{"id":150104,"date":"2025-12-11T16:22:24","date_gmt":"2025-12-11T15:22:24","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=150104"},"modified":"2025-12-11T16:22:24","modified_gmt":"2025-12-11T15:22:24","slug":"leone-xiv-e-la-riscoperta-delle-radici-cristiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/leone-xiv-e-la-riscoperta-delle-radici-cristiane\/","title":{"rendered":"Leone XIV e la riscoperta delle radici cristiane"},"content":{"rendered":"<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Papa Leone XIV ha alzato la voce per ricordarci che la salvezza non \u00e8 un concetto astratto, ma un fatto storico inciso nella pietra, nel mosaico e nella catacomba. Con la promulgazione della\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Lettera Apostolica Nel Centenario Piac<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , pubblicata questo gioved\u00ec nel quadro del Giubileo Straordinario del 2025, il Santo Padre celebra il centenario del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (PIAC) e lo trasforma in un appello urgente alla Chiesa universale: l&#8217;archeologia non \u00e8 un lusso accademico, ma una &#8220;scuola di incarnazione&#8221; essenziale per evangelizzare nell&#8217;era digitale.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La lettera, firmata nella data simbolica dell&#8217;11 dicembre \u2013 esattamente un secolo dopo la fondazione dell&#8217;Istituto da parte di Pio XI \u2013 giunge in un momento di profonda risonanza storica. Coincide con il Giubileo della Speranza, che evoca quello del 1925, proclamato dopo la Grande Guerra come grido di pace. \u00abLa memoria del passato, illuminata dalla fede e purificata dalla carit\u00e0, \u00e8 nutrimento della speranza\u00bb, scrive Leone XIV nel preambolo, sottolineando come questi cento anni di scavi e studi abbiano permesso alla Chiesa di \u00abricostruire la storia cristiana per indicarne radici feconde e frutti di bene comune\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<h3 dir=\"auto\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La &#8220;casa dell&#8217;archeologia&#8221;: un&#8217;eredit\u00e0 di scavi che unisce i continenti<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Fondato con il Motu Proprio &#8221;\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">I Cimiteri Primitivi<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0&#8221; nel 1925, il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (PIAC) \u00e8 nato in risposta all&#8217;esigenza di formare archeologi cristiani capaci di riportare alla luce non solo reliquie, ma l&#8217;essenza viva della fede. Sotto il coordinamento della Commissione di Archeologia Sacra e della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, l&#8217;Istituto ha formato centinaia di esperti da tutto il mondo, promuovendo convegni internazionali \u2013 anche in zone di conflitto, come quello di Spalato durante la guerra in Jugoslavia \u2013 e scavi archeologici di grande importanza, come quelli della tomba di San Pietro e della Basilica di San Paolo fuori le Mura.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-150102 alignnone\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-2-3.jpeg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-2-3.jpeg 750w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-2-3-300x168.jpeg 300w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-2-3-500x281.jpeg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leone XIV ha elogiato il modo in cui il PIAC ha mantenuto la sua attenzione sulle fonti primarie: le catacombe romane, i santuari dei martiri e i viaggi di studio che permettono di &#8220;vedere, toccare e annusare&#8221; la storia. Aggiornato con il Processo di Bologna per la formazione avanzata, l&#8217;Istituto onora pionieri come Giovanni Battista de Rossi, scopritore di cimiteri sotterranei che hanno rivelato la devozione dei primi cristiani. &#8220;Si \u00e8 fatto promotore di pace&#8221;, ha affermato il Papa, ricordando il suo ruolo nella salvaguardia delle prime testimonianze che umanizzano la fede.<\/span><\/span><\/p>\n<h3 dir=\"auto\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">L&#8217;archeologia come antidoto all&#8217;astrazione: &#8220;Dio ha parlato in una lingua umana&#8221;<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In un passaggio particolarmente poetico, il Papa descrive l&#8217;archeologia cristiana come una &#8220;scuola di incarnazione&#8221; in tempi di intelligenza artificiale ed esplorazione spaziale. &#8220;Il cristianesimo \u00e8 storico, basato su fatti concreti: carne, corpo, tomba&#8221;, scrive, citando il Vangelo di Giovanni (1,14). In contrasto con una teologia che spesso si perde nell&#8217;astratto, l&#8217;archeologia rende palpabile il Verbo fatto carne: educa a una &#8220;teologia sensoriale&#8221; che insegna l&#8217;umilt\u00e0 di fronte al piccolo \u2013 un mosaico, un&#8217;iscrizione \u2013 e promuove un&#8217;ecologia spirituale che valorizza la sostenibilit\u00e0 culturale.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Riferendosi alla\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Veritatis gaudium<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> del suo predecessore Francesco, Leone XIV insiste sul fatto che questa disciplina \u00e8 fondamentale per la formazione di catechisti e teologi. Non \u00e8 un campo di conoscenza elitario, ma accessibile a tutti: &#8220;Parla di persone, di vita quotidiana, di evangelizzazione&#8221;. In un mondo che dimentica le proprie radici, riportare alla luce il passato \u00e8 un atto di carit\u00e0 che restituisce dignit\u00e0 hai dimenticati e d\u00e0 voce ai silenzi della storia.<\/span><\/span><\/p>\n<h3 dir=\"auto\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Evangelizzare dalle catacombe: ponti verso le periferie<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">La lettera va oltre l&#8217;elogio accademico; Leone XIV lo estende alla missione evangelizzatrice. &#8220;La memoria cristiana riattualizza la salvezza&#8221;, afferma, ricordando come i primi fedeli conservassero luoghi come la tomba vuota o le catacombe, incisi con simboli di vita eterna. In un&#8217;epoca di &#8220;radici perdute&#8221;, l&#8217;archeologia invita credenti, lontani, giovani e pellegrini a riscoprire l&#8217;inculturazione del Vangelo, costruendo ponti culturali e generazionali.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il Papa esorta la Chiesa a &#8220;vedere oltre&#8221;: i ritrovamenti archeologici pongono la comunit\u00e0 ecclesiale nella tensione tra tempo ed eternit\u00e0, illuminando la Rivelazione storica e confermando le tradizioni. Aiutano a discernere ci\u00f2 che \u00e8 essenziale in mezzo alle crisi, riconoscendo la pluralit\u00e0 della Chiesa primitiva. &#8220;Non \u00e8 la sterile conservazione, ma la memoria viva che fa parlare il passato al presente&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<h3 dir=\"auto\"><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Un invito alla comunione e all&#8217;investimento: &#8220;Scava, insegna, racconta&#8221;<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Rivolgendosi a vescovi, studiosi e fedeli, Leone XIV chiede: &#8220;Perch\u00e9 investire nella cultura quando ci sono bisogni urgenti?&#8221;. Ricordando le difficolt\u00e0 affrontate da Pio XI nel 1925, auspica una maggiore comunione tra le istituzioni vaticane \u2013 come l&#8217;Academia Cultorum Martyrum \u2013 e collaborazioni globali, in particolare con il patrimonio cristiano orientale. &#8220;L&#8217;archeologia \u00e8 una risorsa universale che contribuisce alla conoscenza umana&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nelle sue osservazioni conclusive, il Papa benedice coloro che &#8220;scavano, insegnano e raccontano&#8221; per rendere visibile il Verbo Incarnato, salvaguardando la speranza in un mondo che dimentica. Questa lettera non \u00e8 solo un omaggio; \u00e8 un manifesto perch\u00e9 la Chiesa, nel Giubileo del 2025, diventi una scavatrice di anime: dissotterrare il passato per seminare il futuro.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Con questa pubblicazione, Leone XIV, che assunse il pontificato in un contesto di tensioni geopolitiche, riafferma il suo impegno per una fede incarnata, dialogica e profondamente radicata. Gli esperti di archeologia cristiana lo stanno gi\u00e0 celebrando come un testo che potrebbe rivitalizzare i programmi educativi e attrarre le nuove generazioni alle catacombe, ricordandoci che, come ha affermato Francesco nel 2024, &#8220;studiare la storia mantiene la nostra coscienza collettiva&#8221;. In tempi di intelligenza artificiale, la pala dell&#8217;archeologo rimane uno strumento profetico.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><em><strong><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Testo della Lettera Apostolica:<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"testo\">\n<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\">\n<p><span class=\"title-1-color\"><b>LETTERA APOSTOLICA<br \/>\nDEL SANTO PADRE<br \/>\nLEONE XIV<br \/>\nSULL\u2019IMPORTANZA DELL\u2019ARCHEOLOGIA<br \/>\nIN OCCASIONE DEL CENTENARIO<br \/>\nDEL PONTIFICIO ISTITUTO DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA<\/b><\/span><\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p>Nel centenario della fondazione del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, sento il dovere e la gioia di condividere alcune riflessioni che ritengo importanti per il cammino della Chiesa nei tempi presenti. Lo faccio con cuore grato, consapevole che la memoria del passato, illuminata dalla fede e purificata dalla carit\u00e0, \u00e8 nutrimento della speranza.<\/p>\n<p>Nel 1925 era stato indetto il \u201cGiubileo della pace\u201d, che intendeva alleviare le atroci ferite del primo conflitto mondiale; ed \u00e8 significativo che la ricorrenza del centenario dell\u2019Istituto coincida con un nuovo Giubileo, che anche oggi vuole dare prospettive di speranza all\u2019umanit\u00e0, travagliata da numerose guerre.<\/p>\n<p>Il nostro tempo, segnato da rapidi mutamenti, da crisi umanitarie e transizioni culturali, richiede, insieme con il ricorso ad antichi e nuovi saperi, anche la ricerca di una sapienza profonda, capace di custodire e tramandare al futuro ci\u00f2 che \u00e8 veramente essenziale. \u00c8 in questa prospettiva che desidero riaffermare con forza quanto l\u2019archeologia sia una componente imprescindibile dell\u2019interpretazione del cristianesimo e, per conseguenza, della formazione catechetica e teologica. Essa non \u00e8 solo una disciplina specialistica, riservata a pochi esperti, ma una via accessibile a tutti coloro che vogliono comprendere l\u2019incarnazione della fede nel tempo, nei luoghi e nelle culture. Per noi cristiani la storia \u00e8 un fondamento cruciale: infatti compiamo il pellegrinaggio della vita nel concreto della storia, che \u00e8 anche lo scenario in cui si svolge il mistero della salvezza. Ogni cristiano \u00e8 chiamato a basare la propria esistenza su una Buona Novella che parte dall\u2019Incarnazione storica del Verbo di Dio (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a01,14).<\/p>\n<p>Come ci ha ricordato l\u2019amato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>, \u00abnessuno pu\u00f2 conoscere veramente chi \u00e8 e che cosa intende essere domani senza nutrire il legame che lo connette con le generazioni che lo precedono. E questo vale non solo a livello di vicenda dei singoli, ma anche ad un livello pi\u00f9 ampio di comunit\u00e0. Infatti, studiare e raccontare la storia aiuta a mantenere accesa la fiamma della coscienza collettiva.\u00a0Altrimenti rimane solo la memoria personale dei fatti legati al proprio interesse o alle proprie emozioni, senza un vero collegamento con la comunit\u00e0 umana ed ecclesiale nella quale ci troviamo a vivere\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p><i>La Casa dell\u2019archeologia<\/i><\/p>\n<p>Col\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it\/motu_proprio\/documents\/hf_p-xi_motu-proprio_19251211_primitivi-cemeteri.html\"><i>Motu Proprio<\/i>\u00a0\u201cI primitivi cemeteri\u201d<\/a>, dell\u201911 dicembre 1925,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it.html\">Papa Pio XI<\/a>\u00a0sanciva un progetto ambizioso e lungimirante: la fondazione di un istituto di alta formazione, cio\u00e8 dottorale, che, coordinandosi con la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.catacombeditalia.va\/content\/archeologiasacra\/it\/la-commissione.html\">Commissione di Archeologia Sacra<\/a>\u00a0e con la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/romancuria\/it\/pontificie-accademie\/pontificia-accademia-archeologia\/profilo.html\">Pontificia Accademia Romana di Archeologia<\/a>, avrebbe avuto il compito di indirizzare, con il massimo rigore scientifico, gli studi sui monumenti del cristianesimo antico per ricostruire la vita delle prime comunit\u00e0, formando \u00abcos\u00ec Professori di archeologia cristiana per le Universit\u00e0 e i Seminari, Direttori di scavi di antichit\u00e0, Conservatori di monumenti sacri, musei, ecc.\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Nella visione di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it.html\">Pio XI<\/a>\u00a0l\u2019archeologia \u00e8 indispensabile per l\u2019esatta ricostruzione della storia, la quale, come \u00abluce di verit\u00e0 e testimonio dei tempi, se rettamente consultata e diligentemente esaminata\u00bb,\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0indica ai popoli la fecondit\u00e0 delle radici cristiane e i frutti di bene comune che ne possono derivare, accreditando in tal modo anche l\u2019opera di evangelizzazione.<\/p>\n<p>In tutti questi anni, il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana ha formato centinaia di archeologi del cristianesimo antico provenienti, come gli stessi professori, da tutte le parti del mondo, i quali, \u00a0rientrati nei propri Paesi, hanno ricoperto importanti incarichi di docenza o di tutela; ha promosso ricerche a Roma e nell\u2019intero orbe cristiano; ha svolto un efficace ruolo internazionale per la promozione dell\u2019archeologia cristiana, sia con l\u2019organizzazione dei ciclici congressi e con numerose altre iniziative scientifiche, sia per le strette relazioni e gli scambi costanti con universit\u00e0 e centri di studio di tutto il mondo.<\/p>\n<p>L\u2019Istituto ha saputo essere, in alcuni momenti, promotore di pace e di dialogo religioso, ad esempio organizzando il XIII Congresso internazionale a Spalato durante la guerra nella ex-Jugoslavia \u2013 scelta difficile e con molti dissensi nell\u2019ambiente accademico \u2013\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0o confermando la propria operativit\u00e0 con missioni all\u2019estero in Paesi politicamente instabili. Non ha mai derogato agli obiettivi dell\u2019alta formazione, privilegiando il contatto diretto con le fonti scritte e i monumenti, tracce visibili e inequivocabili delle prime comunit\u00e0 cristiane, attraverso visite, soprattutto alle catacombe e alle chiese di Roma, e i viaggi annuali di studio nelle aree geografiche interessate dalla diffusione del Cristianesimo.<\/p>\n<p>Quando le esigenze della didattica e le sollecitazioni dall\u2019esterno lo hanno richiesto, soprattutto negli anni recenti con il Processo di Bologna, sottoscritto dalla Santa Sede, per la costruzione di un sistema di istruzione superiore coerente in Europa, l\u2019Istituto ha aggiornato le discipline e i percorsi formativi, senza mai discostarsi dagli obiettivi e dallo spirito dei suoi fondatori. Esso ha continuato a calcare le orme degli iniziatori dell\u2019archeologia cristiana, specialmente di Giovanni Battista de Rossi, \u00abstudioso instancabile, che pose le basi di una disciplina scientifica\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0A lui si devono, nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, la scoperta della gran parte dei cimiteri cristiani intorno alle mura di Roma, come pure lo studio dei santuari dei Martiri delle persecuzioni, quelle di Decio, di Valeriano e di Diocleziano soprattutto, e dei loro sviluppi dall\u2019et\u00e0 di Costantino, attrattori di un pellegrinaggio sempre pi\u00f9 fiorente fino all\u2019alto medioevo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato rendere un servizio alla Chiesa, che ha potuto contare sull\u2019Istituto come promotore delle conoscenze sulle testimonianze materiali del cristianesimo delle origini, sui Martiri che ancora oggi rappresentano esempi di una fede brillante e coraggiosa. Il servizio dell\u2019Istituto \u00e8 stato anche pratico, poich\u00e9 \u00e8 intervenuto nello scavo \u2013 intrapreso dalla Fabbrica di San Pietro \u2013 della tomba dell\u2019Apostolo Pietro sotto l\u2019Altare della Confessione della Basilica Vaticana e, pi\u00f9 recentemente, nelle indagini dei Musei Vaticani presso San Paolo fuori le mura.<\/p>\n<p><i>L\u2019archeologia come scuola di incarnazione<\/i><\/p>\n<p>Oggi siamo chiamati a chiederci: quanto ancora pu\u00f2 essere proficuo, nell\u2019epoca dell\u2019intelligenza artificiale e delle investigazioni nelle infinite galassie dell\u2019universo, il ruolo dell\u2019archeologia cristiana nella societ\u00e0 e per la Chiesa?<\/p>\n<p>Il cristianesimo non \u00e8 nato da un\u2019idea, ma da una carne. Non da un concetto astratto, ma da un grembo, da un corpo, da un sepolcro. La fede cristiana, nel suo cuore pi\u00f9 autentico, \u00e8 storica: si fonda su eventi concreti, su volti, su gesti, su parole pronunciate in una lingua, in un\u2019epoca, in un ambiente.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0\u00c8 questo che l\u2019archeologia rende evidente, palpabile. Essa ci ricorda che Dio ha scelto di parlare in una lingua umana, di camminare su una terra, di abitare luoghi, case, sinagoghe, strade.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 comprendere fino in fondo la teologia cristiana senza l\u2019intelligenza dei luoghi e delle tracce materiali che testimoniano la fede dei primi secoli. Non \u00e8 un caso che l\u2019evangelista Giovanni apra la sua Prima Lettera con una sorta di dichiarazione sensoriale: \u00abQuello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita\u00bb (<i>1Gv<\/i>\u00a01,1). L\u2019archeologia cristiana \u00e8, in un certo senso, una risposta fedele a queste parole. Essa vuole toccare, vedere, ascoltare il Verbo che si \u00e8 fatto carne. Non per fermarsi a ci\u00f2 che \u00e8 visibile, ma per lasciarsi condurre al Mistero che vi si cela.<\/p>\n<p>L\u2019archeologia, occupandosi dei vestigi materiali della fede, educa a una teologia dei sensi: una teologia che sa vedere, toccare, odorare, ascoltare. L\u2019archeologia cristiana educa a questa sensibilit\u00e0. Scavando tra le pietre, tra le rovine, tra gli oggetti, essa ci insegna che nulla di ci\u00f2 che \u00e8 stato toccato dalla fede \u00e8 insignificante. Anche un frammento di mosaico, un\u2019iscrizione dimenticata, un graffito su una parete catacombale possono raccontare la biografia della fede. In tal senso, l\u2019archeologia \u00e8 anche scuola di umilt\u00e0: insegna a non disprezzare ci\u00f2 che \u00e8 piccolo, ci\u00f2 che \u00e8 apparentemente secondario. Insegna a leggere i segni, a interpretare il silenzio e l\u2019enigma delle cose, a intuire ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 scritto. \u00c8 una scienza della soglia, che sta tra la storia e la fede, tra la materia e lo Spirito, tra l\u2019antico e l\u2019eterno.<\/p>\n<p>Viviamo in un\u2019epoca in cui l\u2019uso e il consumo hanno preso il sopravvento sulla custodia e sul rispetto. L\u2019archeologia, invece, ci insegna che anche la pi\u00f9 piccola testimonianza merita attenzione, che ogni traccia ha un valore, che nulla pu\u00f2 essere scartato. In questo senso, essa \u00e8 una scuola di sostenibilit\u00e0 culturale e di ecologia spirituale. \u00c8 un\u2019educazione al rispetto della materia, della memoria, della storia. L\u2019archeologo non butta via, ma conserva. Non consuma, ma contempla. Non distrugge, ma decifra. Il suo sguardo \u00e8 paziente, preciso, rispettoso. \u00c8 lo sguardo che sa cogliere in un pezzo di ceramica, in una moneta corrosa, in un\u2019incisione consunta il respiro di un\u2019epoca, il senso di una fede, il silenzio di una preghiera. \u00c8 uno sguardo che pu\u00f2 insegnare molto anche alla pastorale e alla catechesi di oggi.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, i pi\u00f9 moderni strumenti tecnologici permettono di ricavare nuove informazioni da reperti un tempo considerati insignificanti. Questo ci ricorda che nulla \u00e8 veramente inutile o perduto. Anche ci\u00f2 che appare marginale pu\u00f2, alla luce di nuove domande e nuovi metodi, restituire significati profondi. L\u2019archeologia, in questo, \u00e8 anche scuola di speranza.<\/p>\n<p>Nelle Norme applicative della Costituzione apostolica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_constitutions\/documents\/papa-francesco_costituzione-ap_20171208_veritatis-gaudium.html\">Veritatis gaudium<\/a><\/i>\u00a0si afferma che l\u2019Archeologia, insieme alla Storia della Chiesa e alla Patrologia, deve far parte delle discipline fondamentali per la formazione teologica.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Non si tratta di un\u2019aggiunta accessoria, dunque, ma di un principio pedagogico profondo: chi studia teologia deve sapere da dove viene la Chiesa, come ha vissuto, quali forme ha assunto la fede nel corso dei secoli. L\u2019archeologia non ci parla solo di cose, ma di persone: delle loro case, delle loro tombe, delle loro chiese, delle loro preghiere. Ci parla della vita quotidiana dei primi cristiani, dei luoghi del culto, delle forme dell\u2019annuncio. Ci parla di come la fede ha modellato spazi, citt\u00e0, paesaggi, mentalit\u00e0. E ci aiuta a comprendere come la rivelazione si sia incarnata nella storia, come il Vangelo abbia trovato parole e forme dentro le culture. Una teologia che ignora l\u2019archeologia rischia di diventare disincarnata, astratta, ideologica. Al contrario, una teologia che accoglie l\u2019archeologia come alleata \u00e8 una teologia che ascolta il corpo della Chiesa, che interroga le sue ferite, che legge i suoi segni, che si lascia toccare dalla sua storia.<\/p>\n<p>La professione archeologica \u00e8, in gran parte, una professione \u201ctattile\u201d. Gli archeologi sono i primi a toccare, dopo secoli, una materia sepolta che conserva l\u2019energia del tempo. Ma il compito dell\u2019archeologo cristiano non si ferma alla materia, va oltre, fino all\u2019umano. Non studia soltanto i reperti, ma anche le mani che li hanno forgiati, le menti che li hanno concepiti, i cuori che li hanno amati. Dietro ogni oggetto c\u2019\u00e8 una persona, un\u2019anima, una comunit\u00e0. Dietro ogni rovina, un sogno di fede, una liturgia, una relazione. L\u2019archeologia cristiana, allora, \u00e8 anche una forma di carit\u00e0: \u00e8 un modo per far parlare i silenzi della storia, per restituire dignit\u00e0 a chi \u00e8 stato dimenticato, per riportare alla luce la santit\u00e0 anonima di tanti fedeli che hanno fatto la Chiesa.<\/p>\n<p><i>Una memoria per evangelizzare<\/i><\/p>\n<p>Fin dalle origini del cristianesimo, la memoria ha avuto un ruolo fondamentale nell\u2019evangelizzazione. Non si tratta di un semplice ricordo, ma di una riattualizzazione viva della salvezza. Le prime comunit\u00e0 cristiane custodivano, insieme con le parole di Ges\u00f9, anche i luoghi, gli oggetti, i segni della sua presenza. La tomba vuota, la casa di Pietro a Cafarnao, le tombe dei martiri, le catacombe romane: tutto concorreva a testimoniare che Dio era entrato davvero nella storia e che la fede non era una filosofia, ma un cammino concreto nella carne del mondo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0scrisse che, nei percorsi catacombali, \u00absi trovano i tanti segni del pellegrinaggio cristiano delle origini: penso, ad esempio, agli importantissimi graffiti della cosiddetta\u00a0<i>triclia<\/i>\u00a0delle catacombe di San Sebastiano, la\u00a0<i>Memoria Apostolorum<\/i>, dove si veneravano insieme le reliquie degli Apostoli Pietro e Paolo. Scopriamo poi, in questi percorsi, i simboli e le raffigurazioni cristiane pi\u00f9 antiche, che testimoniano la speranza cristiana. Nelle catacombe tutto parla di speranza, tutto: parla di vita oltre la morte, di liberazione dai pericoli e dalla morte stessa per opera di Dio, che in Cristo, il Pastore buono, ci chiama a partecipare alla beatitudine del Paradiso, evocata con figure di piante rigogliose, fiori, prati verdeggianti, pavoni e colombe, pecorelle al pascolo\u2026 Tutto parla di speranza e di vita!\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>Questo \u00e8 ancora oggi il compito dell\u2019archeologia cristiana: aiutare la Chiesa a ricordare la propria origine, a custodire la memoria viva dei suoi inizi, a narrare la storia della salvezza non solo con parole, ma anche con immagini, forme, spazi. In un tempo che spesso smarrisce le radici, l\u2019archeologia diventa cos\u00ec strumento prezioso di un\u2019evangelizzazione che parte dalla verit\u00e0 della storia per aprire alla speranza cristiana e alla novit\u00e0 dello Spirito.<\/p>\n<p>L\u2019archeologia cristiana ci fa vedere come il Vangelo sia stato accolto, interpretato, celebrato in contesti culturali diversi; ci mostra come la fede abbia plasmato il quotidiano, la citt\u00e0, l\u2019arte, il tempo. E ci invita a continuare questo processo di inculturazione, perch\u00e9 il Vangelo oggi possa ancora trovare casa nei cuori e nelle culture del mondo contemporaneo. In questo senso, non guarda soltanto al passato: parla al presente e orienta verso il futuro. Parla ai credenti, che riscoprono le radici della loro fede; ma parla anche ai lontani, ai non credenti, a quanti si interrogano sul senso della vita e trovano, nel silenzio delle tombe e nella bellezza delle basiliche paleocristiane, un\u2019eco di eternit\u00e0. Parla ai giovani, che spesso cercano autenticit\u00e0 e concretezza; parla agli studiosi, che vedono nella fede non un\u2019astrazione ma una realt\u00e0 storicamente documentata; parla ai pellegrini, che ritrovano nelle catacombe e nei santuari il senso del cammino e l\u2019invito alla preghiera per la Chiesa.<\/p>\n<p>In un tempo nel quale la Chiesa \u00e8 chiamata ad aprirsi alle periferie \u2013 geografiche ed esistenziali \u2013 l\u2019archeologia pu\u00f2 essere strumento potente di dialogo; pu\u00f2 contribuire a creare ponti tra mondi distanti, tra culture diverse, tra generazioni; pu\u00f2 testimoniare che la fede cristiana non \u00e8 mai stata una realt\u00e0 chiusa, ma una forza dinamica, capace di penetrare nei tessuti pi\u00f9 profondi della storia umana.<\/p>\n<p><i>Saper vedere oltre: la Chiesa tra tempo ed eternit\u00e0<\/i><\/p>\n<p>La grandezza della missione archeologica si misura anche nella capacit\u00e0 di collocare la Chiesa dentro la tensione tra il tempo e l\u2019eternit\u00e0. Ogni reperto, ogni frammento portato alla luce ci dice che il cristianesimo non \u00e8 un\u2019idea sospesa, ma un corpo che ha vissuto, che ha celebrato, che ha abitato lo spazio e il tempo. La fede non \u00e8 fuori dal mondo, ma nel mondo. Non \u00e8 contro la storia, ma dentro la storia.<\/p>\n<p>Eppure l\u2019archeologia non si limita a descrivere la materialit\u00e0 delle cose. Essa ci conduce oltre: ci fa intuire la forza di un\u2019esistenza che trascende i secoli, che non si esaurisce nella materia, ma la oltrepassa. Cos\u00ec, ad esempio, nella lettura delle sepolture cristiane vediamo, oltre, la morte, l\u2019attesa della risurrezione; nella disposizione delle absidi cogliamo, oltre un calcolo architettonico, l\u2019orientamento verso Cristo; nelle tracce del culto riconosciamo, oltre un rituale, l\u2019anelito al Mistero.<\/p>\n<p>In una prospettiva pi\u00f9 sistematica, \u00e8 possibile affermare che l\u2019archeologia ha una rilevanza specifica anche nella teologia della Rivelazione. Dio ha parlato nel tempo, attraverso eventi e persone. Ha parlato nella storia di Israele, nella vicenda di Ges\u00f9, nel cammino della Chiesa. La Rivelazione \u00e8 dunque sempre anche storica. Ma se \u00e8 cos\u00ec, allora la comprensione della Rivelazione non pu\u00f2 prescindere da un\u2019adeguata conoscenza dei contesti storici, culturali e materiali nei quali essa si \u00e8 realizzata. L\u2019archeologia cristiana contribuisce a questa conoscenza. Essa illumina i testi con le testimonianze materiali. Interroga le fonti scritte, le completa, le problematizza. In alcuni casi, conferma l\u2019autenticit\u00e0 delle tradizioni; in altri, le ricolloca nel loro giusto contesto; in altri ancora, apre nuove domande. Tutto questo \u00e8 teologicamente rilevante. Perch\u00e9 una teologia che voglia essere fedele alla Rivelazione deve restare aperta alla complessit\u00e0 della storia.<\/p>\n<p>L\u2019archeologia, inoltre, mostra come il cristianesimo si sia progressivamente articolato nel tempo, affrontando sfide, conflitti, crisi, momenti di splendore e di oscurit\u00e0. Questo aiuta la teologia ad abbandonare visioni idealizzate o lineari del passato e a entrare nella verit\u00e0 del reale: una verit\u00e0 fatta di grandezza e di limite, di santit\u00e0 e di fragilit\u00e0, di continuit\u00e0 e di rottura. Ed \u00e8 proprio in questa storia reale, concreta, spesso contraddittoria, che Dio ha voluto manifestarsi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso, infine, che ogni approfondimento del mistero della Chiesa sia accompagnato da un ritorno alle origini. Non per un mero desiderio di ripristino, ma per una ricerca di autenticit\u00e0. La Chiesa si sveglia e rinnova quando torna a interrogarsi su ci\u00f2 che l\u2019ha fatta nascere, su ci\u00f2 che la definisce in profondit\u00e0. L\u2019archeologia cristiana pu\u00f2 offrire un grande contributo in questo senso. Essa ci aiuta a distinguere l\u2019essenziale dal secondario, il nucleo originario dalle incrostazioni della storia.<\/p>\n<p>Ma attenzione: non si tratta di un\u2019operazione che riduce la vita ecclesiale a un culto del passato. La vera archeologia cristiana non \u00e8 conservazione sterile, ma memoria viva. \u00c8 capacit\u00e0 di far parlare il passato al presente. \u00c8 sapienza nel discernere ci\u00f2 che lo Spirito Santo ha suscitato nella storia. \u00c8 fedelt\u00e0 creativa, non imitazione meccanica. Per questo motivo, l\u2019archeologia cristiana pu\u00f2 offrire un linguaggio comune, una base condivisa, una memoria riconciliata. Pu\u00f2 aiutare a riconoscere la pluralit\u00e0 delle esperienze ecclesiali, la variet\u00e0 delle forme, l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0. E pu\u00f2 diventare luogo di ascolto, spazio di dialogo, strumento di discernimento.<\/p>\n<p><i>Il valore della comunione accademica<\/i><\/p>\n<p>Quando, nel 1925,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it.html\">Pio XI<\/a>\u00a0volle istituire il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, lo fece nonostante le difficolt\u00e0 economiche e il clima incerto del dopoguerra. Lo fece con coraggio, con lungimiranza, con fiducia nella scienza e nella fede. Oggi, a cento anni di distanza, quel gesto ci interpella. Ci chiede se siamo capaci, anche noi, di credere nella forza dello studio, della formazione, della memoria; ci chiede se siamo disposti a investire nella cultura nonostante la crisi, a promuovere la conoscenza nonostante l\u2019indifferenza, a difendere la bellezza anche quando essa sembra marginale. Essere fedeli allo spirito dei fondatori significa non accontentarsi del gi\u00e0 fatto, ma rilanciare. Significa formare persone capaci di pensare, di interrogare, di discernere, di narrare. Significa non chiudersi in un sapere elitario, ma condividere, divulgare, coinvolgere.<\/p>\n<p>In questo centenario, desidero anche ribadire l\u2019importanza della comunione tra le diverse istituzioni che si occupano di archeologia. La\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/romancuria\/it\/pontificie-accademie\/pontificia-accademia-archeologia\/profilo.html\">Pontificia Accademia Romana di Archeologia<\/a>, la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.catacombeditalia.va\/content\/archeologiasacra\/it\/la-commissione.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pontificia Commissione di Archeologia Sacra<\/a>, la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/romancuria\/it\/pontificie-accademie\/pontificia-academia-cultorum-martyrum.index.html#pontificie-accademie\">Pontificia Accademia\u00a0<i>Cultorum Martyrum<\/i><\/a>, il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana: ciascuna con la propria specificit\u00e0, tutte condividono una medesima missione. \u00c8 necessario che esse collaborino, si parlino, si sostengano. Che stabiliscano sinergie, elaborino progetti comuni, promuovano reti internazionali.<\/p>\n<p>L\u2019archeologia cristiana non \u00e8 una riserva per pochi, ma una risorsa per tutti. Essa pu\u00f2 offrire un contributo originale alla conoscenza dell\u2019umanit\u00e0, al rispetto della diversit\u00e0, alla promozione della cultura.<\/p>\n<p>Anche il rapporto con l\u2019Oriente cristiano pu\u00f2 trovare, nell\u2019archeologia, un terreno fecondo. Le catacombe comuni, le chiese condivise, le pratiche liturgiche analoghe, i martirologi convergenti: tutto questo costituisce un patrimonio spirituale e culturale da valorizzare insieme.<\/p>\n<p><i>Educare alla memoria, custodire la speranza<\/i><\/p>\n<p>Viviamo in un mondo che tende a dimenticare, che corre veloce, che consuma immagini e parole senza sedimentare senso. La Chiesa, invece, \u00e8 chiamata a educare alla memoria, e l\u2019archeologia cristiana \u00e8 uno dei suoi strumenti pi\u00f9 nobili per farlo. Non per rifugiarsi nel passato, ma per abitare il presente con coscienza, per costruire il futuro con radici.<\/p>\n<p>Chi conosce la propria storia, sa chi \u00e8. Sa dove andare. Sa di chi \u00e8 figlio e a quale speranza \u00e8 chiamato. I cristiani non sono orfani: hanno una genealogia di fede, una tradizione viva, una comunione di testimoni. L\u2019archeologia cristiana rende visibile questa genealogia, ne custodisce i segni, li interpreta, li racconta, li trasmette. In questo senso, essa \u00e8 anche ministero di speranza. Perch\u00e9 mostra che la fede ha gi\u00e0 attraversato epoche difficili. Ha resistito alle persecuzioni, alle crisi, ai cambiamenti. Ha saputo rinnovarsi, reinventarsi, radicarsi in nuovi popoli, fiorire in nuove forme. Chi studia le origini cristiane, vede che il Vangelo ha sempre avuto una forza generativa, che la Chiesa \u00e8 sempre rinata, che la speranza non \u00e8 mai venuta meno.<\/p>\n<p><i>***<\/i><\/p>\n<p>Mi rivolgo ai Vescovi e ai responsabili di cultura e di educazione: incoraggiate i giovani, laici e sacerdoti, a studiare l\u2019archeologia, che offre tante prospettive formative e professionali all\u2019interno delle istituzioni ecclesiastiche e civili, nel mondo accademico e sociale, nei campi della cultura e della conservazione.<\/p>\n<p>Infine, la mia parola va a voi, fratelli e sorelle, studiosi, docenti, studenti, ricercatori, operatori dei beni culturali, responsabili ecclesiastici e laici: il vostro lavoro \u00e8 prezioso. Non lasciatevi scoraggiare dalle difficolt\u00e0. L\u2019archeologia cristiana \u00e8 un servizio, \u00e8 una vocazione, \u00e8 una forma di amore per la Chiesa e per l\u2019umanit\u00e0. Continuate a scavare, a studiare, a insegnare, a raccontare. Siate instancabili nel cercare, rigorosi nell\u2019analizzare, appassionati nel trasmettere. E soprattutto siate fedeli al senso profondo del vostro impegno: rendere visibile il Verbo della vita, testimoniare che Dio ha preso carne, che la salvezza ha lasciato impronte, che il Mistero si \u00e8 fatto narrazione storica.<\/p>\n<p>Vi accompagni tutti la benedizione del Signore. Vi sostenga la comunione della Chiesa. Vi ispiri la luce dello Spirito Santo, che \u00e8 memoria viva e creativit\u00e0 inesauribile. E vi custodisca la Vergine Maria, che ha saputo meditare ogni cosa nel suo cuore, unendo passato e futuro nello sguardo della fede.<\/p>\n<p><i>Dal Vaticano, 11 dicembre 2025<\/i><\/p>\n<p>LEONE PP. XIV<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/letters\/2024\/documents\/20241121-lettera-storia-chiesa.html\">Lettera sul rinnovamento dello studio della Storia della Chiesa<\/a><\/i>\u00a0(21 novembre 2024):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0116 (2024), 1590.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0<i>Regolamento per il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana<\/i>\u00a0(11 dicembre 1925), art. 1:\u00a0<i>Rivista di Archeologia Cristiana della Pontificia Commissione di archeologia sacra<\/i>, 3 (1926), 21.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Pio XI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-xi_enc_19311225_lux-veritatis.html\">Lux Veritatis<\/a>\u00a0<\/i>(25 dicembre 1931), Proemio:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>23 (1931), 493.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Cfr P. Saint-Roch,\u00a0\u00a0<i>Discours inaugural<\/i>: a cura di N. Cambi &#8211; E. Marin,\u00a0<i>Acta XIII Congressus Internationalis Archaeologiae Christianae,\u00a0<\/i>I, Citt\u00e0 del Vaticano 1998, 66-67.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/letters\/2022\/documents\/20220201-cardinale-ravasi.html\">Lettera al Cardinale Gianfranco Ravasi in occasione della XXV Seduta pubblica delle Pontificie Accademie<\/a><\/i>\u00a0(1\u00b0 febbraio 2022):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>114 (2022), 211.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Ad esempio, nel Credo abbiamo il riferimento a Ponzio Pilato, un personaggio storico, che permette di datare gli eventi ricordati.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Congrezione per l\u2019Educazione Cattolica,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_constitutions\/documents\/papa-francesco_costituzione-ap_20171208_veritatis-gaudium.html#NORME\">Norme applicative per la fedele esecuzione della Cost. ap. Veritatis gaudium<\/a>\u00a0<\/i>(27 dicembre 2017), art. 55, 1\u00ba b:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0110 (2018), 149.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251211-nel-centenario-piac.html#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/may\/documents\/20240517-archeologia-sacra.html\">Discorso\u00a0ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra<\/a><\/i>\u00a0(17 maggio 2024):\u00a0\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>116 (2024), 697-698.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content parsys\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera apostolica che unisce storia e speranza nel Giubileo 2025: in occasione del centenario del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, il Papa invita a scavare nel passato per illuminare il futuro della fede in tempi di crisi globale<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":150097,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[101,103,67],"tags":[85574,85575,85576,1092,64851,9070,85577,64910,6543,41245,85579,85580,58164,5812,85581,85578,64903,85582,41058],"class_list":["post-150104","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","category-documenti-papa-completi","category-leone-xiv","tag-archeologia-cristiana","tag-catacombe-cristiane","tag-centenario-del-piac","tag-evangelizzazione","tag-featured-it-2","tag-giubileo-2025-2","tag-incarnazione-della-fede","tag-leone-xiv-it","tag-lettera-apostolica","tag-martiri-cristiani","tag-memoria-storica-cristiana","tag-nel-centenario-del-piac","tag-papa-leone-xiv","tag-pio-xi","tag-pontificio-istituto-di-archeologia-cristiana","tag-scavi-vaticani","tag-speranza-cristiana-it","tag-teologia-sensoriale","tag-vaticano-2025-2"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Leone XIV e la riscoperta delle radici cristiane &#8211; 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