{"id":147357,"date":"2025-11-23T14:45:25","date_gmt":"2025-11-23T13:45:25","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=147357"},"modified":"2025-11-23T14:45:25","modified_gmt":"2025-11-23T13:45:25","slug":"leone-xiv-nel-1700-anniversario-del-concilio-di-nicea-un-invito-allunita-nella-fede-cristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/leone-xiv-nel-1700-anniversario-del-concilio-di-nicea-un-invito-allunita-nella-fede-cristiana\/","title":{"rendered":"Leone XIV: Nel 1700\u00b0 anniversario del Concilio di Nicea, un invito all&#8217;unit\u00e0 nella fede cristiana"},"content":{"rendered":"<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In un mondo devastato da guerre, ingiustizie e una crescente indifferenza spirituale, Papa Leone XIV ha lanciato un vibrante appello all&#8217;unit\u00e0 dei cristiani con la pubblicazione della Lettera Apostolica\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In unitate fidei<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , in commemorazione del 1700\u00b0 anniversario del Concilio di Nicea, il primo grande sinodo ecumenico della storia. Pubblicato nella solennit\u00e0 di Cristo Re dell&#8217;Universo, questo documento papale, disponibile sul\u00a0 <\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/es\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">sito web ufficiale del Vaticano<\/span><\/span><\/a><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> , non solo ravviva la fede fondamentale in Ges\u00f9 Cristo come unico Figlio di Dio, ma la presenta anche come antidoto alle divisioni contemporanee, invitando cattolici, ortodossi e protestanti a riscoprire il Credo come un faro di speranza.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Nella sua lettera, il Papa ricorda le origini della fede cristiana, radicate nel Credo niceno-costantinopolitano, recitato ogni domenica nelle Messe in tutto il mondo: \u00abCrediamo in Ges\u00f9 Cristo, unigenito Figlio di Dio, disceso dal cielo per la nostra salvezza\u00bb. Questa professione di fede, nata nel 325 a Nicea, su invito dell&#8217;imperatore Costantino, nacque come risposta all&#8217;eresia ariana, che negava la piena divinit\u00e0 di Cristo presentandolo come un essere intermedio. Leone XIV sottolinea come i 318 vescovi riuniti \u2013 per lo pi\u00f9 provenienti dall&#8217;Oriente cristiano \u2013 difendessero la tradizione apostolica e biblica, proclamando che il Figlio \u00e8 \u00abdella stessa sostanza (homoousios) del Padre\u00bb, un termine che non ricerca filosofie ellenistiche, ma piuttosto chiarisce il mistero dell&#8217;Incarnazione: Dio si \u00e8 fatto uomo per salvarci.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Il contesto storico dipinto dalla lettera \u00e8 tanto vivido quanto attuale. Dopo l&#8217;Editto di Milano del 313, che pose fine alle persecuzioni, la Chiesa affront\u00f2 la sua prima grande crisi interna. Ario, un sacerdote carismatico di Alessandria, semin\u00f2 il dubbio affermando che ci fu un tempo in cui il Figlio &#8220;non era&#8221;, minacciando il nucleo stesso della salvezza cristiana. Figure come Sant&#8217;Atanasio di Alessandria e Osio di Cordova emersero come baluardi, guidati dall&#8217;inviato papale. Il Concilio non solo condann\u00f2 l&#8217;arianesimo, ma forgi\u00f2 anche un Credo che incorpora metafore bibliche \u2013 &#8220;Dio da Dio, Luce da Luce&#8221; \u2013 per affermare che Cristo, riflesso della gloria del Padre, illumina i battezzati come luce del mondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Leone XIV approfondisce la dimensione salvifica di questa fede: la discesa di Cristo dal cielo non \u00e8 un mito lontano, ma una realt\u00e0 che divinizza l&#8217;umanit\u00e0. Come insegnava Sant&#8217;Atanasio, &#8220;Dio si \u00e8 fatto uomo perch\u00e9 l&#8217;uomo diventasse Dio&#8221;, un&#8217;unione che redime corpo e anima, umanizzando l&#8217;umanit\u00e0 nella sua interezza. In tempi di crisi ecologica e sociale \u2013 riecheggiando encicliche come\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Laudato si&#8217;<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0e\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Fratelli tutti<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u2013 il Papa ci esorta a riconoscere Cristo nel volto dei poveri e dei migranti, ricordando il Giudizio Universale di Matteo 25: &#8220;In verit\u00e0 vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l&#8217;avete fatto a me&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Tuttavia, la lettera non idealizza il passato: l&#8217;arianesimo persistette per decenni, con imperatori come Costanzo II che lo favorirono, portando a esili e divisioni. Fu l&#8217;instancabile lavoro dei Padri Cappadoci \u2013 Basilio Magno, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo \u2013 a culminare nel Concilio di Costantinopoli del 381, che espanse il Credo per includere lo Spirito Santo. Ratificato a Calcedonia nel 451, questo simbolo divenne il vincolo di unit\u00e0 tra Oriente e Occidente, un ponte riconosciuto persino dalle comunit\u00e0 riformate del XVI secolo.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Al centro di\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">In unitate fidei<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> \u00a0pulsa un urgente appello ecumenico. Leone XIV, richiamando il Concilio Vaticano II e l&#8217;enciclica\u00a0 <\/span><\/span><em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Ut unum sint<\/span><\/span><\/em><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"> di San Giovanni Paolo II, si chiede: cosa significa il Credo oggi, quando Dio sembra irrilevante a cos\u00ec tanti, anche a causa dello scandalo delle divisioni cristiane? Il Papa ci invita a un esame di coscienza collettivo: Dio \u00e8 il Signore delle nostre vite, il Creatore a cui dobbiamo giustizia sociale e cura della Terra? Seguire Cristo esige la croce e la conversione, l&#8217;amore per il prossimo come Dio stesso e la testimonianza della misericordia nelle catastrofi e nei conflitti.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">\u00abIn un mondo diviso, la Chiesa deve essere segno di pace\u00bb, afferma il Papa, proponendo un ecumenismo di preghiera, dialogo e conversione reciproca. Basato sul comune battesimo e sul Credo condiviso, questo cammino riconosce la fede nell&#8217;unico Dio Uno e Trino, superando tirannie e frammentazioni per un&#8217;unit\u00e0 nella diversit\u00e0, ispirata dallo Spirito Santo. La lettera si conclude con un&#8217;invocazione fiduciosa: che questo anniversario possa ravvivare la fede, la speranza e la carit\u00e0, guidati dal Paraclito verso la piena comunione.<\/span><\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\"><span dir=\"auto\" style=\"vertical-align: inherit\">Con questa pubblicazione, Leone XIV non solo onora una pietra miliare storica, ma la trasforma in un manifesto per l&#8217;epoca presente, ricordandoci che l&#8217;unit\u00e0 nella fede non \u00e8 un&#8217;opzione, ma un mandato evangelico. Nelle parole del Papa: &#8220;Amen&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b><span class=\"color-text\">LEONE XIV<\/span><\/b><\/p>\n<p><span class=\"color-text\">LETTERA APOSTOLICA<\/span><\/p>\n<p><span class=\"title-1-color\"><b><i>IN UNITATE FIDEI<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p><span class=\"color-text\">NEL 1700\u00b0 ANNIVERSARIO DEL CONCILIO DI NICEA<\/span><\/p>\n<p>____________<\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p>1. Nell\u2019unit\u00e0 della fede, proclamata fin dalle origini della Chiesa, i cristiani sono chiamati a camminare concordi, custodendo e trasmettendo con amore e con gioia il dono ricevuto. Esso \u00e8 espresso nelle parole del Credo: \u00abCrediamo in Ges\u00f9 Cristo, Unigenito Figlio di Dio, disceso dal cielo per la nostra salvezza\u00bb, formulate dal Concilio di Nicea, primo evento ecumenico della storia della cristianit\u00e0, 1700 anni or sono.<\/p>\n<p>Mentre mi accingo a compiere il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/travels\/2025\/documents\/turchia-libano-2025.html\">Viaggio Apostolico in T\u00fcrkiye<\/a>, con questa lettera desidero incoraggiare in tutta la Chiesa un rinnovato slancio nella professione della fede, la cui verit\u00e0, che da secoli costituisce il patrimonio condiviso tra i cristiani, merita di essere confessata e approfondita in maniera sempre nuova e attuale. A tal riguardo, \u00e8 stato approvato un ricco documento della Commissione Teologica Internazionale:\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/cti_documents\/rc_cti_doc_20250403_1700-nicea_it.html\">Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio, Salvatore. Il 1700\u00b0 anniversario del Concilio Ecumenico di Nicea<\/a><\/i>. Ad esso rimando, perch\u00e9 offre utili prospettive per l\u2019approfondimento dell\u2019importanza e dell\u2019attualit\u00e0 non solo teologica ed ecclesiale, ma anche culturale e sociale del Concilio di Nicea.<i><\/i><\/p>\n<p>2. \u00abInizio del vangelo di Ges\u00f9, Cristo, Figlio di Dio\u00bb: cos\u00ec San Marco intitola il suo Vangelo, riassumendone l\u2019intero messaggio proprio nel segno della figliolanza divina di Ges\u00f9 Cristo. Allo stesso modo, l\u2019Apostolo Paolo sa di essere chiamato ad annunciare il Vangelo di Dio sul suo Figlio morto e risorto per noi (cfr\u00a0<i>Rm<\/i>\u00a01,9), che \u00e8 il \u201cs\u00ec\u201d definitivo di Dio alle promesse dei profeti (cfr\u00a0<i>2Cor\u00a0<\/i>1,19-20). In Ges\u00f9 Cristo, il Verbo che era Dio prima dei tempi e per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte \u2013 recita il prologo del Vangelo di San Giovanni \u2013, \u00absi fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi\u00bb (<i>Gv\u00a0<\/i>1,14). In Lui, Dio si \u00e8 fatto nostro prossimo, cos\u00ec che tutto quello che noi facciamo ad ognuno dei nostri fratelli, l\u2019abbiamo fatto a Lui (cfr\u00a0<i>Mt\u00a0<\/i>25,40).<\/p>\n<p>\u00c8 quindi una provvidenziale coincidenza che in questo Anno Santo, dedicato alla nostra speranza che \u00e8 Cristo, si celebri anche il 1700\u00b0 anniversario del primo Concilio Ecumenico di Nicea, che proclam\u00f2 nel 325 la professione di fede in Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio. \u00c8 questo il cuore della fede cristiana. Ancor oggi nella celebrazione eucaristica domenicale pronunciamo il Simbolo Niceno-costantinopolitano, professione di fede che unisce tutti i cristiani. Essa ci d\u00e0 speranza nei tempi difficili che viviamo, in mezzo a molte preoccupazioni e paure, minacce di guerra e di violenza, disastri naturali, gravi ingiustizie e squilibri, fame e miseria patita da milioni di nostri fratelli e sorelle.<\/p>\n<p>3. I tempi del Concilio di Nicea non erano meno turbolenti. Quando esso inizi\u00f2, nel 325, erano ancora aperte le ferite delle persecuzioni contro i cristiani. L\u2019Editto di tolleranza di Milano (313), emanato dai due imperatori Costantino e Licinio, sembrava annunciare l\u2019alba di una nuova epoca di pace. Dopo le minacce esterne, tuttavia, nella Chiesa emersero presto dispute e conflitti.<\/p>\n<p>Ario, un presbitero di Alessandria d\u2019Egitto, insegnava che Ges\u00f9 non \u00e8 veramente il Figlio di Dio; seppure non una semplice creatura, Egli sarebbe un essere intermedio tra il Dio irraggiungibilmente lontano e noi. Inoltre, vi sarebbe stato un tempo in cui il Figlio \u201cnon era\u201d. Ci\u00f2 era in linea con la mentalit\u00e0 diffusa all\u2019epoca e risultava perci\u00f2 plausibile.<\/p>\n<p>Ma Dio non abbandona la sua Chiesa, suscitando sempre uomini e donne coraggiosi, testimoni nella fede e pastori che guidano il suo Popolo e gli indicano il cammino del Vangelo. Il Vescovo Alessandro di Alessandria si rese conto che gli insegnamenti di Ario non erano affatto coerenti con la Sacra Scrittura. Poich\u00e9 Ario non si mostrava conciliante, Alessandro convoc\u00f2 i Vescovi dell\u2019Egitto e della Libia per un sinodo, che condann\u00f2 l\u2019insegnamento di Ario; agli altri Vescovi dell\u2019Oriente invi\u00f2 poi una lettera per informarli dettagliatamente. In Occidente si attiv\u00f2 il Vescovo Osio di Cordova, in Spagna, che si era gi\u00e0 dimostrato fervente confessore della fede durante la persecuzione sotto l\u2019imperatore Massimiano e godeva della fiducia del Vescovo di Roma, Papa Silvestro.<\/p>\n<p>Anche i seguaci di Ario, per\u00f2, si compattarono. Ci\u00f2 port\u00f2 a una delle pi\u00f9 grandi crisi nella storia della Chiesa del primo millennio. Il motivo della disputa, infatti, non era un dettaglio secondario. Si trattava del centro della fede cristiana, cio\u00e8 della risposta alla domanda decisiva che Ges\u00f9 aveva posto ai discepoli a Cesarea di Filippo: \u00abVoi chi dite che io sia?\u00bb (<i>Mt\u00a0<\/i>16,15).<\/p>\n<p>4. Mentre la controversia divampava, l\u2019imperatore Costantino si rese conto che insieme all\u2019unit\u00e0 della Chiesa era minacciata anche l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Impero. Convoc\u00f2 quindi tutti i Vescovi a un concilio ecumenico, cio\u00e8 universale, a Nicea, per ristabilire l\u2019unit\u00e0. Il sinodo, detto dei \u201c318 Padri\u201d, si svolse sotto la presidenza dell\u2019imperatore: il numero dei Vescovi riuniti insieme era senza precedenti. Alcuni di loro portavano ancora i segni delle torture subite durante la persecuzione. La grande maggioranza di essi proveniva dall\u2019Oriente, mentre sembra che solo cinque fossero occidentali. Papa Silvestro si affid\u00f2 alla figura, teologicamente autorevole, del Vescovo Osio di Cordova, e invi\u00f2 due presbiteri romani.<\/p>\n<p>5. I Padri del Concilio testimoniarono la loro fedelt\u00e0 alla Sacra Scrittura e alla Tradizione apostolica, come veniva professata durante il battesimo secondo il mandato di Ges\u00f9: \u00abAndate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo\u00bb (\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a028,19). In Occidente ne esistevano varie formule, tra le quali il cosiddetto Credo degli Apostoli.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Anche in Oriente esistevano molte professioni battesimali, tra loro simili nella struttura. Non si trattava di un linguaggio erudito e complicato, ma piuttosto \u2013 come si disse in seguito \u2013 del semplice linguaggio comprensibile ai pescatori del mare di Galilea.<\/p>\n<p>Su questa base il Credo niceno inizia professando: \u00abNoi crediamo in\u00a0<i>un solo\u00a0<\/i>Dio, Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili e invisibili\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Con ci\u00f2 i Padri conciliari espressero la fede nel Dio uno e unico. Al Concilio non ci fu controversia al riguardo. Venne invece discusso un secondo articolo, che utilizza anch\u2019esso il linguaggio della Bibbia per professare la fede in \u00ab\u00a0<i>un solo\u00a0<\/i>Signore, Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio\u00bb. Il dibattito era dovuto all\u2019esigenza di rispondere alla questione sollevata da Ario su come si dovesse intendere l\u2019affermazione \u201cFiglio di Dio\u201d e come potesse conciliarsi con il monoteismo biblico. Il Concilio era perci\u00f2 chiamato a definire il corretto significato della fede in Ges\u00f9 come \u201cil Figlio di Dio\u201d.<\/p>\n<p>I Padri confessarono che Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio di Dio in quanto \u00e8 \u00ab\u00a0<i>dalla sostanza\u00a0<\/i>(\u00a0<i>ousia<\/i>)\u00a0<i>del Padre\u00a0<\/i>[&#8230;]\u00a0<i><\/i>generato, non creato, della stessa sostanza (\u00a0<i>homoo\u00fasios<\/i>)\u00a0<i><\/i>del Padre\u00bb. Con questa definizione veniva radicalmente respinta la tesi di Ario.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Per esprimere la verit\u00e0 della fede, il Concilio ha usato due parole, \u201csostanza\u201d (\u00a0<i>ousia<\/i>)\u00a0<i><\/i>e \u201cdella stessa sostanza\u201d (\u00a0<i>homoo\u00fasios<\/i>)\u00a0<i>,\u00a0<\/i>che non si trovano nella Scrittura. Cos\u00ec facendo non ha voluto sostituire le affermazioni bibliche con la filosofia greca. Al contrario, il Concilio ha utilizzato questi termini per affermare con chiarezza la fede biblica distinguendola dall\u2019errore ellenizzante di Ario. L\u2019accusa di ellenizzazione non si applica dunque ai Padri di Nicea, ma alla falsa dottrina di Ario e dei suoi seguaci.<\/p>\n<p>In positivo, i Padri di Nicea vollero fermamente restare fedeli al monoteismo biblico e al realismo dell\u2019incarnazione. Vollero ribadire che l\u2019unico vero Dio non \u00e8 irraggiungibilmente lontano da noi, ma al contrario si \u00e8 fatto vicino e ci \u00e8 venuto incontro in Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>6. Per esprimere il suo messaggio nel linguaggio semplice della Bibbia e della liturgia familiare a tutto il Popolo di Dio, il Concilio riprende alcune formulazioni della professione battesimale: \u00abDio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero\u00bb. Il Concilio riprende poi la metafora biblica della luce: \u00abDio \u00e8 luce\u00bb (<i>1Gv\u00a0<\/i>1,5; cfr\u00a0<i>Gv\u00a0<\/i>1,4-5). Come la luce che irradia e comunica s\u00e9 stessa senza venire meno, cos\u00ec il Figlio \u00e8 il riflesso (<i>apaugasma<\/i>)<i>\u00a0<\/i>della gloria di Dio e l\u2019immagine (<i>character<\/i>)<i>\u00a0<\/i>del suo essere (<i>ipostasi<\/i>) (cfr\u00a0<i>Eb\u00a0<\/i>1,3;\u00a0<i>2Cor\u00a0<\/i>4,4). Il Figlio incarnato, Ges\u00f9, \u00e8 perci\u00f2 la luce del mondo e della vita (cfr\u00a0<i>Gv\u00a0<\/i>8,12). Attraverso il battesimo, gli occhi del nostro cuore vengono illuminati (cfr\u00a0<i>Ef\u00a0<\/i>1,18), affinch\u00e9 anche noi possiamo essere luce nel mondo (cfr\u00a0<i>Mt\u00a0<\/i>5,14).<\/p>\n<p>Il Credo, infine, afferma che il Figlio \u00e8 \u00abDio vero da Dio vero\u00bb. In molti luoghi, la Bibbia distingue gli idoli morti dal Dio vero e vivente. Il vero Dio \u00e8 il Dio che parla e agisce nella storia della salvezza: il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, che si \u00e8 rivelato a Mos\u00e8 nel roveto ardente (cfr\u00a0<i>Es\u00a0<\/i>3,14), il Dio che vede la miseria del popolo, ascolta il suo grido, lo guida e lo accompagna attraverso il deserto con la colonna di fuoco (cfr\u00a0<i>Es\u00a0<\/i>13,21), gli parla con voce di tuono (cfr\u00a0<i>Dt\u00a0<\/i>5,26) e ne ha compassione (cfr\u00a0<i>Os\u00a0<\/i>11,8-9). Il cristiano \u00e8 quindi chiamato a convertirsi dagli idoli morti al Dio vivo e vero (cfr\u00a0<i>At\u00a0<\/i>12,25;\u00a0<i>1Ts\u00a0<\/i>1,9). In questo senso, Simon Pietro confessa a Cesarea di Filippo: \u00abTu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente\u00bb (<i>Mt\u00a0<\/i>16,16).<\/p>\n<p>7. Il Credo di Nicea non formula una teoria filosofica. Professa la fede nel Dio che ci ha redenti attraverso Ges\u00f9 Cristo. Si tratta del Dio vivente: Egli vuole che abbiamo la vita e che l\u2019abbiamo in abbondanza (cfr\u00a0<i>Gv\u00a0<\/i>10,10). Per questo il Credo continua con le parole della professione battesimale: il Figlio di Dio che \u201cper noi uomini e per la nostra salvezza discese e si \u00e8 incarnato e si \u00e8 fatto uomo, mor\u00ec, il terzo giorno \u00e8 risuscitato, \u00e8 salito al cielo e verr\u00e0 per giudicare i vivi e i morti\u201d. Ci\u00f2 rende chiaro che le affermazioni di fede cristologiche del Concilio sono inserite nella storia di salvezza tra Dio e le sue creature.<\/p>\n<p>Sant\u2019Atanasio, che aveva partecipato al Concilio come diacono del Vescovo Alessandro e gli succedette sulla cattedra di Alessandria d\u2019Egitto, ha sottolineato pi\u00f9 volte e con grande forza la dimensione soteriologica che il Credo niceno esprime. Scrive infatti che il Figlio, disceso dal cielo, \u00abci rese figli del Padre e, divenuto egli stesso uomo, divinizz\u00f2 gli uomini. Non divenne Dio da uomo che era, ma da Dio che era divenne uomo per poterci divinizzare\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0Solo se il Figlio \u00e8 veramente Dio questo \u00e8 possibile: nessun essere mortale pu\u00f2, di fatto, sconfiggere la morte e salvarci; solo Dio pu\u00f2 farlo. \u00c8 Lui che ci ha liberati nel Figlio suo fatto uomo perch\u00e9 fossimo liberi (cfr\u00a0<i>Gal\u00a0<\/i>5,1).<\/p>\n<p>Merita di essere sottolineato, nel Credo di Nicea, il verbo\u00a0<i>descendit<\/i>, \u201cdiscese\u201d. San Paolo descrive con espressioni forti questo movimento: \u00ab[Cristo] svuot\u00f2 s\u00e9 stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini\u00bb (<i>Fil\u00a0<\/i>2,7). Cos\u00ec come scrive il prologo del Vangelo di San Giovanni, \u00abil Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi\u00bb (<i>Gv\u00a0<\/i>1,14). Per questo \u2013 insegna la Lettera agli Ebrei \u2013 \u00abnon abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso \u00e8 stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato\u00bb (<i>Eb\u00a0<\/i>4,15). La sera prima della sua morte, si \u00e8 chinato come uno schiavo per lavare i piedi ai discepoli (cfr\u00a0<i>Gv\u00a0<\/i>13,1-17). E l\u2019apostolo Tommaso, solo quando ha potuto mettere le dita nella ferita del costato del Signore risorto, ha confessato: \u00abMio Signore e mio Dio!\u00bb (<i>Gv\u00a0<\/i>20,28).<\/p>\n<p>\u00c8 proprio in virt\u00f9 della sua incarnazione che incontriamo il Signore nei nostri fratelli e sorelle bisognosi: \u00abQuello che avete fatto a loro, l\u2019avete fatto a me\u00bb (<i>Mt\u00a0<\/i>25,40). Il Credo niceno non ci parla dunque del Dio lontano, irraggiungibile, immoto, che riposa in s\u00e9 stesso, ma del Dio che \u00e8 vicino a noi, che ci accompagna nel nostro cammino sulle strade del mondo e nei luoghi pi\u00f9 oscuri della terra. La sua immensit\u00e0 si manifesta nel fatto che si fa piccolo, si spoglia della sua maest\u00e0 infinita rendendosi nostro prossimo nei piccoli e nei poveri. Questo fatto rivoluziona le concezioni pagane e filosofiche di Dio.<\/p>\n<p>Un\u2019altra parola del Credo niceno \u00e8 per noi oggi particolarmente rivelatrice. L\u2019affermazione biblica \u00absi fece carne\u00bb, precisata inserendo la parola \u00abuomo\u00bb dopo la parola \u00abincarnato\u00bb. Nicea prende cos\u00ec le distanze dalla falsa dottrina secondo cui il\u00a0<i>Logos\u00a0<\/i>avrebbe assunto solo un corpo come rivestimento esterno, ma non l\u2019anima umana, dotata di intelletto e libero arbitrio. Al contrario, vuole affermare ci\u00f2 che il Concilio di Calcedonia (451) avrebbe dichiarato esplicitamente: in Cristo, Dio ha assunto e redento l\u2019intero essere umano, con corpo e anima. Il Figlio di Dio si \u00e8 fatto uomo \u2013 spiega Sant\u2019Atanasio \u2013 perch\u00e9 noi uomini potessimo essere divinizzati.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0Questa luminosa intelligenza della Rivelazione divina era stata preparata da Sant\u2019Ireneo di Lione e da Origene, sviluppandosi poi con grande ricchezza nella spiritualit\u00e0 orientale.<\/p>\n<p>La divinizzazione non ha nulla a che vedere con l\u2019auto-deificazione dell\u2019uomo. Al contrario, la divinizzazione ci custodisce dalla tentazione primordiale di voler essere come Dio (cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a03,5). Ci\u00f2 che Cristo \u00e8 per natura, noi lo diventiamo per grazia. Attraverso l\u2019opera della redenzione, Dio non solo ha restaurato la nostra dignit\u00e0 umana come immagine di Dio, ma Colui che ci ha creati in modo meraviglioso ci ha resi partecipi, in modo ancor pi\u00f9 mirabile, della sua natura divina (cfr\u00a0<i>2Pt\u00a0<\/i>1,4).<\/p>\n<p>La divinizzazione \u00e8 quindi la vera umanizzazione. Ecco perch\u00e9 l\u2019esistenza dell\u2019uomo punta al di l\u00e0 di s\u00e9, cerca al di l\u00e0 di s\u00e9, desidera al di l\u00e0 di s\u00e9 ed \u00e8 inquieta finch\u00e9 non riposa in Dio:\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0<i>Deus enim solus satiat,\u00a0<\/i>Dio solo soddisfa l\u2019uomo!\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Solo Dio, nella sua infinit\u00e0, pu\u00f2 soddisfare l\u2019infinito desiderio del cuore umano, e per questo il Figlio di Dio ha voluto diventare nostro fratello e redentore.<\/p>\n<p>8. Abbiamo detto che\u00a0<i><\/i>Nicea respinse chiaramente gli insegnamenti di Ario. Ma Ario e i suoi seguaci non si arresero. Lo stesso imperatore Costantino e i suoi successori si schierarono sempre pi\u00f9 con gli ariani. Il termine\u00a0<i>homoo\u00fasios<\/i>\u00a0divenne pomo della discordia tra niceni e anti-niceni, scatenando cos\u00ec altri gravi conflitti. San Basilio di Cesarea descrive la confusione che si produsse con immagini eloquenti, paragonandola a una battaglia navale notturna in una violenta tempesta,\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0mentre Sant\u2019Ilario testimonia l\u2019ortodossia dei laici rispetto all\u2019arianesimo di molti vescovi, riconoscendo che \u00able orecchie del popolo sono pi\u00f9 sante dei cuori dei sacerdoti\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a><\/p>\n<p>La roccia del credo niceno fu Sant\u2019Atanasio, irriducibile e fermo nella fede. Nonostante fosse stato deposto ed espulso ben cinque volte dalla sede episcopale di Alessandria, ogni volta vi torn\u00f2 come Vescovo. Anche dall\u2019esilio continu\u00f2 a guidare il Popolo di Dio attraverso i suoi scritti e le sue lettere. Come Mos\u00e8, Atanasio non pot\u00e9 entrare nella terra promessa della pace ecclesiale. Questa grazia era riservata a una nuova generazione, nota come i \u201cgiovani niceni\u201d: in Oriente, i tre Padri cappadoci, San Basilio di Cesarea (circa 330-379), a cui fu dato il titolo \u201cil Grande\u201d, suo fratello San Gregorio di Nissa (335-394) e il pi\u00f9 grande amico di Basilio, San Gregorio Nazianzeno (329\/30-390). In Occidente furono importanti Sant\u2019Ilario di Poitiers (circa 315-367) e il suo allievo San Martino di Tours (circa 316-397). Poi soprattutto Sant\u2019Ambrogio di Milano (333-397) e Sant\u2019Agostino d\u2019Ippona (354-430).<\/p>\n<p>Il merito dei tre Cappadoci, in particolare, \u00e8 stato quello di portare a compimento la formulazione del Credo niceno, mostrando che l\u2019Unit\u00e0 e la Trinit\u00e0 in Dio non sono affatto in contraddizione. In questo contesto, venne formulato l\u2019articolo di fede sullo Spirito Santo nel primo Concilio di Costantinopoli del 381. Cos\u00ec il Credo, che da allora si chiam\u00f2 niceno-costantinopolitano recita: \u00abNoi crediamo nello Spirito Santo, che \u00e8 Signore e d\u00e0 la vita, e procede dal Padre. Con il Padre e il Figlio \u00e8 adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Dal Concilio di Calcedonia, nel 451, il Concilio di Costantinopoli fu riconosciuto come ecumenico e il Credo niceno-costantinopolitano venne dichiarato universalmente vincolante.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>\u00a0Esso, dunque, costitu\u00ec un vincolo di unit\u00e0 tra Oriente e Occidente. Nel XVI secolo lo hanno mantenuto anche le Comunit\u00e0 ecclesiali sorte dalla Riforma. Il Credo niceno-costantinopolitano risulta cos\u00ec la professione comune di tutte le tradizioni cristiane.<\/p>\n<p>9. \u00c8 stato lungo e lineare il cammino che ha portato dalla Sacra Scrittura alla professione di fede di Nicea, poi alla sua ricezione da parte di Costantinopoli e Calcedonia, e ancora fino al XVI e al nostro XXI secolo. Tutti noi, come discepoli di Ges\u00f9 Cristo, \u00abnel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo\u00bb siamo battezzati, facciamo su noi stessi il segno della croce e veniamo benedetti. Concludiamo ogni volta la preghiera dei salmi nella Liturgia delle Ore con \u00abGloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo\u00bb. La liturgia e la vita cristiana sono dunque saldamente ancorate al Credo di Nicea e Costantinopoli: ci\u00f2 che diciamo con la bocca deve venire dal cuore, cos\u00ec da essere testimoniato nella vita. Dobbiamo quindi chiederci: che ne \u00e8 della ricezione interiore del Credo oggi? Sentiamo che riguarda anche la nostra situazione odierna? Comprendiamo e viviamo ci\u00f2 che diciamo ogni domenica, e che cosa significa ci\u00f2 che diciamo per la nostra vita?<\/p>\n<p>10. Il Credo di Nicea inizia professando la fede in Dio, l\u2019Onnipotente, il Creatore del cielo e della terra. Oggi per molti, Dio e la questione di Dio non hanno quasi pi\u00f9 significato nella vita. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio Vaticano II<\/a>\u00a0ha rimarcato che i cristiani sono almeno in parte responsabili di questa situazione, perch\u00e9 non testimoniano la vera fede e nascondono il vero volto di Dio con stili di vita e azioni lontane dal Vangelo.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>\u00a0Si sono combattute guerre, si \u00e8 ucciso, perseguitato e discriminato in nome di Dio. Invece di annunciare un Dio misericordioso, si \u00e8 parlato di un Dio vendicatore che incute terrore e punisce.<\/p>\n<p>Il Credo di Nicea ci invita allora a un esame di coscienza. Che cosa significa Dio per me e come testimonio la fede in Lui? L\u2019unico e solo Dio \u00e8 davvero il Signore della vita, oppure ci sono idoli pi\u00f9 importanti di Dio e dei suoi comandamenti? Dio \u00e8 per me il Dio vivente, vicino in ogni situazione, il Padre a cui mi rivolgo con fiducia filiale? \u00c8 il Creatore a cui devo tutto ci\u00f2 che sono e che ho, le cui tracce posso trovare in ogni creatura? Sono disposto a condividere i beni della terra, che appartengono a tutti, in modo giusto ed equo? Come tratto il creato, che \u00e8 opera delle sue mani? Ne faccio uso con riverenza e gratitudine, oppure lo sfrutto, lo distruggo, invece di custodirlo e coltivarlo come casa comune dell\u2019umanit\u00e0?\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>11. Al centro del Credo niceno-costantinopolitano campeggia la professione di fede in Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore e Dio. \u00c8 questo il cuore della nostra vita cristiana. Perci\u00f2 ci impegniamo a seguire Ges\u00f9 come Maestro, compagno, fratello e amico. Ma il Credo niceno chiede di pi\u00f9: ci ricorda infatti di non dimenticare che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il Signore (<i>Kyrios<\/i>), il Figlio del Dio vivente, che \u00abper la nostra salvezza discese dal cielo\u00bb ed \u00e8 morto \u00abper noi\u00bb sulla croce, aprendoci la strada della vita nuova con la sua risurrezione e ascensione.<\/p>\n<p>Certo, la sequela di Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 una via larga e comoda, ma questo sentiero, spesso impegnativo o persino doloroso, conduce sempre alla vita e alla salvezza (cfr\u00a0<i>Mt\u00a0<\/i>7,13-14). Gli Atti degli Apostoli parlano della via nuova (cfr\u00a0<i>At\u00a0<\/i>19,9.23; 22,4.14-15.22), che \u00e8 Ges\u00f9 Cristo (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a014,6): seguire il Signore impegna i nostri passi sulla via della croce, che attraverso il pentimento ci conduce alla santificazione e alla divinizzazione.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/p>\n<p>Se Dio ci ama con tutto s\u00e9 stesso, allora anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Non possiamo amare Dio che non vediamo, senza amare anche il fratello e la sorella che vediamo (cfr\u00a0<i>1Gv\u00a0<\/i>4,20). L\u2019amore per Dio senza l\u2019amore per il prossimo \u00e8 ipocrisia; l\u2019amore radicale per il prossimo, soprattutto l\u2019amore per i nemici senza l\u2019amore per Dio, \u00e8 un eroismo che ci sovrasta e opprime. Nella sequela di Ges\u00f9, l\u2019ascesa a Dio passa attraverso la discesa e la dedizione ai fratelli e alle sorelle, soprattutto agli ultimi, ai pi\u00f9 poveri, agli abbandonati e agli emarginati. Ci\u00f2 che abbiamo fatto al pi\u00f9 piccolo di questi, lo abbiamo fatto a Cristo (cfr\u00a0<i>Mt\u00a0<\/i>25,31-46). Di fronte alle catastrofi, alle guerre e alla miseria, possiamo testimoniare la misericordia di Dio alle persone che dubitano di Lui solo quando esse sperimentano la sua misericordia attraverso di noi.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/p>\n<p>12. Infine, il Concilio di Nicea \u00e8 attuale per il suo altissimo valore ecumenico. A questo proposito, il raggiungimento dell\u2019unit\u00e0 di tutti i cristiani \u00e8 stato uno degli obiettivi principali dell\u2019ultimo Concilio, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Vaticano II<\/a>.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>\u00a0Esattamente trent\u2019anni fa,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">San Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0ha proseguito e promosso il messaggio conciliare nell\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_25051995_ut-unum-sint.html\">Ut unum sint<\/a>\u00a0<\/i>(25 maggio 1995). Cos\u00ec, con il grande anniversario del primo Concilio di Nicea, celebriamo anche l\u2019anniversario della prima Enciclica ecumenica. Essa pu\u00f2 essere considerata come un manifesto che ha aggiornato quelle stesse basi ecumeniche poste dal Concilio di Nicea.<\/p>\n<p>Il movimento ecumenico, grazie a Dio, ha raggiunto molti risultati negli ultimi sessant\u2019anni. Anche se la piena unit\u00e0 visibile con le Chiese ortodosse e ortodosse orientali e con le Comunit\u00e0 ecclesiali sorte dalla Riforma non ci \u00e8 ancora stata donata, il dialogo ecumenico ci ha portato, sulla base dell\u2019unico battesimo e del Credo niceno-costantinopolitano, a riconoscere i nostri fratelli e sorelle in Ges\u00f9 Cristo nei fratelli e sorelle delle altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali e a riscoprire l\u2019unica e universale Comunit\u00e0 dei discepoli di Cristo in tutto il mondo. Condividiamo infatti la fede nell\u2019unico e solo Dio, Padre di tutti gli uomini, confessiamo insieme l\u2019unico Signore e vero Figlio di Dio Ges\u00f9 Cristo e l\u2019unico Spirito Santo, che ci ispira e ci spinge alla piena unit\u00e0 e alla testimonianza comune del Vangelo. Davvero quello che ci unisce \u00e8 molto pi\u00f9 di quello che ci divide!\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>\u00a0Cos\u00ec, in un mondo diviso e lacerato da molti conflitti, l\u2019unica Comunit\u00e0 cristiana universale pu\u00f2 essere segno di pace e strumento di riconciliazione contribuendo in modo decisivo a un impegno mondiale per la pace.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">San Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0ci ha ricordato, in particolare, la testimonianza dei tanti martiri cristiani provenienti da tutte le Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali: la loro memoria ci unisce e ci sprona ad essere testimoni e operatori di pace nel mondo.<\/p>\n<p>Per poter svolgere questo ministero in modo credibile, dobbiamo camminare insieme per raggiungere l\u2019unit\u00e0 e la riconciliazione tra tutti i cristiani. Il Credo di Nicea pu\u00f2 essere la base e il criterio di riferimento di questo cammino. Ci propone, infatti, un modello di vera unit\u00e0 nella legittima diversit\u00e0. Unit\u00e0 nella Trinit\u00e0, Trinit\u00e0 nell\u2019Unit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019unit\u00e0 senza molteplicit\u00e0 \u00e8 tirannia, la molteplicit\u00e0 senza unit\u00e0 \u00e8 disgregazione. La dinamica trinitaria non \u00e8 dualistica, come un escludente\u00a0<i>aut<\/i>&#8211;<i>aut<\/i>, bens\u00ec un legame coinvolgente, un\u00a0<i>et\u2013et<\/i>: lo Spirito Santo \u00e8 il vincolo di unit\u00e0 che adoriamo insieme al Padre e al Figlio. Dobbiamo dunque lasciarci alle spalle controversie teologiche che hanno perso la loro ragion d\u2019essere per acquisire un pensiero comune e ancor pi\u00f9 una preghiera comune allo Spirito Santo, perch\u00e9 ci raduni tutti insieme in un\u2019unica fede e un unico amore.<\/p>\n<p>Questo non significa un ecumenismo di ritorno allo stato precedente le divisioni,<i>\u00a0<\/i>n\u00e9 un riconoscimento reciproco dell\u2019attuale\u00a0<i>status quo\u00a0<\/i>della diversit\u00e0 delle Chiese e delle Comunit\u00e0 ecclesiali, ma piuttosto un ecumenismo rivolto al futuro, di riconciliazione sulla via del dialogo, di scambio dei nostri doni e patrimoni spirituali. Il ristabilimento dell\u2019unit\u00e0 tra i cristiani non ci rende pi\u00f9 poveri, anzi, ci arricchisce. Come a Nicea, questo intento sar\u00e0 possibile solo attraverso un paziente, lungo e talvolta difficile cammino di ascolto e accoglienza reciproca. Si tratta di una sfida teologica e, ancor pi\u00f9, di una sfida spirituale, che chiede pentimento e conversione da parte di tutti. Per questo abbiamo bisogno di un ecumenismo spirituale della preghiera, della lode e del culto, come accaduto nel Credo di Nicea e Costantinopoli.<\/p>\n<p>Invochiamo dunque lo Spirito Santo, affinch\u00e9 ci accompagni e ci guidi in quest\u2019opera.<\/p>\n<p>Santo Spirito di Dio, tu guidi i credenti nel cammino della storia.<\/p>\n<p>Ti ringraziamo perch\u00e9 hai ispirato i Simboli della fede e perch\u00e9 susciti nel cuore la gioia di professare la nostra salvezza in Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio, consostanziale al Padre. Senza di Lui nulla possiamo.<\/p>\n<p>Tu, Spirito eterno di Dio, di epoca in epoca ringiovanisci la fede della Chiesa. Aiutaci ad approfondirla e a tornare sempre all\u2019essenziale per annunciarla.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la nostra testimonianza nel mondo non sia inerte, vieni, Spirito Santo, con il tuo fuoco di grazia, a ravvivare la nostra fede, ad accenderci di speranza, a infiammarci di carit\u00e0.<\/p>\n<p>Vieni, divino Consolatore, Tu che sei l\u2019armonia, a unire i cuori e le menti dei credenti. Vieni e donaci di gustare la bellezza della comunione.<\/p>\n<p>Vieni, Amore del Padre e del Figlio, a radunarci nell\u2019unico gregge di Cristo.<\/p>\n<p>Indicaci le vie da percorrere, affinch\u00e9 con la tua sapienza torniamo ad essere ci\u00f2 che siamo in Cristo: una sola cosa, perch\u00e9 il mondo creda. Amen.<\/p>\n<p><i>Dal Vaticano, 23 novembre 2025, Solennit\u00e0 di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo Re dell\u2019universo<\/i><\/p>\n<p>LEONE PP. XIV<\/p>\n<p>______________________________<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Denzinger \u2013 H\u00fcnermann,\u00a0<i>Enchiridion Symbolorum<\/i>, Bologna 2018 (d\u2019ora in poi DH),\u00a0<i><\/i>30.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 125.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Dalle affermazioni di Sant\u2019Atanasio in\u00a0<i>Contra Arianos\u00a0<\/i>I, 9, \u00e8 chiaro che\u00a0<i>homoo\u00fasios\u00a0<\/i>non significa \u201cdi uguale sostanza\u201d, ma \u201cdella stessa sostanza\u201d con il Padre; non si tratta quindi di uguaglianza di sostanza, ma di identit\u00e0 di sostanza tra Padre e Figlio. La traduzione latina di\u00a0<i>homoo\u00fasios\u00a0<\/i>parla quindi giustamente di\u00a0<i>unius substantiae cum Patre\u00a0<\/i>(cfr\u00a0<i>DH\u00a0<\/i>125).<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0<i>Contra Arianos\u00a0<\/i>I, 38, 7- 39, 1.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>De incarnatione,\u00a0<\/i>54,\u00a0<i>Contra Arianos\u00a0<\/i>I, 39; 42; 45; II, 59ss.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0S. Agostino,\u00a0<i>Confessiones<\/i>, 1.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0S. Tommaso d\u2019Aquino,\u00a0<i>In Symbolum Apostolorum<\/i>, a. 12.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0S. Basilio,\u00a0<i>De Spiritu Sancto,\u00a0<\/i>30.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0S. Ilario,\u00a0<i>Contra Arianos, vel Auxentium,\u00a0<\/i>6. Memore delle voci dei Padri, il dotto teologo, poi Cardinale e oggi Santo e Dottore della Chiesa John Henry Newman (1801-1890) indag\u00f2 su questa disputa e giunse alla conclusione che il Credo di Nicea \u00e8 stato custodito soprattutto dal\u00a0<i>sensus fidei\u00a0<\/i>del popolo di Dio. Cfr\u00a0<i>On consulting the Faithful in Matters of Doctrine\u00a0<\/i>(1859).<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0<i>DH\u00a0<\/i>150. L\u2019affermazione \u201ce procede dal Padre e dal Figlio (\u00a0<i>Filioque<\/i>)\u201d non si trova nel testo di Costantinopoli; fu inserita nel Credo latino da Papa Benedetto VIII nel 1014 ed \u00e8 oggetto del dialogo ortodosso \u2013 cattolico.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0<i>DH\u00a0<\/i>300.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 19.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0Cfr Francesco, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html\">Laudato si\u2019<\/a>\u00a0<\/i>(24 maggio 2015),\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#67.\">67<\/a>;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#78.\">78<\/a>;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#124.\">124<\/a>.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0Cfr Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html#%C2%ABBeati_i_perseguitati_per_la_giustizia,_perch%C3%A9_di_essi_%C3%A8_il_regno_dei_cieli%C2%BB\">Gaudete et exsultate<\/a>\u00a0<\/i>(19 marzo 2018), 92.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0Cfr Id., Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html\">Fratelli tutti<\/a>\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020),\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#67\">67<\/a>;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#254\">254<\/a>.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>\u00a0Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Decr.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html\">Unitatis redintegratio<\/a><\/i>, 1.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_letters\/documents\/20251123-in-unitate-fidei.html#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0Cfr S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_25051995_ut-unum-sint.html\">Ut unum sint<\/a>\u00a0<\/i>(25 maggio 1995), 20.<\/p>\n<\/div>\n<p dir=\"auto\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera apostolica per celebrare la professione di fede in Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio, e la sua rilevanza per la Chiesa contemporanea<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":147341,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[101],"tags":[82312,30821,57357,18257,16236,82314,11116,82315,2749,82316,15434,38563,11354,82317,82318,64910,82313,58164,3987,82319,64787,2581,5559,266],"class_list":["post-147357","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","tag-1700-anniversario-di-nicea","tag-anno-santo-2025","tag-arianesimo","tag-chiesa-universale","tag-concilio-di-nicea","tag-credo-niceno-costantinopolitano","tag-cristo-re","tag-divinita-di-cristo","tag-ecumenismo-it","tag-ecumenismo-cattolico-ortodosso","tag-fede-cattolica","tag-figlio-di-dio","tag-gesu-cristo","tag-homoousios-2","tag-in-unita-di-fede","tag-leone-xiv-it","tag-lettera-apostolica-2025","tag-papa-leone-xiv","tag-salvezza","tag-santatanasio","tag-trending-it-236","tag-trinita","tag-unita-dei-cristiani","tag-vaticano"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Leone XIV: Nel 1700\u00b0 anniversario del Concilio di Nicea, un invito all&#039;unit\u00e0 nella fede cristiana &#8211; 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Exaudi News \u00e8 un agenzia cattolica internazionale che informa, istruisce e trasforma quotidianamente in spagnolo, inglese e italiano. Attraverso notizie, articoli di analisi e trasmissioni in diretta degli eventi del Papa, Exaudi cerca di rafforzare l'unit\u00e0 dei cristiani e di contribuire all'evangelizzazione del mondo, sempre guidato dalla dottrina sociale della Chiesa. Lavoriamo per portare la verit\u00e0 e i valori cristiani in ogni angolo del pianeta. Aiutaci a trasformare il mondo con Exaudi! Noi di Exaudi crediamo che l'evangelizzazione e l'informazione di qualit\u00e0 possano cambiare la vita. Per continuare la nostra missione ed espandere la nostra portata, abbiamo bisogno del tuo aiuto. Stiamo anche cercando persone motivate che vogliano unirsi al nostro team. Grazie al vostro sostegno raggiungeremo pi\u00f9 persone, diffonderemo il messaggio di Cristo e rafforzeremo l'unit\u00e0 dei cristiani. Vuoi unirti alla nostra missione? 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