{"id":116580,"date":"2025-01-09T17:03:56","date_gmt":"2025-01-09T16:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/exaudi.org\/?p=116580"},"modified":"2025-01-09T17:03:56","modified_gmt":"2025-01-09T16:03:56","slug":"papa-francesco-chiede-pace-dialogo-e-speranza-di-fronte-alle-minacce-globali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/exaudi.org\/it\/papa-francesco-chiede-pace-dialogo-e-speranza-di-fronte-alle-minacce-globali\/","title":{"rendered":"Papa Francesco chiede pace, dialogo e speranza di fronte alle minacce globali"},"content":{"rendered":"<p>Un messaggio forte e chiaro \u00e8 stato trasmesso da Papa Francesco nel suo discorso agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, accogliendoli per i tradizionali auguri di Capodanno. Nel suo discorso ha lanciato un appello urgente alla pace e al dialogo, sottolineando che la minaccia di una guerra mondiale \u00e8 una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 palpabile.<\/p>\n<p>Nel suo messaggio, il Papa ha affrontato diverse crisi globali, dai devastanti conflitti in Ucraina e Gaza alla violenza in luoghi come Siria, Haiti e Venezuela. Con queste parole ha sottolineato la necessit\u00e0 di una diplomazia rinnovata, basata sui valori fondamentali della speranza, della verit\u00e0, della libert\u00e0, della giustizia e del perdono.<\/p>\n<h3><strong>Il dialogo come strumento per spezzare il ciclo della violenza<\/strong><\/h3>\n<p>Francesco ha sottolineato l&#8217;importanza del dialogo, anche con coloro considerati &#8220;scomodi&#8221; o con i quali si ritiene che non si possa negoziare. Per il Papa il dialogo \u00e8 l&#8217;unica via per spezzare le catene dell&#8217;odio e della vendetta che attanagliano il mondo. A questo proposito, ha sottolineato che la violenza contro la popolazione civile, come gli attacchi agli ospedali e alle infrastrutture vitali, che causano sofferenze soprattutto tra i pi\u00f9 vulnerabili, come i bambini, \u00e8 inaccettabile.<\/p>\n<h3><strong>La pace come orizzonte per l&#8217;Ucraina e il Medio Oriente<\/strong><\/h3>\n<p>Il pontefice ha rinnovato l&#8217;appello per un cessate il fuoco a Gaza, definendo la situazione umanitaria come &#8220;molto grave e ignominiosa&#8221;. Quanto all&#8217;Ucraina, la guerra che da quasi tre anni miete migliaia di vittime resta una preoccupazione centrale e Francesco ha ribadito il suo appello per una pace giusta e duratura.<\/p>\n<p>Il Papa ha anche sottolineato l&#8217;importanza che israeliani e palestinesi ricostruiscano ponti di fiducia e dialogo, nella speranza che in futuro entrambi i popoli possano vivere insieme in pace, con Gerusalemme come citt\u00e0 di incontro tra ebrei, cristiani e musulmani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-116542 alignright\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-2-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-2-300x169.jpeg 300w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-2-500x281.jpeg 500w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-2-293x165.jpeg 293w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-2-390x219.jpeg 390w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-2.jpeg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Una \u201cdiplomazia della speranza\u201d di fronte alle crisi globali<\/strong><\/h3>\n<p>Francesco ha esortato a fare in modo che quest&#8217;anno la comunit\u00e0 internazionale possa lavorare attivamente per garantire che i diritti umani non vengano sacrificati in nome di interessi militari. Propose inoltre la creazione di un fondo mondiale finanziato con denaro destinato alle spese militari, per sradicare la fame e promuovere lo sviluppo dei Paesi pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Il Papa ha espresso anche la sua preoccupazione per la proliferazione di armi sempre pi\u00f9 sofisticate, una realt\u00e0 che alimenta i conflitti e mette a rischio la sicurezza globale.<\/p>\n<h3><strong>La pace come responsabilit\u00e0 collettiva<\/strong><\/h3>\n<p>A livello globale, Francesco ha invitato tutti gli attori internazionali a impegnarsi per costruire societ\u00e0 pacifiche, in cui le differenze politiche, sociali, culturali e religiose siano viste come fonte di ricchezza e non come fonte di divisione e di odio. A questo proposito, ha chiesto una responsabilit\u00e0 collettiva per creare un futuro in cui la coesistenza sia possibile e prevalga la pace.<\/p>\n<p>Ha inoltre sottolineato la situazione critica in diverse regioni africane, come il Sahel, il Corno d&#8217;Africa e l&#8217;est della Repubblica Democratica del Congo, dove violenza, terrorismo e difficolt\u00e0 umanitarie rimangono una costante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-116539 alignleft\" src=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-8-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-8-300x169.jpeg 300w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-8-500x281.jpeg 500w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-8-293x165.jpeg 293w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-8-390x219.jpeg 390w, https:\/\/exaudi.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-8.jpeg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3><strong>La sfida delle \u201ccolonizzazioni ideologiche\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Nel suo discorso, il Papa ha affrontato anche il tema della \u00abcolonizzazione ideologica\u00bb, riferendosi al tentativo di reinterpretare unilateralmente i documenti multilaterali, modificando il significato di alcuni termini per scopi che non corrispondono alla loro intenzione originaria.<\/p>\n<h3><strong>Un appello all&#8217;unit\u00e0 e alla dignit\u00e0 umana<\/strong><\/h3>\n<p>Nel suo messaggio, Francesco ha ribadito che non c&#8217;\u00e8 vera pace senza libert\u00e0 religiosa e ha condannato l&#8217;antisemitismo e la persecuzione religiosa che colpiscono le comunit\u00e0 cristiane ed ebraiche in varie parti del mondo. Con voce ferma ha chiesto che i diritti fondamentali, in particolare la libert\u00e0 religiosa, siano garantiti a tutti e che la dignit\u00e0 umana sia rispettata in ogni circostanza.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di quest\u2019anno, Papa Francesco ci ricorda che la speranza, il perdono e il dialogo sono i pilastri per superare la violenza e la guerra, e che ciascuno di noi ha la responsabilit\u00e0 di contribuire alla costruzione di un mondo pi\u00f9 giusto e pacifico.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"9 January 2025 Audience to the members of the Diplomatic Corps- Pope Francis\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zIdWn7jdEKA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3><strong>***<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Discorso del Santo Padre Francesco<\/strong><br \/>\n<strong>Ai Membri del Corpo Diplomatico Accreditato presso la Santa Sede<\/strong><\/h3>\n<p><i>Eccellenze, Signore, Signori<\/i>,<\/p>\n<p>ci ritroviamo stamani per un momento d\u2019incontro che, al di l\u00e0 del suo carattere istituzionale, vuole anzitutto essere familiare: un momento in cui la famiglia dei popoli si riunisce simbolicamente attraverso la vostra presenza, per scambiarsi un augurio fraterno, lasciando alle spalle le contese che dividono e per riscoprire piuttosto ci\u00f2 che unisce. All\u2019inizio di quest\u2019anno, che per la Chiesa cattolica ha una particolare rilevanza, il nostro ritrovarci ha una valenza simbolica speciale, poich\u00e9 il senso stesso del Giubileo \u00e8 quello di \u201cfare una sosta\u201d dalla frenesia che contraddistingue sempre pi\u00f9 la vita quotidiana, per rinfrancarsi e per nutrirsi di ci\u00f2 che \u00e8 veramente essenziale: riscoprirsi figli di Dio e in Lui fratelli, perdonare le offese, sostenere i deboli e i poveri, far riposare la terra, praticare la giustizia e ritrovare speranza. A ci\u00f2 sono chiamati tutti coloro che servono il bene comune e esercitano quella forma alta di carit\u00e0 \u2013 forse la forma pi\u00f9 alta di carit\u00e0 &#8211; che \u00e8 la politica.<\/p>\n<p>Con questo spirito vi accolgo, ringraziando anzitutto Sua Eccellenza l\u2019Ambasciatore George Poulides, Decano del Corpo Diplomatico, per le parole con cui si \u00e8 fatto interprete dei vostri comuni sentimenti. A tutti voi porgo un caloroso benvenuto, grato per l\u2019affetto e la stima che i vostri popoli e i vostri governi hanno per la Sede Apostolica e che voi ben rappresentate. Ne sono una testimonianza le visite di oltre trenta Capi di Stato o di Governo che ho avuto la gioia di ricevere in Vaticano nel 2024, come pure la firma del\u00a0<i><a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2024\/10\/11\/0785\/01561.html\">Secondo Protocollo Addizionale all\u2019Accordo fra la Santa Sede e il Burkina Faso sullo statuto giuridico della Chiesa Cattolica in Burkina Faso<\/a><\/i>\u00a0e dell\u2019<i><a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2024\/10\/24\/0825\/01642.html\">Accordo fra la Santa Sede e la Repubblica Ceca su alcune questioni giuridiche<\/a><\/i>, siglati nel corso dell\u2019anno passato. Nell\u2019ottobre scorso \u00e8 stato poi rinnovato per un ulteriore quadriennio l\u2019<i><a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2024\/10\/22\/0813\/01615.html\">Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei Vescovi<\/a><\/i>, segno della volont\u00e0 di proseguire un dialogo rispettoso e costruttivo in vista del bene della Chiesa cattolica nel Paese e di tutto il popolo cinese.<\/p>\n<p>Da parte mia, ho inteso ricambiare tale affetto con i viaggi apostolici recentemente compiuti, che mi hanno portato a visitare terre lontane come l\u2019<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/travels\/2024\/outside\/documents\/indonesia-papuanuovaguinea-timorest-singapore-2024.html\">Indonesia, la Papua Nuova Guinea, Timor Leste e Singapore<\/a>, e pi\u00f9 vicine come il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/travels\/2024\/outside\/documents\/lussemburgo-belgio2024.html\">Belgio e il Lussemburgo<\/a>\u00a0e, infine, la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/travels\/2024\/outside\/documents\/ajaccio-2024.html\">Corsica<\/a>. Sebbene siano realt\u00e0 evidentemente molto diverse tra loro, ogni viaggio \u00e8 per me l\u2019occasione di poter incontrare e dialogare con popoli, culture ed esperienze religiose differenti, e di portare una parola di incoraggiamento e di conforto, specialmente alle persone pi\u00f9 vulnerabili. A tali viaggi si sommano le tre visite che ho compiuto in Italia a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/travels\/2024\/inside\/documents\/20240518-verona.html\">Verona<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/travels\/2024\/inside\/documents\/20240428-venezia.html\">Venezia<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/travels\/2024\/inside\/documents\/20240707-trieste.html\">Trieste<\/a>.<\/p>\n<p>Proprio alle Autorit\u00e0 italiane, nazionali e locali, desidero significare in modo speciale, all\u2019inizio di quest\u2019anno giubilare, l\u2019espressione della mia gratitudine per l\u2019impegno che hanno profuso per preparare Roma al Giubileo. Il lavoro incessante di questi mesi, che ha recato non pochi disagi, viene ora ripagato dal miglioramento di alcuni servizi e spazi pubblici, cos\u00ec che tutti, cittadini, pellegrini e turisti, possano godere ancor pi\u00f9 delle bellezze della Citt\u00e0 eterna. Ai romani, noti per la loro ospitalit\u00e0, rivolgo un pensiero particolare, ringraziandoli per la pazienza che hanno avuto negli ultimi mesi e per quella che avranno nell\u2019accogliere i numerosi visitatori che giungeranno. Desidero, altres\u00ec, rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le Forze dell\u2019ordine, alla Protezione Civile, alle autorit\u00e0 sanitarie e ai volontari che si prodigano quotidianamente per garantire la sicurezza e un sereno svolgimento del Giubileo.<\/p>\n<p>Cari Ambasciatori,<\/p>\n<p>nelle parole del profeta Isaia, che il Signore Ges\u00f9 fa proprie nella sinagoga di Nazareth all\u2019inizio della sua vita pubblica, secondo il racconto tramandatoci dall\u2019evangelista Luca (4,16-21), troviamo compendiato non solo il mistero del Natale da poco celebrato, ma anche quello del Giubileo che stiamo vivendo. Il Cristo \u00e8 venuto \u00aba portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libert\u00e0 degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l&#8217;anno di grazia del Signore\u00bb (<i>Is<\/i>\u00a061,1-2a).<\/p>\n<p>Purtroppo, iniziamo questo anno mentre il mondo si trova lacerato da numerosi conflitti, piccoli e grandi, pi\u00f9 o meno noti e anche dalla ripresa di esecrabili atti di terrore, come quelli recentemente avvenuti a Magdeburgo in Germania e a New Orleans negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Vediamo pure che in tanti Paesi ci sono sempre pi\u00f9 contesti sociali e politici esacerbati da crescenti contrasti. Siamo di fronte a societ\u00e0 sempre pi\u00f9 polarizzate, nelle quali cova un generale senso di paura e di sfiducia verso il prossimo e verso il futuro. Ci\u00f2 \u00e8 aggravato dal continuo creare e diffondersi di\u00a0<i>fake news<\/i>, che non solo distorcono la realt\u00e0 dei fatti, ma finiscono per distorcere le coscienze, suscitando false percezioni della realt\u00e0 e generando un clima di sospetto che fomenta l\u2019odio, pregiudica la sicurezza delle persone e compromette la convivenza civile e la stabilit\u00e0 di intere nazioni. Ne sono tragiche esemplificazioni gli attentati subiti dal Presidente del Governo della Repubblica Slovacca e dal Presidente eletto degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p>Tale clima di insicurezza spinge a erigere nuove barriere e a tracciare nuovi confini, mentre altri, come quello che da oltre cinquant\u2019anni divide l\u2019isola di Cipro e quello che da oltre settanta taglia in due la penisola coreana, rimangono saldamente in piedi, separando famiglie e sezionando case e citt\u00e0. I confini moderni pretendono di essere linee di demarcazione identitarie, dove le diversit\u00e0 sono motivo di diffidenza, sfiducia e paura: \u00abCi\u00f2 che proviene di l\u00e0 non \u00e8 affidabile, perch\u00e9 non \u00e8 conosciuto, non \u00e8 familiare, non appartiene al villaggio. [\u2026] Di conseguenza si creano nuove barriere di autodifesa, cos\u00ec che non esiste pi\u00f9 il mondo ed esiste unicamente il \u201cmio\u201d mondo, fino al punto che molti non vengono pi\u00f9 considerati esseri umani con una dignit\u00e0 inalienabile e diventano semplicemente \u201cquelli\u201d\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Paradossalmente, il termine confine indica non un luogo che separa, bens\u00ec che unisce, \u201cdove si finisce insieme\u201d (\u00a0<i>cum-finis<\/i>), dove si pu\u00f2 incontrare l\u2019altro, conoscerlo, dialogare con lui.<\/p>\n<p>Il mio augurio per questo nuovo anno \u00e8 che il Giubileo possa rappresentare per tutti, cristiani e non, un\u2019occasione per ripensare anche le relazioni che ci legano, come esseri umani e comunit\u00e0 politiche; per superare la\u00a0<i>logica dello scontro<\/i>\u00a0e abbracciare invece la\u00a0<i>logica dell\u2019incontro<\/i>; perch\u00e9 il tempo che ci attende non ci trovi vagabondi disperati, ma pellegrini di speranza, ossia persone e comunit\u00e0 in cammino impegnate a costruire un futuro di pace.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, di fronte alla sempre pi\u00f9 concreta minaccia di una guerra mondiale, la vocazione della diplomazia \u00e8 quella di favorire il dialogo con tutti, compresi gli interlocutori considerati pi\u00f9 \u201cscomodi\u201d o che non si riterrebbero legittimati a negoziare. \u00c8 questa l\u2019unica via per spezzare le catene di odio e vendetta che imprigionano e per disinnescare gli ordigni dell\u2019egoismo, dell\u2019orgoglio e della superbia umana, che sono la radice di ogni volont\u00e0 belligerante che distrugge.<\/p>\n<p>Eccellenze, Signore e Signori,<\/p>\n<p>alla luce di queste brevi considerazioni, vorrei tracciare con voi questa mattina, a partire dalle parole del profeta Isaia, alcuni tratti di una\u00a0<i>diplomazia della speranza<\/i>, di cui tutti siamo chiamati a farci araldi, affinch\u00e9 le dense nubi della guerra possano essere spazzate via da un rinnovato vento di pace. Pi\u00f9 in generale, vorrei evidenziare alcune responsabilit\u00e0 che ogni\u00a0<i>leader<\/i>\u00a0politico dovrebbe tenere presente nell\u2019adempiere le proprie responsabilit\u00e0, che dovrebbero essere indirizzate all\u2019edificazione del bene comune e allo sviluppo integrale della persona umana.<\/p>\n<p><i>Portare il lieto annuncio ai miseri<\/i><\/p>\n<p>In ogni epoca e in ogni luogo, l\u2019uomo \u00e8 sempre stato allettato dall\u2019idea di poter essere autosufficiente, di poter bastare a s\u00e9 stesso ed essere artefice del proprio destino. Ogni qualvolta si lascia dominare da tale presunzione, si trova costretto da eventi e circostanze esterne a scoprire di essere debole e impotente, povero e bisognoso, afflitto da sciagure spirituali e materiali. In altre parole, scopre di essere\u00a0<i>misero<\/i>\u00a0e di avere bisogno di qualcuno che lo sollevi dalla propria miseria.<\/p>\n<p>Numerose sono le miserie del nostro tempo. Mai come in quest\u2019epoca l\u2019umanit\u00e0 ha sperimentato progresso, sviluppo e ricchezza e forse mai come oggi si \u00e8 trovata sola e smarrita, non di rado a preferire gli animali domestici ai figli. C\u2019\u00e8 un urgente bisogno di ricevere un lieto annuncio. Un annuncio che, nella prospettiva cristiana, Dio ci offre nella notte di Natale! Tuttavia, ciascuno \u2013 anche chi non \u00e8 credente \u2013 pu\u00f2 farsi portatore di un annuncio di speranza e di verit\u00e0.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, l\u2019essere umano \u00e8 dotato di un\u2019innata sete di verit\u00e0. Questa ricerca \u00e8 una dimensione fondamentale della condizione umana, in quanto ogni persona porta dentro di s\u00e9 una nostalgia della verit\u00e0 oggettiva e un desiderio inestinguibile di conoscenza. \u00c8 sempre stato cos\u00ec, ma nel nostro tempo la negazione di verit\u00e0 evidenti sembra avere il sopravvento. Alcuni diffidano delle argomentazioni razionali, ritenute strumenti nelle mani di qualche potere occulto, mentre altri ritengono di possedere in modo univoco la verit\u00e0 che si sono auto-costruiti, esimendosi cos\u00ec dal confronto e dal dialogo con chi la pensa diversamente. Gli uni e gli altri hanno la tendenza a crearsi una propria<i>\u00a0<\/i>\u201cverit\u00e0\u201d, tralasciando l\u2019oggettivit\u00e0 del vero. Queste tendenze possono essere incrementate dai moderni mezzi di comunicazione e dall\u2019intelligenza artificiale, abusati come mezzi di manipolazione della coscienza a fini economici, politici e ideologici.<\/p>\n<p>Il moderno progresso scientifico, specialmente nell\u2019ambito informatico e della comunicazione, porta con s\u00e9 indubbi vantaggi per l\u2019umanit\u00e0. Ci consente di semplificare molti aspetti della vita quotidiana, di rimanere in contatto con le persone care anche se sono fisicamente distanti, di rimanere informati e di aumentare le nostre conoscenze. Tuttavia, non se ne possono tacere i limiti e le insidie, poich\u00e9 spesso contribuiscono alla polarizzazione, al restringimento delle prospettive mentali, alla semplificazione della realt\u00e0, al rischio di abusi, all\u2019ansia e, paradossalmente, all\u2019isolamento, in particolare attraverso l\u2019uso dei\u00a0<i>social media<\/i>\u00a0e dei giochi\u00a0<i>online<\/i>.<\/p>\n<p>L\u2019incremento dell\u2019intelligenza artificiale amplifica le preoccupazioni relative ai diritti di propriet\u00e0 intellettuale, alla sicurezza del lavoro per milioni di persone, al rispetto della\u00a0<i>privacy<\/i>\u00a0e alla protezione dell\u2019ambiente dai rifiuti elettronici (<i>e-waste<\/i>). Quasi nessun angolo del mondo \u00e8 rimasto inalterato dall\u2019ampia trasformazione culturale determinata dagli incalzanti progressi della tecnologia, ed \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente un allineamento a interessi commerciali, che genera una cultura radicata nel consumismo.<\/p>\n<p>Questo sbilanciamento minaccia di sovvertire l\u2019ordine dei valori inerenti alla creazione di relazioni, all\u2019educazione e alla trasmissione dei costumi sociali, mentre i genitori, i parenti pi\u00f9 stretti e gli educatori devono rimanere i principali canali di trasmissione della cultura, a vantaggio dei quali i Governi dovrebbero limitarsi a un ruolo di supporto delle loro responsabilit\u00e0 formative. In quest\u2019ottica si colloca anche l\u2019educazione come alfabetizzazione mediatica, volta ad offrire strumenti essenziali per promuovere le capacit\u00e0 di pensiero critico, per dotare i giovani dei mezzi necessari alla crescita personale e alla partecipazione attiva al futuro delle loro societ\u00e0.<\/p>\n<p>Una diplomazia della speranza \u00e8 perci\u00f2 anzitutto una\u00a0<i>diplomazia della verit\u00e0<\/i>. Laddove viene a mancare il legame fra realt\u00e0, verit\u00e0 e conoscenza, l\u2019umanit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 in grado di parlarsi e di comprendersi, poich\u00e9 vengono a mancare le fondamenta di un linguaggio comune, ancorato alla realt\u00e0 delle cose e dunque universalmente comprensibile. Lo scopo del linguaggio \u00e8 la comunicazione, che ha successo solo se le parole sono precise e se il significato dei termini \u00e8 generalmente accettato. Il racconto biblico della Torre di Babele mostra che cosa succede quando ciascuno parla solo con \u201cla sua\u201d lingua.<\/p>\n<p>Comunicazione, dialogo, e impegno per il bene comune richiedono la buona fede e l\u2019adesione a un linguaggio comune. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente importante nell\u2019ambito diplomatico, specialmente nei contesti multilaterali. L\u2019impatto e il successo di ogni parola, delle dichiarazioni, risoluzioni e in generale dei testi negoziati dipende da questa condizione. \u00c8 un dato di fatto che il multilateralismo \u00e8 forte ed efficace solo quando si concentra sulle questioni trattate e utilizza un linguaggio semplice, chiaro e concordato.<\/p>\n<p>Risulta quindi particolarmente preoccupante il tentativo di strumentalizzare i documenti multilaterali \u2013 cambiando il significato dei termini o reinterpretando unilateralmente il contenuto dei trattati sui diritti umani \u2013 per portare avanti ideologie che dividono, che calpestano i valori e la fede dei popoli. Si tratta infatti di una vera colonizzazione ideologica che, secondo programmi studiati a tavolino, tenta di sradicare le tradizioni, la storia e i legami religiosi dei popoli. Si tratta di una mentalit\u00e0 che, presumendo di aver superato quelle che considera \u201cle pagine buie della storia\u201d, fa spazio alla\u00a0<i>cancel culture<\/i>;\u00a0<i><\/i>non tollera differenze e si concentra sui diritti degli individui, trascurando i doveri nei riguardi degli altri, in particolare dei pi\u00f9 deboli e fragili\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. In tale contesto \u00e8 inaccettabile, ad esempio, parlare di un cosiddetto \u201cdiritto all\u2019aborto\u201d che contraddice i diritti umani, in particolare il diritto alla vita. Tutta la vita va protetta, in ogni suo momento, dal concepimento alla morte naturale, perch\u00e9 nessun bambino \u00e8 un errore o \u00e8 colpevole di esistere, cos\u00ec come nessun anziano o malato pu\u00f2 essere privato di speranza e scartato.<\/p>\n<p>Tale approccio risulta particolarmente gravido di conseguenze nell\u2019ambito di diversi organismi multilaterali. Penso in modo particolare all\u2019Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, di cui la Santa Sede \u00e8 membro fondatore, avendo preso parte attiva ai negoziati che, mezzo secolo fa, hanno condotto alla Dichiarazione di Helsinki del 1975. \u00c8 quanto mai urgente recuperare lo \u201cspirito di Helsinki\u201d, con il quale gli Stati contrapposti e considerati \u201cnemici\u201d sono riusciti a creare uno spazio d\u2019incontro, e non abbandonare il dialogo come strumento per risolvere i conflitti.<\/p>\n<p>Al contrario, le istituzioni multilaterali, la maggior parte delle quali \u00e8 sorta al termine della seconda guerra mondiale, ottant\u2019anni fa, non sembrano pi\u00f9 in grado di garantire la pace e la stabilit\u00e0, la lotta contro la fame e lo sviluppo per i quali erano state create, n\u00e9 di rispondere in modo davvero efficace alle nuove sfide del XXI secolo, quali le questioni ambientali, di salute pubblica, culturali e sociali, nonch\u00e9 le sfide poste dall\u2019intelligenza artificiale. Molte di esse necessitano di essere riformate, tenendo presente che qualsiasi riforma deve essere costruita sui principi di sussidiariet\u00e0 e solidariet\u00e0 e nel rispetto di una sovranit\u00e0 paritaria degli Stati, mentre duole constatare che c\u2019\u00e8 il rischio di una \u201cmonadologia\u201d e della frammentazione in\u00a0<i>like-minded clubs<\/i>\u00a0che lasciano entrare solo quanti la pensano allo stesso modo.<\/p>\n<p>Ciononostante, non sono mancati e non mancano segni incoraggianti, laddove c\u2019\u00e8 la buona volont\u00e0 di incontrarsi. Penso al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/1984\/november\/documents\/hf_jp-ii_spe_19841130_delegazioni-argentina-cile.html\">Trattato di pace e di amicizia tra Argentina e Cile, firmato nella Citt\u00e0 del Vaticano il 29 novembre 1984<\/a>, che, con la mediazione della Santa Sede e la buona volont\u00e0 della Parti, ha posto fine alla disputa del Canale di Beagle, dimostrando che pace e amicizia sono possibili quando due membri della Comunit\u00e0 internazionale rinunciano all\u2019uso della forza e si impegnano solennemente a rispettare tutte le regole del diritto internazionale e a promuovere la cooperazione bilaterale. Pi\u00f9 recentemente, penso ai segnali positivi di una ripresa dei negoziati per ritornare alla piattaforma dell\u2019accordo sul nucleare iraniano, con l\u2019obiettivo di garantire un mondo pi\u00f9 sicuro per tutti.<\/p>\n<p><i>Fasciare le piaghe dei cuori spezzati<\/i><\/p>\n<p>Una diplomazia della speranza \u00e8 pure una\u00a0<i>diplomazia di perdono<\/i>, capace, in un tempo pieno di conflitti aperti o latenti, di ritessere i rapporti lacerati dall\u2019odio e dalla violenza, e cos\u00ec fasciare le piaghe dei cuori spezzati delle troppe vittime. Il mio auspicio per questo 2025 \u00e8 che tutta la Comunit\u00e0 internazionale si adoperi anzitutto per porre fine alla guerra che da quasi tre anni insanguina la martoriata Ucraina e che ha causato un enorme numero di vittime, inclusi tanti civili. Qualche segno incoraggiante \u00e8 apparso all\u2019orizzonte, ma molto lavoro \u00e8 ancora necessario per costruire le condizioni di una pace giusta e duratura e per sanare le ferite inflitte dall\u2019aggressione.<\/p>\n<p>Allo stesso modo rinnovo l\u2019appello a un cessate-il-fuoco e alla liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza, dove c\u2019\u00e8 una situazione umanitaria gravissima e ignobile, e chiedo che la popolazione palestinese riceva tutti gli aiuti necessari. Il mio auspicio \u00e8 che Israeliani e Palestinesi possano ricostruire i ponti del dialogo e della fiducia reciproca, a partire dai pi\u00f9 piccoli, affinch\u00e9 le generazioni a venire possano vivere fianco a fianco nei due Stati, in pace e sicurezza, e Gerusalemme sia la \u201ccitt\u00e0 dell\u2019incontro\u201d, dove convivono in armonia e rispetto i cristiani, gli ebrei e i musulmani. Proprio nel giugno scorso, nei giardini vaticani, abbiamo ricordato tutti insieme il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/june\/documents\/20240607-commemorazione.html\">decimo anniversario dell\u2019Invocazione per la Pace in Terra Santa<\/a>\u00a0che l\u20198 giugno 2014 vide la presenza dell\u2019allora Presidente dello Stato d\u2019Israele, Shimon Peres, e del Presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas, insieme al Patriarca Bartolomeo I. Quell\u2019incontro aveva testimoniato che il dialogo \u00e8 sempre possibile e che non possiamo arrenderci all\u2019idea che l\u2019inimicizia e l\u2019odio tra i popoli abbiano il sopravvento.<\/p>\n<p>Occorre tuttavia rilevare anche che la guerra \u00e8 alimentata dal continuo proliferare di armi sempre pi\u00f9 sofisticate e distruttive. Reitero stamani l\u2019appello affinch\u00e9 \u00abcon il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari costituiamo un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e per lo sviluppo dei Paesi pi\u00f9 poveri, cos\u00ec che i loro abitanti non ricorrano a soluzioni violente o ingannevoli e non siano costretti ad abbandonare i loro Paesi per cercare una vita pi\u00f9 dignitosa\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>La guerra \u00e8 sempre un fallimento! Il coinvolgimento dei civili, soprattutto bambini, e la distruzione delle infrastrutture non sono solo una disfatta, ma equivalgono a lasciare che tra i due contendenti l\u2019unico a vincere sia il male. Non possiamo minimamente accettare che si bombardi la popolazione civile o si attacchino infrastrutture necessarie alla sua sopravvivenza. Non possiamo accettare di vedere bambini morire di freddo perch\u00e9 sono stati distrutti ospedali o \u00e8 stata colpita la rete energetica di un Paese.<\/p>\n<p>Tutta la Comunit\u00e0 internazionale sembra apparentemente essere d\u2019accordo sul rispetto del diritto internazionale umanitario, tuttavia la sua mancata piena e concreta realizzazione pone delle domande. Se abbiamo dimenticato cosa c\u2019\u00e8 alla base, le fondamenta stesse della nostra esistenza, della sacralit\u00e0 della vita, dei principi che muovono il mondo, come possiamo pensare che tale diritto sia effettivo? \u00c8 necessaria una riscoperta di questi valori, e che essi a loro volta si incarnino in precetti della pubblica coscienza, affinch\u00e9 sia davvero\u00a0<i>il principio di umanit\u00e0<\/i>\u00a0alla base dell\u2019agire. Pertanto, auspico che quest\u2019anno giubilare sia un tempo propizio in cui la Comunit\u00e0 internazionale si adoperi attivamente affinch\u00e9 i diritti inviolabili dell\u2019uomo non siano sacrificati a fronte di esigenze militari.<\/p>\n<p>Su tali presupposti, chiedo che si continui a lavorare affinch\u00e9 l\u2019inosservanza del diritto internazionale umanitario non sia pi\u00f9 un\u2019opzione. Sono necessari ulteriori sforzi perch\u00e9 venga dato effetto a quanto discusso anche durante la 34\u00aa Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che ha avuto luogo lo scorso ottobre a Ginevra. \u00c8 stato da poco celebrato il 75\u00b0 Anniversario delle Convenzioni di Ginevra, e rimane indispensabile che le norme e i principi su cui esse si fondano trovino compimento negli ancora troppi teatri di guerra aperti.<\/p>\n<p>Tra questi penso ai diversi conflitti che persistono nel continente africano, in modo particolare nel Sudan, nel Sahel, nel Corno d\u2019Africa, in Mozambico, dove c\u2019\u00e8 una grave crisi politica in atto, e nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo, dove la popolazione \u00e8 colpita da pesanti carenze sanitarie e umanitarie, aggravate talvolta dalla piaga del terrorismo, che provocano perdite di vite umane e lo sfollamento di milioni di persone. A ci\u00f2 si aggiungono gli effetti devastanti delle inondazioni e della siccit\u00e0, che peggiorano le gi\u00e0 precarie condizioni di varie parti dell\u2019Africa.<\/p>\n<p>La prospettiva di una diplomazia del perdono non \u00e8 per\u00f2 chiamata solo a sanare i conflitti internazionali o regionali. Essa investe ciascuno della responsabilit\u00e0 di farsi\u00a0<i>artigiano di pace<\/i>, perch\u00e9 si possano edificare societ\u00e0 realmente pacifiche, in cui le legittime differenze politiche, ma anche sociali, culturali, etniche e religiose costituiscano una ricchezza e non una sorgente di odio e divisione.<\/p>\n<p>Il mio pensiero va in modo particolare al Myanmar, dove la popolazione soffre grandemente a causa dei continui scontri armati, che obbligano la gente a fuggire dalle proprie case e a vivere nella paura.<\/p>\n<p>Duole poi constatare che permangono, specialmente nel continente americano, diversi contesti di acceso scontro politico e sociale. Penso ad Haiti, dove auspico che si possano quanto prima compiere i passi necessari per ristabilire l\u2019ordine democratico e fermare la violenza. Penso pure al Venezuela e alla grave crisi politica in cui si dibatte. Essa potr\u00e0 essere superata solo attraverso l\u2019adesione sincera ai valori della verit\u00e0, della giustizia e della libert\u00e0, attraverso il rispetto della vita, della dignit\u00e0 e dei diritti di ogni persona \u2013 anche di quanti sono stati arrestati in seguito alle vicende dei mesi scorsi \u2013, attraverso il rifiuto di ogni tipo di violenza e, auspicabilmente, l\u2019avvio di negoziati in buona fede e finalizzati al bene comune del Paese. Penso alla Bolivia, che sta attraversando una preoccupante situazione politica, sociale ed economica; come pure alla Colombia, dove confido che con l\u2019aiuto di tutti si possa superare la molteplicit\u00e0 dei conflitti che hanno lacerato il Paese da troppo tempo. Penso, infine, al Nicaragua, dove la Santa Sede, che \u00e8 sempre disponibile a un dialogo rispettoso e costruttivo, segue con preoccupazione le misure adottate nei confronti di persone e istituzioni della Chiesa e auspica che la libert\u00e0 religiosa e gli altri diritti fondamentali siano adeguatamente garantiti a tutti.<\/p>\n<p>Effettivamente non c\u2019\u00e8 vera pace se non viene garantita anche la libert\u00e0 religiosa, che implica il rispetto della coscienza dei singoli e la possibilit\u00e0 di manifestare pubblicamente la propria fede e l\u2019appartenenza ad una comunit\u00e0. In tal senso preoccupano molto le crescenti espressioni di antisemitismo, che condanno fortemente e che interessano un sempre maggior numero di comunit\u00e0 ebraiche nel mondo.<\/p>\n<p>Non posso tacere le numerose persecuzioni contro varie comunit\u00e0 cristiane spesso perpetrate da gruppi terroristici, specialmente in Africa e in Asia, e neppure le forme pi\u00f9 \u201cdelicate\u201d di limitazione della libert\u00e0 religiosa che si riscontrano talvolta anche in Europa, dove crescono norme legali e prassi amministrative che \u00ablimitano o annullano di fatto i diritti che formalmente le Costituzioni riconoscono ai singoli credenti e ai gruppi religiosi\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Al riguardo, desidero ribadire che la libert\u00e0 religiosa costituisce \u00abun\u2019acquisizione di civilt\u00e0 politica e giuridica\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, poich\u00e9, quando essa \u00ab\u00e8 riconosciuta, la dignit\u00e0 della persona umana \u00e8 rispettata nella sua radice, e si rafforzano l\u2019ethos e le istituzioni dei popoli\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>I cristiani possono e vogliono contribuire attivamente all\u2019edificazione delle societ\u00e0 in cui vivono. Anche laddove non sono maggioranza nella societ\u00e0, essi sono cittadini a pieno titolo, specialmente in quelle terre in cui abitano da tempo immemorabile. Mi riferisco in modo particolare alla Siria, che dopo anni di guerra e devastazione, sembra stia percorrendo una via di stabilit\u00e0. Auspico che l\u2019integrit\u00e0 territoriale, l\u2019unit\u00e0 del popolo siriano e le necessarie riforme costituzionali non siano compromesse da nessuno, e che la Comunit\u00e0 internazionale aiuti la Siria ad essere terra di convivenza pacifica dove tutti i siriani, inclusa la componente cristiana, possano sentirsi pienamente cittadini e partecipare al bene comune di quella cara Nazione.<\/p>\n<p>Parimenti penso all\u2019amato Libano,auspicando che il Paese, con l\u2019aiuto determinante della componente cristiana, possa avere la necessaria stabilit\u00e0 istituzionale per affrontare la grave situazione economica e sociale, ricostruire il sud del Paese colpito dalla guerra e implementare pienamente la Costituzione e gli Accordi di Taif. Tutti i libanesi lavorino affinch\u00e9 il volto del Paese dei Cedri non sia mai sfigurato dalla divisione, ma risplenda sempre per il \u201cvivere insieme\u201d e il Libano rimanga un Paese-messaggio di coesistenza e di pace.<\/p>\n<p><i>Proclamare la libert\u00e0 degli schiavi<\/i><\/p>\n<p>Duemila anni di cristianesimo hanno contribuito a eliminare la schiavit\u00f9 da ogni ordinamento giuridico. Ciononostante esistono ancora molteplici forme di schiavit\u00f9, a cominciare da quella poco riconosciuta ma assai praticata che interessa il lavoro. Troppe persone vivono schiave del proprio lavoro, trasformato da mezzo in fine della propria vita, e spesso sono schiave di condizioni lavorative disumane, in termini di sicurezza, orari di lavoro e salario. Occorre adoperarsi per creare condizioni degne di lavoro e perch\u00e9 il lavoro, di per s\u00e9 nobile e nobilitante, non diventi un ostacolo per la realizzazione e la crescita della persona umana. Nello stesso tempo, \u00e8 necessario garantire che esistano effettive possibilit\u00e0 di lavoro, specialmente laddove una diffusa disoccupazione favorisce il lavoro nero e conseguentemente la criminalit\u00e0.<\/p>\n<p>Esiste poi l\u2019orribile schiavit\u00f9 delle tossicodipendenze, che colpisce specialmente i giovani. \u00c8 inaccettabile vedere quante vite, famiglie e Paesi, vengono rovinati da tale piaga, che sembra dilagare sempre pi\u00f9, anche per l\u2019avvento di droghe sintetiche spesso mortali, rese ampiamente disponibili dall\u2019esecrabile fenomeno del narcotraffico.<\/p>\n<p>Tra le altre schiavit\u00f9 del nostro tempo, una delle pi\u00f9 tremende \u00e8 quella praticata dai trafficanti di uomini: persone senza scrupoli, che sfruttano il bisogno di migliaia di persone in fuga da guerre, carestie, persecuzioni o dagli effetti dei cambiamenti climatici e in cerca di un luogo sicuro per vivere. Una diplomazia della speranza \u00e8 una\u00a0<i>diplomazia di libert\u00e0<\/i>, che richiede l\u2019impegno condiviso della Comunit\u00e0 internazionale per eliminare questo\u00a0<i>miserabile commercio<\/i>.<\/p>\n<p>In pari tempo, occorre prendersi cura delle vittime di questi traffici, che sono i migranti stessi, costretti a percorrere a piedi migliaia di chilometri in America centrale come nel deserto del Sahara, o ad attraversare il mare Mediterraneo o il canale della Manica in imbarcazioni di fortuna sovraffollate, per poi finire respinti o trovarsi clandestini in una terra straniera. Dimentichiamo facilmente che ci troviamo davanti a persone che occorre accogliere, proteggere, promuovere e integrare\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Con grande sconforto rilevo, invece, che le migrazioni sono ancora coperte da una nube scura di diffidenza, invece di essere considerate una fonte di accrescimento. Si considerano le persone in movimento solo come un problema da gestire. Esse non possono venire assimilate a oggetti da collocare, ma hanno una dignit\u00e0 e risorse da offrire agli altri; hanno i loro vissuti, bisogni, paure, aspirazioni, sogni, capacit\u00e0, talenti. Solo in questa prospettiva si potranno fare passi avanti per affrontare un fenomeno che richiede un apporto congiunto da parte di tutti i Paesi, anche attraverso la creazione di percorsi regolari sicuri.<\/p>\n<p>Rimane poi cruciale affrontare le cause profonde dello spostamento, affinch\u00e9 lasciare la propria casa per cercarne un\u2019altra sia una scelta e non un \u201cobbligo di sopravvivenza\u201d. In tale prospettiva, ritengo fondamentale un impegno comune a investire nell\u2019ambito della cooperazione allo sviluppo, per contribuire a sradicare alcune delle cause che inducono le persone a emigrare.<\/p>\n<p><i>Proclamare la scarcerazione dei prigionieri<\/i><\/p>\n<p>La diplomazia della speranza \u00e8 infine una\u00a0<i>diplomazia di giustizia<\/i>, senza la quale non pu\u00f2 esservi pace. L\u2019anno giubilare \u00e8 un tempo favorevole per praticare la giustizia, per rimettere i debiti e commutare le pene dei prigionieri. Non vi \u00e8 per\u00f2 debito che consenta ad alcuno, compreso lo Stato, di esigere la vita di un altro. Al riguardo, reitero il mio appello perch\u00e9 la pena di morte sia eliminata in tutte le Nazioni\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, poich\u00e9 essa non trova oggi giustificazione alcuna tra gli strumenti atti a riparare la giustizia.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, non possiamo dimenticare che in un certo senso siamo tutti prigionieri, perch\u00e9 siamo tutti debitori: lo siamo verso Dio, verso gli altri e anche verso la nostra amata Terra, dalla quale traiamo l\u2019alimento quotidiano. Come ho richiamato nell\u2019annuale\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/peace\/documents\/20241208-messaggio-58giornatamondiale-pace2025.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace<\/a><\/i>, \u00abciascuno di noi deve in qualche modo sentirsi responsabile per la devastazione a cui \u00e8 sottoposta la nostra casa comune\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Sempre pi\u00f9 la natura sembra ribellarsi all\u2019azione dell\u2019uomo, mediante manifestazioni estreme della sua potenza. Ne sono un esempio le devastanti alluvioni che si sono verificate in Europa centrale e in Spagna, come pure i cicloni che hanno colpito in primavera il Madagascar e, poco prima di Natale, il Dipartimento francese di Mayotte e il Mozambico.<\/p>\n<p>Non possiamo rimanere indifferenti a tutto ci\u00f2! Non ne abbiamo il diritto! Piuttosto, abbiamo il dovere di esercitare il massimo sforzo per la cura della nostra casa comune e di coloro che la abitano e la abiteranno.<\/p>\n<p>Nel corso della COP 29 a Baku sono state adottate decisioni per garantire maggiori risorse finanziarie per l\u2019azione climatica. Mi auguro che esse consentano la condivisione delle risorse a favore dei molti Paesi vulnerabili alla crisi climatica e sui quali grava il fardello di un debito economico opprimente. In quest\u2019ottica, mi rivolgo alle nazioni pi\u00f9 benestanti perch\u00e9 condonino i debiti di Paesi che mai potrebbero ripagarli. Non si tratta solo di un atto di solidariet\u00e0 o magnanimit\u00e0, ma soprattutto di giustizia, gravata anche da una nuova forma di iniquit\u00e0 di cui oggi siamo sempre pi\u00f9 consapevoli: il \u201cdebito ecologico\u201d, in particolare tra il Nord e il Sud\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Anche in funzione del debito ecologico, \u00e8 importante individuare modalit\u00e0 efficaci per convertire il debito estero dei Paesi poveri in politiche e programmi efficaci, creativi e responsabili di sviluppo umano integrale. La Santa Sede \u00e8 pronta ad accompagnare questo processo nella consapevolezza che non ci sono frontiere o barriere, politiche o sociali, dietro le quali ci si possa nascondere\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p>Prima di concludere, vorrei esprimere in questa sede, il mio cordoglio e la mia preghiera per le vittime e per quanti stanno soffrendo a causa del terremoto che due giorni fa ha colpito il Tibet.<\/p>\n<p>Cari Ambasciatori,<\/p>\n<p>nella prospettiva cristiana il Giubileo \u00e8 un tempo di grazia. E come vorrei che questo 2025 fosse veramente un anno di grazia, ricco di verit\u00e0, di perdono, di libert\u00e0, di giustizia e di pace! \u00abNel cuore di ogni persona \u00e8 racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>\u00a0e ciascuno di noi \u00e8 chiamato a farla fiorire intorno a s\u00e9. \u00c8 questo il mio pi\u00f9 cordiale augurio a tutti voi, cari Ambasciatori, alle vostre famiglie, ai governi e ai popoli che rappresentate: che la speranza fiorisca nei nostri cuori e il nostro tempo trovi la pace che tanto desidera. Grazie.<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#27\">Fratelli tutti<\/a>\u00a0<\/i>(3 ottobre 2020), 27.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2022\/july\/documents\/20220727-autorita-canada.html\">Discorso alle Autorit\u00e0 civili, ai Rappresentanti delle popolazioni indigene e al Corpo diplomatico<\/a>,\u00a0<\/i>Citadelle de Qu\u00e9bec, 27 luglio 2022.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#262\">Fratelli tutti<\/a><\/i>\u00a0(3 ottobre 2020), 262; cfr S. Paolo VI, Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>\u00a0(26 marzo 1967), 51.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0S. Giovanni Paolo II,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_jp-ii_mes_19871208_xxi-world-day-for-peace.html\">Messaggio per la XXI Giornata Mondiale della Pace<\/a><\/i>, 1\u00b0 gennaio 1988, n. 2.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20101208_xliv-world-day-peace.html\">Messaggio per la XLIV Giornata Mondiale della Pace<\/a><\/i>, 1\u00b0 gennaio 2011, n. 5.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20101208_xliv-world-day-peace.html\">Ibidem<\/a><\/i>.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2017\/february\/documents\/papa-francesco_20170221_forum-migrazioni-pace.html\">Discorso ai partecipanti al Forum Internazionale \u201cMigrazioni e pace\u201d<\/a><\/i>, 21 febbraio 2017.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/peace\/documents\/20241208-messaggio-58giornatamondiale-pace2025.html\">Messaggio per la LVIII Giornata Mondiale della Pace<\/a><\/i>, 1\u00b0 gennaio 2025, n. 11.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/peace\/documents\/20241208-messaggio-58giornatamondiale-pace2025.html\">Ivi<\/a><\/i>, n. 4.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0Cfr Bolla\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/bulls\/documents\/20240509_spes-non-confundit_bolla-giubileo2025.html\">Spes non confundit<\/a><\/i>\u00a0(9 maggio 2024),16; Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#51.\">Laudato si\u2019<\/a>\u00a0<\/i>(24 maggio 2015), 51.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Cfr\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#52.\">Laudato si\u2019<\/a><\/i>, 52.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2025\/january\/documents\/20250109-corpo-diplomatico.html#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0Bolla\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/bulls\/documents\/20240509_spes-non-confundit_bolla-giubileo2025.html\">Spes non confundit<\/a><\/i>, 1.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Udienza con il corpo diplomatico<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":116545,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[123,67],"tags":[4113,40126,27179,665,40122,40124,40123,40125,1466,19470,2487,21266,40128,40127,40129,6105,40130,251,40131,40132,40133,26587],"class_list":["post-116580","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-discorsi","category-leone-xiv","tag-antisemitismo-it","tag-conflitto-di-gaza","tag-crisi-globale","tag-dialogo-interreligioso","tag-diplomazia-della-speranza","tag-diplomazia-internazionale","tag-diplomazia-papale","tag-diplomazia-religiosa","tag-diritti-umani","tag-diritto-alla-vita","tag-featured-3","tag-giustizia-e-pace","tag-guerra-e-diritti-umani","tag-guerra-mondiale","tag-medio-oriente-e-pace","tag-pace-in-ucraina","tag-papa-e-guerra","tag-papa-francesco","tag-persecuzioni-religiose","tag-santa-sede-e-diplomazia","tag-situazione-a-gaza","tag-violenza-e-pace"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Papa Francesco chiede pace, dialogo e speranza di fronte alle minacce globali &#8211; 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