<\/a>]. \u00c8 proprio questo fatto a legittimare l&#8217;intervento della Chiesa nelle problematiche dello sviluppo. Se esso riguardasse solo aspetti tecnici della vita dell&#8217;uomo, e non il senso del suo camminare nella storia assieme agli altri suoi fratelli n\u00e9 l&#8217;individuazione della meta di tale cammino, la Chiesa non avrebbe titolo per parlarne.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, come gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it.html\">Leone XIII<\/a>\u00a0nella<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html\">Rerum novarum<\/a>\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">35<\/a>], era consapevole di assolvere un dovere proprio del suo ufficio proiettando la luce del Vangelo sulle questioni sociali del suo tempo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">36<\/a>].<\/p>\n<p>Dire che lo<i>\u00a0sviluppo \u00e8 vocazione\u00a0<\/i>equivale a riconoscere, da una parte, che esso nasce da un appello trascendente e, dall&#8217;altra, che \u00e8 incapace di darsi da s\u00e9 il proprio significato ultimo. Non senza motivo la parola \u00ab vocazione \u00bb ricorre anche in un altro passo dell&#8217;Enciclica, ove si afferma: \u00ab Non vi \u00e8 dunque umanesimo vero se non aperto verso l&#8217;Assoluto, nel riconoscimento d&#8217;una vocazione, che offre l&#8217;idea vera della vita umana \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">37<\/a>]. Questa visione dello sviluppo \u00e8 il cuore della\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0e motiva tutte le riflessioni di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0sulla libert\u00e0, sulla verit\u00e0 e sulla carit\u00e0 nello sviluppo. \u00c8 anche la ragione principale per cui quell&#8217;Enciclica \u00e8 ancora attuale ai nostri giorni.<\/p>\n<p><a name=\"17\"><\/a>17. La vocazione \u00e8 un appello che richiede una risposta libera e responsabile. Lo<i>\u00a0sviluppo umano integrale suppone la libert\u00e0 responsabile\u00a0<\/i>della persona e dei popoli: nessuna struttura pu\u00f2 garantire tale sviluppo al di fuori e al di sopra della responsabilit\u00e0 umana. I \u00ab messianismi carichi di promesse, ma fabbricatori di illusioni \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn38\" name=\"_ftnref38\">38<\/a>] fondano sempre le proprie proposte sulla negazione della dimensione trascendente dello sviluppo, nella sicurezza di averlo tutto a propria disposizione. Questa falsa sicurezza si tramuta in debolezza, perch\u00e9 comporta l&#8217;asservimento dell&#8217;uomo ridotto a mezzo per lo sviluppo, mentre l&#8217;umilt\u00e0 di chi accoglie una vocazione si trasforma in vera autonomia, perch\u00e9 rende libera la persona.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0non ha dubbi che ostacoli e condizionamenti frenino lo sviluppo, ma \u00e8 anche certo che \u00ab ciascuno rimane, qualunque siano le influenze che si esercitano su di lui, l&#8217;artefice della sua riuscita o del suo fallimento \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn39\" name=\"_ftnref39\">39<\/a>]. Questa libert\u00e0 riguarda lo sviluppo che abbiamo davanti a noi ma, contemporaneamente, riguarda anche le situazioni di sottosviluppo, che non sono frutto del caso o di una necessit\u00e0 storica, ma dipendono dalla responsabilit\u00e0 umana. \u00c8 per questo che \u00ab i popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell&#8217;opulenza \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn40\" name=\"_ftnref40\">40<\/a>]. Anche questo \u00e8 vocazione, un appello rivolto da uomini liberi a uomini liberi per una comune assunzione di responsabilit\u00e0. Fu viva in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0la percezione dell&#8217;importanza delle strutture economiche e delle istituzioni, ma altrettanto chiara fu in lui la percezione della loro natura di strumenti della libert\u00e0 umana. Solo se libero, lo sviluppo pu\u00f2 essere integralmente umano; solo in un regime di libert\u00e0 responsabile esso pu\u00f2 crescere in maniera adeguata.<\/p>\n<p><a name=\"18\"><\/a>18. Oltre a richiedere la libert\u00e0, lo\u00a0<i>sviluppo umano integrale come vocazione esige anche che se ne rispetti la verit\u00e0<\/i>. La vocazione al progresso spinge gli uomini a \u00ab fare, conoscere e avere di pi\u00f9, per essere di pi\u00f9 \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn41\" name=\"_ftnref41\">41<\/a>]. Ma ecco il problema: che cosa significa \u00ab essere di pi\u00f9 \u00bb? Alla domanda\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0risponde indicando la connotazione essenziale dell&#8217;\u00ab autentico sviluppo \u00bb: esso \u00ab deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l&#8217;uomo \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn42\" name=\"_ftnref42\">42<\/a>]. Nella concorrenza tra le varie visioni dell&#8217;uomo, che vengono proposte nella societ\u00e0 di oggi ancor pi\u00f9 che in quella di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, la visione cristiana ha la peculiarit\u00e0 di affermare e giustificare il valore incondizionato della persona umana e il senso della sua crescita. La vocazione cristiana allo sviluppo aiuta a perseguire la promozione di tutti gli uomini e di tutto l&#8217;uomo. Scriveva\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>: \u00ab Ci\u00f2 che conta per noi \u00e8 l&#8217;uomo, ogni uomo, ogni gruppo d&#8217;uomini, fino a comprendere l&#8217;umanit\u00e0 tutta intera \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn43\" name=\"_ftnref43\">43<\/a>]. La fede cristiana si occupa dello sviluppo non contando su privilegi o su posizioni di potere e neppure sui meriti dei cristiani, che pure ci sono stati e ci sono anche oggi accanto a naturali limiti [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn44\" name=\"_ftnref44\">44<\/a>], ma solo su Cristo, al Quale va riferita ogni autentica vocazione allo sviluppo umano integrale.\u00a0<i>Il Vangelo \u00e8 elemento fondamentale dello sviluppo<\/i>, perch\u00e9 in esso Cristo, \u00ab rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente l&#8217;uomo all&#8217;uomo \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn45\" name=\"_ftnref45\">45<\/a>]. Ammaestrata dal suo Signore, la Chiesa scruta i segni dei tempi e li interpreta ed offre al mondo \u00ab ci\u00f2 che possiede in proprio: una visione globale dell&#8217;uomo e dell&#8217;umanit\u00e0 \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn46\" name=\"_ftnref46\">46<\/a>]. Proprio perch\u00e9 Dio pronuncia il pi\u00f9 grande \u00ab s\u00ec \u00bb all&#8217;uomo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn47\" name=\"_ftnref47\">47<\/a>], l&#8217;uomo non pu\u00f2 fare a meno di aprirsi alla vocazione divina per realizzare il proprio sviluppo. La verit\u00e0 dello sviluppo consiste nella sua integralit\u00e0: se non \u00e8 di tutto l&#8217;uomo e di ogni uomo, lo sviluppo non \u00e8 vero sviluppo. Questo \u00e8 il messaggio centrale della<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, valido oggi e sempre. Lo sviluppo umano integrale sul piano naturale, risposta a una vocazione di Dio creatore [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn48\" name=\"_ftnref48\">48<\/a>], domanda il proprio inveramento in un \u00ab umanesimo trascendente, che &#8230; conferisce [all&#8217;uomo] la sua pi\u00f9 grande pienezza: questa \u00e8 la finalit\u00e0 suprema dello sviluppo personale \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn49\" name=\"_ftnref49\">49<\/a>]. La vocazione cristiana a tale sviluppo riguarda dunque sia il piano naturale sia quello soprannaturale; motivo per cui, \u00ab quando Dio viene eclissato, la nostra capacit\u00e0 di riconoscere l&#8217;ordine naturale, lo scopo e il \u201cbene\u201d comincia a svanire \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn50\" name=\"_ftnref50\">50<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"19\"><\/a>19. Infine, la visione dello sviluppo come vocazione comporta la<i>\u00a0centralit\u00e0 in esso della carit\u00e0<\/i>.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0nell&#8217;Enciclica<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0osservava che le cause del sottosviluppo non sono primariamente di ordine materiale. Egli ci invitava a ricercarle in altre dimensioni dell&#8217;uomo. Nella volont\u00e0, prima di tutto, che spesso disattende i doveri della solidariet\u00e0. Nel pensiero, in secondo luogo, che non sempre sa orientare convenientemente il volere. Per questo, nel perseguimento dello sviluppo, servono \u00ab uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d&#8217;un umanesimo nuovo, che permetta all&#8217;uomo moderno di ritrovare se stesso \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn51\" name=\"_ftnref51\">51<\/a>]. Ma non \u00e8 tutto. Il sottosviluppo ha una causa ancora pi\u00f9 importante della carenza di pensiero: \u00e8 \u00ab la mancanza di fraternit\u00e0 tra gli uomini e tra i popoli \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn52\" name=\"_ftnref52\">52<\/a>]. Questa fraternit\u00e0, gli uomini potranno mai ottenerla da soli? La societ\u00e0 sempre pi\u00f9 globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli. La ragione, da sola, \u00e8 in grado di cogliere l&#8217;uguaglianza tra gli uomini e di stabilire una convivenza civica tra loro, ma non riesce a fondare la fraternit\u00e0. Questa ha origine da una vocazione trascendente di Dio Padre, che ci ha amati per primo, insegnandoci per mezzo del Figlio che cosa sia la carit\u00e0 fraterna.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, presentando i vari livelli del processo di sviluppo dell&#8217;uomo, poneva al vertice, dopo aver menzionato la fede, \u00ab l&#8217;unit\u00e0 nella carit\u00e0 del Cristo che ci chiama tutti a partecipare in qualit\u00e0 di figli alla vita del Dio vivente, Padre di tutti gli uomini \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn53\" name=\"_ftnref53\">53<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"20\"><\/a>20. Queste prospettive, aperte dalla<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, rimangono fondamentali per dare respiro e orientamento al nostro impegno per lo sviluppo dei popoli. La\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum\u00a0progressio<\/a><\/i>, poi, sottolinea ripetutamente\u00a0<i>l&#8217;urgenza delle riforme<\/i>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn54\" name=\"_ftnref54\">54<\/a>] e chiede che davanti ai grandi problemi dell&#8217;ingiustizia nello sviluppo dei popoli si agisca con coraggio e senza indugio. Questa<i>\u00a0urgenza \u00e8 dettata anche dalla carit\u00e0 nella verit\u00e0<\/i>. \u00c8 la carit\u00e0 di Cristo che ci spinge: \u00ab\u00a0<i>caritas Christi urget nos<\/i>\u00a0\u00bb (<i>2 Cor<\/i>\u00a05,14). L&#8217;urgenza \u00e8 inscritta non solo nelle cose, non deriva soltanto dall&#8217;incalzare degli avvenimenti e dei problemi, ma anche dalla stessa posta in palio: la realizzazione di un&#8217;autentica fraternit\u00e0. La rilevanza di questo obiettivo \u00e8 tale da esigere la nostra apertura a capirlo fino in fondo e a mobilitarci in concreto con il \u00ab cuore \u00bb, per far evolvere gli attuali processi economici e sociali verso esiti pienamente umani.<\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"CAPITOLO%20SECONDO\"><\/a>CAPITOLO SECONDO<\/p>\n<p align=\"center\"><b>LO SVILUPPO UMANO<br \/>\nNEL NOSTRO TEMPO<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"21\"><\/a>21.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0aveva una\u00a0<i>visione articolata dello sviluppo<\/i>. Con il termine \u00ab sviluppo \u00bb voleva indicare l&#8217;obiettivo di far uscire i popoli anzitutto dalla fame, dalla miseria, dalle malattie endemiche e dall&#8217;analfabetismo. Dal punto di vista economico, ci\u00f2 significava la loro partecipazione attiva e in condizioni di parit\u00e0 al processo economico internazionale; dal punto di vista sociale, la loro evoluzione verso societ\u00e0 istruite e solidali; dal punto di vista politico, il consolidamento di regimi democratici in grado di assicurare libert\u00e0 e pace. Dopo tanti anni, mentre guardiamo con preoccupazione agli sviluppi e alle prospettive delle crisi che si susseguono in questi tempi,<i>\u00a0ci domandiamo quanto le aspettative di Paolo VI siano state soddisfatte<\/i>\u00a0dal modello di sviluppo che \u00e8 stato adottato negli ultimi decenni. Riconosciamo pertanto che erano fondate le preoccupazioni della Chiesa sulle capacit\u00e0 dell&#8217;uomo solo tecnologico di sapersi dare obiettivi realistici e di saper gestire sempre adeguatamente gli strumenti a disposizione. Il profitto \u00e8 utile se, in quanto mezzo, \u00e8 orientato ad un fine che gli fornisca un senso tanto sul come produrlo quanto sul come utilizzarlo. L&#8217;esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povert\u00e0. Lo sviluppo economico che auspicava\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile. \u00c8 vero che lo sviluppo c&#8217;\u00e8 stato e continua ad essere un fattore positivo che ha tolto dalla miseria miliardi di persone e, ultimamente, ha dato a molti Paesi la possibilit\u00e0 di diventare attori efficaci della politica internazionale. Va tuttavia riconosciuto che lo stesso sviluppo economico \u00e8 stato e continua ad essere gravato<i>\u00a0<\/i>da<i>\u00a0distorsioni e drammatici problemi<\/i>, messi ancora pi\u00f9 in risalto dall&#8217;attuale situazione di crisi. Essa ci pone improrogabilmente di fronte a scelte che riguardano sempre pi\u00f9 il destino stesso dell&#8217;uomo, il quale peraltro non pu\u00f2 prescindere dalla sua natura. Le forze tecniche in campo, le interrelazioni planetarie, gli effetti deleteri sull&#8217;economia reale di un&#8217;attivit\u00e0 finanziaria mal utilizzata e per lo pi\u00f9 speculativa, gli imponenti flussi migratori, spesso solo provocati e non poi adeguatamente gestiti, lo sfruttamento sregolato delle risorse della terra, ci inducono oggi a riflettere sulle misure necessarie per dare soluzione a problemi non solo nuovi rispetto a quelli affrontati dal Papa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, ma anche, e soprattutto, di impatto decisivo per il bene presente e futuro dell&#8217;umanit\u00e0. Gli aspetti della crisi e delle sue soluzioni, nonch\u00e9 di un futuro nuovo possibile sviluppo, sono sempre pi\u00f9 interconnessi, si implicano a vicenda, richiedono nuovi sforzi di comprensione unitaria e una\u00a0<i>nuova sintesi umanistica<\/i>. La complessit\u00e0 e gravit\u00e0 dell&#8217;attuale situazione economica giustamente ci preoccupa, ma dobbiamo assumere con realismo, fiducia e speranza le nuove responsabilit\u00e0 a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori di fondo su cui costruire un futuro migliore. La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa cos\u00ec<i>\u00a0occasione di discernimento e di nuova progettualit\u00e0<\/i>. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficolt\u00e0 del momento presente.<\/p>\n<p><a name=\"22\"><\/a>22. Oggi il quadro dello sviluppo \u00e8\u00a0<i>policentrico<\/i>. Gli attori e le cause sia del sottosviluppo sia dello sviluppo sono molteplici, le colpe e i meriti sono differenziati. Questo dato dovrebbe spingere a liberarsi dalle ideologie, che semplificano in modo spesso artificioso la realt\u00e0, e indurre a esaminare con obiettivit\u00e0 lo spessore umano dei problemi. La linea di demarcazione tra Paesi ricchi e poveri non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec netta come ai tempi della<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, secondo quanto gi\u00e0 aveva segnalato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn55\" name=\"_ftnref55\">55<\/a>].\u00a0<i>Cresce la ricchezza mondiale in termini assoluti, ma aumentano le disparit\u00e0<\/i>. Nei Paesi ricchi nuove categorie sociali si impoveriscono e nascono nuove povert\u00e0. In aree pi\u00f9 povere alcuni gruppi godono di una sorta di supersviluppo dissipatore e consumistico che contrasta in modo inaccettabile con perduranti situazioni di miseria disumanizzante. Continua \u00ab lo scandalo di disuguaglianze clamorose \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn56\" name=\"_ftnref56\">56<\/a>]. La corruzione e l&#8217;illegalit\u00e0 sono purtroppo presenti sia nel comportamento di soggetti economici e politici dei Paesi ricchi, vecchi e nuovi, sia negli stessi Paesi poveri. A non rispettare i diritti umani dei lavoratori sono a volte grandi imprese transnazionali e anche gruppi di produzione locale. Gli aiuti internazionali sono stati spesso distolti dalle loro finalit\u00e0, per irresponsabilit\u00e0 che si annidano sia nella catena dei soggetti donatori sia in quella dei fruitori. Anche nell&#8217;ambito delle cause immateriali o culturali dello sviluppo e del sottosviluppo possiamo trovare la medesima articolazione di responsabilit\u00e0. Ci sono forme eccessive di protezione della conoscenza da parte dei Paesi ricchi, mediante un utilizzo troppo rigido del diritto di propriet\u00e0 intellettuale, specialmente nel campo sanitario. Nello stesso tempo, in alcuni Paesi poveri persistono modelli culturali e norme sociali di comportamento che rallentano il processo di sviluppo.<\/p>\n<p><a name=\"23\"><\/a>23. Molte aree del pianeta, oggi, seppure in modo problematico e non omogeneo, si sono evolute, entrando nel novero delle grandi potenze destinate a giocare ruoli importanti nel futuro. Va tuttavia sottolineato come<i>\u00a0non sia sufficiente progredire solo da un punto di vista economico e tecnologico<\/i>. Bisogna che lo sviluppo sia anzitutto vero e integrale. L&#8217;uscita dall&#8217;arretratezza economica, un dato in s\u00e9 positivo, non risolve la complessa problematica della promozione dell&#8217;uomo, n\u00e9 per i Paesi protagonisti di questi avanzamenti, n\u00e9 per i Paesi economicamente gi\u00e0 sviluppati, n\u00e9 per quelli ancora poveri, i quali possono soffrire, oltre che delle vecchie forme di sfruttamento, anche delle conseguenze negative derivanti da una crescita contrassegnata da distorsioni e squilibri.<\/p>\n<p>Dopo il crollo dei sistemi economici e politici dei Paesi comunisti dell&#8217;Europa orientale e la fine dei cosiddetti \u201cblocchi contrapposti\u201d, sarebbe stato necessario un complessivo ripensamento dello sviluppo. Lo aveva chiesto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>, il quale nel 1987 aveva indicato l&#8217;esistenza di questi \u201cblocchi\u201d come una delle principali cause del sottosviluppo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn57\" name=\"_ftnref57\">57<\/a>], in quanto la politica sottraeva risorse all&#8217;economia e alla cultura e l&#8217;ideologia inibiva la libert\u00e0. Nel 1991, dopo gli avvenimenti del 1989, egli chiese anche che, alla fine dei \u201cblocchi\u201d, corrispondesse una riprogettazione globale dello sviluppo, non solo in quei Paesi, ma anche in Occidente e in quelle parti del mondo che andavano evolvendosi [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn58\" name=\"_ftnref58\">58<\/a>]. Questo \u00e8 avvenuto solo in parte e continua ad essere un reale dovere al quale occorre dare soddisfazione, magari profittando proprio delle scelte necessarie a superare gli attuali problemi economici.<\/p>\n<p><a name=\"24\"><\/a>24. Il mondo che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0aveva davanti a s\u00e9, bench\u00e9 il processo di socializzazione fosse gi\u00e0 avanzato cos\u00ec che egli poteva parlare di una questione sociale divenuta mondiale, era ancora molto meno integrato di quello odierno. Attivit\u00e0 economica e funzione politica si svolgevano in gran parte dentro lo stesso ambito spaziale e potevano quindi fare reciproco affidamento. L&#8217;attivit\u00e0 produttiva avveniva prevalentemente all&#8217;interno dei confini nazionali e gli investimenti finanziari avevano una circolazione piuttosto limitata all&#8217;estero, sicch\u00e9 la politica di molti Stati poteva ancora fissare le priorit\u00e0 dell&#8217;economia e, in qualche modo, governarne l&#8217;andamento con gli strumenti di cui ancora disponeva. Per questo motivo la<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum\u00a0progressio<\/a><\/i>\u00a0assegnava un compito centrale, anche se non esclusivo, ai \u00ab poteri pubblici \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn59\" name=\"_ftnref59\">59<\/a>].<\/p>\n<p>Nella nostra epoca, lo Stato si trova nella situazione di dover far fronte alle limitazioni che alla sua sovranit\u00e0 frappone il nuovo contesto economico-commerciale e finanziario internazionale, contraddistinto anche da una crescente mobilit\u00e0 dei capitali finanziari e dei mezzi di produzione materiali ed immateriali. Questo nuovo contesto ha modificato il potere politico degli Stati.<\/p>\n<p>Oggi, facendo anche tesoro della lezione che ci viene dalla crisi economica in atto che vede i<i>\u00a0pubblici poteri<\/i>\u00a0dello Stato impegnati direttamente a correggere errori e disfunzioni, sembra pi\u00f9 realistica una<i>\u00a0rinnovata valutazione del loro ruolo\u00a0<\/i>e del loro potere, che vanno saggiamente riconsiderati e rivalutati in modo che siano in grado, anche attraverso nuove modalit\u00e0 di esercizio, di far fronte alle sfide del mondo odierno. Con un meglio calibrato ruolo dei pubblici poteri, \u00e8 prevedibile che si rafforzino quelle nuove forme di partecipazione alla politica nazionale e internazionale che si realizzano attraverso l&#8217;azione delle Organizzazioni operanti nella societ\u00e0 civile; in tale direzione \u00e8 auspicabile che crescano un&#8217;attenzione e una partecipazione pi\u00f9 sentite alla<i>\u00a0res publica<\/i>\u00a0da parte dei cittadini.<\/p>\n<p><a name=\"25\"><\/a>25. Dal punto di vista sociale, i sistemi di protezione e previdenza, gi\u00e0 presenti ai tempi di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0in molti Paesi, faticano e potrebbero faticare ancor pi\u00f9 in futuro a perseguire i loro obiettivi di vera giustizia sociale entro un quadro di forze profondamente mutato. Il mercato diventato globale ha stimolato anzitutto, da parte di Paesi ricchi, la ricerca di aree dove delocalizzare le produzioni di basso costo al fine di ridurre i prezzi di molti beni, accrescere il potere di acquisto e accelerare pertanto il tasso di sviluppo centrato su maggiori consumi per il proprio mercato interno. Conseguentemente, il mercato ha stimolato forme nuove di competizione tra Stati allo scopo di attirare centri produttivi di imprese straniere, mediante vari strumenti, tra cui un fisco favorevole e la deregolamentazione del mondo del lavoro. Questi processi hanno comportato la\u00a0<i>riduzione delle reti di sicurezza sociale\u00a0<\/i>in cambio della ricerca di maggiori vantaggi competitivi nel mercato globale, con grave pericolo per i diritti dei lavoratori, per i diritti fondamentali dell&#8217;uomo e per la solidariet\u00e0 attuata nelle tradizionali forme dello Stato sociale. I sistemi di sicurezza sociale possono perdere la capacit\u00e0 di assolvere al loro compito, sia nei Paesi emergenti, sia in quelli di antico sviluppo, oltre che nei Paesi poveri. Qui le politiche di bilancio, con i tagli alla spesa sociale, spesso anche promossi dalle Istituzioni finanziarie internazionali, possono lasciare i cittadini impotenti di fronte a rischi vecchi e nuovi; tale impotenza \u00e8 accresciuta dalla mancanza di protezione efficace da parte delle associazioni dei lavoratori. L&#8217;insieme dei cambiamenti sociali ed economici fa s\u00ec che le<i>\u00a0organizzazioni sindacali\u00a0<\/i>sperimentino maggiori difficolt\u00e0 a svolgere il loro compito di rappresentanza degli interessi dei lavoratori, anche per il fatto che i Governi, per ragioni di utilit\u00e0 economica, limitano spesso le libert\u00e0 sindacali o la capacit\u00e0 negoziale dei sindacati stessi. Le reti di solidariet\u00e0 tradizionali trovano cos\u00ec crescenti ostacoli da superare. L&#8217;invito della dottrina sociale della Chiesa, cominciando dalla<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html\">Rerum novarum<\/a>\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn60\" name=\"_ftnref60\">60<\/a>], a dar vita ad associazioni di lavoratori per la difesa dei propri diritti va pertanto onorato oggi ancor pi\u00f9 di ieri, dando innanzitutto una risposta pronta e lungimirante all&#8217;urgenza di instaurare nuove sinergie a livello internazionale, oltre che locale.<\/p>\n<p>La<i>\u00a0mobilit\u00e0 lavorativa<\/i>, associata alla deregolamentazione generalizzata, \u00e8 stata un fenomeno importante, non privo di aspetti positivi perch\u00e9 capace di stimolare la produzione di nuova ricchezza e lo scambio tra culture diverse. Tuttavia, quando l&#8217;incertezza circa le condizioni di lavoro, in conseguenza dei processi di mobilit\u00e0 e di deregolamentazione, diviene endemica, si creano forme di instabilit\u00e0 psicologica, di difficolt\u00e0 a costruire propri percorsi coerenti nell&#8217;esistenza, compreso anche quello verso il matrimonio. Conseguenza di ci\u00f2 \u00e8 il formarsi di situazioni di degrado umano, oltre che di spreco sociale. Rispetto a quanto accadeva nella societ\u00e0 industriale del passato, oggi la disoccupazione provoca aspetti nuovi di irrilevanza economica e l&#8217;attuale crisi pu\u00f2 solo peggiorare tale situazione. L&#8217;estromissione dal lavoro per lungo tempo, oppure la dipendenza prolungata dall&#8217;assistenza pubblica o privata, minano la libert\u00e0 e la creativit\u00e0 della persona e i suoi rapporti familiari e sociali con forti sofferenze sul piano psicologico e spirituale. Desidererei ricordare a tutti, soprattutto ai governanti impegnati a dare un profilo rinnovato agli assetti economici e sociali del mondo, che il<i>\u00a0primo capitale da salvaguardare e valorizzare \u00e8 l&#8217;uomo, la persona, nella sua integrit\u00e0<\/i>: \u201cL&#8217;uomo infatti \u00e8 l&#8217;autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale\u201d [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn61\" name=\"_ftnref61\">61<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"26\"><\/a>26. Sul piano culturale, rispetto all&#8217;epoca di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, la differenza \u00e8 ancora pi\u00f9 marcata. Allora le culture erano piuttosto ben definite e avevano maggiori possibilit\u00e0 di difendersi dai tentativi di omogeneizzazione culturale. Oggi le possibilit\u00e0 di<i>\u00a0interazione tra le culture\u00a0<\/i>sono notevolmente aumentate dando spazio a nuove prospettive di dialogo interculturale, un dialogo che, per essere efficace, deve avere come punto di partenza l&#8217;intima consapevolezza della specifica identit\u00e0 dei vari interlocutori. Non va tuttavia trascurato il fatto che l&#8217;accresciuta mercificazione degli scambi culturali favorisce oggi un duplice pericolo. Si nota, in primo luogo, un\u00a0<i>eclettismo culturale<\/i>\u00a0assunto spesso acriticamente: le culture vengono semplicemente accostate e considerate come sostanzialmente equivalenti e tra loro interscambiabili. Ci\u00f2 favorisce il cedimento ad un relativismo che non aiuta il vero dialogo interculturale; sul piano sociale il relativismo culturale fa s\u00ec che i gruppi culturali si accostino o convivano ma separati, senza dialogo autentico e, quindi, senza vera integrazione. In secondo luogo, esiste il pericolo opposto, che \u00e8 costituito dall&#8217;<i>appiattimento culturale\u00a0<\/i>e dall&#8217;omologazione dei comportamenti e degli stili di vita. In questo modo viene perduto il significato profondo della cultura delle varie Nazioni, delle tradizioni dei vari popoli, entro le quali la persona si misura con le domande fondamentali dell&#8217;esistenza [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn62\" name=\"_ftnref62\">62<\/a>]. Eclettismo e appiattimento culturale convergono nella separazione della cultura dalla natura umana. Cos\u00ec, le culture non sanno pi\u00f9 trovare la loro misura in una natura che le trascende [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn63\" name=\"_ftnref63\">63<\/a>], finendo per ridurre l&#8217;uomo a solo dato culturale. Quando questo avviene, l&#8217;umanit\u00e0 corre nuovi pericoli di asservimento e di manipolazione.<\/p>\n<p><a name=\"27\"><\/a>27. In molti Paesi poveri permane e rischia di accentuarsi l&#8217;estrema insicurezza di vita, che \u00e8 conseguenza della carenza di alimentazione:<i>\u00a0la fame<\/i>\u00a0miete ancora moltissime vittime tra i tanti Lazzaro ai quali non \u00e8 consentito, come aveva auspicato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, di sedersi alla mensa del ricco epulone [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn64\" name=\"_ftnref64\">64<\/a>].\u00a0<i>Dare da mangiare agli affamati<\/i>\u00a0(cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PUD.HTM\">Mt\u00a0<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PUD.HTM\">25, 35.37.42<\/a>) \u00e8 un imperativo etico per la Chiesa universale, che risponde agli insegnamenti di solidariet\u00e0 e di condivisione del suo Fondatore, il Signore Ges\u00f9. Inoltre, eliminare la fame nel mondo \u00e8 divenuto, nell&#8217;era della globalizzazione, anche un traguardo da perseguire per salvaguardare la pace e la stabilit\u00e0 del pianeta. La fame non dipende tanto da scarsit\u00e0 materiale, quanto piuttosto da scarsit\u00e0 di risorse sociali, la pi\u00f9 importante delle quali \u00e8 di natura istituzionale. Manca, cio\u00e8, un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all&#8217;acqua regolare e adeguato dal punto di vista nutrizionale, sia di fronteggiare le necessit\u00e0 connesse con i bisogni primari e con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari, provocate da cause naturali o dall&#8217;irresponsabilit\u00e0 politica nazionale e internazionale. Il problema dell&#8217;insicurezza alimentare va affrontato in una prospettiva di lungo periodo, eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi pi\u00f9 poveri mediante investimenti in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci cio\u00e8 di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale, in modo da garantire una loro sostenibilit\u00e0 anche nel lungo periodo. Tutto ci\u00f2 va realizzato coinvolgendo le comunit\u00e0 locali nelle scelte e nelle decisioni relative all&#8217;uso della terra coltivabile. In tale prospettiva, potrebbe risultare utile considerare le nuove frontiere che vengono aperte da un corretto impiego delle tecniche di produzione agricola tradizionali e di quelle innovative, supposto che esse siano state dopo adeguata verifica riconosciute opportune, rispettose dell&#8217;ambiente e attente alle popolazioni pi\u00f9 svantaggiate. Al tempo stesso, non dovrebbe venir trascurata la questione di un&#8217;equa riforma agraria nei Paesi in via di sviluppo. Il diritto all&#8217;alimentazione, cos\u00ec come quello all&#8217;acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. \u00c8 necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri<i>\u00a0l&#8217;alimentazione e l&#8217;accesso all&#8217;acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni n\u00e9 discriminazioni<\/i>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn65\" name=\"_ftnref65\">65<\/a>]. \u00c8 importante inoltre evidenziare come la via solidaristica allo sviluppo dei Paesi poveri possa costituire un progetto di soluzione della crisi globale in atto, come uomini politici e responsabili di Istituzioni internazionali hanno negli ultimi tempi intuito. Sostenendo mediante piani di finanziamento ispirati a solidariet\u00e0 i Paesi economicamente poveri, perch\u00e9 provvedano essi stessi a soddisfare le domande di beni di consumo e di sviluppo dei propri cittadini, non solo si pu\u00f2 produrre vera crescita economica, ma si pu\u00f2 anche concorrere a sostenere le capacit\u00e0 produttive dei Paesi ricchi che rischiano di esser compromesse dalla crisi.<\/p>\n<p><a name=\"28\"><\/a>28. Uno degli aspetti pi\u00f9 evidenti dello sviluppo odierno \u00e8 l&#8217;importanza del tema del<i>\u00a0rispetto per la vita<\/i>, che non pu\u00f2 in alcun modo essere disgiunto dalle questioni relative allo sviluppo dei popoli. Si tratta di un aspetto che negli ultimi tempi sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, obbligandoci ad allargare i concetti di povert\u00e0 [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn66\" name=\"_ftnref66\">66<\/a>] e di sottosviluppo alle questioni collegate con l&#8217;accoglienza della vita, soprattutto l\u00e0 dove essa \u00e8 in vario modo impedita.<\/p>\n<p>Non solo la situazione di povert\u00e0 provoca ancora in molte regioni alti tassi di mortalit\u00e0 infantile, ma perdurano in varie parti del mondo pratiche di controllo demografico da parte dei governi, che spesso diffondono la contraccezione e giungono a imporre anche l&#8217;aborto. Nei Paesi economicamente pi\u00f9 sviluppati, le legislazioni contrarie alla vita sono molto diffuse e hanno ormai condizionato il costume e la prassi, contribuendo a diffondere una mentalit\u00e0 antinatalista che spesso si cerca di trasmettere anche ad altri Stati come se fosse un progresso culturale.<\/p>\n<p>Alcune Organizzazioni non governative, poi, operano attivamente per la diffusione dell&#8217;aborto, promuovendo talvolta nei Paesi poveri l&#8217;adozione della pratica della sterilizzazione, anche su donne inconsapevoli. Vi \u00e8 inoltre il fondato sospetto che a volte gli stessi aiuti allo sviluppo vengano collegati a determinate politiche sanitarie implicanti di fatto l&#8217;imposizione di un forte controllo delle nascite. Preoccupanti sono altres\u00ec tanto le legislazioni che prevedono l&#8217;eutanasia quanto le pressioni di gruppi nazionali e internazionali che ne rivendicano il riconoscimento giuridico.<\/p>\n<p><i>L&#8217;apertura alla vita \u00e8 al centro del vero sviluppo<\/i>. Quando una societ\u00e0 s&#8217;avvia verso la negazione e la soppressione della vita, finisce per non trovare pi\u00f9 le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell&#8217;uomo. Se si perde la sensibilit\u00e0 personale e sociale verso l&#8217;accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn67\" name=\"_ftnref67\">67<\/a>]. L&#8217;accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco. Coltivando l&#8217;apertura alla vita, i popoli ricchi possono comprendere meglio le necessit\u00e0 di quelli poveri, evitare di impiegare ingenti risorse economiche e intellettuali per soddisfare desideri egoistici tra i propri cittadini e promuovere, invece, azioni virtuose nella prospettiva di una produzione moralmente sana e solidale, nel rispetto del diritto fondamentale di ogni popolo e di ogni persona alla vita.<\/p>\n<p><a name=\"29\"><\/a>29. C&#8217;\u00e8 un altro aspetto della vita di oggi, collegato in modo molto stretto con lo sviluppo: la negazione del<i>\u00a0diritto alla libert\u00e0 religiosa<\/i>. Non mi riferisco solo alle lotte e ai conflitti che nel mondo ancora si combattono per motivazioni religiose, anche se talvolta quella religiosa \u00e8 solo la copertura di ragioni di altro genere, quali la sete di dominio e di ricchezza. Di fatto, oggi spesso si uccide nel nome sacro di Dio, come pi\u00f9 volte \u00e8 stato pubblicamente rilevato e deplorato dal mio predecessore\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0e da me stesso [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn68\" name=\"_ftnref68\">68<\/a>]. Le violenze frenano lo sviluppo autentico e impediscono l&#8217;evoluzione dei popoli verso un maggiore benessere socio-economico e spirituale. Ci\u00f2 si applica specialmente al terrorismo a sfondo fondamentalista [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn69\" name=\"_ftnref69\">69<\/a>], che genera dolore, devastazione e morte, blocca il dialogo tra le Nazioni e distoglie grandi risorse dal loro impiego pacifico e civile. Va per\u00f2 aggiunto che, oltre al fanatismo religioso che in alcuni contesti impedisce l&#8217;esercizio del diritto di libert\u00e0 di religione, anche la promozione programmata dell&#8217;indifferenza religiosa o dell&#8217;ateismo pratico da parte di molti Paesi contrasta con le necessit\u00e0 dello sviluppo dei popoli, sottraendo loro risorse spirituali e umane.\u00a0<i>Dio<\/i>\u00a0<i>\u00e8 il garante del vero sviluppo dell&#8217;uomo<\/i>, in quanto, avendolo creato a sua immagine, ne fonda altres\u00ec la trascendente dignit\u00e0 e ne alimenta il costitutivo anelito ad \u201cessere di pi\u00f9\u201d. L&#8217;uomo non \u00e8 un atomo sperduto in un universo casuale [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn70\" name=\"_ftnref70\">70<\/a>], ma \u00e8 una creatura di Dio, a cui Egli ha voluto donare un&#8217;anima immortale e che ha da sempre amato. Se l&#8217;uomo fosse solo frutto o del caso o della necessit\u00e0, oppure se dovesse ridurre le sue aspirazioni all&#8217;orizzonte ristretto delle situazioni in cui vive, se tutto fosse solo storia e cultura, e l&#8217;uomo non avesse una natura destinata a trascendersi in una vita soprannaturale, si potrebbe parlare di incremento o di evoluzione, ma non di sviluppo. Quando lo Stato promuove, insegna, o addirittura impone, forme di ateismo pratico, sottrae ai suoi cittadini la forza morale e spirituale indispensabile per impegnarsi nello sviluppo umano integrale e impedisce loro di avanzare con rinnovato dinamismo nel proprio impegno per una pi\u00f9 generosa risposta umana all&#8217;amore divino [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn71\" name=\"_ftnref71\">71<\/a>]. Capita anche che i Paesi economicamente sviluppati o quelli emergenti esportino nei Paesi poveri, nel contesto dei loro rapporti culturali, commerciali e politici, questa visione riduttiva della persona e del suo destino. \u00c8 il danno che il \u00ab supersviluppo \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn72\" name=\"_ftnref72\">72<\/a>] procura allo sviluppo autentico, quando \u00e8 accompagnato dal \u00ab sottosviluppo morale \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn73\" name=\"_ftnref73\">73<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"30\"><\/a>30. In questa linea, il tema dello sviluppo umano integrale assume una portata ancora pi\u00f9 complessa: la correlazione tra i molteplici suoi elementi richiede che ci si impegni per\u00a0<i>far interagire i diversi livelli del sapere umano<\/i>\u00a0in vista della promozione di un vero sviluppo dei popoli. Spesso si ritiene che lo sviluppo, o i provvedimenti socio-economici relativi, richiedano solo di essere attuati quale frutto di un agire comune. Questo agire comune, per\u00f2, ha bisogno di essere orientato, perch\u00e9 \u00ab ogni azione sociale implica una dottrina \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn74\" name=\"_ftnref74\">74<\/a>]. Considerata la complessit\u00e0 dei problemi, \u00e8 ovvio che le varie discipline debbano collaborare mediante una interdisciplinarit\u00e0 ordinata. La carit\u00e0 non esclude il sapere, anzi lo richiede, lo promuove e lo anima dall&#8217;interno. Il sapere non \u00e8 mai solo opera dell&#8217;intelligenza. Pu\u00f2 certamente essere ridotto a calcolo e ad esperimento, ma se vuole essere sapienza capace di orientare l&#8217;uomo alla luce dei principi primi e dei suoi fini ultimi, deve essere \u201ccondito\u201d con il \u00ab sale \u00bb della carit\u00e0. Il fare \u00e8 cieco senza il sapere e il sapere \u00e8 sterile senza l&#8217;amore. Infatti, \u00ab colui che \u00e8 animato da una vera carit\u00e0 \u00e8 ingegnoso nello scoprire le cause della miseria, nel trovare i mezzi per combatterla, nel vincerla risolutamente \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn75\" name=\"_ftnref75\">75<\/a>]. Nei confronti dei fenomeni che abbiamo davanti, la carit\u00e0 nella verit\u00e0 richiede prima di tutto di conoscere e di capire, nella consapevolezza e nel rispetto della competenza specifica di ogni livello del sapere. La carit\u00e0 non \u00e8 un&#8217;aggiunta posteriore, quasi un&#8217;appendice a lavoro ormai concluso delle varie discipline, bens\u00ec dialoga con esse fin dall&#8217;inizio. Le esigenze dell&#8217;amore non contraddicono quelle della ragione. Il sapere umano \u00e8 insufficiente e le conclusioni delle scienze non potranno indicare da sole la via verso lo sviluppo integrale dell&#8217;uomo. C&#8217;\u00e8 sempre bisogno di spingersi pi\u00f9 in l\u00e0: lo richiede la carit\u00e0 nella verit\u00e0 [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn76\" name=\"_ftnref76\">76<\/a>]. Andare oltre, per\u00f2, non significa mai prescindere dalle conclusioni della ragione n\u00e9 contraddire i suoi risultati. Non c&#8217;\u00e8 l&#8217;intelligenza e poi l&#8217;amore: ci sono<i>\u00a0l&#8217;amore ricco di intelligenza e l&#8217;intelligenza piena di amore<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"31\"><\/a>31. Questo significa che le valutazioni morali e la ricerca scientifica devono crescere insieme e che la carit\u00e0 deve animarle in un tutto armonico interdisciplinare, fatto di unit\u00e0 e di distinzione. La dottrina sociale della Chiesa, che ha \u00ab\u00a0<i>un&#8217;importante dimensione interdisciplinare<\/i>\u00a0\u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn77\" name=\"_ftnref77\">77<\/a>], pu\u00f2 svolgere, in questa prospettiva, una funzione di straordinaria efficacia. Essa consente alla fede, alla teologia, alla metafisica e alle scienze di trovare il loro posto entro una collaborazione a servizio dell&#8217;uomo. \u00c8 soprattutto qui che la dottrina sociale della Chiesa attua la sua dimensione sapienziale.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0aveva visto con chiarezza che tra le cause del sottosviluppo c&#8217;\u00e8 una mancanza di sapienza, di riflessione, di pensiero in grado di operare una sintesi orientativa [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn78\" name=\"_ftnref78\">78<\/a>], per la quale si richiede \u00ab una visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn79\" name=\"_ftnref79\">79<\/a>]. L&#8217;eccessiva settorialit\u00e0 del sapere [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn80\" name=\"_ftnref80\">80<\/a>], la chiusura delle scienze umane alla metafisica [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn81\" name=\"_ftnref81\">81<\/a>], le difficolt\u00e0 del dialogo tra le scienze e la teologia sono di danno non solo allo sviluppo del sapere, ma anche allo sviluppo dei popoli, perch\u00e9, quando ci\u00f2 si verifica, viene ostacolata la visione dell&#8217;intero bene dell&#8217;uomo nelle varie dimensioni che lo caratterizzano. L&#8217;\u00ab allargamento del nostro concetto di ragione e dell&#8217;uso di essa \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn82\" name=\"_ftnref82\">82<\/a>] \u00e8 indispensabile per riuscire a pesare adeguatamente tutti i termini della questione dello sviluppo e della soluzione dei problemi socio-economici.<\/p>\n<p><a name=\"32\"><\/a>32. Le grandi novit\u00e0, che il quadro dello sviluppo dei popoli oggi presenta, pongono in molti casi l&#8217;esigenza di<i>\u00a0soluzioni nuove<\/i>. Esse vanno cercate insieme nel rispetto delle leggi proprie di ogni realt\u00e0 e alla luce di una visione integrale dell&#8217;uomo, che rispecchi i vari aspetti della persona umana, contemplata con lo sguardo purificato dalla carit\u00e0. Si scopriranno allora singolari convergenze e concrete possibilit\u00e0 di soluzione, senza rinunciare ad alcuna componente fondamentale della vita umana.<\/p>\n<p>La dignit\u00e0 della persona e le esigenze della giustizia richiedono che, soprattutto oggi, le scelte economiche non facciano aumentare in modo eccessivo e moralmente inaccettabile le differenze di ricchezza [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn83\" name=\"_ftnref83\">83<\/a>] e che si continui a perseguire quale\u00a0<i>priorit\u00e0 l&#8217;obiettivo dell&#8217;accesso al lavoro\u00a0<\/i>o del suo mantenimento, per tutti. A ben vedere, ci\u00f2 \u00e8 esigito anche dalla \u00ab ragione economica \u00bb. L&#8217;aumento sistemico delle ineguaglianze tra gruppi sociali all&#8217;interno di un medesimo Paese e tra le popolazioni dei vari Paesi, ossia l&#8217;aumento massiccio della povert\u00e0 in senso relativo, non solamente tende a erodere la coesione sociale, e per questa via mette a rischio la democrazia, ma ha anche un impatto negativo sul piano economico, attraverso la progressiva erosione del \u00ab capitale sociale \u00bb, ossia di quell&#8217;insieme di relazioni di fiducia, di affidabilit\u00e0, di rispetto delle regole, indispensabili ad ogni convivenza civile.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre la scienza economica a dirci che una strutturale situazione di insicurezza genera atteggiamenti antiproduttivi e di spreco di risorse umane, in quanto il lavoratore tende ad adattarsi passivamente ai meccanismi automatici, anzich\u00e9 liberare creativit\u00e0. Anche su questo punto c&#8217;\u00e8 una convergenza tra scienza economica e valutazione morale. I<i>\u00a0costi umani sono sempre anche costi economici<\/i>\u00a0e le disfunzioni economiche comportano sempre anche costi umani.<\/p>\n<p>Va poi ricordato che l&#8217;appiattimento delle culture sulla dimensione tecnologica, se nel breve periodo pu\u00f2 favorire l&#8217;ottenimento di profitti, nel lungo periodo ostacola l&#8217;arricchimento reciproco e le dinamiche collaborative. \u00c8 importante distinguere tra considerazioni economiche o sociologiche di breve e di lungo termine. L&#8217;abbassamento del livello di tutela dei diritti dei lavoratori o la rinuncia a meccanismi di ridistribuzione del reddito per far acquisire al Paese maggiore competitivit\u00e0 internazionale impediscono l&#8217;affermarsi di uno sviluppo di lunga durata. Vanno, allora, attentamente valutate le conseguenze sulle persone delle tendenze attuali verso un&#8217;economia del breve, talvolta brevissimo termine. Ci\u00f2 richiede\u00a0<i>una nuova e approfondita riflessione sul senso dell&#8217;economia e dei suoi fini\u00a0\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn84\" name=\"_ftnref84\">84<\/a>], nonch\u00e9 una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige, in realt\u00e0, lo stato di salute ecologica del pianeta; soprattutto lo richiede la crisi culturale e morale dell&#8217;uomo, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo.<\/p>\n<p><a name=\"33\"><\/a>33. Oltre quarant&#8217;anni dopo la<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, il suo tema di fondo, il progresso,<i>\u00a0resta ancora un problema aperto<\/i>, reso pi\u00f9 acuto ed impellente dalla crisi economico-finanziaria in atto. Se alcune aree del pianeta, gi\u00e0 un tempo gravate dalla povert\u00e0, hanno conosciuto cambiamenti notevoli in termini di crescita economica e di partecipazione alla produzione mondiale, altre zone vivono ancora una situazione di miseria paragonabile a quella esistente ai tempi di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>, anzi in qualche caso si pu\u00f2 addirittura parlare di un peggioramento. \u00c8 significativo che alcune cause di questa situazione fossero state gi\u00e0 individuate nella<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, come per esempio gli alti dazi doganali posti dai Paesi economicamente sviluppati e che ancora impediscono ai prodotti provenienti dai Paesi poveri di raggiungere i mercati dei Paesi ricchi. Altre cause, invece, che l&#8217;Enciclica aveva solo adombrato, in seguito sono emerse con maggiore evidenza. \u00c8 questo il caso della valutazione del processo di decolonizzazione, allora in pieno corso.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0auspicava un percorso autonomo da compiere nella libert\u00e0 e nella pace. Dopo oltre quarant&#8217;anni, dobbiamo riconoscere quanto questo percorso sia stato difficile, sia a causa di nuove forme di colonialismo e di dipendenza da vecchi e nuovi Paesi egemoni, sia per gravi irresponsabilit\u00e0 interne agli stessi Paesi resisi indipendenti.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 principale \u00e8 stata<i>\u00a0l&#8217;esplosione dell&#8217;interdipendenza planetaria<\/i>, ormai comunemente nota come globalizzazione.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0l&#8217;aveva parzialmente prevista, ma i termini e l&#8217;impetuosit\u00e0 con cui essa si \u00e8 evoluta sono sorprendenti. Nato dentro i Paesi economicamente sviluppati, questo processo per sua natura ha prodotto un coinvolgimento di tutte le economie. Esso \u00e8 stato il principale motore per l&#8217;uscita dal sottosviluppo di intere regioni e rappresenta di per s\u00e9 una grande opportunit\u00e0. Tuttavia, senza la guida della carit\u00e0 nella verit\u00e0, questa spinta planetaria pu\u00f2 concorrere a creare rischi di danni sconosciuti finora e di nuove divisioni nella famiglia umana. Per questo la carit\u00e0 e la verit\u00e0 ci pongono davanti a un impegno inedito e creativo, certamente molto vasto e complesso. Si tratta di<i>\u00a0dilatare la ragione e di renderla capace di conoscere e di orientare queste imponenti nuove dinamiche<\/i>, animandole nella prospettiva di quella \u00ab civilt\u00e0 dell&#8217;amore \u00bb il cui seme Dio ha posto in ogni popolo, in ogni cultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"CAPITOLO%20TERZO\"><\/a>CAPITOLO TERZO<\/p>\n<p align=\"center\"><b>FRATERNIT\u00c0, SVILUPPO ECONOMICO<br \/>\nE SOCIET\u00c0 CIVILE<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"34\"><\/a>34. La\u00a0<i>carit\u00e0 nella verit\u00e0\u00a0<\/i>pone l&#8217;uomo davanti alla stupefacente esperienza del dono. La gratuit\u00e0 \u00e8 presente nella sua vita in molteplici forme, spesso non riconosciute a causa di una visione solo produttivistica e utilitaristica dell&#8217;esistenza. L&#8217;essere umano \u00e8 fatto per il dono, che ne esprime ed attua la dimensione di trascendenza. Talvolta l&#8217;uomo moderno \u00e8 erroneamente convinto di essere il solo autore di se stesso, della sua vita e della societ\u00e0. \u00c8 questa una presunzione, conseguente alla chiusura egoistica in se stessi, che discende \u2014 per dirla in termini di fede \u2014 dal<i>\u00a0peccato delle origini<\/i>. La sapienza della Chiesa ha sempre proposto di tenere presente il peccato originale anche nell&#8217;interpretazione dei fatti sociali e nella costruzione della societ\u00e0: \u00ab Ignorare che l&#8217;uomo ha una natura ferita, incline al male, \u00e8 causa di gravi errori nel campo dell&#8217;educazione, della politica, dell&#8217;azione sociale e dei costumi \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn85\" name=\"_ftnref85\">85<\/a>]. All&#8217;elenco dei campi in cui si manifestano gli effetti perniciosi del peccato, si \u00e8 aggiunto ormai da molto tempo anche quello dell&#8217;economia. Ne abbiamo una prova evidente anche in questi periodi. La convinzione di essere autosufficiente e di riuscire a eliminare il male presente nella storia solo con la propria azione ha indotto l&#8217;uomo a far coincidere la felicit\u00e0 e la salvezza con forme immanenti di benessere materiale e di azione sociale. La convinzione poi della esigenza di autonomia dell&#8217;economia, che non deve accettare \u201cinfluenze\u201d di carattere morale, ha spinto l&#8217;uomo ad abusare dello strumento economico in modo persino distruttivo. A lungo andare, queste convinzioni hanno portato a sistemi economici, sociali e politici che hanno conculcato la libert\u00e0 della persona e dei corpi sociali e che, proprio per questo, non sono stati in grado di assicurare la giustizia che promettevano. Come ho affermato nella mia Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi.html\">Spe salvi<\/a><\/i>, in questo modo si toglie dalla storia la<i>\u00a0speranza cristiana\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn86\" name=\"_ftnref86\">86<\/a>], che \u00e8 invece una potente risorsa sociale a servizio dello sviluppo umano integrale, cercato nella libert\u00e0 e nella giustizia. La speranza incoraggia la ragione e le d\u00e0 la forza di orientare la volont\u00e0 [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn87\" name=\"_ftnref87\">87<\/a>]. \u00c8 gi\u00e0 presente nella fede, da cui anzi \u00e8 suscitata. La carit\u00e0 nella verit\u00e0 se ne nutre e, nello stesso tempo, la manifesta. Essendo dono di Dio assolutamente gratuito, irrompe nella nostra vita come qualcosa di non dovuto, che trascende ogni legge di giustizia. Il dono per sua natura oltrepassa il merito, la sua regola \u00e8 l&#8217;eccedenza. Esso ci precede nella nostra stessa anima quale segno della presenza di Dio in noi e della sua attesa nei nostri confronti. La verit\u00e0, che al pari della carit\u00e0 \u00e8 dono, \u00e8 pi\u00f9 grande di noi, come insegna sant&#8217;Agostino [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn88\" name=\"_ftnref88\">88<\/a>]. Anche la verit\u00e0 di noi stessi, della nostra coscienza personale, ci \u00e8 prima di tutto \u201cdata\u201d. In ogni processo conoscitivo, in effetti, la verit\u00e0 non \u00e8 prodotta da noi, ma sempre trovata o, meglio, ricevuta. Essa, come l&#8217;amore, \u00ab non nasce dal pensare e dal volere ma in certo qual modo si impone all&#8217;essere umano \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn89\" name=\"_ftnref89\">89<\/a>].<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dono ricevuto da tutti, la carit\u00e0 nella verit\u00e0 \u00e8 una forza che costituisce la comunit\u00e0, unifica gli uomini secondo modalit\u00e0 in cui non ci sono barriere n\u00e9 confini. La comunit\u00e0 degli uomini pu\u00f2 essere costituita da noi stessi, ma non potr\u00e0 mai con le sole sue forze essere una comunit\u00e0 pienamente fraterna n\u00e9 essere spinta oltre ogni confine, ossia diventare una comunit\u00e0 veramente universale: l&#8217;unit\u00e0 del genere umano, una comunione fraterna oltre ogni divisione, nasce dalla con-vocazione della parola di Dio-Amore. Nell&#8217;affrontare questa decisiva questione, dobbiamo precisare, da un lato, che la logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall&#8217;esterno e, dall&#8217;altro, che lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al\u00a0<i>principio di gratuit\u00e0<\/i>\u00a0come espressione di fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"35\"><\/a>35. Il<i>\u00a0mercato<\/i>, se c&#8217;\u00e8 fiducia reciproca e generalizzata, \u00e8 l&#8217;istituzione economica che permette l&#8217;incontro tra le persone, in quanto operatori economici che utilizzano il contratto come regola dei loro rapporti e che scambiano beni e servizi tra loro fungibili, per soddisfare i loro bisogni e desideri. Il mercato \u00e8 soggetto ai principi della cosiddetta<i>\u00a0giustizia commutativa<\/i>, che regola appunto i rapporti del dare e del ricevere tra soggetti paritetici. Ma la dottrina sociale della Chiesa non ha mai smesso di porre in evidenza l&#8217;importanza della\u00a0<i>giustizia distributiva<\/i>\u00a0e della\u00a0<i>giustizia sociale<\/i>\u00a0per la stessa economia di mercato, non solo perch\u00e9 inserita nelle maglie di un contesto sociale e politico pi\u00f9 vasto, ma anche per la trama delle relazioni in cui si realizza. Infatti il mercato, lasciato al solo principio dell&#8217;equivalenza di valore dei beni scambiati, non riesce a produrre quella coesione sociale di cui pure ha bisogno per ben funzionare.<i>\u00a0Senza forme interne di solidariet\u00e0 e di fiducia reciproca, il mercato non pu\u00f2 pienamente espletare la propria funzione economica<\/i>. Ed oggi \u00e8 questa fiducia che \u00e8 venuta a mancare, e la perdita della fiducia \u00e8 una perdita grave.<\/p>\n<p>Opportunamente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0nella<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a>\u00a0<\/i>sottolineava il fatto che lo stesso sistema economico avrebbe tratto vantaggio da pratiche generalizzate di giustizia, in quanto i primi a trarre beneficio dallo sviluppo dei Paesi poveri sarebbero stati quelli ricchi [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn90\" name=\"_ftnref90\">90<\/a>]. Non si trattava solo di correggere delle disfunzioni mediante l&#8217;assistenza. I poveri non sono da considerarsi un \u00ab fardello \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn91\" name=\"_ftnref91\">91<\/a>], bens\u00ec una risorsa anche dal punto di vista strettamente economico. \u00c8 tuttavia da ritenersi errata la visione di quanti pensano che l&#8217;economia di mercato abbia strutturalmente bisogno di una quota di povert\u00e0 e di sottosviluppo per poter funzionare al meglio. \u00c8 interesse del mercato promuovere emancipazione, ma per farlo veramente non pu\u00f2 contare solo su se stesso, perch\u00e9 non \u00e8 in grado di produrre da s\u00e9 ci\u00f2 che va oltre le sue possibilit\u00e0. Esso deve attingere energie morali da altri soggetti, che sono capaci di generarle.<\/p>\n<p><a name=\"36\"><\/a>36. L&#8217;attivit\u00e0 economica non pu\u00f2 risolvere tutti i problemi sociali mediante la semplice estensione della<i>\u00a0logica mercantile<\/i>. Questa va<i>\u00a0finalizzata al perseguimento del bene comune<\/i>, di cui deve farsi carico anche e soprattutto la comunit\u00e0 politica. Pertanto, va tenuto presente che \u00e8 causa di gravi scompensi separare l&#8217;agire economico, a cui spetterebbe solo produrre ricchezza, da quello politico, a cui spetterebbe di perseguire la giustizia mediante la ridistribuzione.<\/p>\n<p>La Chiesa ritiene da sempre che l&#8217;agire economico non sia da considerare antisociale. Il mercato non \u00e8, e non deve perci\u00f2 diventare, di per s\u00e9 il luogo della sopraffazione del forte sul debole. La societ\u00e0 non deve proteggersi dal mercato, come se lo sviluppo di quest&#8217;ultimo comportasse\u00a0<i>ipso facto\u00a0<\/i>la morte dei rapporti autenticamente umani. \u00c8 certamente vero che il mercato pu\u00f2 essere orientato in modo negativo, non perch\u00e9 sia questa la sua natura, ma perch\u00e9 una certa ideologia lo pu\u00f2 indirizzare in tal senso. Non va dimenticato che il mercato non esiste allo stato puro. Esso trae forma dalle configurazioni culturali che lo specificano e lo orientano. Infatti, l&#8217;economia e la finanza, in quanto strumenti, possono esser mal utilizzati quando chi li gestisce ha solo riferimenti egoistici. Cos\u00ec si pu\u00f2 riuscire a trasformare strumenti di per s\u00e9 buoni in strumenti dannosi. Ma \u00e8 la ragione oscurata dell&#8217;uomo a produrre queste conseguenze, non lo strumento di per s\u00e9 stesso. Perci\u00f2 non \u00e8 lo strumento a dover essere chiamato in causa ma l&#8217;uomo, la sua coscienza morale e la sua responsabilit\u00e0 personale e sociale.<\/p>\n<p>La dottrina sociale della Chiesa ritiene che possano essere vissuti rapporti autenticamente umani, di amicizia e di socialit\u00e0, di solidariet\u00e0 e di reciprocit\u00e0, anche all&#8217;interno dell&#8217;attivit\u00e0 economica e non soltanto fuori di essa o \u00ab dopo \u00bb di essa. La sfera economica non \u00e8 n\u00e9 eticamente neutrale n\u00e9 di sua natura disumana e antisociale. Essa appartiene all&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;uomo e, proprio perch\u00e9 umana, deve essere strutturata e istituzionalizzata eticamente.<\/p>\n<p>La grande sfida che abbiamo davanti a noi, fatta emergere dalle problematiche dello sviluppo in questo tempo di globalizzazione e resa ancor pi\u00f9 esigente dalla crisi economico-finanziaria, \u00e8 di mostrare, a livello sia di pensiero sia di comportamenti, che non solo i tradizionali principi dell&#8217;etica sociale, quali la trasparenza, l&#8217;onest\u00e0 e la responsabilit\u00e0 non possono venire trascurati o attenuati, ma anche che nei\u00a0<i>rapporti mercantili\u00a0<\/i>il<i>\u00a0principio di gratuit\u00e0<\/i>\u00a0e la logica del dono come espressione della fraternit\u00e0 possono e devono<i>\u00a0trovare posto entro la normale attivit\u00e0 economica<\/i>. Ci\u00f2 \u00e8 un&#8217;esigenza dell&#8217;uomo nel momento attuale, ma anche un&#8217;esigenza della stessa ragione economica. Si tratta di una esigenza ad un tempo della carit\u00e0 e della verit\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"37\"><\/a>37. La dottrina sociale della Chiesa ha sempre sostenuto che la<i>\u00a0giustizia riguarda tutte le fasi dell&#8217;attivit\u00e0 economica<\/i>, perch\u00e9 questa ha sempre a che fare con l&#8217;uomo e con le sue esigenze. Il reperimento delle risorse, i finanziamenti, la produzione, il consumo e tutte le altre fasi del ciclo economico hanno ineluttabilmente implicazioni morali.\u00a0<i>Cos\u00ec ogni decisione economica ha una conseguenza di carattere morale<\/i>. Tutto questo trova conferma anche nelle scienze sociali e nelle tendenze dell&#8217;economia contemporanea. Forse un tempo era pensabile affidare dapprima all&#8217;economia la produzione di ricchezza per assegnare poi alla politica il compito di distribuirla. Oggi tutto ci\u00f2 risulta pi\u00f9 difficile, dato che le attivit\u00e0 economiche non sono costrette entro limiti territoriali, mentre l&#8217;autorit\u00e0 dei governi continua ad essere soprattutto locale. Per questo, i canoni della giustizia devono essere rispettati sin dall&#8217;inizio, mentre si svolge il processo economico, e non gi\u00e0 dopo o lateralmente. Inoltre, occorre che nel mercato si aprano spazi per attivit\u00e0 economiche realizzate da soggetti che liberamente scelgono di informare il proprio agire a principi diversi da quelli del puro profitto, senza per ci\u00f2 stesso rinunciare a produrre valore economico. Le tante espressioni di economia che traggono origine da iniziative religiose e laicali dimostrano che ci\u00f2 \u00e8 concretamente possibile.<\/p>\n<p>Nell&#8217;epoca della globalizzazione l&#8217;economia risente di modelli competitivi legati a culture tra loro molto diverse. I comportamenti economico-imprenditoriali che ne derivano trovano prevalentemente un punto d&#8217;incontro nel rispetto della giustizia commutativa. La<i>\u00a0vita economica<\/i>\u00a0ha senz&#8217;altro bisogno del\u00a0<i>contratto<\/i>, per regolare i rapporti di scambio tra valori equivalenti. Ma ha altres\u00ec bisogno di\u00a0<i>leggi giuste<\/i>\u00a0e di\u00a0<i>forme di ridistribuzione<\/i>\u00a0guidate dalla politica, e inoltre di opere che rechino impresso lo<i>\u00a0spirito del dono<\/i>. L&#8217;economia globalizzata sembra privilegiare la prima logica, quella dello scambio contrattuale, ma direttamente o indirettamente dimostra di aver bisogno anche delle altre due, la logica politica e la logica del dono senza contropartita.<\/p>\n<p><a name=\"38\"><\/a>38. Il mio predecessore\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0aveva segnalato questa problematica, quando nella<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/_INDEX.HTM\">Centesimus annus<\/a><\/i>\u00a0aveva rilevato la necessit\u00e0 di un sistema a tre soggetti: il<i>\u00a0mercato<\/i>, lo\u00a0<i>Stato\u00a0<\/i>e la\u00a0<i>societ\u00e0\u00a0<\/i>civile [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn92\" name=\"_ftnref92\">92<\/a>]. Egli aveva individuato nella societ\u00e0 civile l&#8217;ambito pi\u00f9 proprio di un&#8217;<i>economia della gratuit\u00e0<\/i>\u00a0e della fraternit\u00e0, ma non aveva inteso negarla agli altri due ambiti. Oggi possiamo dire che la vita economica deve essere compresa come una realt\u00e0 a pi\u00f9 dimensioni: in tutte, in diversa misura e con modalit\u00e0 specifiche, deve essere presente l&#8217;aspetto della reciprocit\u00e0 fraterna. Nell&#8217;epoca della globalizzazione, l&#8217;attivit\u00e0 economica non pu\u00f2 prescindere dalla gratuit\u00e0, che dissemina e alimenta la solidariet\u00e0 e la responsabilit\u00e0 per la giustizia e il bene comune nei suoi vari soggetti e attori. Si tratta, in definitiva, di una forma concreta e profonda di democrazia economica. La solidariet\u00e0 \u00e8 anzitutto sentirsi tutti responsabili di tutti [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn93\" name=\"_ftnref93\">93<\/a>], quindi non pu\u00f2 essere delegata solo allo Stato. Mentre ieri si poteva ritenere che prima bisognasse perseguire la giustizia e che la gratuit\u00e0 intervenisse dopo come un complemento, oggi bisogna dire che senza la gratuit\u00e0 non si riesce a realizzare nemmeno la giustizia. Serve, pertanto, un mercato nel quale possano liberamente operare, in condizioni di pari opportunit\u00e0, imprese che perseguono fini istituzionali diversi. Accanto all&#8217;impresa privata orientata al profitto, e ai vari tipi di impresa pubblica, devono potersi radicare ed esprimere quelle organizzazioni produttive che perseguono fini mutualistici e sociali. \u00c8 dal loro reciproco confronto sul mercato che ci si pu\u00f2 attendere una sorta di ibridazione dei comportamenti d&#8217;impresa e dunque un&#8217;attenzione sensibile alla<i>\u00a0civilizzazione dell&#8217;economia<\/i>. Carit\u00e0 nella verit\u00e0, in questo caso, significa che bisogna dare forma e organizzazione a quelle iniziative economiche che, pur senza negare il profitto, intendono andare oltre la logica dello scambio degli equivalenti e del profitto fine a se stesso.<\/p>\n<p><a name=\"39\"><\/a>39.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0nella\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0chiedeva di configurare\u00a0<i>un modello di economia di mercato capace di includere, almeno tendenzialmente, tutti i popoli e non solamente quelli adeguatamente attrezzati<\/i>. Chiedeva che ci si impegnasse a promuovere un mondo pi\u00f9 umano per tutti, un mondo nel quale tutti avessero \u00ab qualcosa da dare e da ricevere, senza che il progresso degli uni costituisca un ostacolo allo sviluppo degli altri \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn94\" name=\"_ftnref94\">94<\/a>]. Egli in questo modo estendeva al piano universale le stesse richieste e aspirazioni contenute nella<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html\">Rerum novarum<\/a><\/i>, scritta quando per la prima volta, in conseguenza della rivoluzione industriale, si afferm\u00f2 l&#8217;idea \u2014 sicuramente avanzata per quel tempo \u2014 che l&#8217;ordine civile per reggersi aveva bisogno anche dell&#8217;intervento ridistributivo dello Stato. Oggi questa visione, oltre a essere posta in crisi dai processi di apertura dei mercati e delle societ\u00e0, mostra di essere incompleta per soddisfare le esigenze di un&#8217;economia pienamente umana. Quanto la dottrina sociale della Chiesa ha sempre sostenuto a partire dalla sua visione dell&#8217;uomo e della societ\u00e0 oggi \u00e8 richiesto anche dalle dinamiche caratteristiche della globalizzazione.<\/p>\n<p>Quando la logica del mercato e quella dello Stato si accordano tra loro per continuare nel monopolio dei rispettivi ambiti di influenza, alla lunga vengono meno la solidariet\u00e0 nelle relazioni tra i cittadini, la partecipazione e l&#8217;adesione, l&#8217;agire gratuito, che sono altra cosa rispetto al \u201cdare per avere\u201d, proprio della logica dello scambio, e al \u201cdare per dovere\u201d, proprio della logica dei comportamenti pubblici, imposti per legge dallo Stato. La vittoria sul sottosviluppo richiede di agire non solo sul miglioramento delle transazioni fondate sullo scambio, non solo sui trasferimenti delle strutture assistenziali di natura pubblica, ma soprattutto sulla\u00a0<i>progressiva apertura, in contesto mondiale, a forme di attivit\u00e0 economica caratterizzate da quote di gratuit\u00e0 e di comunione<\/i>. Il binomio esclusivo mercato-Stato corrode la socialit\u00e0, mentre le forme economiche solidali, che trovano il loro terreno migliore nella societ\u00e0 civile senza ridursi ad essa, creano socialit\u00e0. Il mercato della gratuit\u00e0 non esiste e non si possono disporre per legge atteggiamenti gratuiti. Eppure sia il mercato sia la politica hanno bisogno di persone aperte al dono reciproco.<\/p>\n<p><a name=\"40\"><\/a>40. Le attuali dinamiche economiche internazionali, caratterizzate da gravi distorsioni e disfunzioni, richiedono\u00a0<i>profondi cambiamenti anche nel modo di intendere l&#8217;impresa<\/i>. Vecchie modalit\u00e0 della vita imprenditoriale vengono meno, ma altre promettenti si profilano all&#8217;orizzonte. Uno dei rischi maggiori \u00e8 senz&#8217;altro che l&#8217;impresa risponda quasi esclusivamente a chi in essa investe e finisca cos\u00ec per ridurre la sua valenza sociale. Sempre meno le imprese, grazie alla crescita di dimensione ed al bisogno di sempre maggiori capitali, fanno capo a un imprenditore stabile che si senta responsabile a lungo termine, e non solo a breve, della vita e dei risultati della sua impresa, e sempre meno dipendono da un unico territorio. Inoltre la cosiddetta delocalizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 produttiva pu\u00f2 attenuare nell&#8217;imprenditore il senso di responsabilit\u00e0 nei confronti di portatori di interessi, quali i lavoratori, i fornitori, i consumatori, l&#8217;ambiente naturale e la pi\u00f9 ampia societ\u00e0 circostante, a vantaggio degli azionisti, che non sono legati a uno spazio specifico e godono quindi di una straordinaria mobilit\u00e0. Il mercato internazionale dei capitali, infatti, offre oggi una grande libert\u00e0 di azione. \u00c8 per\u00f2 anche vero che si sta dilatando la consapevolezza circa la necessit\u00e0 di una pi\u00f9 ampia \u201cresponsabilit\u00e0 sociale\u201d dell&#8217;impresa. Anche se le impostazioni etiche che guidano oggi il dibattito sulla responsabilit\u00e0 sociale dell&#8217;impresa non sono tutte accettabili secondo la prospettiva della dottrina sociale della Chiesa, \u00e8 un fatto che si va sempre pi\u00f9 diffondendo il convincimento in base al quale la\u00a0<i>gestione dell&#8217;impresa non pu\u00f2 tenere conto degli interessi dei soli proprietari della stessa, ma deve anche farsi carico di tutte le altre categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dell&#8217;impresa<\/i>: i lavoratori, i clienti, i fornitori dei vari fattori di produzione, la comunit\u00e0 di riferimento. Negli ultimi anni si \u00e8 notata la crescita di una classe cosmopolita di\u00a0<i>manager<\/i>, che spesso rispondono solo alle indicazioni degli azionisti di riferimento costituiti in genere da fondi anonimi che stabiliscono di fatto i loro compensi. Anche oggi tuttavia vi sono molti manager che con analisi lungimirante si rendono sempre pi\u00f9 conto dei profondi legami che la loro impresa ha con il territorio, o con i territori, in cui opera.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0invitava a valutare seriamente il danno che il trasferimento all&#8217;estero di capitali a esclusivo vantaggio personale pu\u00f2 produrre alla propria Nazione [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn95\" name=\"_ftnref95\">95<\/a>].\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0avvertiva che\u00a0<i>investire ha sempre un significato morale<\/i>, oltre che economico [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn96\" name=\"_ftnref96\">96<\/a>]. Tutto questo \u2014 va ribadito \u2014 \u00e8 valido anche oggi, nonostante che il mercato dei capitali sia stato fortemente liberalizzato e le moderne mentalit\u00e0 tecnologiche possano indurre a pensare che investire sia solo un fatto tecnico e non anche umano ed etico. Non c&#8217;\u00e8 motivo per negare che un certo capitale possa fare del bene, se investito all&#8217;estero piuttosto che in patria. Devono per\u00f2 essere fatti salvi i vincoli di giustizia, tenendo anche conto di come quel capitale si \u00e8 formato e dei danni alle persone che comporter\u00e0 il suo mancato impiego nei luoghi in cui esso \u00e8 stato generato [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn97\" name=\"_ftnref97\">97<\/a>]. Bisogna evitare che il motivo per<i>\u00a0l&#8217;impiego delle risorse finanziarie\u00a0<\/i>sia speculativo e ceda alla tentazione di ricercare solo profitto di breve termine, e non anche la sostenibilit\u00e0 dell&#8217;impresa a lungo termine, il suo puntuale servizio all&#8217;economia reale e l&#8217;attenzione alla promozione, in modo adeguato ed opportuno, di iniziative economiche anche nei Paesi bisognosi di sviluppo. Non c&#8217;\u00e8 nemmeno motivo di negare che la delocalizzazione, quando comporta investimenti e formazione, possa fare del bene alle popolazioni del Paese che la ospita. Il lavoro e la conoscenza tecnica sono un bisogno universale. Non \u00e8 per\u00f2 lecito delocalizzare solo per godere di particolari condizioni di favore, o peggio per sfruttamento, senza apportare alla societ\u00e0 locale un vero contributo per la nascita di un robusto sistema produttivo e sociale, fattore imprescindibile di sviluppo stabile.<\/p>\n<p><a name=\"41\"><\/a>41. Nel contesto di questo discorso \u00e8 utile osservare che l&#8217;<i>imprenditorialit\u00e0<\/i>\u00a0ha e deve sempre pi\u00f9 assumere un\u00a0<i>significato plurivalente<\/i>. La perdurante prevalenza del binomio mercato-Stato ci ha abituati a pensare esclusivamente all&#8217;imprenditore privato di tipo capitalistico da un lato e al dirigente statale dall&#8217;altro. In realt\u00e0, l&#8217;imprenditorialit\u00e0 va intesa in modo articolato. Ci\u00f2 risulta da una serie di motivazioni metaeconomiche. L&#8217;imprenditorialit\u00e0, prima di avere un significato professionale, ne ha uno umano [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn98\" name=\"_ftnref98\">98<\/a>]. Essa \u00e8 inscritta in ogni lavoro, visto come \u00ab\u00a0<i>actus personae<\/i>\u00a0\u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn99\" name=\"_ftnref99\">99<\/a>], per cui \u00e8 bene che a ogni lavoratore sia offerta la possibilit\u00e0 di dare il proprio apporto in modo che egli stesso \u00ab sappia di lavorare \u201cin proprio\u201d \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn100\" name=\"_ftnref100\">100<\/a>]. Non a caso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0insegnava che \u00ab ogni lavoratore \u00e8 un creatore \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn101\" name=\"_ftnref101\">101<\/a>]. Proprio per rispondere alle esigenze e alla dignit\u00e0 di chi lavora, e ai bisogni della societ\u00e0, esistono vari tipi di imprese, ben oltre la sola distinzione tra \u00ab privato \u00bb e \u00ab pubblico \u00bb. Ognuna richiede ed esprime una capacit\u00e0 imprenditoriale specifica. Al fine di realizzare un&#8217;economia che nel prossimo futuro sappia porsi al servizio del bene comune nazionale e mondiale, \u00e8 opportuno tenere conto di questo significato esteso di imprenditorialit\u00e0. Questa concezione pi\u00f9 ampia favorisce lo scambio e la formazione reciproca tra le diverse tipologie di imprenditorialit\u00e0, con travaso di competenze dal mondo<i>\u00a0non profit\u00a0<\/i>a quello\u00a0<i>profit<\/i>\u00a0e viceversa, da quello pubblico a quello proprio della societ\u00e0 civile, da quello delle economie avanzate a quello dei Paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;<i>autorit\u00e0 politica<\/i>\u00a0ha un\u00a0<i>significato plurivalente<\/i>, che non pu\u00f2 essere dimenticato, mentre si procede alla realizzazione di un nuovo ordine economico-produttivo, socialmente responsabile e a misura d&#8217;uomo. Come si intende coltivare un&#8217;imprenditorialit\u00e0 differenziata sul piano mondiale, cos\u00ec si deve promuovere un&#8217;autorit\u00e0 politica distribuita e attivantesi su pi\u00f9 piani. L&#8217;economia integrata dei giorni nostri non elimina il ruolo degli Stati, piuttosto ne impegna i Governi ad una pi\u00f9 forte collaborazione reciproca. Ragioni di saggezza e di prudenza suggeriscono di non proclamare troppo affrettatamente la fine dello Stato. In relazione alla soluzione della crisi attuale, il suo ruolo sembra destinato a crescere, riacquistando molte delle sue competenze. Ci sono poi delle Nazioni in cui la costruzione o ricostruzione dello Stato continua ad essere un elemento chiave del loro sviluppo<i>. L&#8217;aiuto internazionale<\/i>\u00a0proprio all&#8217;interno di un progetto solidaristico mirato alla soluzione degli attuali problemi economici dovrebbe piuttosto sostenere il consolidamento di sistemi costituzionali, giuridici, amministrativi nei Paesi che non godono ancora pienamente di questi beni. Accanto agli aiuti economici, devono esserci quelli volti a rafforzare le garanzie proprie dello\u00a0<i>Stato di diritto<\/i>, un sistema di ordine pubblico e di carcerazione efficiente nel rispetto dei diritti umani, istituzioni veramente democratiche. Non \u00e8 necessario che lo Stato abbia dappertutto le medesime caratteristiche: il sostegno ai sistemi costituzionali deboli affinch\u00e9 si rafforzino pu\u00f2 benissimo accompagnarsi con lo sviluppo di altri soggetti politici, di natura culturale, sociale, territoriale o religiosa, accanto allo Stato. L&#8217;articolazione dell&#8217;autorit\u00e0 politica a livello locale, nazionale e internazionale \u00e8, tra l&#8217;altro, una delle vie maestre per arrivare ad essere in grado di orientare la globalizzazione economica. \u00c8 anche il modo per evitare che essa mini di fatto i fondamenti della democrazia.<\/p>\n<p><a name=\"42\"><\/a>42. Talvolta nei riguardi della\u00a0<i>globalizzazione\u00a0<\/i>si notano atteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volont\u00e0 umana [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn102\" name=\"_ftnref102\">102<\/a>]. \u00c8 bene ricordare a questo proposito che la globalizzazione va senz&#8217;altro intesa come un processo socio-economico, ma questa non \u00e8 l&#8217;unica sua dimensione. Sotto il processo pi\u00f9 visibile c&#8217;\u00e8 la realt\u00e0 di un&#8217;umanit\u00e0 che diviene sempre pi\u00f9 interconnessa; essa \u00e8 costituita da persone e da popoli a cui quel processo deve essere di utilit\u00e0 e di sviluppo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn103\" name=\"_ftnref103\">103<\/a>], grazie all&#8217;assunzione da parte tanto dei singoli quanto della collettivit\u00e0 delle rispettive responsabilit\u00e0. Il superamento dei confini non \u00e8 solo un fatto materiale, ma anche culturale nelle sue cause e nei suoi effetti. Se si legge deterministicamente la globalizzazione, si perdono i criteri per valutarla ed orientarla. Essa \u00e8 una realt\u00e0 umana e pu\u00f2 avere a monte vari orientamenti culturali sui quali occorre esercitare il discernimento. La verit\u00e0 della globalizzazione come processo e il suo criterio etico fondamentale sono dati dall&#8217;unit\u00e0 della famiglia umana e dal suo sviluppo nel bene. Occorre quindi impegnarsi incessantemente per\u00a0<i>favorire un orientamento culturale personalista e comunitario, aperto alla trascendenza, del processo di integrazione planetaria<\/i>.<\/p>\n<p>Nonostante alcune sue dimensioni strutturali che non vanno negate ma nemmeno assolutizzate, \u00ab la globalizzazione,\u00a0<i>a priori<\/i>, non \u00e8 n\u00e9 buona n\u00e9 cattiva. Sar\u00e0 ci\u00f2 che le persone ne faranno \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn104\" name=\"_ftnref104\">104<\/a>]. Non dobbiamo esserne vittime, ma protagonisti, procedendo con ragionevolezza, guidati dalla carit\u00e0 e dalla verit\u00e0. Opporvisi ciecamente sarebbe un atteggiamento sbagliato, preconcetto, che finirebbe per ignorare un processo contrassegnato anche da aspetti positivi, con il rischio di perdere una grande occasione di inserirsi nelle molteplici opportunit\u00e0 di sviluppo da esso offerte. I processi di globalizzazione, adeguatamente concepiti e gestiti, offrono la possibilit\u00e0 di una grande ridistribuzione della ricchezza a livello planetario come in precedenza non era mai avvenuto; se mal gestiti, possono invece far crescere povert\u00e0 e disuguaglianza, nonch\u00e9 contagiare con una crisi l&#8217;intero mondo. Bisogna<i>\u00a0correggerne le disfunzioni<\/i>, anche gravi, che introducono nuove divisioni tra i popoli e dentro i popoli e fare in modo che la ridistribuzione della ricchezza non avvenga con una ridistribuzione della povert\u00e0 o addirittura con una sua accentuazione, come una cattiva gestione della situazione attuale potrebbe farci temere. Per molto tempo si \u00e8 pensato che i popoli poveri dovessero rimanere ancorati a un prefissato stadio di sviluppo e dovessero accontentarsi della filantropia dei popoli sviluppati. Contro questa mentalit\u00e0 ha preso posizione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0nella<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>. Oggi le forze materiali utilizzabili per far uscire quei popoli dalla miseria sono potenzialmente maggiori di un tempo, ma di esse hanno finito per avvalersi prevalentemente gli stessi popoli dei Paesi sviluppati, che hanno potuto sfruttare meglio il processo di liberalizzazione dei movimenti di capitali e del lavoro. La diffusione delle sfere di benessere a livello mondiale non va, dunque, frenata con progetti egoistici, protezionistici o dettati da interessi particolari. Infatti il coinvolgimento dei Paesi emergenti o in via di sviluppo, permette oggi di meglio gestire la crisi. La transizione insita nel processo di globalizzazione presenta grandi difficolt\u00e0 e pericoli, che potranno essere superati solo se si sapr\u00e0 prendere coscienza di quell&#8217;anima antropologica ed etica, che dal profondo sospinge la globalizzazione stessa verso traguardi di umanizzazione solidale. Purtroppo tale anima \u00e8 spesso soverchiata e compressa da prospettive etico-culturali di impostazione individualistica e utilitaristica. La globalizzazione \u00e8 fenomeno multidimensionale e polivalente, che esige di essere colto nella diversit\u00e0 e nell&#8217;unit\u00e0 di tutte le sue dimensioni, compresa quella teologica. Ci\u00f2 consentir\u00e0 di vivere ed<i>\u00a0orientare la globalizzazione dell&#8217;umanit\u00e0 in termini di relazionalit\u00e0, di comunione e di condivisione<\/i>.<\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"CAPITOLO%20QUARTO\"><\/a>CAPITOLO QUARTO<\/p>\n<p align=\"center\"><b>SVILUPPO DEI POPOLI,<br \/>\nDIRITTI E DOVERI, AMBIENTE<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"43\"><\/a>43. \u00ab La solidariet\u00e0 universale, che \u00e8 un fatto e per noi un beneficio, \u00e8 altres\u00ec un dovere \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn105\" name=\"_ftnref105\">105<\/a>]. Molte persone, oggi, tendono a coltivare la pretesa di non dover niente a nessuno, tranne che a se stesse. Ritengono di essere titolari solo di diritti e incontrano spesso forti ostacoli a maturare una responsabilit\u00e0 per il proprio e l&#8217;altrui sviluppo integrale. Per questo \u00e8 importante sollecitare una nuova riflessione su come i\u00a0<i>diritti presuppongano doveri senza i quali si trasformano in arbitrio<\/i>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn106\" name=\"_ftnref106\">106<\/a>]. Si assiste oggi a una pesante contraddizione. Mentre, per un verso, si rivendicano presunti diritti, di carattere arbitrario e voluttuario, con la pretesa di vederli riconosciuti e promossi dalle strutture pubbliche, per l&#8217;altro verso, vi sono diritti elementari e fondamentali disconosciuti e violati nei confronti di tanta parte dell&#8217;umanit\u00e0 [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn107\" name=\"_ftnref107\">107<\/a>]. Si \u00e8 spesso notata una relazione tra la rivendicazione del diritto al superfluo o addirittura alla trasgressione e al vizio, nelle societ\u00e0 opulente, e la mancanza di cibo, di acqua potabile, di istruzione di base o di cure sanitarie elementari in certe regioni del mondo del sottosviluppo e anche nelle periferie di grandi metropoli. La relazione sta nel fatto che i diritti individuali, svincolati da un quadro di doveri che conferisca loro un senso compiuto, impazziscono e alimentano una spirale di richieste praticamente illimitata e priva di criteri. L&#8217;esasperazione dei diritti sfocia nella dimenticanza dei doveri. I doveri delimitano i diritti perch\u00e9 rimandano al quadro antropologico ed etico entro la cui verit\u00e0 anche questi ultimi si inseriscono e cos\u00ec non diventano arbitrio. Per questo motivo i doveri rafforzano i diritti e propongono la loro difesa e promozione come un impegno da assumere a servizio del bene. Se, invece, i diritti dell&#8217;uomo trovano il proprio fondamento solo nelle deliberazioni di un&#8217;assemblea di cittadini, essi possono essere cambiati in ogni momento e, quindi, il dovere di rispettarli e perseguirli si allenta nella coscienza comune. I Governi e gli Organismi internazionali possono allora dimenticare l&#8217;oggettivit\u00e0 e l&#8217;\u00ab indisponibilit\u00e0 \u00bb dei diritti. Quando ci\u00f2 avviene, il vero sviluppo dei popoli \u00e8 messo in pericolo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn108\" name=\"_ftnref108\">108<\/a>]. Comportamenti simili compromettono l&#8217;autorevolezza degli Organismi internazionali, soprattutto agli occhi dei Paesi maggiormente bisognosi di sviluppo. Questi, infatti, richiedono che la comunit\u00e0 internazionale assuma come un dovere l&#8217;aiutarli a essere \u00ab artefici del loro destino \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn109\" name=\"_ftnref109\">109<\/a>], ossia ad assumersi a loro volta dei doveri.\u00a0<i>La condivisione dei doveri reciproci mobilita assai pi\u00f9 della sola rivendicazione di diritti<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"44\"><\/a>44. La concezione dei diritti e dei doveri nello sviluppo deve tener conto anche delle problematiche connesse con la<i>\u00a0crescita demografica<\/i>. Si tratta di un aspetto molto importante del vero sviluppo, perch\u00e9 concerne i valori irrinunciabili della vita e della famiglia [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn110\" name=\"_ftnref110\">110<\/a>]. Considerare l&#8217;aumento della popolazione come causa prima del sottosviluppo \u00e8 scorretto, anche dal punto di vista economico: basti pensare, da una parte, all&#8217;importante diminuzione della mortalit\u00e0 infantile e al prolungamento della vita media che si registrano nei Paesi economicamente sviluppati; dall&#8217;altra, ai segni di crisi rilevabili nelle societ\u00e0 in cui si registra un preoccupante calo della natalit\u00e0. Resta ovviamente doveroso prestare la debita attenzione ad una procreazione responsabile, che costituisce, tra l&#8217;altro, un fattivo contributo allo sviluppo umano integrale. La Chiesa, che ha a cuore il vero sviluppo dell&#8217;uomo, gli raccomanda il pieno rispetto dei valori umani anche nell&#8217;esercizio della sessualit\u00e0: non la si pu\u00f2 ridurre a mero fatto edonistico e ludico, cos\u00ec come l&#8217;educazione sessuale non si pu\u00f2 ridurre a un&#8217;istruzione tecnica, con l&#8217;unica preoccupazione di difendere gli interessati da eventuali contagi o dal \u00ab rischio \u00bb procreativo. Ci\u00f2 equivarrebbe ad impoverire e disattendere il significato profondo della sessualit\u00e0, che deve invece essere riconosciuto ed assunto con responsabilit\u00e0 tanto dalla persona quanto dalla comunit\u00e0. La responsabilit\u00e0 vieta infatti sia di considerare la sessualit\u00e0 una semplice fonte di piacere, sia di regolarla con politiche di forzata pianificazione delle nascite. In ambedue i casi si \u00e8 in presenza di concezioni e di politiche materialistiche, nelle quali le persone finiscono per subire varie forme di violenza. A tutto ci\u00f2 si deve opporre la competenza primaria delle famiglie in questo campo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn111\" name=\"_ftnref111\">111<\/a>], rispetto allo Stato e alle sue politiche restrittive, nonch\u00e9 un&#8217;appropriata educazione dei genitori.<\/p>\n<p><i>L&#8217;apertura moralmente responsabile alla vita \u00e8 una ricchezza sociale ed economica<\/i>. Grandi Nazioni hanno potuto uscire dalla miseria anche grazie al grande numero e alle capacit\u00e0 dei loro abitanti. Al contrario, Nazioni un tempo floride conoscono ora una fase di incertezza e in qualche caso di declino proprio a causa della denatalit\u00e0, problema cruciale per le societ\u00e0 di avanzato benessere. La diminuzione delle nascite, talvolta al di sotto del cosiddetto \u00ab indice di sostituzione \u00bb, mette in crisi anche i sistemi di assistenza sociale, ne aumenta i costi, contrae l&#8217;accantonamento di risparmio e di conseguenza le risorse finanziarie necessarie agli investimenti, riduce la disponibilit\u00e0 di lavoratori qualificati, restringe il bacino dei \u00ab cervelli \u00bb a cui attingere per le necessit\u00e0 della Nazione. Inoltre, le famiglie di piccola, e talvolta piccolissima, dimensione corrono il rischio di impoverire le relazioni sociali, e di non garantire forme efficaci di solidariet\u00e0. Sono situazioni che presentano sintomi di scarsa fiducia nel futuro come pure di stanchezza morale. Diventa cos\u00ec una necessit\u00e0 sociale, e perfino economica, proporre ancora alle nuove generazioni la bellezza della famiglia e del matrimonio, la rispondenza di tali istituzioni alle esigenze pi\u00f9 profonde del cuore e della dignit\u00e0 della persona. In questa prospettiva, gli Stati sono chiamati a\u00a0<i>varare politiche che promuovano la centralit\u00e0 e l&#8217;integrit\u00e0 della famiglia<\/i>, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, prima e vitale cellula della societ\u00e0, [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn112\" name=\"_ftnref112\">112<\/a>] facendosi carico anche dei suoi problemi economici e fiscali, nel rispetto della sua natura relazionale.<\/p>\n<p><a name=\"45\"><\/a>45. Rispondere alle esigenze morali pi\u00f9 profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico.<i>\u00a0L&#8217;economia infatti ha bisogno dell&#8217;etica per il suo corretto funzionamento<\/i>; non di un&#8217;etica qualsiasi, bens\u00ec di un&#8217;etica amica della persona. Oggi si parla molto di etica in campo economico, finanziario, aziendale. Nascono Centri di studio e percorsi formativi di\u00a0<i>business ethics<\/i>; si diffonde nel mondo sviluppato il sistema delle certificazioni etiche, sulla scia del movimento di idee nato intorno alla responsabilit\u00e0 sociale dell&#8217;impresa. Le banche propongono conti e fondi di investimento cosiddetti \u00ab etici \u00bb. Si sviluppa una \u00ab finanza etica \u00bb, soprattutto mediante il microcredito e, pi\u00f9 in generale, la microfinanza. Questi processi suscitano apprezzamento e meritano un ampio sostegno. I loro effetti positivi si fanno sentire anche nelle aree meno sviluppate della terra. \u00c8 bene, tuttavia, elaborare anche un valido criterio di discernimento, in quanto si nota un certo abuso dell&#8217;aggettivo \u00ab etico \u00bb che, adoperato in modo generico, si presta a designare contenuti anche molto diversi, al punto da far passare sotto la sua copertura decisioni e scelte contrarie alla giustizia e al vero bene dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Molto, infatti, dipende dal sistema morale di riferimento. Su questo argomento la dottrina sociale della Chiesa ha un suo specifico apporto da dare, che si fonda sulla creazione dell&#8217;uomo \u201cad immagine di Dio\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__P1.HTM\"><i>Gn<\/i>\u00a01,27<\/a>), un dato da cui discende l&#8217;inviolabile dignit\u00e0 della persona umana, come anche il trascendente valore delle norme morali naturali. Un&#8217;etica economica che prescindesse da questi due pilastri rischierebbe inevitabilmente di perdere la propria connotazione e di prestarsi a strumentalizzazioni; pi\u00f9 precisamente essa rischierebbe di diventare funzionale ai sistemi economico-finanziari esistenti, anzich\u00e9 correttiva delle loro disfunzioni. Tra l&#8217;altro, finirebbe anche per giustificare il finanziamento di progetti che etici non sono. Bisogna, poi, non ricorrere alla parola \u00ab etica \u00bb in modo ideologicamente discriminatorio, lasciando intendere che non sarebbero etiche le iniziative che non si fregiassero formalmente di questa qualifica. Occorre adoperarsi \u2014 l&#8217;osservazione \u00e8 qui essenziale! \u2014 non solamente perch\u00e9 nascano settori o segmenti \u00ab etici \u00bb dell&#8217;economia o della finanza, ma perch\u00e9 l&#8217;intera economia e l&#8217;intera finanza siano etiche e lo siano non per un&#8217;etichettatura dall&#8217;esterno, ma per il rispetto di esigenze intrinseche alla loro stessa natura. Parla con chiarezza, a questo riguardo, la dottrina sociale della Chiesa, che ricorda come l&#8217;economia, con tutte le sue branche, sia un settore dell&#8217;attivit\u00e0 umana [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn113\" name=\"_ftnref113\">113<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"46\"><\/a>46. Considerando le tematiche relative<i>\u00a0al rapporto tra impresa ed etica<\/i>, nonch\u00e9 l&#8217;evoluzione che il sistema produttivo sta compiendo, sembra che la distinzione finora invalsa tra imprese finalizzate al profitto (<i>profit<\/i>) e organizzazioni non finalizzate al profitto (<i>non profit<\/i>) non sia pi\u00f9 in grado di dar conto completo della realt\u00e0, n\u00e9 di orientare efficacemente il futuro. In questi ultimi decenni \u00e8 andata emergendo un&#8217;ampia area intermedia tra le due tipologie di imprese. Essa \u00e8 costituita da imprese tradizionali, che per\u00f2 sottoscrivono dei patti di aiuto ai Paesi arretrati; da fondazioni che sono espressione di singole imprese; da gruppi di imprese aventi scopi di utilit\u00e0 sociale; dal variegato mondo dei soggetti della cosiddetta economia civile e di comunione. Non si tratta solo di un \u00ab terzo settore \u00bb, ma di una nuova ampia realt\u00e0 composita, che coinvolge il privato e il pubblico e che non esclude il profitto, ma lo considera strumento per realizzare finalit\u00e0 umane e sociali. Il fatto che queste imprese distribuiscano o meno gli utili oppure che assumano l&#8217;una o l&#8217;altra delle configurazioni previste dalle norme giuridiche diventa secondario rispetto alla loro disponibilit\u00e0 a concepire il profitto come uno strumento per raggiungere finalit\u00e0 di umanizzazione del mercato e della societ\u00e0. \u00c8 auspicabile che queste nuove forme di impresa trovino in tutti i Paesi anche adeguata configurazione giuridica e fiscale. Esse, senza nulla togliere all&#8217;importanza e all&#8217;utilit\u00e0 economica e sociale delle forme tradizionali di impresa, fanno evolvere il sistema verso una pi\u00f9 chiara e compiuta assunzione dei doveri da parte dei soggetti economici. Non solo.\u00a0<i>\u00c8 la stessa pluralit\u00e0 delle forme istituzionali di impresa a generare un mercato pi\u00f9 civile e al tempo stesso pi\u00f9 competitivo<\/i>.<\/p>\n<p><a name=\"47\"><\/a>47. Il potenziamento delle diverse tipologie di imprese e, in particolare, di quelle capaci di concepire il profitto come uno strumento per raggiungere finalit\u00e0 di umanizzazione del mercato e delle societ\u00e0, deve essere perseguito anche nei Paesi che soffrono di esclusione o di emarginazione dai circuiti dell&#8217;economia globale, dove \u00e8 molto importante procedere con progetti di sussidiariet\u00e0 opportunamente concepita e gestita che tendano a potenziare i diritti, prevedendo per\u00f2 sempre anche l&#8217;assunzione di corrispettive responsabilit\u00e0. Negli<i>\u00a0interventi per lo sviluppo\u00a0<\/i>va fatto salvo il principio della<i>\u00a0centralit\u00e0 della persona umana<\/i>, la quale \u00e8 il soggetto che deve assumersi primariamente il dovere dello sviluppo. L&#8217;interesse principale \u00e8 il miglioramento delle situazioni di vita delle persone concrete di una certa regione, affinch\u00e9 possano assolvere a quei doveri che attualmente l&#8217;indigenza non consente loro di onorare. La sollecitudine non pu\u00f2 mai essere un atteggiamento astratto. I programmi di sviluppo, per poter essere adattati alle singole situazioni, devono avere caratteristiche di flessibilit\u00e0; e le persone beneficiarie dovrebbero essere coinvolte direttamente nella loro progettazione e rese protagoniste della loro attuazione. \u00c8 anche necessario applicare i criteri della progressione e dell&#8217;accompagnamento \u2014 compreso il monitoraggio dei risultati \u2013, perch\u00e9 non ci sono ricette universalmente valide. Molto dipende dalla concreta gestione degli interventi. \u00ab Artefici del loro proprio sviluppo, i popoli ne sono i primi responsabili. Ma non potranno realizzarlo nell&#8217;isolamento \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn114\" name=\"_ftnref114\">114<\/a>]. Oggi, con il consolidamento del processo di progressiva integrazione del pianeta, questo ammonimento di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0\u00e8 ancor pi\u00f9 valido. Le dinamiche di inclusione non hanno nulla di meccanico. Le soluzioni vanno calibrate sulla vita dei popoli e delle persone concrete, sulla base di una valutazione prudenziale di ogni situazione. Accanto ai macroprogetti servono i microprogetti e, soprattutto, serve la mobilitazione fattiva di tutti i soggetti della societ\u00e0 civile, tanto delle persone giuridiche quanto delle persone fisiche.<\/p>\n<p>La<i>\u00a0cooperazione internazionale\u00a0<\/i>ha bisogno di persone che condividano il processo di sviluppo economico e umano, mediante la solidariet\u00e0 della presenza, dell&#8217;accompagnamento, della formazione e del rispetto. Da questo punto di vista, gli stessi Organismi internazionali dovrebbero interrogarsi sulla reale efficacia dei loro apparati burocratici e amministrativi, spesso troppo costosi. Capita talvolta che chi \u00e8 destinatario degli aiuti diventi funzionale a chi lo aiuta e che i poveri servano a mantenere in vita dispendiose organizzazioni burocratiche che riservano per la propria conservazione percentuali troppo elevate di quelle risorse che invece dovrebbero essere destinate allo sviluppo. In questa prospettiva, sarebbe auspicabile che tutti gli Organismi internazionali e le Organizzazioni non governative si impegnassero ad una piena trasparenza, informando i donatori e l&#8217;opinione pubblica circa la percentuale dei fondi ricevuti destinata ai programmi di cooperazione, circa il vero contenuto di tali programmi, e infine circa la composizione delle spese dell&#8217;istituzione stessa.<\/p>\n<p><a name=\"48\"><\/a>48. Il tema dello sviluppo \u00e8 oggi fortemente collegato anche ai doveri che nascono dal<i>\u00a0rapporto dell&#8217;uomo con l&#8217;ambiente naturale<\/i>. Questo \u00e8 stato donato da Dio a tutti, e il suo uso rappresenta per noi una responsabilit\u00e0 verso i poveri, le generazioni future e l&#8217;umanit\u00e0 intera. Se la natura, e per primo l&#8217;essere umano, vengono considerati come frutto del caso o del determinismo evolutivo, la consapevolezza della responsabilit\u00e0 si attenua nelle coscienze. Nella natura il credente riconosce il meraviglioso risultato dell&#8217;intervento creativo di Dio, che l&#8217;uomo pu\u00f2 responsabilmente utilizzare per soddisfare i suoi legittimi bisogni \u2014 materiali e immateriali \u2014 nel rispetto degli intrinseci equilibri del creato stesso. Se tale visione viene meno, l&#8217;uomo finisce o per considerare la natura un tab\u00f9 intoccabile o, al contrario, per abusarne. Ambedue questi atteggiamenti non sono conformi alla visione cristiana della natura, frutto della creazione di Dio.<\/p>\n<p><i>La natura \u00e8 espressione di un disegno di amore e di verit\u00e0<\/i>. Essa ci precede e ci \u00e8 donata da Dio come ambiente di vita. Ci parla del Creatore (cfr<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PWY.HTM\">Rm<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PWY.HTM\">\u00a01, 20<\/a>) e del suo amore per l&#8217;umanit\u00e0. \u00c8 destinata ad essere \u00ab ricapitolata \u00bb in Cristo alla fine dei tempi (cfr\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYD.HTM\"><i>Ef\u00a0<\/i>1, 9-10<\/a>;<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYN.HTM\">Col<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYN.HTM\">\u00a01, 19-20<\/a>). Anch&#8217;essa, quindi, \u00e8 una \u00ab vocazione \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn115\" name=\"_ftnref115\">115<\/a>]. La natura \u00e8 a nostra disposizione non come \u00ab un mucchio di rifiuti sparsi a caso \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn116\" name=\"_ftnref116\">116<\/a>], bens\u00ec come un dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci, affinch\u00e9 l&#8217;uomo ne tragga gli orientamenti doverosi per \u201ccustodirla e coltivarla\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__P2.HTM\"><i>Gn\u00a0<\/i>2,15<\/a>). Ma bisogna anche sottolineare che \u00e8 contrario al vero sviluppo considerare la natura pi\u00f9 importante della stessa persona umana. Questa posizione induce ad atteggiamenti neopagani o di nuovo panteismo: dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, non pu\u00f2 derivare la salvezza per l&#8217;uomo. Peraltro, bisogna anche rifiutare la posizione contraria, che mira alla sua completa tecnicizzazione, perch\u00e9 l&#8217;ambiente naturale non \u00e8 solo materia di cui disporre a nostro piacimento, ma opera mirabile del Creatore, recante in s\u00e9 una \u201cgrammatica\u201d che indica finalit\u00e0 e criteri per un utilizzo sapiente, non strumentale e arbitrario. Oggi molti danni allo sviluppo provengono proprio da queste concezioni distorte. Ridurre completamente la natura ad un insieme di semplici dati di fatto finisce per essere fonte di violenza nei confronti dell&#8217;ambiente e addirittura per motivare azioni irrispettose verso la stessa natura dell&#8217;uomo. Questa, in quanto costituita non solo di materia ma anche di spirito e, come tale, essendo ricca di significati e di fini trascendenti da raggiungere, ha un carattere normativo anche per la cultura. L&#8217;uomo interpreta e modella l&#8217;ambiente naturale mediante la cultura, la quale a sua volta viene orientata mediante la libert\u00e0 responsabile, attenta ai dettami della legge morale. I progetti per uno sviluppo umano integrale non possono pertanto ignorare le generazioni successive, ma devono essere\u00a0<i>improntati a solidariet\u00e0 e a giustizia intergenerazionali<\/i>, tenendo conto di molteplici ambiti: l&#8217;ecologico, il giuridico, l&#8217;economico, il politico, il culturale [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn117\" name=\"_ftnref117\">117<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"49\"><\/a>49. Le questioni legate alla cura e alla salvaguardia dell&#8217;ambiente devono oggi tenere in debita considerazione le\u00a0<i>problematiche energetiche<\/i>. L&#8217;accaparramento delle risorse energetiche non rinnovabili da parte di alcuni Stati, gruppi di potere e imprese costituisce, infatti, un grave impedimento per lo sviluppo dei Paesi poveri. Questi non hanno i mezzi economici n\u00e9 per accedere alle esistenti fonti energetiche non rinnovabili n\u00e9 per finanziare la ricerca di fonti nuove e alternative. L&#8217;incetta delle risorse naturali, che in molti casi si trovano proprio nei Paesi poveri, genera sfruttamento e frequenti conflitti tra le Nazioni e al loro interno. Tali conflitti si combattono spesso proprio sul suolo di quei Paesi, con pesanti bilanci in termini di morte, distruzione e ulteriore degrado. La comunit\u00e0 internazionale ha il compito imprescindibile di trovare le strade istituzionali per disciplinare lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili, con la partecipazione anche dei Paesi poveri, in modo da pianificare insieme il futuro.<\/p>\n<p>Anche su questo fronte vi \u00e8 l&#8217;<i>urgente necessit\u00e0 morale di una rinnovata solidariet\u00e0<\/i>, specialmente nei rapporti tra i Paesi in via di sviluppo e i Paesi altamente industrializzati [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn118\" name=\"_ftnref118\">118<\/a>]. Le societ\u00e0 tecnologicamente avanzate possono e devono diminuire il proprio fabbisogno energetico sia perch\u00e9 le attivit\u00e0 manifatturiere evolvono, sia perch\u00e9 tra i loro cittadini si diffonde una sensibilit\u00e0 ecologica maggiore. Si deve inoltre aggiungere che oggi \u00e8 realizzabile un miglioramento dell&#8217;efficienza energetica ed \u00e8 al tempo stesso possibile far avanzare la ricerca di energie alternative. \u00c8 per\u00f2 anche necessaria una ridistribuzione planetaria delle risorse energetiche, in modo che anche i Paesi che ne sono privi possano accedervi. Il loro destino non pu\u00f2 essere lasciato nelle mani del primo arrivato o alla logica del pi\u00f9 forte. Si tratta di problemi rilevanti che, per essere affrontati in modo adeguato, richiedono da parte di tutti la responsabile presa di coscienza delle conseguenze che si riverseranno sulle nuove generazioni, soprattutto sui moltissimi giovani presenti nei popoli poveri, i quali \u00ab reclamano la parte attiva che loro spetta nella costruzione d&#8217;un mondo migliore \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn119\" name=\"_ftnref119\">119<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"50\"><\/a>50. Questa responsabilit\u00e0 \u00e8 globale, perch\u00e9 non concerne solo l&#8217;energia, ma tutto il creato, che non dobbiamo lasciare alle nuove generazioni depauperato delle sue risorse. All&#8217;uomo \u00e8 lecito esercitare un<i>\u00a0governo responsabile sulla natura<\/i>\u00a0per custodirla, metterla a profitto e coltivarla anche in forme nuove e con tecnologie avanzate in modo che essa possa degnamente accogliere e nutrire la popolazione che la abita. C&#8217;\u00e8 spazio per tutti su questa nostra terra: su di essa l&#8217;intera famiglia umana deve trovare le risorse necessarie per vivere dignitosamente, con l&#8217;aiuto della natura stessa, dono di Dio ai suoi figli, e con l&#8217;impegno del proprio lavoro e della propria inventiva. Dobbiamo per\u00f2 avvertire come dovere gravissimo quello di consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato tale che anch&#8217;esse possano degnamente abitarla e ulteriormente coltivarla. Ci\u00f2 implica l&#8217;impegno di decidere insieme, \u00ab dopo aver ponderato responsabilmente la strada da percorrere, con l&#8217;obiettivo di rafforzare quell&#8217;<i>alleanza tra essere umano e ambiente\u00a0<\/i>che deve essere specchio dell&#8217;amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn120\" name=\"_ftnref120\">120<\/a>]. \u00c8 auspicabile che la comunit\u00e0 internazionale e i singoli governi sappiano contrastare in maniera efficace le modalit\u00e0 d&#8217;utilizzo dell&#8217;ambiente che risultino ad esso dannose. \u00c8 altres\u00ec doveroso che vengano intrapresi, da parte delle autorit\u00e0 competenti, tutti gli sforzi necessari affinch\u00e9 i costi economici e sociali derivanti dall&#8217;uso delle risorse ambientali comuni siano riconosciuti in maniera trasparente e siano pienamente supportati da coloro che ne usufruiscono e non da altre popolazioni o dalle generazioni future: la protezione dell&#8217;ambiente, delle risorse e del clima richiede che tutti i responsabili internazionali agiscano congiuntamente e dimostrino prontezza ad operare in buona fede, nel rispetto della legge e della solidariet\u00e0 nei confronti delle regioni pi\u00f9 deboli del pianeta [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn121\" name=\"_ftnref121\">121<\/a>]. Uno dei maggiori compiti dell&#8217;economia \u00e8 proprio il pi\u00f9 efficiente uso delle risorse, non l&#8217;abuso, tenendo sempre presente che la nozione di efficienza non \u00e8 assiologicamente neutrale.<\/p>\n<p><a name=\"51\"><\/a>51.\u00a0<i>Le modalit\u00e0 con cui l&#8217;uomo tratta l&#8217;ambiente influiscono sulle modalit\u00e0 con cui tratta se stesso e, viceversa<\/i>. Ci\u00f2 richiama la societ\u00e0 odierna a rivedere seriamente il suo stile di vita che, in molte parti del mondo, \u00e8 incline all&#8217;edonismo e al consumismo, restando indifferente ai danni che ne derivano [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn122\" name=\"_ftnref122\">122<\/a>]. \u00c8 necessario un effettivo cambiamento di mentalit\u00e0 che ci induca ad adottare<i>\u00a0nuovi stili di vita<\/i>, \u201cnei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti\u201d [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn123\" name=\"_ftnref123\">123<\/a>]. Ogni lesione della solidariet\u00e0 e dell&#8217;amicizia civica provoca danni ambientali, cos\u00ec come il degrado ambientale, a sua volta, provoca insoddisfazione nelle relazioni sociali. La natura, specialmente nella nostra epoca, \u00e8 talmente integrata nelle dinamiche sociali e culturali da non costituire quasi pi\u00f9 una variabile indipendente. La desertificazione e l&#8217;impoverimento produttivo di alcune aree agricole sono anche frutto dell&#8217;impoverimento delle popolazioni che le abitano e della loro arretratezza. Incentivando lo sviluppo economico e culturale di quelle popolazioni, si tutela anche la natura. Inoltre, quante risorse naturali sono devastate dalle guerre! La pace dei popoli e tra i popoli permetterebbe anche una maggiore salvaguardia della natura. L&#8217;accaparramento delle risorse, specialmente dell&#8217;acqua, pu\u00f2 provocare gravi conflitti tra le popolazioni coinvolte. Un pacifico accordo sull&#8217;uso delle risorse pu\u00f2 salvaguardare la natura e, contemporaneamente, il benessere delle societ\u00e0 interessate.<\/p>\n<p><i>La Chiesa ha una responsabilit\u00e0 per il creato\u00a0<\/i>e deve far valere questa responsabilit\u00e0 anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l&#8217;acqua e l&#8217;aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l&#8217;uomo contro la distruzione di se stesso. \u00c8 necessario che ci sia qualcosa come un&#8217;ecologia dell&#8217;uomo, intesa in senso giusto. Il degrado della natura \u00e8 infatti strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana:<i>\u00a0quando l&#8217;\u00ab ecologia umana \u00bb<\/i>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn124\" name=\"_ftnref124\">124<\/a>]\u00a0<i>\u00e8 rispettata dentro la societ\u00e0, anche l&#8217;ecologia ambientale ne trae beneficio<\/i>. Come le virt\u00f9 umane sono tra loro comunicanti, tanto che l&#8217;indebolimento di una espone a rischio anche le altre, cos\u00ec il sistema ecologico si regge sul rispetto di un progetto che riguarda sia la sana convivenza in societ\u00e0 sia il buon rapporto con la natura.<\/p>\n<p>Per salvaguardare la natura non \u00e8 sufficiente intervenire con incentivi o disincentivi economici e nemmeno basta un&#8217;istruzione adeguata. Sono, questi, strumenti importanti, ma<i>\u00a0il problema decisivo \u00e8 la complessiva tenuta morale della societ\u00e0<\/i>. Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell&#8217;uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale. \u00c8 una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell&#8217;ambiente naturale, quando l&#8217;educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Il libro della natura \u00e8 uno e indivisibile, sul versante dell&#8217;ambiente come sul versante della vita, della sessualit\u00e0, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali, in una parola dello sviluppo umano integrale. I doveri che abbiamo verso l&#8217;ambiente si collegano con i doveri che abbiamo verso la persona considerata in se stessa e in relazione con gli altri. Non si possono esigere gli uni e conculcare gli altri. Questa \u00e8 una grave antinomia della mentalit\u00e0 e della prassi odierna, che avvilisce la persona, sconvolge l&#8217;ambiente e danneggia la societ\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"52\"><\/a>52. La verit\u00e0 e l&#8217;amore che essa dischiude non si possono produrre, si possono solo accogliere. La loro fonte ultima non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 essere, l&#8217;uomo, ma Dio, ossia Colui che \u00e8 Verit\u00e0 e Amore. Questo principio \u00e8 assai importante per la societ\u00e0 e per lo sviluppo, in quanto n\u00e9 l&#8217;una n\u00e9 l&#8217;altro possono essere solo prodotti umani; la stessa vocazione allo sviluppo delle persone e dei popoli non si fonda su una semplice deliberazione umana, ma \u00e8 inscritta in un piano che ci precede e che costituisce per tutti noi un dovere che deve essere liberamente accolto. Ci\u00f2 che ci precede e che ci costituisce \u2014 l&#8217;Amore e la Verit\u00e0 sussistenti \u2014 ci indica che cosa sia il bene e in che cosa consista la nostra felicit\u00e0.<i>\u00a0Ci indica quindi la strada verso il vero sviluppo<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"CAPITOLO%20QUINTO\"><\/a>CAPITOLO QUINTO<\/p>\n<p align=\"center\"><b>LA COLLABORAZIONE<br \/>\nDELLA FAMIGLIA UMANA<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"53\"><\/a>53. Una delle pi\u00f9 profonde povert\u00e0 che l&#8217;uomo pu\u00f2 sperimentare \u00e8 la solitudine. A ben vedere anche le altre povert\u00e0, comprese quelle materiali, nascono dall&#8217;isolamento, dal non essere amati o dalla difficolt\u00e0 di amare. Le povert\u00e0 spesso sono generate dal rifiuto dell&#8217;amore di Dio, da un&#8217;originaria tragica chiusura in se medesimo dell&#8217;uomo, che pensa di bastare a se stesso, oppure di essere solo un fatto insignificante e passeggero, uno \u00ab straniero \u00bb in un universo costituitosi per caso. L&#8217;uomo \u00e8 alienato quando \u00e8 solo o si stacca dalla realt\u00e0, quando rinuncia a pensare e a credere in un Fondamento [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn125\" name=\"_ftnref125\">125<\/a>]. L&#8217;umanit\u00e0 intera \u00e8 alienata quando si affida a progetti solo umani, a ideologie e a utopie false [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn126\" name=\"_ftnref126\">126<\/a>]. Oggi l&#8217;umanit\u00e0 appare molto pi\u00f9 interattiva di ieri: questa maggiore vicinanza si deve trasformare in vera comunione.<i>\u00a0Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia<\/i>, che collabora in vera comunione ed \u00e8 costituita da soggetti che non vivono semplicemente l&#8217;uno accanto all&#8217;altro [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn127\" name=\"_ftnref127\">127<\/a>].<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0notava che \u00ab il mondo soffre per mancanza di pensiero \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn128\" name=\"_ftnref128\">128<\/a>]. L&#8217;affermazione contiene una constatazione, ma soprattutto un auspicio: serve un nuovo slancio del pensiero per comprendere meglio le implicazioni del nostro essere una famiglia; l&#8217;interazione tra i popoli del pianeta ci sollecita a questo slancio, affinch\u00e9 l&#8217;integrazione avvenga nel segno della solidariet\u00e0 [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn129\" name=\"_ftnref129\">129<\/a>] piuttosto che della marginalizzazione. Un simile pensiero obbliga ad un<i>\u00a0approfondimento critico e valoriale della categoria della relazione<\/i>. Si tratta di un impegno che non pu\u00f2 essere svolto dalle sole scienze sociali, in quanto richiede l&#8217;apporto di saperi come la metafisica e la teologia, per cogliere in maniera illuminata la dignit\u00e0 trascendente dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>La creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali. Pi\u00f9 le vive in modo autentico, pi\u00f9 matura anche la propria identit\u00e0 personale. Non \u00e8 isolandosi che l&#8217;uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio. L&#8217;importanza di tali relazioni diventa quindi fondamentale. Ci\u00f2 vale anche per i popoli. \u00c8, quindi, molto utile al loro sviluppo una visione metafisica della relazione tra le persone. A questo riguardo, la ragione trova ispirazione e orientamento nella rivelazione cristiana, secondo la quale la comunit\u00e0 degli uomini non assorbe in s\u00e9 la persona annientandone l&#8217;autonomia, come accade nelle varie forme di totalitarismo, ma la valorizza ulteriormente, perch\u00e9 il rapporto tra persona e comunit\u00e0 \u00e8 di un tutto verso un altro tutto [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn130\" name=\"_ftnref130\">130<\/a>]. Come la comunit\u00e0 familiare non annulla in s\u00e9 le persone che la compongono e come la Chiesa stessa valorizza pienamente la \u201cnuova creatura\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYC.HTM\"><i>Gal<\/i>\u00a06,15<\/a>;<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXY.HTM\">2 Cor\u00a0<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXY.HTM\">5,17<\/a>) che con il battesimo si inserisce nel suo Corpo vivo, cos\u00ec anche l&#8217;unit\u00e0 della famiglia umana non annulla in s\u00e9 le persone, i popoli e le culture, ma li rende pi\u00f9 trasparenti l&#8217;uno verso l&#8217;altro, maggiormente uniti nelle loro legittime diversit\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"54\"><\/a>54. Il tema dello sviluppo coincide con quello dell&#8217;inclusione relazionale di tutte le persone e di tutti i popoli nell&#8217;unica comunit\u00e0 della famiglia umana, che si costruisce nella solidariet\u00e0 sulla base dei fondamentali valori della giustizia e della pace. Questa prospettiva trova un&#8217;illuminazione decisiva nel rapporto tra le Persone della Trinit\u00e0 nell&#8217;unica Sostanza divina. La Trinit\u00e0 \u00e8 assoluta unit\u00e0, in quanto le tre divine Persone sono relazionalit\u00e0 pura. La trasparenza reciproca tra le Persone divine \u00e8 piena e il legame dell&#8217;una con l&#8217;altra totale, perch\u00e9 costituiscono un&#8217;assoluta unit\u00e0 e unicit\u00e0. Dio vuole associare anche noi a questa realt\u00e0 di comunione: \u00ab perch\u00e9 siano come noi una cosa sola \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PW1.HTM\"><i>Gv\u00a0<\/i>17,22<\/a>). Di questa unit\u00e0 la Chiesa \u00e8 segno e strumento [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn131\" name=\"_ftnref131\">131<\/a>]. Anche le relazioni tra gli uomini lungo la storia non hanno che da trarre vantaggio dal riferimento a questo divino Modello. In particolare,<i>\u00a0alla luce del mistero rivelato della Trinit\u00e0\u00a0<\/i>si comprende che la vera apertura non significa dispersione centrifuga, ma compenetrazione profonda. Questo risulta anche dalle comuni esperienze umane dell&#8217;amore e della verit\u00e0. Come l&#8217;amore sacramentale tra i coniugi li unisce spiritualmente in \u00ab una carne sola \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__P2.HTM\"><i>Gn<\/i>\u00a02,24<\/a>;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PU7.HTM\"><i>Mt<\/i>\u00a019,5<\/a>;<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYH.HTM\">Ef\u00a0<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYH.HTM\">5,31<\/a>) e da due che erano fa di loro un&#8217;unit\u00e0 relazionale e reale, analogamente la verit\u00e0 unisce gli spiriti tra loro e li fa pensare all&#8217;unisono, attirandoli e unendoli in s\u00e9.<\/p>\n<p><a name=\"55\"><\/a>55. La rivelazione cristiana sull&#8217;unit\u00e0 del genere umano presuppone<i>\u00a0un&#8217;interpretazione metafisica dell&#8217;humanum in cui la relazionalit\u00e0 \u00e8 elemento essenziale<\/i>. Anche altre culture e altre religioni insegnano la fratellanza e la pace e, quindi, sono di grande importanza per lo sviluppo umano integrale. Non mancano, per\u00f2, atteggiamenti religiosi e culturali in cui non si assume pienamente il principio dell&#8217;amore e della verit\u00e0 e si finisce cos\u00ec per frenare il vero sviluppo umano o addirittura per impedirlo. Il mondo di oggi \u00e8 attraversato da alcune culture a sfondo religioso, che non impegnano l&#8217;uomo alla comunione, ma lo isolano nella ricerca del benessere individuale, limitandosi a gratificarne le attese psicologiche. Anche una certa proliferazione di percorsi religiosi di piccoli gruppi o addirittura di singole persone, e il sincretismo religioso possono essere fattori di dispersione e di disimpegno. Un possibile effetto negativo del processo di globalizzazione \u00e8 la tendenza a favorire tale sincretismo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn132\" name=\"_ftnref132\">132<\/a>], alimentando forme di \u201creligione\u201d che estraniano le persone le une dalle altre anzich\u00e9 farle incontrare e le allontanano dalla realt\u00e0. Contemporaneamente, permangono talora retaggi culturali e religiosi che ingessano la societ\u00e0 in caste sociali statiche, in credenze magiche irrispettose della dignit\u00e0 della persona, in atteggiamenti di soggezione a forze occulte. In questi contesti, l&#8217;amore e la verit\u00e0 trovano difficolt\u00e0 ad affermarsi, con danno per l&#8217;autentico sviluppo.<\/p>\n<p>Per questo motivo, se \u00e8 vero, da un lato, che lo sviluppo ha bisogno delle religioni e delle culture dei diversi popoli, resta pure vero, dall&#8217;altro, che \u00e8 necessario un adeguato discernimento. La libert\u00e0 religiosa non significa indifferentismo religioso e non comporta che tutte le religioni siano uguali [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn133\" name=\"_ftnref133\">133<\/a>]. Il discernimento circa il contributo delle culture e delle religioni si rende necessario per la costruzione della comunit\u00e0 sociale nel rispetto del bene comune soprattutto per chi esercita il potere politico. Tale discernimento dovr\u00e0 basarsi sul criterio della carit\u00e0 e della verit\u00e0. Siccome \u00e8 in gioco lo sviluppo delle persone e dei popoli, esso terr\u00e0 conto della possibilit\u00e0 di emancipazione e di inclusione nell&#8217;ottica di una comunit\u00e0 umana veramente universale. \u00ab Tutto l&#8217;uomo e tutti gli uomini \u00bb \u00e8 criterio per valutare anche le culture e le religioni. Il Cristianesimo, religione del \u00ab Dio dal volto umano \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn134\" name=\"_ftnref134\">134<\/a>], porta in se stesso un simile criterio.<\/p>\n<p><a name=\"56\"><\/a>56. La religione cristiana e le altre religioni possono dare il loro apporto allo sviluppo<i>\u00a0solo se Dio trova un posto anche nella sfera pubblica<\/i>, con specifico riferimento alle dimensioni culturale, sociale, economica e, in particolare, politica. La dottrina sociale della Chiesa \u00e8 nata per rivendicare questo \u00ab statuto di cittadinanza \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn135\" name=\"_ftnref135\">135<\/a>] della religione cristiana. La negazione del diritto a professare pubblicamente la propria religione e ad operare perch\u00e9 le verit\u00e0 della fede informino di s\u00e9 anche la vita pubblica comporta conseguenze negative sul vero sviluppo. L&#8217;esclusione della religione dall&#8217;ambito pubblico come, per altro verso, il fondamentalismo religioso, impediscono l&#8217;incontro tra le persone e la loro collaborazione per il progresso dell&#8217;umanit\u00e0. La vita pubblica si impoverisce di motivazioni e la politica assume un volto opprimente e aggressivo. I diritti umani rischiano di non essere rispettati o perch\u00e9 vengono privati del loro fondamento trascendente o perch\u00e9 non viene riconosciuta la libert\u00e0 personale. Nel laicismo e nel fondamentalismo si perde la possibilit\u00e0 di un dialogo fecondo e di una proficua collaborazione tra la ragione e la fede religiosa.<i>\u00a0La ragione ha sempre bisogno di essere purificata dalla fede<\/i>, e questo vale anche per la ragione politica, che non deve credersi onnipotente. A sua volta,\u00a0<i>la religione ha sempre bisogno di venire purificata dalla ragione\u00a0<\/i>per mostrare il suo autentico volto umano. La rottura di questo dialogo comporta un costo molto gravoso per lo sviluppo dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"57\"><\/a>57. Il dialogo fecondo tra fede e ragione non pu\u00f2 che rendere pi\u00f9 efficace l&#8217;opera della carit\u00e0 nel sociale e costituisce la cornice pi\u00f9 appropriata per incentivare la<i>\u00a0collaborazione fraterna tra credenti e non credenti<\/i>\u00a0nella condivisa prospettiva di lavorare per la giustizia e la pace dell&#8217;umanit\u00e0. Nella Costituzione pastorale<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a>\u00a0<\/i>i Padri conciliari affermavano: \u00ab Credenti e non credenti sono generalmente d&#8217;accordo nel ritenere che tutto quanto esiste sulla terra deve essere riferito all&#8217;uomo, come a suo centro e a suo vertice \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn136\" name=\"_ftnref136\">136<\/a>]. Per i credenti, il mondo non \u00e8 frutto del caso n\u00e9 della necessit\u00e0, ma di un progetto di Dio. Nasce di qui il dovere che i credenti hanno di unire i loro sforzi con tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0 di altre religioni o non credenti, affinch\u00e9 questo nostro mondo corrisponda effettivamente al progetto divino: vivere come una famiglia, sotto lo sguardo del Creatore. Manifestazione particolare della carit\u00e0 e criterio guida per la collaborazione fraterna di credenti e non credenti \u00e8 senz&#8217;altro il<i>\u00a0principio di sussidiariet\u00e0<\/i>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn137\" name=\"_ftnref137\">137<\/a>], espressione dell&#8217;inalienabile libert\u00e0 umana. La sussidiariet\u00e0 \u00e8 prima di tutto un aiuto alla persona, attraverso l&#8217;autonomia dei corpi intermedi. Tale aiuto viene offerto quando la persona e i soggetti sociali non riescono a fare da s\u00e9 e implica sempre finalit\u00e0 emancipatrici, perch\u00e9 favorisce la libert\u00e0 e la partecipazione in quanto assunzione di responsabilit\u00e0. La sussidiariet\u00e0 rispetta la dignit\u00e0 della persona, nella quale vede un soggetto sempre capace di dare qualcosa agli altri. Riconoscendo nella reciprocit\u00e0 l&#8217;intima costituzione dell&#8217;essere umano, la sussidiariet\u00e0 \u00e8 l&#8217;antidoto pi\u00f9 efficace contro ogni forma di assistenzialismo paternalista. Essa pu\u00f2 dar conto sia della molteplice articolazione dei piani e quindi della pluralit\u00e0 dei soggetti, sia di un loro coordinamento. Si tratta quindi di un principio particolarmente adatto a governare la globalizzazione e a orientarla verso un vero sviluppo umano. Per non dar vita a un pericoloso potere universale di tipo monocratico,\u00a0<i>il governo della globalizzazione deve essere di tipo sussidiario<\/i>, articolato su pi\u00f9 livelli e su piani diversi, che collaborino reciprocamente. La globalizzazione ha certo bisogno di autorit\u00e0, in quanto pone il problema di un bene comune globale da perseguire; tale autorit\u00e0, per\u00f2, dovr\u00e0 essere organizzata in modo sussidiario e poliarchico [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn138\" name=\"_ftnref138\">138<\/a>], sia per non ledere la libert\u00e0 sia per risultare concretamente efficace.<\/p>\n<p><a name=\"58\"><\/a>58.<i>\u00a0Il principio di sussidiariet\u00e0 va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidariet\u00e0 e viceversa<\/i>, perch\u00e9 se la sussidiariet\u00e0 senza la solidariet\u00e0 scade nel particolarismo sociale, \u00e8 altrettanto vero che la solidariet\u00e0 senza la sussidiariet\u00e0 scade nell&#8217;assistenzialismo che umilia il portatore di bisogno. Questa regola di carattere generale va tenuta in grande considerazione anche quando si affrontano le tematiche relative agli<i>\u00a0aiuti internazionali allo sviluppo<\/i>. Essi, al di l\u00e0 delle intenzioni dei donatori, possono a volte mantenere un popolo in uno stato di dipendenza e perfino favorire situazioni di dominio locale e di sfruttamento all&#8217;interno del Paese aiutato. Gli aiuti economici, per essere veramente tali, non devono perseguire secondi fini. Devono essere erogati coinvolgendo non solo i governi dei Paesi interessati, ma anche gli attori economici locali e i soggetti della societ\u00e0 civile portatori di cultura, comprese le Chiese locali. I programmi di aiuto devono assumere in misura sempre maggiore le caratteristiche di programmi integrati e partecipati dal basso. Resta vero infatti che la maggior risorsa da valorizzare nei Paesi da assistere nello sviluppo \u00e8 la risorsa umana: questa \u00e8 l&#8217;autentico capitale da far crescere per assicurare ai Paesi pi\u00f9 poveri un vero avvenire autonomo. Va anche ricordato che, in campo economico, il principale aiuto di cui hanno bisogno i Paesi in via di sviluppo \u00e8 quello di consentire e favorire il progressivo inserimento dei loro prodotti nei mercati internazionali, rendendo cos\u00ec possibile la loro piena partecipazione alla vita economica internazionale. Troppo spesso, nel passato, gli aiuti sono valsi a creare soltanto mercati marginali per i prodotti di questi Paesi. Questo \u00e8 dovuto spesso a una mancanza di vera domanda di questi prodotti: \u00e8 pertanto necessario aiutare tali Paesi a migliorare i loro prodotti e ad adattarli meglio alla domanda. Inoltre, alcuni hanno spesso temuto la concorrenza delle importazioni di prodotti, normalmente agricoli, provenienti dai Paesi economicamente poveri. Va tuttavia ricordato che per questi Paesi la possibilit\u00e0 di commercializzare tali prodotti significa molto spesso garantire la loro sopravvivenza nel breve e nel lungo periodo. Un commercio internazionale giusto e bilanciato in campo agricolo pu\u00f2 portare benefici a tutti, sia dal lato dell&#8217;offerta che da quello della domanda. Per questo motivo, non solo \u00e8 necessario orientare commercialmente queste produzioni, ma stabilire regole commerciali internazionali che le sostengano, e rafforzare il finanziamento allo sviluppo per rendere pi\u00f9 produttive queste economie.<\/p>\n<p><a name=\"59\"><\/a>59.\u00a0<i>La cooperazione allo sviluppo\u00a0<\/i>non deve riguardare la sola dimensione economica; essa deve diventare una grande<i>\u00a0occasione di incontro culturale e umano<\/i>. Se i soggetti della cooperazione dei Paesi economicamente sviluppati non tengono conto, come talvolta avviene, della propria ed altrui identit\u00e0 culturale fatta di valori umani, non possono instaurare alcun dialogo profondo con i cittadini dei Paesi poveri. Se questi ultimi, a loro volta, si aprono indifferentemente e senza discernimento a ogni proposta culturale, non sono in condizione di assumere la responsabilit\u00e0 del loro autentico sviluppo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn139\" name=\"_ftnref139\">139<\/a>]. Le societ\u00e0 tecnologicamente avanzate non devono confondere il proprio sviluppo tecnologico con una presunta superiorit\u00e0 culturale, ma devono riscoprire in se stesse virt\u00f9 talvolta dimenticate, che le hanno fatte fiorire lungo la storia. Le societ\u00e0 in crescita devono rimanere fedeli a quanto di veramente umano c&#8217;\u00e8 nelle loro tradizioni, evitando di sovrapporvi automaticamente i meccanismi della civilt\u00e0 tecnologica globalizzata. In tutte le culture ci sono singolari e molteplici convergenze etiche, espressione della medesima natura umana, voluta dal Creatore, e che la sapienza etica dell&#8217;umanit\u00e0 chiama legge naturale [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn140\" name=\"_ftnref140\">140<\/a>]. Una tale legge morale universale \u00e8 saldo fondamento di ogni dialogo culturale, religioso e politico e consente al multiforme pluralismo delle varie culture di non staccarsi dalla comune ricerca del vero, del bene e di Dio. L&#8217;adesione a quella legge scritta nei cuori, pertanto, \u00e8 il presupposto di ogni costruttiva collaborazione sociale. In tutte le culture vi sono pesantezze da cui liberarsi, ombre a cui sottrarsi. La fede cristiana, che si incarna nelle culture trascendendole, pu\u00f2 aiutarle a crescere nella convivialit\u00e0 e nella solidariet\u00e0 universali a vantaggio dello sviluppo comunitario e planetario.<\/p>\n<p><a name=\"60\"><\/a>60. Nella ricerca di soluzioni della attuale crisi economica,<i>\u00a0l&#8217;aiuto allo sviluppo dei Paesi poveri deve esser considerato come vero strumento di creazione di ricchezza per tutti<\/i>. Quale progetto di aiuto pu\u00f2 prospettare una crescita di valore cos\u00ec significativa \u2014 anche dell&#8217;economia mondiale \u2014 come il sostegno a popolazioni che si trovano ancora in una fase iniziale o poco avanzata del loro processo di sviluppo economico? In questa prospettiva, gli Stati economicamente pi\u00f9 sviluppati faranno il possibile per destinare maggiori quote del loro prodotto interno lordo per gli aiuti allo sviluppo, rispettando gli impegni che su questo punto sono stati presi a livello di comunit\u00e0 internazionale. Lo potranno fare anche rivedendo le politiche di assistenza e di solidariet\u00e0 sociale al loro interno, applicandovi il principio di sussidiariet\u00e0 e creando sistemi di previdenza sociale maggiormente integrati, con la partecipazione attiva dei soggetti privati e della societ\u00e0 civile. In questo modo \u00e8 possibile perfino migliorare i servizi sociali e di assistenza e, nello stesso tempo, risparmiare risorse, anche eliminando sprechi e rendite abusive, da destinare alla solidariet\u00e0 internazionale. Un sistema di solidariet\u00e0 sociale maggiormente partecipato e organico, meno burocratizzato ma non meno coordinato, permetterebbe di valorizzare tante energie, oggi sopite, a vantaggio anche della solidariet\u00e0 tra i popoli.<\/p>\n<p>Una possibilit\u00e0 di aiuto per lo sviluppo potrebbe derivare dall&#8217;applicazione efficace della cosiddetta sussidiariet\u00e0 fiscale, che permetterebbe ai cittadini di decidere sulla destinazione di quote delle loro imposte versate allo Stato. Evitando degenerazioni particolaristiche, ci\u00f2 pu\u00f2 essere di aiuto per incentivare forme di solidariet\u00e0 sociale dal basso, con ovvi benefici anche sul versante della solidariet\u00e0 per lo sviluppo.<\/p>\n<p><a name=\"61\"><\/a>61. Una solidariet\u00e0 pi\u00f9 ampia a livello internazionale si esprime innanzitutto nel continuare a promuovere, anche in condizioni di crisi economica,<i>\u00a0un maggiore accesso all&#8217;educazione,<\/i>\u00a0la quale, d&#8217;altro canto, \u00e8 condizione essenziale per l&#8217;efficacia della stessa cooperazione internazionale. Con il termine \u201ceducazione\u201d non ci si riferisce solo all&#8217;istruzione o alla formazione al lavoro, entrambe cause importanti di sviluppo, ma alla formazione completa della persona. A questo proposito va sottolineato un aspetto problematico: per educare bisogna sapere chi \u00e8 la persona umana, conoscerne la natura. L&#8217;affermarsi di una visione relativistica di tale natura pone seri problemi all&#8217;educazione, soprattutto all&#8217;educazione morale, pregiudicandone l&#8217;estensione a livello universale. Cedendo ad un simile relativismo, si diventa tutti pi\u00f9 poveri, con conseguenze negative anche sull&#8217;efficacia dell&#8217;aiuto alle popolazioni pi\u00f9 bisognose, le quali non hanno solo necessit\u00e0 di mezzi economici o tecnici, ma anche di vie e di mezzi pedagogici che assecondino le persone nella loro piena realizzazione umana.<\/p>\n<p>Un esempio della rilevanza di questo problema ci \u00e8 offerto dal fenomeno del<i>\u00a0turismo internazionale\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn141\" name=\"_ftnref141\">141<\/a>], che pu\u00f2 costituire un notevole fattore di sviluppo economico e di crescita culturale, ma che pu\u00f2 trasformarsi anche in occasione di sfruttamento e di degrado morale. La situazione attuale offre singolari opportunit\u00e0 perch\u00e9 gli aspetti economici dello sviluppo, ossia i flussi di denaro e la nascita in sede locale di esperienze imprenditoriali significative, arrivino a combinarsi con quelli culturali, primo fra tutti l&#8217;aspetto educativo. In molti casi questo avviene, ma in tanti altri il turismo internazionale \u00e8 evento diseducativo sia per il turista sia per le popolazioni locali. Queste ultime spesso sono poste di fronte a comportamenti immorali, o addirittura perversi, come nel caso del turismo cosiddetto sessuale, al quale sono sacrificati tanti esseri umani, perfino in giovane et\u00e0. \u00c8 doloroso constatare che ci\u00f2 si svolge spesso con l&#8217;avallo dei governi locali, con il silenzio di quelli da cui provengono i turisti e con la complicit\u00e0 di tanti operatori del settore. Anche quando non si giunge a tanto, il turismo internazionale, non poche volte, \u00e8 vissuto in modo consumistico ed edonistico, come evasione e con modalit\u00e0 organizzative tipiche dei Paesi di provenienza, cos\u00ec da non favorire un vero incontro tra persone e culture. Bisogna, allora, pensare a un turismo diverso, capace di promuovere una vera conoscenza reciproca, senza togliere spazio al riposo e al sano divertimento: un turismo di questo genere va incrementato, grazie anche ad un pi\u00f9 stretto collegamento con le esperienze di cooperazione internazionale e di imprenditoria per lo sviluppo.<\/p>\n<p><a name=\"62\"><\/a>62. Un altro aspetto meritevole di attenzione, trattando dello sviluppo umano integrale, \u00e8 il fenomeno<i>\u00a0delle migrazioni<\/i>. \u00c8 fenomeno che impressiona per la quantit\u00e0 di persone coinvolte, per le problematiche sociali, economiche, politiche, culturali e religiose che solleva, per le sfide drammatiche che pone alle comunit\u00e0 nazionali e a quella internazionale. Possiamo dire che siamo di fronte a un fenomeno sociale di natura epocale, che richiede una forte e lungimirante politica di cooperazione internazionale per essere adeguatamente affrontato. Tale politica va sviluppata a partire da una stretta collaborazione tra i Paesi da cui partono i migranti e i Paesi in cui arrivano; va accompagnata da adeguate normative internazionali in grado di armonizzare i diversi assetti legislativi, nella prospettiva di salvaguardare le esigenze e i diritti delle persone e delle famiglie emigrate e, al tempo stesso, quelli delle societ\u00e0 di approdo degli stessi emigrati. Nessun Paese da solo pu\u00f2 ritenersi in grado di far fronte ai problemi migratori del nostro tempo. Tutti siamo testimoni del carico di sofferenza, di disagio e di aspirazioni che accompagna i flussi migratori. Il fenomeno, com&#8217;\u00e8 noto, \u00e8 di gestione complessa; resta tuttavia accertato che i lavoratori stranieri, nonostante le difficolt\u00e0 connesse con la loro integrazione, recano un contributo significativo allo sviluppo economico del Paese ospite con il loro lavoro, oltre che a quello del Paese d&#8217;origine grazie alle rimesse finanziarie. Ovviamente, tali lavoratori non possono essere considerati come una merce o una mera forza lavoro. Non devono, quindi, essere trattati come qualsiasi altro fattore di produzione. Ogni migrante \u00e8 una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn142\" name=\"_ftnref142\">142<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"63\"><\/a>63. Nella considerazione dei problemi dello sviluppo, non si pu\u00f2 non mettere in evidenza il nesso diretto tra<i>\u00a0povert\u00e0 e disoccupazione<\/i>. I poveri in molti casi sono il risultato della<i>\u00a0violazione della dignit\u00e0 del lavoro umano<\/i>, sia perch\u00e9 ne vengono limitate le possibilit\u00e0 (disoccupazione, sotto-occupazione), sia perch\u00e9 vengono svalutati \u00ab i diritti che da esso scaturiscono, specialmente il diritto al giusto salario, alla sicurezza della persona del lavoratore e della sua famiglia \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn143\" name=\"_ftnref143\">143<\/a>]. Perci\u00f2, gi\u00e0 il 1\u00b0 maggio 2000, il mio Predecessore\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Giovanni Paolo II<\/a>, di venerata memoria, in occasione del Giubileo dei Lavoratori, lanci\u00f2 un appello per \u00ab una coalizione mondiale in favore del lavoro decente \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn144\" name=\"_ftnref144\">144<\/a>], incoraggiando la strategia dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro. In tal modo, conferiva un forte riscontro morale a questo obiettivo, quale aspirazione delle famiglie in tutti i Paesi del mondo. Che cosa significa la parola \u00ab decente \u00bb applicata al lavoro? Significa un lavoro che, in ogni societ\u00e0, sia l&#8217;espressione della dignit\u00e0 essenziale di ogni uomo e di ogni donna: un lavoro scelto liberamente, che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunit\u00e0; un lavoro che, in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione; un lavoro che consenta di soddisfare le necessit\u00e0 delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi stessi a lavorare; un lavoro che permetta ai lavoratori di organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce; un lavoro che lasci uno spazio sufficiente per ritrovare le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale; un lavoro che assicuri ai lavoratori giunti alla pensione una condizione dignitosa.<\/p>\n<p><a name=\"64\"><\/a>64. Riflettendo sul tema del lavoro, \u00e8 opportuno anche un richiamo all&#8217;urgente esigenza che le<i>\u00a0organizzazioni sindacali dei lavoratori<\/i>, da sempre incoraggiate e sostenute dalla Chiesa, si aprano alle nuove prospettive che emergono nell&#8217;ambito lavorativo. Superando le limitazioni proprie dei sindacati di categoria, le organizzazioni sindacali sono chiamate a farsi carico dei nuovi problemi delle nostre societ\u00e0: mi riferisco, ad esempio, a quell&#8217;insieme di questioni che gli studiosi di scienze sociali identificano nel conflitto tra persona-lavoratrice e persona-consumatrice. Senza dover necessariamente sposare la tesi di un avvenuto passaggio dalla centralit\u00e0 del lavoratore alla centralit\u00e0 del consumatore, sembra comunque che anche questo sia un terreno per innovative esperienze sindacali. Il contesto globale in cui si svolge il lavoro richiede anche che le organizzazioni sindacali nazionali, prevalentemente chiuse nella difesa degli interessi dei propri iscritti, volgano lo sguardo anche verso i non iscritti e, in particolare, verso i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo, dove i diritti sociali vengono spesso violati. La difesa di questi lavoratori, promossa anche attraverso opportune iniziative verso i Paesi di origine, permetter\u00e0 alle organizzazioni sindacali di porre in evidenza le autentiche ragioni etiche e culturali che hanno loro consentito, in contesti sociali e lavorativi diversi, di essere un fattore decisivo per lo sviluppo. Resta sempre valido il tradizionale insegnamento della Chiesa, che propone la distinzione di ruoli e funzioni tra sindacato e politica<i>.\u00a0<\/i>Questa distinzione consentir\u00e0 alle organizzazioni sindacali di individuare nella societ\u00e0 civile l&#8217;ambito pi\u00f9 consono alla loro necessaria azione di difesa e promozione del mondo del lavoro, soprattutto a favore dei lavoratori sfruttati e non rappresentati, la cui amara condizione risulta spesso ignorata dall&#8217;occhio distratto della societ\u00e0.<\/p>\n<p><a name=\"65\"><\/a>65. Bisogna, poi, che la<i>\u00a0finanza\u00a0<\/i>in quanto tale, nelle necessariamente rinnovate strutture e modalit\u00e0 di funzionamento dopo il suo cattivo utilizzo che ha danneggiato l&#8217;economia reale, ritorni ad essere uno<i>\u00a0strumento finalizzato alla miglior produzione di ricchezza ed allo sviluppo<\/i>. Tutta l&#8217;economia e tutta la finanza, non solo alcuni loro segmenti, devono, in quanto strumenti, essere utilizzati in modo etico cos\u00ec da creare le condizioni adeguate per lo sviluppo dell&#8217;uomo e dei popoli. \u00c8 certamente utile, e in talune circostanze indispensabile, dar vita a iniziative finanziarie nelle quali la dimensione umanitaria sia dominante. Ci\u00f2, per\u00f2, non deve far dimenticare che l&#8217;intero sistema finanziario deve essere finalizzato al sostegno di un vero sviluppo. Soprattutto, bisogna che l&#8217;intento di fare del bene non venga contrapposto a quello dell&#8217;effettiva capacit\u00e0 di produrre dei beni. Gli operatori della finanza devono riscoprire il fondamento propriamente etico della loro attivit\u00e0 per non abusare di quegli strumenti sofisticati che possono servire per tradire i risparmiatori. Retta intenzione, trasparenza e ricerca dei buoni risultati sono compatibili e non devono mai essere disgiunti. Se l&#8217;amore \u00e8 intelligente, sa trovare anche i modi per operare secondo una previdente e giusta convenienza, come indicano, in maniera significativa, molte esperienze nel campo della cooperazione di credito.<\/p>\n<p>Tanto una regolamentazione del settore tale da garantire i soggetti pi\u00f9 deboli e impedire scandalose speculazioni, quanto la sperimentazione di nuove forme di finanza destinate a favorire progetti di sviluppo, sono esperienze positive che vanno approfondite ed incoraggiate, richiamando la<i>\u00a0stessa responsabilit\u00e0 del risparmiatore<\/i>. Anche<i>\u00a0l&#8217;esperienza della microfinanza<\/i>, che affonda le proprie radici nella riflessione e nelle opere degli umanisti civili \u2014 penso soprattutto alla nascita dei Monti di Piet\u00e0 \u2013, va rafforzata e messa a punto, soprattutto in questi momenti in cui i problemi finanziari possono diventare drammatici per molti segmenti pi\u00f9 vulnerabili della popolazione, che vanno tutelati dai rischi di usura o dalla disperazione. I soggetti pi\u00f9 deboli vanno educati a difendersi dall&#8217;usura, cos\u00ec come i popoli poveri vanno educati a trarre reale vantaggio dal microcredito, scoraggiando in tal modo le forme di sfruttamento possibili in questi due campi. Poich\u00e9 anche nei Paesi ricchi esistono nuove forme di povert\u00e0, la microfinanza pu\u00f2 dare concreti aiuti per la creazione di iniziative e settori nuovi a favore dei ceti deboli della societ\u00e0 anche in una fase di possibile impoverimento della societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<p><a name=\"66\"><\/a>66. La interconnessione mondiale ha fatto emergere un nuovo potere politico, quello dei\u00a0<i>consumatori e delle loro associazioni<\/i>. Si tratta di un fenomeno da approfondire, che contiene elementi positivi da incentivare e anche eccessi da evitare<i>.<\/i>\u00a0\u00c8 bene che le persone si rendano conto che acquistare \u00e8 sempre un atto morale, oltre che economico. C&#8217;\u00e8 dunque una precisa\u00a0<i>responsabilit\u00e0 sociale del consumatore<\/i>, che si accompagna alla responsabilit\u00e0 sociale dell&#8217;impresa. I consumatori vanno continuamente educati [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn145\" name=\"_ftnref145\">145<\/a>] al ruolo che quotidianamente esercitano e che essi possono svolgere nel rispetto dei principi morali, senza sminuire la razionalit\u00e0 economica intrinseca all&#8217;atto dell&#8217;acquistare. Anche nel campo degli acquisti, proprio in momenti come quelli che si stanno sperimentando, in cui il potere di acquisto potr\u00e0 ridursi e si dovr\u00e0 consumare con maggior sobriet\u00e0, \u00e8 necessario percorrere altre strade, come per esempio forme di cooperazione all&#8217;acquisto, quali le cooperative di consumo, attive a partire dall&#8217;Ottocento anche grazie all&#8217;iniziativa dei cattolici. \u00c8 utile inoltre favorire forme nuove di commercializzazione di prodotti provenienti da aree depresse del pianeta per garantire una retribuzione decente ai produttori, a condizione che si tratti veramente di un mercato trasparente, che i produttori non ricevano solo maggiori margini di guadagno, ma anche maggiore formazione, professionalit\u00e0 e tecnologia, e infine che non s&#8217;associno a simili esperienze di economia per lo sviluppo visioni ideologiche di parte. Un pi\u00f9 incisivo ruolo dei consumatori, quando non vengano manipolati essi stessi da associazioni non veramente rappresentative, \u00e8 auspicabile come fattore di democrazia economica.<\/p>\n<p><a name=\"67\"><\/a>67. Di fronte all&#8217;inarrestabile crescita dell&#8217;interdipendenza mondiale, \u00e8 fortemente sentita, anche in presenza di una recessione altrettanto mondiale, l&#8217;urgenza della riforma sia dell&#8217;<i>Organizzazione delle Nazioni Unite<\/i>\u00a0che\u00a0<i>dell&#8217;architettura economica e finanziaria internazionale<\/i>, affinch\u00e9 si possa dare reale concretezza al concetto di famiglia di Nazioni. Sentita \u00e8 pure l&#8217;urgenza di trovare forme innovative per attuare il principio di<i>\u00a0responsabilit\u00e0 di proteggere<\/i>\u00a0[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn146\" name=\"_ftnref146\">146<\/a>] e per attribuire anche alle Nazioni pi\u00f9 povere una voce efficace nelle decisioni comuni. Ci\u00f2 appare necessario proprio in vista di un ordinamento politico, giuridico ed economico che incrementi ed orienti la collaborazione internazionale verso lo sviluppo solidale di tutti i popoli. Per il governo dell&#8217;economia mondiale; per risanare le economie colpite dalla crisi, per prevenire peggioramenti della stessa e conseguenti maggiori squilibri; per realizzare un opportuno disarmo integrale, la sicurezza alimentare e la pace; per garantire la salvaguardia dell&#8217;ambiente e per regolamentare i flussi migratori, urge la presenza di una vera\u00a0<i>Autorit\u00e0 politica mondiale<\/i>, quale \u00e8 stata gi\u00e0 tratteggiata dal mio Predecessore, il Beato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it.html\">Giovanni XXIII<\/a>. Una simile Autorit\u00e0 dovr\u00e0 essere regolata dal diritto, attenersi in modo coerente ai principi di sussidiariet\u00e0 e di solidariet\u00e0, essere ordinata alla realizzazione del bene comune [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn147\" name=\"_ftnref147\">147<\/a>],\u00a0<i>impegnarsi nella realizzazione di un autentico sviluppo umano integrale ispirato ai valori della carit\u00e0 nella verit\u00e0.<\/i>\u00a0Tale Autorit\u00e0 inoltre dovr\u00e0 essere da tutti riconosciuta, godere di potere effettivo per garantire a ciascuno la sicurezza, l&#8217;osservanza della giustizia, il rispetto dei diritti [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn148\" name=\"_ftnref148\">148<\/a>]. Ovviamente, essa deve godere della facolt\u00e0 di far rispettare dalle parti le proprie decisioni, come pure le misure coordinate adottate nei vari fori internazionali. In mancanza di ci\u00f2, infatti, il diritto internazionale, nonostante i grandi progressi compiuti nei vari campi, rischierebbe di essere condizionato dagli equilibri di potere tra i pi\u00f9 forti. Lo sviluppo integrale dei popoli e la collaborazione internazionale esigono che venga istituito un grado superiore di ordinamento internazionale di tipo sussidiario per il governo della globalizzazione [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn149\" name=\"_ftnref149\">149<\/a>] e che si dia finalmente attuazione ad un ordine sociale conforme all&#8217;ordine morale e a quel raccordo tra sfera morale e sociale, tra politica e sfera economica e civile che \u00e8 gi\u00e0 prospettato nello Statuto delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"CAPITOLO%20SESTO\"><\/a>CAPITOLO SESTO<\/p>\n<p align=\"center\"><b>LO SVILUPPO DEI POPOLI<br \/>\nE LA TECNICA<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"68\"><\/a>68. Il tema dello sviluppo dei popoli \u00e8 legato intimamente a quello dello sviluppo di ogni singolo uomo. La persona umana per sua natura \u00e8 dinamicamente protesa al proprio sviluppo. Non si tratta di uno sviluppo garantito da meccanismi naturali, perch\u00e9 ognuno di noi sa di essere in grado di compiere scelte libere e responsabili. Non si tratta nemmeno di uno sviluppo in balia del nostro capriccio, in quanto tutti sappiamo di essere dono e non risultato di autogenerazione. In noi la libert\u00e0 \u00e8 originariamente caratterizzata dal nostro essere e dai suoi limiti. Nessuno plasma la propria coscienza arbitrariamente, ma tutti costruiscono il proprio \u201cio\u201d sulla base di un \u201cs\u00e9\u201d che ci \u00e8 stato dato. Non solo le altre persone sono indisponibili, ma anche noi lo siamo a noi stessi.<i>\u00a0Lo sviluppo della persona si degrada, se essa pretende di essere l&#8217;unica produttrice di se stessa<\/i>. Analogamente, lo sviluppo dei popoli degenera se l&#8217;umanit\u00e0 ritiene di potersi ri-creare avvalendosi dei \u201cprodigi\u201d della tecnologia. Cos\u00ec come lo sviluppo economico si rivela fittizio e dannoso se si affida ai \u201cprodigi\u201d della finanza per sostenere crescite innaturali e consumistiche. Davanti a questa pretesa prometeica, dobbiamo irrobustire l&#8217;amore per una libert\u00e0 non arbitraria, ma resa veramente umana dal riconoscimento del bene che la precede. Occorre, a tal fine, che l&#8217;uomo rientri in se stesso per riconoscere le fondamentali norme della legge morale naturale che Dio ha inscritto nel suo cuore.<\/p>\n<p><a name=\"69\"><\/a>69. Il problema dello sviluppo oggi \u00e8 strettamente congiunto con il\u00a0<i>progresso tecnologico<\/i>, con le sue strabilianti applicazioni in campo biologico. La tecnica \u2014 \u00e8 bene sottolinearlo \u2014 \u00e8 un fatto profondamente umano, legato all&#8217;autonomia e alla libert\u00e0 dell&#8217;uomo. Nella tecnica si esprime e si conferma la signoria dello spirito sulla materia. Lo spirito, \u00ab reso cos\u00ec \u201cmeno schiavo delle cose, pu\u00f2 facilmente elevarsi all&#8217;adorazione e alla contemplazione del Creatore\u201d \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn150\" name=\"_ftnref150\">150<\/a>]. La tecnica permette di dominare la materia, di ridurre i rischi, di risparmiare fatica, di migliorare le condizioni di vita. Essa risponde alla stessa vocazione del lavoro umano: nella tecnica, vista come opera del proprio genio, l&#8217;uomo riconosce se stesso e realizza la propria umanit\u00e0. La tecnica \u00e8 l&#8217;aspetto oggettivo dell&#8217;agire umano [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn151\" name=\"_ftnref151\">151<\/a>], la cui origine e ragion d&#8217;essere sta nell&#8217;elemento soggettivo: l&#8217;uomo che opera. Per questo la tecnica non \u00e8 mai solo tecnica. Essa manifesta l&#8217;uomo e le sue aspirazioni allo sviluppo, esprime la tensione dell&#8217;animo umano al graduale superamento di certi condizionamenti materiali.<i>\u00a0La tecnica, pertanto, si inserisce nel mandato di\u00a0<\/i>\u201c<i>coltivare e custodire la terra\u201d<\/i>\u00a0(cfr<i>\u00a0<\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__P2.HTM\"><i>Gn\u00a0<\/i>2,15<\/a>), che Dio ha affidato all&#8217;uomo e va orientata a rafforzare quell&#8217;alleanza tra essere umano e ambiente che deve essere specchio dell&#8217;amore creatore di Dio.<\/p>\n<p><a name=\"70\"><\/a>70. Lo sviluppo tecnologico pu\u00f2 indurre l&#8217;idea dell&#8217;autosufficienza della tecnica stessa quando l&#8217;uomo, interrogandosi solo sul<i>\u00a0come<\/i>, non considera i tanti\u00a0<i>perch\u00e9<\/i>\u00a0dai quali \u00e8 spinto ad agire. \u00c8 per questo che la tecnica assume un volto ambiguo. Nata dalla creativit\u00e0 umana quale strumento della libert\u00e0 della persona, essa pu\u00f2 essere intesa come elemento di libert\u00e0 assoluta, quella libert\u00e0 che vuole prescindere dai limiti che le cose portano in s\u00e9. Il processo di globalizzazione potrebbe sostituire le ideologie con la tecnica [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn152\" name=\"_ftnref152\">152<\/a>], divenuta essa stessa un potere ideologico, che esporrebbe l&#8217;umanit\u00e0 al rischio di trovarsi rinchiusa dentro un\u00a0<i>a priori<\/i>\u00a0dal quale non potrebbe uscire per incontrare l&#8217;essere e la verit\u00e0. In tal caso, noi tutti conosceremmo, valuteremmo e decideremmo le situazioni della nostra vita dall&#8217;interno di un orizzonte culturale tecnocratico, a cui apparterremmo strutturalmente, senza mai poter trovare un senso che non sia da noi prodotto. Questa visione rende oggi cos\u00ec forte la mentalit\u00e0 tecnicistica da far coincidere il vero con il fattibile. Ma quando l&#8217;unico criterio della verit\u00e0 \u00e8 l&#8217;efficienza e l&#8217;utilit\u00e0, lo sviluppo viene automaticamente negato. Infatti, il vero sviluppo non consiste primariamente nel fare. Chiave dello sviluppo \u00e8 un&#8217;intelligenza in grado di pensare la tecnica e di cogliere il senso pienamente umano del fare dell&#8217;uomo, nell&#8217;orizzonte di senso della persona presa nella globalit\u00e0 del suo essere. Anche quando opera mediante un satellite o un impulso elettronico a distanza, il suo agire rimane sempre umano, espressione di libert\u00e0 responsabile. La tecnica attrae fortemente l&#8217;uomo, perch\u00e9 lo sottrae alle limitazioni fisiche e ne allarga l&#8217;orizzonte.\u00a0<i>Ma la libert\u00e0 umana \u00e8 propriamente se stessa solo quando risponde al fascino della tecnica con decisioni che siano frutto di responsabilit\u00e0 morale<\/i>. Di qui, l&#8217;urgenza di una formazione alla responsabilit\u00e0 etica nell&#8217;uso della tecnica. A partire dal fascino che la tecnica esercita sull&#8217;essere umano, si deve recuperare il senso vero della libert\u00e0, che non consiste nell&#8217;ebbrezza di una totale autonomia, ma nella risposta all&#8217;appello dell&#8217;essere, a cominciare dall&#8217;essere che siamo noi stessi.<\/p>\n<p><a name=\"71\"><\/a>71. Questa possibile deviazione della mentalit\u00e0 tecnica dal suo originario alveo umanistico \u00e8 oggi evidente nei fenomeni della tecnicizzazione sia dello sviluppo che della pace. Spesso lo sviluppo dei popoli \u00e8 considerato un problema di ingegneria finanziaria, di apertura dei mercati, di abbattimento di dazi, di investimenti produttivi, di riforme istituzionali, in definitiva un problema solo tecnico. Tutti questi ambiti sono quanto mai importanti, ma ci si deve chiedere perch\u00e9 le scelte di tipo tecnico finora abbiano funzionato solo relativamente. La ragione va ricercata pi\u00f9 in profondit\u00e0. Lo sviluppo non sar\u00e0 mai garantito compiutamente da forze in qualche misura automatiche e impersonali, siano esse quelle del mercato o quelle della politica internazionale<i>. Lo sviluppo \u00e8 impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l&#8217;appello del bene comune<\/i>. Sono necessarie sia la preparazione professionale sia la coerenza morale. Quando prevale l&#8217;assolutizzazione della tecnica si realizza una confusione fra fini e mezzi, l&#8217;imprenditore considerer\u00e0 come unico criterio d&#8217;azione il massimo profitto della produzione; il politico, il consolidamento del potere; lo scienziato, il risultato delle sue scoperte. Accade cos\u00ec che, spesso, sotto la rete dei rapporti economici, finanziari o politici, permangono incomprensioni, disagi e ingiustizie; i flussi delle conoscenze tecniche si moltiplicano, ma a beneficio dei loro proprietari, mentre la situazione reale delle popolazioni che vivono sotto e quasi sempre all&#8217;oscuro di questi flussi rimane immutata, senza reali possibilit\u00e0 di emancipazione.<\/p>\n<p><a name=\"72\"><\/a>72. Anche la pace rischia talvolta di essere considerata come un prodotto tecnico, frutto soltanto di accordi tra governi o di iniziative volte ad assicurare efficienti aiuti economici. \u00c8 vero che la<i>\u00a0costruzione della pace\u00a0<\/i>esige la costante tessitura di contatti diplomatici, di scambi economici e tecnologici, di incontri culturali, di accordi su progetti comuni, come anche l&#8217;assunzione di impegni condivisi per arginare le minacce di tipo bellico e scalzare alla radice le ricorrenti tentazioni terroristiche. Tuttavia, perch\u00e9 tali sforzi possano produrre effetti duraturi, \u00e8 necessario che si appoggino su valori radicati nella verit\u00e0 della vita. Occorre cio\u00e8 sentire la voce e guardare alla situazione delle popolazioni interessate per interpretarne adeguatamente le attese. Ci si deve porre, per cos\u00ec dire, in continuit\u00e0 con lo sforzo anonimo di tante persone fortemente impegnate nel promuovere l&#8217;incontro tra i popoli e nel favorire lo sviluppo partendo dall&#8217;amore e dalla comprensione reciproca. Tra queste persone ci sono anche fedeli cristiani, coinvolti nel grande compito di dare allo sviluppo e alla pace un senso pienamente umano.<\/p>\n<p><a name=\"73\"><\/a>73. Connessa con lo sviluppo tecnologico \u00e8 l&#8217;accresciuta pervasivit\u00e0 dei\u00a0<i>mezzi di comunicazione sociale<\/i>. \u00c8 ormai quasi impossibile immaginare l&#8217;esistenza della famiglia umana senza di essi. Nel bene e nel male, sono cos\u00ec incarnati nella vita del mondo, che sembra davvero assurda la posizione di coloro che ne sostengono la neutralit\u00e0, rivendicandone di conseguenza l&#8217;autonomia rispetto alla morale che tocca le persone. Spesso simili prospettive, che enfatizzano la natura strettamente tecnica dei<i>\u00a0media<\/i>, favoriscono di fatto la loro subordinazione al calcolo economico, al proposito di dominare i mercati e, non ultimo, al desiderio di imporre parametri culturali funzionali a progetti di potere ideologico e politico. Data la loro fondamentale importanza nella determinazione di mutamenti nel modo di percepire e di conoscere la realt\u00e0 e la stessa persona umana, diventa necessaria un&#8217;attenta riflessione sulla loro influenza specie nei confronti della dimensione etico-culturale della globalizzazione e dello sviluppo solidale dei popoli. Al pari di quanto richiesto da una corretta gestione della globalizzazione e dello sviluppo, il\u00a0<i>senso e la finalizzazione dei media vanno ricercati nel fondamento antropologico<\/i>. Ci\u00f2 vuol dire che essi possono divenire<i>\u00a0occasione di umanizzazione<\/i>\u00a0non solo quando, grazie allo sviluppo tecnologico, offrono maggiori possibilit\u00e0 di comunicazione e di informazione, ma soprattutto quando sono organizzati e orientati alla luce di un&#8217;immagine della persona e del bene comune che ne rispecchi le valenze universali. I mezzi di comunicazione sociale non favoriscono la libert\u00e0 n\u00e9 globalizzano lo sviluppo e la democrazia per tutti semplicemente perch\u00e9 moltiplicano le possibilit\u00e0 di interconnessione e di circolazione delle idee. Per raggiungere simili obiettivi bisogna che essi siano centrati sulla promozione della dignit\u00e0 delle persone e dei popoli, siano espressamente animati dalla carit\u00e0 e siano posti al servizio della verit\u00e0, del bene e della fraternit\u00e0 naturale e soprannaturale. Infatti, nell&#8217;umanit\u00e0 la libert\u00e0 \u00e8 intrinsecamente collegata con questi valori superiori. I\u00a0<i>media<\/i>\u00a0possono costituire un valido aiuto per far crescere la comunione della famiglia umana e l&#8217;<i>ethos\u00a0<\/i>delle societ\u00e0, quando diventano strumenti di promozione dell&#8217;universale partecipazione nella comune ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 giusto.<\/p>\n<p><a name=\"74\"><\/a>74. Campo primario e cruciale della lotta culturale tra l&#8217;assolutismo della tecnicit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 morale dell&#8217;uomo \u00e8 oggi quello della<i>\u00a0bioetica<\/i>, in cui si gioca radicalmente la possibilit\u00e0 stessa di uno sviluppo umano integrale. Si tratta di un ambito delicatissimo e decisivo, in cui emerge con drammatica forza la questione fondamentale: se l&#8217;uomo si sia prodotto da se stesso o se egli dipenda da Dio. Le scoperte scientifiche in questo campo e le possibilit\u00e0 di intervento tecnico sembrano talmente avanzate da imporre la scelta tra le due razionalit\u00e0: quella della ragione aperta alla trascendenza o quella della ragione chiusa nell&#8217;immanenza. Si \u00e8 di fronte a un\u00a0<i>aut aut<\/i>\u00a0decisivo. La razionalit\u00e0 del fare tecnico centrato su se stesso si dimostra per\u00f2 irrazionale, perch\u00e9 comporta un rifiuto deciso del senso e del valore. Non a caso la chiusura alla trascendenza si scontra con la difficolt\u00e0 a pensare come dal nulla sia scaturito l&#8217;essere e come dal caso sia nata l&#8217;intelligenza [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn153\" name=\"_ftnref153\">153<\/a>]. Di fronte a questi drammatici problemi, ragione e fede si aiutano a vicenda. Solo assieme salveranno l&#8217;uomo.\u00a0<i>Attratta dal puro fare tecnico, la ragione senza la fede \u00e8 destinata a perdersi nell&#8217;illusione della propria onnipotenza. La fede senza la ragione, rischia l&#8217;estraniamento dalla vita concreta delle persone\u00a0<\/i>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn154\" name=\"_ftnref154\">154<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"75\"><\/a>75. Gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0aveva riconosciuto e indicato l&#8217;orizzonte mondiale della questione sociale [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn155\" name=\"_ftnref155\">155<\/a>]. Seguendolo su questa strada, oggi occorre affermare che\u00a0<i>la questione sociale \u00e8 diventata radicalmente questione antropologica,<\/i>\u00a0nel senso che essa implica il modo stesso non solo di concepire, ma anche di manipolare la vita, sempre pi\u00f9 posta dalle biotecnologie nelle mani dell&#8217;uomo. La fecondazione<i>\u00a0in vitro<\/i>, la ricerca sugli embrioni, la possibilit\u00e0 della clonazione e dell&#8217;ibridazione umana nascono e sono promosse nell&#8217;attuale cultura del disincanto totale, che crede di aver svelato ogni mistero, perch\u00e9 si \u00e8 ormai arrivati alla radice della vita. Qui l&#8217;assolutismo della tecnica trova la sua massima espressione. In tale tipo di cultura la coscienza \u00e8 solo chiamata a prendere atto di una mera possibilit\u00e0 tecnica. Non si possono tuttavia minimizzare gli scenari inquietanti per il futuro dell&#8217;uomo e i nuovi potenti strumenti che la \u00ab cultura della morte \u00bb ha a disposizione. Alla diffusa, tragica, piaga dell&#8217;aborto si potrebbe aggiungere in futuro, ma \u00e8 gi\u00e0 surrettiziamente<i>\u00a0in nuce<\/i>, una sistematica pianificazione eugenetica delle nascite. Sul versante opposto, va facendosi strada una\u00a0<i>mens eutanasica<\/i>, manifestazione non meno abusiva di dominio sulla vita, che in certe condizioni viene considerata non pi\u00f9 degna di essere vissuta. Dietro questi scenari stanno posizioni culturali negatrici della dignit\u00e0 umana. Queste pratiche, a loro volta, sono destinate ad alimentare una concezione materiale e meccanicistica della vita umana. Chi potr\u00e0 misurare gli effetti negativi di una simile mentalit\u00e0 sullo sviluppo? Come ci si potr\u00e0 stupire dell&#8217;indifferenza per le situazioni umane di degrado, se l&#8217;indifferenza caratterizza perfino il nostro atteggiamento verso ci\u00f2 che \u00e8 umano e ci\u00f2 che non lo \u00e8? Stupisce la selettivit\u00e0 arbitraria di quanto oggi viene proposto come degno di rispetto. Pronti a scandalizzarsi per cose marginali, molti sembrano tollerare ingiustizie inaudite. Mentre i poveri del mondo bussano ancora alle porte dell&#8217;opulenza, il mondo ricco rischia di non sentire pi\u00f9 quei colpi alla sua porta, per una coscienza ormai incapace di riconoscere l&#8217;umano. Dio svela l&#8217;uomo all&#8217;uomo; la ragione e la fede collaborano nel mostrargli il bene, solo che lo voglia vedere; la legge naturale, nella quale risplende la Ragione creatrice, indica la grandezza dell&#8217;uomo, ma anche la sua miseria quando egli disconosce il richiamo della verit\u00e0 morale.<\/p>\n<p><a name=\"76\"><\/a>76. Uno degli aspetti del moderno spirito tecnicistico \u00e8 riscontrabile nella propensione a considerare i problemi e i moti legati alla vita interiore soltanto da un punto di vista psicologico, fino al riduzionismo neurologico. L&#8217;interiorit\u00e0 dell&#8217;uomo viene cos\u00ec svuotata e la consapevolezza della consistenza ontologica dell&#8217;anima umana, con le profondit\u00e0 che i Santi hanno saputo scandagliare, progressivamente si perde.<i>\u00a0Il problema dello sviluppo \u00e8 strettamente collegato anche alla nostra concezione dell&#8217;anima dell&#8217;uomo<\/i>, dal momento che il nostro io viene spesso ridotto alla psiche e la salute dell&#8217;anima \u00e8 confusa con il benessere emotivo. Queste riduzioni hanno alla loro base una profonda incomprensione della vita spirituale e portano a disconoscere che lo sviluppo dell&#8217;uomo e dei popoli, invece, dipende anche dalla soluzione di problemi di carattere spirituale.<i>\u00a0Lo sviluppo deve comprendere una crescita spirituale oltre che materiale<\/i>, perch\u00e9 la persona umana \u00e8 un&#8217;\u00ab unit\u00e0 di anima e corpo \u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn156\" name=\"_ftnref156\">156<\/a>], nata dall&#8217;amore creatore di Dio e destinata a vivere eternamente. L&#8217;essere umano si sviluppa quando cresce nello spirito, quando la sua anima conosce se stessa e le verit\u00e0 che Dio vi ha germinalmente impresso, quando dialoga con se stesso e con il suo Creatore. Lontano da Dio, l&#8217;uomo \u00e8 inquieto e malato. L&#8217;alienazione sociale e psicologica e le tante nevrosi che caratterizzano le societ\u00e0 opulente rimandano anche a cause di ordine spirituale. Una societ\u00e0 del benessere, materialmente sviluppata, ma opprimente per l&#8217;anima, non \u00e8 di per s\u00e9 orientata all&#8217;autentico sviluppo. Le nuove forme di schiavit\u00f9 della droga e la disperazione in cui cadono tante persone trovano una spiegazione non solo sociologica e psicologica, ma essenzialmente spirituale. Il vuoto in cui l&#8217;anima si sente abbandonata, pur in presenza di tante terapie per il corpo e per la psiche, produce sofferenza.\u00a0<i>Non ci sono sviluppo plenario e bene comune universale senza il bene spirituale e morale delle persone<\/i>, considerate nella loro interezza di anima e corpo.<\/p>\n<p><a name=\"77\"><\/a>77. L&#8217;assolutismo della tecnica tende a produrre un&#8217;incapacit\u00e0 di percepire ci\u00f2 che non si spiega con la semplice materia. Eppure tutti gli uomini sperimentano i tanti aspetti immateriali e spirituali della loro vita. Conoscere non \u00e8 un atto solo materiale, perch\u00e9 il conosciuto nasconde sempre qualcosa che va al di l\u00e0 del dato empirico. Ogni nostra conoscenza, anche la pi\u00f9 semplice, \u00e8 sempre un piccolo prodigio, perch\u00e9 non si spiega mai completamente con gli strumenti materiali che adoperiamo. In ogni verit\u00e0 c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 di quanto noi stessi ci saremmo aspettati, nell&#8217;amore che riceviamo c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa che ci sorprende. Non dovremmo mai cessare di stupirci davanti a questi prodigi. In ogni conoscenza e in ogni atto d&#8217;amore l&#8217;anima dell&#8217;uomo sperimenta un \u00ab di pi\u00f9 \u00bb che assomiglia molto a un dono ricevuto, ad un&#8217;altezza a cui ci sentiamo elevati. Anche lo sviluppo dell&#8217;uomo e dei popoli si colloca a una simile altezza, se consideriamo<i>\u00a0la dimensione spirituale\u00a0<\/i>che deve connotare necessariamente tale sviluppo perch\u00e9 possa essere autentico. Esso richiede occhi nuovi e un cuore nuovo, in grado di<i>\u00a0superare la visione materialistica degli avvenimenti umani<\/i>\u00a0e di intravedere nello sviluppo un \u201coltre\u201d che la tecnica non pu\u00f2 dare. Su questa via sar\u00e0 possibile perseguire quello sviluppo umano integrale che ha il suo criterio orientatore nella forza propulsiva della carit\u00e0 nella verit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b><a name=\"CONCLUSIONE\"><\/a>CONCLUSIONE<\/b><\/p>\n<p><a name=\"78\"><\/a>78. Senza Dio l&#8217;uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia. Di fronte agli enormi problemi dello sviluppo dei popoli che quasi ci spingono allo sconforto e alla resa, ci viene in aiuto la parola del Signore Ges\u00f9 Cristo che ci fa consapevoli: \u00ab Senza di me non potete far nulla \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PVZ.HTM\"><i>Gv<\/i>\u00a015,5<\/a>) e c&#8217;incoraggia: \u00ab Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PUG.HTM\"><i>Mt<\/i>\u00a028,20<\/a>). Di fronte alla vastit\u00e0 del lavoro da compiere, siamo sostenuti dalla fede nella presenza di Dio accanto a coloro che si uniscono nel suo nome e lavorano per la giustizia.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">Paolo VI<\/a>\u00a0ci ha ricordato nella<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a>\u00a0<\/i>che l&#8217;uomo non \u00e8 in grado di gestire da solo il proprio progresso, perch\u00e9 non pu\u00f2 fondare da s\u00e9 un vero umanesimo. Solo se pensiamo di essere chiamati in quanto singoli e in quanto comunit\u00e0 a far parte della famiglia di Dio come suoi figli, saremo anche capaci di produrre un nuovo pensiero e di esprimere nuove energie a servizio di un vero umanesimo integrale. La maggiore forza a servizio dello sviluppo \u00e8 quindi un umanesimo cristiano [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn157\" name=\"_ftnref157\">157<\/a>], che ravvivi la carit\u00e0 e si faccia guidare dalla verit\u00e0, accogliendo l&#8217;una e l&#8217;altra come dono permanente di Dio. La disponibilit\u00e0 verso Dio apre alla disponibilit\u00e0 verso i fratelli e verso una vita intesa come compito solidale e gioioso. Al contrario, la chiusura ideologica a Dio e l&#8217;ateismo dell&#8217;indifferenza, che dimenticano il Creatore e rischiano di dimenticare anche i valori umani, si presentano oggi tra i maggiori ostacoli allo sviluppo.<i>\u00a0L&#8217;umanesimo che esclude Dio \u00e8 un umanesimo disumano<\/i>. Solo un umanesimo aperto all&#8217;Assoluto pu\u00f2 guidarci nella promozione e realizzazione di forme di vita sociale e civile \u2014 nell&#8217;ambito delle strutture, delle istituzioni, della cultura, dell&#8217;<i>ethos<\/i>\u00a0\u2014 salvaguardandoci dal rischio di cadere prigionieri delle mode del momento. \u00c8 la consapevolezza dell&#8217;Amore indistruttibile di Dio che ci sostiene nel faticoso ed esaltante impegno per la giustizia, per lo sviluppo dei popoli, tra successi ed insuccessi, nell&#8217;incessante perseguimento di retti ordinamenti per le cose umane.\u00a0<i>L&#8217;amore di Dio ci chiama ad uscire da ci\u00f2 che \u00e8 limitato e non definitivo, ci d\u00e0 il coraggio di operare e di proseguire nella ricerca del bene di tutti<\/i>, anche se non si realizza immediatamente, anche se quello che riusciamo ad attuare, noi e le autorit\u00e0 politiche e gli operatori economici, \u00e8 sempre meno di ci\u00f2 a cui aneliamo [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn158\" name=\"_ftnref158\">158<\/a>]. Dio ci d\u00e0 la forza di lottare e di soffrire per amore del bene comune, perch\u00e9 Egli \u00e8 il nostro Tutto, la nostra speranza pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p><a name=\"79\"><\/a>79.<i>\u00a0Lo sviluppo ha bisogno di cristiani con le braccia alzate verso Dio<\/i>\u00a0nel gesto della preghiera, cristiani mossi dalla consapevolezza che l&#8217;amore pieno di verit\u00e0,\u00a0<i>caritas in veritate<\/i>, da cui procede l&#8217;autentico sviluppo, non \u00e8 da noi prodotto ma ci viene donato. Perci\u00f2 anche nei momenti pi\u00f9 difficili e complessi, oltre a reagire con consapevolezza, dobbiamo soprattutto riferirci al suo amore. Lo sviluppo implica attenzione alla vita spirituale, seria considerazione delle esperienze di fiducia in Dio, di fraternit\u00e0 spirituale in Cristo, di affidamento alla Provvidenza e alla Misericordia divine, di amore e di perdono, di rinuncia a se stessi, di accoglienza del prossimo, di giustizia e di pace. Tutto ci\u00f2 \u00e8 indispensabile per trasformare i \u00ab cuori di pietra \u00bb in \u00ab cuori di carne \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PR3.HTM\"><i>Ez<\/i>\u00a036,26<\/a>), cos\u00ec da rendere \u00ab divina \u00bb e perci\u00f2 pi\u00f9 degna dell&#8217;uomo la vita sulla terra. Tutto questo<i>\u00a0\u00e8 dell&#8217;uomo<\/i>, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 soggetto della propria esistenza; ed insieme\u00a0<i>\u00e8 di Dio<\/i>, perch\u00e9 Dio \u00e8 al principio e alla fine di tutto ci\u00f2 che vale e redime: \u00ab Il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto \u00e8 vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo \u00e8 di Dio \u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXG.HTM\"><i>1 Cor<\/i>\u00a03,22-23<\/a>). L&#8217;anelito del cristiano \u00e8 che tutta la famiglia umana possa invocare Dio come \u00ab Padre nostro! \u00bb. Insieme al Figlio unigenito, possano tutti gli uomini imparare a pregare il Padre e a chiedere a Lui, con le parole che Ges\u00f9 stesso ci ha insegnato, di saperLo santificare vivendo secondo la sua volont\u00e0, e poi di avere il pane quotidiano necessario, la comprensione e la generosit\u00e0 verso i debitori, di non essere messi troppo alla prova e di essere liberati dal male (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PTU.HTM\">cfr<i>\u00a0Mt<\/i>\u00a06,9-13<\/a>).<\/p>\n<p>Al termine dell&#8217;<i>Anno Paolino<\/i>\u00a0mi piace esprimere questo auspicio con le parole stesse dell&#8217;Apostolo nella sua<i>\u00a0Lettera ai Romani<\/i>: \u201c<i>La carit\u00e0 non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda<\/i>\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PX9.HTM\">12,9-10<\/a>). Che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/audiences\/documents\/hf_p-vi_aud_19641118_mater-ecclesiae.html\">la Vergine Maria, proclamata da Paolo VI<i>\u00a0Mater Ecclesiae<\/i><\/a><i>\u00a0<\/i>e onorata dal popolo cristiano come<i>\u00a0Speculum iustitiae<\/i>\u00a0e<i>\u00a0Regina pacis<\/i>, ci protegga e ci ottenga, con la sua celeste intercessione, la forza, la speranza e la gioia necessarie per continuare a dedicarci con generosit\u00e0 all&#8217;impegno di realizzare lo \u00ab\u00a0<i>sviluppo di tutto l&#8217;uomo e di tutti gli uomini<\/i>\u00a0\u00bb [<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftn159\" name=\"_ftnref159\">159<\/a>].<\/p>\n<p><i>Dato a Roma, presso San Pietro, il 29 giugno, solennit\u00e0 dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, dell&#8217;anno 2009, quinto del mio Pontificato.<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><b>BENEDICTUS PP. XVI<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">1<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0(26 marzo 1967), 22:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>59 (1967), 268; cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. sulla Chiesa nel mondo contemporaneo\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 69.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">2<\/a>]\u00a0<i>Discorso per la giornata dello sviluppo\u00a0<\/i>(23 agosto 1968):<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a060 (1968), 626-627.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">3<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_20011211_xxxv-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2002<\/a><\/i>:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>94 (2002), 132-140.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">4<\/a>] Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. sulla Chiesa nel mondo contemporaneo<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 26.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">5<\/a>] Cfr Giovanni XXIII, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem.html\">Pacem in terris<\/a><\/i>\u00a0(11 aprile 1963):<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>55 (1963), 268-270.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">6<\/a>] Cfr n. 16<i>: l.c.,<\/i>\u00a0265.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">7<\/a>] Cfr\u00a0<i>ibid.,\u00a0<\/i>82<i>: l.c.,\u00a0<\/i>297.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">8<\/a>]\u00a0<i>Ibid.,<\/i>\u00a042<i>: l.c.,<\/i>\u00a0278.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">9<\/a>]\u00a0<i>Ibid.,<\/i>\u00a020:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>267.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">10<\/a>] Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. sulla Chiesa nel mondo contemporaneo\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 36; Paolo VI, Lett. ap.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/apost_letters\/documents\/hf_p-vi_apl_19710514_octogesima-adveniens.html\">Octogesima adveniens<\/a>\u00a0<\/i>(14 maggio 1971), 4:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>63 (1971), 403-404; Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P5.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>\u00a0(1\u00ba maggio 1991), 43<\/a>:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a083 (1991), 847.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">11<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a>,<\/i>13:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 263-264.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">12<\/a>] Cfr Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace,<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/pontifical_councils\/justpeace\/documents\/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html\">Compendio della Dottrina sociale della Chiesa<\/a><\/i>, n. 76.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">13<\/a>] Cfr Benedetto XVI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2007\/may\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20070513_conference-aparecida.html\">Discorso alla sessione inaugurale dei lavori della V Conferenza generale dell&#8217;Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi<\/a><\/i>\u00a0(13 maggio 2007):\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0III, 1 (2007), 854-870.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">14<\/a>] Cfr nn. 3-5<i>: l.c.,<\/i>\u00a0258-260.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">15<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P2.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P2.HTM\">\u00a0(30 dicembre 1987), 6-7<\/a>:<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a080 (1988), 517-519.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">16<\/a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a>,<\/i>\u00a014:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 264.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">17<\/a>] Benedetto XVI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est.html\">Deus caritas est<\/a>\u00a0<\/i>(25 dicembre 2005), 18:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>98 (2006), 232.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">18<\/a>]\u00a0<i>Ibid.,\u00a0<\/i>6:\u00a0<i>l.c<\/i>., 222.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">19<\/a>] Cfr Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2005\/december\/documents\/hf_ben_xvi_spe_20051222_roman-curia.html\">Discorso alla Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi<\/a>\u00a0<\/i>(22 dicembre 2005):\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0I (2005), 1023-1032.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">20<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P1.HTM\">Sollicitudo rei socialis,<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P1.HTM\">\u00a03<\/a>:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 515.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">21<\/a>] Cfr<i>\u00a0ibid.,<\/i>1:\u00a0<i>l.c<\/i>., 513-514.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">22<\/a>] Cfr\u00a0<i>ibid.,\u00a0<\/i>3:<i>\u00a0l.c<\/i>., 515.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">23<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1219\/__P4.HTM\">Laborem exercens<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1219\/__P4.HTM\">\u00a0(14 settembre 1981), 3<\/a>:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>73 (1981), 583-584.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">24<\/a>] Cfr Id., Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P1.HTM\">Centesimus annus,<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P1.HTM\">\u00a03<\/a>:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 794-796.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">25<\/a>] Cfr Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a>,\u00a0<\/i>3:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0258.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">26<\/a>] Cfr<i>\u00a0ibid<\/i>., 34:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0274.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">27<\/a>] Cfr nn. 8-9:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>60 (1968), 485-487; Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/may\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080510_humanae-vitae.html\">Discorso ai Partecipanti al Convegno Internazionale organizzato nel 40\u00ba anniversario dell&#8217;\u00ab Humanae vitae \u00bb\u00a0<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/may\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080510_humanae-vitae.html\">(10 maggio 2008)<\/a>:\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0IV, 1 (2008), 753-756.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">28<\/a>] Cfr Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae.html\">Evangelium vitae<\/a>\u00a0<\/i>(25 marzo 1995), 93:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>87 (1995), 507-508.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">29<\/a>]\u00a0<i>Ibid<\/i>., 101:\u00a0<i>l.c<\/i>., 516-518.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">30<\/a>] N. 29:<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a068 (1976), 25.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">31<\/a>]\u00a0<i>Ibid.,<\/i>\u00a031:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a026.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">32<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P6.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P6.HTM\">, 41<\/a>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 570-572.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">33<\/a>] Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i>; Id. Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P2.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 5<\/a>.<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P7.HTM\">54<\/a>:<i>\u00a0l.c.\u00a0<\/i>799. 859-860.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">34<\/a>] N. 15:<i>\u00a0l.c<\/i>., 265.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">35<\/a>] Cfr<i>\u00a0ibid.,\u00a0<\/i>2:\u00a0<i>l.c<\/i>., 258; Leone XIII, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html\">Rerum novarum<\/a>\u00a0<\/i>(15 maggio 1891):<i>\u00a0Leonis XIII P.M. Acta<\/i>, XI, Romae 1892, 97-144; Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P2.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P2.HTM\">, 8<\/a>:\u00a0<i>l.c<\/i>., 519-520 ; Id., Lett. enc.<i>\u00a0<\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P2.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 5<\/a>:\u00a0<i>l.c<\/i>., 799.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">36<\/a>] Cfr Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 2.13:<i>\u00a0l.c<\/i>., 258. 263-264.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">37<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 42:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>278.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref38\" name=\"_ftn38\">38<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 11:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 262; cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P4.HTM\">Centesimus annus<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P4.HTM\">, 25<\/a>:\u00a0<i>l.c<\/i>, 822-824.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref39\" name=\"_ftn39\">39<\/a>] Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 15:<i>\u00a0l.c<\/i>., 265.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref40\" name=\"_ftn40\">40<\/a>]\u00a0<i>Ibid<\/i>., 3:<i>\u00a0l.c<\/i>., 258.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref41\" name=\"_ftn41\">41<\/a>]\u00a0<i>Ibid.,\u00a0<\/i>6:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 260.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref42\" name=\"_ftn42\">42<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 14:<i>\u00a0l.c<\/i>., 264.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref43\" name=\"_ftn43\">43<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>; cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P7.HTM\"><i>Centesimus annus,\u00a0<\/i>53-62<\/a>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 859-867; Id., Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1220\/__PE.HTM\">Redemptor hominis<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1220\/__PE.HTM\">\u00a0(4 marzo 1979) 13<\/a>&#8211;<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1220\/__PF.HTM\">14<\/a>:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a071 (1979), 282-286.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref44\" name=\"_ftn44\">44<\/a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 12:\u00a0<i>l.c<\/i>., 262-263.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref45\" name=\"_ftn45\">45<\/a>] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. sulla Chiesa nel mondo contemporaneo\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 22.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref46\" name=\"_ftn46\">46<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 13:<i>\u00a0l.c<\/i>., 263-264.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref47\" name=\"_ftn47\">47<\/a>] Cfr Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2006\/october\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20061019_convegno-verona.html\">Discorso ai partecipanti al IV Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa che \u00e8 in Italia\u00a0<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2006\/october\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20061019_convegno-verona.html\">(19 ottobre 2006)<\/a>:\u00a0<i>Insegnamenti\u00a0<\/i>II, 2 (2006), 465-477.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref48\" name=\"_ftn48\">48<\/a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 16:<i>\u00a0l.c<\/i>., 265.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref49\" name=\"_ftn49\">49<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i><\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref50\" name=\"_ftn50\">50<\/a>] Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/july\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080717_barangaroo.html\">Discorso ai giovani al molo di Barangaroo<\/a><\/i>:<i>\u00a0L&#8217;Osservatore Romano<\/i>, 18 luglio 2008, p. 8.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref51\" name=\"_ftn51\">51<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 20:\u00a0<i>l.c<\/i>., 267.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref52\" name=\"_ftn52\">52<\/a>]\u00a0<i>Ibid<\/i>., 66:<i>\u00a0l.c<\/i>., 289-290.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref53\" name=\"_ftn53\">53<\/a>]\u00a0<i>I bid<\/i>., 21:\u00a0<i>l.c<\/i>., 267-268.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref54\" name=\"_ftn54\">54<\/a>] Cfr nn. 3.29.32:\u00a0<i>l.c<\/i>., 258.272.273.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref55\" name=\"_ftn55\">55<\/a>] Cfr Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P4.HTM\"><i>Sollicitudo rei socialis<\/i>, 28<\/a>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 548-550.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref56\" name=\"_ftn56\">56<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 9:<i>\u00a0l.c<\/i>., 261-262.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref57\" name=\"_ftn57\">57<\/a>] Cfr Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P3.HTM\"><i>Sollicitudo rei socialis<\/i>, 20<\/a>:\u00a0<i>l.c<\/i>., 536-537.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref58\" name=\"_ftn58\">58<\/a>] Cfr Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P4.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 22-29<\/a>:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0819-830.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref59\" name=\"_ftn59\">59<\/a>] Cfr nn. 23.33:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 268-269. 273-274.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref60\" name=\"_ftn60\">60<\/a>] Cfr\u00a0<i>l.c<\/i>., 135.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref61\" name=\"_ftn61\">61<\/a>] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. sulla Chiesa nel mondo contemporaneo\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 63.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref62\" name=\"_ftn62\">62<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P4.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 24<\/a>:\u00a0<i>l.c<\/i>., 821-822.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref63\" name=\"_ftn63\">63<\/a>] Cfr Id., Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1226\/__PD.HTM\"><i>Veritatis splendor\u00a0<\/i>(6 agosto 1993), 33<\/a>.<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1226\/__PH.HTM\">46<\/a>.<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1226\/__PI.HTM\">51<\/a>:<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a085 (1993), 1160.1169-1171.1174-1175; Id.,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/1995\/october\/documents\/hf_jp-ii_spe_05101995_address-to-uno.html\"><i>Discorso all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la celebrazione del 50\u00ba di fondazione<\/i>\u00a0(5 ottobre 1995)<\/a>, 3:\u00a0<i>Insegnamenti\u00a0<\/i>XVIII, 2 (1995), 732-733.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref64\" name=\"_ftn64\">64<\/a>] Cfr Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 47:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 280-281; Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P6.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P6.HTM\">, 42<\/a>:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 572-574.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref65\" name=\"_ftn65\">65<\/a>] Cfr Benedetto XVI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/food\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20071004_world-food-day-2007.html\">Messaggio in occasione della Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione 2007<\/a><\/i>:<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a099 (2007), 933-935.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref66\" name=\"_ftn66\">66<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae.html\">Evangelium vitae<\/a><\/i>, 18.59.63-64:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 419-421. 467-468. 472-475.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref67\" name=\"_ftn67\">67<\/a>] Cfr Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20061208_xl-world-day-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2007<\/a><\/i>, 5:\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0II, 2 (2006), 778.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref68\" name=\"_ftn68\">68<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_20011211_xxxv-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2002<\/a><\/i>, 4-7.12-15:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>94 (2002), 134-136. 138- 140; id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_20031216_xxxvii-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2004<\/a><\/i>, 8:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>96 (2004), 119; id.,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_20041216_xxxviii-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2005<\/a><\/i>, 4:<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a097 (2005), 177-178; Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20051213_xxxix-world-day-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2006<\/a><\/i>, 9-10:<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a098 (2006), 60-61; id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20061208_xl-world-day-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2007<\/a><\/i>, 5.14:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0778. 782-783.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref69\" name=\"_ftn69\">69<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_20011211_xxxv-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2002<\/a><\/i>, 6:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 135; Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20051213_xxxix-world-day-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2006<\/a><\/i>, 9-10:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 60-61.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref70\" name=\"_ftn70\">70<\/a>] Cfr Benedetto XVI,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/homilies\/2006\/documents\/hf_ben-xvi_hom_20060912_regensburg.html\"><i>Omelia alla Santa Messa nell&#8217;\u00ab Islinger Feld \u00bb di Regensburg\u00a0<\/i>(12 settembre 2006)<\/a>:<i>\u00a0Insegnamenti\u00a0<\/i>II, 2 (2006), 252-256.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref71\" name=\"_ftn71\">71<\/a>] Cfr Id., Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est.html\">Deus caritas est<\/a><\/i>, 1:\u00a0<i>l.c<\/i>., 217-218.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref72\" name=\"_ftn72\">72<\/a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P4.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P4.HTM\">, 28<\/a>:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 548-550.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref73\" name=\"_ftn73\">73<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 19:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 266-267.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref74\" name=\"_ftn74\">74<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 39:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a0276-277.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref75\" name=\"_ftn75\">75<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 75:\u00a0<i>l.c.,\u00a0<\/i>293-294.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref76\" name=\"_ftn76\">76<\/a>] Cfr Benedetto XVI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est.html\">Deus caritas est<\/a><\/i>, 28:<i>\u00a0l.c<\/i>., 238-240.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref77\" name=\"_ftn77\">77<\/a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P7.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 59<\/a>:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 864.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref78\" name=\"_ftn78\">78<\/a>] Cfr Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 40.85:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 277. 298- 299.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref79\" name=\"_ftn79\">79<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 13:<i>\u00a0l.c<\/i>., 263-264.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref80\" name=\"_ftn80\">80<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1218\/__PF.HTM\"><i>Fides et ratio<\/i>\u00a0(14 settembre 1998), 85<\/a>:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a091 (1999), 72-73.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref81\" name=\"_ftn81\">81<\/a>] Cfr\u00a0<i>Ibid.,<\/i>\u00a083:\u00a0<i>l.c<\/i>., 70-71.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref82\" name=\"_ftn82\">82<\/a>] Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2006\/september\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg.html\">Discorso all&#8217;Universit\u00e0 di Regensburg<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2006\/september\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg.html\">\u00a0(12 settembre 2006)<\/a>:<i>\u00a0Insegnamenti<\/i>\u00a0II, 2 (2006), 265.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref83\" name=\"_ftn83\">83<\/a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 33:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 273-274.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref84\" name=\"_ftn84\">84<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_08121999_xxxiii-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2000<\/a><\/i>, 15:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a092 (2000), 366.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref85\" name=\"_ftn85\">85<\/a>]\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0014\/__P1B.HTM\">Catechismo della Chiesa Cattolica<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0014\/__P1B.HTM\">, n. 407<\/a>; cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P4.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 25<\/a>:\u00a0<i>l.c<\/i>., 822-824.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref86\" name=\"_ftn86\">86<\/a>] Cfr n. 17:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>99 (2007), 1000.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref87\" name=\"_ftn87\">87<\/a>] Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i>, 23:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 1004-1005.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref88\" name=\"_ftn88\">88<\/a>] Sant&#8217;Agostino espone in modo dettagliato questo insegnamento nel dialogo sul libero arbitrio (<i>De libero arbitrio<\/i>\u00a0II 3,8 sgg.). Egli indica l&#8217;esistenza dentro l&#8217;anima umana di un \u00ab senso interno \u00bb. Questo senso consiste in un atto che si compie al di fuori delle normali funzioni della ragione, atto irriflesso e quasi istintivo, per cui la ragione, rendendosi conto della sua condizione transeunte e fallibile, ammette al di sopra di s\u00e9 l&#8217;esistenza di qualcosa di eterno, assolutamente vero e certo. Il nome che sant&#8217;Agostino d\u00e0 a questa verit\u00e0 interiore \u00e8 talora quello di Dio (<i>Confessioni<\/i>\u00a0X,24,35; XII,25,35;<i>\u00a0De libero arbitrio\u00a0<\/i>II 3,8), pi\u00f9 spesso quello di Cristo (<i>De magistro\u00a0<\/i>11,38;<i>\u00a0Confessioni<\/i>\u00a0VII,18,24; XI,2,4).<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref89\" name=\"_ftn89\">89<\/a>] Benedetto XVI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est.html\">Deus caritas est<\/a><\/i>, 3:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 219.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref90\" name=\"_ftn90\">90<\/a>] Cfr n. 49:<i>\u00a0l.c<\/i>., 281.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref91\" name=\"_ftn91\">91<\/a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P4.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 28<\/a>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 827-828.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref92\" name=\"_ftn92\">92<\/a>] Cfr n. 35:<i>\u00a0l.c<\/i>., 836-838.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref93\" name=\"_ftn93\">93<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P5.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P5.HTM\">, 38<\/a>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 565-566.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref94\" name=\"_ftn94\">94<\/a>] N. 44:<i>\u00a0l.c<\/i>., 279.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref95\" name=\"_ftn95\">95<\/a>] Cfr<i>\u00a0Ibid<\/i>., 24:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 269.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref96\" name=\"_ftn96\">96<\/a>] Cfr Lett. enc.<i>\u00a0<\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P5.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 36<\/a>:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>838-840.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref97\" name=\"_ftn97\">97<\/a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 24:<i>\u00a0l.c<\/i>., 269.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref98\" name=\"_ftn98\">98<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P5.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 32<\/a>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 832-833; Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 25:<i>\u00a0l.c<\/i>., 269-270.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref99\" name=\"_ftn99\">99<\/a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1219\/__PP.HTM\">Laborem exercens<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1219\/__PP.HTM\">, 24<\/a>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 637-638.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref100\" name=\"_ftn100\">100<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 15:<i>\u00a0l.c<\/i>., 616-618.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref101\" name=\"_ftn101\">101<\/a>] Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 27:\u00a0<i>l.c<\/i>., 271.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref102\" name=\"_ftn102\">102<\/a>] Cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione sulla libert\u00e0 cristiana e la liberazione<i>\u00a0Libertatis conscientia<\/i>\u00a0(22 marzo 1987) 74:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>79 (1987), 587.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref103\" name=\"_ftn103\">103<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,<i>\u00a0Intervista<\/i>\u00a0al quotidiano cattolico \u00ab La Croix \u00bb, 20 agosto 1997.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref104\" name=\"_ftn104\">104<\/a>] Giovanni Paolo II,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/2001\/documents\/hf_jp-ii_spe_20010427_pc-social-sciences.html\">Discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/2001\/documents\/hf_jp-ii_spe_20010427_pc-social-sciences.html\">\u00a0(27 aprile 2001)<\/a>:<i>\u00a0Insegnamenti\u00a0<\/i>XXIV<i>,\u00a0<\/i>1 (2001), 800.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref105\" name=\"_ftn105\">105<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 17:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 265-266.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref106\" name=\"_ftn106\">106<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_20021217_xxxvi-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2003<\/a><\/i>, 5:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>95 (2003), 343.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref107\" name=\"_ftn107\">107<\/a>] Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i><\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref108\" name=\"_ftn108\">108<\/a>] Cfr Benedetto XVI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20061208_xl-world-day-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2007<\/a><\/i>, 13:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0781-782.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref109\" name=\"_ftn109\">109<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 65:<i>\u00a0l.c<\/i>., 289.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref110\" name=\"_ftn110\">110<\/a>] Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i>, 36-37:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 275-276.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref111\" name=\"_ftn111\">111<\/a>] Cfr\u00a0<i>ibid.,<\/i>\u00a037:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 275-276.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref112\" name=\"_ftn112\">112<\/a>] Cfr Conc. Ecum.Vat. II, Decreto sull&#8217;apostolato dei laici<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_decree_19651118_apostolicam-actuositatem_it.html\">Apostolicam actuositatem<\/a><\/i>, 11.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref113\" name=\"_ftn113\">113<\/a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 14:<i>\u00a0l.c<\/i>., 264; Giovanni Paolo II Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P5.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 32<\/a>:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 832-833.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref114\" name=\"_ftn114\">114<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 77:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 295.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref115\" name=\"_ftn115\">115<\/a>] Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_19891208_xxiii-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1990<\/a><\/i>, 6:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>82 (1990), 150.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref116\" name=\"_ftn116\">116<\/a>] Eraclito di Efeso (Efeso 535 a.C. ca. \u2013 475 a.C. ca.), Frammento 22B124, in H. Diels-W. Kranz,\u00a0<i>Die Fragmente der Vorsokratiker<\/i>, Weidmann, Berlin 1952<sup><span style=\"font-size: small\">6<\/span><\/sup>\u00a0.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref117\" name=\"_ftn117\">117<\/a>] Cfr Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace,<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/pontifical_councils\/justpeace\/documents\/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html\">Compendio della Dottrina sociale della Chiesa<\/a><\/i>, nn. 451- 487.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref118\" name=\"_ftn118\">118<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_19891208_xxiii-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1990<\/a><\/i>, 10:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 152-153.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref119\" name=\"_ftn119\">119<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 65:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 289.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref120\" name=\"_ftn120\">120<\/a>] Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20071208_xli-world-day-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2008<\/a><\/i>, 7:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0100 (2008), 41.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref121\" name=\"_ftn121\">121<\/a>] Cfr Id.,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/april\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080418_un-visit.html\">Discorso ai partecipanti all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite\u00a0<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/april\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080418_un-visit.html\">(18 aprile 2008)<\/a>:\u00a0<i>Insegnamenti\u00a0<\/i>IV, 1 (2008), 618- 626.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref122\" name=\"_ftn122\">122<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_19891208_xxiii-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1990<\/a><\/i>, 13:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 154-155.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref123\" name=\"_ftn123\">123<\/a>] Id., Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P5.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 36<\/a>:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 838-840.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref124\" name=\"_ftn124\">124<\/a>]\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 38:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>840-841; cfr Benedetto XVI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20061208_xl-world-day-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2007<\/a><\/i>, 8:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>779.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref125\" name=\"_ftn125\">125<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P5.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 41<\/a>:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0843-845.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref126\" name=\"_ftn126\">126<\/a>] Cfr\u00a0<i>ibid.<\/i><\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref127\" name=\"_ftn127\">127<\/a>] Cfr Id., Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae.html\">Evangelium vitae<\/a><\/i>, 20:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0422-424.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref128\" name=\"_ftn128\">128<\/a>] Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 85:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>298-299.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref129\" name=\"_ftn129\">129<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_08121997_xxxi-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1998<\/a><\/i>, 3:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>90 (1998), 150; Id.,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/1998\/may\/documents\/hf_jp-ii_spe_09051998_fondazione-cent-annus.html\"><i>Discorso ai Membri della Fondazione \u00ab Centesimus Annus \u00bb\u00a0<\/i>(9 maggio 1998)<\/a>, 2:\u00a0<i>Insegnamenti\u00a0<\/i>XXI, 1 (1998), 873-874; Id.,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/travels\/documents\/hf_jp-ii_spe_20061998_austria-autorita.html\">Discorso alle Autorit\u00e0 Civili e Politiche e al Corpo Diplomatico durante l&#8217;incontro nel \u00ab Wiener Hofburg \u00bb\u00a0<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/travels\/documents\/hf_jp-ii_spe_20061998_austria-autorita.html\">(20 giugno 1998)<\/a>, 8:<i>\u00a0Insegnamenti<\/i>\u00a0XXI, 1 (1998), 1435-1436; Id.,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/2000\/apr-jun\/documents\/hf_jp-ii_spe_20000505_sergio-zaninelli.html\">Messaggio al Rettore Magnifico dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore nella ricorrenza annuale della giornata\u00a0<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/2000\/apr-jun\/documents\/hf_jp-ii_spe_20000505_sergio-zaninelli.html\">(5 maggio 2000)<\/a>, 6:\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0XXIII, 1 (2000), 759-760.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref130\" name=\"_ftn130\">130<\/a>] Secondo San Tommaso \u00ab ratio partis contrariatur rationi personae \u00bb in\u00a0<i>III Sent.<\/i>\u00a0d. 5, 3, 2.; anche \u00ab Homo non ordinatur ad communitatem politicam secundum se totum et secundum omnia sua \u00bb in<i>\u00a0Summa Theologiae\u00a0<\/i>I-II, q. 21, a. 4, ad 3um.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref131\" name=\"_ftn131\">131<\/a>] Cfr Conc. Ecum.Vat. II, Cost. dogm. sulla Chiesa<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\">Lumen gentium<\/a><\/i>, 1.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref132\" name=\"_ftn132\">132<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/2001\/november\/documents\/hf_jp-ii_spe_20011108_pontificie-accademie.html\">Discorso ai partecipanti alla seduta pubblica delle Pontificie Accademie di Teologia e di San Tommaso d&#8217;Aquino<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/2001\/november\/documents\/hf_jp-ii_spe_20011108_pontificie-accademie.html\">\u00a0(8 novembre 2001)<\/a>, 3:<i>\u00a0Insegnamenti\u00a0<\/i>XXIV, 2 (2001), 676-677.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref133\" name=\"_ftn133\">133<\/a>] Cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. circa l&#8217;unicit\u00e0 e l&#8217;universalit\u00e0 salvifica di Ges\u00f9 Cristo e della Chiesa<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html\">Dominus Jesus<\/a><\/i>\u00a0(6 agosto 2000), 22:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a092 (2000), 763-764; Id.,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20021124_politica_it.html\">Nota Dottrinale circa alcune questioni riguardanti l&#8217;impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica (24 novembre 2002)<\/a>, 8:<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>96 (2004), 369-370.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref134\" name=\"_ftn134\">134<\/a>] Benedetto XVI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi.html\">Spe salvi<\/a><\/i>, 31:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 1010; Id.,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2006\/october\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20061019_convegno-verona.html\"><i>Discorso ai partecipanti al IV Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa che \u00e8 in Italia<\/i>\u00a0(19 ottobre 2006)<\/a>:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0465-477.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref135\" name=\"_ftn135\">135<\/a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P2.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 5<\/a>:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a0798-800; cfr Benedetto XVI,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2006\/october\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20061019_convegno-verona.html\"><i>Discorso ai partecipanti al IV Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa che \u00e8 in Italia<\/i>\u00a0(19 ottobre 2006)<\/a>:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 471.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref136\" name=\"_ftn136\">136<\/a>] N. 12.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref137\" name=\"_ftn137\">137<\/a>] Cfr Pio XI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-xi_enc_19310515_quadragesimo-anno.html\">Quadragesimo anno<\/a><\/i>\u00a0(15 maggio 1931):<i>\u00a0AAS<\/i>\u00a023 (1931), 203; Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P6.HTM\">Centesimus annus, 48<\/a><\/i>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 852-854;<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0014\/__P6F.HTM\">Catechismo della Chiesa Cattolica<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0014\/__P6F.HTM\">, n<i>.\u00a0<\/i>1883<\/a>.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref138\" name=\"_ftn138\">138<\/a>] Cfr Giovanni XXIII, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem.html\">Pacem in terris<\/a><\/i>:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a0274.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref139\" name=\"_ftn139\">139<\/a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 10.41:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>262.277-278.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref140\" name=\"_ftn140\">140<\/a>] Cfr Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2007\/october\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20071005_cti.html\">Discorso ai Membri della Commissione Teologica Internazionale<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2007\/october\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20071005_cti.html\">\u00a0(5 ottobre 2007)<\/a>:<i>\u00a0Insegnamenti<\/i>\u00a0III, 2 (2007), 418-421; Id.,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2007\/february\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20070212_pul.html\"><i>Discorso ai partecipanti al Congresso internazionale su \u00ab Legge morale naturale \u00bb promosso dalla Pontificia Universit\u00e0 Lateranense\u00a0<\/i>(12 febbraio 2007)<\/a>:<i>\u00a0Insegnamenti<\/i>\u00a0III, 1 (2007), 209-212.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref141\" name=\"_ftn141\">141<\/a>] Cfr Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/may\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080516_bishops-thailand.html\">Discorso ai Presuli della Conferenza Episcopale della Thailandia in visita ad limina\u00a0<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/may\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080516_bishops-thailand.html\">(16 maggio 2008)<\/a>:<i>\u00a0Insegnamenti<\/i>\u00a0IV, 1 (2008), 798-801.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref142\" name=\"_ftn142\">142<\/a>] Cfr Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Istruzione<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/pontifical_councils\/migrants\/documents\/rc_pc_migrants_doc_20040514_erga-migrantes-caritas-christi_it.html\">Erga migrantes caritas Christi<\/a><\/i>\u00a0(3 maggio 2004):<i>\u00a0AAS\u00a0<\/i>96 (2004), 762-822.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref143\" name=\"_ftn143\">143<\/a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1219\/__P9.HTM\">Laborem exercens<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1219\/__P9.HTM\">, 8<\/a>:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0594-598.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref144\" name=\"_ftn144\">144<\/a>]\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/homilies\/2000\/documents\/hf_jp-ii_hom_20000501_jub-workers.html\">Discorso al termine della Concelebrazione Eucaristica in occasione del Giubileo dei Lavoratori<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/homilies\/2000\/documents\/hf_jp-ii_hom_20000501_jub-workers.html\">\u00a0(1\u00ba maggio 2000)<\/a>:\u00a0<i>Insegnamenti<\/i>\u00a0XXIII, 1 (2000), 720.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref145\" name=\"_ftn145\">145<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1214\/__P5.HTM\"><i>Centesimus annus<\/i>, 36<\/a>:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0838-840.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref146\" name=\"_ftn146\">146<\/a>] Cfr Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/april\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080418_un-visit.html\">Discorso ai partecipanti all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite\u00a0<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2008\/april\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20080418_un-visit.html\">(18 aprile 2008)<\/a>:<i>\u00a0l.c.<\/i>, 618-626.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref147\" name=\"_ftn147\">147<\/a>] Cfr Giovanni XXIII, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem.html\">Pacem in terris<\/a><\/i>:<i>\u00a0l.c<\/i>., 293; Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace,<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/pontifical_councils\/justpeace\/documents\/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html\">Compendio della Dottrina sociale della Chiesa<\/a><\/i>, n. 441.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref148\" name=\"_ftn148\">148<\/a>] Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. sulla Chiesa nel mondo contemporaneo<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 82.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref149\" name=\"_ftn149\">149<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P6.HTM\">Sollicitudo rei socialis<\/a><\/i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1224\/__P6.HTM\">, 43<\/a>:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>574-575.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref150\" name=\"_ftn150\">150<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 41:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0277- 278; Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. sulla Chiesa nel mondo contemporaneo<i>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 57.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref151\" name=\"_ftn151\">151<\/a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1219\/__P6.HTM\"><i>Laborem exercens<\/i>, 5<\/a>:<i>\u00a0l.c.,\u00a0<\/i>586-589.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref152\" name=\"_ftn152\">152<\/a>] Cfr Paolo VI, Lett. ap.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/apost_letters\/documents\/hf_p-vi_apl_19710514_octogesima-adveniens.html\">Octogesima adveniens<\/a><\/i>, 29:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a0420.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref153\" name=\"_ftn153\">153<\/a>] Cfr Benedetto XVI,<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2006\/october\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20061019_convegno-verona.html\">Discorso ai partecipanti al IV Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa che \u00e8 in Italia\u00a0<\/a><\/i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2006\/october\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20061019_convegno-verona.html\">(19 ottobre 2006)<\/a>:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a0465-477; Id.,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/homilies\/2006\/documents\/hf_ben-xvi_hom_20060912_regensburg.html\"><i>Omelia alla Santa Messa nell&#8217;\u00ab Islinger Feld \u00bb di Regensburg\u00a0<\/i>(12 settembre 2006)<\/a>:\u00a0<i>l.c.,<\/i>\u00a0252-256.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref154\" name=\"_ftn154\">154<\/a>] Cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione su alcune questioni di bioetica\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20081208_dignitas-personae_it.html\">Dignitas personae<\/a><\/i>\u00a0(8 settembre 2008):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0100 (2008), 858-887.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref155\" name=\"_ftn155\">155<\/a>] Cfr Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 3:\u00a0<i>l.c.<\/i>, 258.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref156\" name=\"_ftn156\">156<\/a>] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. sulla Chiesa nel mondo contemporaneo\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 14.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref157\" name=\"_ftn157\">157<\/a>] Cfr n. 42:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a0278.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref158\" name=\"_ftn158\">158<\/a>] Cfr Benedetto XVI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi.html\">Spe salvi<\/a><\/i>, 35:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a01013-1014.<\/p>\n<p>[<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html#_ftnref159\" name=\"_ftn159\">159<\/a>] Paolo VI, Lett. enc.<i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 42:<i>\u00a0l.c.,<\/i>\u00a0278.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera Enciclica Caritas in Veritate del Sommo Pontefice Benedetto XVI ai Vescovi, ai Presbiteri e ai Diaconi, alle Persone Consacrate, a tutti i Fedeli Laici e a tutte le Persone di Buona Volont\u00e0 sullo Sviluppo Umano Integrale nella Carit\u00e0 e nella Verit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":153442,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[101],"tags":[1327,36502,2053,2053,1722,85407,44820,1161,64796,16240,32218,88395,39672,1668,64540,28934,43489,16259,1109,25934,22896,510,1486],"class_list":["post-153480","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","tag-ambiente","tag-amore-e-verita","tag-bene-comune","tag-benedetto-xvi","tag-carita-nella-verita","tag-cooperazione-internazionale","tag-crisi-economica","tag-dottrina-sociale-della-chiesa-it","tag-ecologia-umana","tag-economia-etica-2","tag-enciclica-sociale","tag-etica-economica-2","tag-fraternita","tag-giustizia-sociale-it","tag-globalizzazione","tag-gratuita","tag-lavoro-dignitoso","tag-poverta","tag-progresso-umano","tag-responsabilita-sociale","tag-solidarieta","tag-sviluppo-umano-integrale"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Caritas in Veritate &#8211; 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