{"id":126415,"date":"2025-05-19T16:24:25","date_gmt":"2025-05-19T14:24:25","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=126415"},"modified":"2025-05-19T16:24:25","modified_gmt":"2025-05-19T14:24:25","slug":"come-pellegrini-della-speranza-il-canto-e-esistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/come-pellegrini-della-speranza-il-canto-e-esistenza\/","title":{"rendered":"Come \u201cpellegrini della speranza\u201d, \u201cil canto \u00e8 esistenza\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Proprio nel Luned\u00ec dell\u2019Angelo, con l\u2019immensa gioia che riempie l\u2019Ottava di Pasqua, confidiamo che il nostro amato Papa Francesco, dopo il suo intenso pontificato e al termine della malattia e del persistente dolore, sia sceso tra le braccia di Dio Padre, quasi a confermare con il dono della sincronicit\u00e0 un invito a cogliere l\u2019offerta della sua vita consacrata al servizio amorevole di pastore della Chiesa, segno in cui ci viene svelato il senso pieno dell\u2019esistenza che ha al suo centro la speranza in Ges\u00f9 Cristo risorto. Certamente, proviamo dolore per la scomparsa di Francisco, ma, seguendo alcune linee di pensiero di Josef Pieper, c&#8217;\u00e8 l&#8217;intima convinzione che il momento di consolazione del dolore comporti quella che potremmo definire una gioia silenziosa. Tale gioia \u00e8 un tacito assenso al presente e un&#8217;apertura che confida nell&#8217;amore e nella sua attesa. <em>Spes non confundit<\/em>, \u00abla speranza non delude\u00bb (Romani 5,5), \u00e8 il motto di quest\u2019anno giubilare. E ora, nella terza settimana di Pasqua, giungiamo con gioia a celebrare con profonda emozione l&#8217;elezione del successore alla Cattedra di San Pietro e alla sua missione di Vicario di Cristo, Leone XIV, il cui primo saluto \u00e8 lo stesso di Ges\u00f9 risorto e che egli rivolge a tutti i cuori, a tutte le nostre famiglie, \u00aba tutti gli uomini, dovunque si trovino, a tutte le nazioni, a tutta la terra\u00bb: \u00abLa pace sia con voi (&#8230;) una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante, che viene da Dio, da Dio che ci ama tutti incondizionatamente\u00bb.<\/p>\n<p>Per chi accoglie gli eventi di ogni giorno come un dono che alimenta la gratitudine e cerca perci\u00f2 di contemplare la realt\u00e0 con un \u201cocchio semplice\u201d \u2013 \u201csano\u201d o \u201cpulito\u201d, a seconda della traduzione del Vangelo (Mt 6,22) \u2013 uno sguardo attento e permeato d\u2019amore accoglie e celebra il creato con il sorriso, scoprendo bellezza e corrispondenze tra le diverse componenti della \u201ccasa comune\u201d in cui viviamo \u2013 come la chiama bene Papa Francesco nella <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/es\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html\">Laudato si\u2019<\/a> \u2013 forse come una modesta eco interiore che cerca di seguire fedelmente la Scrittura stessa: \u00abDio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona\u00bb (Gen 1,31a). E quello stesso sguardo dagli occhi puliti ci porta a sentire nello spirito \u2013 quasi a disegnarlo con l\u2019immaginazione \u2013 il sorriso luminoso e bello di Dio Padre che contempla con compiacimento tutto il bene che ha creato; Quel bene tutto meraviglioso che, come ci ricorda l&#8217;inizio del Vangelo di san Giovanni, \u00abfu fatto per mezzo del Verbo\u00bb, \u00abe il Verbo era Dio\u00bb. Proseguendo con il testo giovanneo, ci viene anche annunciato con stupore e con gioia sempre maggiore che \u00abil Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi\u00bb, proprio grazie alla kenosi del Figlio che intensifica incommensurabilmente il bene supremo con l&#8217;effusione dell&#8217;amore riversato nel sacrificio estremo per donarci la vita in pienezza.<\/p>\n<p>Forse alcuni scettici potrebbero considerare questa visione festosa venata di ingenuit\u00e0 e perfino opportunamente selettiva, eludendo o scegliendo di essere miopi e perfino ciechi di fronte agli immensi problemi storici che affliggono e hanno afflitto la nostra civilt\u00e0, il che ne relativizzerebbe o ne metterebbe in discussione l&#8217;utilit\u00e0 e la praticit\u00e0. Tuttavia, quello stesso sguardo contemplativo, con la sua inevitabile celebrazione della creazione, armonizzata dalla fede e dal suo assenso che scopre il dono e la risposta dell&#8217;amore, \u00e8 allo stesso tempo una serena acutezza visiva che cerca di comprendere con sensibilit\u00e0 gli shock e i contrasti, spesso calamitosi e orrendi, della storia. \u00abSe il tuo occhio \u00e8 semplice, puro e sano, tutto il tuo corpo sar\u00e0 illuminato\u00bb, completa la citazione del Vangelo che ci ha trasmesso San Matteo.<\/p>\n<p>Aspiriamo a vivere in armonia, gioia ed equilibrio, condividendo la casa comune del Creato. Ma come possiamo rendere possibile una convivenza vera e fruttuosa tra coloro che \u2013 per citare Mariano Pic\u00f3n-Salas \u2013 a stento sopportano la storia e coloro che, nel loro eccessivo desiderio di possedere e dominare, cercano di crearla e persino di dirigerla? Possiamo pensare a un ideale di cultura come a un desiderio di elevazione e di coesistenza armoniosa, e quindi orientare il nostro lavoro per avvicinarci a questi obiettivi. \u00c8 ancora pi\u00f9 necessario ricordare che nella tensione della vita persistono i dannosi errori umani causati dall&#8217;intolleranza e dal risentimento, dall&#8217;egoismo e dall&#8217;ambizione, dall&#8217;indifferenza e dalla frivola ignoranza scelta&#8230; Nel tentativo di costruire un cammino verso ci\u00f2 che desideriamo come vero progresso o benessere umano condiviso, come possiamo lasciare da parte e non tenere presenti nell&#8217;esercizio della coscienza i problemi che devono essere affrontati e compresi con attenzione dedicata nel futuro storico e nel nostro presente: povert\u00e0 ed emarginazione estrema che causano carestia e impotenza, che ci spingono spesso a inevitabili migrazioni; lo sfruttamento ripetuto del lavoro, la preoccupante disoccupazione e il degrado negligente della natura e dell\u2019ambiente; Il degrado dell&#8217;umanit\u00e0 attraverso l&#8217;uso di droga, il famigerato traffico di esseri umani e il perverso abuso sui minori, attivit\u00e0 inquietanti e inconcepibili che diventano persino affari redditizi; regimi autoritari e totalitari che schiacciano, torturano, segregano e perseguitano popoli, comunit\u00e0 e individui; la guerra barbarica, i raid e i genocidi, anche quelli sistematici come la Shoah e l&#8217;Holodomor, solo per citare alcuni nomi? Le sentite parole di <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/es\/speeches\/2006\/may\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20060528_auschwitz-birkenau.html\">Benedetto XVI durante la sua visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau nel 2006<\/a> risuonano ancora una volta nella nostra memoria, dicendoci che nulla di tutto questo \u00e8 passato o lontano per nessuno di noi. In quello spazio particolare e impressionante della memoria dell&#8217;esercizio della crudelt\u00e0 inflitta dagli esseri umani ad altri esseri umani, il Santo Padre si \u00e8 allora posto domande di profondo dolore, cos\u00ec simili a quelle che ci ostiniamo a porci quando attraversiamo incomprensibili &#8220;valli d&#8217;ombra&#8221; della storia e dei contesti in cui viviamo: &#8220;Dov&#8217;era Dio in quei giorni? Perch\u00e9 \u00e8 rimasto in silenzio? Come ha potuto tollerare questo eccesso di distruzione, questo trionfo del male?&#8221;. Ma Papa Benedetto, nella profonda convinzione che &#8220;Dio \u00e8 amore&#8221; (1 Gv 4,8), allo stesso tempo ci ha risposto:<\/p>\n<p>&#8220;Non possiamo penetrare il segreto di Dio. Vediamo solo frammenti e sbagliamo se vogliamo giudicare Dio e la storia. In tal caso, non difenderemmo l&#8217;uomo, ma contribuiremmo solo alla sua distruzione. No; insomma, dobbiamo continuare a elevare, con umilt\u00e0 ma con perseveranza, quel grido a Dio: \u00abAlzati! Non dimenticare la tua creatura, uomo.&#8221; E il grido che eleviamo a Dio deve essere, nello stesso tempo, un grido che penetra fino al nostro cuore, affinch\u00e9 la presenza nascosta di Dio si risvegli in noi, affinch\u00e9 la forza che Dio ha posto nei nostri cuori non venga coperta e annegata in noi dal fango dell&#8217;egoismo, della paura degli uomini, dell&#8217;indifferenza e dell&#8217;opportunismo.<\/p>\n<p>La chiamata personale \u00e8 rivolta alla nostra coscienza nel presente. Con umilt\u00e0, cio\u00e8 nel riconoscimento della fragilit\u00e0 e dei limiti della condizione umana e nella disponibilit\u00e0 a camminare e ad aprirsi a ci\u00f2 che \u00e8 vero; attraversando un&#8217;oscurit\u00e0 incomprensibile che minaccia di perderci; nello spogliamento completo degli strati dell&#8217;ego, distratto o determinato a rimanere esterno per giudicare solo verticalmente, per incolpare o, al contrario, per scusare senza comprendere; In quel silenzio che solo attende, la coscienza riesce a intravedere la certezza della vita che \u00e8 amore, \u00abla presenza nascosta di Dio\u00bb. Al di l\u00e0 delle circostanze spesso incontrollabili e indecifrabili, forse il cammino descrive brevemente il percorso del mistero della croce, e ci d\u00e0 esso stesso alcune chiavi di lettura delle azioni conseguenti: il libero arbitrio nell&#8217;accettazione del cammino, a volte non scelto, che porta alla resa e all&#8217;offerta del nostro essere e delle nostre azioni, che ci rimanda al senso originario del sacrificio, cio\u00e8 al rendere sacre le cose, al renderle sante, tutto nella permanenza dell&#8217;amore. La prospettiva diventa diversa e la vocazione al servizio fraterno e alla condivisione emerge come frutto naturale. Non sembrano forse entrambi descrivere l&#8217;imperativo bisogno che questi passi di umilt\u00e0 prendano in considerazione e cerchino di rispondere, forse di provare a risolvere, nei nostri ambiti particolari e su una scala personale minima, i problemi dell&#8217;umanit\u00e0 e della nostra casa comune, cos\u00ec che verit\u00e0 e amore possano finalmente incontrarsi, cos\u00ec che giustizia e pace possano abbracciarsi (cfr Salmo 85:11-14)?<\/p>\n<p>Anche Francesco d&#8217;Assisi, esattamente otto secoli fa, il santo ammirato per la sua straordinaria gioia che ancora oggi ci affascina, come alludendo a una formula soprannaturale che vorremmo trovare, attravers\u00f2 periodi bui e dolorosi, soprattutto durante gli ultimi anni del suo pellegrinaggio, quando l&#8217;Ordine dei Frati Minori, da lui fondato senza volerlo, cresceva e si espandeva in diverse regioni oltre la sua natia Umbria. Non solo il suo corpo era indebolito dalle varie malattie sofferte, ma anche il suo ideale di vivere il Vangelo alla lettera sembrava dissiparsi tra i suoi ultimi seguaci con aspirazioni diverse, i fratelli che il Signore stesso gli aveva donato nel tempo, forse presentando un addolcimento nel modo di vivere che, per la sua esigente e personale ricerca, era impensabile; Una grande tribolazione, che non riusciva n\u00e9 ad alleviare n\u00e9 a comprendere, invase la sua anima. Verso l&#8217;autunno del 1220 dett\u00f2 a frate Leone, suo compagno inseparabile, l&#8217;allegoria <a href=\"https:\/\/www.franciscanos.org\/esfa\/veral.html\">Della vera e perfetta letizia<\/a> (<em>Fonti Francescane<\/em> [FF] 278), suggestiva meditazione che ci rivela che questa gioia non consiste in un buon umore magari carismatico, n\u00e9 in lodevoli e magnifici trionfi e neppure in soddisfazioni spirituali, ma nella fedelt\u00e0 e nella consapevolezza di essere in cammino che permette di compiere con pazienza la volont\u00e0 del Signore e di vedere sempre in ogni fratello il suo volto e la sua immagine, nonostante incomprensioni, rifiuti e persecuzioni; Senza dubbio, il testo costituisce uno specchio interessante delle beatitudini che Ges\u00f9 ci comunica nel Discorso della montagna (Matteo 5,3-12; Luca 6,20-23), con i suoi sorprendenti paradossi che aprono uno spazio diverso nell&#8217;anima per la comprensione. Poco dopo aver vissuto queste tensioni, in seguito all&#8217;approvazione della Regola dell&#8217;Ordine il 29 novembre 1223 da parte di papa Onorio III, Francesco d&#8217;Assisi rinunci\u00f2 al suo ruolo di padre fondatore, dedicandosi unicamente a vivere come un fratello nei suoi viaggi apostolici e nei suoi ritiri solitari; Cerca la via pi\u00f9 umile per ritrovare se stesso, come se volesse seguire ancora pi\u00f9 da vicino l&#8217;ispirazione nella kenosi di Ges\u00f9. Poco dopo, verso il 17 settembre 1224, sul monte della Verna, mentre assisteva alla visione di un serafino alato durante la Quaresima dell&#8217;Arcangelo San Michele, ottenne la grazia inaudita di ricevere impresse le stimmate, le piaghe di Cristo crocifisso, un dono misterioso di immenso amore e dolore che, come umile raffigurazione vivente del Salvatore, accolse e port\u00f2 nel suo corpo nell&#8217;intimo segreto. Naturalmente, queste ferite mistiche gli procurarono sofferenze fisiche, alle quali si aggiunsero i gravi acciacchi delle varie malattie e il suo sconforto riguardo al presente e al futuro dell&#8217;Ordine dei Frati Minori, un profondo rammarico che lo port\u00f2 a mettere in discussione i frutti della sua missione, forse riflettendo sull&#8217;apparente fallimento del suo cammino.\u00a0Nella tradizione del racconto riportato nello <a href=\"https:\/\/www.franciscanos.org\/fuentes\/ep00.html\">Specchio di perfezione<\/a> (100-101 e 120; FF 1799-1800 e 1820), durante l&#8217;inverno dello stesso anno 1224 e l&#8217;inizio del 1225, in una piccola cella di stuoia vicino al convento di San Damiano, Francesco stava cercando di riacquistare un po&#8217; di salute, in particolare di alleviare parte della delicata sofferenza del tracoma, un&#8217;affezione che gli aveva infettato gli occhi a tal punto che per quasi due mesi gli era diventato insopportabile vedere la luce del giorno e il chiarore del fuoco nell&#8217;aria notturna. Il mattino dopo una notte terribile, tormentato da una moltitudine di fastidiosi topi che, quasi come una piaga simbolica, gli salivano sul letto, sul tavolino e sul corpo martoriato, il Poverello ebbe la felice rivelazione che \u00abla speranza non delude\u00bb, la certezza che nella fiducia e nella fedelt\u00e0 nelle tribolazioni era sulla vera via, seguendo la via della passione di Cristo; Mentre pregava il Signore Dio Uno e Trino, una voce confid\u00f2 chiaramente al suo spirito: \u00ab&#8230; devi sentirti in pace come se fossi gi\u00e0 nel mio regno\u00bb (<a href=\"https:\/\/www.franciscanos.org\/fuentes\/lp00.html\">Leyenda de Perusa<\/a> 83; FF 1614 [1591]). Nella povert\u00e0 pi\u00f9 grande, nella pi\u00f9 grande espropriazione, dove permangono quelle sofferenze, che possono essere viste solo come un&#8217;offerta amorosa unica di totale abbandono del suo essere, Francesco d&#8217;Assisi scopre la luce intensa dell&#8217;amore di Dio che sta alla base della sua speranza. Credo che le parole della bolla papale per la convocazione del Giubileo del 2025, che citano san Paolo e sant&#8217;Agostino, possano spiegare meglio questa visione convinta, nella quale il trovatore di Assisi e papa Bergoglio, i due Francesco, condividono la stessa convinzione:<\/p>\n<p>\u00abLa speranza cristiana, infatti, non inganna n\u00e9 delude, perch\u00e9 si fonda sulla certezza che niente e nessuno potr\u00e0 mai separarci dall\u2019amore divino: \u201cChi dunque ci potr\u00e0 separare dall\u2019amore di Cristo? Forse le tribolazioni, le angosce, la persecuzione, la fame, la nudit\u00e0, i pericoli, la spada? (&#8230;) Ma in tutte queste cose noi abbiamo la vittoria completa per mezzo di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che n\u00e9 morte n\u00e9 vita, n\u00e9 angeli n\u00e9 principati, n\u00e9 presente n\u00e9 avvenire, n\u00e9 potenze spirituali, n\u00e9 altezza n\u00e9 profondit\u00e0, n\u00e9 alcun\u2019altra creatura potr\u00e0 mai separarci dall\u2019amore di Dio, in Cristo Ges\u00f9, nostro Signore\u201d (Romani 8,35; 37-39). Ecco perch\u00e9 questa speranza non si arrende di fronte alle difficolt\u00e0: perch\u00e9 \u00e8 fondata sulla fede e nutrita dalla carit\u00e0, e cos\u00ec ci permette di andare avanti nella vita. Scrive a questo proposito Sant\u2019Agostino: \u00abNessuno, infatti, vive in nessun genere di vita senza queste tre disposizioni dell\u2019anima: quelle di credere, sperare, amare\u00bb (<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/es\/bulls\/documents\/20240509_spes-non-confundit_bolla-giubileo2025.html\">Spes non confundit<\/a>, 5).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, in quella mattina del 1225, nei pressi del convento di San Damiano, a poco pi\u00f9 di un chilometro dalle mura meridionali della citt\u00e0 di Assisi, situata sul dolce pendio del monte Subasio, con il suo \u00abocchio semplice\u00bb, nonostante la cecit\u00e0 tracomatosa, e con quel corpo malato, debole e ferito, ma che \u00abera tutto inondato di luce\u00bb, frate Francesco proruppe in una gioia irresistibile che lo spinse a comporre il <a href=\"https:\/\/www.franciscanos.org\/esfa\/cant.html\">Cantico di frate sole<\/a> (FF 263), \u00aba lode di Dio, a nostra consolazione e a edificazione del prossimo\u00bb, secondo il racconto dello Specchio di perfezione. E questa fonte biografica continua dicendo che &#8220;music\u00f2 questi testi e insegn\u00f2 ai suoi compagni a recitarli e cantarli&#8221;. Noto anche come <em>Cantico delle Creature<\/em>, questo testo \u00e8 forse, nella storia del variegato corpus della letteratura italiana, il primo componimento poetico non anonimo composto in lingua volgare, pi\u00f9 precisamente in dialetto umbro. Per citarlo, rimando alla traduzione spagnola di L\u00e1zaro Iriarte, ofm. cap. Ecco come inizia:<\/p>\n<p>&#8220;Altissimo, Onnipotente, Buon Signore:<\/p>\n<p>Tua \u00e8 la lode, la gloria, l&#8217;onore e ogni benedizione;<\/p>\n<p>a te solo, Altissimo, sono appropriate,<\/p>\n<p>e nessuno \u00e8 degno di menzionarti&#8221;<\/p>\n<p>L&#8217;inizio del canto poetico \u00e8 inevitabile e necessario, ma al tempo stesso mostra la manifestazione della coscienza che si sa limitata per riconoscere nella sua ampiezza l&#8217;infinito stupore amoroso di Dio, sempre generoso e prodigo di ogni bene, del bene sommo, del bene totale (cfr <a href=\"https:\/\/www.franciscanos.org\/esfa\/alhor.html\">Lodi che si devono dire in ogni tempo<\/a>, FF 265). Nonostante questa consapevolezza, il Cantico prosegue inarrestabile con espressioni elogiative che esprimono una festa in unione con le creature, a partire, come prima visione del cammino della casa comune, dal sole magnifico, che il trovatore di Assisi chiama con speciale trattamento onorifico &#8220;mio signore&#8221;; La sua luce intensa, radiosa e calda \u00e8 impossibile da vedere direttamente, come se alludesse alla grazia inafferrabile e prodigiosa, inesauribile ed eterna del divino. Ma il lucido Francesco canta anche accanto agli elementi della Creazione in modo fraterno, vicino e orizzontale, vedendo e sentendo ogni creatura come una sorella che abita la stessa casa familiare, e lo fa senza sublimare n\u00e9 simbolizzare, evitando di imporre loro proiezioni dell&#8217;io; Le descrive e le apprezza nel loro essere, nella contemplazione diretta della loro forma e dei loro effetti sensibili e anche suggestivi, potremmo dire in modo oggettivo cos\u00ec come sono: nella loro esistenza. Un\u2019esistenza \u201cmolto buona\u201d, come ci ha ricordato la Genesi, quella bont\u00e0 che ci rimanda al Creatore e ci parla di Lui, cos\u00ec che l\u2019essere di ogni creatura \u00e8 anche lode della sua gloria: \u00abLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore, con tutte le tue creature, specialmente per il Signore nostro fratello sole\u2026\u00bb, \u00abper la nostra sorella luna e le stelle\u00bb, \u00abper il nostro fratello vento e l\u2019aria\u00bb, \u00abper la nostra sorella acqua\u00bb, \u00abper il nostro fratello fuoco\u00bb, \u00abper la nostra sorella madre terra\u00bb. Con quest\u2019ultimo delicato riferimento materno associato alla terra dove rimaniamo e lavoriamo, ci spinge a pensare alla comunione che significa il nostro abitare \u2013 parola che, come sottolinea Heidegger, implica l\u2019attenzione e la cura dell\u2019essere dell\u2019uomo e il condurlo alla pace, alla libert\u00e0, la cura della sua essenza \u2013 e anche nell\u2019accettazione del dono dell\u2019esistenza e del ciclo naturale degli esseri viventi che include \u201csorella morte corporale\u201d, poich\u00e9 la nostra sorella-madre terra \u201cci sostiene e ci governa, \/ e produce diversi frutti con fiori ed erbe vistosi\u201d. Oltre a una nuova contemplazione rivolta alle cose create che (ri)scoprono la bellezza del loro essere e del loro esistere, che sono lode e comunione, Francesco non ci introduce, con questo linguaggio fraterno e con questo spirito umile, forse a un agire di trattamento desiderabile, di rispetto e di cortesia, rivolto, certo, anzitutto all&#8217;Onnipotente, ma anche a ogni essere umano, a ogni creatura, all&#8217;intera Creazione? Le encicliche <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/es\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html\">Laudato si\u2019<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/es\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html\">Fratelli tutti<\/a> del compianto Papa Francesco, ispirate ai testi e alla vita del Poverello, confermano proprio questo significato, invitandoci a risvegliare la nostra attenzione e a cercare di sanare le quattro fratture dell\u2019uomo accennate nei riferimenti fraterni del Cantico. Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. \u00c9loi Leclerc ha scritto uno studio bello e illuminante su questa poesia di Francesco d&#8217;Assisi, <em>Le Cantique des cr\u00e9atures ou les Symboles de l&#8217;union<\/em> (1970; tradotto in spagnolo da Jos\u00e9 Luis Albizu come El c\u00e1ntico de las creatividad nel 1977), che ci permette di considerare la configurazione di un modo di essere:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il Cantico di Frate Sole<\/em>, lungi dall&#8217;essere un semplice accompagnamento o ornamento di un&#8217;esistenza, celebra un divenire intimo il cui senso \u00e8 la riconciliazione totale dell&#8217;uomo con il mondo, con se stesso e con Dio. E non basta dire che \u00e8 espressione di riconciliazione, perch\u00e9 fa parte dell&#8217;esperienza spirituale stessa, nella quale gioca un ruolo determinante. &#8220;Qui il canto \u00e8 esistenza.&#8221;<\/p>\n<p>Leclerc prende giustamente alcuni versi dal terzo dei <em>Sonetti di Orfeo<\/em> (1923) di Rainer Maria Rilke per cercare di spiegare ci\u00f2 che trova di rivelatore nella poesia di Francisco. Il Poverello, quando istru\u00ec i suoi frati a cantare e diffondere anche loro il <em>Cantico di Frate Sole<\/em> quando andavano a predicare, disse loro: &#8220;Che cosa sono dunque i servi di Dio, se non dei giullari che devono sollevare e muovere i cuori degli uomini verso la gioia spirituale?&#8221; Definendo in questo modo il valore della parola <em>menestrello<\/em>, egli riassume la scoperta, il significato e la missione irrefrenabile del <em>Cantico<\/em>. In questa prospettiva, con la lettura dei versi di Rilke \u2013 la cui traduzione mi \u00e8 stata inviata dal mio caro amico Luis Miguel Isava \u2013, il <em>Cantico<\/em>, frutto della rivelazione che Francisco condivide, \u00e8 molto di pi\u00f9: \u00abnon \u00e8 desiderio \/ n\u00e9 corteggiamento di qualcosa di finalmente conquistato. Il canto \u00e8 esistenza\u00bb; come una natura che si fa pi\u00f9 piena nel suo essere e nel suo esistere quando pu\u00f2 concretizzarsi in un&#8217;immagine che \u00e8 sia amore che espressione d&#8217;amore, cos\u00ec come l&#8217;atto del respiro elementare che rivela che siamo vivi.\u00a0Il canto e la sua dottrina non sono lettere, comandamenti e slogan da imparare, anche se questo pu\u00f2 essere considerato una comodit\u00e0 accettabile quando si comincia a camminare, se non si vive nell&#8217;abbandono e nell&#8217;attesa (cfr Galati 2:20). Perci\u00f2, la poesia di Rilke prosegue con un consiglio: \u00abNon si tratta, o Giovane, di amare, anche se \/ la voce ti costringe ad aprire la bocca, \u2014 impara \/ a dimenticare che hai cominciato a cantare. \u00c8 ci\u00f2 che sta accadendo. \/ In verit\u00e0, il canto \u00e8 un altro respiro. \/ Un respiro intorno al nulla. Un respiro in Dio. Un vento\u00bb. Non risuonano forse in noi questi termini, associandoli nella nostra visione al respiro divino sulle acque nei primi versetti della Genesi, lo stesso respiro con cui il Creatore ha soffiato la vita nell&#8217;uomo; alla brezza leggera che ha fatto uscire dalla grotta il profeta Elia; al respiro di Ges\u00f9 risorto sugli apostoli per donare loro lo Spirito Santo? Non \u00e8 forse l&#8217;esperienza dello Spirito in Francesco d&#8217;Assisi che rende possibile l&#8217;espressione del <em>Cantico di Frate Sole<\/em>? Amare come respirare, che \u00e8 fusione di canto e vita. Il canto \u00e8 un altro respiro che si identifica nell&#8217;essere e nell&#8217;esistere. \u00abIo sono, inoltre, io sono\u00bb. &#8220;Respiro&#8221; \u00e8 anche un verso celebrativo dello spagnolo poeta Jorge Guill\u00e9n, appartenente al suo libro dal titolo coincidente di C\u00e1ntico (1928).<\/p>\n<p>Ma, come abbiamo accennato sopra, la gioia riconciliatrice del <em>Cantico di Frate Sole<\/em> tende a essere condivisa, per questo allude in senso generale alle cause esperienziali che, assunte in un&#8217;offerta d&#8217;amore, hanno dato origine alla sua composizione: il dolore e la sofferenza corporale, le ferite e le angosce della convivenza umana, quasi sempre inevitabili. La saldatura di queste due rotture \u00e8 proprio l\u2019amore di Cristo. Da qui nasce la lode che si estende a celebrare coloro che, nonostante le difficolt\u00e0, cercano di costruire una comunit\u00e0 armoniosa e riflettono la serenit\u00e0 che lenisce i loro cuori e anche quelli dei loro vicini:<\/p>\n<p>&#8220;Lodato sei, mio \u200b\u200bSignore, per coloro che perdonano per il tuo amore,<\/p>\n<p>e sopportare malattie e tribolazioni;<\/p>\n<p>Beati coloro che lo sopportano in pace,<\/p>\n<p>Poich\u00e9 da te, o Altissimo, saranno incoronati.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente il collegamento con le Beatitudini, soprattutto quelle rivolte ai misericordiosi, ai perseguitati e a quanti operano per la pace. La stessa pace che Leone XIV ci ha ricordato nel suo primo saluto, la pace disarmante e disarmante che Ges\u00f9 risorto ci dona e che noi ci sforziamo con gioia di costruire. L&#8217;ultima strofa del <em>Cantico di Frate Sole<\/em> riassume l&#8217;imperativo gioioso di questo stile di vita da pellegrini della speranza, il cui centro \u00e8 Cristo:<\/p>\n<p>Lodate e benedite il mio Signore,<\/p>\n<p>e ringraziatelo e servitelo con grande umilt\u00e0!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della felice coincidenza del Giubileo 2025 e della celebrazione dell\u2019800\u00b0 anniversario del Cantico di Frate Sole composto da San Francesco d\u2019Assisi<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":126283,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[129],"tags":[59867,59866,43750,1327,20601,12444,5862,2053,1722,59845,59847,59846,4486,5613,59849,3375,25595,59854,59870,59859,59860,59861,1668,59853,9070,1738,29235,59862,59848,2120,59863,59864,58093,59865,12468,1128,59871,59868,688,251,5623,1278,35991,1109,59869,4201,22549,45018,59855,59856,59857,59858,59850,59851,59852,35654,4952,13453,706,22727],"class_list":["post-126415","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-voci","tag-monte-la-verna-2","tag-59866","tag-abuso-sui-minori","tag-ambiente","tag-amore-di-dio","tag-auschwitz-3","tag-beatitudini","tag-bene-comune","tag-benedetto-xvi","tag-birkenau-2","tag-canto-di-fratello-sole","tag-canto-di-lodi-delle-creature","tag-casa-comune","tag-comunione","tag-convento-di-san-damiano","tag-creazione","tag-cristian-alvarez-2","tag-dimorare","tag-discorso-della-montagna","tag-fratello-fuoco","tag-fratello-sole","tag-fratello-vento","tag-fraternita","tag-genesi-1-31","tag-giubileo-2025-2","tag-giustizia","tag-heidegger-2","tag-kenosi","tag-la-canzone-e-esistenza","tag-laudato-si","tag-lazaro-iriarte-2","tag-leggenda-di-perugia","tag-leone-xiv","tag-matteo-6","tag-migrazione","tag-misericordia","tag-non-confondere","tag-ottava-di-pasqua","tag-pace","tag-papa-francesco","tag-parola-di-dio","tag-pasqua","tag-pellegrini-della-speranza","tag-poverta","tag-romani-835","tag-san-francesco-dassisi","tag-santagostino","tag-sfruttamento-del-lavoro","tag-sorella-acqua","tag-sorella-luna","tag-sorella-madre-terra","tag-sorella-morte-corporale","tag-specchio-di-perfezione","tag-speranza-in-gesu-cristo","tag-stigmate","tag-tratta-di-esseri-umani","tag-trending-it","tag-umanita","tag-vangelo","tag-vangelo-di-san-giovanni"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Come \u201cpellegrini della speranza\u201d, \u201cil canto \u00e8 esistenza\u201d &#8211; 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