Sono emotivamente dipendente?
Segnali, cause e chiavi per superare la dipendenza emotiva

La dipendenza emotiva può essere definita come un modello cronico di richieste e bisogni emotivi insoddisfatti che si cerca disperatamente di soddisfare in modo disadattivo attraverso le relazioni interpersonali.
La persona dipendente ha una carenza o un vuoto, una ferita emotiva e, per questo, senza rendersene conto, esige affetto, amore e apprezzamento.
Come si manifesta?
- Intensa paura dell’abbandono.
- Grande vulnerabilità al rifiuto.
- Paura di non essere più amati o di sentirsi meno importanti.
- La vita ti sembra schiacciante e pensi di non poterla affrontare da solo.
- Credi di non essere in grado di prenderti cura di te stesso e di aver bisogno dell’aiuto degli altri.
- Ti senti come se fossi costantemente in difficoltà nel far fronte ai tuoi impegni quotidiani.
- Sembri insicuro quando devi prendere una decisione e ti rivolgi a diverse persone per chiedere consiglio.
- Hai la sensazione che manchi qualcosa, che non sei capace.
- Sensazioni di disperazione e panico.
- Eviti i compiti che ritieni troppo difficili per te, come guidare, gestire le finanze, prendere decisioni, assumerti nuove responsabilità e apprendere nuovi ambiti di competenza.
- Spesso permetti agli altri di offenderti, sottometterti o sminuirti per mantenere la dipendenza; faresti qualsiasi cosa per impedire alla persona di andarsene.
Raccomandazioni
- Riconosci il tuo problema di dipendenza emotiva.
- Impara a essere assertivo e a dire “NO”
- Lavora sulla tua valutazione personale.
- Impara a stare da solo e a trascorrere del tempo solo con te stesso
- Costringiti sistematicamente a prendere decisioni e a svolgere compiti senza chiedere aiuto. Iniziare prima con le attività più semplici.
- Non chiedere continuamente consigli e conforto.
- Affronta nuove sfide e responsabilità.
- Chiedi aiuto a uno psicologo professionista.
Progetto ANIMA
Il Progetto Anima nasce dall’esigenza di fornire risorse di supporto a tutte quelle persone che stanno attraversando una brutta situazione personale (mentale, fisica, ma soprattutto spirituale) e che attraverso l’accesso alle informazioni, alla formazione, alle metodologie (sotto la grazia di Dio) possano CRESCERE, MATURARE E PERMANERE nella vita cristiana, verso la maturità spirituale, “ESSERE SANTI PERCHÉ IO SONO SANTO” (permeando il corpo, l’anima, la psiche), utilizzando per questo gli insegnamenti della verità rivelata nella Parola di Dio, e nella saggezza depositata nei discepoli che hanno seguito il suo esempio e la sua luce.
Articolo: preparato dalla psicologa Mónica Caballero e diffuso dal Progetto ANIMA attraverso la sua pagina Catholic Psychologists Network.
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