{"id":118946,"date":"2025-02-11T16:32:18","date_gmt":"2025-02-11T15:32:18","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=118946"},"modified":"2025-02-11T16:32:18","modified_gmt":"2025-02-11T15:32:18","slug":"le-ferite-dellolocausto-e-del-capitalismo-senza-volto-che-alimentano-lodio-verso-gli-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/le-ferite-dellolocausto-e-del-capitalismo-senza-volto-che-alimentano-lodio-verso-gli-stranieri\/","title":{"rendered":"Le ferite dell&#8217;Olocausto e del capitalismo senza volto che alimentano l&#8217;odio verso gli stranieri"},"content":{"rendered":"<p>Il film \u201cThe Brutalist\u201d esplora il peccato originale delle crescenti espressioni di razzismo, genocidio e oggettivazione della persona che corrodono l\u2019umanit\u00e0. Attraverso l&#8217;odissea immaginaria di un architetto sopravvissuto all&#8217;Olocausto, il regista Brady Corbet mostra come il capitalismo senza volto replichi i mali radicati nell&#8217;orrore nazista, perpetuati oggi nelle democrazie liberali che fomentano l&#8217;odio verso gli stranieri. Il film traccia una bellissima metafora sulla funzione umanizzante dell&#8217;arte attraverso il brutalismo, una versione di onest\u00e0 radicale nell&#8217;architettura.<\/p>\n<p>La celebre frase di Goethe, letta da una voce fuori campo: &#8220;Nessuno \u00e8 tanto schiavo quanto colui che si crede libero senza esserlo&#8221;, prepara lo spettatore, nel mezzo del buio pi\u00f9 assoluto, a un film, <em>The Brutalist<\/em>, che per quasi quattro ore di girato \u2014con un inedito intermezzo di quindici minuti\u2014 abbaglia, turba e impedisce di staccare gli occhi dal grande schermo. Il film inizia con l&#8217;arrivo negli Stati Uniti di L\u00e1szlo T\u00f3th (Adrien Brody), un sopravvissuto all&#8217;Olocausto, i cui progetti di vita e una promettente carriera di architetto a Budapest vengono sconvolti dall&#8217;occupazione nazista dell&#8217;Ungheria. L\u00e1szlo subisce gli orrori del campo di sterminio di Buchenwald ed \u00e8 costretto a separarsi dalla sua famiglia perch\u00e9 sua moglie, Erzs\u00e9bet (Felicity Jones), e sua nipote, Szofia (Raffey Cassidy), sono internate in un altro campo, Dachau. Anche questi sono riusciti a sopravvivere, anche se con gravi conseguenze, cosa di cui il protagonista inizialmente non \u00e8 consapevole. Le restrizioni legali all&#8217;immigrazione, tuttavia, costringono Erzs\u00e9bet e Szofia a rimanere in Europa e a sperare in un ricongiungimento che richieder\u00e0 quattro anni per concretizzarsi. Nella prima parte del film, intitolata \u201cL\u2019enigma dell\u2019arrivo\u201d, l\u2019Europa \u00e8 la grande ellissi, che rappresenta il nascosto e l\u2019oscuro che il protagonista evita di affrontare. Forse per questo motivo Erzs\u00e9bet e Szofia esistono solo nella memoria di L\u00e1szlo e nelle lettere che iniziano a scambiarsi quando scoprono che tutti sono ancora vivi.<\/p>\n<p>Le immagini che immortalano l&#8217;arrivo di L\u00e1szlo nel paese ospitante sono avvolte da un simbolismo sconvolgente per ci\u00f2 che mostrano e per ci\u00f2 che nascondono. La suggestiva fotografia capovolta del totem americano, la Statua della Libert\u00e0, \u00e8 una premonizione della difficile lotta del protagonista per recuperare la propria identit\u00e0 e combattere lo stigma delle atrocit\u00e0 commesse nella <em>Shoah<\/em><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Da questo momento in poi, il regista traccia una linea di continuit\u00e0 tra i mali insiti nell&#8217;orrore nazista e quelli del capitalismo senza volto che proiettano la loro ombra, oggi, sull&#8217;odio verso gli stranieri. Brady Corbet visualizza il marciume nascosto nel mito del \u201csogno americano\u201d e nella falsa retorica dell\u2019essere una terra di seconde possibilit\u00e0, attraverso il ritratto della sofferenza di L\u00e1szlo e del suo senso di impotenza nel tentativo di farsi un posto nella societ\u00e0 americana. \u00c8 costretto ad affrontare un periodo di povert\u00e0 e miseria in cui deve vivere come non si sarebbe mai aspettato, come un vagabondo, frequentando le file della fame nelle mense dei poveri, dormendo nei rifugi e senza altra alternativa che soccombere allo sfruttamento in lavori rischiosi e mal pagati che nessuno vuole fare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Brutalist-3.png\" \/><\/p>\n<h3><strong>Dal fascismo al capitalismo divorante<\/strong><\/h3>\n<p>L&#8217;apparizione di un eccentrico milionario, Harrison Lee Van Buren (Guy Pearce), che scopre fortuitamente il valore di L\u00e1szlo e indaga sulla popolarit\u00e0 e la portata delle sue opere architettoniche a Budapest, rappresenta una svolta nella vita del protagonista. Anche se non proprio in meglio. Il misterioso uomo d&#8217;affari, che incarna l&#8217;essenza pi\u00f9 abietta della societ\u00e0 americana, fatta di frivolezza e opulenza, eretta a stile di vita, affida all&#8217;architetto un incarico tanto monumentale quanto avvelenato. A una fase iniziale di gentilezza forzata per convincere l&#8217;artista ad accettare la commissione con promesse che non saranno mai mantenute, seguono continui insulti razzisti nei confronti di L\u00e1szlo da parte del magnate Lee Van Buren e di suo figlio Harry (Joe Alwyn) che copia i modi rozzi del padre. Entrambi passano cos\u00ec dall&#8217;essere i principali sostenitori dell&#8217;architetto visionario tra un gruppo selezionato di persone ricche e potenti a comportarsi come autentici tiranni. Una delle scene pi\u00f9 scioccanti di oggettivazione della persona, che ha per protagonista il ricco committente, avviene durante il viaggio con l&#8217;architetto alle cave di marmo di Carrara per scegliere alcuni materiali per l&#8217;opera.<\/p>\n<p>La dinamica padrone-schiavo si incarna in una relazione disumanizzata che identifica la povert\u00e0 con una classe inferiore che deve essere difesa o che merita di pagare le conseguenze di decisioni di vita negligenti. &#8220;Ti tolleriamo, non dimenticarlo&#8221;, avverte il magnate L\u00e1szlo durante una violenta discussione. In realt\u00e0, tollerare non \u00e8 accogliere, ma scendere a compromessi con risentimento, ed \u00e8 ci\u00f2 che l&#8217;architetto apprezza e lamenta in diversi punti del film: &#8220;tutti temono che persone come me siano un pericolo per la sicurezza nazionale&#8221; o &#8220;non ci vogliono qui, non siamo niente&#8221;.<\/p>\n<p>La sofferenza aumenta quando il milionario usa la sua influenza politica per un interesse strumentale e riesce a consentire a Erzs\u00e9bet e Szofia di entrare negli Stati Uniti. La grave osteoporosi, conseguenza della cattiva alimentazione e dei lavori forzati nel campo di sterminio di Dachau, impedisce alla moglie di L\u00e1szlo di stare in piedi. Erzs\u00e9bet, una brillante giornalista specializzata in relazioni politiche internazionali, arriva costretta su una sedia a rotelle e suo marito ha difficolt\u00e0 a riconoscerla quando scende dal treno in Pennsylvania. Gli orrori nazisti ebbero un impatto grave anche sulla sua giovane nipote Szofia, che rimase muta a causa delle umiliazioni e delle torture. Quasi immediatamente, entrambi si rendono conto di essere sfuggiti alle grinfie del nazismo per cadere sotto il dominio di una classe sociale che guarda agli stranieri con odio e diffidenza, anzich\u00e9 come uno specchio che facilita l&#8217;accettazione. &#8220;Parli come un lustrascarpe&#8221; o &#8220;La cosa peggiore delle nostre citt\u00e0 \u00e8 che si stanno riempiendo di mendicanti&#8221; sono alcuni dei tanti commenti vanagloriosi che feriscono Erzs\u00e9bet. Tuttavia, la debolezza delle sue ossa contrasta con la sua forza di volont\u00e0 e intelligenza nell&#8217;affrontare le assurdit\u00e0 e gli sfoghi d&#8217;orgoglio di Harrison e, allo stesso tempo, nel rendere consapevole il marito dell&#8217;impossibilit\u00e0 di ricominciare in un contesto cos\u00ec avverso. &#8220;Promettimi che non mi lascerai farti impazzire (&#8230;) Non dimenticare che il danno che abbiamo \u00e8 stato fatto ai nostri corpi, ma siamo sempre le stesse persone&#8221;, avverte la moglie L\u00e1szlo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/3USGTPAUCZDLDOTD6ASOXCG5YU.jpg\" \/><\/p>\n<h3><strong>Il potere curativo dell&#8217;arte<\/strong><\/h3>\n<p>Nel passaggio dall&#8217;oscurit\u00e0 alla luce attraversato dal protagonista, la funzione umanizzante dell&#8217;arte, in questo caso dell&#8217;architettura, \u00e8 al centro di una bellissima metafora. Il regista Brady Corbet trae ispirazione da uno stile architettonico, il brutalismo, emerso nell&#8217;Europa del dopoguerra, bisognosa di ricostruire le sue citt\u00e0<a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftn2\">[2]<\/a>. L\u00e1szlo T\u00f3th si \u00e8 ispirato a questa estetica per progettare l&#8217;edificio che il ricco uomo d&#8217;affari gli ha commissionato per ospitare una grande biblioteca e sale multifunzionali. Tuttavia, l&#8217;architetto coglie l&#8217;occasione per ricreare nella sua costruzione le misure delle celle del campo di Buchenwald, in una tensione costante tra l&#8217;intimit\u00e0 del trauma e la necessit\u00e0 di creare che corre parallela alla necessit\u00e0 di sopravvivere. Laddove il mondo e l\u2019essere sono frammentati, la creazione artistica, come altoparlante delle ferite, apre finestre alla speranza e trascende il dolore, non per dimenticarlo, ma per integrarlo <a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;effetto che The Brutalist ha sul protagonista, unendo le parti di s\u00e9 che sono state frammentate dalle atrocit\u00e0 subite e ripristinando la sua identit\u00e0, scendendo &#8211; come Corbet intitola la seconda parte del film &#8211; al &#8220;nucleo della bellezza&#8221;. \u00c8 a questo che si riferisce Erzs\u00e9bet quando riflette sul fatto che le atrocit\u00e0 possono danneggiare i nostri corpi, ma nessuna ha il potere di togliere la dignit\u00e0 che, intrinseca alla persona, rimane intatta.<\/p>\n<p>L&#8217;esercizio di T\u00f3th \u00e8 quello di trascendere il tempo, un atto resiliente, con un&#8217;estetica brutalista che rifiuta deliberatamente l&#8217;abbellimento delle strutture e valorizza la bellezza grezza dei materiali da costruzione. Questo esercizio di radicale onest\u00e0 in architettura coincide con l&#8217;invito alla riflessione sincera a cui ci invita il regista del film. Il suo messaggio \u00e8 che le ferite che portiamo dentro di noi hanno gravi conseguenze nella vita e che, senza riflessione, abitudine o negazione, siamo condannati a ripetere la storia. Socrate diceva che una vita senza riflessione non vale la pena di essere vissuta, sapendo che \u00e8 il modo migliore per allontanare il fanatismo, le credenze irrazionali o la stoltezza<a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<h3><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/TBR_Still_woBalloon_20240827_02_Crop.png\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Etica, storia e contemporaneit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>Questo film \u00e8 cinema su grande scala, non solo per le riprese, le tecniche di ripresa o la grande potenza audiovisiva che contribuiscono ad abbagliare lo spettatore, ma perch\u00e9 unisce etica, storia e il nostro complesso mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile guardare questo film senza ricordare i piani di Trump di trasformare la Striscia di Gaza in un resort turistico di lusso, sequestrandone i territori e causando lo sfollamento forzato di oltre due milioni di abitanti di Gaza; o lo sterminio naturalizzato di migliaia di migranti che rischiano la vita in viaggi pericolosi e si ritrovano in un&#8217;Europa che chiude loro le porte o cerca di nasconderli oltre i confini, in campi profughi dove il dramma per chi fugge dalla guerra o dalla povert\u00e0 non finisce, ma diventa un inferno, se possibile, pi\u00f9 mortale. Pertanto, l\u2019autoesame e l\u2019atteggiamento critico, come sottolinea il filosofo Josep M. Esquirol [5], costituiscono la migliore etica interculturale, il tessuto della solidariet\u00e0, della responsabilit\u00e0 verso il prossimo, della misericordia e del senso della vita.Non esiste modo migliore per rendere omaggio alla dignit\u00e0 della persona, riconoscere il valore di ogni essere umano e abbracciare il misterioso. L\u00e1szlo T\u00f3th fa lo stesso nel suo edificio rivolto verso il cielo, con una cupola sormontata da una cavit\u00e0 a forma di croce che, quando sorge il sole, si proietta e accorcia la distanza tra la terra e il cielo.<\/p>\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/?s=Amparo+Aygues&amp;post_type%5B%5D=any&amp;search_limit_to_post_titles=0&amp;fs=1\">Amparo Ayg\u00fces<\/a> &#8211; Laurea Magistrale in Bioetica presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Valencia &#8211; Membro dell&#8217;Osservatorio di Bioetica &#8211; Universit\u00e0 Cattolica di Valencia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftnref1\">[1]<\/a> Si tratta del termine ebraico, tradotto come \u201cLa Catastrofe\u201d, che allude al genocidio della Germania di Hitler contro gli ebrei d\u2019Europa nella Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftnref2\">[2]<\/a> Giovanni, G. (1967).<em>Brutalismo in architettura<\/em>. Gustavo Gili.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftnref3\">[3]<\/a> Lopez-Fern\u00e1ndez, M. (2017). Accompagnare attraverso l&#8217;arte. <em>Cuadernos de pedagog\u00eda<\/em>, n. 484, pp. 28-32 e La capacit\u00e0 dell&#8217;arte di elaborare il trauma. Ottenuto da <a href=\"https:\/\/www.icip.cat\/perlapau\/es\/articulo\/la-capacidad-del-arte-para-elaborar-el-trauma\/\" rel=\"nofollow\">https:\/\/www.icip.cat\/perlapau\/es\/articulo\/la-capacidad-del-arte-para-elaborar-el-trauma\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftnref4\">[4]<\/a> Platone. (2011).<em>Scuse di Socrate<\/em>. Meridionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.observatoriobioetica.org\/2025\/02\/the-brutalist-las-heridas-del-holocausto-y-del-capitalismo-sin-rostro-que-alientan-el-odio-al-extranjero\/10003363#_ftnref5\">[5]<\/a> Esquirol, J.M. (2017). <em>Se stessi e gli altri. Dalle esperienze esistenziali all&#8217;interculturalit\u00e0<\/em>. Pastore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl brutalista\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":118867,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[129],"tags":[45009,10185,45010,45011,45012,45013,45014,45015,11003,13988,45017,45019,45020,7626,2487,45021,45023,13071,45022,45024,17994,12468,45025,45016,45026,45027,1109,1739,45029,45030,45028,45018,45031,45032,45033,45034],"class_list":["post-118946","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-voci","tag-adrien-brody-2","tag-amparo-aygues-2","tag-architettura-brutalista","tag-arte-umanizzante","tag-brady-corbet-2","tag-brutalismo-architettonico","tag-campi-di-concentramento","tag-capitalismo-senza-volto","tag-cinema","tag-dignita-umana","tag-estetica-radicale","tag-fanatismi","tag-fascismo-2","tag-featured-it","tag-featured-3","tag-felicity-jones-2","tag-ferite-dellolocausto","tag-genocidio-2","tag-harrison-lee-van-buren-2","tag-integrazione-del-dolore","tag-memoria-storica","tag-migrazione","tag-odio-per-lo-straniero","tag-oggettivazione-della-persona","tag-opulenza-nordamericana","tag-periodo-postbellico-europeo","tag-poverta","tag-razzismo","tag-relazioni-disumanizzate","tag-resilienza-artistica","tag-riflessione-sociale","tag-sfruttamento-del-lavoro","tag-shoa-2","tag-sogno-americano","tag-the-brutalist-2","tag-trauma-dellolocausto"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Le ferite dell&#039;Olocausto e del capitalismo senza volto che alimentano l&#039;odio verso gli stranieri &#8211; 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