{"id":139525,"date":"2025-10-09T18:44:39","date_gmt":"2025-10-09T16:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=139525"},"modified":"2025-10-09T18:44:39","modified_gmt":"2025-10-09T16:44:39","slug":"dilexi-te-sullamore-per-i-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/dilexi-te-sullamore-per-i-poveri\/","title":{"rendered":"Dilexi Te: Sull&#8217;amore per i poveri"},"content":{"rendered":"<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\">\n<p><span class=\"color-text\">ESORTAZIONE APOSTOLICA<br \/>\n<b>DILEXI TE<br \/>\n<\/b>DEL SANTO PADRE LEONE XIV<br \/>\nSULL\u2019AMORE VERSO I POVERI<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>_________________________<\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"translation-field\"><\/div>\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p>1. \u00abTi ho amato\u00bb (<i>Ap<\/i>\u00a03,9), dice il Signore a una comunit\u00e0 cristiana che, a differenza di altre, non aveva alcuna rilevanza o risorsa ed era esposta alla violenza e al disprezzo: \u00abPer quanto tu abbia poca forza [\u2026] li far\u00f2 venire perch\u00e9 si prostrino ai tuoi piedi\u00bb (<i>Ap<\/i>\u00a03,8-9). Questo testo richiama le parole del cantico di Maria: \u00abHa rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a01,52-53).<\/p>\n<p>2. La dichiarazione d\u2019amore dell\u2019Apocalisse rimanda al mistero inesauribile che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ha approfondito nell\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/20241024-enciclica-dilexit-nos.html\">Dilexit nos<\/a><\/i>\u00a0sull\u2019amore divino e umano del Cuore di Cristo. In essa abbiamo ammirato il modo in cui Ges\u00f9 si identifica \u00abcon i pi\u00f9 piccoli della societ\u00e0\u00bb e come, col suo amore donato sino alla fine, mostra la dignit\u00e0 di ogni essere umano, soprattutto quando \u00abpi\u00f9 \u00e8 debole, misero e sofferente\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Contemplare l\u2019amore di Cristo \u00abci aiuta a prestare maggiore attenzione alle sofferenze e ai bisogni degli altri, ci rende forti per partecipare alla sua opera di liberazione, come strumenti per la diffusione del suo amore\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>3. Per questa ragione, in continuit\u00e0 con l\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/20241024-enciclica-dilexit-nos.html\">Dilexit nos<\/a><\/i>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0stava preparando, negli ultimi mesi della sua vita, un\u2019Esortazione apostolica sulla cura della Chiesa per i poveri e con i poveri, intitolata\u00a0<i>Dilexi te<\/i>, immaginando che Cristo si rivolga ad ognuno di loro dicendo: Hai poca forza, poco potere, ma \u00abio ti ho amato\u00bb (\u00a0<i>Ap<\/i>\u00a03,9). Avendo ricevuto come in eredit\u00e0 questo progetto, sono felice di farlo mio \u2013 aggiungendo alcune riflessioni \u2013 e di proporlo ancora all\u2019inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell\u2019amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l\u2019amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri. Anch\u2019io infatti ritengo necessario insistere su questo cammino di santificazione, perch\u00e9 nel \u00abrichiamo a riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte pi\u00f9 profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>CAPITOLO PRIMO<\/p>\n<p>ALCUNE PAROLE INDISPENSABILI<\/p>\n<p>4. I discepoli di Ges\u00f9 criticarono la donna che aveva versato sul suo capo un olio profumato molto prezioso: \u00abPerch\u00e9 questo spreco? \u2013 dicevano \u2013 Si poteva venderlo per molto denaro e darlo ai poveri!\u00bb. Ma il Signore disse loro: \u00abI poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avete me\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a026,8-9.11). Quella donna aveva compreso che Ges\u00f9 era il Messia umile e sofferente su cui riversare il suo amore: che consolazione quell\u2019unguento sul capo che da l\u00ec a qualche giorno sarebbe stato tormentato dalle spine! Era un piccolo gesto, certo, ma chi soffre sa quanto sia grande anche un piccolo gesto di affetto e quanto sollievo possa recare. Ges\u00f9 lo comprende e ne sancisce la perennit\u00e0: \u00abDovunque sar\u00e0 annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dir\u00e0 anche ci\u00f2 che ella ha fatto\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a026,13). La semplicit\u00e0 di quel gesto rivela qualcosa di grande. Nessun gesto di affetto, neanche il pi\u00f9 piccolo, sar\u00e0 dimenticato, specialmente se rivolto a chi \u00e8 nel dolore, nella solitudine, nel bisogno, com\u2019era il Signore in quell\u2019ora.<\/p>\n<p>5. Ed \u00e8 proprio in tale prospettiva che l\u2019affetto per il Signore si unisce a quello per i poveri. Quel Ges\u00f9 che dice: \u00abI poveri li avete sempre con voi\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a026,11) esprime il medesimo significato quando promette ai discepoli: \u00abIo sono con voi tutti i giorni\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a028,20). E nello stesso tempo ci tornano alla mente quelle parole del Signore: \u00abTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a025,40). Non siamo nell\u2019orizzonte della beneficenza, ma della Rivelazione: il contatto con chi non ha potere e grandezza \u00e8 un modo fondamentale di incontro con il Signore della storia. Nei poveri Egli ha ancora qualcosa da dirci.<\/p>\n<p>San Francesco<\/p>\n<p>6.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>, ricordando la scelta del proprio nome, ha raccontato che, dopo la sua elezione, un Cardinale amico lo abbracci\u00f2, lo baci\u00f2 e gli disse: \u00abNon dimenticarti dei poveri!\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0Si tratta della stessa raccomandazione fatta a San Paolo dalle autorit\u00e0 della Chiesa quando sal\u00ec a Gerusalemme per verificare la propria missione (cfr\u00a0<i>Gal<\/i>\u00a02,1-10). A distanza di anni, l\u2019Apostolo pu\u00f2 affermare: \u00ab\u00c8 quello che mi sono preoccupato di fare\u00bb (\u00a0<i>Gal<\/i>\u00a02,10). Ed \u00e8 stata anche la scelta di San Francesco d\u2019Assisi: nel lebbroso fu Cristo stesso ad abbracciarlo, cambiandogli la vita. La figura luminosa del Poverello non cesser\u00e0 mai di ispirarci.<\/p>\n<p>7. Fu lui, otto secoli fa, a provocare una rinascita evangelica nei cristiani e nella societ\u00e0 del suo tempo. Dapprima ricco e baldanzoso, il giovane Francesco rinacque dall\u2019impatto con la realt\u00e0 di chi \u00e8 espulso dalla convivenza. La spinta da lui impressa non cessa di muovere gli animi dei credenti e di tanti non credenti e \u00abha cambiato la storia\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0Lo stesso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio Vaticano II<\/a>, come afferma\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">San Paolo VI<\/a>, si trova su questa via: \u00abL\u2019antica storia del buon samaritano \u00e8 stata il paradigma della spiritualit\u00e0 del Concilio\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Sono convinto che la scelta prioritaria per i poveri genera un rinnovamento straordinario sia nella Chiesa che nella societ\u00e0, quando siamo capaci di liberarci dall\u2019autoreferenzialit\u00e0 e riusciamo ad ascoltare il loro grido.<\/p>\n<p>Il grido dei poveri<\/p>\n<p>8. A tale riguardo c\u2019\u00e8 un testo della Sacra Scrittura dal quale occorre sempre ripartire. Si tratta della rivelazione di Dio a Mos\u00e8 presso il roveto ardente: \u00abHo osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo [\u2026] Perci\u00f2 va\u2019! Io ti mando\u00bb (\u00a0<i>Es\u00a0<\/i>3,7-8.10).\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Dio si mostra sollecito verso le necessit\u00e0 dei poveri: \u00abGridarono al Signore ed egli fece sorgere per loro un salvatore\u00bb (\u00a0<i>Gdc\u00a0<\/i>3,15). Perci\u00f2, ascoltando il grido del povero, siamo chiamati a immedesimarci col cuore di Dio, che \u00e8 premuroso verso le necessit\u00e0 dei suoi figli e specialmente dei pi\u00f9 bisognosi. Rimanendo invece indifferenti a quel grido, il povero griderebbe al Signore contro di noi e un peccato sarebbe su di noi (cfr\u00a0<i>Dt\u00a0<\/i>15,9) e ci allontaneremmo dal cuore stesso di Dio.<\/p>\n<p>9. La condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell\u2019umanit\u00e0, interpella costantemente la nostra vita, le nostre societ\u00e0, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa. Sul volto ferito dei poveri troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, perci\u00f2, la stessa sofferenza del Cristo. Allo stesso tempo, dovremmo parlare forse pi\u00f9 correttamente dei numerosi volti dei poveri e della povert\u00e0, poich\u00e9 si tratta di un fenomeno variegato; infatti, esistono molte forme di povert\u00e0: quella di chi non ha mezzi di sostentamento materiale, la povert\u00e0 di chi \u00e8 emarginato socialmente e non ha strumenti per dare voce alla propria dignit\u00e0 e alle proprie capacit\u00e0, la povert\u00e0 morale e spirituale, la povert\u00e0 culturale, quella di chi si trova in una condizione di debolezza o fragilit\u00e0 personale o sociale, la povert\u00e0 di chi non ha diritti, non ha spazio, non ha libert\u00e0.<\/p>\n<p>10. In questo senso, si pu\u00f2 dire che l\u2019impegno a favore dei poveri e per rimuovere le cause sociali e strutturali della povert\u00e0, pur essendo diventato importante negli ultimi decenni, rimane sempre insufficiente; anche perch\u00e9 le societ\u00e0 in cui viviamo spesso privilegiano criteri di orientamento dell\u2019esistenza e della politica segnati da numerose disuguaglianze e, perci\u00f2, a vecchie povert\u00e0 di cui abbiamo preso coscienza e che si tenta di contrastare, se ne aggiungono di nuove, talvolta pi\u00f9 sottili e pericolose. Da questo punto di vista, \u00e8 da salutare con favore il fatto che le Nazioni Unite abbiano posto la sconfitta della povert\u00e0 come uno degli obiettivi del Millennio.<\/p>\n<p>11. All\u2019impegno concreto per i poveri occorre anche associare una trasformazione di mentalit\u00e0 che possa incidere a livello culturale. Infatti, l\u2019illusione di una felicit\u00e0 che deriva da una vita agiata spinge molte persone verso una visione dell\u2019esistenza imperniata sull\u2019accumulo della ricchezza e sul successo sociale a tutti i costi, da conseguire anche a scapito degli altri e profittando di ideali sociali e sistemi politico-economici ingiusti, che favoriscono i pi\u00f9 forti. Cos\u00ec, in un mondo dove sempre pi\u00f9 numerosi sono i poveri, paradossalmente vediamo anche crescere alcune \u00e9lite di ricchi, che vivono nella bolla di condizioni molto confortevoli e lussuose, quasi in un altro mondo rispetto alla gente comune. Ci\u00f2 significa che ancora persiste \u2013 a volte ben mascherata \u2013 una cultura che scarta gli altri senza neanche accorgersene e tollera con indifferenza che milioni di persone muoiano di fame o sopravvivano in condizioni indegne dell\u2019essere umano. Qualche anno fa, la foto di un bambino riverso senza vita su una spiaggia del Mediterraneo provoc\u00f2 grande sconcerto; purtroppo, a parte una qualche momentanea emozione, fatti simili stanno diventando sempre pi\u00f9 irrilevanti come notizie marginali.<\/p>\n<p>12. Sulla povert\u00e0 non dobbiamo abbassare la guardia. In particolare ci preoccupano le gravi condizioni in cui versano moltissime persone a causa della mancanza di cibo e di acqua. Ogni giorno muoiono migliaia di persone per cause legate alla malnutrizione. Anche nei Paesi ricchi le cifre relative al numero dei poveri non sono meno preoccupanti. In Europa sono sempre di pi\u00f9 le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. In generale si nota che sono aumentate le diverse manifestazioni della povert\u00e0. Essa non si configura pi\u00f9 come un\u2019unica condizione omogenea, bens\u00ec si declina in molteplici forme di depauperamento economico e sociale, riflettendo il fenomeno delle crescenti disuguaglianze anche in contesti generalmente benestanti. Ricordiamo che \u00abdoppiamente povere sono le donne che soffrono situazioni di esclusione, maltrattamento e violenza, perch\u00e9 spesso si trovano con minori possibilit\u00e0 di difendere i loro diritti. Tuttavia, anche tra di loro troviamo continuamente i pi\u00f9 ammirevoli gesti di quotidiano eroismo nella difesa e nella cura della fragilit\u00e0 delle loro famiglie\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0Sebbene in alcuni Paesi si osservino importanti cambiamenti, \u00abl\u2019organizzazione delle societ\u00e0 in tutto il mondo \u00e8 ancora lontana dal rispecchiare con chiarezza che le donne hanno esattamente la stessa dignit\u00e0 e identici diritti degli uomini. A parole si affermano certe cose, ma le decisioni e la realt\u00e0 gridano un altro messaggio\u00bb,\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0soprattutto se pensiamo alle donne pi\u00f9 povere.<\/p>\n<p>Pregiudizi ideologici<\/p>\n<p>13. Al di l\u00e0 dei dati \u2013 che a volte vengono \u201cinterpretati\u201d in modo tale da convincere che la situazione dei poveri non sia cos\u00ec grave \u2013, la realt\u00e0 generale \u00e8 abbastanza chiara: \u00abCi sono regole economiche che sono risultate efficaci per la crescita, ma non altrettanto per lo sviluppo umano integrale. \u00c8 aumentata la ricchezza, ma senza equit\u00e0, e cos\u00ec ci\u00f2 che accade \u00e8 che nascono nuove povert\u00e0. Quando si dice che il mondo moderno ha ridotto la povert\u00e0, lo si fa misurandola con criteri di altre epoche non paragonabili con la realt\u00e0 attuale. Infatti, in altri tempi, per esempio, non avere accesso all\u2019energia elettrica non era considerato un segno di povert\u00e0 e non era motivo di grave disagio. La povert\u00e0 si analizza e si intende sempre nel contesto delle possibilit\u00e0 reali di un momento storico concreto\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0Tuttavia, al di l\u00e0 delle situazioni specifiche e contestuali, in un documento della Comunit\u00e0 Europea, nel 1984, si affermava che \u00abper persone povere s\u2019intendono: i singoli individui, le famiglie e i gruppi di persone le cui risorse (materiali, culturali e sociali) sono cos\u00ec scarse da escluderli dal tenore di vita minimo accettabile nello Stato membro in cui vivono\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>\u00a0Ma se riconosciamo che tutti gli esseri umani hanno la stessa dignit\u00e0, indipendentemente dal luogo di nascita, non si devono ignorare le grandi differenze che esistono tra i Paesi e le regioni.<\/p>\n<p>14. I poveri non ci sono per caso o per un cieco e amaro destino. Tanto meno la povert\u00e0, per la maggior parte di costoro, \u00e8 una scelta. Eppure, c\u2019\u00e8 ancora qualcuno che osa affermarlo, mostrando cecit\u00e0 e crudelt\u00e0. Ovviamente, tra i poveri c\u2019\u00e8 pure chi non vuole lavorare, magari perch\u00e9 i suoi antenati, che hanno lavorato tutta la vita, sono morti poveri. Ma ce ne sono tanti \u2013 uomini e donne \u2013 che comunque lavorano dalla mattina alla sera, forse raccogliendo cartoni o facendo altre attivit\u00e0 del genere, pur sapendo che questo sforzo servir\u00e0 solo a sopravvivere e mai a migliorare veramente la loro vita. Non possiamo dire che la maggior parte dei poveri lo sono perch\u00e9 non hanno acquistato dei \u201cmeriti\u201d, secondo quella falsa visione della meritocrazia dove sembra che abbiano meriti solo quelli che hanno avuto successo nella vita.<\/p>\n<p>15. Anche i cristiani, in tante occasioni, si lasciano contagiare da atteggiamenti segnati da ideologie mondane o da orientamenti politici ed economici che portano a ingiuste generalizzazioni e a conclusioni fuorvianti. Il fatto che l\u2019esercizio della carit\u00e0 risulti disprezzato o ridicolizzato, come se si trattasse della fissazione di alcuni e non del nucleo incandescente della missione ecclesiale, mi fa pensare che bisogna sempre nuovamente leggere il Vangelo, per non rischiare di sostituirlo con la mentalit\u00e0 mondana. Non \u00e8 possibile dimenticare i poveri, se non vogliamo uscire dalla corrente viva della Chiesa che sgorga dal Vangelo e feconda ogni momento storico.<\/p>\n<p>CAPITOLO SECONDO<\/p>\n<p>DIO SCEGLIE I POVERI<\/p>\n<p>La scelta dei poveri<\/p>\n<p>16. Dio \u00e8 amore misericordioso e il suo progetto d\u2019amore, che si estende e si realizza nella storia, \u00e8 anzitutto il suo discendere e venire in mezzo a noi per liberarci dalla schiavit\u00f9, dalle paure, dal peccato e dal potere della morte. Con uno sguardo misericordioso e il cuore colmo d\u2019amore, Egli si \u00e8 rivolto alle sue creature, prendendosi cura della loro condizione umana e, quindi, della loro povert\u00e0. Proprio per condividere i limiti e le fragilit\u00e0 della nostra natura umana, Egli stesso si \u00e8 fatto povero, \u00e8 nato nella carne come noi e lo abbiamo conosciuto nella piccolezza di un bambino deposto in una mangiatoia e nell\u2019estrema umiliazione della croce, laddove ha condiviso la nostra radicale povert\u00e0, che \u00e8 la morte. Si comprende bene, allora, perch\u00e9 si pu\u00f2 anche teologicamente parlare di un\u2019opzione preferenziale da parte di Dio per i poveri, un\u2019espressione nata nel contesto del continente latino-americano e in particolare nell\u2019Assemblea di Puebla, ma che \u00e8 stata ben integrata nel successivo magistero della Chiesa.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>\u00a0Questa \u201cpreferenza\u201d non indica mai un esclusivismo o una discriminazione verso altri gruppi, che in Dio sarebbero impossibili; essa intende sottolineare l\u2019agire di Dio che si muove a compassione verso la povert\u00e0 e la debolezza dell\u2019umanit\u00e0 intera e che, volendo inaugurare un Regno di giustizia, di fraternit\u00e0 e di solidariet\u00e0, ha particolarmente a cuore coloro che sono discriminati e oppressi, chiedendo anche a noi, alla sua Chiesa, una decisa e radicale scelta di campo a favore dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>17. Si comprendono in questa prospettiva le numerose pagine dell\u2019Antico Testamento in cui Dio viene presentato come amico e liberatore dei poveri, Colui che ascolta il grido del povero e interviene per liberarlo (cfr\u00a0<i>Sal<\/i>\u00a034,7). Dio, rifugio del povero, attraverso i profeti \u2013 ricordiamo in particolare Amos e Isaia \u2013 denuncia le iniquit\u00e0 a danno dei pi\u00f9 deboli e rivolge a Israele l\u2019esortazione a rinnovare dal di dentro anche il culto, perch\u00e9 non si pu\u00f2 pregare e offrire sacrificio mentre si opprimono i pi\u00f9 deboli e i pi\u00f9 poveri. Dall\u2019inizio la Scrittura manifesta con cos\u00ec viva intensit\u00e0 l\u2019amore di Dio attraverso la protezione dei deboli e dei meno abbienti, al punto che si potrebbe parlare di una sorta di \u201cdebolezza\u201d di Dio nei loro confronti. \u00abNel cuore di Dio c\u2019\u00e8 un posto preferenziale per i poveri [\u2026]. Tutto il cammino della nostra redenzione \u00e8 segnato dai poveri\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>Ges\u00f9, Messia povero<\/p>\n<p>18. Tutta la vicenda veterotestamentaria della predilezione di Dio per i poveri e il desiderio divino di ascoltare il loro grido \u2013 che ho brevemente richiamato \u2013 trova in Ges\u00f9 di Nazaret la sua piena realizzazione.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>\u00a0Nella sua incarnazione, Egli \u00absvuot\u00f2 s\u00e9 stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall\u2019aspetto riconosciuto come uomo\u00bb (\u00a0<i>Fil\u00a0<\/i>2,7) e in quella forma port\u00f2 la nostra salvezza. Si tratta di una povert\u00e0 radicale, fondata sulla sua missione di rivelare il vero volto dell\u2019amore divino (cfr\u00a0<i>Gv\u00a0<\/i>1,18;\u00a0<i>1Gv\u00a0<\/i>4,9). Pertanto, con una delle sue mirabili sintesi, San Paolo pu\u00f2 affermare: \u00abConoscete infatti la grazia del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo: da ricco che era, si \u00e8 fatto povero per voi, perch\u00e9 voi diventaste ricchi per mezzo della sua povert\u00e0\u00bb (\u00a0<i>2Cor\u00a0<\/i>8,9).<\/p>\n<p>19. In effetti, il Vangelo mostra che questa povert\u00e0 toccava ogni aspetto della sua vita. Fin dal suo ingresso nel mondo, Ges\u00f9 ha fatto esperienza delle difficolt\u00e0 relative al rifiuto. L\u2019evangelista Luca, narrando l\u2019arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria, ormai prossima al parto, osserva con rammarico: \u00abPer loro non c\u2019era posto nell\u2019alloggio\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a02,7). Ges\u00f9 nacque in umili condizioni; appena nato fu adagiato in una mangiatoia; e ben presto, per salvarlo dalla morte, i suoi genitori fuggirono in Egitto (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a02,13-15). All\u2019inizio della sua vita pubblica, fu scacciato da Nazaret dopo che nella sinagoga aveva annunciato l\u2019adempiersi in Lui dell\u2019anno di grazia di cui gioiscono i poveri (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a04,14-30). Non vi fu luogo accogliente nemmeno per la sua morte: lo condussero fuori da Gerusalemme per la crocifissione (cfr\u00a0<i>Mc<\/i>\u00a015,22). \u00c8 in questa condizione che si pu\u00f2 riassumere in maniera chiara la povert\u00e0 di Ges\u00f9. Si tratta della stessa esclusione che caratterizza la definizione dei poveri: essi sono gli esclusi dalla societ\u00e0. Ges\u00f9 \u00e8 la rivelazione di questo\u00a0<i>privilegium pauperum<\/i>. Egli si presenta al mondo non solo come Messia povero, ma anche come Messia dei poveri e per i poveri.<\/p>\n<p>20. Vi sono alcuni indizi a proposito della condizione sociale di Ges\u00f9. Anzitutto, egli svolge il mestiere di artigiano o carpentiere,\u00a0<i>t\u00e9kt\u014dn<\/i>\u00a0(cfr\u00a0<i>Mc<\/i>\u00a06,3). Si tratta di una categoria di persone che vivono con il loro lavoro manuale. Non essendo possessori di terra, venivano considerati inferiori rispetto ai contadini. Quando il piccolo Ges\u00f9 viene presentato al Tempio da Giuseppe e Maria, i suoi genitori offrirono una coppia di tortore o di colombi (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,22-24), che secondo le prescrizioni del Libro del Levitico (cfr 12,8) era l\u2019offerta dei poveri. Un episodio evangelico abbastanza significativo \u00e8 quello che ci racconta di come Ges\u00f9, insieme ai suoi discepoli, raccogliessero delle spighe di cui nutrirsi mentre attraversavano i campi (cfr\u00a0<i>Mc<\/i>\u00a02,23-28) e questo \u2013 lo spigolare nei campi \u2013 era consentito soltanto a chi era povero. Ges\u00f9 stesso, poi, dice di s\u00e9: \u00abLe volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell\u2019uomo non ha dove posare il capo\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a08,20;\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a09,58). Egli, infatti, \u00e8 un maestro itinerante, la cui povert\u00e0 e precariet\u00e0 \u00e8 segno del legame con il Padre ed \u00e8 richiesta anche a chi vuole seguirlo sulla via del discepolato, proprio perch\u00e9 la rinuncia ai beni, alle ricchezze e alle sicurezze di questo mondo diventi segno visibile dell\u2019affidarsi a Dio e alla sua provvidenza.<\/p>\n<p>21. All\u2019inizio del suo ministero pubblico, Ges\u00f9 si presenta nella sinagoga di Nazaret leggendo il rotolo del profeta Isaia e applicando a s\u00e9 stesso la parola del profeta: \u00abLo Spirito del Signore \u00e8 sopra di me; per questo mi ha consacrato con l\u2019unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a04,18; cfr\u00a0<i>Is<\/i>\u00a061,1). Egli, dunque, si manifesta come Colui che, nell\u2019oggi della storia, viene a realizzare la vicinanza amorevole di Dio, che \u00e8 anzitutto opera di liberazione per chi \u00e8 prigioniero del male, per i deboli e i poveri. I segni che accompagnano infatti la predicazione di Ges\u00f9 sono manifestazione dell\u2019amore e della compassione con cui Dio guarda gli ammalati, i poveri e i peccatori che, in virt\u00f9 della loro condizione, erano emarginati nella societ\u00e0 ma anche dalla religione; Egli apre gli occhi dei ciechi, risana i lebbrosi, risuscita i morti e ai poveri annuncia la buona notizia: Dio si \u00e8 fatto vicino, Dio vi ama (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a07,22). Questo spiega perch\u00e9 Egli proclama: \u00abBeati voi poveri, perch\u00e9 vostro \u00e8 il regno di Dio\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a06,20). Verso i poveri, infatti, Dio mostra predilezione: prima di tutto a loro \u00e8 rivolta la parola di speranza e di liberazione del Signore e, perci\u00f2, pur nella condizione di povert\u00e0 o debolezza, nessuno deve sentirsi pi\u00f9 abbandonato. E la Chiesa, se vuole essere di Cristo, dev\u2019essere Chiesa delle Beatitudini, Chiesa che fa spazio ai piccoli e cammina povera con i poveri, luogo in cui i poveri hanno un posto privilegiato (cfr\u00a0<i>Gc<\/i>\u00a02,2-4).<\/p>\n<p>22. Indigenti e malati, incapaci di procurarsi il necessario per vivere, si trovavano sovente costretti all\u2019accattonaggio. A ci\u00f2 si aggiungeva il peso della vergogna sociale, alimentato dalla convinzione che la malattia e la povert\u00e0 fossero legate a qualche peccato personale. Ges\u00f9 contrast\u00f2 con fermezza tale modo di pensare, affermando che \u00abDio fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a05,45). Anzi ribalt\u00f2 completamente quella concezione, come ben esemplificato nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro: \u00abFiglio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui \u00e8 consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a016,25).<\/p>\n<p>23. Allora diventa chiaro che \u00abdalla nostra fede in Cristo fattosi povero, e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei pi\u00f9 abbandonati della societ\u00e0\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>\u00a0Tante volte mi domando perch\u00e9, pur essendoci tale chiarezza nelle Sacre Scritture a proposito dei poveri, molti continuano a pensare di poter escludere i poveri dalle loro attenzioni. Per il momento restiamo ancora nell\u2019ambito biblico e tentiamo di riflettere sul nostro rapporto con gli ultimi della societ\u00e0 e sul loro posto fondamentale nel popolo di Dio.<\/p>\n<p>La misericordia verso i poveri nella Bibbia<\/p>\n<p>24. L\u2019apostolo Giovanni scrive: \u00abChi infatti non ama il proprio fratello che vede, non pu\u00f2 amare Dio che non vede\u00bb (<i>1Gv<\/i>\u00a04,20). Allo stesso modo, nella sua replica al dottore della legge, Ges\u00f9 riprende i due antichi comandamenti: \u00abTu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l\u2019anima e con tutte le forze\u00bb (<i>Dt<\/i>\u00a06,5) e \u00abAmerai il tuo prossimo come te stesso\u00bb (<i>Lv<\/i>\u00a019,18), fondendoli in un unico comandamento. L\u2019evangelista Marco riporta la risposta di Ges\u00f9 in questi termini: \u00abIl primo \u00e8: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio \u00e8 l\u2019unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo \u00e8 questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c\u2019\u00e8 altro comandamento pi\u00f9 importante di questi\u00bb (<i>Mc<\/i>\u00a012,29-31).<\/p>\n<p>25. Il passo citato del Levitico esorta a onorare il proprio connazionale, mentre in altri testi si trova un insegnamento che invita al rispetto \u2013 se non addirittura all\u2019amore \u2013 anche del nemico: \u00abQuando incontrerai il bue del tuo nemico o il suo asino dispersi, glieli dovrai ricondurre. Quando vedrai l\u2019asino del tuo nemico accasciarsi sotto il carico, non abbandonarlo a s\u00e9 stesso: mettiti con lui ad aiutarlo\u00bb (<i>Es<\/i>\u00a023,4-5). Da ci\u00f2 traspare il valore intrinseco del rispetto per la persona: chiunque, perfino il nemico, si trovi in difficolt\u00e0, merita sempre il nostro soccorso.<\/p>\n<p>26. \u00c8 innegabile che il primato di Dio nell\u2019insegnamento di Ges\u00f9 si accompagna all\u2019altro punto fermo che non si pu\u00f2 amare Dio senza estendere il proprio amore ai poveri. L\u2019amore per il prossimo rappresenta la prova tangibile dell\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019amore per Dio, come attesta l\u2019apostolo Giovanni: \u00abNessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l\u2019amore di lui \u00e8 perfetto in noi. [\u2026] Dio \u00e8 amore; chi rimane nell\u2019amore rimane in Dio e Dio rimane in lui\u00bb (<i>1Gv<\/i>\u00a04,12.16). Sono due amori distinti, ma non separabili. Anche nei casi in cui il rapporto con Dio non \u00e8 esplicito, il Signore stesso ci insegna che ogni atto di amore verso il prossimo \u00e8 in qualche modo un riflesso della carit\u00e0 divina: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a025,40).<\/p>\n<p>27. Per questa ragione sono raccomandate le opere di misericordia, come segno dell\u2019autenticit\u00e0 del culto che, mentre rende lode a Dio, ha il compito di renderci aperti alla trasformazione che lo Spirito pu\u00f2 compiere in noi, affinch\u00e9 diventiamo tutti immagine del Cristo e della sua misericordia verso i pi\u00f9 deboli. In tal senso, la relazione con il Signore, che si esprime nel culto, intende anche liberarci dal rischio di vivere le nostre relazioni nella logica del calcolo e del tornaconto, per aprirci alla gratuit\u00e0 che circola tra coloro che si amano e che, perci\u00f2, mettono tutto in comune. A questo proposito, Ges\u00f9 consiglia: \u00abQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici n\u00e9 i tuoi fratelli n\u00e9 i tuoi parenti n\u00e9 i ricchi vicini, perch\u00e9 a loro volta non ti invitino anch\u2019essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perch\u00e9 non hanno da ricambiarti\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a014,12-14).<\/p>\n<p>28. La chiamata del Signore alla misericordia verso i poveri ha trovato un\u2019espressione piena nella grande parabola del giudizio finale (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a025,31-46), che \u00e8 anche un\u2019illustrazione plastica della beatitudine dei misericordiosi. L\u00ec il Signore ci ha offerto la chiave per raggiungere la nostra pienezza, perch\u00e9 \u00abse cerchiamo quella santit\u00e0 che \u00e8 gradita agli occhi di Dio, in questo testo troviamo proprio una regola di comportamento in base alla quale saremo giudicati\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>\u00a0Le parole forti e chiare del Vangelo dovrebbero essere vissute \u00absenza commenti, senza elucubrazioni e scuse che tolgano ad esse forza. Il Signore ci ha lasciato ben chiaro che la santit\u00e0 non si pu\u00f2 capire n\u00e9 vivere prescindendo da queste sue esigenze\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a><\/p>\n<p>29. Nella prima comunit\u00e0 cristiana il programma di carit\u00e0 non derivava da analisi o da progetti, ma direttamente dall\u2019esempio di Ges\u00f9, dalle parole stesse del Vangelo. La Lettera di Giacomo dedica molto spazio al problema del rapporto tra ricchi e poveri, lanciando ai credenti due appelli fortissimi che mettono in questione la loro fede: \u00abA che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede pu\u00f2 forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: \u201cAndatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi\u201d, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Cos\u00ec anche la fede: se non \u00e8 seguita dalle opere, in s\u00e9 stessa \u00e8 morta\u00bb (<i>Gc<\/i>\u00a02,14-17).<\/p>\n<p>30. \u00abIl vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si lever\u00e0 ad accusarvi e divorer\u00e0 le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente. Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage\u00bb (<i>Gc<\/i>\u00a05,3-5). Che forza hanno queste parole, anche se preferiamo fare i sordi! Nella Prima Lettera di Giovanni troviamo un appello simile: \u00abSe uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessit\u00e0, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l\u2019amore di Dio?\u00bb (<i>1Gv<\/i>\u00a03,17).<\/p>\n<p>31. Quello della Parola rivelata \u00ab\u00e8 un messaggio cos\u00ec chiaro, cos\u00ec diretto, cos\u00ec semplice ed eloquente, che nessuna ermeneutica ecclesiale ha il diritto di relativizzarlo. La riflessione della Chiesa su questi testi non dovrebbe oscurare o indebolire il loro significato esortativo, ma piuttosto aiutare a farli propri con coraggio e fervore. Perch\u00e9 complicare ci\u00f2 che \u00e8 cos\u00ec semplice? Gli apparati concettuali esistono per favorire il contatto con la realt\u00e0 che si vuole spiegare e non per allontanarci da essa\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a><\/p>\n<p>32. D\u2019altra parte, un chiaro esempio ecclesiale di condivisione dei beni e di attenzione alla povert\u00e0, lo troviamo nella vita quotidiana e nello stile della prima comunit\u00e0 cristiana. Possiamo ricordare in particolare il modo in cui fu risolta la questione della distribuzione quotidiana di sussidi alle vedove (cfr\u00a0<i>At<\/i>\u00a06,1-6). Si trattava di un problema non facile, anche perch\u00e9 alcune di queste vedove, provenienti da altri Paesi, venivano a volte trascurate in quanto straniere. Di fatto, l\u2019episodio raccontato dagli Atti degli Apostoli mette in luce un certo malcontento da parte degli ellenisti, ebrei di cultura greca. Gli Apostoli rispondono non con qualche discorso astratto, ma, rimettendo al centro la carit\u00e0 verso tutti, riorganizzano l\u2019assistenza alle vedove chiedendo alla comunit\u00e0 di cercare persone sagge e stimate a cui affidare la gestione delle mense, mentre essi si occupano della predicazione della Parola.<\/p>\n<p>33. Quando Paolo and\u00f2 a Gerusalemme a consultare gli Apostoli \u00abper non correre o aver corso invano\u00bb (<i>Gal<\/i>\u00a02,2), gli fu chiesto di non dimenticare i poveri (cfr\u00a0<i>Gal<\/i>\u00a02,10). Egli pertanto organizz\u00f2 diverse collette per aiutare le comunit\u00e0 povere. Tra le motivazioni che offre per tale gesto va sottolineata la seguente: \u00abDio ama chi dona con gioia\u00bb (<i>2Cor<\/i>\u00a09,7). A quanti di noi sono poco inclini ai gesti gratuiti, senza alcun interesse, la Parola di Dio indica che la generosit\u00e0 verso i poveri \u00e8 un vero bene per chi la esercita: infatti, comportandoci cos\u00ec, veniamo amati da Dio in modo speciale. In effetti, le promesse bibliche rivolte a chi d\u00e0 con generosit\u00e0 sono molte: \u00abChi ha piet\u00e0 del povero fa un prestito al Signore, che gli dar\u00e0 la sua ricompensa\u00bb (<i>Pr<\/i>\u00a019,17). \u00abDate e vi sar\u00e0 dato: [\u2026] con la misura con la quale misurate, sar\u00e0 misurato a voi in cambio\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a06,38). \u00abAllora la tua luce sorger\u00e0 come l\u2019aurora, la tua ferita si rimarginer\u00e0 presto\u00bb (<i>Is<\/i>\u00a058,8). I primi cristiani ne erano convinti.<\/p>\n<p>34. La vita delle prime comunit\u00e0 ecclesiali, narrata nel canone biblico e giunta a noi come Parola rivelata, ci viene offerta come esempio da imitare e come testimonianza della fede che opera per mezzo della carit\u00e0, e rimane quale monito permanente per le generazioni a venire. Nel corso dei secoli, queste pagine hanno sollecitato il cuore dei cristiani ad amare e a generare opere di carit\u00e0, come semi fecondi che non smettono di produrre frutti.<\/p>\n<p>CAPITOLO TERZO<\/p>\n<p>UNA CHIESA PER I POVERI<\/p>\n<p>35. Tre giorni dopo la sua elezione, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">mio Predecessore<\/a>\u00a0espresse\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2013\/march\/documents\/papa-francesco_20130316_rappresentanti-media.html\">ai rappresentanti dei media<\/a>\u00a0il desiderio che la cura e l\u2019attenzione per i poveri fossero pi\u00f9 chiaramente presenti nella Chiesa: \u00abAh, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a><\/p>\n<p>36. Questo desiderio riflette la consapevolezza che la Chiesa \u00abriconosce nei poveri e nei sofferenti l\u2019immagine del suo fondatore, povero e sofferente, si fa premura di sollevarne la indigenza e in loro cerca di servire il Cristo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>\u00a0Infatti, essendo stata chiamata a configurarsi agli ultimi, al suo interno \u00abnon devono restare dubbi n\u00e9 sussistono spiegazioni che indeboliscano questo messaggio tanto chiaro [\u2026]. Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>\u00a0In merito abbiamo abbondanti testimonianze lungo la storia quasi bimillenaria dei discepoli di Ges\u00f9.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a><\/p>\n<p>La vera ricchezza della Chiesa<\/p>\n<p>37. San Paolo riferisce che tra i fedeli della nascente comunit\u00e0 cristiana non c\u2019erano \u00abmolti sapienti, n\u00e9 molti potenti, n\u00e9 molti nobili\u00bb (<i>1Cor<\/i>\u00a01,26). Tuttavia, nonostante la loro povert\u00e0, i primi cristiani erano chiaramente consapevoli della necessit\u00e0 di prendersi cura di coloro che erano soggetti a maggiori privazioni. Gi\u00e0 agli albori del cristianesimo gli Apostoli imposero le mani su sette uomini scelti dalla comunit\u00e0 e, in un certo grado, li integrarono nel proprio ministero, istituendoli per il servizio \u2013\u00a0<i>diakon\u00eda<\/i>\u00a0in greco \u2013 dei pi\u00f9 poveri (cfr\u00a0<i>At<\/i>\u00a06,1-5). \u00c8 significativo che il primo discepolo a dare testimonianza della sua fede in Cristo fino allo spargimento del proprio sangue sia stato Stefano, che faceva parte di questo gruppo. In lui si uniscono la testimonianza di vita nella cura dei poveri e il martirio.<\/p>\n<p>38. Poco pi\u00f9 di due secoli dopo, un altro diacono mostrer\u00e0 la sua adesione a Ges\u00f9 Cristo in modo simile, unendo nella sua vita il servizio ai poveri e il martirio: San Lorenzo.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>\u00a0Dal resoconto di Sant\u2019Ambrogio apprendiamo che Lorenzo, diacono a Roma durante il Pontificato di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/vatican\/it\/holy-father\/sisto-ii.html\">Papa Sisto II<\/a>, costretto dalle autorit\u00e0 romane a consegnare i tesori della Chiesa, \u00abil giorno seguente condusse i poveri. Interrogato dove fossero i tesori promessi, indic\u00f2 i poveri dicendo: \u201cQuesti sono i tesori della Chiesa\u201d\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>\u00a0Narrando questo episodio, Ambrogio si chiede: \u00abQuali tesori pi\u00f9 preziosi ha Ges\u00f9 di quelli in cui ama mostrarsi?\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>\u00a0E, ricordando che i ministri della Chiesa non devono mai trascurare la cura dei poveri e meno ancora accumulare beni a proprio beneficio, dice: \u00abBisogna che quest\u2019incarico sia compiuto con fede sincera e saggia previdenza. Certamente, se uno ne ricava vantaggio personale, commette un delitto; ma se distribuisce ai poveri il ricavato, riscatta un prigioniero, compie opera di misericordia\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a><\/p>\n<p>I Padri della Chiesa e i poveri<\/p>\n<p>39. Fin dai primi secoli, i Padri della Chiesa riconoscevano nei poveri una via privilegiata di accesso a Dio, un modo speciale per incontrarlo. La carit\u00e0 verso i bisognosi non era intesa come una semplice virt\u00f9 morale, ma come espressione concreta della fede nel Verbo incarnato. La comunit\u00e0 dei fedeli, sostenuta dalla forza dello Spirito Santo, era radicata nella vicinanza ai poveri, che non considerava un\u2019appendice, ma una parte essenziale del suo Corpo vivo. Sant\u2019Ignazio di Antiochia, ad esempio, mentre andava incontro al martirio, esortava i fedeli della comunit\u00e0 di Smirne a non trascurare il dovere della carit\u00e0 verso i pi\u00f9 bisognosi, ammonendoli a non comportarsi come coloro che si oppongono a Dio: \u00abConsiderate quelli che hanno un\u2019opinione diversa sulla grazia di Ges\u00f9 Cristo che \u00e8 venuto a noi, come sono contrari al disegno di Dio. Non si curano della carit\u00e0, n\u00e9 della vedova, n\u00e9 dell\u2019orfano, n\u00e9 dell\u2019oppresso, n\u00e9 di chi \u00e8 prigioniero o libero, n\u00e9 di chi ha fame e sete\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>\u00a0Il Vescovo di Smirne, Policarpo, raccomandava espressamente ai ministri della Chiesa di prendersi cura dei poveri: \u00abI presbiteri siano indulgenti e misericordiosi verso tutti, richiamino gli sviati e visitino tutti gli infermi senza trascurare la vedova, l\u2019orfano e il povero, ma solleciti del bene davanti a Dio e agli uomini\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>\u00a0Da queste due testimonianze vediamo che la Chiesa appare come madre dei poveri, luogo di accoglienza e di giustizia.<\/p>\n<p>40. San Giustino, da parte sua, nella sua prima Apologia, indirizzata all\u2019imperatore Adriano, al Senato e al popolo romano, spiegava che i cristiani portavano tutto ci\u00f2 che potevano ai bisognosi, perch\u00e9 vedevano in loro dei fratelli e delle sorelle in Cristo. Scrivendo dell\u2019assemblea in preghiera nel primo giorno della settimana, sottolineava che, al centro della liturgia cristiana, non si pu\u00f2 separare il culto a Dio dall\u2019attenzione ai poveri. Perci\u00f2, a un certo punto della celebrazione, \u00abi facoltosi e volonterosi spontaneamente danno ci\u00f2 che vogliono; e il raccolto \u00e8 consegnato al capo, il quale ne sovviene gli orfani, le vedove, i bisognosi per malattie o altro, i detenuti e i forestieri capitati; egli soccorre, in una parola, chiunque si trovi in bisogno\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>\u00a0Ci\u00f2 dimostra che la Chiesa nascente non separava il credere dall\u2019azione sociale: la fede che non era accompagnata dalla testimonianza delle opere, come insegna San Giacomo, era considerata morta (cfr\u00a0<i>Gc<\/i>\u00a02,17).<\/p>\n<p><i>San Giovanni Crisostomo<\/i><\/p>\n<p>41. Tra i Padri orientali, il pi\u00f9 ardente predicatore della giustizia sociale fu forse San Giovanni Crisostomo, Arcivescovo di Costantinopoli tra il IV e il V secolo. Nelle sue omelie, egli esortava i fedeli a riconoscere Cristo nei bisognosi: \u00abVuoi onorare il corpo di Cristo? Non trascurare la sua nudit\u00e0; non onorarlo qui con vesti di seta, non trascurarlo fuori mentre \u00e8 consunto dal freddo e dalla nudit\u00e0 [\u2026]. [Il corpo di Cristo che sta sull\u2019altare] non ha bisogno di vesti, ma di un\u2019anima pura; quello invece ha bisogno di molta cura. Impariamo dunque ad essere sapienti e ad onorare Cristo come lui vuole; per colui che \u00e8 onorato l\u2019onore pi\u00f9 gradito \u00e8 quello che egli vuole, non quello che pensiamo noi [\u2026]. Cos\u00ec anche tu onoralo con questo onore che egli stesso ha prescritto, profondendo la ricchezza ai poveri. Dio non ha bisogno di vasi d\u2019oro, ma di anime d\u2019oro\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>\u00a0Affermando con chiarezza cristallina che, se i fedeli non incontrano Cristo nei poveri che stanno alla porta, non potranno adorarlo nemmeno sull\u2019Altare, continua: \u00abChe vantaggio c\u2019\u00e8, se la sua mensa \u00e8 piena di calici d\u2019oro e lui \u00e8 sfinito dalla fame? Prima sazia la sua fame e poi, per soprappi\u00f9, orna anche la sua mensa\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">[31]<\/a>\u00a0Intendeva l\u2019Eucaristia, quindi, anche come espressione sacramentale della carit\u00e0 e della giustizia che la precedevano, la accompagnavano e dovevano continuarla, nell\u2019amore e nell\u2019attenzione ai poveri.<\/p>\n<p>42. Di conseguenza, la carit\u00e0 non \u00e8 un percorso opzionale, ma il criterio del vero culto. Il Crisostomo denunciava con veemenza il lusso eccessivo, che coesisteva con l\u2019indifferenza verso i poveri. L\u2019attenzione dovuta a loro, pi\u00f9 che una mera esigenza sociale, \u00e8 condizione per la salvezza, il che attribuisce alla ricchezza ingiusta un peso di condanna: \u00abC\u2019\u00e8 un gran freddo e il povero mal vestito sta buttato sul pavimento, mezzo morto per il gelo, battendo i denti, e basta vederlo per sentirsi commuovere. E tu, ben caldo ed ubriaco, gli passi accanto e tiri diritto; e come puoi pretendere che Dio ti liberi quando sarai nella sventura? [\u2026] Spesso un cadavere che non sente pi\u00f9 niente e che non si accorge dell\u2019onore, tu lo avvolgi in molte vesti preziose; e quel corpo che soffre dolori, tormenti e spasimi e sente crampi per la fame e il freddo, tu lo disprezzi, e ti dai pi\u00f9 pensiero della vanagloria che del timore di Dio\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32]<\/a>\u00a0Questo profondo senso di giustizia sociale lo porta ad affermare che \u00abnon dare ai poveri parte dei propri beni, \u00e8 privarli della loro stessa vita; e che quanto possediamo non \u00e8 nostro, ma loro\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">[33]<\/a><\/p>\n<p><i>Sant\u2019Agostino<\/i><\/p>\n<p>43. Agostino ebbe come maestro spirituale Sant\u2019Ambrogio, che insisteva sull\u2019esigenza etica della condivisione dei beni: \u00abNon dai al povero del tuo, ma gli restituisci del suo: perch\u00e9 quello che era stato dato a tutti perch\u00e9 l\u2019usassero insieme, tu lo hai usurpato per te solo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">[34]<\/a>\u00a0Per il Vescovo di Milano, l\u2019elemosina \u00e8 giustizia ristabilita, non un gesto di paternalismo. Nella sua predicazione, la misericordia assume un carattere profetico: denuncia le strutture di accumulo e riafferma la comunione come vocazione ecclesiale.<\/p>\n<p>44. Formatosi in questa tradizione, il santo Vescovo di Ippona ha insegnato a sua volta l\u2019amore preferenziale per i poveri. Pastore vigile e teologo di rara chiaroveggenza, egli si rende conto che la vera comunione ecclesiale si esprime anche nella comunione dei beni. Nei suoi Commenti ai Salmi, ricorda che i veri cristiani non trascurano l\u2019amore per i pi\u00f9 bisognosi: \u00abVoi, osservando i vostri fratelli, conoscete se abbiano bisogno di qualcosa, ma se in voi abita il Cristo, fate beneficenza anche agli estranei\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">[35]<\/a>\u00a0Questa condivisione dei beni nasce dunque dalla carit\u00e0 teologale e ha come fine ultimo l\u2019amore di Cristo. Per Agostino, il povero non \u00e8 solo una persona da aiutare, ma la presenza sacramentale del Signore.<\/p>\n<p>45. Il Dottore della Grazia vedeva nel prendersi cura dei poveri una prova concreta della sincerit\u00e0 della fede. Chi dice di amare Dio e non ha compassione per i bisognosi mente (cfr\u00a0<i>1Gv<\/i>\u00a04,20). Commentando l\u2019incontro di Ges\u00f9 con il giovane ricco e il \u201ctesoro in cielo\u201d che \u00e8 riservato a coloro che danno i loro beni ai poveri (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a019,21), Agostino mette sulla bocca del Signore le seguenti parole: \u00abHo ricevuto la terra, dar\u00f2 il cielo; ho ricevuto beni temporali, restituir\u00f2 beni eterni; ho ricevuto il pane, dar\u00f2 la vita. [\u2026] Ho avuto ospitalit\u00e0 in casa, ma io dar\u00f2 la casa; sono stato visitato quand\u2019ero malato, ma io dar\u00f2 la salute; sono stato visitato in carcere, ma io dar\u00f2 la libert\u00e0. Il pane dato da voi ai miei poveri \u00e8 stato consumato, mentre il pane che io dar\u00f2, non solo vi ristorer\u00e0, ma non finir\u00e0 giammai\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">[36]<\/a>\u00a0L\u2019Altissimo non si lascia vincere in generosit\u00e0 nei confronti di coloro che lo servono nei pi\u00f9 bisognosi: maggiore \u00e8 l\u2019amore per i poveri, maggiore \u00e8 la ricompensa da parte di Dio.<\/p>\n<p>46. Questa prospettiva cristocentrica e profondamente ecclesiale porta a sostenere che le offerte, quando nascono dall\u2019amore, non solo alleviano i bisogni del fratello, ma purificano anche il cuore di chi dona, se disposto a cambiare: \u00abL\u2019elemosina infatti serve a cancellare i peccati della vita passata se uno muta vita\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">[37]<\/a>\u00a0\u00c8, per cos\u00ec dire, la via ordinaria alla conversione per chi vuole seguire Cristo con cuore indiviso.<\/p>\n<p>47. In una Chiesa che riconosce nei poveri il volto di Cristo e nei beni lo strumento della carit\u00e0, il pensiero agostiniano rimane una luce sicura. Oggi la fedelt\u00e0 agli insegnamenti di Agostino esige non solo lo studio delle sue opere, ma la prontezza a vivere radicalmente il suo invito alla conversione, che include necessariamente il servizio della carit\u00e0.<\/p>\n<p>48. Molti altri Padri della Chiesa, d\u2019Oriente e d\u2019Occidente, si sono pronunciati sul primato dell\u2019attenzione ai poveri nella vita e nella missione di ogni fedele cristiano. Da questa prospettiva, in sintesi, si pu\u00f2 dire che la teologia patristica era pratica, puntando a una Chiesa povera e per i poveri, ricordando che il Vangelo \u00e8 annunciato correttamente solo quando spinge a toccare la carne degli ultimi e avvertendo che il rigore dottrinale senza misericordia \u00e8 un discorso vuoto.<\/p>\n<p>Cura dei malati<\/p>\n<p>49. La compassione cristiana si \u00e8 manifestata in modo peculiare nella cura dei malati e dei sofferenti. Sulla base dei segni presenti nel ministero pubblico di Ges\u00f9 \u2013 la guarigione di ciechi, lebbrosi e paralitici \u2013, la Chiesa comprende che la cura dei malati, nei quali riconosce prontamente il Signore crocifisso, \u00e8 una parte importante della sua missione. Durante una pestilenza nella citt\u00e0 di Cartagine, dove era Vescovo, San Cipriano ricord\u00f2 ai cristiani l\u2019importanza della cura dei malati: \u00abQuesta peste e questa epidemia, all\u2019apparenza orribili e funeste, accertino la giustizia dei singoli ed esaminino i sentimenti umani! Tale peste mostra se i sani assistano i malati, se i parenti amino i loro consanguinei come devono, se i padroni abbiano compassione dei loro schiavi colpiti dal male, se i medici non trascurino i malati che hanno bisogno di aiuto\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn38\" name=\"_ftnref38\">[38]<\/a>\u00a0La tradizione cristiana di visitare i malati, lavare le loro ferite e confortare gli afflitti non si riduce semplicemente a un\u2019opera di filantropia, ma \u00e8 un\u2019azione ecclesiale attraverso la quale, nei malati, i membri della Chiesa \u00abtoccano la carne sofferente di Cristo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn39\" name=\"_ftnref39\">[39]<\/a><\/p>\n<p>50. Nel XVI secolo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/giovanni-di-dio.html\">San Giovanni di Dio<\/a>, fondando l\u2019Ordine Ospedaliero che porta il suo nome, cre\u00f2 ospedali-modello che accoglievano tutti, indipendentemente dalla condizione sociale o economica. La sua celebre espressione \u201cFate del bene, fratelli miei!\u201d divenne un motto per la carit\u00e0 attiva verso i malati. Contemporaneamente,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/camillo-de-lellis.html\">San Camillo de Lellis<\/a>\u00a0fond\u00f2 l\u2019Ordine dei Ministri degli Infermi \u2013 i Camilliani \u2013 facendo sua la missione di servire i malati con totale dedizione. La sua regola comanda: \u00abOgnuno domandi grazia al Signore che gli dia un affetto materno verso il suo prossimo acciocch\u00e9 possiamo servirlo con ogni carit\u00e0 cos\u00ec dell\u2019anima, come del corpo, perch\u00e9 desideriamo con la grazia di Dio servire a tutti gl\u2019infermi con quell\u2019affetto che suol avere una amorevole madre per il suo unico figliuolo infermo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn40\" name=\"_ftnref40\">[40]<\/a>\u00a0Negli ospedali, nei campi di battaglia, nelle prigioni e nelle strade, i Camilliani hanno incarnato la misericordia di Cristo Medico.<\/p>\n<p>51. Prendendosi cura dei malati con affetto materno, come una madre si prende cura del suo bambino, molte donne consacrate hanno svolto un ruolo ancora pi\u00f9 diffuso nell\u2019assistenza sanitaria ai poveri. Le Figlie della Carit\u00e0 di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/vincenzo-de-paoli.html\">San Vincenzo de\u2019 Paoli<\/a>, le Suore Ospedaliere, le Piccole Suore della Divina Provvidenza e molte altre congregazioni femminili sono diventate una presenza materna e discreta negli ospedali, nelle case di cura e nelle case di riposo. Hanno portato lenimento, ascolto, presenza e, soprattutto, tenerezza. Hanno costruito, spesso con le proprie mani, strutture sanitarie in zone prive di assistenza medica. Hanno insegnato l\u2019igiene, assistito al parto e somministrato medicine con naturale saggezza e profonda fede. Le loro case sono diventate oasi di dignit\u00e0 dove nessuno era escluso. Il tocco della compassione \u00e8 stato la prima medicina.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/luisa-de-marillac.html\">Santa Luisa de Marillac<\/a>\u00a0scrisse alle sue sorelle, Figlie della Carit\u00e0, ricordando loro che avevano \u00abricevuto una speciale benedizione da Dio per servire i poveri malati negli ospedali\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn41\" name=\"_ftnref41\">[41]<\/a><\/p>\n<p>52. Oggi, questa eredit\u00e0 continua negli ospedali cattolici, nei luoghi di cura aperti in regioni remote, nelle missioni sanitarie operanti nelle foreste, nei centri di accoglienza per tossicodipendenti e negli ospedali da campo in zone di guerra. La presenza cristiana vicino ai malati rivela che la salvezza non \u00e8 un\u2019idea astratta, ma azione concreta. Nell\u2019atto di curare una ferita, la Chiesa annuncia che il Regno di Dio inizia tra i pi\u00f9 vulnerabili. E cos\u00ec facendo, rimane fedele a Colui che ha detto: \u00abEro [\u2026] malato e mi avete visitato\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a025,35.36). Quando la Chiesa si inginocchia accanto a un lebbroso, a un bambino denutrito o a un morente anonimo, realizza la sua vocazione pi\u00f9 profonda: amare il Signore l\u00e0 dove Egli \u00e8 pi\u00f9 sfigurato.<\/p>\n<p>La cura dei poveri nella vita monastica<\/p>\n<p>53. La vita monastica, nata nel silenzio dei deserti, fu fin dall\u2019inizio una testimonianza di solidariet\u00e0. I monaci lasciavano tutto \u2013 ricchezza, prestigio, famiglia \u2013 non solo perch\u00e9 disprezzavano i beni del mondo \u2013\u00a0<i>contemptus mundi<\/i>\u00a0\u2013 ma per incontrare, in questo distacco radicale, il Cristo povero. San Basilio Magno, nella sua Regola, non vedeva alcuna contraddizione tra la vita di preghiera e di raccoglimento dei monaci e il loro lavoro a favore dei poveri. Per lui, l\u2019ospitalit\u00e0 e la cura dei bisognosi erano parte integrante della spiritualit\u00e0 monastica e i monaci, anche dopo aver lasciato tutto per abbracciare la povert\u00e0, dovevano aiutare i pi\u00f9 poveri con il loro lavoro, perch\u00e9 \u00abper avere di che dare a chi ha bisogno [\u2026] \u00e8 chiaro come si debba lavorare con diligenza [\u2026]. Tale regola di vita non ci \u00e8 utile soltanto per castigare il corpo, ma anche per l\u2019amore verso il prossimo, affinch\u00e9, per mezzo nostro Iddio provveda anche ai fratelli deboli ci\u00f2 di cui hanno bisogno\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn42\" name=\"_ftnref42\">[42]<\/a><\/p>\n<p>54. A Cesarea, dove era Vescovo, costru\u00ec un luogo noto come Basiliade, che comprendeva alloggi, ospedali e scuole per i poveri e i malati. Il monaco, quindi, non era solo un asceta, ma un servitore. Basilio dimostr\u00f2 cos\u00ec che, per essere vicini a Dio, bisogna essere vicini ai poveri. L\u2019amore concreto era il criterio della santit\u00e0. Pregare e curare, contemplare e guarire, scrivere e accogliere: tutto era espressione dello stesso amore per Cristo.<\/p>\n<p>55. In Occidente, San Benedetto da Norcia redasse una Regola che sarebbe divenuta la spina dorsale della spiritualit\u00e0 monastica europea. In essa, l\u2019accoglienza dei poveri e dei pellegrini occupa un posto di primo piano: \u00abSi usi sollecitudine soprattutto nell\u2019accogliere i poveri e i pellegrini, perch\u00e9 \u00e8 in loro che si accoglie maggiormente Cristo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn43\" name=\"_ftnref43\">[43]<\/a>\u00a0Non erano solo parole: per secoli i monasteri benedettini sono stati luoghi di rifugio per vedove, bambini abbandonati, pellegrini e mendicanti. Per Benedetto, la vita comunitaria era una scuola di carit\u00e0. Il lavoro manuale non aveva solo una funzione pratica, ma formava anche il cuore al servizio. La condivisione tra i monaci, l\u2019attenzione ai malati e l\u2019ascolto dei pi\u00f9 vulnerabili preparavano ad accogliere Cristo che giunge nella persona del povero e dello straniero. L\u2019ospitalit\u00e0 monastica benedettina rimane ancora oggi segno di una Chiesa che apre le porte, che accoglie senza chiedere, che guarisce senza esigere nulla in cambio.<\/p>\n<p>56. Nel corso del tempo, i monasteri benedettini divennero luoghi che contrastavano la cultura dell\u2019esclusione. I monaci coltivavano la terra, producevano cibo, preparavano medicine e le offrivano, con semplicit\u00e0, ai pi\u00f9 bisognosi. Il loro lavoro silenzioso era il lievito di una nuova civilt\u00e0, dove i poveri non erano un problema da risolvere, ma fratelli e sorelle da accogliere. La regola della condivisione, il lavoro comune e l\u2019assistenza ai vulnerabili strutturavano un\u2019economia solidale, in contrasto con la logica dell\u2019accumulo. La testimonianza dei monaci mostrava che la povert\u00e0 volontaria, lungi dall\u2019essere miseria, \u00e8 un cammino di libert\u00e0 e di comunione. Essi non si limitavano ad aiutare i poveri: si facevano loro vicini, fratelli nello stesso Signore. Nelle celle e nei chiostri si \u00e8 formata una mistica della presenza di Dio nei piccoli.<\/p>\n<p>57. Oltre a fornire assistenza materiale, i monasteri svolgevano un ruolo fondamentale nella formazione culturale e spirituale dei pi\u00f9 umili. In tempi di peste, guerra e carestia, erano luoghi in cui i bisognosi trovavano pane e medicine, ma anche dignit\u00e0 e parola. \u00c8 l\u00ec che gli orfani venivano educati, gli apprendisti ricevevano una formazione e i contadini venivano istruiti nelle tecniche agricole e nella lettura. La conoscenza era condivisa come un dono e una responsabilit\u00e0. L\u2019abate era sia maestro che padre e la scuola monastica era un luogo di liberazione attraverso la verit\u00e0. Infatti, come scrive Giovanni Cassiano, il monaco deve essere caratterizzato da \u00abumilt\u00e0 di cuore [\u2026], la quale conduce, non alla scienza che gonfia, ma alla scienza che illumina per mezzo della completezza della carit\u00e0\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn44\" name=\"_ftnref44\">[44]<\/a>\u00a0Formando le coscienze e trasmettendo sapienza, i monaci contribuirono a una pedagogia cristiana dell\u2019inclusione. La cultura, segnata dalla fede, veniva condivisa con semplicit\u00e0. La conoscenza, illuminata dalla carit\u00e0, diventava servizio. Cos\u00ec, la vita monastica si rivelava uno stile di santit\u00e0 e una via concreta per trasformare la societ\u00e0.<\/p>\n<p>58. La tradizione monastica insegna in questo modo che preghiera e carit\u00e0, silenzio e servizio, celle e ospedali, formano un unico tessuto spirituale. Il monastero \u00e8 un luogo di ascolto e di azione, di culto e di condivisione. San Bernardo di Chiaravalle, il grande riformatore cistercense, \u00abrichiam\u00f2 con decisione la necessit\u00e0 di una vita sobria e misurata, nella mensa come negli indumenti e negli edifici monastici, raccomandando il sostentamento e la cura dei poveri\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn45\" name=\"_ftnref45\">[45]<\/a>\u00a0Per lui la compassione non era una scelta accessoria, ma il vero cammino della sequela di Cristo. La vita monastica, quindi, se fedele alla sua vocazione originaria, mostra che la Chiesa \u00e8 pienamente sposa del Signore solo quando \u00e8 anche sorella dei poveri. Il chiostro non \u00e8 solo un rifugio dal mondo, ma una scuola dove si impara a servirlo meglio. L\u00e0 dove i monaci hanno aperto le loro porte ai poveri, la Chiesa ha rivelato con umilt\u00e0 e fermezza che la contemplazione non esclude la misericordia, ma la esige come suo frutto pi\u00f9 puro.<\/p>\n<p>Liberare i prigionieri<\/p>\n<p>59. Fin dai tempi apostolici, la Chiesa ha visto nella liberazione degli oppressi un segno del Regno di Dio. Ges\u00f9 stesso, all\u2019inizio della sua missione pubblica, ha proclamato: \u00abLo Spirito del Signore \u00e8 sopra di me; per questo mi ha consacrato con l\u2019unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a04,18). I primi cristiani, anche in condizioni precarie, pregavano e assistevano i loro fratelli e sorelle prigionieri, come testimoniano gli Atti degli Apostoli (cfr 12,5; 24,23) e vari scritti dei Padri. Questa missione di liberazione \u00e8 continuata nei secoli attraverso azioni concrete, soprattutto quando il dramma della schiavit\u00f9 e della prigionia ha segnato intere societ\u00e0.<\/p>\n<p>60. Tra la fine del XII secolo e l\u2019inizio del XIII, quando molti cristiani erano catturati nel Mediterraneo o ridotti in schiavit\u00f9 nelle guerre, sorsero due Ordini religiosi: l\u2019Ordine della Santissima Trinit\u00e0 per la Redenzione degli Schiavi (Trinitari), fondato da San Giovanni de Matha e San Felice di Valois, e l\u2019Ordine della Beata Vergine Maria della Mercede (Mercedari), fondato da San Pietro Nolasco con l\u2019appoggio di San Raimondo di Pe\u00f1afort, domenicano. Queste comunit\u00e0 di consacrati sono nate con il carisma specifico di liberare i cristiani fatti schiavi, mettendo a loro disposizione i propri beni\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn46\" name=\"_ftnref46\">[46]<\/a>\u00a0e, spesso, offrendo in cambio la propria vita. I Trinitari, con il loro motto\u00a0<i>Gloria Tibi Trinitas et captivis libertas<\/i>\u00a0(Gloria a te, Trinit\u00e0, e ai prigionieri, libert\u00e0), e i Mercedari, che aggiunsero un quarto voto\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn47\" name=\"_ftnref47\">[47]<\/a>\u00a0ai voti religiosi di povert\u00e0, obbedienza e castit\u00e0, testimoniarono che la carit\u00e0 pu\u00f2 essere eroica. La liberazione dei prigionieri \u00e8 un\u2019espressione dell\u2019amore trinitario: un Dio che libera non solo dalla schiavit\u00f9 spirituale, ma anche dall\u2019oppressione concreta. Il gesto di riscattare dalla schiavit\u00f9 e dalla prigionia \u00e8 visto come un\u2019estensione del sacrificio redentivo di Cristo, il cui sangue \u00e8 prezzo del nostro riscatto (cfr\u00a0<i>1Cor<\/i>\u00a06,20).<\/p>\n<p>61. La spiritualit\u00e0 originale di questi Ordini era profondamente radicata nella contemplazione della Croce. Cristo \u00e8 per eccellenza il Redentore dei prigionieri e la Chiesa, suo Corpo, prolunga questo mistero nel tempo.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn48\" name=\"_ftnref48\">[48]<\/a>\u00a0I religiosi non vedevano il riscatto come un\u2019azione politica o economica, ma come un atto quasi liturgico, l\u2019offerta sacramentale di s\u00e9 stessi. Molti davano i loro propri corpi per sostituire i prigionieri, adempiendo letteralmente al comandamento: \u00abNessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la sua vita per i propri amici\u00bb (\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a015,13). La tradizione di questi Ordini non si \u00e8 conclusa. Al contrario, ha ispirato nuove forme di azione di fronte alle schiavit\u00f9 moderne: il traffico di esseri umani, il lavoro forzato, lo sfruttamento sessuale, le diverse forme di dipendenza.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn49\" name=\"_ftnref49\">[49]<\/a>\u00a0La carit\u00e0 cristiana, quando si incarna, diventa liberatrice. E la missione della Chiesa, quando \u00e8 fedele al suo Signore, \u00e8 sempre quella di annunciare la liberazione. Ancora oggi, quando \u00abmilioni di persone \u2013 bambini, uomini e donne di ogni et\u00e0 \u2013 vengono private della libert\u00e0 e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavit\u00f9\u00bb,\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn50\" name=\"_ftnref50\">[50]<\/a>\u00a0tale eredit\u00e0 viene portata avanti da questi Ordini e da altre istituzioni e congregazioni che lavorano nelle periferie urbane, nelle zone di conflitto e nei corridoi migratori. Quando la Chiesa si inchina per spezzare le nuove catene che legano i poveri, diventa un segno pasquale.<\/p>\n<p>62. Non si pu\u00f2 concludere questa riflessione sulle persone private di libert\u00e0 senza menzionare i carcerati che si trovano in diversi penitenziari e centri di detenzione. A questo proposito, ricordiamo le parole che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ha rivolto a un gruppo di loro: \u00abPer me entrare in un carcere \u00e8 sempre un momento importante, perch\u00e9 il carcere \u00e8 un luogo di grande umanit\u00e0 [\u2026]. Di umanit\u00e0 provata, talvolta affaticata da difficolt\u00e0, sensi di colpa, giudizi, incomprensioni, sofferenze, ma nello stesso tempo carica di forza, di desiderio di perdono, di voglia di riscatto\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn51\" name=\"_ftnref51\">[51]<\/a>\u00a0Questa volont\u00e0, tra l\u2019altro, \u00e8 stata assunta anche dagli Ordini dediti al riscatto dei prigionieri come servizio preferenziale alla Chiesa. Come proclamava San Paolo: \u00abCristo ci ha liberati per la libert\u00e0!\u00bb (\u00a0<i>Gal<\/i>\u00a05,1). E questa libert\u00e0 non \u00e8 solo interiore: si manifesta nella storia come amore che si prende cura e libera da ogni legame di schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Testimoni della povert\u00e0 evangelica<\/p>\n<p>63. Nel XIII secolo, di fronte alla crescita delle citt\u00e0, alla concentrazione delle ricchezze e all\u2019emergere di nuove forme di povert\u00e0, lo Spirito Santo diede origine a un nuovo tipo di consacrazione nella Chiesa: gli Ordini mendicanti. A differenza del modello monastico stabile, i mendicanti adottarono una vita itinerante, senza propriet\u00e0 personale o comunitaria, interamente affidati alla Provvidenza. Non si limitavano a servire i poveri: si facevano poveri con loro. Vedevano la citt\u00e0 come un nuovo deserto e gli emarginati come nuovi maestri spirituali. Questi Ordini, come i Francescani, i Domenicani, gli Agostiniani e i Carmelitani, rappresentarono una rivoluzione evangelica, in cui lo stile di vita semplice e povero divenne un segno profetico per la missione, facendo rivivere l\u2019esperienza della prima comunit\u00e0 cristiana (cfr\u00a0<i>At<\/i>\u00a04,32). La testimonianza dei mendicanti sfidava sia l\u2019opulenza clericale che la freddezza della societ\u00e0 urbana.<\/p>\n<p>64. San Francesco d\u2019Assisi divenne l\u2019icona di questa primavera spirituale. Prendendo in sposa la povert\u00e0, volle imitare Cristo povero, nudo e crocifisso. Nella sua Regola, chiede che \u00abi frati non si approprino di nulla, n\u00e9 casa, n\u00e9 luogo, n\u00e9 alcun\u2019altra cosa. E come pellegrini e forestieri in questo mondo, servendo al Signore in povert\u00e0 e umilt\u00e0, vadano per l\u2019elemosina con fiducia, e non si devono vergognare, perch\u00e9 il Signore per noi si \u00e8 fatto povero in questo mondo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn52\" name=\"_ftnref52\">[52]<\/a>\u00a0La sua vita fu una continua spogliazione: dal palazzo al lebbroso, dall\u2019eloquenza al silenzio, dal possesso al dono totale. Francesco non ha fondato una realt\u00e0 di servizio sociale, ma una fraternit\u00e0 evangelica. Nei poveri ha visto fratelli e vive immagini del Signore. La sua missione era di stare con loro, per una solidariet\u00e0 che superava le distanze, per un amore compassionevole. La sua povert\u00e0 era relazionale: lo portava a farsi prossimo, uguale, anzi, minore. La sua santit\u00e0 germogliava dalla convinzione che si pu\u00f2 ricevere veramente Cristo solo donandosi generosamente ai fratelli.<\/p>\n<p>65. Santa Chiara d\u2019Assisi, ispirata da Francesco, fond\u00f2 l\u2019Ordine delle Povere Dame, poi chiamate Clarisse. La sua lotta spirituale consistette nel mantenere fedelmente l\u2019ideale della povert\u00e0 radicale. Rifiut\u00f2 i privilegi pontifici che potevano garantire sicurezza materiale al suo monastero e, con fermezza, ottenne da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/gregorius-ix\/it.html\">Papa Gregorio IX<\/a>\u00a0il cosiddetto\u00a0<i>Privilegium Paupertatis<\/i>, che garantiva il diritto di vivere senza il possesso di alcun bene materiale.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn53\" name=\"_ftnref53\">[53]<\/a>\u00a0Questa scelta esprimeva la sua totale fiducia in Dio e la sua consapevolezza che la povert\u00e0 volontaria era una forma di libert\u00e0 e di profezia. Chiara insegn\u00f2 alle sue sorelle che Cristo era la loro unica eredit\u00e0 e che nulla doveva oscurare la comunione con Lui. La sua vita orante e nascosta fu un grido contro la mondanit\u00e0 e una difesa silenziosa dei poveri e dei dimenticati.<\/p>\n<p>66. San Domenico di Guzm\u00e1n, contemporaneo di Francesco, fond\u00f2 l\u2019Ordine dei Predicatori, con un altro carisma, ma con la stessa radicalit\u00e0. Voleva proclamare il Vangelo con l\u2019autorevolezza che deriva da una vita povera, convinto che la Verit\u00e0 abbia bisogno di testimoni coerenti. L\u2019esempio della povert\u00e0 di vita accompagnava la Parola predicata. Liberi dal peso dei beni terreni, i frati domenicani potevano dedicarsi meglio all\u2019opera principale, cio\u00e8 la predicazione. Si recavano nelle citt\u00e0, soprattutto quelle universitarie, per insegnare la verit\u00e0 di Dio.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn54\" name=\"_ftnref54\">[54]<\/a>\u00a0Nella dipendenza dagli altri, dimostravano che la fede non si impone, ma si offre. E, vivendo tra i poveri, imparavano la verit\u00e0 del Vangelo \u201cdal basso\u201d, come discepoli del Cristo umiliato.<\/p>\n<p>67. Gli Ordini mendicanti furono quindi una risposta viva all\u2019esclusione e all\u2019indifferenza. Non proposero espressamente riforme sociali, ma una conversione personale e comunitaria alla logica del Regno. Per loro la povert\u00e0 non era una conseguenza della scarsit\u00e0 di beni, ma una libera scelta: farsi piccoli per accogliere i piccoli. Come disse di Francesco Tommaso da Celano: \u00abDimostrava di amare intensamente i poveri [\u2026]. Spesso si spogliava per rivestire i poveri, ai quali cercava di rendersi simile\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn55\" name=\"_ftnref55\">[55]<\/a>\u00a0I mendicanti sono diventati il simbolo di una Chiesa pellegrina, umile e fraterna, che vive tra i poveri non per proselitismo, ma per identit\u00e0. Insegnano che la Chiesa \u00e8 luce solo quando si spoglia di tutto, e che la santit\u00e0 passa attraverso un cuore umile e dedito ai pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p>La Chiesa e l\u2019educazione dei poveri<\/p>\n<p>68. Rivolgendosi ad alcuni educatori,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ricordava che l\u2019educazione \u00e8 sempre stata una delle espressioni pi\u00f9 alte della carit\u00e0 cristiana: \u00abLa vostra \u00e8 una missione piena di ostacoli ma anche di gioie. [\u2026] Una missione di amore, perch\u00e9 non si pu\u00f2 insegnare senza amare\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn56\" name=\"_ftnref56\">[56]<\/a>\u00a0In questo senso, fin dai tempi pi\u00f9 antichi, i cristiani hanno capito che la conoscenza libera, d\u00e0 dignit\u00e0 e avvicina alla verit\u00e0. Per la Chiesa, insegnare ai poveri era un atto di giustizia e di fede. Ispirata dall\u2019esempio del Maestro che insegnava alla gente le verit\u00e0 divine e umane, essa ha assunto la missione di formare i bambini e i ragazzi, soprattutto i pi\u00f9 poveri, nella verit\u00e0 e nell\u2019amore. Questa missione ha preso forma con la fondazione di Congregazioni dedicate all\u2019educazione popolare.<\/p>\n<p>69. Nel XVI secolo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/giuseppe-calasanzio.html\">San Giuseppe Calasanzio<\/a>, colpito dalla mancanza di istruzione e formazione dei giovani poveri della citt\u00e0 di Roma, in alcune stanze attigue alla chiesa di Santa Dorotea in Trastevere, diede vita alla prima scuola pubblica popolare gratuita d\u2019Europa. Era il seme da cui poi sarebbe nato e si sarebbe sviluppato, non senza difficolt\u00e0, l\u2019Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, detto degli Scolopi, con lo scopo di trasmettere ai giovani \u00aboltre alla scienza profana anche la sapienza del Vangelo, insegnando loro a cogliere, nelle vicende personali e nella storia, l\u2019azione amorevole di Dio Creatore e Redentore\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn57\" name=\"_ftnref57\">[57]<\/a>\u00a0Di fatto possiamo considerare questo coraggioso sacerdote come il \u00abvero fondatore della moderna scuola cattolica, tesa alla formazione integrale dell\u2019uomo e aperta a tutti\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn58\" name=\"_ftnref58\">[58]<\/a>\u00a0Animato dalla medesima sensibilit\u00e0, nel XVII secolo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/giovanni-battista-de-la-salle.html\">San Giovanni Battista de La Salle<\/a>, rendendosi conto dell\u2019ingiustizia causata dall\u2019esclusione dei figli degli operai e dei contadini dal sistema educativo della Francia del suo tempo, fond\u00f2 i Fratelli delle Scuole Cristiane, con l\u2019ideale di offrire loro istruzione gratuita, formazione solida e un ambiente fraterno. La Salle vedeva nell\u2019aula uno spazio di promozione umana, ma anche di conversione. Nei suoi collegi si univano preghiera, metodo, disciplina e condivisione. Ogni bambino era considerato un dono unico di Dio e l\u2019atto dell\u2019insegnamento un servizio al Regno di Dio.<\/p>\n<p>70. Nel XIX secolo, sempre in Francia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/marcellin-joseph-benoit-champagnat.html\">San Marcellino Champagnat<\/a>\u00a0fond\u00f2 l\u2019Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole, \u00absensibile ai bisogni spirituali ed educativi del suo tempo, soprattutto all\u2019ignoranza religiosa e alle situazioni di abbandono vissute in particolare dai giovani\u00bb,\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn59\" name=\"_ftnref59\">[59]<\/a>\u00a0dedicandosi con tutto il cuore, in un\u2019epoca in cui l\u2019accesso all\u2019istruzione continuava ad essere privilegio di pochi, alla missione di educare ed evangelizzare i bambini e i giovani, soprattutto quelli pi\u00f9 bisognosi. Con lo stesso spirito, in Italia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/giovanni-bosco.html\">San Giovanni Bosco<\/a>\u00a0inizi\u00f2 la grande opera Salesiana, basata sui tre principi del \u201cmetodo preventivo\u201d \u2013 ragione, religione e amorevolezza \u2013\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn60\" name=\"_ftnref60\">[60]<\/a>\u00a0e il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/antonio-rosmini.html\">Beato Antonio Rosmini<\/a>\u00a0fond\u00f2 l\u2019Istituto della Carit\u00e0, in cui la \u201ccarit\u00e0 intellettuale\u201d \u2013 assieme a quella \u201cmateriale\u201d e con all\u2019apice quella \u201cspirituale-pastorale\u201d \u2013 veniva presentata come dimensione indispensabile di qualsiasi azione caritativa che mirasse al bene e allo sviluppo integrale della persona.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn61\" name=\"_ftnref61\">[61]<\/a><\/p>\n<p>71. Molte Congregazioni femminili furono protagoniste di questa rivoluzione pedagogica. Le Orsoline, le monache della Compagnia di Maria Nostra Signora, le Maestre Pie e tante altre, fondate specialmente nei secoli XVIII e XIX, occuparono spazi dove lo Stato era assente. Crearono scuole in piccoli villaggi, nelle periferie e nei quartieri popolari. L\u2019istruzione delle ragazze, in particolare, divenne una priorit\u00e0. Le suore alfabetizzavano, evangelizzavano, si occupavano delle questioni pratiche della vita quotidiana, elevavano lo spirito attraverso la coltivazione delle arti e, soprattutto, formavano le coscienze. La loro pedagogia era semplice: vicinanza, pazienza, dolcezza. Insegnavano con la vita, prima che con le parole. In tempi di analfabetismo diffuso e di esclusione strutturale, queste donne consacrate erano fari di speranza. La loro missione era formare il cuore, insegnare a pensare, promuovere la dignit\u00e0. Coniugando vita di piet\u00e0 e dedizione al prossimo, hanno combattuto l\u2019abbandono con la tenerezza di chi educa in nome di Cristo.<\/p>\n<p>72. L\u2019educazione dei poveri, per la fede cristiana, non \u00e8 un favore, ma un dovere. I piccoli hanno diritto alla conoscenza, come requisito fondamentale per il riconoscimento della dignit\u00e0 umana. Insegnare ad essi \u00e8 affermarne il valore, dotandoli degli strumenti per trasformare la loro realt\u00e0. La tradizione cristiana considera il sapere come un dono di Dio e una responsabilit\u00e0 comunitaria. L\u2019educazione cristiana non forma solo professionisti, ma persone aperte al bene, al bello e alla verit\u00e0. La scuola cattolica, di conseguenza, quando \u00e8 fedele al suo nome, si configura come uno spazio di inclusione, formazione integrale e promozione umana; coniugando fede e cultura, semina futuro, onora l\u2019immagine di Dio e costruisce una societ\u00e0 migliore.<\/p>\n<p>Accompagnare i migranti<\/p>\n<p>73. L\u2019esperienza della migrazione accompagna la storia del Popolo di Dio. Abramo parte senza sapere dove andr\u00e0; Mos\u00e8 guida il popolo pellegrino attraverso il deserto; Maria e Giuseppe fuggono con il Bambino in Egitto. Lo stesso Cristo, che \u00abvenne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto\u00bb (<i>Gv<\/i>\u00a01,11), ha vissuto in mezzo a noi come uno straniero. Per questo motivo, la Chiesa ha sempre riconosciuto nei migranti una presenza viva del Signore che, nel giorno del giudizio, dir\u00e0 a quelli che sono alla sua destra: \u00abEro straniero e mi avete accolto\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a025,35).<\/p>\n<p>74. Nel XIX secolo, quando milioni di Europei emigravano in cerca di migliori condizioni di vita, due grandi santi si distinsero nella cura pastorale dei migranti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/giovanni-battista-scalabrini.html\">San Giovanni Battista Scalabrini<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/francesca-saverio-cabrini.html\">Santa Francesca Saverio Cabrini<\/a>. Scalabrini, Vescovo di Piacenza, fond\u00f2 i Missionari di San Carlo per accompagnare i migranti nelle comunit\u00e0 di destinazione, offrendo loro assistenza spirituale, legale e materiale. Vedeva nei migranti i destinatari di una nuova evangelizzazione, mettendo in guardia dai rischi di sfruttamento e di perdita della fede in terra straniera. Rispondendo generosamente al carisma che il Signore gli aveva donato, \u00abScalabrini guardava oltre, guardava avanti, a un mondo e a una Chiesa senza barriere, senza stranieri\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn62\" name=\"_ftnref62\">[62]<\/a>\u00a0Santa Francesca Cabrini, nata in Italia e naturalizzata americana, \u00e8 stata la prima cittadina statunitense ad essere canonizzata. Per adempiere alla sua missione di assistere i migranti, attravers\u00f2 pi\u00f9 volte l\u2019Atlantico e, \u00abarmata di singolare audacia, dal nulla inizi\u00f2 scuole, ospedali, orfanotrofi per masse di diseredati avventuratisi nel nuovo mondo in cerca di lavoro, privi della conoscenza della lingua e di mezzi capaci di permettere loro un decoroso inserimento nella societ\u00e0 americana e spesso vittime di persone senza scrupoli. Il suo cuore materno, che non si dava pace, li raggiungeva dappertutto: nei tuguri, nelle carceri, nelle miniere\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn63\" name=\"_ftnref63\">[63]<\/a>\u00a0Nell\u2019Anno Santo del 1950,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/vatican\/it\/holy-father\/pio-xii.html\">Papa Pio XII<\/a>\u00a0la proclam\u00f2 Patrona di tutti i migranti.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn64\" name=\"_ftnref64\">[64]<\/a><\/p>\n<p>75. La tradizione dell\u2019attivit\u00e0 della Chiesa per e con i migranti continua e oggi questo servizio si esprime in iniziative come i centri di accoglienza per i rifugiati, le missioni di frontiera, gli sforzi di Caritas Internationalis e di altre istituzioni. Il Magistero contemporaneo ribadisce chiaramente questo impegno.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ha ricordato che la missione della Chiesa verso i migranti e i rifugiati \u00e8 ancora pi\u00f9 ampia, insistendo sul fatto che \u00abla risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si pu\u00f2 riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ma questi verbi non valgono solo per i migranti e i rifugiati. Essi esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn65\" name=\"_ftnref65\">[65]<\/a>\u00a0E diceva anche: \u00abOgni essere umano \u00e8 figlio di Dio! In lui \u00e8 impressa l\u2019immagine di Cristo! Si tratta, allora, di vedere noi per primi e di aiutare gli altri a vedere nel migrante e nel rifugiato non solo un problema da affrontare, ma un fratello e una sorella da accogliere, rispettare e amare, un\u2019occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire alla costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta, una democrazia pi\u00f9 compiuta, un Paese pi\u00f9 solidale, un mondo pi\u00f9 fraterno e una comunit\u00e0 cristiana pi\u00f9 aperta, secondo il Vangelo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn66\" name=\"_ftnref66\">[66]<\/a>\u00a0La Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano. Dove il mondo vede minacce, lei vede figli; dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti. Sa che il suo annuncio del Vangelo \u00e8 credibile solo quando si traduce in gesti di vicinanza e accoglienza. E sa che in ogni migrante respinto \u00e8 Cristo stesso che bussa alle porte della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Accanto agli ultimi<\/p>\n<p>76. La santit\u00e0 cristiana spesso fiorisce nei luoghi pi\u00f9 dimenticati e feriti dell\u2019umanit\u00e0. I pi\u00f9 poveri tra i poveri \u2013 coloro che non solo mancano di beni, ma anche di voce e di riconoscimento della loro dignit\u00e0 \u2013 occupano un posto speciale nel cuore di Dio. Sono i prediletti del Vangelo, gli eredi del Regno (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a06,20). \u00c8 in loro che Cristo continua a soffrire e a risorgere. \u00c8 in loro che la Chiesa ritrova la chiamata a mostrare la sua realt\u00e0 pi\u00f9 autentica.<\/p>\n<p>77.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/madre-teresa-di-calcutta.html\">Santa Teresa di Calcutta<\/a>, canonizzata nel 2016, \u00e8 diventata un\u2019icona universale della carit\u00e0 vissuta fino all\u2019estremo in favore dei pi\u00f9 indigenti, degli scartati dalla societ\u00e0. Fondatrice delle Missionarie della Carit\u00e0, dedic\u00f2 la sua vita ai moribondi abbandonati per le strade dell\u2019India. Raccoglieva i rifiutati, lavava le loro ferite e li accompagnava fino al momento della morte con una tenerezza che era preghiera. Il suo amore per i pi\u00f9 poveri tra i poveri ha fatto s\u00ec che non si occupasse solo dei loro bisogni materiali, ma che annunciasse loro la buona notizia del Vangelo: \u00abVogliamo annunciare ai poveri la buona notizia che Dio li ama, che noi li amiamo, che sono qualcuno per noi, che sono stati creati dalla stessa mano amorevole di Dio, per amare ed essere amati. I nostri poveri sono persone fantastiche, molto gentili, non hanno bisogno della nostra piet\u00e0 o compassione, ma del nostro amore comprensivo. Hanno bisogno del nostro rispetto, hanno bisogno che li trattiamo con dignit\u00e0\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn67\" name=\"_ftnref67\">[67]<\/a>\u00a0Tutto questo nasceva da una profonda spiritualit\u00e0 che vedeva il servizio ai pi\u00f9 poveri come frutto della preghiera e dell\u2019amore, generatore di vera pace, come ricordava\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">Papa Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0ai pellegrini giunti a Roma per la sua\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/homilies\/2003\/documents\/hf_jp-ii_hom_20031019_mother-theresa.html\">beatificazione<\/a>: \u00abDove ha trovato, Madre Teresa, la forza per porsi completamente al servizio degli altri? L\u2019ha trovata nella preghiera e nella contemplazione silenziosa di Ges\u00f9 Cristo, del suo Santo Volto, del suo Sacro Cuore. Lo ha detto lei stessa: \u201cIl frutto del silenzio \u00e8 la preghiera; il frutto della preghiera \u00e8 la fede; il frutto della fede \u00e8 l\u2019amore; il frutto dell\u2019amore \u00e8 il servizio, il frutto del servizio \u00e8 la pace\u201d [\u2026]. Era una preghiera che riempiva il suo cuore della pace di Cristo e le consentiva di irradiare tale pace agli altri\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn68\" name=\"_ftnref68\">[68]<\/a>\u00a0Teresa non si considerava una filantropa o un\u2019attivista, ma una sposa di Cristo crocifisso, che serviva con amore totale nei fratelli sofferenti.<\/p>\n<p>78. In Brasile,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/dulce-lopes-pontes.html\">Santa Dulce dei Poveri<\/a>\u00a0\u2013 conosciuta come \u201cl\u2019angelo buono di Bahia\u201d \u2013 ha incarnato lo stesso spirito evangelico con caratteristiche brasiliane. Riferendosi a lei e ad altre due religiose,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2019\/documents\/papa-francesco_20191013_omelia-canonizzazione.html\">canonizzate nel corso della stessa celebrazione<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ha ricordato il loro amore per i pi\u00f9 emarginati della societ\u00e0 e ha detto che le nuove Sante \u00abci mostrano che la vita religiosa \u00e8 un cammino di amore nelle periferie esistenziali del mondo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn69\" name=\"_ftnref69\">[69]<\/a>\u00a0Suor Dulce ha affrontato la precariet\u00e0 con creativit\u00e0, gli ostacoli con tenerezza, il bisogno con fede incrollabile. Ha iniziato ospitando i malati in un pollaio e da l\u00ec ha fondato una delle pi\u00f9 grandi opere sociali del Paese. Assisteva migliaia di persone al giorno, senza mai perdere la sua delicatezza. Si \u00e8 fatta povera con i poveri per amore del sommamente Povero. Viveva con poco, pregava con fervore e serviva con gioia. La sua fede non l\u2019allontanava dal mondo, ma la spingeva ancora pi\u00f9 profondamente dentro il dolore degli ultimi.<\/p>\n<p>79. Si potrebbero ricordare anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/benedetto-menni.html\">San Benedetto Menni<\/a>\u00a0e le Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Ges\u00f9, accanto alle persone con disabilit\u00e0;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/charles-de-foucauld.html\">San Charles de Foucauld<\/a>\u00a0tra le comunit\u00e0 del Sahara;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/katharine-drexel.html\">Santa Katharine Drexel<\/a>\u00a0accanto ai gruppi pi\u00f9 svantaggiati nel Nord America; Suor Emmanuelle, con i raccoglitori di rifiuti nel quartiere di Ezbet El Nakhl, al Cairo; e moltissimi altri. Ognuno, a modo suo, ha scoperto che i pi\u00f9 poveri non sono solo oggetto della nostra compassione, ma maestri del Vangelo. Non si tratta di \u201cportar loro\u201d Dio, ma di incontrarlo presso di loro. Tutti questi esempi ci insegnano che servire i poveri non \u00e8 un gesto da fare \u201cdall\u2019alto verso il basso\u201d, ma un incontro tra pari, dove Cristo viene rivelato e adorato.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">San Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0ci ricordava che \u00abc\u2019\u00e8 una presenza speciale di Cristo nella persona dei poveri, che obbliga la Chiesa a fare un\u2019opzione preferenziale per loro\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn70\" name=\"_ftnref70\">[70]<\/a>\u00a0La Chiesa, quindi, quando si china a prendersi cura dei poveri, assume la sua postura pi\u00f9 elevata.<\/p>\n<p>Movimenti popolari<\/p>\n<p>80. Dobbiamo riconoscere pure che, lungo i secoli di storia cristiana, l\u2019aiuto ai poveri e la lotta per i loro diritti non hanno riguardato soltanto i singoli, alcune famiglie, le istituzioni o le comunit\u00e0 religiose. Ci sono stati, e ci sono, diversi movimenti popolari, costituiti da laici e guidati da leader popolari, tante volte sospettati e addirittura perseguitati. Mi riferisco a un \u00abinsieme di persone che non camminano come individui ma come il tessuto di una comunit\u00e0 di tutti e per tutti, che non pu\u00f2 permettere che i pi\u00f9 poveri e i pi\u00f9 deboli rimangano indietro. [&#8230;] I leader popolari, quindi, sono coloro che hanno la capacit\u00e0 di coinvolgere tutti. [&#8230;] Non provano disagio n\u00e9 sono spaventati dai giovani piagati e crocifissi\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn71\" name=\"_ftnref71\">[71]<\/a><\/p>\n<p>81. Questi leader popolari sanno che la solidariet\u00e0 \u00ab\u00e8 anche lottare contro le cause strutturali della povert\u00e0, la disuguaglianza, la mancanza di lavoro, della terra e della casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi. \u00c8 far fronte agli effetti distruttori dell\u2019impero del denaro [&#8230;]. La solidariet\u00e0, intesa nel suo senso pi\u00f9 profondo, \u00e8 un modo di fare la storia, ed \u00e8 questo che fanno i movimenti popolari\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn72\" name=\"_ftnref72\">[72]<\/a>\u00a0Per tale ragione, quando le diverse istituzioni pensano ai bisogni dei poveri \u00e8 necessario \u00abche includano i movimenti popolari e animino le strutture di governo locali, nazionali e internazionali con quel torrente di energia morale che nasce dal coinvolgimento degli esclusi nella costruzione del destino comune\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn73\" name=\"_ftnref73\">[73]<\/a>\u00a0I movimenti popolari, infatti, invitano a superare \u00abquell\u2019idea delle politiche sociali concepite come una politica\u00a0<i>verso<\/i>\u00a0i poveri, ma mai\u00a0<i>con<\/i>\u00a0i poveri, mai\u00a0<i>dei<\/i>\u00a0poveri e tanto meno inserita in un progetto che riunisca i popoli\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn74\" name=\"_ftnref74\">[74]<\/a>\u00a0Se i politici e i professionisti non li ascoltano, \u00abla democrazia si atrofizza, diventa un nominalismo, una formalit\u00e0, perde rappresentativit\u00e0, va disincarnandosi perch\u00e9 lascia fuori il popolo nella sua lotta quotidiana per la dignit\u00e0, nella costruzione del suo destino\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn75\" name=\"_ftnref75\">[75]<\/a>\u00a0Lo stesso si deve dire delle istituzioni della Chiesa.<\/p>\n<p>CAPITOLO QUARTO<\/p>\n<p>UNA STORIA CHE CONTINUA<\/p>\n<p>Il secolo della Dottrina Sociale della Chiesa<\/p>\n<p>82. L\u2019accelerazione delle trasformazioni tecnologiche e sociali degli ultimi due secoli, piena di tragiche contraddizioni, non \u00e8 stata solo subita, ma anche affrontata e pensata dai poveri. I movimenti dei lavoratori, delle donne, dei giovani, cos\u00ec come la lotta contro le discriminazioni razziali hanno comportato una nuova coscienza della dignit\u00e0 di chi \u00e8 ai margini. Anche il contributo della Dottrina Sociale della Chiesa ha in s\u00e9 questa radice popolare da non dimenticare: sarebbe inimmaginabile la sua rilettura della Rivelazione cristiana entro le moderne circostanze sociali, lavorative, economiche e culturali senza i laici cristiani alle prese con le sfide del loro tempo. Al loro fianco operarono religiose e religiosi testimoni di una Chiesa in uscita dalle vie gi\u00e0 percorse. Il cambiamento d\u2019epoca che stiamo affrontando rende oggi ancora pi\u00f9 necessaria la continua interazione tra battezzati e Magistero, tra cittadini ed esperti, tra popolo e istituzioni. In particolare, va nuovamente riconosciuto che la realt\u00e0 si vede meglio dai margini e che i poveri sono soggetti di una specifica intelligenza, indispensabile alla Chiesa e all\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>83. Il Magistero degli ultimi centocinquant\u2019anni offre una vera miniera di insegnamenti che riguardano i poveri. Cos\u00ec, i Vescovi di Roma si sono fatti voce di nuove consapevolezze, passate al vaglio del discernimento ecclesiale. Ad esempio, nella Lettera enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html\">Rerum novarum<\/a><\/i>\u00a0(1891),\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiii\/it.html\">Leone XIII<\/a>\u00a0affront\u00f2 la questione del lavoro, mettendo a nudo la situazione intollerabile di molti operai dell\u2019industria, proponendo l\u2019instaurazione di un ordine sociale giusto. In questa linea si sono espressi pure altri Pontefici. Con l\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_j-xxiii_enc_15051961_mater.html\">Mater et Magistra<\/a><\/i>\u00a0(1961)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it.html\">San Giovanni XXIII<\/a>\u00a0si fece promotore di una giustizia dalle dimensioni mondiali: i Paesi ricchi non potevano rimanere indifferenti davanti ai Paesi oppressi dalla fame e dalla miseria; erano chiamati a soccorrerli generosamente con tutti i loro beni.<\/p>\n<p>84. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio Vaticano II<\/a>\u00a0rappresenta una tappa fondamentale nel discernimento ecclesiale riguardo ai poveri, alla luce della Rivelazione. Sebbene nei documenti preparatori tale tema fosse marginale, sin dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/messages\/pont_messages\/1962\/documents\/hf_j-xxiii_mes_19620911_ecumenical-council.html\">Radiomessaggio dell\u201911 settembre 1962<\/a>, a un mese dall\u2019apertura del Concilio,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it.html\">San Giovanni XXIII<\/a>\u00a0accese l\u2019attenzione su di esso con parole indimenticabili: \u00abLa Chiesa si presenta quale \u00e8 e quale vuole essere, come la Chiesa di tutti e particolarmente la Chiesa dei poveri\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn76\" name=\"_ftnref76\">[76]<\/a>\u00a0Fu poi il grande lavoro di vescovi, teologi ed esperti preoccupati del rinnovamento della Chiesa\u00a0<s>\u2013<\/s>\u00a0con l\u2019appoggio dello stesso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it.html\">San Giovanni XXIII<\/a>\u00a0\u2013 a riorientare il Concilio. \u00c8 fondamentale la natura cristocentrica, quindi dottrinale e non solo sociale, di un simile fermento. Numerosi Padri conciliari, infatti, favorirono il consolidarsi della coscienza, ben espressa dal Cardinale Lercaro nel suo memorabile intervento del 6 dicembre 1962, che \u00abil mistero di Cristo nella Chiesa \u00e8 sempre stato ed \u00e8, ma oggi lo \u00e8 particolarmente, il mistero di Cristo nei poveri\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn77\" name=\"_ftnref77\">[77]<\/a>\u00a0e che \u00abnon si tratta di qualunque tema, ma in un certo senso \u00e8 l\u2019unico tema di tutto il Vaticano II\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn78\" name=\"_ftnref78\">[78]<\/a>\u00a0L\u2019Arcivescovo di Bologna, preparando il testo di questo intervento, annotava: \u00abQuesta \u00e8 l\u2019ora dei poveri, dei milioni di poveri che sono su tutta la terra, questa \u00e8 l\u2019ora del mistero della chiesa madre dei poveri, questa \u00e8 l\u2019ora del mistero di Cristo soprattutto nel povero\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn79\" name=\"_ftnref79\">[79]<\/a>\u00a0Si prospettava cos\u00ec la necessit\u00e0 di una nuova forma ecclesiale, pi\u00f9 semplice e sobria, coinvolgente l\u2019intero popolo di Dio e la sua figura storica. Una Chiesa pi\u00f9 simile al suo Signore che alle potenze mondane, tesa a stimolare in tutta l\u2019umanit\u00e0 un impegno concreto per la soluzione del grande problema della povert\u00e0 nel mondo.<\/p>\n<p>85.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">San Paolo VI<\/a>, in occasione dell\u2019\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1963\/documents\/hf_p-vi_spe_19630929_concilio-vaticano-ii.html\">apertura della seconda sessione del Concilio<\/a>, riprese il tema posto dal suo predecessore, vale a dire che la Chiesa guarda con particolare interesse \u00abai poveri, ai bisogno\u00adsi, agli afflitti, agli affamati, ai sofferenti, ai carcerati, cio\u00e8 guarda a tutta l\u2019umanit\u00e0 che soffre e che piange: essa le appartiene, per diritto evangelico\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn80\" name=\"_ftnref80\">[80]<\/a>\u00a0Nell\u2019\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/audiences\/1964\/documents\/hf_p-vi_aud_19641111.html\">Udienza generale dell\u201911 novembre 1964<\/a>\u00a0egli sottoline\u00f2 che \u00abil Povero \u00e8 rappresentante di Cristo\u00bb e, accostando l\u2019immagine del Signore negli ultimi a quella che si manifesta nel Papa, afferm\u00f2: \u00abLa rappresentanza di Cristo nel Povero \u00e8 universale, ogni Povero rispecchia Cristo; quella del Papa \u00e8 personale. [\u2026] Il Povero e Pietro possono coincidere, possono essere la stessa persona, rivestita d\u2019una duplice rappresentanza, della Povert\u00e0 e dell\u2019Autorit\u00e0\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn81\" name=\"_ftnref81\">[81]<\/a>\u00a0In tal modo, il legame intrinseco tra Chiesa e poveri veniva espresso simbolicamente con inedita chiarezza.<\/p>\n<p>86. Nella Costituzione pastorale\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, attualizzando l\u2019eredit\u00e0 dei Padri della Chiesa\u00a0<i>,\u00a0<\/i>il Concilio ribadisce con forza la destinazione universale dei beni della terra e la funzione sociale della propriet\u00e0 che ne deriva: \u00abDio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene, all\u2019uso di tutti gli uomini e popoli, e pertanto i beni creati debbono, secondo un equo criterio, essere partecipati a tutti [\u2026]. Perci\u00f2 l\u2019uomo, usando di questi beni, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che posso\u00adno giovare non solo a lui ma anche agli altri. Del resto, a tutti gli uomini spetta il diritto di avere una parte di beni sufficienti a s\u00e9 e alla propria famiglia. [\u2026] Colui che si trova in estre\u00adma necessit\u00e0 ha il diritto di procurarsi il necessario dalle ricchezze altrui. [\u2026] Ogni propriet\u00e0 privata ha per sua natura una funzione sociale che si fonda sulla comune destinazione dei beni. Se si trascura questa funzione sociale, la propriet\u00e0 pu\u00f2 diventare in molti modi occasione di cupidigia e di gravi disordini\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn82\" name=\"_ftnref82\">[82]<\/a>\u00a0Questa convinzione \u00e8 rilanciata da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\">San Paolo VI<\/a>\u00a0nell\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, dove leggiamo che nessuno pu\u00f2 ritenersi \u00abautorizzato a riservare a suo uso esclusivo ci\u00f2 che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn83\" name=\"_ftnref83\">[83]<\/a>\u00a0Nel suo intervento alle Nazioni Unite, Papa Montini si present\u00f2 come l\u2019avvocato dei popoli poveri,\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn84\" name=\"_ftnref84\">[84]<\/a>\u00a0sollecitando la comunit\u00e0 internazionale a edificare un mondo solidale.<\/p>\n<p>87. Con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">San Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0si consolida, almeno in ambito dottrinale, il rapporto preferenziale della Chiesa con i poveri. Il suo magistero ha infatti riconosciuto che l\u2019opzione per i poveri \u00e8 una \u00abforma speciale di primazia nell\u2019esercizio della carit\u00e0 cristiana, della quale d\u00e0 testimonianza tutta la tradizione della Chiesa\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn85\" name=\"_ftnref85\">[85]<\/a>\u00a0Nell\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_30121987_sollicitudo-rei-socialis.html\">Sollicitudo rei socialis<\/a>\u00a0<\/i>scrive ancora che oggi, attesa la dimensione mondiale che la questione sociale ha assunto, \u00abquesto amore preferenziale, con le decisioni che esso ci ispira, non pu\u00f2 non abbracciare le immense moltitudini di affamati, di mendicanti, di senza tetto, senza assistenza medica e, soprattutto, senza speranza di un futuro migliore: non si pu\u00f2 non prendere atto dell\u2019esistenza di queste realt\u00e0. L\u2019ignorarle significherebbe assimilarci al \u201cricco epulone\u201d, che fingeva di non conoscere Lazzaro, il mendicante, giacente fuori della sua porta (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a016,19-31)\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn86\" name=\"_ftnref86\">[86]<\/a>\u00a0Il suo insegnamento sul lavoro acquista importanza quando vogliamo pensare al ruolo attivo dei poveri nel rinnovamento della Chiesa e della societ\u00e0, lasciandoci alle spalle il paternalismo della sola assistenza ai loro bisogni immediati. Nell\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_14091981_laborem-exercens.html\">Laborem exercens<\/a><\/i>\u00a0egli afferma che \u00abil lavoro umano \u00e8 una chiave, e probabilmente la chiave essenziale, di tutta la questione sociale\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn87\" name=\"_ftnref87\">[87]<\/a><\/p>\n<p>88. A fronte delle molteplici crisi che hanno contraddistinto l\u2019inizio del terzo millennio, la lettura di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it.html\">Benedetto XVI<\/a>\u00a0si fa pi\u00f9 marcatamente politica. Cos\u00ec, nella Lettera enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html\">Caritas in veritate<\/a><\/i>, afferma che \u00absi ama tanto pi\u00f9 efficacemente il prossimo, quanto pi\u00f9 ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn88\" name=\"_ftnref88\">[88]<\/a>\u00a0Inoltre osserva che \u00abla fame non dipende tanto da scarsit\u00e0 materiale, quanto piuttosto da scarsit\u00e0 di risorse sociali, la pi\u00f9 importante delle quali \u00e8 di natura istituzionale. Manca, cio\u00e8, un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all\u2019acqua regolare e adeguato dal punto di vista nutrizionale, sia di fronteggiare le necessit\u00e0 connesse con i bisogni primari e con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari, provocate da cause naturali o dall\u2019irresponsabilit\u00e0 politica nazionale e internazionale\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn89\" name=\"_ftnref89\">[89]<\/a><\/p>\n<p>89.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ha riconosciuto come, oltre al magistero dei Vescovi di Roma, negli ultimi decenni si sono fatte sempre pi\u00f9 frequenti anche le prese di posizione da parte delle Conferenze Episcopali nazionali e regionali. In prima persona, ad esempio, ha potuto testimoniare il particolare impegno dell\u2019Episcopato latino-americano nel ripensare il rapporto della Chiesa con i poveri. Nel dopo Concilio, in quasi tutti i Paesi dell\u2019America Latina, si \u00e8 sentita forte l\u2019identificazione della Chiesa con i poveri e un\u2019attiva partecipazione al loro riscatto. Era il cuore stesso della Chiesa a muoversi di fronte a tanti poveri afflitti da disoccupazione, sottoccupazione, salari iniqui, e costretti a vivere in condizioni miserabili. Il martirio di Sant\u2019Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador, \u00e8 stato insieme una testimonianza e una viva esortazione per la Chiesa. Lui sentiva come proprio il dramma della stragrande maggioranza dei suoi fedeli e fece di loro il centro della sua scelta pastorale. Le Conferenze dell\u2019Episcopato Latino-americano a Medell\u00edn, a Puebla, a Santo Domingo e ad Aparecida costituiscono tappe significative anche per la Chiesa intera. Io stesso, per lunghi anni missionario in Per\u00f9, devo molto a questo cammino di discernimento ecclesiale, che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ha saputo sapientemente legare a quello delle altre Chiese particolari, specie del Sud globale. Adesso vorrei riprendere due temi specifici di questo magistero episcopale.<\/p>\n<p>Strutture di peccato che creano povert\u00e0 e disuguaglianze estreme<\/p>\n<p>90. A Medell\u00edn i Vescovi si pronunciarono a favore della scelta preferenziale per i poveri: \u00abIl Cristo nostro salvatore non solo am\u00f2 i poveri, bens\u00ec, \u201cessendo ricco, si fece povero\u201d visse nella povert\u00e0, incentr\u00f2 la sua missione nell\u2019annunciare la loro liberazione e fond\u00f2 la sua Chiesa come segno di questa povert\u00e0 fra gli uomini. [&#8230;] La povert\u00e0 di tanti fratelli invoca giustizia, solidariet\u00e0, testimonianza, impegno, sforzo e superamento perch\u00e9 si compia pienamente la missione salvifica affidata da Cristo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn90\" name=\"_ftnref90\">[90]<\/a>\u00a0I Vescovi affermano con forza che la Chiesa, per essere pienamente fedele alla sua vocazione, deve non solo condividere la condizione dei poveri, ma mettersi anche al loro fianco e impegnarsi fattivamente per la loro promozione integrale. La Conferenza di Puebla, di fronte a un aggravarsi della miseria in America Latina, conferm\u00f2 la decisione di Medell\u00edn con un\u2019opzione franca e profetica in favore dei poveri e qualific\u00f2 come \u201cpeccato sociale\u201d le strutture di ingiustizia.<\/p>\n<p>91. La carit\u00e0 \u00e8 una forza che cambia la realt\u00e0, un\u2019autentica potenza storica di cambiamento. Questa \u00e8 la sorgente a cui deve attingere ogni impegno per \u00abrisolvere le cause strutturali della povert\u00e0\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn91\" name=\"_ftnref91\">[91]<\/a>\u00a0e per avviarlo con urgenza. Auspico pertanto che \u00abcresca il numero dei politici capaci di entrare in un autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non l\u2019apparenza dei mali del mondo\u00bb,\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn92\" name=\"_ftnref92\">[92]<\/a>\u00a0perch\u00e9 \u00absi tratta di ascoltare il grido di interi popoli, dei popoli pi\u00f9 poveri della terra\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn93\" name=\"_ftnref93\">[93]<\/a><\/p>\n<p>92. \u00c8 pertanto doveroso continuare a denunciare la \u201cdittatura di un\u2019economia che uccide\u201d e riconoscere che \u00abmentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre pi\u00f9 distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l\u2019autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria. Perci\u00f2 negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn94\" name=\"_ftnref94\">[94]<\/a>\u00a0Sebbene non manchino diverse teorie che tentano di giustificare lo stato attuale delle cose, o di spiegare che la razionalit\u00e0 economica esige da noi di aspettare che le forze invisibili del mercato risolvano tutto, la dignit\u00e0 di ogni persona umana dev\u2019essere rispettata adesso, non domani, e la situazione di miseria di tante persone a cui viene negata questa dignit\u00e0 dev\u2019essere un richiamo costante per la nostra coscienza.<\/p>\n<p>93. Nell\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/20241024-enciclica-dilexit-nos.html\">Dilexit nos<\/a><\/i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ha ricordato che il peccato sociale prende forma come \u201cstruttura di peccato\u201d nella societ\u00e0, che \u00abfa spesso parte di una mentalit\u00e0 dominante che considera normale o razionale quello che in realt\u00e0 \u00e8 solo egoismo e indifferenza. Tale fenomeno si pu\u00f2 definire alienazione sociale\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn95\" name=\"_ftnref95\">[95]<\/a>\u00a0Diventa normale ignorare i poveri e vivere come se non esistessero. Si presenta come la scelta ragionevole organizzare l\u2019economia chiedendo sacrifici al popolo, per raggiungere certi scopi che interessano ai potenti. Intanto per i poveri rimangono solo promesse di \u201cgocce\u201d che cadranno, finch\u00e9 una nuova crisi globale non li porter\u00e0 di nuovo alla situazione precedente. \u00c8 una vera e propria alienazione quella che porta a trovare solo scuse teoriche e non a cercare di risolvere oggi i problemi concreti di coloro che soffrono. Lo diceva gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">San Giovanni Paolo II<\/a>: \u00ab\u00c8 alienata la societ\u00e0 che, nelle sue forme di organizzazione sociale, di produzione e di consumo, rende pi\u00f9 difficile la realizzazione di questo dono ed il costituirsi di questa solidariet\u00e0 interumana\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn96\" name=\"_ftnref96\">[96]<\/a><\/p>\n<p>94. Dobbiamo impegnarci sempre di pi\u00f9 a risolvere le cause strutturali della povert\u00e0. \u00c8 un\u2019urgenza che \u00abnon pu\u00f2 attendere, non solo per un\u2019esigenza pragmatica di ottenere risultati e di ordinare la societ\u00e0, ma per guarirla da una malattia che la rende fragile e indegna e che potr\u00e0 solo portarla a nuove crisi. I piani assistenziali, che fanno fronte ad alcune urgenze, si dovrebbero considerare solo come risposte provvisorie\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn97\" name=\"_ftnref97\">[97]<\/a>\u00a0La mancanza di equit\u00e0 \u00ab\u00e8 la radice dei mali sociali\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn98\" name=\"_ftnref98\">[98]<\/a>\u00a0Infatti, \u00abmolte volte si constata che, di fatto, i diritti umani non sono uguali per tutti\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn99\" name=\"_ftnref99\">[99]<\/a><\/p>\n<p>95. Accade che \u00abnel vigente modello \u201cdi successo\u201d e \u201cprivatistico\u201d, non sembra abbia senso investire affinch\u00e9 quelli che rimangono indietro, i deboli o i meno dotati possano farsi strada nella vita\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn100\" name=\"_ftnref100\">[100]<\/a>\u00a0La domanda che ritorna \u00e8 sempre la stessa: i meno dotati non sono persone umane? I deboli non hanno la stessa nostra dignit\u00e0? Quelli che sono nati con meno possibilit\u00e0 valgono meno come esseri umani, devono solo limitarsi a sopravvivere? Dalla risposta che diamo a queste domande dipende il valore delle nostre societ\u00e0 e da essa dipende pure il nostro futuro. O riconquistiamo la nostra dignit\u00e0 morale e spirituale o cadiamo come in un pozzo di sporcizia. Se non ci fermiamo a prendere le cose sul serio continueremo, in modi espliciti o dissimulati, a \u00ablegittimare l\u2019attuale modello distributivo, in cui una minoranza si crede in diritto di consumare in una proporzione che sarebbe impossibile generalizzare, perch\u00e9 il pianeta non potrebbe nemmeno contenere i rifiuti di un simile consumo\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn101\" name=\"_ftnref101\">[101]<\/a><\/p>\n<p>96. Tra le questioni strutturali che non si pu\u00f2 immaginare di risolvere dall\u2019alto e che al pi\u00f9 presto domandano di essere prese in carico c\u2019\u00e8 quella dei luoghi, degli spazi, delle case, delle citt\u00e0 dove i poveri vivono e camminano. Lo sappiamo: \u00abCome sono belle le citt\u00e0 che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti, e che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo! Come sono belle le citt\u00e0 che, anche nel loro disegno architettonico, sono piene di spazi che collegano, mettono in relazione, favoriscono il riconoscimento dell\u2019altro!\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn102\" name=\"_ftnref102\">[102]<\/a>\u00a0Allo stesso tempo \u00abnon possiamo tralasciare di considerare gli effetti del degrado ambientale, dell\u2019attuale modello di sviluppo e della cultura dello scarto sulla vita delle persone\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn103\" name=\"_ftnref103\">[103]<\/a>\u00a0Infatti \u00abil deterioramento dell\u2019ambiente e quello della societ\u00e0 colpiscono in modo speciale i pi\u00f9 deboli del pianeta\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn104\" name=\"_ftnref104\">[104]<\/a><\/p>\n<p>97. Pertanto, \u00e8 compito di tutti i membri del Popolo di Dio far sentire, pur in modi diversi, una voce che svegli, che denunci, che si esponga anche a costo di sembrare degli \u201cstupidi\u201d. Le strutture d\u2019ingiustizia vanno riconosciute e distrutte con la forza del bene, attraverso il cambiamento delle mentalit\u00e0 ma anche, con l\u2019aiuto delle scienze e della tecnica, attraverso lo sviluppo di politiche efficaci nella trasformazione della societ\u00e0. Va ricordato sempre che la proposta del Vangelo non \u00e8 soltanto quella di un rapporto individuale e intimo col Signore. La proposta \u00e8 pi\u00f9 ampia: \u00ab\u00c8 il Regno di Dio\u00a0<i><\/i>(cfr\u00a0<i>Lc\u00a0<\/i>4,43); si tratta di amare Dio che regna nel mondo. Nella misura in cui Egli riuscir\u00e0 a regnare tra di noi, la vita sociale sar\u00e0 uno spazio di fraternit\u00e0, di giustizia, di pace, di dignit\u00e0 per tutti. Dunque, tanto l\u2019annuncio quanto l\u2019esperienza cristiana tendono a provocare conseguenze sociali. Cerchiamo il suo Regno\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn105\" name=\"_ftnref105\">[105]<\/a><\/p>\n<p>98. Un documento, infine, che inizialmente non \u00e8 stato ben accolto da tutti, ci offre una riflessione sempre attuale: \u00abI difensori della \u201cortodossia\u201d sono talvolta rimproverati di passivit\u00e0, di indulgenza o di complicit\u00e0 colpevoli nei confronti delle intollerabili situazioni di ingiustizia e dei regimi politici che mantengono tali situazioni. Si richiede da parte di tutti, e specialmente da parte dei pastori e dei responsabili, la conversione spirituale, l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019amore di Dio e del prossimo, lo zelo per la giustizia e la pace, il senso evangelico dei poveri e della povert\u00e0. La preoccupazione della purezza della fede non deve essere disgiunta dalla preoccupazione di dare, mediante una vita teologale integrale, la risposta di un\u2019efficace testimonianza di servizio del prossimo, e in modo tutto particolare del povero e dell\u2019oppresso\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn106\" name=\"_ftnref106\">[106]<\/a><\/p>\n<p>I poveri come soggetti<\/p>\n<p>99. Un dono fondamentale al cammino della Chiesa universale \u00e8 rappresentato dal discernimento della Conferenza di Aparecida, in cui i Vescovi latino-americani esplicitarono che la scelta preferenziale per i poveri da parte della Chiesa \u00ab\u00e8 inscritta nella fede cristologica che ha portato Dio a farsi povero per noi, per arricchirci con la sua povert\u00e0\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn107\" name=\"_ftnref107\">[107]<\/a>\u00a0Nel documento si contestualizza la missione nell\u2019attuale situazione del mondo globalizzato con i suoi nuovi e drammatici squilibri\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn108\" name=\"_ftnref108\">[108]<\/a>\u00a0e, nel messaggio finale, i Vescovi scrivono: \u00abLe forti differenze tra ricchi e poveri ci invitano a lavorare con maggiore impegno per essere discepoli capaci di condividere la mensa della vita, mensa di tutti i figli e figlie del Padre, mensa aperta, includente, dalla quale non sia escluso nessuno. Perci\u00f2 ribadiamo la nostra opzione preferenziale ed evangelica per i poveri\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn109\" name=\"_ftnref109\">[109]<\/a><\/p>\n<p>100. Allo stesso tempo, il documento, approfondendo un tema gi\u00e0 presente nelle Conferenze precedenti dell\u2019Episcopato dell\u2019America Latina, insiste sulla necessit\u00e0 di considerare le comunit\u00e0 emarginate quali\u00a0<i>soggetti\u00a0<\/i>capaci di creare una propria cultura, pi\u00f9 che come\u00a0<i>oggetti<\/i>\u00a0di beneficenza. Ci\u00f2 implica che tali comunit\u00e0 hanno il diritto di vivere il Vangelo e celebrare e comunicare la fede secondo i valori presenti nelle loro culture. L\u2019esperienza della povert\u00e0 d\u00e0 loro la capacit\u00e0 di riconoscere aspetti della realt\u00e0 che altri non riescono a vedere, e per questo la societ\u00e0 ha bisogno di ascoltarli. Lo stesso vale per la Chiesa, che deve valutare positivamente il loro modo \u201cpopolare\u201d di vivere la fede. Un bel testo del Documento finale di Aparecida ci aiuta a riflettere su questo punto per trovare l\u2019atteggiamento giusto: \u00abSolo la vicinanza che ci rende amici ci permette di apprezzare profondamente i valori dei poveri di oggi, i loro legittimi desideri e il loro modo di vivere la fede. [&#8230;] Giorno dopo giorno, i poveri diventano soggetti di evangelizzazione e di promozione umana integrale: educano i figli alla fede, vivono una costante solidariet\u00e0 tra parenti e vicini, cercano costantemente Dio e danno vita al pellegrinaggio della Chiesa. Alla luce del Vangelo ne riconosciamo l\u2019immensa dignit\u00e0 e il valore sacro agli occhi di Cristo, povero come loro ed escluso tra loro. Da questa esperienza di fedelt\u00e0, condivideremo con loro la difesa dei loro diritti\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn110\" name=\"_ftnref110\">[110]<\/a><\/p>\n<p>101. Tutto ci\u00f2 comporta la presenza di un aspetto nell\u2019opzione per i poveri che dobbiamo ricordare costantemente: quest\u2019opzione esige, infatti, da noi \u00abun\u2019attenzione rivolta all\u2019altro [\u2026]. Questa attenzione d\u2019amore \u00e8 l\u2019inizio di una vera preoccupazione per la sua persona e a partire da essa desidero cercare effettivamente il suo bene. Questo implica apprezzare il povero nella sua bont\u00e0 propria, col suo modo di essere, con la sua cultura, con il suo modo di vivere la fede. L\u2019amore autentico \u00e8 sempre contemplativo, ci permette di servire l\u2019altro non per necessit\u00e0 o vanit\u00e0, ma perch\u00e9 \u00e8 bello, al di l\u00e0 delle apparenze. [\u2026] Solo a partire da questa vicinanza reale e cordiale possiamo accompagnarli adeguatamente nel loro cammino di liberazione\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn111\" name=\"_ftnref111\">[111]<\/a>\u00a0Per questa ragione, rivolgo un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno scelto di vivere tra i poveri: a coloro, cio\u00e8, che non vanno a fare loro una visita ogni tanto, ma che vivono con loro e come loro. Questa \u00e8 un\u2019opzione che deve trovare posto tra le forme pi\u00f9 alte di vita evangelica.<\/p>\n<p>102. In questa prospettiva appare chiara la necessit\u00e0 che \u00abtutti ci lasciamo evangelizzare\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn112\" name=\"_ftnref112\">[112]<\/a>\u00a0dai poveri, e che tutti riconosciamo \u00abla misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn113\" name=\"_ftnref113\">[113]<\/a>\u00a0Cresciuti nell\u2019estrema precariet\u00e0, imparando a sopravvivere nelle condizioni pi\u00f9 avverse, fidandosi di Dio con la certezza che nessun altro li prenda sul serio, aiutandosi a vicenda nei momenti pi\u00f9 bui, i poveri hanno imparato tante cose che conservano nel mistero del loro cuore. Quelli fra noi che non hanno avuto esperienze simili, di vita vissuta al limite, certamente hanno molto da ricevere da quella fonte di saggezza che \u00e8 l\u2019esperienza dei poveri. Solo mettendo in relazione le nostre lamentele con le loro sofferenze e privazioni \u00e8 possibile ricevere un rimprovero che ci invita a semplificare la nostra vita.<\/p>\n<p>CAPITOLO QUINTO<\/p>\n<p>UNA SFIDA PERMANENTE<\/p>\n<p>103. Ho scelto di ricordare questa bimillenaria storia di attenzione ecclesiale verso i poveri e con i poveri per mostrare che essa \u00e8 parte essenziale dell\u2019ininterrotto cammino della Chiesa. La cura dei poveri fa parte della grande Tradizione della Chiesa, come un faro di luce che, dal Vangelo in poi, ha illuminato i cuori e i passi dei cristiani di ogni tempo. Pertanto, dobbiamo sentire l\u2019urgenza di invitare tutti a immettersi in questo fiume di luce e di vita che proviene dal riconoscimento di Cristo nel volto dei bisognosi e dei sofferenti. L\u2019amore per i poveri \u00e8 un elemento essenziale della storia di Dio con noi e, dal cuore stesso della Chiesa, prorompe come un continuo appello ai cuori dei credenti, sia delle comunit\u00e0 che dei singoli fedeli. In quanto \u00e8 Corpo di Cristo, la Chiesa sente come propria \u201ccarne\u201d la vita dei poveri, i quali sono parte privilegiata del popolo in cammino. Per questo l\u2019amore a coloro che sono poveri \u2013 in qualunque forma si manifesti tale povert\u00e0 \u2013 \u00e8 la garanzia evangelica di una Chiesa fedele al cuore di Dio. Infatti, ogni rinnovamento ecclesiale ha sempre avuto fra le sue priorit\u00e0 questa attenzione preferenziale ai poveri, che si differenzia, sia nelle motivazioni sia nello stile, dall\u2019attivit\u00e0 di qualunque altra organizzazione umanitaria.<\/p>\n<p>104. Il cristiano non pu\u00f2 considerare i poveri solo come un problema sociale: essi sono una \u201cquestione familiare\u201d. Sono \u201cdei nostri\u201d. Il rapporto con loro non pu\u00f2 essere ridotto a un\u2019attivit\u00e0 o a un ufficio della Chiesa. Come insegna la Conferenza di Aparecida, \u00abci viene chiesto di dedicare tempo ai poveri, di dare loro un\u2019attenzione amorevole, di ascoltarli con interesse, di accompagnarli nei momenti difficili, scegliendoli per condividere ore, settimane o anni della nostra vita, e cercando, a partire da loro, la trasformazione della loro situazione. Non possiamo dimenticare che Ges\u00f9 stesso lo ha proposto con il suo modo di agire e con le sue parole\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn114\" name=\"_ftnref114\">[114]<\/a><\/p>\n<p>Di nuovo il buon samaritano<\/p>\n<p>105. La cultura dominante dell\u2019inizio di questo millennio spinge ad abbandonare i poveri al loro destino, a non considerarli degni di attenzione e tanto meno di apprezzamento. Nell\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html\">Fratelli tutti<\/a><\/i>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0ci ha invitato a riflettere sulla parabola del buon samaritano (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a010,25-37), proprio per approfondire questo punto. Nella parabola, infatti, vediamo che, di fronte a quell\u2019uomo ferito e abbandonato lungo la strada, quelli che passano hanno atteggiamenti diversi. Soltanto il buon samaritano se ne prende cura. Allora torna la domanda che interpella ciascuno in prima persona: \u00abCon chi ti identifichi? Questa domanda \u00e8 dura, diretta e decisiva. A quale di loro assomigli? Dobbiamo riconoscere la tentazione che ci circonda di disinteressarci degli altri, specialmente dei pi\u00f9 deboli. Diciamolo, siamo cresciuti in tanti aspetti ma siamo analfabeti nell\u2019accompagnare, curare e sostenere i pi\u00f9 fragili e deboli delle nostre societ\u00e0 sviluppate. Ci siamo abituati a girare lo sguardo, a passare accanto, a ignorare le situazioni finch\u00e9 queste non ci toccano direttamente\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn115\" name=\"_ftnref115\">[115]<\/a><\/p>\n<p>106. E ci fa tanto bene scoprire che quella scena del buon samaritano si ripete anche oggi. Ricordiamo una situazione dei nostri giorni: \u00abQuando incontro una persona che dorme alle intemperie, in una notte fredda, posso sentire che questo fagotto \u00e8 un imprevisto che mi intralcia, un delinquente ozioso, un ostacolo sul mio cammino, un pungiglione molesto per la mia coscienza, un problema che devono risolvere i politici, e forse anche un\u2019immondizia che sporca lo spazio pubblico. Oppure posso reagire a partire dalla fede e dalla carit\u00e0 e riconoscere in lui un essere umano con la mia stessa dignit\u00e0, una creatura infinitamente amata dal Padre, un\u2019immagine di Dio, un fratello redento da Cristo. Questo \u00e8 essere cristiani! O si pu\u00f2 forse intendere la santit\u00e0 prescindendo da questo riconoscimento vivo della dignit\u00e0 di ogni essere umano?\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn116\" name=\"_ftnref116\">[116]<\/a>\u00a0Cosa fece il buon samaritano?<\/p>\n<p>107. La domanda diventa urgente perch\u00e9 ci aiuta a renderci conto di una grave mancanza nelle nostre societ\u00e0 e anche nelle nostre comunit\u00e0 cristiane. Il fatto \u00e8 che tante forme d\u2019indifferenza che troviamo oggi \u00absono segni di uno stile di vita generalizzato, che si manifesta in vari modi, forse pi\u00f9 sottili. Inoltre, poich\u00e9 tutti siamo molto concentrati sulle nostre necessit\u00e0, vedere qualcuno che soffre ci d\u00e0 fastidio, ci disturba, perch\u00e9 non vogliamo perdere tempo per colpa dei problemi altrui. Questi sono sintomi di una societ\u00e0 malata, perch\u00e9 mira a costruirsi voltando le spalle al dolore. Meglio non cadere in questa miseria. Guardiamo il modello del buon samaritano\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn117\" name=\"_ftnref117\">[117]<\/a>\u00a0Le parole finali della parabola evangelica \u2013 \u00abVa\u2019 e anche tu fa\u2019 cos\u00ec\u00bb (\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a010,37) \u2013 sono un comando che un cristiano deve sentire risuonare ogni giorno nel suo cuore.<\/p>\n<p>Una sfida ineludibile per la Chiesa di oggi<\/p>\n<p>108. In un tempo particolarmente difficile per la Chiesa di Roma, quando le istituzioni imperiali stavano crollando sotto la pressione dei barbari, il Papa San Gregorio Magno ammoniva cos\u00ec i suoi fedeli: \u00abOgni giorno possiamo trovare Lazzaro, se lo cerchiamo, e ogni giorno ci imbattiamo in lui, anche senza metterci a cercarlo. I poveri si presentano a noi anche in modo importuno e ci rivolgono delle richieste, essi che un giorno potranno intercedere per noi. [&#8230;] Non sciupate dunque le occasioni di agire con misericordia e non trascurate di ricorrere ai rimedi di cui potete disporre\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn118\" name=\"_ftnref118\">[118]<\/a>\u00a0Coraggiosamente egli sfidava i diffusi pregiudizi nei confronti dei poveri, come quello che li vedeva come responsabili della propria stessa miseria: \u00abQuando vedete dei poveri compiere qualche azione da biasimare, non abbiate disprezzo o sfiducia nei loro confronti, perch\u00e9 il fuoco della povert\u00e0 sta forse purificando ci\u00f2 che essi compiono contraendo delle colpe anche se lievissime\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn119\" name=\"_ftnref119\">[119]<\/a>\u00a0Non di rado il benessere rende ciechi, al punto che pensiamo che la nostra felicit\u00e0 possa realizzarsi soltanto se riusciamo a fare a meno degli altri. In questo, i poveri possono essere per noi come dei maestri silenziosi, riportando a una giusta umilt\u00e0 il nostro orgoglio e la nostra arroganza.<\/p>\n<p>109. Se \u00e8 vero che i poveri vengono sostenuti da chi ha mezzi economici, si pu\u00f2 affermare con certezza anche l\u2019inverso. \u00c8 questa una sorprendente esperienza attestata dalla tradizione cristiana e che diventa una vera e propria svolta nella nostra vita personale, quando ci accorgiamo che sono proprio i poveri a evangelizzarci. In che modo? Nel silenzio della loro condizione, essi ci pongono di fronte alla nostra debolezza. L\u2019anziano, ad esempio, con la fragilit\u00e0 del suo corpo, ci ricorda la nostra vulnerabilit\u00e0, anche se cerchiamo di nasconderla dietro il benessere o l\u2019apparenza. Inoltre, i poveri ci fanno riflettere sull\u2019inconsistenza di quell\u2019orgoglio aggressivo con cui spesso affrontiamo le difficolt\u00e0 della vita. In sostanza, essi rivelano la nostra precariet\u00e0 e la vacuit\u00e0 di una vita apparentemente protetta e sicura. A questo proposito, ascoltiamo di nuovo San Gregorio Magno: \u00abNessuno dunque si senta sicuro dicendo: io non derubo gli altri, perch\u00e9 mi limito a far uso dei beni a me concessi secondo giustizia. Il ricco epulone infatti non fu punito perch\u00e9 volle per s\u00e9 i beni altrui, ma per aver trascurato s\u00e9 stesso dopo aver ricevuto tante ricchezze. La sua condanna all\u2019inferno fu determinata dal fatto che nella felicit\u00e0 egli non conserv\u00f2 il sentimento del timore, divenne arrogante per i doni ricevuti, non ebbe alcun sentimento di compassione\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn120\" name=\"_ftnref120\">[120]<\/a><\/p>\n<p>110. Per noi cristiani, la questione dei poveri riconduce all\u2019essenziale della nostra fede. L\u2019opzione preferenziale per i poveri, ossia l\u2019amore della Chiesa verso di loro, come insegnava\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it.html\">San Giovanni Paolo II<\/a>, \u00ab\u00e8 determinante e appartiene alla sua costante tradizione, la spinge a rivolgersi al mondo nel quale, nonostante il progresso tecnico-economico, la povert\u00e0 minaccia di assumere forme gigantesche\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn121\" name=\"_ftnref121\">[121]<\/a>\u00a0La realt\u00e0 \u00e8 che i poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo. Infatti, non \u00e8 sufficiente limitarsi a enunciare in modo generale la dottrina dell\u2019incarnazione di Dio; per entrare davvero in questo mistero, invece, bisogna specificare che il Signore si fa carne che ha fame, che ha sete, che \u00e8 malata, carcerata. \u00abUna Chiesa povera per i poveri incomincia con l\u2019andare verso la carne di Cristo. Se noi andiamo verso la carne di Cristo, incominciamo a capire qualcosa, a capire che cosa sia questa povert\u00e0 del Signore. E questo non \u00e8 facile\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn122\" name=\"_ftnref122\">[122]<\/a><\/p>\n<p>111. Il cuore della Chiesa, per sua stessa natura, \u00e8 solidale con coloro che sono poveri, esclusi ed emarginati, con quanti sono considerati uno \u201cscarto\u201d della societ\u00e0. I poveri sono nel centro stesso della Chiesa, perch\u00e9 \u00e8 dalla \u00abfede in Cristo fattosi povero, e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, [che] deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei pi\u00f9 abbandonati delle societ\u00e0\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn123\" name=\"_ftnref123\">[123]<\/a>\u00a0Si trova nel cuore di ognuno dei fedeli \u00abl\u2019esigenza di ascoltare quel grido [che] deriva dalla stessa opera liberatrice della grazia in ciascuno di noi, per cui non si tratta di una missione riservata solo ad alcuni\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn124\" name=\"_ftnref124\">[124]<\/a><\/p>\n<p>112. Talvolta si riscontra in alcuni movimenti o gruppi cristiani la carenza o addirittura l\u2019assenza dell\u2019impegno per il bene comune della societ\u00e0 e, in particolare, per la difesa e la promozione dei pi\u00f9 deboli e svantaggiati. A tale proposito, occorre ricordare che la religione, specialmente quella cristiana, non pu\u00f2 essere limitata all\u2019ambito privato, come se i fedeli non dovessero aver a cuore anche problemi che riguardano la societ\u00e0 civile e gli avvenimenti che interessano i cittadini.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn125\" name=\"_ftnref125\">[125]<\/a><\/p>\n<p>113. In realt\u00e0, \u00abqualsiasi comunit\u00e0 della Chiesa, nella misura in cui pretenda di stare tranquilla senza occuparsi creativamente e cooperare con efficacia affinch\u00e9 i poveri vivano con dignit\u00e0 e per l\u2019inclusione di tutti, correr\u00e0 anche il rischio della dissoluzione, bench\u00e9 parli di temi sociali o critichi i governi. Facilmente finir\u00e0 per essere sommersa dalla mondanit\u00e0 spirituale, dissimulata con pratiche religiose, con riunioni infeconde o con discorsi vuoti\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn126\" name=\"_ftnref126\">[126]<\/a><\/p>\n<p>114. Non parliamo solo dell\u2019assistenza e del necessario impegno per la giustizia. I credenti debbono rendere conto di un\u2019altra forma di incoerenza nei confronti dei poveri. In verit\u00e0, \u00abla peggior discriminazione di cui soffrono i poveri \u00e8 la mancanza di attenzione spirituale [\u2026]. L\u2019opzione preferenziale per i poveri deve tradursi principalmente in un\u2019attenzione religiosa privilegiata e prioritaria\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn127\" name=\"_ftnref127\">[127]<\/a>\u00a0Tuttavia, tale attenzione spirituale ai poveri viene messa in discussione da certi pregiudizi, anche da parte di cristiani, perch\u00e9 ci sentiamo pi\u00f9 a nostro agio senza i poveri. C\u2019\u00e8 chi continua a dire: \u201cIl nostro compito \u00e8 di pregare e di insegnare la vera dottrina\u201d. Ma, svincolando questo aspetto religioso dalla promozione integrale, aggiungono che solo il governo dovrebbe prendersi cura di loro, oppure che sarebbe meglio lasciarli nella miseria, insegnando loro piuttosto a lavorare. A volte, invece, si assumono criteri pseudoscientifici per dire che la libert\u00e0 del mercato porter\u00e0 spontaneamente alla soluzione del problema della povert\u00e0. Oppure, persino, si opta per una pastorale delle cosiddette \u00e9lite, sostenendo che, al posto di perdere tempo con i poveri, \u00e8 meglio prendersi cura dei ricchi, dei potenti e dei professionisti, cosicch\u00e9, attraverso di loro, si potranno raggiungere soluzioni pi\u00f9 efficaci. \u00c8 facile cogliere la mondanit\u00e0 che si cela dietro queste opinioni: esse ci portano a guardare la realt\u00e0 con criteri superficiali e privi di qualsiasi luce soprannaturale, privilegiando frequentazioni che ci rassicurano e ricercando privilegi che ci accomodano.<\/p>\n<p>Ancora oggi, dare<\/p>\n<p>115. \u00c8 bene spendere un\u2019ultima parola sull\u2019elemosina, che oggi non gode di buona fama, spesso neppure tra i credenti. Non solo essa viene raramente praticata, ma a volte addirittura disprezzata. Da una parte, ribadisco che l\u2019aiuto pi\u00f9 importante per una persona povera \u00e8 aiutarla ad avere un buon lavoro, perch\u00e9 possa guadagnarsi una vita pi\u00f9 consona alla sua dignit\u00e0 sviluppando le sue capacit\u00e0 e offrendo il suo sforzo personale. Il fatto \u00e8 che \u00abla mancanza di lavoro \u00e8 molto pi\u00f9 del venire meno di una sorgente di reddito per poter vivere. Il lavoro \u00e8 anche questo, ma \u00e8 molto, molto di pi\u00f9. Lavorando noi diventiamo pi\u00f9 persona, la nostra umanit\u00e0 fiorisce, i giovani diventano adulti soltanto lavorando. La Dottrina sociale della Chiesa ha sempre visto il lavoro umano come partecipazione alla creazione che continua ogni giorno, anche grazie alle mani, alla mente e al cuore dei lavoratori\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn128\" name=\"_ftnref128\">[128]<\/a>\u00a0Dall\u2019altra parte, se non c\u2019\u00e8 ancora questa possibilit\u00e0 concreta, non dobbiamo correre il rischio di lasciare una persona abbandonata alla sua sorte, senza quello che \u00e8 indispensabile per vivere degnamente. E quindi l\u2019elemosina rimane un momento necessario di contatto, di incontro e di immedesimazione nella condizione altrui.<\/p>\n<p>116. \u00c8 evidente, per chi ama davvero, che l\u2019elemosina non scarica dalle proprie responsabilit\u00e0 le autorit\u00e0 competenti, n\u00e9 elimina l\u2019impegno organizzativo delle istituzioni, e nemmeno sostituisce la legittima lotta per la giustizia. Essa per\u00f2 invita almeno a fermarsi e a guardare in faccia la persona povera, a toccarla e a condividere con lei qualcosa del proprio. In ogni caso, l\u2019elemosina, anche se piccola, infonde\u00a0<i>pietas<\/i>\u00a0in una vita sociale in cui tutti si preoccupano del proprio interesse personale. Dice il Libro dei Proverbi: \u00abChi \u00e8 generoso sar\u00e0 benedetto, perch\u00e9 egli dona del suo pane al povero\u00bb (<i>Pr\u00a0<\/i>22,9).<\/p>\n<p>117. Sia l\u2019Antico che il Nuovo Testamento contengono veri e propri inni all\u2019elemosina: \u00abTuttavia sii paziente con il misero, e non fargli attendere troppo a lungo l\u2019elemosina. [\u2026] Riponi l\u2019elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti liberer\u00e0 da ogni male\u00bb (<i>Sir<\/i>\u00a029,8.12). E Ges\u00f9 riprende questo insegnamento: \u00abVendete ci\u00f2 che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a012,33).<\/p>\n<p>118. Si attribuiva a San Giovanni Crisostomo questa esortazione: \u00abL\u2019elemosina \u00e8 l\u2019ala della preghiera. Se non aggiungi un\u2019ala alla tua preghiera, a malapena potr\u00e0 volare\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn129\" name=\"_ftnref129\">[129]<\/a>\u00a0E San Gregorio di Nazianzo concludeva una sua celebre orazione con queste parole: \u00abSe dunque mi date retta, o servi di Cristo, fratelli e coeredi, finch\u00e9 \u00e8 il momento visitiamo Cristo, curiamo Cristo, sfamiamo Cristo, vestiamo Cristo, accogliamo Cristo, onoriamo Cristo: non solo con una mensa, come certuni, non solo con degli unguenti, come Maria; non solo con un sepolcro, come Giuseppe d\u2019Arimatea; non solo con quei riti che riguardano la sepoltura, come Nicodemo, che amava Cristo solo a met\u00e0; non solo con oro, incenso e mirra, come i Magi; ma poich\u00e9 il Signore misericordia vuole e non sacrificio [\u2026] questa offriamogli nei poveri, affinch\u00e9 quando ce ne andremo di quaggi\u00f9, ci accolgano nei templi eterni\u00bb.\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftn130\" name=\"_ftnref130\">[130]<\/a><\/p>\n<p>119. L\u2019amore e le convinzioni pi\u00f9 profonde vanno alimentate, e lo si fa con gesti. Rimanere nel mondo delle idee e delle discussioni, senza gesti personali, frequenti e sentiti, sar\u00e0 la rovina dei nostri sogni pi\u00f9 preziosi. Per questa semplice ragione come cristiani non rinunciamo all\u2019elemosina. Un gesto che si pu\u00f2 fare in diverse maniere, e che possiamo tentare di fare nel modo pi\u00f9 efficace, ma dobbiamo farlo. E sempre sar\u00e0 meglio fare qualcosa che non fare niente. In ogni caso ci toccher\u00e0 il cuore. Non sar\u00e0 la soluzione alla povert\u00e0 nel mondo, che va cercata con intelligenza, tenacia, impegno sociale. Ma noi abbiamo bisogno di esercitarci nell\u2019elemosina per toccare la carne sofferente dei poveri.<\/p>\n<p>120. L\u2019amore cristiano supera ogni barriera, avvicina i lontani, accomuna gli estranei, rende familiari i nemici, valica abissi umanamente insuperabili, entra nelle pieghe pi\u00f9 nascoste della societ\u00e0. Per sua natura, l\u2019amore cristiano \u00e8 profetico, compie miracoli, non ha limiti: \u00e8 per l\u2019impossibile. L\u2019amore \u00e8 soprattutto un modo di concepire la vita, un modo di viverla. Ebbene, una Chiesa che non mette limiti all\u2019amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, \u00e8 la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno.<\/p>\n<p>121. Sia attraverso il vostro lavoro, sia attraverso il vostro impegno per cambiare le strutture sociali ingiuste, sia attraverso quel gesto di aiuto semplice, molto personale e ravvicinato, sar\u00e0 possibile per quel povero sentire che le parole di Ges\u00f9 sono per lui: \u00abIo ti ho amato\u00bb (<i>Ap<\/i>\u00a03,9).<\/p>\n<p><i>Dato a Roma, presso San Pietro, il 4 ottobre, festa di San Francesco d\u2019Assisi, dell\u2019anno 2025, primo del mio Pontificato.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>LEONE PP. XIV<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/20241024-enciclica-dilexit-nos.html#170\">Dilexit nos<\/a><\/i>\u00a0(24 ottobre 2024), 170:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0116 (2024), 1422.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/20241024-enciclica-dilexit-nos.html#171\">Ibid<\/a>.<\/i>,171:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0116 (2024), 1422-1423.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html#Per_fedelt%C3%A0_al_Maestro\">Gaudete et exsultate<\/a><\/i>\u00a0(19 marzo 2018), 96:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>110 (2018), 1137.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2013\/march\/documents\/papa-francesco_20130316_rappresentanti-media.html\">Incontro con i rappresentanti dei media<\/a><\/i>\u00a0(16 marzo 2013):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>105 (2013), 381.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0J. Bergoglio \u2013 A. Skorka,\u00a0<i>Sobre el cielo y la tierra<\/i>,\u00a0<b><\/b>Buenos Aires 2013, 214\u00a0<i>.<\/i><\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0S. Paolo VI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1965\/documents\/hf_p-vi_spe_19651207_epilogo-concilio.html\">Omelia nella Messa in occasione dell\u2019ultima sessione pubblica del Concilio Ecumenico Vaticano II<\/a><\/i>\u00a0(7 dicembre 1965):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a058 (1966), 55-56.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Cfr Francesco, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Uniti_a_Dio_ascoltiamo_un_grido\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 187:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1098.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Avere_cura_della_fragilit%C3%A0\">Ibid<\/a>.<\/i>, 212:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1108.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Id., Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#23\">Fratelli tutti<\/a><\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), 23:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>112 (2020), 977.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#21\">Ibid<\/a>.<\/i>, 21:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>112 (2020), 976.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Consiglio delle Comunit\u00e0 Europee,\u00a0<i>Decisione (85\/8\/CEE) relativa ad un\u2019azione specifica comunitaria di lotta contro la povert\u00e0<\/i>\u00a0(19 dicembre 1984), art. 1, par. 2:\u00a0<i>Gazzetta ufficiale<\/i>\u00a0<i>delle Comunit\u00e0 Europee<\/i>, N. L 2\/24.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0Cfr S. Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/audiences\/1999\/documents\/hf_jp-ii_aud_27101999.html\">Catechesi<\/a>\u00a0<\/i>(27 ottobre 1999):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 28 ottobre 1999, 4.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_posto_privilegiato_dei_poveri_nel_Popolo_di_Dio\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 197:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1102.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0Cfr Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/poveri\/documents\/20210613-messaggio-v-giornatamondiale-poveri-2021.html\">Messaggio per la V Giornata Mondiale dei Poveri<\/a><\/i>\u00a0(13 giugno 2021), 3:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>113 (2021), 691: \u00abGes\u00f9 non solo sta dalla parte dei poveri, ma condivide con loro la stessa sorte. Questo \u00e8 un forte insegnamento anche per i suoi discepoli di ogni tempo\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#II.%E2%80%82L%E2%80%99inclusione_sociale_dei_poveri\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 186:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1098.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html#La_grande_regola_di_comportamento\">Gaudete et exsultate<\/a><\/i>\u00a0(19 marzo 2018), 95:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>110 (2018), 1137.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html#Per_fedelt%C3%A0_al_Maestro\">Ibid<\/a>.,<\/i>\u00a097:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>110 (2018), 1137.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Fedelt%C3%A0_al_Vangelo_per_non_correre_invano\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 194:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1101.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2013\/march\/documents\/papa-francesco_20130316_rappresentanti-media.html\">Incontro con i rappresentanti dei media<\/a><\/i>\u00a0(16 marzo 2013):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 381.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\">Lumen gentium<\/a><\/i>, 8.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#V.%E2%80%82Una_madre_dal_cuore_aperto\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 48:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1040.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a>\u00a0In questo capitolo proponiamo alcuni di questi esempi di santit\u00e0, che non pretendono di essere esaustivi, ma piuttosto indicativi di quella cura dei poveri che sempre ha caratterizzato la presenza della Chiesa nel mondo. Una riflessione approfondita sulla storia di questa attenzione per i pi\u00f9 bisognosi si pu\u00f2 trovare nel libro di V. Paglia,\u00a0<i>Storia della povert\u00e0<\/i>, Milano 2014.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a>\u00a0Cfr S. Ambrogio,\u00a0<i>De officiis ministrorum<\/i>\u00a0I, cap. 41, 205-206:\u00a0<i>CCSL<\/i>\u00a015, Turnhout 2000, 76-77; II, cap. 28, 140-143:\u00a0<i>CCSL<\/i>\u00a015, 148-149.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a>\u00a0<i>Ibid<\/i>., II, cap. 28, 140:\u00a0<i>CCSL<\/i>\u00a015, 148.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a>\u00a0<i>Ibid<\/i>.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a>\u00a0<i>Ibid<\/i>. II, cap. 28, 142:\u00a0<i>CCSL<\/i>\u00a015, 148.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a>\u00a0S. Ignazio di Antiochia,\u00a0<i>Epistula ad Smyrnaeos<\/i>, 6, 2:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a010bis, Parigi 2007, 136-138.<s><\/s><\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a>\u00a0S. Policarpo,\u00a0<i>Epistula ad Philippenses<\/i>, 6, 1:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a010bis, 186.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a>\u00a0S. Giustino,\u00a0<i>Apologia prima<\/i>, 67, 6-7:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a0507, Parigi 2006, 310.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a>\u00a0S. Giovanni Crisostomo,\u00a0<i>Homiliae in Matthaeum<\/i>, 50, 3:\u00a0<i>PG<\/i>\u00a058, Parigi 1862, 508.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a>\u00a0<i>Ibid<\/i>., 50, 4:\u00a0<i>PG<\/i>\u00a058, 509.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i>Homilia in Epistula ad Hebraeos<\/i>\u00a011, 3:\u00a0<i>PG<\/i>\u00a063, Parigi 1862, 94.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">[33]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i>Homilia II De Lazaro<\/i>, 6:\u00a0<i>PG<\/i>\u00a048, Parigi 1862, 992.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">[34]<\/a>\u00a0S. Ambrogio,\u00a0<i>De Nabuthae<\/i>, 12, 53:\u00a0<i>CSEL<\/i>\u00a032\/2, Praga-Vienna-Lipsia 1897, 498.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">[35]<\/a>\u00a0S. Agostino,\u00a0<i>Enarrationes in Psalmos<\/i>, 125, 12:\u00a0<i>CSEL<\/i>\u00a095\/3, Vienna 2001, 181.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">[36]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i>Sermo LXXXVI<\/i>, 5:\u00a0<i>CCSL<\/i>\u00a041Ab, Turnhout 2019, 411-412.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">[37]<\/a>\u00a0Pseudo-Agostino,\u00a0<i>Sermo CCCLXXXVIII<\/i>, 2:\u00a0<i>PL<\/i>\u00a039, Parigi 1862, 1700.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref38\" name=\"_ftn38\">[38]<\/a>\u00a0S. Cipriano,\u00a0<i>De mortalitate<\/i>, 16:\u00a0<i>CCSL<\/i>\u00a03A, Turnhout 1976, 25.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref39\" name=\"_ftn39\">[39]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/sick\/documents\/20211210_30-giornata-malato.html\">Messaggio per la XXX Giornata Mondiale del Malato<\/a><\/i>\u00a0(10 dicembre 2021), 3:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0114 (2022), 51.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref40\" name=\"_ftn40\">[40]<\/a>\u00a0S. Camillo de Lellis,\u00a0<i>Regole della Compagnia dei Servi degli Infermi<\/i>, 27: M. Vanti (ed.),\u00a0<i>Scritti di San Camillo de Lellis<\/i>, Milano 1965, 67.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref41\" name=\"_ftn41\">[41]<\/a>\u00a0S. Luisa de Marillac,\u00a0<i>Lettera alle sorelle Claude Carr\u00e9 e Marie Gaudoin<\/i>\u00a0(28 novembre 1657): E. Charpy (ed.),\u00a0<i>Sainte Louise de Marillac. \u00c9crits<\/i>, Parigi 1983, 576.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref42\" name=\"_ftn42\">[42]<\/a>\u00a0S. Basilio Magno,\u00a0<i>Regulae fusius tractatae<\/i>, 37, 1:\u00a0<i>PG<\/i>\u00a031, Parigi 1857, 1009 C-D.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref43\" name=\"_ftn43\">[43]<\/a>\u00a0<i>Regula Benedicti<\/i>, 53, 15:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a0182, Parigi 1972, 614.<s><\/s><\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref44\" name=\"_ftn44\">[44]<\/a>\u00a0S. Giovanni Cassiano,\u00a0<i>Collationes<\/i>, XIV, 10:\u00a0<i>CSEL<\/i>\u00a013, Vienna 2004, 410.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref45\" name=\"_ftn45\">[45]<\/a>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/audiences\/2009\/documents\/hf_ben-xvi_aud_20091021.html\">Catechesi<\/a><\/i>\u00a0(21 ottobre 2009):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 22 ottobre 2009, 1.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref46\" name=\"_ftn46\">[46]<\/a>\u00a0Cfr Innocenzo III, Bolla\u00a0<i>Operante divinae dispositionis<\/i>\u00a0\u2013\u00a0<i>Regola Primitiva dei Trinitari<\/i>\u00a0(17 dicembre 1198), 2: J.L. Aurrecoechea \u2013 A. Mold\u00f3n (edd.),\u00a0<i>Fuentes hist\u00f3ricas de la Orden Trinitaria (s. XII-XV)<\/i>, C\u00f3rdoba 2003, 6: \u00abTutti i beni, da qualunque parte provengano legittimamente, siano divisi in tre parti uguali; e per quanto due parti siano sufficienti, con essi si compiano opere di misericordia, insieme a un moderato sostentamento per s\u00e9 e per i domestici che sono al loro servizio per necessit\u00e0. Tuttavia, la terza parte sia riservata alla redenzione dei prigionieri a causa della loro fede in Cristo\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref47\" name=\"_ftn47\">[47]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i>Costituzioni dell\u2019Ordine dei Mercedari<\/i>, n. 14: Orden de la Bienaventurada Virgen Mar\u00eda de la Merced,\u00a0<i>Regla y Constituciones<\/i>, Roma 2014, 53: \u00abPer compiere questa missione, spinti dalla carit\u00e0, ci consacriamo a Dio con un voto particolare, chiamato di Redenzione, in virt\u00f9 del quale promettiamo di dare la vita, se necessario, come Cristo l\u2019ha data per noi, per salvare i cristiani che si trovano nell\u2019estremo pericolo di perdere la loro fede nelle nuove forme di schiavit\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref48\" name=\"_ftn48\">[48]<\/a>\u00a0Cfr S. Giovanni Battista della Concezione,\u00a0<i>La regla de la Orden de la Sant\u00edsima Trinidad<\/i>, XX, 1:\u00a0<i>BAC Maior<\/i>\u00a060, Madrid 1999, 90: \u00abIn questo i poveri e i prigionieri sono come Cristo, sul quale sono posti i dolori del mondo [&#8230;]. Questo santo Ordine della Santissima Trinit\u00e0 li convoca e li invita a venire a bere l\u2019acqua del Salvatore, il che significa che, se Cristo appeso alla croce fu redenzione e salvezza per gli uomini, l\u2019Ordine ha preso questa redenzione e vuole distribuirla ai poveri e salvare e liberare i prigionieri\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref49\" name=\"_ftn49\">[49]<\/a>\u00a0Cfr Id.,\u00a0<i>El recogimiento interior<\/i>, XL, 4:\u00a0<i>BAC Maior<\/i>\u00a048, Madrid 1995, 689: \u00abIl libero arbitrio rende l\u2019uomo libero e padrone tra tutte le creature, ma, Dio mi aiuti!, quanti sono coloro che, per questa via, diventano schiavi e prigionieri del diavolo, imprigionati e incatenati dalle loro passioni e concupiscenze\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref50\" name=\"_ftn50\">[50]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/peace\/documents\/papa-francesco_20141208_messaggio-xlviii-giornata-mondiale-pace-2015.html\">Messaggio per la XLVIII Giornata Mondiale della Pace<\/a><\/i>\u00a0(8 dicembre 2014), 3:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0107 (2015), 69.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref51\" name=\"_ftn51\">[51]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/may\/documents\/20240518-verona-casa-circondariale.html\">Incontro con gli agenti di Polizia Penitenziaria, i detenuti e i volontari<\/a><\/i>\u00a0(Verona, 18 maggio 2024):\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>116 (2024), 766.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref52\" name=\"_ftn52\">[52]<\/a>\u00a0Onorio III, Bolla\u00a0<i>Solet annuere<\/i>\u00a0\u2013\u00a0<i>Regula bullata\u00a0<\/i>(29 novembre 1223), cap. VI:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a0285, Parigi 1981, 192.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref53\" name=\"_ftn53\">[53]<\/a>\u00a0Cfr Gregorio IX, Bolla\u00a0<i>Sicut manifestum est<\/i>\u00a0(17 settembre 1228), 7:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a0325, Parigi 1985, 200: \u00abSicut igitur supplicastis, altissimae paupertatis propositum vestrum favore apostolico roboramus, auctoritate vobis praesentium indulgentes, ut recipere possessiones a nullo compelli possitis\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref54\" name=\"_ftn54\">[54]<\/a>\u00a0Cfr S.C. Tugwell (ed.),\u00a0<i>Early Dominicans. Selected Writings<\/i>, Mahwah 1982, 16-19.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref55\" name=\"_ftn55\">[55]<\/a>\u00a0Tommaso da Celano,\u00a0<i>Vita Secunda<\/i>\u00a0<i>&#8211; pars prima<\/i>, cap. IV, 8:\u00a0<i>AnalFranc<\/i>, 10, Firenze 1941, 135.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref56\" name=\"_ftn56\">[56]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2017\/june\/documents\/papa-francesco_20170620_don-lorenzo-milani.html\">Discorso dopo la visita alla tomba di don Lorenzo Milani<\/a><\/i>\u00a0(Barbiana, 20 giugno 2017), 2:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0109 (2017), 745.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref57\" name=\"_ftn57\">[57]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/1997\/july\/documents\/hf_jp-ii_spe_19970705_calasanz.html\">Discorso ai partecipanti al Capitolo Generale dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie (Scolopi)<\/a><\/i>\u00a0(5 luglio 1997), 2:\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 6 luglio 1997, 5.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref58\" name=\"_ftn58\">[58]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/1997\/july\/documents\/hf_jp-ii_spe_19970705_calasanz.html\">Ibid<\/a><\/i>.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref59\" name=\"_ftn59\">[59]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/homilies\/1999\/documents\/hf_jp-ii_hom_18041999.html\">Omelia nella Messa di canonizzazione<\/a><\/i>\u00a0(18 aprile 1999):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a091 (1999), 930.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref60\" name=\"_ftn60\">[60]<\/a>\u00a0Cfr Id., Lett.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/apost_letters\/1988\/documents\/hf_jp-ii_apl_19880131_iuvenum-patris.html\">Iuvenum Patris<\/a><\/i>\u00a0(31 gennaio 1988), 9:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a080 (1988), 976.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref61\" name=\"_ftn61\">[61]<\/a>\u00a0Cfr Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2018\/october\/documents\/papa-francesco_20181001_rosminiani.html\">Discorso ai partecipanti al Capitolo Generale dell\u2019Istituto della Carit\u00e0 (Rosminiani)<\/a><\/i>\u00a0(1\u00b0 ottobre 2018):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 1-2 ottobre 2018, 7.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref62\" name=\"_ftn62\">[62]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2022\/documents\/20221009-omelia-canonizzazione.html\">Omelia nella Messa di canonizzazione<\/a><\/i>\u00a0(9 ottobre 2022):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0114 (2022), 1338.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref63\" name=\"_ftn63\">[63]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/2000\/apr-jun\/documents\/hf_jp-ii_spe_20000531_miss-sacro-cuore.html\">Messaggio alla Congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore<\/a><\/i>\u00a0(31 maggio 2000), 3:\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 16 luglio 2000, 5.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref64\" name=\"_ftn64\">[64]<\/a>\u00a0Cfr Pio XII, Breve ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xii\/la\/briefs\/documents\/hf_p-xii_apl_19500908_superiore-iam-aetate.html\">Superiore Iam Aetate<\/a><\/i>\u00a0(8 settembre 1950):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a043 (1951), 455-456.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref65\" name=\"_ftn65\">[65]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/migration\/documents\/papa-francesco_20190527_world-migrants-day-2019.html\">Messaggio per la CV Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato<\/a><\/i>\u00a0(27 maggio 2019):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0111 (2019), 911.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref66\" name=\"_ftn66\">[66]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/migration\/documents\/papa-francesco_20130805_world-migrants-day.html\">Messaggio per la C Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato<\/a><\/i>\u00a0(5 agosto 2013):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 930.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref67\" name=\"_ftn67\">[67]<\/a>\u00a0S. Teresa di Calcutta,\u00a0<i>Discorso in occasione del conferimento del Premio Nobel per la Pace<\/i>\u00a0(Oslo, 10 dicembre 1979): Id.,\u00a0<i>Aimer jusqu\u2019\u00e0 en avoir mal<\/i>, Lione 2017, 19-20.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref68\" name=\"_ftn68\">[68]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/2003\/october\/documents\/hf_jp-ii_spe_20031020_pilgrims-mother-teresa.html\">Discorso ai pellegrini convenuti a Roma per la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta<\/a><\/i>\u00a0(20 ottobre 2003), 3:\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 20-21 ottobre 2003, 10.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref69\" name=\"_ftn69\">[69]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2019\/documents\/papa-francesco_20191013_omelia-canonizzazione.html\">Omelia nella Messa di canonizzazione<\/a><\/i>\u00a0(13 ottobre 2019):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0111 (2019), 1712.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref70\" name=\"_ftn70\">[70]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/apost_letters\/2001\/documents\/hf_jp-ii_apl_20010106_novo-millennio-ineunte.html\">Novo millennio ineunte<\/a><\/i>\u00a0(6 gennaio 2001), 49:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a093 (2001), 302.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref71\" name=\"_ftn71\">[71]<\/a>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20190325_christus-vivit.html\">Christus vivit<\/a><\/i>\u00a0(25 marzo 2019), 231:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0111 (2019), 458.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref72\" name=\"_ftn72\">[72]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2014\/october\/documents\/papa-francesco_20141028_incontro-mondiale-movimenti-popolari.html\">Discorso ai partecipanti all\u2019Incontro mondiale dei movimenti popolari<\/a><\/i>\u00a0(28 ottobre 2014):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0106 (2014), 851-852.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref73\" name=\"_ftn73\">[73]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2014\/october\/documents\/papa-francesco_20141028_incontro-mondiale-movimenti-popolari.html\">Ibid<\/a>.<\/i>:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0106 (2014), 859.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref74\" name=\"_ftn74\">[74]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/november\/documents\/papa-francesco_20161105_movimenti-popolari.html\">Discorso ai partecipanti all\u2019Incontro mondiale dei movimenti popolari<\/a><\/i>\u00a0(5 novembre 2016):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 7-8 novembre 2016, 5.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref75\" name=\"_ftn75\">[75]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/november\/documents\/papa-francesco_20161105_movimenti-popolari.html\">Ibid<\/a>.<\/i><\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref76\" name=\"_ftn76\">[76]<\/a>\u00a0S. Giovanni XXIII,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/messages\/pont_messages\/1962\/documents\/hf_j-xxiii_mes_19620911_ecumenical-council.html\"><i>Radiomessaggio a tutti i fedeli del mondo ad un mese dall\u2019apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II<\/i><\/a>\u00a0(11 settembre 1962):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a054 (1962), 682.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref77\" name=\"_ftn77\">[77]<\/a>\u00a0G. Lercaro,\u00a0<i>Intervento nella XXXV Congregazione Generale del Concilio Ecumenico Vaticano II<\/i>\u00a0(6 dicembre 1962), 2:\u00a0<i>AS<\/i>\u00a0I\/IV, 327-328.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref78\" name=\"_ftn78\">[78]<\/a>\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 4:\u00a0<i>AS<\/i>\u00a0I\/IV, 329.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref79\" name=\"_ftn79\">[79]<\/a>\u00a0Istituto per le Scienze Religiose (ed.),\u00a0<i>Per la forza dello Spirito. Discorsi conciliari del Card. Giacomo Lercaro<\/i>, Bologna 1984, 115.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref80\" name=\"_ftn80\">[80]<\/a>\u00a0S. Paolo VI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1963\/documents\/hf_p-vi_spe_19630929_concilio-vaticano-ii.html\">Allocuzione nella solenne inaugurazione della II Sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II<\/a><\/i>\u00a0(29 settembre 1963):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a055 (1963), 857.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref81\" name=\"_ftn81\">[81]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/audiences\/1964\/documents\/hf_p-vi_aud_19641111.html\">Catechesi<\/a>\u00a0<\/i>(11 novembre 1964):\u00a0<i>Insegnamenti di Paolo VI<\/i>, II (1964), 984.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref82\" name=\"_ftn82\">[82]<\/a>\u00a0Conc. Ecum. Vat. II,\u00a0<i><\/i>Cost. past.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 69.71.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref83\" name=\"_ftn83\">[83]<\/a>\u00a0S. Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0(26 marzo 1967), 23:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>59 (1967), 269.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref84\" name=\"_ftn84\">[84]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">ibid<\/a>.<\/i>, 4:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>59 (1967), 259.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref85\" name=\"_ftn85\">[85]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_30121987_sollicitudo-rei-socialis.html\">Sollicitudo rei socialis<\/a>\u00a0<\/i>(30 dicembre 1987), 42:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>80 (1988), 572.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref86\" name=\"_ftn86\">[86]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_30121987_sollicitudo-rei-socialis.html\">Ibid<\/a>.<\/i>:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a080 (1988), 573.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref87\" name=\"_ftn87\">[87]<\/a>\u00a0Id., Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_14091981_laborem-exercens.html\">Laborem exercens<\/a><\/i>\u00a0(14 settembre 1981), 3:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a073 (1981), 584.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref88\" name=\"_ftn88\">[88]<\/a>\u00a0Benedetto XVI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html\">Caritas in veritate<\/a><\/i>\u00a0(29 giugno 2009), 7:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>101 (2009), 645.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref89\" name=\"_ftn89\">[89]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html\">Ibid<\/a>.<\/i>, 27:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>101 (2009), 661.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref90\" name=\"_ftn90\">[90]<\/a>\u00a0II Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latino-americano,\u00a0<i>Documento di Medell\u00edn<\/i>\u00a0(24 ottobre 1968), 14, n. 7: CELAM,\u00a0<i>Medell\u00edn. Conclusiones<\/i>, Lima 2005, 131-132.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref91\" name=\"_ftn91\">[91]<\/a>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Economia_e_distribuzione_delle_entrate\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 202:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1105.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref92\" name=\"_ftn92\">[92]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Economia_e_distribuzione_delle_entrate\">Ibid<\/a>.<\/i>, 205:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1106.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref93\" name=\"_ftn93\">[93]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Uniti_a_Dio_ascoltiamo_un_grido\">Ibid<\/a>.<\/i>, 190:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1099.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref94\" name=\"_ftn94\">[94]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_alla_nuova_idolatria_del_denaro\">Ibid<\/a>.<\/i>, 56:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1043.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref95\" name=\"_ftn95\">[95]<\/a>\u00a0Id., Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/20241024-enciclica-dilexit-nos.html#183\">Dilexit nos<\/a><\/i>\u00a0(24 ottobre 2024), 183:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0116 (2024), 1427.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref96\" name=\"_ftn96\">[96]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_01051991_centesimus-annus.html\">Centesimus annus<\/a><\/i>\u00a0(1\u00b0 maggio 1991), 41:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>83 (1991), 844-845.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref97\" name=\"_ftn97\">[97]<\/a>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Economia_e_distribuzione_delle_entrate\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 202:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1105.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref98\" name=\"_ftn98\">[98]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Economia_e_distribuzione_delle_entrate\">Ibid<\/a>.<\/i><\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref99\" name=\"_ftn99\">[99]<\/a>\u00a0Id., Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#22\">Fratelli tutti<\/a><\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), 22:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>112 (2020), 976.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref100\" name=\"_ftn100\">[100]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Avere_cura_della_fragilit%C3%A0\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 209:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1107.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref101\" name=\"_ftn101\">[101]<\/a>\u00a0Id., Lett. enc.\u00a0<i>Laudato si\u2019<\/i>\u00a0(24 maggio 2015), 50:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>107 (2015), 866.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref102\" name=\"_ftn102\">[102]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Avere_cura_della_fragilit%C3%A0\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 210:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1107.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref103\" name=\"_ftn103\">[103]<\/a>\u00a0Id., Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#43.\">Laudato si\u2019<\/a><\/i>\u00a0(24 maggio 2015), 43:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>107 (2015), 863.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref104\" name=\"_ftn104\">[104]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#48.\">Ibid<\/a>.<\/i>, 48:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>107 (2015), 865.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref105\" name=\"_ftn105\">[105]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_Regno_che_ci_chiama\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 180:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1095.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref106\" name=\"_ftn106\">[106]<\/a>\u00a0Congregazione per la Dottrina della Fede,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_19840806_theology-liberation_it.html\">Istruzione su alcuni aspetti della \u201cTeologia della liberazione\u201d<\/a><\/i>\u00a0(6 agosto 1984), XI, 18:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>76 (1984), 907-908.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref107\" name=\"_ftn107\">[107]<\/a>\u00a0V Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latino-americano e dei Caraibi,\u00a0<i>Documento di Aparecida\u00a0<\/i>(29 giugno 2007), n. 392, Bogot\u00e1 2007, pp. 179-180. Cfr Benedetto XVI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2007\/may\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20070513_conference-aparecida.html\">Discorso nella sessione inaugurale dei lavori della V Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latino-americano e dei Caraibi<\/a>\u00a0<\/i>(13 maggio 2007), 3:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a099 (2007), 450.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref108\" name=\"_ftn108\">[108]<\/a>\u00a0Cfr V Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latino-americano e dei Caraibi,\u00a0<i>Documento di Aparecida<\/i>\u00a0(29 giugno 2007), nn. 43-87, pp. 31-47.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref109\" name=\"_ftn109\">[109]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i>Messaggio finale<\/i>\u00a0(29 maggio 2007), n. 4, Bogot\u00e1 2007, p. 275.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref110\" name=\"_ftn110\">[110]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i>Documento di Aparecida\u00a0<\/i>(29 giugno 2007), n. 398, p. 182.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref111\" name=\"_ftn111\">[111]<\/a>\u00a0Francesco, Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_posto_privilegiato_dei_poveri_nel_Popolo_di_Dio\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 199:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1103-1104.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref112\" name=\"_ftn112\">[112]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_posto_privilegiato_dei_poveri_nel_Popolo_di_Dio\">Ibid<\/a>.,<\/i>\u00a0198:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1103.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref113\" name=\"_ftn113\">[113]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_posto_privilegiato_dei_poveri_nel_Popolo_di_Dio\">Ibid<\/a>.<\/i><\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref114\" name=\"_ftn114\">[114]<\/a>\u00a0V Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latino-americano e dei Caraibi,\u00a0<i>Documento di Aparecida\u00a0<\/i>(29 giugno 2007), n. 397, p. 182.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref115\" name=\"_ftn115\">[115]<\/a>\u00a0Francesco, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#64\">Fratelli tutti<\/a><\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), 64:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>112 (2020), 992.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref116\" name=\"_ftn116\">[116]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html#Per_fedelt%C3%A0_al_Maestro\">Gaudete et exsultate<\/a><\/i>\u00a0(19 marzo 2018), 98:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>110 (2018), 1137.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref117\" name=\"_ftn117\">[117]<\/a>\u00a0Id., Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#65\">Fratelli tutti<\/a><\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), 65-66:\u00a0<i>AAS\u00a0<\/i>112 (2020), 992.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref118\" name=\"_ftn118\">[118]<\/a>\u00a0S. Gregorio Magno,\u00a0<i>Homilia<\/i>\u00a040, 10:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a0522, Parigi 2008, 552-554.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref119\" name=\"_ftn119\">[119]<\/a>\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 6:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a0522, 546.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref120\" name=\"_ftn120\">[120]<\/a>\u00a0<i>Ibid.<\/i>, 3:\u00a0<i>SCh<\/i>\u00a0522, 536.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref121\" name=\"_ftn121\">[121]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_01051991_centesimus-annus.html\">Centesimus annus<\/a><\/i>\u00a0(1\u00b0 maggio 1991), 57:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a083 (1991), 862-863.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref122\" name=\"_ftn122\">[122]<\/a>\u00a0Francesco,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2013\/may\/documents\/papa-francesco_20130518_veglia-pentecoste.html\">Veglia di Pentecoste con i Movimenti, le nuove Comunit\u00e0, le Associazioni, le Aggregazioni laicali<\/a><\/i>\u00a0(18 maggio 2013):\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, 20-21 maggio 2013, 5.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref123\" name=\"_ftn123\">[123]<\/a>\u00a0Id., Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#II.%E2%80%82L%E2%80%99inclusione_sociale_dei_poveri\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>\u00a0(24 novembre 2013), 186:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1098.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref124\" name=\"_ftn124\">[124]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#II.%E2%80%82L%E2%80%99inclusione_sociale_dei_poveri\">Ibid<\/a>.<\/i>, 188:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1099.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref125\" name=\"_ftn125\">[125]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Linsegnamento_della_Chiesa_sulle_questioni_sociali\">ibid<\/a>.<\/i>, 182-183:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1096-1097.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref126\" name=\"_ftn126\">[126]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Economia_e_distribuzione_delle_entrate\">Ibid<\/a>.<\/i>, 207:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1107.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref127\" name=\"_ftn127\">[127]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_posto_privilegiato_dei_poveri_nel_Popolo_di_Dio\">Ibid<\/a>.<\/i>, 200:\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0105 (2013), 1104.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref128\" name=\"_ftn128\">[128]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2017\/may\/documents\/papa-francesco_20170527_lavoratori-genova.html\">Discorso in occasione dell\u2019Incontro con il mondo del lavoro presso lo stabilimento ILVA di Genova<\/a><\/i>\u00a0(27 maggio 2017):\u00a0<i>AAS<\/i>\u00a0109 (2017), 613.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref129\" name=\"_ftn129\">[129]<\/a>\u00a0Pseudo-Crisostomo,\u00a0<i>Homilia de jejunio et eleemosyna<\/i>:\u00a0<i>PG<\/i>, 1060.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/apost_exhortations\/documents\/20251004-dilexi-te.html#_ftnref130\" name=\"_ftn130\">[130]<\/a>\u00a0S. Gregorio Nazianzeno,\u00a0<i>Oratio<\/i>\u00a0XIV, 40:\u00a0<i>PG<\/i>\u00a035, Parigi 1886, 910.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esortazione Apostolica<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":139460,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[101,103,67],"tags":[76317,25264,76318,76319,76320,1045,64850,20403,76321,64538,76322,64796,29102,10374,11104,1092,64851,7626,64539,1668,13782,64540,64910,13485,1128,64788,401,58164,76323,4201,510,20612,4952,706],"class_list":["post-139525","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","category-documenti-papa-completi","category-leone-xiv","tag-9-2","tag-amore-cristiano","tag-amore-per-i-poveri","tag-apocalisse-3","tag-canto-di-maria","tag-carita","tag-chiesa-cattolica-it","tag-comunita-cristiana","tag-cristianesimo-sociale","tag-dignita-umana-it-3","tag-dilexi-te-2","tag-dottrina-sociale-della-chiesa-it","tag-enciclica-dilexit-nos-2","tag-esortazione-apostolica","tag-evangelii-gaudium-2","tag-evangelizzazione","tag-featured-it-2","tag-featured-it","tag-fratelli-tutti-it","tag-fraternita","tag-gaudete-et-exsultate-2","tag-giustizia-sociale-it","tag-leone-xiv-it","tag-magistero-pontificio","tag-misericordia","tag-papa-francesco-it-5","tag-papa-francisco-it","tag-papa-leone-xiv","tag-poveri-e-chiesa","tag-san-francesco-dassisi","tag-solidarieta","tag-spiritualita-cattolica","tag-trending-it","tag-vangelo"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dilexi Te: Sull&#039;amore per i poveri &#8211; 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